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Lettera al mio giudice di Georges Simenon
Postato da Antonio il Lunedì, 02 ottobre @ 20:09:22 CEST (1377 letture)
Recensioni  I

Charles Alavoine, medico, figlio di contadini, è in carcere. Ha ucciso. E dalla cella, dopo essere stato condannato, scrive una lettera al suo giudice. Non cerca la grazia e nemmeno la compassione. Vuole solo raccontare la sua storia: quella di un amore grande e criminale. Vuole descrivere la complicità che nasce tra la vittima e il carnefice. Charles Alavoine è lucido nel suo racconto. I suoi sentimenti sono i nostri, le sue parole quelle che useremmo noi. Lo si accompagna pagina dopo pagina verso il suo crimine, e ci si accorge che potrebbe essere il nostro.

La scelta di A.
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cosa resta ? - Spalato
Postato da spalato il Martedì, 26 settembre @ 21:16:42 CEST (1109 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato
Erano i lontani anni cinquanta e noi bambini non ci preoccupavamo di fame e miseria. Eravamo allegri e spensierati e anche se abitavamo in città si trovavano terreni non coltivati dove potevamo giocare. I giocattoli praticamente non esistevano. Ci accontentavamo dei sassolini, qualche pezzo di vetro, meglio se colorato, e moltissima fantasia. Correvamo instancabili tutto il giorno anche sotto il sole rovente, sotto la pioggia o sfidando la bora gelida.
Non ci preoccupavamo di ginocchia sbucciate, naso rotto o raffreddori. Non eravamo tanto sani ma neanche malati, tutto era normale per quell’epoca.
La festa più grande era il compleanno. I preparativi cominciavano giorni prima impastando biscotti e pasticcini e quando finalmente arrivava quel tanto sognato giorno non si stava più in pelle dalla curiosità di ricevere i regali. Di solito si radunava l’intera famiglia e si chiamavano anche gli amici. Al suono del campanello si correva alla porta, che era comunque sempre aperta, e si scartava subito il regalo. Mi ricordo i regali che ricevevo: un libro, un pallone di plastica (ma quanto sognavo un pallone almeno di gomma), una tavoletta di cioccolata, una bambola e qualche volta qualche soldino. Arrivati tutti ci si divideva: gli adulti tra cui le mamme e le zie in cucina e noi bambini in camera da letto, nel mezzo veniva messo un grande tavolo, spesso prestato dai vicini per l’occasione. Ci sedevamo impazienti, gli occhi sgranati al pensiero di mangiare le cose buone. Finalmente arrivava mia mamma portando una grande pentola di cacao bollente, preparato con il latte in scatola che arrivata dalla croce rossa americana; era una delizia indimenticabile che si gustava solo nei casi speciali. Dopo arrivavano i biscotti e le varie paste e alla fine anche la torta, il tutto rigorosamente preparato in casa. Terminato di mangiare andavamo in cortile a giocare fino all'ora di cena e tutto finiva così.
Peccato che i compleanni erano pochi e la fame tanta. In mancanza di qualcosa di dolce noi bambini mangiavamo i fiori di glicine.
Il tempo passava, si cresceva e ancora non capivamo di essere poveri; eravamo tutti quasi ugualmente poveri e non potevamo immaginare che si potesse vivere meglio di così. Frequentavo già le scuole medie quando tramite la chiesa arrivò
l’abbigliamento dall’America, uova e latte in polvere, che doveva essere cucinato a lungo e la margarina gialla, quasi arancione, avvolta in una carta impermeabile che noi bambini grattavamo per ricavare quel qualcosa che assomigliava alla gomma, e facevamo così della gomma da masticare. Per andare a scuola indossavo quei vecchi vestiti americani. Erano coloratissimi e io ne ero molto fiera, non pensando a cosa significasse tutto ciò.
Ah, dimenticavo, un'altra festa era l’acquisto di scarpe nuove; quando nessun paio di scarpe dei familiari corrispondeva a quelle che servivano a te. In centro esistevano tre quattro negozi di scarpe. Si giravano tutti, ma stranamente il numero giusto non si trovava mai, allora si acquistava un numero più grande; dovevano comunque durare almeno un anno prima che se ne potesse comprare un altro paio. Si mettevano quelle nuove subito ai piedi, e le vecchie nella scatola di cartone grigio, rigorosamente legata con uno spago. Erano una vera tortura quelle scarpe nuove. Si arrivava a casa con i piedi insanguinati; qui stringevano, lì si sfilavano, e le ferite ci facevano male… ma non potevamo far altro che stringere i denti e andare avanti, aspettando che gli amici le vedessero.
Neanche quando diventai adulta le cose cambiarono. Stenti, stenti e ancora stenti, ma sempre con un bel sorriso sulle labbra.
Cosa resta ancora per ricordare? O dimenticare?


