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Mondo ... chat
Postato da Tony-Kospan il Sabato, 25 novembre @ 19:12:19 CET (1399 letture)
Le poesie di Tony-Kospan I

Nella notte virtuale
vedo anime in pena
dall'incerta identità
vagare di chat in chat
in cerca di qualcosa
che forse non sanno.

Vedo donne curiose
di vivere nuove sensazioni
d'aprire il cuore a nuove emozioni
esser timide eppur audaci……
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Sesso e amore
Postato da Grazia01 il Sabato, 25 novembre @ 13:26:52 CET (1064 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Nel racconto La signora col cagnolino, di Cechov, a Jalta un uomo ha un’avventura con una signora. Poi si sente spinto a cercarla di nuovo, la trova a Mosca: s’innamora, s’innamorano. E Cechov scrive: «Essi si perdonavano a vicenda ciò di cui si vergognavano nel loro passato, si perdonavano tutto nel presente e sentivano che quell'amore li aveva mutati entrambi».
Lo stato nascente dell'innamoramento è l'unico momento in cui gli innamorati sono avidi di conoscere tutto della vita dell'altro e l'accettano qualunque essa sia, anche se ha avuto debolezze, errori, anche se ha ammazzato. Si perdonano tutto. Ma se uno dei due non dice una parte essenziale di ciò che ha vissuto, in seguito non potrà più farlo e dovrà recitare per sempre, perdendo così la meravigliosa spontaneità che l'amore gli aveva donato.


Francesco Alberoni
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L'uso della virgola
Postato da Antonio il Sabato, 25 novembre @ 13:15:59 CET (1741 letture)
Argomenti vari I

C'è chi, con una, virgola, ha fatto i soldi. E' il caso di Lynne Truss, autrice del bestseller Eats, ShootsandLeaves(2003).Il titolo descrive le azioni di un pistolero ("Mangia, spara e se ne va"). Basta levare la virgola (Eats shoots and /eaves), e racconta le abitudini di un panda ("Mangia germogli e foglie).

NON SEMPRE LA VIRGOLA ha conseguenze così drammatiche: ma spesso aiuta a chiarire il discorso, e quindi la vita. È il fante dell'interpunzione, un segno umile ma fondamentale. È duttile, ma non può far tutto. Non può, per esempio, separare il soggetto dal predicato («Marco, guarda i capelli della moglie e si spaventa»), né il predicato dall'oggetto («Marco guarda, i capelli della moglie ... »). Non deve precedere una relativa limitativa («La moglie mostrò al marito i capelli, che aveva appena rovinato») mentre è comune prima d'una relativa esplicativa («La moglie, che era stata da un parrucchiere incosciente, spaventò il marito Marco»).
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La sera di festa
Postato da Grazia01 il Venerdì, 24 novembre @ 19:57:00 CET (1319 letture)
Poesie e prosa di Gibran I

Venne la sera e l'oscurità scese sulla città, nei palazzi e nelle case s'accesero le luci, e la popolazione uscì per le strade indossando abiti nuovi per la festa e avendo sul viso un'espressione rilassata e serena. In pochi minuti i loro respiri affannosi vennero quasi resuscitati dal profumo del cibo e delle bevande.
Camminavo da solo, isolato e lontano dalla folla e dal rumore, pensando alla persona di cui si stava celebrando la festa.
Ripensavo ai tempi gloriosi in cui, nato povero, visse isolato e morì in croce.
Ripensavo al fuoco che aveva acceso in ogni cuore in un piccolo villaggio della Siria, fuoco che si librava attraverso secoli e civiltà ...
Quando giunsi ai giardini pubblici mi sedetti su di una panchina a osservare, attraverso i rami spogli degli alberi, le strade affollate e ad ascoltare i canti che venivano cantati dalle persone che seguivano la processione della gioia e della libertà ...
Dopo un'ora, oppresso da pensieri e ricordi, mi voltai e vidi accanto a me un uomo che recava un bastone, con la cui punta tracciava linee per terra.
Pensai: "È una persona che ama la solitudine come me."
Poi lo osservai attentamente e mi accorsi che nonostante gli abiti visibilmente vecchi e i capelli arruffati, incuteva timore e rispetto ... e come se si fosse accorto che lo stavo osservando attentamente, si voltò verso di me e con voce profonda e calma disse: "Buonasera."
Ricambiai il saluto: "Che Iddio ti conceda una sera felice."
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In ricordo di Philippe Noiret
Postato da Antonio il Venerdì, 24 novembre @ 12:49:55 CET (954 letture)
In ricordo

