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coppermine
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Postato da Antonio il Sabato, 11 marzo @ 14:34:11 CET (3247 letture)
27 gennaio - giorno della memoria
Postato da Grazia01 il Venerdì, 27 gennaio @ 13:01:28 CET (20 letture)
27 gennaio - Giorno della memoria La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (maggiormente nota con il suo nome tedesco di Auschwitz), scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista. ![]() Con il termine Shoah venne ufficialmente indicato lo sterminio degli ebrei operato dai nazisti. Questo vocabolo venne usato per la prima volta nel 1938 nella Palestina sottoposta al mandato britannico durante una riunione del Comitato Centrale del Partito Socialista, in riferimento al pogrom della cosiddetta “Notte dei Cristalli”. ![]() ![]() ![]() Nella parola Shoah, voce biblica che significa “catastrofe, disastro”, è implicito che quanto è accaduto non ha alcun significato religioso, contrariamente a ciò che richiama il termine olocausto, spesso usato, che rinvia a un’idea di sacrificio di espiazione. La Shoah è piuttosto un genocidio, ovvero un’azione criminale che, attraverso un complesso e preordinato insieme di azioni, è finalizzata alla distruzione di un gruppo etnico, nazionale, razziale o religioso. ![]() INFERNO La Divina Commedia sarebbe un’opera di grande sensazione se Dante, invece che all’Inferno, fosse stato nei campi di concentramento. Halina Szuman, Auschwitz, 1944 ![]() LETTERA ALLA MADRE frammento […] Fili elettrici, alti e doppi, non ti lasceranno mai più rivedere tua figlia, Mamma. Non credere alle mie lettere censurate, ben diversa è la verità; ma non piangere, Mamma. E se vuoi seguire le tracce di tua figlia non chiedere a nessuno, non bussare a nessuna porta: cerca le ceneri nei campi di Auschwitz, le troverai lì. Ma non piangere — qui c’è già troppa amarezza. E se vuoi scoprire le tracce di tua figlia cerca le ceneri nei campi di Birkenau: saranno lì — Cerca, cerca le ceneri nei campi di Auschwitz, nei boschi di Birkenau. Cerca le ceneri, Mamma — io sarò lì! Monika Dombke, Birkenau, 1943 Buongiorno!
Postato da Grazia01 il Giovedì, 26 gennaio @ 10:14:56 CET (14 letture)
![]() Ogni mattina è una giornata intera che riceviamo dalle mani di Dio. E' un capolavoro di giornata che viene a chiederci di essere vissuto. Se potessimo frugare il mondo e vedere questo giorno elaborarsi e nascere dal ... fondo dei secoli, comprenderemmo il valore di un solo giorno umano. M. Delbrel ![]() Se accanto a te c'è qualcuno che soffre, piangi con lui. Se c'è qualcuno che è felice, ridi con lui. L'amore vede e guarda, ode e ascolta. Amare è partecipare, completamente, con tutto l'essere. Chi ama scopre in sè infinite risorse di consolazione e compartecipazione. Siamo angeli con un'ala sola: possiamo volare solo se ci teniamo abbracciati. B. Ferrero ![]() E PER UNA SERENA GIORNATA La vita è lunga: camminiamo insieme. La vita è difficile: aiutiamoci a vicenda. La vita è piena di gioia: condividiamola. ![]() Buona giornata ![]() Il mondo oltre la baia
Postato da Grazia01 il Giovedì, 26 gennaio @ 09:22:01 CET (13 letture)
![]() Il mondo oltre la baia di Beverly Jensen La baia spazzata dal vento, il fragore dell’oceano, il sapore delle patate e delle aringhe, la vastità e la solitudine. Una fattoria abbarbicata alla dura terra è il mondo di Avis e Idella, sorelle diversissime tra loro, unite forse solo dalla voglia di fuggire, evadere, trovare nuove strade e nuovi mondi. Il fratello maggiore Dalton, solitario e introverso. L’amata madre che muore dando alla luce la piccola Emma, il padre che si ritrova con quattro figli, sperduto in un luogo conosciuto ed amato, ma complicato e rude. Beverly Jensen ci regala una storia familiare densa di sapori, odori, emozioni. Le vite di Idella e Avis, ma anche quelle dei loro cari, scorrono di fronte ai nostri occhi, ora impetuose ed incontrollabili, ora pacate e solari, ora oscure e ferite. L'AMICIZIA E'UN DONO
Postato da rosarossa il Mercoledì, 25 gennaio @ 23:01:37 CET (23 letture)
![]() L'AMICIZIA E' UN DONO L'amicizia è un sentimento nobile e sincero, arricchisce l'anima di gioia e di calore rischiara la vita, esorta ad amare l'affetto abbraccia, conforta il dolore. E' un sentimento su cui contare perchè è un vero legame d'amore! L'amicizia è affinità assoluta, sorride gioiosa, è sempre vicina dà buoni consigli tiene per mano. L'amicizia non è egoismo, ma un prezioso spontaneo dono Rosarossa Devo paragonarti ad un giorno d’estate?