spalato 25.9.2006.
Leggi Tutto... | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 4.8


Città ostile ai bambini (e alle mamme)
Postato da Grazia01 il Martedì, 26 settembre @ 10:11:10 CEST (1014 letture)
Milano mia I

L'autunno porta la pioggia che non fa paura ai bimbi: niente tuoni che fanno sgranare gli occhioni, niente fulmini che “rompono" il cielo, solo acqua e niente più. È, invece, la pioggia d'autunno quella che fa più paura alle mamme.
Perché bisogna andare a prendere i bambini a scuola. Ombrello per me e copri carrozzina trasparente per la piccola. I marciapiedi sono una bella prova da superare. Bastone dell'ombrello tra mento e spalla. Il gioco si fa duro con gli ostacoli «da marciapiede".
Cacche, pali e paletti, moto e auto? Risposta:
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Cara di Lucio Dalla
Postato da Grazia01 il Lunedì, 25 settembre @ 15:05:18 CEST (2006 letture)
Testi canzoni I

Cosa ho davanti, non riesco più a parlare
dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare
vuoi andare a dormire.
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare
sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli, ci si può fidare.

Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento
non c'è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
e debbo stare attento a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino.........
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Cicala dei diciassette anni
Postato da spalato il Lunedì, 25 settembre @ 12:27:51 CEST (2099 letture)
Scienze
Questa cicala vive nelle foreste degli Stati Uniti orientali, come rivela il nome lo sviluppo delle neanidi è molto lento e impiegano diciassette anni per diventare adulte. Ma vediamo di capire meglio la vita di questa curiosa cicala. Dopo l'accoppiamento, la femmina depone le uova tramite l'ovopositore, nei rametti degli alberi. Sei settimane dopo dalle uova fuoriescono le piccole neanidi che si lasceranno cadere dagli alberi per poter scavare con le loro forti zampe anteriori nel terreno e farsi strada in lunghe gallerie che possono essere lunghe fino a 30-45 cm.
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Auguri Miriam
Postato da Grazia01 il Lunedì, 25 settembre @ 12:02:17 CEST (1616 letture)
Messaggi II
I migliori auguri di buon lavoro dallo staff di Casatea a
Miriam Ballerini
la nostra "icona" sta scrivendo un nuovo libro,
l'augurio è che abbia lo stesso successo dei precedenti.
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L'Anima di Elsa Morante
Postato da Grazia01 il Domenica, 24 settembre @ 19:33:18 CEST (2408 letture)
Racconti II

Un vecchio signore aveva stretto amicizia con un' Anima. Una notte, ritornando a casa leggermente ubriaco e, secondo il suo costume, solo, 1'aveva scorta accoccolata sui gradini della chiesa e dapprima l'aveva creduta una mendicante. Caritatevole com' era, subito aveva messo mano alla borsa; ma la confusione delle dita di lei, che non facevano presa sulla moneta e tremolavano come fiammelle o fili d'erba al vento, lo aveva illuminato: si trattava proprio di un' Anima appena nata che ancora non aveva mai vestito un corpo. Inatteso e felice incontro!
I rari passanti che lo videro gestire e discorrere da solo (così essi credettero), capirono che era ubriaco e lo lasciarono in pace. Del resto, se avessero trovato qualcosa a ridire, egli avrebbe saputo come rispondere: «Ah, insomma, - avrebbe detto, - da settant'anni mi affanno ad esser cortese con voi, cerco di piacervi, e nessuno vuol saperne di me. Dichiarate che sono antipatico, che ho la voce sgradevole, il fiato cattivo, mi fuggite come un lebbroso.
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Elsa Morante
Postato da Grazia01 il Domenica, 24 settembre @ 18:40:45 CEST (6468 letture)
Biografie II
Elsa Morante, da «narratrice nata», offre appassionatamente tutta la sua esistenza alla letteratura.
Nasce a Roma il 18 agosto del 1912: figlia di Irma Poggibonsi, maestra elementare ebrea, e di Francesco Lo Monaco. Cresce tuttavia in casa del padre anagrafico Augusto Morante, istitutore in un riformatorio per minorenni. Alla fine degli studi liceali, lascia la famiglia e va a vivere per conto proprio; ma la mancanza di mezzi economici la costringe ad abbandonare la facoltà di Lettere.
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Dino Buzzati dalla A alla Zeta
Postato da Grazia01 il Domenica, 24 settembre @ 18:23:24 CEST (1303 letture)
Letture varie II

