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coppermine
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Achmatova
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Postato da Antonio il Sabato, 11 marzo @ 15:34:11 CET (3457 letture)
Il vetro rotto
Postato da Grazia01 il Giovedì, 17 maggio @ 19:05:42 CEST (3 letture)
![]() Il vetro rotto Tutto si muove contro te. Il maltempo, le luci che si spengono, la vecchia casa scossa a una raffica a te cara per il male sofferto, le speranze deluse, qualche bene in lei goduto. Ti pare il sovravvivere un rifiuto d'obbedienza alle cose. E nello schianto del vetro alla finestra è la condanna. U. SABA LA TEMPESTA NON DEVE FAR PAURA
Postato da rosarossa il Giovedì, 17 maggio @ 18:30:25 CEST (6 letture)
![]() LA TEMPESTA NON DEVE FAR PAURA Immenso mare in te si specchia il cielo il solo che ha privilegio di scrutare il tuo mistero infinito, la tua profondità abissale! Quando buio e tempestoso il suo sguardo ti sfida, tu capti all'istante il suo pensiero, ti agiti, ti crucci, amalgamato a lui, diventi nero. Il tempestoso vento di maestrale s'infiltra e con voi gioca, vi aiuta spingendo le vostre impareggiabili energie; la furia sconvolge la terra e semina paura fra i mortali. Griekeland
Postato da Paolo il Giovedì, 17 maggio @ 17:00:03 CEST (10 letture)
ANNA SCHMIDT “They won’t take euro money here [..] Stop making them in your image. Oh, please, for heaven’s sake. Pasiphae, as well as Kimber, is real. They’re girls. – Qui non prenderanno più l’euro [..] Dai, piantala di farle a tua immagine, santo cielo. Pasìfe, come Kimber, è reale. Sono ragazze.” (Modificato da: ‘Il terzo uomo’ di Carol Reed) LIBERTA'
Postato da Anonimo il Giovedì, 17 maggio @ 11:55:40 CEST (25 letture)
Tradimento
Postato da brunouk il Mercoledì, 16 maggio @ 12:19:54 CEST (20 letture)
![]() Tradimento D’armatura vestito brandendo la spada forte sicuro affronto il destino tra fragore e urla di mille battaglie lo scudo d’acciaio in alto levato barriera sicura d’ogni attacco frenato. Temprato dal tempo in forgia di fuoco tra frizzanti falene del ferro che fonde, indomito cavalco le strade del mondo nell’alba che nasce nel giorno di sole nella notte di luna che rischiara il cammino. Stanche le membra, nel bivacco riposo disteso sul morbido prato profumato dai fiori lo sguardo rivolto alla volta del cielo blu velluto cosparso da infiniti gioielli. Dal silenzio cullato, scivolo nel sonno dove mi aspetta un sogno fatato. Tornato bambino, nella stanza di un tempo vedo colei che mi ha donato la vita, sento la sua mano che rimbocca il lenzuolo profumo pungente di malva fiorita mentre la voce sommessa racconta di terre lontane dalle strade dorate. Gli occhi di mia madre
Postato da Grazia01 il Martedì, 15 maggio @ 19:28:24 CEST (20 letture)
Amore di lontananza
Postato da Grazia01 il Lunedì, 14 maggio @ 21:45:25 CEST (25 letture)
![]() Amore di lontananza Ricordo che, quand’ero nella casa della mia mamma, in mezzo alla pianura, avevo una finestra che guardava sui prati; in fondo, l’argine boscoso nascondeva il Ticino e, ancor più in fondo, c’era una striscia scura di colline. Io allora non avevo visto il mare che una sol volta, ma ne conservavo un’aspra nostalgia da innamorata. Verso sera fissavo l’orizzonte; socchiudevo un po’ gli occhi; accarezzavo i contorni e i colori tra le ciglia: e la striscia dei colli si spianava, tremula, azzurra: a me pareva il mare e mi piaceva più del mare vero. Antonia Pozzi Milano, 24 aprile 1929 MITICO MAGGIO