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 25 gennaio @ 22:51:26 CET (14 letture)
![]() Devo paragonarti ad un giorno d’estate? Devo paragonarti ad un giorno d’estate? Tu sei più amabile e i più temperato: venti forti agitano i boccioli di maggio, e il periodo d’estate ha un termine troppo breve; qualche volta troppo caldo l’occhio del cielo brilla, e spesso è il suo dorato aspetto velato; ed ogni cosa bella dal bello una volta declina, per caso o perché la natura cambia il suo corso mutevole; ma la tua eterna estate non svanirà, ne’ perderà il possesso di quel bello che tu possiedi; ne’ la Morte si vanterà che tu vaghi nella sua ombra, quando in versi eterni al tempo tu cresci: fin quando gli uomini potranno respirare o gli occhi vedere, fin quando vive questo, e questo dà vita a te. W.Shakespeare Il paesaggio nell'Ottocento
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 25 gennaio @ 14:11:47 CET (25 letture)
Il paesaggio nell'Ottocento La straripante personalità di William Turner, vissuto a cavallo fra il XVIII e il XIX secolo, non può essere inserita in alcuno dei movimenti che animarono lo scenario artistico fra i due periodi storici, anche perché la sua pittura ebbe delle formidabili anticipazioni che lo portarono ai confini dell'informale, un movimento della seconda metà del Novecento che sembra preannunciato da molte delle opere del pittore inglese. ![]() William Turner; Veduta di Orvieto, Tate Gallery, Londra. Il paesaggio è per l'artista inglese uno dei soggetti prediletti: attraverso un uso sapiente del colore e della pennellata riesce a creare vedute di rara suggestione. Tuttavia, quel che qui interessa sottolineare è che Turner rifondò l'idea stessa di paesaggio, con una capacità di resa spaziale che a volte toglie il fiato, come nel caso del Mattino fra le alture di Coniston nel Cumberland. La veduta a strapiombo su una gola montana, attraversata da un torrente, è caratterizzata da una luminosità contrastata e contiene in nuce (giacché l'opera è del 1798) tutti gli elementi di quello che sarà il Turner maturo, ossia quello degli anni Trenta e Quaranta del XIX secolo. Già in opere come il Lago di Nemi, Paesaggio italiano (probabilmente Civita di Bagnoregio), questa tendenza allo scolorire delle forme in mere campiture di colore si fa ben presente e costituisce la novità di Turner che realizza queste vedute come se fossero evocazioni dall'anima. La capacità di fare del paesaggio la metafora di qualcos'altro, ossia di un sentimento, però, la ritroviamo anche in un altro grande artista dell'inizio dell'Ottocento: Caspar David Friedrich. ![]() Caspar David Friedrich, Il naufragio della "Speranza", Kunsthalle, Amburgo. La grande piramide di ghiaccio crea nello spettatore l'illusione di trovarsi all'interno della scena, protagonista inconsapevole di eventi più grandi di lui. L'artista tedesco trasfigura tutto quel che tocca donandogli una dimensione trascendente. Così, la luce di un'alba (La luce del mattino, 1808, Volkwang Museum, Essen) evoca la nascita della vita e il dischiudersi