A cento anni dalla nascita esce "Album Buzzati" a cura di Lorenzo Viganò, un libro che ne ripercorre la vita attraverso foto, documenti personali e le sue stesse parole.
Eccone alcuni stralci:
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Dino Buzzati
Postato da Grazia01 il Domenica, 24 settembre @ 17:57:05 CEST (4683 letture)
Biografie II Dino Buzzati nasce il 16 ottobre 1906 a San Pellegrino, nei pressi di Belluno. Sin dalla giovinezza si manifestano in lui gli interessi, i temi e le passioni del futuro scrittore, ai quali resterà fedele per tutta la vita: la poesia, la musica (studia violino e pianoforte e non bisogna dimenticare che in futuro scriverà anche alcuni libretti d'Opera), il disegno, e la montagna, vera compagna dell'infanzia, a cui è anche dedicato il suo primo romanzo, "Barnabo delle montagne".

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Paese che vai, frigorifero che trovi
Postato da spalato il Domenica, 24 settembre @ 16:00:16 CEST (1229 letture)
Invenzioni e origini III
La storia del frigorifero risale al 1922, quando due inventori svedesi, Baltazar von Platen e Axel Munters, scoprirono il principio di produrre il freddo per mezzo del calore.

Settantacinque anni fa il frigorifero era un oggetto di lusso dovunque, e in alcuni luoghi lo è ancora Electrolux, il maggior produttore mondiale di elettrodomestici, ha proposto un’analisi, tra il serio e il faceto, che indaga tra i gusti dei vari paesi.
Per dare alcuni esempi, in Svezia il colore più diffuso è il bianco. In Cina e India, dove questo elettrodomestico spesso troneggia in soggiorno come oggetto da ostentare, il frigorifero è più decorato e colorato. Chi produce frigoriferi deve quindi tener conto delle esigenze culturali, affidandosi a buoni designer e – ovviamente – al buon senso.
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Cucina nell'antica Roma
Postato da spalato il Domenica, 24 settembre @ 15:59:58 CEST (2205 letture)
Invenzioni e origini III
Cucina romana. I romani assumevano cibo in tre momenti della giornata. Al mattino consumavano una frugale colazione a base di pane e formaggio, preceduta da un bicchiere d'acqua (jentaculum). I medici sconsigliavano espressamente una colazione abbondante. A mezzogiorno consumavano un leggero pranzo con pane, carne fredda, frutta e vino, spesso in piedi (prandium). Il pasto principale, anzi il vero e proprio pasto dei romani, era la cena (coena), che iniziava fra le 15 e le 16 e poteva protrarsi fino all'alba del giorno dopo.
Leggi Tutto... | 2464 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 3


