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Novità › CARNEVALE
CARNEVALE
Postato da Grazia01 il Martedì, 15 gennaio @ 21:49:51 CET (15954 letture)
POESIE TEMATICHE II°





LE POESIE DEL CARNEVALE E NON SOLO (2012)
a cura di Tony Kospan

Cari amici amanti della poesia
il tema che tratteremo stavolta
è obbligato… il Carnevale…




Questo anche se sento pochissima allegria in giro
(e giustamente) sia nel reale che nel virtuale…
dati i geli climatici ed economici…




Ero perfino perplesso nello scegliere questo tema
ma poi anche per esorcizzare la non facile realtà…
ho ritenuto che il Carnevale…
con i suoi riti ed i suoi miti…
i suoi colori… i suoi giochi e le sue maschere
possa dar a grandi e piccoli
un briciolo di buonumore e di speranza…









Sapete tutti quanto sia antica questa festa
e come sia sempre stata amatissima
proprio perché consentiva, e consente,
di dar una scossa ed uno sberleffo
ai problemi, al tran tran ed alla noia…





Le poesie prescelte quest'anno sono distribuite
tra quelle direttamente carnevalesche
e quelle originali e/o divertenti…
ed insieme a qualche vignetta ed a qualche musichetta
spero diano un pò di colore ed un pò di calore
a questi nostri giorni.





VIVA I CORIANDOLI DI CARNEVALE
Gianni Rodari

Viva i coriandoli di Carnevale,
bombe di carta che non fan male!
Van per le strade in gaia compagnia
i guerrieri dell'allegria:
si sparano in faccia risate
scacciapensieri,
si fanno prigionieri
con le stelle filanti colorate.
Non servono infermieri
perchè i feriti guariscono
con una caramella.
Guida l'assalto, a passo di tarantella,
il generale in capo Pulcinella.
Cessata la battaglia, tutti a nanna.
Sul guanciale
spicca come una medaglia
un coriandolo di Carnevale.







LA SIGNORA DEI BACI
Vivian Lamarque

Una signora voleva tanto dargli dei baci
non dico tanti, anche solo sette otto (mila).
Invece era proibito perciò non glieli dava.
Se però non fosse stato proibito
glieli avrebbe dati tutti
dal primo all'ultimo.
A cosa servono i baci se non si danno?





NON CI SON PIU' DIFFERENZE
Viola e Alberto *

Non ci son più differenze
quando iniziano le danze
e in un grande girotondo
si ritrova mezzo mondo
un clown con un’indiana
una scimmia con banana
sei Arlecchini ed un drago
l’orco Shrek, un’ape e un mago
un cane dei centouno
Biancaneve senza un nano
un egizio ed un suo amico
un Romano molto antico
Topolino assieme a Pluto
ed un cavaliere astuto
una dama medioevale
tutti in questo Carnevale
a ballar fino al tramonto
e cantare un solo canto,
a sbafarsi frati e cenci
e inseguirsi con i lanci
di coriandoli a milioni,
e montarsi a cavalcioni
per tirar stelle filanti
più lontano, tutti quanti,
e coprirsi anche di schiuma
soffice come una piuma
tenera come la panna:
quando se ne accorge mamma…

(*http://filastrocchediviola.blogspot.com/)




CHE DIREBBE LA GENTE…
Storni Alfonsina

Che direbbe la gente, vuota d'ogni follia,
se in un giorno fortuito, per ultrafantasia,
Mi tingessi i capelli di viola e d'argento,
Mettessi un peplo greco e coi capelli al vento,
Con un serto di fiori: myosotis o gelsomini,
Cantassi per le strade al suono dei violini,
O dicessi i miei versi correndo per le piazze,
Con il mio gusto libero da volgari corazze?
Affollando le strade verrebbero a guardarmi?
Come una fattucchiera vorrebbero bruciarmi?
Campane suonerebbero per richiamare a messa?
A ridere, pensandoci, da sola mi son messa.