del primo giorno della Creazione, mentre quella di un tramonto (Due uomini in riva al mare al tramonto, 1807, Nationalgalerie, Berlino) rimanda alla conclusione dell'esistenza. Tutto in Friedrich è grandioso perché ogni sasso, ogni elemento del paesaggio rimanda a un cosmo animato da una divinità immanente, senza alcuna forzatura rispetto alla naturalezza dell'immagine. ![]() Caspar David Friedrich, Viagiatore sul mare di nebbia, Kunsthalle, Amburgo Nei suoi paesaggi la natura, vera protagonista incontrastata, è immortalata in tutti i suoi aspetti: cosmo animato da una divinità immanente. Albero spoglio
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 25 gennaio @ 10:03:43 CET (13 letture)
![]() - Vedo solo un fottutissimo albero spoglio e ne ho paura... - Perché? - Perché lo vedo ogni mattina, nel mio specchio. - Non mirare sempre in alto. Guarda bene. Non li vedi? - Cosa? ... - Giù, quei fili di speranza attorno all'albero... - No, non li vedo. - Chiudi gli occhi. - Dio, è vero... sono lì... Così li vedo... - E non ricordi come galoppava il tuo cuore quando si nutriva di uno di essi? Tu eri un cavallo alato capace di raggiungere nuvole dalla forme più strane e di far scendere da esse fiocchi di pura luce, tu eri capace di far passare l'arcobaleno nella cruna dell'ago del cuore di chi ti amava con una semplice parola o sguardo. - Io ero tutto questo? - Si, l'hai solo dimenticato. - E quella piuma, cos'è quella piuma cui l'ombra va incontro? - Non è un'ombra ma una parte del tuo cuore, la persona che hai amato di più. Sta andando a liberarsi dei pesi e di tutto il dolore che ha dovuto sostenere. Poserà lo zaino a terra, lo svuoterà dalle pietre e lascerà che la piuma ci voli dentro. Soltanto allora ripartirà. - Posso rivederla? stringerla? - Il cielo ha solo striature d'azzurro. Quando sarà interamente di quel colore, tu la rivedrai. - E tu chi sei? - Soltanto quel filo di speranza che non avevi visto. Carlo Bramanti La corriera
Postato da Grazia01 il Martedì, 24 gennaio @ 21:40:37 CET (19 letture)
![]() La corriera La corriera procede a strappi, muglia. Chi nativo di qui ravvisa il giogo cima per cima segue in lontanza tutta l'azzurra cavalcata; il vento profila i primi monti bruciati dall'altezza, fa livido il colore più cenere che fiamma che ha il querceto d'inverno su queste terre d'altipiano, sferza, ostacola i muli sulla tesa, stride sui cumuli di brace. Gli altri, chi recita il breviario a voce bassa, chi sonnecchia, chi parla dei suoi traffici di buoi, di lana, di granaglie e volge, se volge, un occhio disattento al vetro. Sediamo qui, persone nel viaggio, smaniosi alcuni dell'arrivo, alcuni volti tutti all'indietro, chi sospeso. Il pecoraio mette in fila il branco, lo stringe alle pareti del rialto, libera il passo, la corriera avanza e sballotta le teste e le cervici. Chiudo e apro gli occhi sopra questo lembo di patria, stretto contro lo schienale ascolto questa gente, questo vento, vivo per mediazione dei miei simili più di quanto lo sia in carne ed ossa. Mario Luzi Benvenuta GIUSI!