Le due sorelle di Elsa Moranrte
Postato da Grazia01 il Sabato, 23 settembre @ 19:15:09 CEST (1489 letture)
Racconti II
Le due Damasso, Lia ed Anna, sebbene già piuttosto vecchie, avevano sempre un innamorato per una. Si trattava per lo più di vecchi pensionati, vedovi, tutta gente a riposo, a cui le due sorelle donavano calzettine e cravatte e offrivano certi liquori fatti con l'erba. Mai passava, per loro. giorno che non fosse intiepidito dall’amore; ed essendo l'una grassottella e l'altra magra, non avevano rivalità fra loro, ma si scambiavano le tenere confidenze e andavano a braccetto.
Un inverno tutte e due si ammalarono di tifo e tutte e due guarirono sul principio di primavera. Si vide allora che il male aveva divorato a Lia quei pochi anni di amore che le restavano e l'aveva trasformata in una vecchia.
Il viso, come si andava dicendo per la città, pareva un pane secco, i capelli caduti le avevano lasciato sul capo chiazze vuote, e perdeva i denti.
Nessun uomo la guardò più.
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Forse
Postato da spalato il Sabato, 23 settembre @ 19:06:26 CEST (1222 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Forse un giorno incontrerò te
nei miei sogni in bianco e nero.
Forse riuscirai a colorare la mia vita
nei mille colori d'arcobaleno.
Forse le stelle mi saranno favorevoli
aprendo la strada principale del cuore.
Forse il fiume rallenterà il suo percorso
mormorando una bella storia.
Forse......
un giorno il sole sorgerà a ovest.


Spalato
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Infinito
Postato da Antonio il Sabato, 23 settembre @ 13:27:35 CEST (1077 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Mi giro indietro
E vedo
La nebbia nera
Che avvolge tutto
Come in lutto.
Mi rigiro in avanti
E vedo
La nebbia bianca
Che nasconde tutto.
Mi trovo in mezzo
Ad un incrocio.
(Che cosa faccio?)
E come i due amanti
Che si separano
Tristi ma decisi
M’incammino
In avanti.
Senza ritorno
E senza rimpianto
E attraverso
Un labirinto
(È giusta questa via?)
Mi dirigo
Verso l’infinito
Dove tutto inizia
E non finisce.
Un infinito breve
Ma lontano
E non c’è nessuno
Che mi dà la mano
Per guidarmi
Verso l’infinito
Indicandolo
Con un dito
Tu non ci sei
Alla fine della via
Ad aspettarmi
Con una mano tesa
E
Senza offesa
Tra tutta la folla
Mi sento sola
E piange anima mia
Ma l’infinito
Mi aspetta
E io non ho
La fretta.
Cammino piano
Sperando
Di arrivare lontano
Dove tutto inizia
E non finisce mai
Ma sai,
Non ci credo tanto
E mi abbandono
In un disperato
Pianto……….


Spalato
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Le quattro stagioni
Postato da Antonio il Venerdì, 22 settembre @ 16:55:17 CEST (3133 letture)
Poesie e prosa di Gibran I

Non dimenticare che gli anni hanno trasformato
i semi in boschi, e i grumi di sangue in angeli.
Tutti gli anni sono radicati nell’adesso e nei sentimenti.
Tutte le cose sono le quattro stagioni, tranne i nostri
pensieri che tramutano e cambiano.
O uomini, la primavera è un risveglio dei nostri petti,
l’estate non è altro che un vero testimone dei vostri
succulenti frutti, l’autunno è un vecchio canto che è
rimasto come un bimbo nei vostri cuori e l’inverno
non è altro che un lungo letargo intessuto con sogni
di tutte le fatate stagioni.


Khalil Gibran
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Le cose che il bambino ama
Postato da dada il Venerdì, 22 settembre @ 16:35:34 CEST (1200 letture)
Poesie e prosa di Gibran I

Le cose che il bambino ama, rimangono impresse
nella profondità del suo cuore fino alla vecchiaia.
E l’aspetto più bello della vita è che i nostri spiriti
rimarranno a volteggiare sopra i luoghi dove avevamo
goduto qualche delizia.
E sono tra coloro che si ricordano sia le cose lontane
sia quelle vicine, e non lasciano smarrire nella nebbia
neppure una delle loro ombre.


Khalil Gibran
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Lo schiavo d'amore
Postato da Antonio il Venerdì, 22 settembre @ 16:26:09 CEST (1243 letture)
Poesie e prosa di Gibran I

Tu sei libero dinanzi al volto solare.
E sei libero al cospetto della luna e dei pianeti.
E sei libero dove non c’è sole, ne luna, ne pianeti.
Sei libero quando chiudi gli occhi dinanzi a tutto il creato
Però sei schiavo di chi ami perché lo ami.
E sei schiavo di chi ti ama perché ti ama.