TIRA I FILI, LA MARIONETTA BALLA
Charles Bukowski

Ogni uomo deve capire
che tutto può sparire molto
in fretta:
il gatto, la donna, il lavoro,
la ruota davanti,
il letto, le pareti, la
stanza; tutte le nostre necessità
amore compreso,
poggiano su fondamenta di sabbia,
e ogni causa determinata,
per sconnessa che sia:
la morte di un ragazzo a Hong Kong
o una tormenta a Omaha…
può essere la tua rovina.
Tutte le tue stoviglie che si spaccano
sul pavimento della cucina, la tua ragazza entra
e tu sei là, ubriaco,
in mezzo alla stanza e lei domanda:
“Mio dio, cosa succede?”,
e tu rispondi: “Non so,
non so”…








a voi tutti da Orso Tony

in maschera…













LE ALLEGRE POESIE DEL CARNEVALE 2011
a cura di Tony Kospan





Cari amici ci troviamo in questo 2011 in una originale combinazione e sovrapposizione di... feste...

L'8 marzo infatti è la Festa della Donna e contemporaneamente l'ultimo giorno di Carnevale.

Interrompiamo pertanto il percorso dell'amore in poesia per dedicar il tema di questa domenica alle poesie divertenti... sorprendenti... carnevalesche...

Martedì poi apriremo un tema straordinario tutto dedicato alla Donna.





Dunque ora abbandoniamoci al Carnevale... che a parer mio trova una delle sue più belle definizioni in questa riflessione di Goethe che, pur riferita a Roma, ha, a parer mio, valenza universale.

"Il carnevale di Roma non è una festa che si offre al popolo bensì una festa che il popolo offre a se stesso".

Ogni nazione... ogni città... ogni quartiere... ha sue peculiari modi di rapportarsi a questa festa che negli anni del dopoguerra s'era ristretta per lo più a festa per ragazzi... mentre oggi... appare tornata al suo antico splendore...

Qui in questa nostra Piazzetta Virtuale intitolata al FANTASTICO MONDO DELLA POESIA
la festa non potrà che essere in poesia (con accompagnamento di musiche)





Le poesie da me prescelte per quest'anno e con le quali auguro a tutti un divertentissimo carnevale sono di vario genere.

La prima è una "doverosa" allegra filastrocca... popolare... la seconda è sempre una filastrocca... ma "firmata"... Gabriele D'annunzio, la terza ci fa scoprire la divertente vena poetica del mitico Aldo Fabrizi e le ultime 2 sono poesie originalissime di 2 poetesse
Patrizia Cavalli e Vivian Lamarque

Come sempre mi piacerebbe leggere quelle che, sul tema..., amate voi...





CARNEVALE!
Filastrocca

Che fracasso!
Che sconquasso!
Che schiamazzo,
mondo pazzo!
E’ arrivato Carnevale
buffo e pazzo,
con le belle mascherine,
che con fischi, frizzi e lazzi,
con schiamazzi,
con sollazzi,
con svolazzi di sottane
e di vecchie palandrane,
fanno tutti divertir.

Viva, viva Carnevale,
che fischiando,
saltellando,
tintinnando,
viene innanzi e non fa male;
con i sacchi pieni zeppi
di coriandoli e confetti,
di burlette e di sberleffi,
di dispetti,di vestiti a fogge strane,
di lucenti durlindane,
di suonate, di ballate,
di graziose cavatine,
di trovate birichine.







CARNEVALE VECCHIO E PAZZO
Gabriele D'Annunzio

Carnevale vecchio e pazzo
s'è venduto il materasso
per comprare pane, vino,
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia ad un pallone.
Beve, beve all'improvviso
gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia.
Così muore il Carnevale
e gli fanno il funerale:
dalla polvere era nato
e di polvere è tornato.





MAGNA' E DORMI'
Aldo Fabrizi

So' du' vizietti, me diceva nonno,
che mai nessuno te li pò leva',
perché so' necessari pe' campa'
sin dar momento che venimo ar monno.