Postato da rosarossa il Lunedì, 14 maggio @ 21:26:16 CEST (22 letture)
![]() MITICO MAGGIO Maggio che deponi delicato con talento ed arte i raggi dorati del sole fra le folte chiome degli alberi color verde smeraldo, ove crei un magico contrasto che rasserena l'anima e tutto diventa luminoso, bello, attira ed incanta il nostro sguardo. Immetti gioia, serenità allegria. Colorate farfalle ricamano l'aria di voli giulivi la terra popoli di animaletti strani, gli uccellini escono dai nidi sentendo il tuo calore, il tuo richiamo e forti del coraggio che gli dà la tua mitezza, volano lontano, mirano la meta con coraggio, e pensano all'arrivo con certezza. Le siepi vestite di rose, biancospino e fiori fiancheggiano ville, viali, giardini nei cortili gridi di gioia, canti, giochi di bambini. Mi delizio osservando balconi ornati di petunee e gerani, ma proprio innanzi a me c'è una finestra affacciate vi sono tante rose che sembrano sorrisi! Sono lì, per dimostrarti gratitudine, sono lì, per dirti che quando arrivi tu sono felici sono lì, solo per te! Per farti festa. Rosarossa Amore troppo amato
Postato da brunouk il Lunedì, 14 maggio @ 14:50:31 CEST (21 letture)
![]() Amore TROPPO Amato Mentre l'ora scorre consumando la notte scrivo ricordi affiorano dal buio del tempo evocati, animati dalle note di una vecchia melodia. Dove sei amore troppo amato? Danzi etereo nella foschia dell'attimo mentre cerco, nell'abbraccio di un tempo, di trattenere quel dolce tepore che ancora riscalda l'essenza di vita, acceso, donato, quasi per gioco a questo mio cuore che d’allora batte contando ogni tocco. Brunouk W LA MAMMA IN... POESIE... AFORISMI... ARTE... MUSICA... E...
Postato da Tony-Kospan il Domenica, 13 maggio @ 17:24:59 CEST (19 letture)
LA MAMMA IN POESIA E... LA POESIA DELLA MAMMA NELLA NOSTRA VITA a cura di Tony Kospan C’è poco da fare… non potevo non dedicare il tema poetico di questa domenica alla festa della mamma... e lo faccio con immenso piacere... Chi può aver maggior importanza, nella nostra vita, dell’essere che ci ha generato? ![]() Certo ci sono madri e madri… ma in ogni caso la vita umana (e non solo) si è perpetuata (almeno finora) grazie alla maternità e la madre con le sue cure rappresenta, in genere, il fondamento stesso del nostro esser… persone. Alcuni aforismi sulla mamma che adoro... ![]() Il cuore di una madre è un abisso in fondo al quale si trova sempre un perdono. Honoré de Balzac La mano che fa dondolare la culla è la mano che regge il mondo. William Ross Wallace Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino. Enzo Biagi La parola "MAMMA" è nascosta nel cuore e sale alle labbra nei momenti di dolore e di felicità, come il profumo sale dal cuore della rosa e si mescola all’aria chiara. Kahlil Gibran ![]() E’ quindi con i versi che seguono che vi/mi auguro una domenica felice o con la mamma, o con il pensiero della mamma, o