Khalil Gibran
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Aperta a Roma la «fattoria-ospedale»
Postato da Antonio il Giovedì, 21 settembre @ 16:00:49 CEST (942 letture)
Attualità I

Otto conigli, due pecorelle, una capretta, due pony, 50 canarini, cani e gatti.
Non sono gli inquilini di un’aia campestre, ma di una fattoria cittadina ricreata all’interno di un ospedale,
il San Carlo di Nancy, Roma, a due passi dalle mura vaticane.
La prima esperienza del genere al mondo.
Perché se la pet therapy è ormai abbastanza diffusa e ha ricevuto diversi riconoscimenti di efficacia,
nessuno aveva mai pensato di allevare animali-dottori all’interno di uno steccato ritagliato tra i reparti,
in un giardinetto con tanto di stalla, voliera, gabbie per roditori, odore di fieno e mangime.
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Madame Bovary siamo noi...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 20 settembre @ 12:55:31 CEST (1137 letture)
Letture varie II

Madame Bovary non muore d’amore, ma di debiti. Sono i debiti che la fanno correre nello stanzino del farmacista a rimpinzarsi d’arsenico. Cosa si paga? Gli uomini? No, è bellissima. Emma si paga il lusso di non vedere l’avarizia dei suoi amanti. Lo intuisce subito che da quel lato lì non sono brillanti, ma non vuole saperlo.
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Non nascondere di Rabindranath Tagore
Postato da Grazia01 il Martedì, 19 settembre @ 21:25:56 CEST (1791 letture)
Poesie generiche


Non nascondere
il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me, solo a me,
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.


Rabindranath Tagore
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Il barone rampante di Italo Calvino
Postato da dada il Martedì, 19 settembre @ 19:39:21 CEST (1451 letture)
Recensioni  I Che libro per Italo Calvino?
"Lezioni americane"?"Il sentiero dei nidi di ragno"?"Le città invisibili"?
C'è quasi sempre il Capolavoro, nella bibliografia di un autore, al limite si
discute su qual'è. Calvino ce lo risparmia.
Leggi Tutto... | 461 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 4


Scrivo a te donna di Salvatore Fiume
Postato da Grazia01 il Domenica, 17 settembre @ 21:24:08 CEST (1460 letture)
Poesie d'amore I

Ogni mattina, dopo il segno della croce,
scriverti
è come recitare una preghiera.
Non si può far di peggio,
ma io so fare di meglio.
Ora che non ti vedo,
di buon mattino,
mentre tutti dormono,
prendo la penna, come un ladro prenderebbe
la chiave di un forziere,
e con la penna
rubo la vita che non mi appartiene
e scavo un camminamento
per raggiungere te che, contro ogni legge,
considero mia.


Salvatore Fiume
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Il contadino astrologo di Italo Calvino
Postato da Grazia01 il Domenica, 17 settembre @ 20:01:15 CEST (3620 letture)
Racconti di Italo Calvino

C'era una volta un re che aveva perduto un anello prezioso. cerca qua, cerca là, non si trova. mise fuori un bando che se un astrologo gli sa dire dov'è, lo fa ricco per tutta la vita.
C'era un contadino senza un soldo, che non sapeva né leggere né scrivere, e si chiamava Gàmbara. "sarà tanto difficile fare l'astrologo? -si disse- mi ci voglio provare". e andò dal re.
Il re lo prese in parola, e lo chiuse a studiare in una stanza. nella stanza c'era solo un letto e un tavolo con un gran libraccio d'astrologia, e penna carta e calamaio.
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La leggenda dei mandorli in fiore
Postato da dada il Sabato, 16 settembre @ 19:47:43 CEST (1425 letture)
Leggende e fiabe III

Molto,molto tempo fa, l'Algarve era abitato dagli Arabi. C'era, a quel tempo, un giovane re arabo, con la pelle scura come la notte e coraggioso come un leone, che stava per sposare una principessa proveniente dal Nord Europa di nome Gilda. Gilda era così bella che tutti la chiamavano "La Bella del Nord".
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Peperoncini piccanti farciti
Postato da dada il Giovedì, 14 settembre @ 18:57:51 CEST (3417 letture)
Ricette golose

Ingredienti:

1 kg. peperoncini piccanti tondi rossi
300 g. tonno sott'olio sgocciolato
100 g. capperi sott'aceto
50 g. filetti di acciughe sott'olio
100 g. burro a temperatura ambiente
aceto rosso q.b.
olio extra vergine di oliva q.b.