Er primo vizio provoca er seconno:
er sonno mette fame e fa magna',
doppo magnato t'aripija sonno
poi t'arzi, magni e torni a riposa'.

Insomma, la magnata e la dormita,
massimamente in una certa età,
so' l'uniche du' gioje de la vita.

La sola differenza è questa qui:
che pure si ciài sonno pòi magna',
ma si ciài fame mica pòi dormì.





AH SMETTI SEDIA...
Patrizia Cavalli

Ah smetti sedia di esser cosi sedia!
E voi, libri, non siate così libri!
Come le metti stanno, le giacche abbandonate.
Troppa materia, troppa identità.
Tutti padroni della propria forma.
Sono. Sono quel che sono, Solitari.
E io li vedo a uno a uno separati
e ferma anch'io faccio da piazzetta
a questi oggetti fermi, soli, raggelati.
Ci vuole molta ariosa tenerezza,
una fretta pietosa che muova e che confonda
queste forme padrone sempre uguali, perché
non è vero che si torna, non si ritorna
al ventre, si parte solamente,
si diventa singolari.





POESIA ILLEGITTIMA
Vivian Lamarque

Quella sera che ho fatto l'amore
mentale con te
non sono stata prudente
dopo un po' mi si è gonfiata la mente
sappi che due notti fa
con dolorose doglie
mi è nata una poesia illegittimamente
porterà solo il mio nome
ma ha la tua aria straniera
ti somiglia
mentre non sospetti niente di niente
sappi che ti è nata una figlia.

a voi tutti da Orso Tony







Anche se siamo in un periodo difficile
proviamo a esorcizzare il futuro festeggiando comunque il



E' bene riflettere sulle cose che possono farci felici:
infatti se siamo felici abbiamo tutto ciò che occorre;
se non lo siamo facciamo di tutto per esserlo.
Epicuro




Se il carnevale non è nato con l'uomo, è certamente nato in epoche molto antiche, con quella che noi chiamiamo "civiltà". Prima di tutto il carnevale si celebra alla fine dell'inverno ed i personaggi che lo animano sono ancora legati ai riti pagani del risveglio della terra. Per questo nelle tradizione di molte comunità sono rimasti personaggi che legano la vita degli uomini al sottosuolo, agli abitanti del sottosuolo. Questo porta a comportamenti "alla rovescia": gli uomini si vestono da donna, le donne da uomini, i poveri si addobbano come re, principi o signori e tutti nascondono la propria identità sotto una maschera.




Il carnevale dei secoli intorno all'anno mille, risentivano dell'insicurezza della vita d'allora, strettamente legata ai raccolti che donavano alla gente gli anni "grassi" oppure gli anni "magri"Molti quadri del tempo illustrano la battaglia fra il grasso carnevale, armato di spiedi e la magra quaresima con i suoi miseri pesci. Le feste del carnevale si spostarono dal dicembre al febbraio, in modo che la chiesa potesse collegarlo con la Quaresima (i quaranta giorni che precedono la Pasqua), che a sua volta è legata al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera. Nel '400 il carnevale conobbe un periodo glorioso, specialmente in Italia in pieno Rinascimento.




Carnevale Romano
di Carlo Goldoni


In Italia, l'apertura del Carnevale si fa quasi dappertutto alla fine di dicembre o al principio di gennaio: ma a Roma, codesto periodo di allegria e di follia, singolare per la libertà delle maschere,comincia solo nell'ultima settimana: le maschere non son permesse che dalle due alle cinque del pomeriggio, perché verso sera ognuno deve andare a faccia scoperta. Si può dire quindi che a Roma il Carnevale duri soltanto ventiquattr'ore, ma quelle ore sono bene impiegate. Non si può avere una idea del brio e della magnificenza di quegli otto giorni: per quanto è lungo il Corso, si vedon quattro file di carrozze ornate riccamente, delle quali le laterali sono soltanto per vedere le altre due nel mezzo; sui marciapiedi corrono frotte di maschere a piedi, che non sono gente bassa, e cantano, fanno scherzi, lazzi l buffissimi e lanciano nelle vetture confetti a staia che vengono loro rimandati a profusione, in modo che la sera poi si cammina su farina zuccherata.