con il ricordo e la nostalgia della mamma, o con le mogli/compagne mamme dei nostri figli… Le immagini sono tutte della grande pittrice americana Mary Cassatt che, pur senza averla potuto vivere personalmente, si distingue per la grande quantità e qualità di dipinti dedicati alla maternità... Come sempre mi piacerebbe leggere le poesie vostre... o di altri autori che dedichereste alla mamma... IL SORRISO DELLA MADRE Angiolo Silvio Novaro Benedetta la casa illuminata dal sorriso della madre! Sorriso della madre! Più nitido e luminoso del primo raggio di sole quando appare alla creatura che riapre gli occhi al mattino, lusinghiero quando saluta e dice addio da un davanzale e accompagna fino alla svolta della strada, e chi si allontana se la porta nel cuore e la strada gli sembra più amabile di ieri e il mondo gli sembra più roseo… Pensiero della domenica
Postato da Grazia01 il Domenica, 13 maggio @ 10:25:50 CEST (22 letture)
...per consolarci In Italia per 30 anni sotto i Borgia, ci furono guerre, terrore, omicidi, carneficine, ma vennero fuori Michelangelo, Leonardo Da Vinci e il Rinascimento, in Svizzera non ci fu che pace e amore fraterno ma in cinquecento anni di quieto vivere cosa è venuto fuori?!..L'orologio a cucù. DOLCE MAMMA
Postato da rosarossa il Domenica, 13 maggio @ 09:55:41 CEST (29 letture)
![]() DOLCE MAMMA Dolcezza di mamma. Figura importante seppure tremante e con gli occhi un po' spenti. Ti guardo, m'incanti! Sei debole, fragile, ma nella tua tenerezza che trasmetti ancora in me forza e coraggio, penso l'ieri e i grandi valori che m'hai dato Il tuo sorriso emana ancora luce e amore in questo ricordo che rivivo e sogno, di gratitudine ed affetto mentre ti guardo s'inonda il mio cuore! Rosarossa Augurii Mamma
Postato da Marhiel il Sabato, 12 maggio @ 18:25:16 CEST (22 letture)
Quel pensiero materno
Postato da Marhiel il Sabato, 12 maggio @ 18:23:23 CEST (21 letture)
![]() Quel pensiero materno Forse non si comprende mai appieno quanto ha di perfezione un pensiero materno... Lo si avverte naturale sentimento, onere concepito di donna, in quel mistero originale che pone la vita suo proseguo solo negli occhi di figlia, figlio. Ma un pensiero materno ogni volta resta cordone che unisce, che nutre, che palpita irripetibile l’amore... Quel suo amore che non pone limiti, che la fa leonessa ruggente e coraggiosa, contro pianti di paura di infelicità incombenti i suoi piccoli... Vive sguardo anche in quel pensiero materno che talvolta pare perso nei malesseri che incatenano la mente, e che decidono fatali far dei limbi dimore infantili... Sono attimi struggenti pensare a quel dolore folle deviato... Eppure, ogni donna in quel suo intimo pensiero, che vede oltre i suoi desideri, ha perfezione solo di concetti, quella perfezione ancestrale che sa essere posta nel miracolo del respiro, che fa crescere fra i suoi sguardi, fra tenaci processi di futuro, e fra i suoi sogni, spesso volentieri accantonati, e che diverranno sua ragione unica per esistere sublime figura di amata madre poi sempre più indimenticabile quando nella fine sopravviverà il ricordo rimpianto ! AUGURI mamme del mondo!! Mariello Mulas La mamma... in poesia, pensieri e auguri!