«Ci soffiava sempre le parti più belle»
La prima volta che mi soffermai sulla bravura di Philippe Noiret fu quando lo vidi in "Il delitto di Thérèse Desqueiroux " alla Mostra di Venezia del '62. L'avevo già notato in qualche film e sapevo che sulla scena aveva affiancato Jean Vilar e tuttavia mi colpì la calda segnalazione di Romolo Valli: «Nel film guardati Noiret, accidenti quanto è bravo! E poi si sente che ha letto il romanzo di Mauriac!». C'era una certa rassomiglianza fisica fra Philippe e Romolo, ma avevano tante altre cose in comune:entrambi capaci di spaziare dal comico al drammatico, ormai affermati in teatro e scalpitanti alle porte del cinema. Incontrandosi chissà quante cose avrebbero avuto da dirsi, però non so se sia mai avvenuto. E mentre Valli continuò a seguire la carriera del collega con viva partecipazione, forse vedendo nella sua ascesa qualcosa di propiziatorio per sé, accadde il contrario. Romolo ebbe le sue soddisfazioni, molti film, qualche premio, ma rimase un nome di teatro; e intanto Noiret, divenuto un divo, scendeva sempre più spesso in Italia «a soffiarci le più belle parti» (ancora parole di Romolo, meno entusiasta). Il mio amico coltivava il sogno di impersonare il dottor Fadigati, il tragico protagonista omosessuale di "Gli occhiali d'oro" di Bassani. Tentò di spingere questo progetto presso vari produttori, ma non ne venne a capo. Andò a finire che Fadigati lo fece stupendamente Noiret, con la regia di Giuliano Montaldo; e, ironia della sorte, a Romolo quell'amarezza fu risparmiata perché nel 1987 non era più tra i vivi.

Tullio Kezich
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Desiderata
Postato da Grazia01 il Venerdì, 24 novembre @ 10:18:16 CET (1044 letture)
Letture varie I

Va' serenamente in mezzo al rumore e alla fretta
e ricorda quanta pace ci puo' essere nel silenzio.

Finche' e' possibile senza doverti arrendere conserva
i buoni rapporti con tutti.

Di' la tua verita' con calma e chiarezza, e ascolta gli altri,
anche il noioso e l'ignorante, anch'essi hanno una loro storia da raccontare.
Evita le persone prepotenti e aggressive, esse sono un tormento per lo spirito.
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Sorpresa
Postato da Grazia01 il Venerdì, 24 novembre @ 10:09:32 CET (1331 letture)
Racconti I

Intorno tutto era buio. Sentiva solo il proprio respiro e il ticchettare del suo orologio. Erano ancora le 16:45. Quanto ci voleva ancora?
Tutti erano immobili, facevano solo un lento brusio.
Erano bravissimi quei ragazzi. Come potevano resistere così a lungo?
E con quel caldo poi.
Era madido, la camicia gli aderiva al torace.
Il salotto visto così, con tutte le tapparelle abbassate, aveva un’aria insolita, innaturale.
Sentì un’auto entrare nel viale allora John si alzò e disse a bassa voce: - Mi raccomando sta arrivando, state pronti.– Si aprì la porta, era Kate. Tornava da una lunga giornata di lavoro ed era molto stanca.
- Ma che succede? John sei impazzito?! Hai lasciato tutto chiuso con tutto questo caldo!-
- Oh! Cara, sei tu? - le disse abbracciandola.
- Sorpresa signora Windstorm, sorpresa! - le urlavano, saltando fuori da tutte le parti, i bambini del vicinato.
- Ma caro, cosa stiamo festeggiando? –
Gli si avvicinò, lo prese per un braccio e, sorridendo per cercare di nascondere la sua irritazione, gli ripose la domanda:
- Caro, cosa stiamo festeggiando? -
La guardò stupito, per un attimo rimase in silenzio.
- Stai scherzando...no, tu te ne sei scoordata! Cielo Kate! Ma come hai potuto? Oggi è il compleanno di Chris!-
- Chris? - ripeté, ma subito si portò la mano alla bocca, quasi spaventata da quello che aveva appena detto.
- Certo, per nostro figlio Chris... -
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LA MAMMA NELL'ARTE
Postato da Tony-Kospan il Giovedì, 23 novembre @ 14:12:07 CET (4663 letture)
Post di Tony Kospan I
IL PITTORE CHE MEGLIO, A MIO PARERE, HA SAPUTO DIPINGERE...
LA FIGURA DELLA MAMMA
E'... UNA PITTRICE... Molto Felice
CASSAT MARY
ECCO ALCUNE SUE OPERE CHE MI AFFASCINANO OGNI VOLTA CHE LE VEDO
E CHE SPERO SIANO DI VOSTRO GRADIMENTO