Il brano tolto dalle Memorie del grande commediografo, fa conoscere lo sforzo e il brio che caratterizzano il Carnevale romano. Le quattro file di carrozze, l'accenno alla condizione sociale della gente che partecipa al tripudio, le loro manifestazioni gioiose, ma soprattutto il lancio di confetti senza economia hanno il potere di trasportarti in quell'ambiente spensierato, facendotene gustare la festosa magnificenza.




Indovinello di Carnevale

Meneghino

Sono una maschera innamorata
delle città che m'ha creata.
Porto nel cuore "la Madunina"
e canto sempre ogni mattina,
col panettone in una man,
ch' el me' Milan, l'è un gran Milan.
Contro i ribaldi e gli oppressori
in ogni tempo feci fuori.




Le stelle filanti
di Mario Lodi


Perché si chiamano stelle filanti?
Non sono mica stelline del cielo?
Ma sono strisce a colori sgargianti,
fatte di carta che pare di velo.
Sembran piuttosto festoni gettati
da casa a casa, da pianta a pianta;
collane, dondoli colorati,
dove il vento ci balla e ci canta.
Poi, le notti di luna piena
un raggio d'oro ci fa l'altalena.






La canzone delle mascherine
di Anonimo

Un saluto, a tutti voi,
dite un po’ chi siamo noi?
Ci guardate e poi ridete?
Oh! mai più ci conoscete!
Noi scherziam senza far male,
Viva, viva il Carnevale!
Siamo vispe mascherine,
Arlecchini e Colombine,
diavolini, follettini,
marinai, bei ciociari
comarelle vecchierelle:
noi scherziam senza far male,
Viva, Viva il Carnevale!
Vi doniamo un bel confetto,
uno scherzo, un sorrisetto;
poi balliamo poi scappiamo.
Voi chiedete:
Ma chi siete?
Su pensate, indovinate.
Siamo vispe mascherine,
Arlecchini e Colombine,
diavolini, follettini,
marinai, bei ciociari
comarelle vecchierelle:
noi scherziam senza far male,
Viva, Viva il Carnevale!




La mascherina povera
di A. Novi

Lazzi
e schiamazzi
fanno i ragazzi
tutti un po’ pazzi.
E il bimbo va
col cappello del nonno,
la giacca del papà,
stanco, pieno di sonno,
per la grande città.
Lazzi
e schiamazzi
fanno i ragazzi.
E il bimbo è lì
( aria di funerale )
a godersi così,
il suo bel carnevale.




A Carnevale
di J. R. Jmènez


A Carnevale i ragazzi si travestono chiassosamente da pagliacci.
Lungo la strada i coriandoli rotolavano sotto la sferza pungente
del forte vento del pomeriggio.
Un gruppo di donne sulla piazza girava allegramente
intorno ad un asino.
I ragazzini, vedendolo imprigionato,
ragliavano per farlo ragliare.
Tutta la piazza non era che un concerto di ragli,
di risate, di canzoni, di tamburelli e di mortai.





Il Burattinaio
di Marino Moretti


Da paese a paese egli cammina
portando la baracca su le spalle,
da paese a paese, dalla valle
alla collina.
E quando incontra un piccolo villaggio,
egli si ferma per quei tre marmocchi,
chiama Arlecchino che straluni gli occhi
per suo vantaggio,
chiama la Reginetta e il suo bel paggio
che si facciano ancor qualche moina,
e Brighella, cuor d'oro, e Colombina, rosa di maggio;
e raccattato qualche buon soldino
dal capannel che un poco si dirada,
egli continua sull'aperta strada
il suo cammino...
Tutto ha con sé: la casa, la famiglia,
i beni, i sogni, il mondo; e tutto è lieve
alle sue spalle come al guardo un breve
batter di ciglia.