Postato da Grazia01 il Sabato, 12 maggio @ 15:07:23 CEST (59 letture)
Poesie e pensieri dedicati alla ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() La mia unica consolazione, quando salivo a coricarmi, era che la mamma sarebbe venuta a darmi un bacio una volta che fossi a letto…… Marcel Proust ![]() La mamma non sa perché ama il figlio e il bambino non sa perché ama la mamma. Non sanno da dove viene l’amore che provano l’uno per l’altro. E’ l’amore di Dio che si manifesta in loro, e quando l’amore è puro e disinteressato ne riflette le qualità divine. Paramahansa Yogananda ![]() ![]() Forse ... di Carlo Bramanti Non sono un muratore -mi spiace papà - non sono un poeta non sono un adulto ma neanche un bambino forse lo so cosa sono sono quel sorriso appena accennato sulle labbra di mia madre sono l'ultimo vagone di quel treno fermo al tramonto prima che il mio cane mi lecchi il viso . Die Vif Sterre van Genua
Postato da Paolo il Giovedì, 10 maggio @ 13:29:06 CEST (56 letture)
![]() “Posso chiedere a Mr. Mazzarello se ha scritto nuovi racconti sul centro storico di Genova?” “Oh,sì…sì. Ce n’è un altro, con trame e intrighi, anche sulle elezioni del sindaco.” “Posso chiederle il link?” Paolo glielo diede. E attaccandosi a quell’immagine riprese fiducia e coraggio. […]Anna Schmidt disse al maggiore Calloway: “Ci amavamo. Rendo l’idea?” (Modificato da ‘Il terzo uomo’ di Graham Greene) Luna
Postato da Grazia01 il Giovedì, 10 maggio @ 13:17:01 CEST (19 letture)
La luna.. ![]() C'era una ragazza che, ogni notte, guardava la luna. In quell'occhio del cielo dai riflessi d'argento le pareva di intravedere il profilo di un giovane sconosciuto. O forse era solo il riverbero misterioso di un sogno. La ragazza aspettava e sospirava. Nell'altra parte del mondo, c'era un giovane che, ogni notte, guardava la luna. Su quel pallido schermo gli pareva di vedere il profilo dolce e seducente di una ragazza. Il giovane era un provetto arciere. Così, una notte, incoccò la sua freccia più resistente e veloce sull'arco, lo tese con tutte le sue forze e mirò al volto placido della luna. La freccia, dura come l'acciaio e rapida come il lampo, colpì la luna e ne staccò un frammento. Cadendo, il frammento si spaccà in due parti. Una cadde in grembo alla ragazza, l'altra ai piedi del giovane arciere. Tutti e due si legarono al collo, come un gioiello, il frammento di luna. Si incontrarono poi? Forse. Ma noi tutti, esseri umani, siamo come loro ed erriamo per il mondo portando ciascuno con sé la metà di un sogno. Molto probabilmente non sai chi possiede l'altra metà del tuo sogno. Così, per non sbagliartt sii gentile con tutti quelli che incontri. Bruno Ferrero Indiani d'America fra leggende e poesia
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 09 maggio @ 12:28:05 CEST (31 letture)
![]() Sai che gli alberi parlano? Tatanga Mani Si parlano. Parlano l'un con l'altro, e parlano a te, se li stai ad ascoltare. Ma gli uomini bianchi non ascoltano. Non hanno mai pensato che valga la pena di ascoltare noi indiani, e temo che non ascolteranno nemmeno le altri voci della Natura. Io stesso ho imparato molto dagli alberi: talvolta qualcosa sul tempo, talvolta qualcosa sugli animali, talvolta qualcosa sul Grande Spirito. Password da ricordare...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 09 maggio @ 08:32:14 CEST (34 letture)