Cassatt, Mary - Mamma Berthe con in braccio il suo bambino - 1900


Cassatt, Mary (1845 - 1926) - Madre e bambino


Cassatt, Mary (1845 - 1926) - Sara offre un giocattolo al bambino -

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A te donna di Stephan Scipacev
Postato da Antonio il Giovedì, 23 novembre @ 13:36:38 CET (1092 letture)
Poesie generiche

E la donna sta là dove ferve
il fogliame dei prugni e dei meli
e il vento forse si sente
uno scultore felice.


Stephan Scipacev
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Cara Milano, abbandona i "luoghi comuni"
Postato da Grazia01 il Giovedì, 23 novembre @ 12:55:22 CET (1052 letture)
Milano mia I

Abbiamo parlato molto di te. lo scorso weekend, in occasione di un festival sulla semplicità e la semplificazione della vita, alcuni tra i più affermati professionisti hanno espresso la loro opinione sul tuo stato di salute, sulla tua vivibilità, è giusto che io te lo dica: non ne sei uscita benissimo! La verità è che non ti applichi, potresti dare di più, potresti fare dei progressi che non si capisce perché tu non riesca a fare ... forse, potresti innanzitutto essere più amata. sei una città fredda, grigia con pochi spazi dedicati a qualcosa di piacevole, non sei semplice né accogliente, sei austera e sai essere crudele, sei inquinata ed estremamente cara ... tutto questo è vero, ma sei molto di più di tutti questi luoghi comuni. devi esserlo!
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Mare
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 22 novembre @ 19:38:17 CET (962 letture)
Poesie sulla vita I

Sono sol goccia nel mare
e l'onda è la mia forma,
i giorni son la tempesta.

Vana la libertà
che ci è affidata,
finta la bonaccia.

C'è chi stagna in pozze,
lasciandosi consumare
dal caldo tepore del sole.

Io scelgo di essere
la cresta ch'osserva
dove siede il mare.


Riccardo Rabbi
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re: auto "eolo" Alberto
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 22 novembre @ 14:54:07 CET (913 letture)
Ecologia e ambiente I

messaggio di Alberto del 22 novembre 2006
segnalazione sito

se le auto andassero ad aria?

Siamo tutti abituati a ricevere periodicamente, se non quotidianamente, le famose “catene di sant’Antonio” nella nostra casella di posta elettronica: dagli appelli ad personam ad avvisi strampalati, da ipotetiche chiusure di account a test.
Da qualche anno, di tanto in tanto, si può trovare anche un forward relativo ad una ipotetica rivoluzione su quattro ruote: l’auto ad aria.
L’email che gira in questo periodo parla di un’idea di Guy Negre, progettista di Formula 1, che al Motorshow di Bologna del 2001 presentò la Eolo, un modello con motore ad aria compressa.
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Re: auto ad aria "eolo
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 22 novembre @ 12:55:30 CET (957 letture)
Ecologia e ambiente I