Il carnevale in poesia e non solo





Viva i coriandoli di Carnevale

Viva i coriandoli di Carnevale,
bombe di carta che non fan male!
Van per le strade in gaia compagnia
i guerrieri dell'allegria:
si sparano in faccia risate
scacciapensieri,
si fanno prigionieri
con le stelle filanti colorate.
Non servono infermieri
perchè i feriti guariscono
con una caramella.
Guida l'assalto, a passo di tarantella,
il generale in capo Pulcinella.
Cessata la battaglia, tutti a nanna.
Sul guanciale
spicca come una medaglia
un coriandolo di Carnevale.

Gianni Rodari




Carnevale

La stagion del Carnovale
tutto il Mondo fa cambiar.
Chi sta bene e chi sta male
Carnevale fa rallegrar.

Chi ha denari se li spende;
chi non ne ha ne vuol trovar;
e s’impegna, e poi si vende,
per andarsi a sollazzar.

Qua la moglie e là il marito,
ognuno va dove gli par;
ognun corre a qualche invito,
chi a giocare e chi a ballar.

Carlo Goldoni






La Maschera

Vent’anni fa m’ammascherai pur’io!
E ancora tengo er grugno de cartone
che servì p’annisconne quello mio.
Sta da vent’anni sopra un credenzone
quela Maschera buffa, ch’è restata
sempre co’ la medesima espressione,
sempre co’ la medesima risata.
Una vorta je chiesi: E come fai
a conservà lo stesso bon umore
puro ne li momenti der dolore,
puro quanno me trovo fra li guai?
Felice te, che nun te cambi mai!
Felice te, che vivi senza core! -
La Maschera rispose: E tu che piagni
che ce guadagni? Gnente! Ce guadagni
che la gente dirà: Povero diavolo,
te compatisco… me dispiace assai…
Ma, in fonno, credi, nun j’importa un cavolo!
Fa’ invece come me, ch’ho sempre riso:
e se te pija la malinconia
coprete er viso co’ la faccia mia
così la gente nun se scoccerà… -
D’allora in poi nascónno li dolori
de dietro a un’allegia de cartapista
e passo per un celebre egoista
che se ne frega de l’umanità!


Trilussa



LA FATA SCOPRE IL CARNEVALE


Avevo cercato "Carnevale"
ovunque apparvero storie...
pagine, immagini,
senza misteri.
Poi, desiderando una donna,
poi desiderando l’Universo,
un sogno m’illuminò
come di vita Pinocchio:
una fata meravigliosa,
circondata di Nord,
uscita da una tela d’arte,
prese a guardarmi...
e io vidi riflesso nell’ignota autrice
mitologici colori
di scale, di porte,
di feste inimmaginabili:
il segno di un cuore palpitante,
negli abissi dell’Oceano,
come dentro una betulla.


Renato Toffoli



Arlecchino


Con un saltello ed un inchino
eccomi a voi sono Arlecchino.
Son tra le maschere di Carnevale
la più festosa, la più geniale.
Il mio vestito? Fu una sorpresa,
lo cucì la mamma con poca spesa
perchè potessi ben figurare
al gran ballo di Carnevale.
So far scherzetti, son biricchino,
rido alla vita come un bambino.
Saluto tutti anche a distanza
con un leggero passo di danza.

L. Maraldi



Le maschere di Carnevale


Arlecchino ti presento
tutte toppe ma contento.
e Brighella suo compare,
cosa pensa di brigare?
Scaramuccia faccia buffa
sempre pronto a far baruffa.
E Tartaglia che non sbaglia,
quando canta non tartaglia.
Meneghino che, pian piano,
va a passeggio per Milano
e Pierrot vediamo qui
che è venuto da Paris.
Vuoi sapere chi è costui?
Peppe Nappa, proprio lui
Pulcinella saggio e arguto
che da Napoli è venuto.
E Gianduia piemontese
che di tutti è il più cortese.
Da Bologna ecco che avanza
Balanzon dalla gran panza.
Tutti insieme fan colazione
e chi paga è Pantalone!