![]() Un trucco a prova di bomba: provatelo! Ci servono molte password (email, banca, viaggi, spesa online ... ). Ed è importante non usare sempre la stessa (se qualcuno la rubasse, avrebbe accesso a ogni cosa). Come fare a ricordarle tutte? Un trucco consiste nel. .. non ricordarle affatto. Basta memorizzare una breve serie di regole per ricavare al momento quella giusta. Come in questo esempio. 1) Iniziate scegliendo una parola legata alla vostra vita. Per es. un campione del calcio della vostra infanzia, "altobelli". Ora ... iniziate a trasformarla seguendo questi esempi. 2) Sostituite alcune lettere con numeri: "altOb311l " 3) Aggiungete in testa o in coda un numero che ricordate: due cifre dell'anno di nascita di vostro figlio, il 1985: "85altOb3111". 4)Aggiungete almeno un carattere speciale, in testa o in coda: il segno "_" Ora la password è diventata "85altOb3111_" 5) Dopo il carattere speciale (o prima, se l’avete messo all'inizio) aggiungete una lettera legata al servizio che quella password proteggerà: se è il vostro account di posta con Gmail la password finale sarà "85altOb3111_g". Allo stesso modo, la password per la spesa online con un ipotetico sito www.bellaspesa.net sarà "85altOb3111 b" e così via. IMPORTANTE: scegliete da soli le vostre regole e non rivelatele a nessuno. Entro breve vi accorgerete che non state più "memorizzando" password (e quindi non potrete dimenticarle), ma avrete creato un metodo efficace per ricavarle velocemente di volta in volta. Questo consiglio l'ho trovato su Focus, mi sembra un po' macchinoso...ma provare si può. In una sola nota
Postato da brunouk il Lunedì, 07 maggio @ 18:34:51 CEST (31 letture)
![]() Provo fare con te quello che musicista fa con l’arpa, vibrante nota nell’accordo equalizzata immaginare melodia in sensuale sfavillio colorato. Come Amore immaginato è sempre meglio di un assolo pur eccitante, visto sullo schermo che tra le lenzuola. Ma ti amo, pur solo in una sola nota mi travolgi. Un grido non sconfitto in ouverture solo distrutto. Bruno Gasparri IL MARE IN POESIA... AFORISMI... E NON SOLO
Postato da Tony-Kospan il Domenica, 06 maggio @ 19:27:23 CEST (54 letture)
![]() IL MARE IN POESIA… E… LA POESIA DEL MARE… a cura di Tony Kospan La vastità liquida che circonda il nostro Pianeta… il Mare… è un elemento fondamentale del nostro vivere… Per molti è simbolo di vacanza e di ristoro… per altri di lavoro ed alimentazione… ma rappresenta molto... davvero molto di più… ![]() Il mare… è stato infatti la culla della vita sul nostro pianeta…e se la Terra è nostra madre… possiamo considerare il Mare…. nostro padre… soprattutto se consideriamo che noi siamo composti per la massima parte proprio da acqua... Tuttavia è anche un padre severo se ci accostiamo ad esso con incoscienza. ![]() Fin dall’antichità… è poi stato una via mediante la quale si sono incontrati (e scontrati) tanti popoli con le loro culture, i loro commerci… le loro tradizioni etc... Non si contano infine le leggende ed i miti che lo vedono come assoluto protaganista… ![]() Per la sua vastità… per la sua bellezza… per il suo eterno movimento… per il suo fascino romantico… per le sue innumerevoli valenze simboliche… per le emozioni che ci dona quando lo frequentiamo… è, da sempre, un tema amatissimo dai poeti e dagli artisti. e pertanto sono davvero numerosissime le poesie a lui dedicate… Prima di passare alle poesie però ecco alcuni aforismi "marini" che amo... ![]() La lingua non è sufficiente a dire e la mano a scrivere tutte le meraviglie del mare. Cristoforo Colombo Soltanto la musica è all'altezza del mare. Albert Camus Il mare spesso parla con parole lontane, dice cose che nessuno sa. Soltanto quelli che conoscono l'amore possono apprendere la lezione dalle onde, che hanno il movimento del cuore. Romano Battaglia ![]() Tra le prescelte quest'anno segnalo quella che considero il più lirico e geniale inno al mare… L’UOMO ED IL MARE… di Baudelaire… e quella di Neruda... CHINO SULLE SERE… che gioca