"Da qualche giorno gira via e-mail l'ennesima catena di sant'Antonio. Questa volta non si tratta di un caso-umano, ma della "Eolo", l'auto ecologica spinta da un motore ad aria compressa. Su "Quattroruote" ne abbiamo parlato ampiamente (sui fascicoli di dicembre 2001, aprile 2002 e gennaio 2003), ma il tam tam di questi giorni ha riportato alla luce questo progetto... L'innovativa ed economica "Eolo", voluta dall'ex ingegnere di Formula 1 Guy Negre, ha avuto alcuni problemi legati ai costi di sviluppo dei prototipi: già nel 2002 la MDI (società che avrebbe dovuto produrre la vettura ecologica) aveva speso circa 15 milioni di euro per produrre qualche esemplare-laboratorio e alcuni particolari di ricambio. Ma non solo. Sul fascicolo di "Quattroruote" dell'aprile 2002 c'è una nostra piccola presa di contatto con la "Eolo", su strada: il risultato fu un breve tragitto su un'auto che, non ancora messa a punto, si fermò dopo qualche minuto a causa di una formazione di ghiaccio nel motore..."
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L'auto ad aria è... volata via
Postato da Antonio il Mercoledì, 22 novembre @ 10:40:17 CET (1181 letture)
Ecologia e ambiente I

Notizia del 28 febbraio 2006 - 14:49
L'auto ad aria è... volata via
Eolo, la vettura che avrebbe fatto a meno della benzina è stata fatta sparire. Perché?


Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula 1, che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel 2001 presentava al Motorshow di Bologna una macchina rivoluzionaria: la "Eolo" (questo il nome originario dato al modello), era una vettura con motore ad aria compressa, costruita interamente in alluminio tubolare, fibra di canapa e resina, leggerissima ed ultraresistente.

Capace di fare 100 Km con 0,77 euro, poteva raggiungere una velocità di110 Km/h e funzionare per più di 10 ore consecutive nell'uso urbano.
Allo scarico usciva solo aria, ad una temperatura di circa -20°, che veniva utilizzata d'estate per l'impianto di condizionamento.
Collegando Eolo ad una normale presa di corrente, nel giro di circa 6 ore il compressore presente all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria compressa, che veniva utilizzata poi per il suo funzionamento.
Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una bicicletta.

Il prezzo al pubblico doveva essere di circa 18 milioni delle vecchie lire, nel suo allestimento più semplice.

Qualcuno l'ha mai vista in Tv?
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Commento Re: Ragazzo si finge morto per .......
Postato da Grazia01 il Martedì, 21 novembre @ 22:50:58 CET (853 letture)
Attualità I

di Miriam il Martedì, 21 novembre @ 16:39:15 CET (IP: 87.9.115.70)
Ho letto anche io su un quotidiano questa inquietante notizia. Il mondo di internet è un mondo a parte, utile per chi lavora, per chi fa ricerche, anche per chi vuole svagarsi un poco. Ma è anche un rifugio dove apparire diversi da quello che si è, dove crearsi un nuovo modo di essere. Se al lavoro abbiamo un capo dispostico, ecco che su internet possiamo diventare carnefici di altri.
Navigando su internet ho trovato molte persone con vari problemi che fingono una normalità che non hanno. Altri normali, che arrivano a sfiorare limiti impossibili. A volte, mi sento io l'anormale che mi presento per quella che sono!
E poi c'è il mondo dei giovani, che non sanno più comunicare se non tramite chat e sms .... un mondo muto che grida disperato.

Ciao! Miriam
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Ragazzo si finge morto per troncare l'amore virtuale
Postato da Grazia01 il Martedì, 21 novembre @ 22:47:44 CET (2771 letture)
Attualità I