Attilio Cassinelli






DELIRIO N° 666 (da leggere tutte d'un fiato!)
Eleonora Albanese

"Le sigarette fan bene alle tette!".
Ma dove le ho lette io queste parole
le solite sole
per farti fumare e pagare
un pacchetto
per avere più petto
ma io non lo accetto
ah, chi me lo ha detto!
Anche se a letto
vorrei a te piacere
e non farti vedere
un piccolo seno
che poi mi avveleno
se guardi le poppe
lì dentro le coppe
delle altre ragazze
di tutte le razze
che incontri per strada
c'è sempre una "ladra"
che ce le ha più tonde
e che ti confonde
ti prende e ti stende
sul divano di pelle
e le dici "che belle
che sono le tue
non come le sue o quelle del bue"
e affondi la faccia
e muovi le braccia
per toccargliele ancora
ed io Eleonora
ti aspetto da un'ora
lì sotto casa
e come un invasa
continuo a fumare
e voglio pensare
che tu le mie tette
non dovrai più toccare
e vatti a lavare
e non mi scocciare
ma sai che ti dico?
adesso vò al mare
mi tolgo il costume
e lascio vedere
a chi se ne intende
da cosa dipende
che il mio fidanzato
mi ha trascurato
e sono sicura
così mi consolo
tra mille lo trovo
quello che solo
guarda il mio petto
e per lui da domani
ci puoi giurare
smetto felice
sì, di fumare!


LA MASCHERA
Trilussa

Vent'anni fa m'ammascherai pur'io!
E ancora tengo er grugno de cartone
che servì p'annisconne (1) quello mio.
Sta da vent'anni sopra un credenzone
quela Maschera buffa, ch'è restata
sempre co' la medesima espressione,
sempre co' la medesima risata.
Una vorta je chiesi: - E come fai
a conservà lo stesso bon umore
puro ne li momenti der dolore,
puro quanno me trovo fra li guai?
Felice te, che nun te cambi mai!
Felice te, che vivi senza core! -
La Maschera rispose: - E tu che piagni
che ce guadagni? Gennte! Ce guadagni
che la genti dirà: Povero diavolo,
te compatisco... me dispiace assai...
Ma, in fonno, credi, nun j'importa un cavolo!
Fa' invece come me, ch'ho sempre riso:
e se te pija la malinconia
coprete er viso co' la faccia mia
così la gente nun se scoccerà... -
D'allora in poi nascónno li dolori
de dietro a un'allegia de cartapista
e passo per un celebre egoista
che se ne frega de l'umanità!




LA MASCHERA
William Butler Yeats

"Tògli quella maschera d'oro ardente
con gli occhi di smeraldo".
"Oh no, mio caro, tu vuoi permetterti
di scoprire se i cuori sian selvaggi o saggi,
benché non freddi".
"volevo solo scoprire quel che c'è da scoprire,
amore o inganno".
"fu la maschera ad attrarre la tua mente
e poi a farti battere il cuore,
non quel che c'è dietro".
"ma io debbo indagare per sapere
se tu mi sia nemica".
oh no, mio caro, lascia andar tutto questo;
che importa, purché ci sia fuoco
in te, in me?





TRIONFO DI BACCO ED ARIANNA
Lorenzo il Magnifico

Quant’è bella giovinezza
che si fugge tuttavia!
Chi vuol essere lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Quest’è Bacco e Arianna,
belli, e l’un dell’altro ardenti:
perché ‘l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati,
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Queste ninfe anche hanno caro
da lor esser ingannate:
ora insieme mescolate
suonon, canton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Questa soma, che vien drieto
sopra l’asino, è Sileno:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d’anni pieno;
se non può star ritto, almeno
ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Mida vien drieto a costoro:
ciò che tocca, oro diventa.
E che giova aver tesoro,
s’altri poi non si accontenta?
Chi vuol esser lieto, sia:
del doman non c’è certezza.
Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi sian, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.
Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò c’ha esser, convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.



Tony Kospan






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