col mare... ma per parlare d’amore… e come sempre mi piacerebbe leggere quelle che, scritte da voi o da altri, amate voi. ![]() S'ODE ANCORA IL MARE Salvatore Quasimodo Già da più notti s'ode ancora il mare, lieve, su e giù, lungo le sabbie lisce. Eco d'una voce chiusa nella mente che risale dal tempo; ed anche questo lamento assiduo di gabbiani: forse d'uccelli delle torri, che l'aprile sospinge verso la pianura. Già m'eri vicina tu con quella voce; ed io vorrei che pure a te venisse, ora di me un'eco di memoria, come quel buio murmure di mare. NET ART
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 maggio @ 19:07:00 CEST (35 letture)
![]() NET ART Effimero universo di puntini, d'icone e d'alfabeti colorati, predestinati al limbo dei cestini, nati già vecchi e presto cancellati, oh, tu binario mondo dei contrari, imprigionato ai lacci della rete, tu mondo d'integrati e solitari, museo di viaggiatori senza mete, tu non ambire a glorie secolari, vivrai men d'un graffito di parete. T’invecchierà la voglia di progresso, un algoritmo che comprime il dato, che minimizza il tempo dell’accesso, che uniformare può tutto il mercato. Ti spegnerà l'usura dei contatti, la moda tecnologica ch'evolve, gli schermi che saran sempre più piatti, una formula nuova che risolve il costo e la durata degli scatti, un giudice che i plagiatori assolve. Lino Lista Un secolo fa…l’Expo di Milano
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 maggio @ 13:23:49 CEST (45 letture)
Un secolo fa…l’Expo di Milano L’esposizione internazionale del 1906 dirò più di sette mesi e coinvolse 35 mila espositori da40 Nazioni. Attirò 5 milioni di visitatori: un record per l’epoca. Nel 1906 il capoluogo lombardo aveva già ospitato l'evento: ecco come andò tra maxi opere, roghi misteriosi ed esotismo egiziano. Nel tunnel 28 aprile 1906: l’inaugurazione (alla presenza dei reali d’Italia) dell’Expo di Milano. Il padiglione d’ingresso, che riproduceva l’entrata del Traforo del Sempione, era dove oggi si trova il parco Sempione. Telegrafo portatile. Il collaudo della stazione mobile Marconi: "un'automobile" secondo la descrizione che ne fece all'epoca il Secolo Illustrato "che reca gli apparecchi per la telegrafia senza fili". Belgio. Il padiglione del Belgio, situato in piazza d'Armi (area che successivamente ospiterà la Fiera Campionaria). AII'Expo 1906 parteciparono circa 35 mila espositori provenienti da 40 nazioni. Dal traforo. L'arrivo a Briga (Svizzera) del treno che il 19 maggio 1906, con il re Vittorio Emanuele III a bordo, inaugurò il traforo del Sempione, una delle opere-simbolo a cui l'Expo 1906 era dedicata. Il mare in poesia e non solo...
Postato da Grazia01 il Sabato, 05 maggio @ 22:01:42 CEST (60 letture)
Poesie e pensieri sul ![]() ![]() ![]() ![]() Con l'arrivo del sole si riaccende il desiderio di vacanze e non esiste vacanza più bella per me, che quella al mare. ![]() Un mare di sole, di sole di mare, distesi a occhi chiusi ascoltando la musica eterna delle onde chiare nuotare e sentire il corpo leggero, un corpo da amare... ![]() Dopo l’istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare, non mi è stato più possibile vedere, pensare, vivere come prima. Jacques-Yves Cousteau ![]() Il mare non cambia mai ed il suo operare, per quanto ne parlino gli uomini, è avvolto nel mistero. Joseph Conrad, “Cuore di tenebra” ![]() La ricchezza del mio cuore è infinita come il mare, così profondo il mio amore: più te ne do, più ne ho, perché entrambi sono infiniti. William Shakespeare ![]() ![]() Lasciami andare se già spunta l'alba di Sandro Penna «Lasciami andare se già spunta l'alba.» Ed io mi ritrovai solo fra i vuoti capanni interminabili