Il primo messaggio è partito per gioco, diversi mesi fa: «Ciao, quanti anni hai?» «Diciassette, sono di Bergamo. Tu?». Per un giovane di Vicobellignano, 14 anni e passione per il computer, trovare in chat una ragazza più grande equivale al paradiso. «Anch'io ne ho 17 e oggi sono triste», le scrive mentendo. Inizia così una «relazione virtuale», fatta di confessioni, racconti ed e-mail'affettuose «La mia vita è un disastro, solo tu mi capisci: ti amo». Le bugie si fanno ogni giorno più grosse : «A scuola ho solo brutti voti», «Mia nonna se n'è andata»', «I miei genitori non vanno d'accordo». Col passare dei mesi, la ragazza si innamora di lui. Per il quattordicenne, invece, la relazione si sta facendo noiosa. A quel punto, con la sorella, decide di chiudere il rapporto. Come?
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ARTE - IDEE PENSIERI RIFLESSIONI... IMMAGINI...
Postato da Tony-Kospan il Martedì, 21 novembre @ 19:52:22 CET (2315 letture)
Post di Tony Kospan I Un quadro è semplicemente un ponte fra l'anima dell'artista e quella dello spettatore.

EUGENE DELACROIX (1798-1836)


JOHN SINGER SARGENT - Paul Helleu che dipinge, e sua moglie-



L'arte è un bene di prima necessità. Come il pane o il vino o un cappotto caldo in inverno. Chi pensa sia un oggetto di lusso ha solo un frammento di opinione. Lo spirito dell'uomo è affamato d'arte allo stesso modo in cui il suo stomaco brontola reclamando del cibo...

IRVING STONE

[

Edouard Manet - La colazione sull'erba -

L'artista non ha altri bisogni al di fuori di un tetto, di una crosta di pane e del suo cavalletto e di tutto il resto che Dio gli dà in abbondanza. Deve vivere per dipingere e non dipingere per vivere.

ALBERT PINKHAM RYDER (1847-1917)


Eugene Delacroix, La barca di Dante, 1822


Orso Tony
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La forza del pensiero
Postato da Grazia01 il Lunedì, 20 novembre @ 20:20:08 CET (1062 letture)
Psicologia e salute I

Ognuno di noi non è altro che l'immaginazione di se stesso. La vita ci permette di concretizzare la nostra esperienza fisica attraverso i nostri pensieri. Tutti noi siamo lo specchio di quello che pensiamo di essere. L'immaginazione di noi stessi e del mondo che ci circonda suggella la nostra esperienza materiale. Osservando una persona non si fa altro che osservare il suo modo di pensare. Essa è il risultato del suo modo di pensare, come pure l'ambiente in cui vive e interagisce. Per cui basta un po' di spirito di osservazione per capire con somma facilità a che modello di pensiero corrisponde il nostro interlocutore. Il pensiero umano è un'energia potentissima per cui è vitale pensare in maniera positivamente decisa. Ad esempio, una persona che si pone un quesito mentale del tipo: << penso che questo progetto avrà successo >>, manifesta una energia molto debole. << Questo progetto avrà successo, sono sicurissimo che avrà successo ! >>, un modo di pensare che ha tutta un'altra energia.
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L'energia delle emozioni
Postato da Grazia01 il Lunedì, 20 novembre @ 20:12:00 CET (1002 letture)
Scienze

Recenti studi hanno dimostrato che le nostre emozioni provocano mutamenti vibrazionali che interagiscono direttamente con il nostro essere: un'emozione negativa, come la paura, corrisponde ad uno stato vibrazionale molto misero, a una lunghezza d'onda estesa; un'emozione positiva, come l'amore, corrisponde a un elevato modello vibrazionale, a una corta lunghezza d'onda.