Postato da Grazia01 il Martedì, 24 gennaio @ 21:20:12 CET (13 letture)
Il pensiero di oggi
Postato da Grazia01 il Martedì, 24 gennaio @ 08:54:36 CET (20 letture)
Amami
Postato da Letty il Lunedì, 23 gennaio @ 10:36:49 CET (35 letture)
![]() Non darmi ghingheri e piattini... non li voglio non mi vedrai con tacchi e gioielli, non frequento discoteche e non esigo ristoranti... io voglio scegliere il colore delle tue lenzuola voglio darti baci mozzafiato voglio fare l'amore con le tue idee mentre mi parli di cosa mi cucini a cena voglio il camino acceso e il materasso per terra lo scricchiolio delle assi del tuo pavimento mentre ci cammino scalza... ho bisogno di aprire gli occhi e trovarti accanto a me di abbracciarti e mettere il naso tra la scapola e il collo per respirare il profumo della tua pelle Ho bisogno di pensarti addosso mentre facciamo l'amore e di sentirti tremare e vibrare dentro di me amandoti fino alla fine dei miei respiri... Letty Tutto nelle nostre anime
Postato da Grazia01 il Domenica, 22 gennaio @ 21:51:35 CET (17 letture)
Poesie di Patrizia Cavalli
Postato da Grazia01 il Domenica, 22 gennaio @ 13:57:13 CET (38 letture)
Poesie di Patrizia Cavalli ![]() Se ora tu bussassi alla mia porta e ti togliessi gli occhiali e io togliessi i miei che sono uguali e poi tu entrassi dentro la mia bocca senza temere baci diseguali e mi dicessi "Amore mio, ma che è successo?", sarebbe un pezzo di teatro di successo. ![]() Dopo anni tormenti e pentimenti quello che scopro e quello che mi resta è una banalità fresca e indigesta ![]() Ora che sei partita che sei sicuramente andata lo devo riconoscere non sono mutilata. Farò una passeggiata fino a via delle Grotte. L'AMICIZIA IN POESIA MUSICA ARTE E NON SOLO
Postato da Tony-Kospan il Domenica, 22 gennaio @ 01:01:13 CET (22 letture)
L'AMICIZIA IN POESIA MUSICA E ARTE a cura di Tony Kospan La dolce primavera è ancora lontana… anche se i giorni pian piano allungandosi… ce la fanno iniziare a sognare… Ma non è di clima o di stagioni che parleremo stavolta bensì di un tema di cui parliamo moltissimo qui nel web. E' quello, gettonatissimo e da millenni… dell'AMICIZIA ![]() Certo è un sentimento umano di tale importanza nella nostra vita che solo l'AMORE… può sovrastare… e dunque è un tema che ha sempre appassionato filosofi, pensatori, poeti e scrittori… ed ora, nel nostro piccolo, anche noi… del 3° millennio. Amicizia e amore a mio parere hanno poi in comune un aspetto molto importante affinché si possa dire che esistano davvero… la biunivocità… nel senso che sono del tutto monchi se non c'è… reciprocità… ![]() Chen Yi-fei – Amicizia Prima di passare alle poesie ecco la mini-selezione 2012 di pensieri o aforismi sull'amicizia… Tutti vogliono avere un amico, nessuno si preoccupa d’essere un amico. Alphonse Karr L’amicizia è una cosa strana: non si può stabilire da che cosa nasce, ma quando c’è la si sente. Nancy Hartwell Molte persone entreranno ed usciranno dalla tua vita, ma soltanto i veri amici lasceranno impronte nel tuo cuore. Eleanor Roosevelt ![]() Sono tante le poesie sull'amicizia ma di davvero belle a mio parere… pochine… per cui, per non ripetermi rispetto a quelle scelte negli altri anni, sono con difficoltà andato in cerca di nuove… o meglio… di meno note… Come sempre sarà bello leggere quelle che, su questo immortale tema, piacciono a voi… ![]() Magritte - L'amitié SE TU VUOI UN AMICO ~ A. de Saint-Exupèry ~ Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercati le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercati di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami. Amicizia di Vincenzo Cardarelli “Noi non ci conosciamo. Penso ai giorni che, perduti nel tempo, c’incontrammo, alla nostra incresciosa intimità. Ci siamo sempre lasciati senza salutarci, con pentimenti e scuse da lontano. Ci siam riaspettati al passo, bestie caure, cacciatori affinati, a sostenere faticosamente la nostra parte di estranei. Ritrosie disperanti, pause vertiginose e insormontabili, dicevan, nelle nostre confidenze, il contatto evitato e il vano incanto. Qualcosa ci è sempre rimasto, amaro vanto, di non aver ceduto ai nostri abbandoni, qualcosa ci è sempre mancato”. L'amicizia in poesia, pensieri, immagini
Postato da Grazia01 il Sabato, 21 gennaio @ 20:13:33 CET (39 letture)
L'amicizia in poesia, pensieri, immagini ![]() Lo splendore dell'Amicizia è l'ispirazione spirituale quando scopriamo che qualcuno crede in noi ed è disposto a fidarsi di noi. (R.W. Emerson) ![]() Non camminare davanti a me, potrei non seguirti; non camminare dietro di me, non saprei dove condurti cammina al mio fianco e saremo sempre amici. Anonimo cinese. ![]() “ Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercati le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercati di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami”. A. de Saint-Exupèry dal Piccolo Principe Mattino alla finestra - Thomas Stearns Eliot
Postato da Grazia01 il Sabato, 21 gennaio @ 12:55:36 CET (16 letture)
![]() Mattino alla finestra Sbattono piatti da colazione nelle cucine del seminterrato, E lungo i marciapiedi che risuonano di passi Scorgo anime umide di donne di servizio Sbucare sconsolate dai cancelli che danno sulla strada. Ondate brune di nebbia levano contro di me Volti contorti dal fondo della strada, Strappano a una passante con la gonna inzaccherata Un vacuo sorriso che s’alza leggero nell’aria E lungo il filo dei tetti svanisce. Thomas Stearns Eliot Pensiero ...la poesia è...