sul mare. Fra gli anonimi e muti cubi anch'io cercavo una dimora? Il mare, il chiaro mare non mi voltò con la sua luce? Salva era soltanto la malinconia? L'alba mi riportò, stanca, una via. ![]() ![]() EMIGRANTE di Domenico Bertuccelli Con lo sguardo stanco, inutilmente perso all'orizzonte Col pensiero alla terra lontana, oltre mare, oltre monte Nelle pupille, la casa natale, la vecchia cucina odorosa Pensa ancor a quell'ultima notte, alla sua giovane sposa Alle sue morbide mani, ai suoi fianchi, ai suoi occhi dolci Ai ti amo confusi, sussurrati tra i lunghi capelli disciolti A quelle labbra tremanti che si persero nell' alba grigia Di quel giorno d'addio, al passo legato alla pesante valigia Confusi ricordi, dolci ed amari, a volte pungenti come stiletto Inaspriscono l'anima, umettano gli occhi, trafiggono il petto Ma il ricordo del cielo sopra i suoi monti, riaccende brillante La speranza che termini quest'arido errar, da uomo emigrante Poesie come...farfalle
Postato da Grazia01 il Sabato, 05 maggio @ 18:25:06 CEST (44 letture)
Poesie come farfalle... ![]() PAGLIA E FARFALLE di Leonardo Sinisgalli Marzo rimescola paglia e farfalle nell'aria più liscia. Affondo il piede nella buca di terra che la talpa ha rimosso da poco. Mi struscia il sole la nuca sull'erba folta della valletta. ![]() SETTEMBRE di Attilio Bertolucci Chiaro cielo di settembre illuminato e paziente sugli alberi frondosi sulle tegole rosse fresca erba su cui volano farfalle come i pensieri d’amore nei tuoi occhi giorno che scorri senza nostalgie canoro giorno di settembre che ti specchi nel mio calmo cuor Un punto è l'embrione
Postato da Grazia01 il Venerdì, 04 maggio @ 18:22:20 CEST (39 letture)
![]() Un punto è l'embrione un secolo di vita che ascolta l'universo la memoria del mondo fin dalla creazione L'uomo che nascerà è un'eco del Signore e sente palpitare in sé tutte le stelle Alda Merini Biografia Benvenuto!
Postato da Grazia01 il Giovedì, 03 maggio @ 21:23:49 CEST (56 letture)
Katolike Aksie in Genua
Postato da Paolo il Giovedì, 03 maggio @ 19:06:44 CEST (57 letture)
A Parigi, Freud notò che i suoi maestri neurologi, quando erano in ospedale, commentavano i disturbi in un certo modo. Quando invece erano tra di loro a un party, dicevano la verità e raccontavano l’influenza della vita affettiva e sessuale sui loro pazienti. Perché non scriverlo apertamente? ![]() L’uomo ha bisogno di esercitare l’attività e la donna di amministrare la recettività. Questo può anche non essere fatto e il mondo non si ferma per questo. Con l’esclusione del Sud America, nelle altre parti la Chiesa Cattolica è ormai poco più di un’enclave. Io scrivo in Italiano e non posso escludere la formazione dell’identità nazionale, neanche quando è rifiutata. In questa identità c’è però il modello del Papa, più di quanto non siano disposti ad ammettere gli stessi cattolici. Prendendo spunto da una citazione di Renan, non disturbo l’agonia di Genova morente. I giovani non sono adatti a patire: a 18 anni il mio professore di Religione lesse in classe ‘Discorso alla gioventù tedesca’ (1945) di E. Wiechert. C’era scritto che, dopo tutte le tragedie provocate dai padri, i figli superstiti potevano ancora fare qualcosa. Di migliore, s’intendeva. L’autore, nell’attesa, decideva di non fare nulla e si trasferiva in Svizzera. Nell’incertezza di potere rimediare agli errori comuni, non è salutare invitare gli altri a farlo. Per questo, racconto una fiction, con le sue premesse storiche. I MESTIERI DELLA VECCHIA MILANO
Postato da Grazia01 il Giovedì, 03 maggio @ 18:47:00 CEST (68 letture)