Il corpo dell'essere umano è composto da materiale genetico dotato di un trasmettitore e un ricevitore estremamente sofisticati di frequenze. In particolari sperimentazioni scientifiche si è osservato che inserendo il DNA in un contenitore tubolare di elettroni, questi ultimi si dispongono a formare una struttura uguale al DNA. Se si rimuove il DNA, gli elettroni ritornano ad occupare le precedenti posizioni. Questa è la prova inequivocabile che il patrimonio genetico dell'essere umano interagisce di continuo con l'energia circostante; siamo noi, le nostre condizioni emotive, a influenzare il mondo di continuo.
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Perché dobbiamo vivere come se fossimo eterni
Postato da Grazia01 il Lunedì, 20 novembre @ 12:46:47 CET (1204 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Pochi giorni fa a Lisbona, alla fine di una conferenza su «sesso e amore», mi si è avvicinata una signora italiana che, con aria di rimprovero, mi ha detto: «Ma perché lei cerca sempre gli aspetti vitali e non guarda la miseria del mondo?». E io le ho risposto con durezza: «E' perché vedo la miseria del mondo che cerco le fonti della vita, della forza e della speranza».
Noi restiamo sani perché il sistema immunitario, non appena un germe arriva nel nostro corpo, lo distrugge. Ma quando ci colpisce un grande dolore, quando veniamo accusati ingiustamente, quando veniamo traditi, quando ci ripieghiamo vinti, quando perdiamo la speranza, il nostro sistema immunitario si indebolisce e ci ammaliamo. Perfino per sopravvivere dobbiamo essere positivi, ottimisti, capaci di resistere alle più terribili avversità ..
E se i dolori, le frustrazioni, i cedimenti del morale sono tanto dannosi sul piano fisico, lo sono ancora di più sul piano professionale, umano, delle relazioni sociali.
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Natalia Ginzburg
Postato da Antonio il Lunedì, 20 novembre @ 09:47:27 CET (1865 letture)
Biografie II

Biografia un po' particolare

Che noia, la Ginzburg!

La prima opera della Ginzburg in cui m'imbattei fu "Ti ho sposato per Allegria", una commedia, che io vidi nella versione cinematografica con Albertazzi e la Vitti. Erano i primi anni sessanta, se non ricordo male. Bene, è stato uno dei pochi, rari film, che non sono riuscito a vedere fino in fondo. Uscimmo, la mia fidanzata ed io, alla fine del primo tempo. Una noia mortale, da sbadigliare come orsi alla fine del letargo. Mi ritrovai poi, nei primi anni 70', ad acquistare - non so come nè perchè, forse qualcuno me ne aveva parlato in termini esaltanti - "Caro Michele", in edizione economica, Oscar Mondadori. Tutto quel che ricordo è che era un libro scritto in forma diaristica, in prima persona e, soprattutto, che era di una noia semimortale. Non ricordo bene, ma dubito assai che lo lessi fino in fondo.
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L'anima
Postato da Grazia01 il Lunedì, 20 novembre @ 09:25:10 CET (1010 letture)
Poesie e altro di Dickinson

L'Anima dovrebbe sempre star socchiusa
Perché ove il Cielo chieda
Non sia obbligato ad aspettare
O temendo di disturbarla
Se ne vada, prima che Lei faccia scorrere
Il Chiavistello nella Porta
Per scoprire che il cortese Ospite,
Il Suo Visitatore, non c'è più.


Emily Dickinson
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Non palesar debolezza
Postato da Grazia01 il Lunedì, 20 novembre @ 09:19:43 CET (1072 letture)
Poesie e altro di Dickinson

Non palesare debolezza è
L'Artificio della forza -
L'Inespugnabilità la distingue
Tanto per la Consapevolezza
Della fiducia di altri in essa
Quanto per la Piramidale Fermezza
Dietro il più inconsapevole orologio
Che esperte Lancette muova -



Emily Dickinson
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Alba
Postato da Grazia01 il Domenica, 19 novembre @ 19:27:33 CET (915 letture)
Poesie sulla natura e l'universo

L'alba venne a toccare i vetri
con le sue dita di rosa,
guarnì d'una cimosa
chiara i confini tetri
delle montagne, eluse
gli agguati notturni, aprì
la gola ai passeri. Chi
dormiva udì nelle chiuse
stanze la lieta ventura
del nuovo giorno, le piane
voci di sempre tornare.
Poi giunse il fresco squillare
delle amiche campane
e conquistò la pianura.


Massimo Grillandi
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Paperino
Postato da spalato il Domenica, 19 novembre @ 19:08:57 CET (6964 letture)
Argomenti vari III

Paperino (Donald Duck in inglese) è un personaggio dei fumetti e dei cartoni animati della Walt Disney.

Paperino è un'anatra bianca con becco e zampe arancioni. Solitamente indossa una blusa e un berretto da marinaio — ma senza pantaloni (tranne quando va a nuotare). Alcuni credono che la Finlandia lo abbia censurato perché non porta i pantaloni, ma è una leggenda urbana.