Postato da Grazia01 il Sabato, 21 gennaio @ 12:49:42 CET (14 letture)
Poesia haiku
Postato da Grazia01 il Sabato, 21 gennaio @ 12:44:18 CET (16 letture)
Ogni cuore ha le sue prigioni
Postato da Grazia01 il Venerdì, 20 gennaio @ 09:09:01 CET (25 letture)
![]() A volte i problemi ci assalgono, prendono di mira le nostre debolezze, modificando il nostro carattere….Ci ritroviamo nel panico, ci abbandoniamo a noi stessi. Iniziamo a trascurarci e ad evitare qualsiasi contatto col il mondo che ci circonda. E come se ci costruissimo un mondo tutto nostro, dove le sole presenze sono rappresentate da noi ed il nostro problema. E’ bello pensare pero’ che non siamo gli unici ad avere problemi, al contrario non potremmo andare avanti. I problemi si presentano sotto diverse forme,quasi sempre non sono altro che il contrario della verità; li incontriamo quando abbiamo timore di qualcosa che ci possa spaventare o addirittura deludere o, peggio ancora che ci possa procurare dolore. I due gentiluomini
Postato da Grazia01 il Giovedì, 19 gennaio @ 19:20:48 CET (24 letture)
![]() Due signori che non si conoscevano si incontrarono lungo la via. Casualmente uno sfiorò l'altro con la manica. L'altro allora disse sottovoce, ma in modo che si sentisse: - Asino -. - Idiota, - rispose il primo. Allora l'altro disse: - Siete un beota, un demente, un porco: proprio un porco, un porco schifoso, un cialtrone, un ebete, una ignobile carogna, un cafone, un pidocchio! -. - E Voi, - rispose il primo, - Voi credete ancora di essere una persona cococolta! Fatevelo dire, siete un idiota, un idiota, Ve lo dico, un bifolco, un vero bifolco, un porco, Voi siete un porco, un cane, Voi siete un cane, un orango, siete un orango. [ ... ] All'improvviso l'altro disse: - Vigliacco! - E il primo disse: - Vogliate perdonarmi, mi sono del tutto dimenticato di pesentarVi la mia fidanzata -. All'improvviso l'altro disse: - E io non mi sono ancora presentato. Permettetemi, mi chiamo Meier -. Al che il primo disse: - Meier anch'io, presidente della Società incremento razze canine -. All'improvviso l'altro Meier disse: - Non volete farVi socio del nostro club per il miglioramento della cultura? Siete la persona che fa per noi, siete un uomo di nobili intenti -. Al che il primo Meier ri- spose: - Mi considero onorato di avere conosciuto una persona come Voi. lo e il mio cane siamo felici di diventare soci del suo club -. I due signori, allora, si recarono, con fidanzata e cane, nei locali del club per il miglioramento della cultura. Brano del poeta dadaista tedesco Kut Schwitters Che noia la poesia
Postato da Grazia01 il Giovedì, 19 gennaio @ 17:48:40 CET (24 letture)