Preparazione

Proteggersi le mani con guanti di lattice.
Pulire i peperoncini con un canovaccio umido senza lavarli sotto l'acqua.
Con un coltellino affilato, svuotarli eliminando picciolo e semi.
Raccogliere i peperoncini in una ciotola grande e coprirli con aceto rosso.
Appoggiare sopra un piatto con un peso per evitare che i peperoncini galleggino.
Lasciar riposare per 24 ore.
Scolarli bene, allargarli su di un canovaccio pulito e asciutto e lasciare all'aria per altre 24 ore.
Per preparare la farcitura: frullare tonno, capperi, acciughe e burro.
Riempire i peperoncini e sistemarli in vasi perfettamente puliti a chiusura ermetica.
Coprire con l'olio e tenerli sommersi con l'aiuto di un pressino di plastica.
Lasciar maturare almeno un paio di mesi prima di servire.
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Le stagioni
Postato da Grazia01 il Giovedì, 14 settembre @ 07:52:17 CEST (6963 letture)
Racconti I


Nel paese delle stagioni regnava una grande confusione. La primavera litigava con l'inverno, l'estate con l'autunno. Sulla terra nevicava, cinque minuti dopo brillava il sole d'agosto, poi pioveva…. Quando la signora primavera faceva spuntare i primi fiori ,il signor autunno con un soffio di vento spazzava tutto, mentre la signora estate faceva maturare la frutta con i raggi del sole il signor inverno a chi non piaceva il caldo faceva grandinare sull'estate. Tutta questa confusione perché nessuno aveva insegnato loro che ognuno aveva tre mesi di tempo per suo compito.
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Settembre
Postato da dada il Mercoledì, 13 settembre @ 18:57:58 CEST (1583 letture)
Poesie sulla natura e l'universo

E d'un tratto la vacanza è finita
si riallacciano fili di abitudini dimenticate
luce profumata di pomeriggi tiepidi
aria dorata di mattini frizzanti
giorni sospesi tra estate e autunno
foglie dorate e frutti succulenti
aspettative dolci come nettare di fichi
sogni e speranze come acini d'uva
qualcosa sta per accadere
un nuovo inizio ci aspetta
ed è di nuovo Settembre.


Cristina Voltolini

http://guide.supereva.com/letteratura
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Gli uragani sono arrabbiati con l’uomo
Postato da Grazia01 il Martedì, 12 settembre @ 20:27:45 CEST (1006 letture)
Ecologia e ambiente I

L'aumento di intensità degli uragani è causato dalle emissioni di gas serra prodotte dalle attività umane

STATI UNITI – Ancora una volta l’uomo si trova a fronteggiare la natura e, inesorabilmente, perde. Quest’ultima, con la sua forza superiore a qualsiasi tecnologia, si ribella alle violenze umane e si vendica. Secondo lo studio del Professor Benjamin D. Santer (del Lawrence Livermore National Laboratory) a insorgere contro l’uomo sono gli uragani, «stufi» dell’inquinamento derivato dalle maggiori concentrazioni di anidride carbonica (uno dei principali fattori che contribuiscono al surriscaldamento dell’atmosfera).
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Un successo mondiale
Postato da dada il Martedì, 12 settembre @ 19:34:41 CEST (888 letture)
Invenzioni e origini II

La canzoncina "Tanti auguri a te" fu scritta nel 1893 dalle sorelle Mildred e Patty
Hill come Good Morning to All (Buongiorno a tutti): era un benvenuto ai bambini del loro asilo.
Solo più di trent'anni dopo apparve con le attuali parole; in seguito ad una causa contro un musical,
il brano fu registrato e oggi incassa oltre due milioni di dollari all'anno in diritti d'autore.
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