Creato nel 1934 da un disegnatore ignoto (la Disney, infatti, ha molto probabilmente gettato il model sheet originale che servì come traccia per il suo esordio, probabilmente non aspettandosi più di doverlo utilizzare, almeno con quell'aspetto), esordisce, nel cartone animato del 9 giugno dello stesso anno dal titolo La Gallinella Saggia (The wise little hen), con il nome di Donald Fauntleroy Duck e noto in Italia con il nome di Paolino Paperino, vera e propria star della scuderia di personaggi dello Studio di animazione fondato da Walt Disney.
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La filosofia dell'intimo relax
Postato da Antonio il Domenica, 19 novembre @ 14:57:29 CET (1436 letture)
Siti interessanti e strani

Tranne qualche parentesi di divertimento, la vita porta spesso con sé un bel carico di noia e di situazioni sempre uguali. Per tirare avanti con più verve, bisognerebbe avere, secondo un tizio olandese di nome Meike Van Schijndel, un posticino in cui rifugiarsi quotidianamente per ritemprare lo spirito e sognare un po'. Un rifugio a portata di mano, che ci rilassi, 'ci doni buon umore e ci ridia la carica per affrontare il mondo con la giusta dose di ottimismo. E quale potrebbe essere questo rifugio? Il bagno di casa, sostiene Van Schijndel (arrivando con ciò almeno secondo, dopo il grande giornalista Indro Montanelli, che sosteneva la stessa cosa cinquant'anni fa). A patto che vanti determinati requisiti, primo tra tutti quello di ospitare speciali sanitari, che lui stesso progetta e poi pubblicizza presso il sito della sua azienda: www.bathroom-mania.com
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Siti amici
Postato da Grazia01 il Domenica, 19 novembre @ 01:03:00 CET (4593 letture)
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IL MAIUSCOLO VA VELOCE E SI CONFONDE
Postato da Antonio il Sabato, 18 novembre @ 10:15:44 CET (2107 letture)
Argomenti vari I

Prima di tutto, il nome: STAMPATELLO. Provate a ripeterlo un po' di volte: è ridicolo. Un participio passato che fa il vezzoso, senza motivo apparente. Un nome antico, che sa di banchi di fòrmica e grembiuli. «Bambini, oggi lo stampatello!». E noi, a testa bassa, tracciavamo lettere angolose, convinti che non sarebbero durate, come gli accenti del verbo avere (io ho, tu hai, egli à ... ). Esisteva anche lo stampatello minuscolo, meno odioso. Avevo un amico-oggi ortopedico insospettabile - che mesco lava i due stili, e scriveva così: «Mi cHiA ma FRanCEsco ... ». I suoi quaderni sembravano lettere anonime, ma gli volevame bene.
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Pensieri e brani di Neruda
Postato da Grazia01 il Venerdì, 17 novembre @ 11:50:53 CET (2923 letture)
Poesie di Neruda II Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l'aria,
ma non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa, la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso scoppia nella tua gioia,
la repentina onda d'argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte le porte della vita ...

(da Il tuo sorriso)

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La vita agra (1962)
Postato da Grazia01 il Venerdì, 17 novembre @ 11:39:27 CET (1287 letture)
Recensioni II

La storia di una solenne incazzatura: LUCIANO BIANCIARDI il suo libro lo definiva così. E si vede che di arrabbiati ce n'erano tanti (come poi ampiamente dimostrato dal sessantotto), perché è stato subito un botto editoriale. Trasformato in un film di successo con Tognazzi protagonista. Trama: un intellettuale toscano si trapianta a Milano per far saltare il Pirellone, simbolo del potere. Ma poi, la vita di tutti i giorni lo spegne. Allora si chiamava alienazione, adesso la parola è passata di moda ma il trantran che ci strozza è sempre quello. E Bianciardi lo racconta con una scrittura diretta e letteraria insieme, unica. Nota per i milanesi: imperdibili le variazioni sul tema della parola Brera.

Antonella Ottolina

Le scelte di A
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