![]() Chi pensa che la poesia sia noiosa, inutile ed estranea alla nostra vita commette un errore. Perché in realtà il nostro cervello è letteralmente invaso da versi più o meno facili: dalle ninnenanne alle filastrocche, dalla pubblicità alle canzoni. Per quale motivo allora tanta gente proprio non sopporta la poesia? A questa domanda che cercano di rispondere Enzensberger e Berardinelli in un libro, dicendoci che cosa significa scrivere e leggere versi, spiegandoci secondo quali regole i poeti riescono a giocare meravigliosamente con le parole e fornendoci anche qualche indicazione sul «fai-da-te». Fra lettura e studio, ci viene suggerito, non dovrebbe esserci grande differenza: da Dante, il più difficile dei poeti, a Sandro Penna, in apparenza facile, leggere bene e con passione è già studiare. La porta della poesia è sempre aperta: basta entrare. Un altro pensiero...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 18 gennaio @ 19:57:29 CET (23 letture)
UNA LETTERA DI ASSUNZIONE SCRITTA DA LEONARDO
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 18 gennaio @ 19:52:41 CET (24 letture)
Nel 1482 Leonardo lascia Firenze e si trasferisce a Milano, alla corte di Ludovico Sforza detto il Moro: ha trent’anni, è un artista affermato, ed è alla ricerca di forti stimoli professionali (come la realizzazione di un colossale monumento equestre in bronzo per il padre di Ludovico, Francesco). Ci resterà fino al 1499. Prima di trasferirsi, l’artista aveva inviato al duca una lettera che è stata definita una vera e propria domanda d’assunzione. Una specie di curriculum, in cui si elencano tutte le sue abilità ordinate in dieci punti… nove dei quali sono usati per illustrare quanto sia bravo nell’ideare letali armi e macchine da guerra e solo uno, il decimo, presenta sinteticamente le sue qualità di artista. Un po’ strano per un uomo che è stato considerato un pacifista. Infatti nei suoi scritti ha definito più volte la guerra una “pazzia bestialissima”; e vicino al suo progetto di sottomarino, ideato per affondare le navi nemiche, ha scritto “e questo non lo pubblico o divulgo per le male nature delli omini”. C’è quindi chi pensa che nella lettera Leonardo abbia insistito sulle armi solo per far colpo sul duca, che in quegli anni turbolenti poteva considerare utile avere al suo servizio un esperto di macchine da guerra e strategia militare. In ogni caso ecco la lettera, trovata tra gli scritti del Codice Atlantico, conservato nella Biblioteca Ambrosiana di Milano. Accanto al testo leonardesco c’è un libero adattamento in italiano corrente. ![]() Avendo, signor mio Illustrissimo, visto et considerato ormai ad sufficienzia le prove di tutti quelli che si reputano maestri et compositori de instrumenti bellici, et che le invenzione e operazione di dicti instumenti non sono niente alieni dal comune uso, mi exforzerò, non derogando a nessuno altro, farmi intender da V. Excellentia, aprendo a quella li secreti miei, et appresso offrendoli ad omni suo piacimento in tempi opportuni, operare cum effecto circa tutte quelle cose che sub brevità in parte saranno qui sotto notate (et anchora in molte più secondo le occurrentie de’ diversi casi etcetera): La diffidenza...