TRA OTTOCENTO E NOVECENTO ![]() Per i forestieri la locuzione "mestee de Milan" è sinonimo di affare al contempo grandioso, complesso e difficile: tale infatti doveva apparire la città col suo brulichio di uomini, le mille botteghe e mercati e il vociare continuo di gente indaffarata, a chi veniva dalla campagna o dalla modesta vita di paese. Eppure i mestieri di Milano sono i mestieri dell'uomo che è vissuto e vive in questa terra nel tempo; la dimostrazione in un'ampia panoramica storica, che prende le mosse dal Medioevo e giunge sino ai nostri giorni, della straordinaria forza e varietà inventiva dell'ingegno umano e della sua formidabile capacità di lavoro. Tocchi questa forza le vette dell'arte o si fermi all'umile traguardo di sbarcare il lunario come meglio si può, l'importanza è relativa. Conta la volontà di lasciare un segno, grande o piccolo che sia, ma certamente utile, di portare una bella pietra levigata o un sassolino alla costruzione di una positiva convivenza civile. E in questa Milano dai mille e più mestieri che continuano nei secoli, la civiltà del lavoro nasce e mantiene un'identità personale, che ha il sapore e il gusto dell'opera creata con felice impegno, con dura e amorosa fatica. ![]() Questo modo concreto di dedicarsi, anzi di consacrarsi ad un lavoro personale per trasmettergli tutta la carica umana di cui si è capaci, entra nell'anima e nel sangue dei milanesi. Ancor oggi il milanese di nascita o di adozione quando lascia la casa per recarsi al lavoro non dice: "vado in fabbrica o in ufficio", ma proclama: "voo a bottega". La bottega, il laboratorio, "et mestee", è la sua patente di nobiltà. haec tibi erunt artes (Virgilio) ![]() EL SCIOSTREE Bottega tipica di Milano era quella del sciostree. La sciostra era un magazzino che vendeva un po’ di tutto dal carbone ai materiali da costruzione. Il termine potrebbe derivare dal latino sub strata (sotto la strada) visto che il luogo tipico della sciostra erano gli scantinati lungo i navigli, dove era più facile scaricare la merce che arrivava con i barconi. Narra una leggenda che un vecchio carbonaio fece giurare al figlio di continuare a occuparsi di carbone. Giurò il figlio ma si innamorò della figlia del fornaio del negozio di fronte al suo. Che contrasto faceva il giovane tutto nero vicino alla giovane tutta bianca. Il fornaio che non amava questo contrasto gli disse” O cambi mestiere o cambi amore”. L’ingegno giunse in soccorso del giovane che, per salvare capra e cavoli, si mise a lavorare nel …carbone bianco dei fiumi e dei torrenti lombardi. Il Giocatore – Fedor Dostoevskij
Oggi parliamo di un classico assolutamente senza tempo. Finalmente ritornavo dopo “.. Già da tre giorni i nostri si trovavano a Roulettenburg”. Già dalle prime righe il nome della città anticipa l´atmosfera ossessiva di assoluta dipendenza per il gioco d´azzardo da parte di personaggi, già ricchi, e pronti a sperperare interi patrimoni e cadere in disgrazia.
Ma nonostante non sia un libro facile da leggere, in pieno stile dostoevskijano, Aleksej Ivanovic, riesce a farci venire quell´amore/odio nei confronti della roulette regina delle sale da gioco, e voglia irrefrenabile di entrare in un casinò e puntare. Ivan sa distinguere tra ciò che è bene e ciò che è male, come ogni giocatore che si rispetti.
Ma è proprio questo il punto: dal primo momento che decidere di puntare alla roulette, è consapevole dell´errore che sta per fare, ma lo fa lo stesso innescando quel processo di annichilimento e di frustrazione inevitabile di cui tuttavia non si riesce a farne a meno.
Questo testo rimane uno dei classici della letteratura maledetta. Ciao
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Alessandra e Danielissima
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