Postato da Grazia01 il Martedì, 17 gennaio @ 13:29:37 CET (23 letture)
Le mani, pensieri poesie immagini
Postato da Grazia01 il Martedì, 17 gennaio @ 13:13:52 CET (43 letture)
Le mani, pensieri poesie immagini ![]() ![]() Mani sulla fronte per trattenere ricordi Mani sulla bocca per reprimere emozioni Mani sulla guancia che asciugano lacrime Mani tese che attendono un abbraccio Mani unite per pregare Mani unite per chiedere perdono Mani che si cercano Mani che tremano d'amore Mani che guariscono il dolore. Mani stanche, mani che parlano... ![]() ![]() Ascolta il passo breve delle cose -assai più breve delle tue finestre- quel respiro che esce dal tuo sguardo chiama un nome immediato:la tua donna. E' fatta di ombre e ciclamini, ti chiede il tuo mistero e tu non lo sai dare. Con le mani sfiori profili di una lunga serie di segni che si chiamano rime. Sotto, credi, c'è presenza vera di foglie; un incredibile cammino che diventa una meta di coraggio. Alda Merini ![]() ![]() Le tue mani Quando le tue mani muovono, amore, verso le mie, cosa mi portano in volo? Perché si sono fermate sulla mia bocca, all'improvviso, perché le riconosco come se una volta, prima, le avessi toccate, come se prima di esistere avessero già percorso la mia fronte, la mia cintura? La loro morbidezza giungeva volando sul tempo, sul mare, sul fumo, sulla primavera, e quando tu hai posato le tue mani sul mio petto, ho riconosciuto quelle ali di colomba dorata, ho riconosciuto quella creta e quel colore di grano. Per tutti gli anni della mia vita ho vagato cercandole. Ho salito scale, ho attraversato scogliere, mi hanno trascinato via treni, le acque mi hanno riportato, e nella pelle dell'uva mi è sembrato di toccarti. Il legno di colpo mi ha portato il tuo contatto, la mandorla mi annunciava la tua morbidezza segreta, finché si sono strette le tue mani sul mio petto e lì come due ali hanno concluso il loro viaggio. Pablo Neruda Pensiero...
Postato da Grazia01 il Lunedì, 16 gennaio @ 14:11:43 CET (25 letture)
L'AMORE COME MISTERO IN POESIA E NON SOLO
Postato da Tony-Kospan il Lunedì, 16 gennaio @ 00:45:45 CET (42 letture)
L'AMORE COME MISTERO IN POESIA E NON SOLO a cura di Tony Kospan Care amiche ed amici amanti della poesia stavolta, dopo l'abbuffata di feste natalizie, torniamo ad un tema… classicissimo ed… amatissimo (ohibò…) l’amore… ![]() Ma non tratteremo dell’amore generico… bensì dell’amore… come… m i s t e r o … Iniziamo con 3 aforismi che ce ne parlano, a mio parere, in modo perfetto. Che l'amore è tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore Emily Dickinson Il mistero dell’amore è più grande del mistero della morte Oscar Wilde Se l'amore non fosse incantesimo, sarebbe senza dubbio pazzia. Frances Winwar Ma cos’è che rende l’amore un mistero? E’ la nostra incapacità a concepire il motivo… la genesi… la logica… in base alla quale nasce un amore… Infatti accade spesso che ci innamoriamo, contro ogni logica e contro ogni nostro buon proponimento, di una persona lontanissima dai nostri ideali… dai nostri gusti… etc etc… arrivando perfino ad amarla in modo totale… difetti compresi… Come può accadere? Fin dall’antichità la cosa ha stupito ed incuriosito… artisti… pensatori e poeti… ma sempre senza cavar un ragno dal buco… Penso proprio che il mistero dell’amore… finirà… solo quando finirà… l’umanità! Ma veniamo alle poesie prescelte quest'anno che spero possano piacervi e, come al solito, sarò felice di leggere quelle che invece colpiscono il vostro cuore… Segnalo solo quella del mitico Neruda che stavolta non è solo il classico cantore dell'amore tout court ma, se la leggiamo con attenzione, ci fa comprendere, da par suo, l'immenso salto che il nostro animo fa nel momento in cui ci innamoriamo… INDIZI Marina Ivanovna Cvetaeva Come spostando pietre: geme ogni giuntura! Riconosco l'amore dal dolore lungo tutto il corpo. Come un immenso campo aperto alle bufere. Riconosco l'amore dal lontano di chi mi è accanto. Come se mi avessero scavato dentro fino al midollo. Riconosco l'amore dal pianto delle vene lungo tutto il corpo. Vandalo in un'aureola di vento! Riconosco l'amore dallo strappo delle più fedeli corde vocali: ruggine, crudo sale nella strettoia della gola. Riconosco l'amore dal boato - dal trillo beato – lungo tutto il corpo! Sorrideremo dei nostri vizi.
Postato da Grazia01 il Domenica, 15 gennaio @ 20:31:15 CET (19 letture)
![]() Sorrideremo dei nostri vizi. Quali? Quelli di darci per scontati, come se dovessimo esserci sempre come il suono delle campane, come se dovessimo morire insieme ed essere nati insieme, sempre: vizio venuto perché un piccolo spago di giorni si sgomitolava e ci faceva ritrovare. Povera abitudine: raro che uno si accorgesse che l'altro era cambiato dalla sera prima. Raro che ci si accorgesse che il suo umore metteva una pausa diversa tra il giorno già pronto e il buongiorno scambiato, che un sogno aveva sforzato gli zigomi, che un'ombra mai avuta cadeva dalla lampada sulla guancia. Sorrideremo del vizio che ci fa vedere uguali e capiremo i fitti nostri mutamenti e stupiremo che siano stati così numerosi. Erri De Luca dal libro "Non ora, non qui" IL MISTERO DELL'AMORE IN POESIA E NON SOLO...
Postato da Grazia01 il Sabato, 14 gennaio @ 20:50:06 CET (47 letture)
IL MISTERO DELL'AMORE IN POESIA E NON SOLO... ![]() ![]() ...non è grande colui che aspetta un grande motivo per combattere, ma colui che,quando è in gioco l'amore, trova degno combattere anche se in palio vi è un ramoscello. Shakespeare ![]() L'amore dà senza misura, non pretende e non ricatta mai, perchè trova in se stesso la sua ricompensa e la sua felicità. Dove c'è l'amore non manca nulla. L'amore per la libertà si trasforma in libertà del amore. Pietro Archiati ![]() ![]() "Io sarò albero se ti farai fiore d'un albero: se rugiada sarai mi farò fiore. Rugiada diverrò se tu sarai raggio di sole: così, mio amore, noi ci uniremo. Se, mia fanciulla, tu sarai cielo, io diverrò, allora, una stella: se, mia fanciulla, tu sarai inferno, io per amarti mi dannerò." SANDOR PETOFI ![]() ![]() "L'amore che provo è la mia vita, che scorre veloce come il fiume durante le piene dell'autunno, che scivola in sereno abbandono. Le mie canzoni sono una sola cosa col mio amore, come l'acqua che mormora con le sue onde, le sue correnti." RABINDRANATH TAGORE Il Giocatore – Fedor Dostoevskij
Oggi parliamo di un classico assolutamente senza tempo. Finalmente ritornavo dopo “.. Già da tre giorni i nostri si trovavano a Roulettenburg”. Già dalle prime righe il nome della città anticipa l´atmosfera ossessiva di assoluta dipendenza per il gioco d´azzardo da parte di personaggi, già ricchi, e pronti a sperperare interi patrimoni e cadere in disgrazia.
Ma nonostante non sia un libro facile da leggere, in pieno stile dostoevskijano, Aleksej Ivanovic, riesce a farci venire quell´amore/odio nei confronti della roulette regina delle sale da gioco, e voglia irrefrenabile di entrare in un casinò e puntare. Ivan sa distinguere tra ciò che è bene e ciò che è male, come ogni giocatore che si rispetti.
Ma è proprio questo il punto: dal primo momento che decidere di puntare alla roulette, è consapevole dell´errore che sta per fare, ma lo fa lo stesso innescando quel processo di annichilimento e di frustrazione inevitabile di cui tuttavia non si riesce a farne a meno.
Questo testo rimane uno dei classici della letteratura maledetta. |
Alessandra e Danielissima
Almina Madau I Almina Madau II Fabiola Fataorsetta giamacista Grazia I Grazia II Grazia III Grazia IV Grazia V Letty I Letty II Jack, Ahyme, Gea e Paola Marco, Luciano, Pino, Gabry Mariella Mulas I Mariella Mulas II Moirac Paola e Gea Paolo I Paolo II R. Chesini I R. Chesini II Rosarossa I Rosarossa II Rosarossa III Rosarossa IV Rosarossa V Rosarossa VI Rosarossa VII Spalato Tony-Kospan I Tony-Kospan II *Triskell*I *Triskell*II *Triskell*III
Ecologia e ambiente
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