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Ogni giorno nasce un artista - 27 febbraio
Postato da Grazia01 il Giovedì, 27 febbraio @ 20:55:35 CET (532 letture)
Ricerche d'autore



Ogni giorno nasce un artista


Dante Conte


Jay Kenneth Koch nacque a Cincinnati il 27 febbraio 1925 e morì a New York il 6 luglio 2002 è stato un poeta, sceneggiatore e romanziere statunitense.

Il suo cognome Koch si pronuncia coke..Kenneth apparteneva alla cosiddetta Scuola di NewYork (gruppo informale di alcune importanti persone americane).Fece parte della seconda guerra mondiale, dopo di che sì laureo all'Università di Harvard nel 1948, vincendo anche il prestigioso premio Glascock Prize e infine si trasferì a New York per studiare dottorato alla Università Columbus.
Ha inoltre scritto alcune opere di teatro ed anche ha insegnato alla Columbus University, dove ha tenuto le lezione per più di quarant'anni. Il suo ultimo libro che ha scritto è New Addresse.
Nel 1951 conobbe la sua prima moglie, Janice Elwood, si sposarono nel 1954 e vissero in Francia e in Italia per oltre un anno. La loro figlia, Katherine (Roma 1955). Koch sposò la sua seconda moglie, Karen Culler, nel 1994. Koch è morto nel 2002 di leucemia.

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Il temporale
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 26 febbraio @ 21:48:23 CET (483 letture)
Poesie tematiche III









Stasera in città s'è alzato un forte vento ed è scoppiato un temporale.
Un forte temporale con grandinata, raro in questa stagione.


Ecco alcune famose poesie dedicate a questo evento.





Temporale

S’ammala il sole, s’accuccia il monte,
carovane di nere nuvole
stanno in agguato di fronte,
in basso timidi uccelli volano,
in terra trascorrono grigie ombre.
Il tuono, lento dopo il fulmine,
passa con rombo pauroso.
Fitta, gelida la pioggia
s’abbatte in rovesci di scialbo argento,
scroscia in fiumi, scorre in rivoli,
con mal trattenuti singhiozzi.

Hermann Hesse

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Ogni giorno nasce un poeta - nati il 25 febbraio
Postato da Grazia01 il Martedì, 25 febbraio @ 21:21:28 CET (623 letture)
Ricerche d'autore



Nati il 25 febbraio


Il 25 febbraio 1871 nacque Lesja Ukrainka, poetessa ucraina († 1913)




Ode alla speranza

Via, pensieri, voi, nubi autunnali!
Ora è la primavera dorata!
Forse nell’amarezza, nel pianto
Passeranno gli anni della giovinezza?

No, voglio ridere attraverso le lacrime,
Intonare canzoni nel dolore,
Sperare comunque senza speranze,
Voglio vivere! Via, pensieri tristi!

In un triste campo desolato
Seminerò fiori variopinti,
Seminerò fiori nel gelo,
Verserò su di essi lacrime amare.

E per queste lacrime cocenti si dissolverà
Quella possente crosta di ghiaccio,
Forse i fiori cresceranno – e giungerà
Anche per me l’allegra primavera.

Trasporterò un pesante masso
In cima a un’erta montagna sassosa
E, portando questo tremendo fardello,
Intonerò un’allegra canzone.

Nella lunga notte buia, impenetrabile
Non chiuderò gli occhi per un attimo,
Cercherò la stella polare,
La chiara sovrana delle notti buie.

Sì! Riderò attraverso le lacrime,
Intonerò canzoni nel dolore,
Spererò comunque senza speranze,
Vivrò! Via, pensieri tristi!

Lesja Ukrainka

2 maggio 1890





Contra spem spero è il motto latino che la poetessa ucraina Lesja Ukrainka (1871-1913) pone come titolo a questa sua lirica: contro ogni speranza, spero. Prende spunto dal risveglio di primavera, dal nuovo rigoglio che esprime il trionfo della vita dopo il letargo invernale, dopo il gelo, e si affida a una fede cieca nella speranza, nell’Ultima Dea dei latini. Non è facile, certo, nonostante Hermann Hesse sostenga che “È felice chi spera”: l’azione del trasportare il masso sulla cima di una montagna sassosa ricorda da vicino l’immane vana fatica di Sisifo, mitico eroe greco condannato a far rotolare in eterno su per un pendio del Tartaro un’enorme pietra che, posta in cima, inesorabilmente torna a valle. Comunque, molto meglio sperare che disperare…






Il 25 febbraio 1930 nacque Dan Pagis, poeta israeliano († 1986)




Scritto a matita in un vagone piombato

Qui, in questo convoglio,
io Eva
con mio figlio Abele
Se vedrete mio figlio maggiore
Caino, figlio di Adamo,
ditegli che io

Dan Pagis




"No no: loro, senz’altro
erano esseri umani: uniformi, stivali.
Come spiegarlo? Creati furono a immagine di Dio.

Io ero un’ombra.
Io avevo avuto un altro Creatore.

E Lui, nella Sua grazia, non ha lasciato in me qualcosa di mortale.
E sono fuggito verso Lui, sono salito lieve, azzurro,
pacificato, direi quasi: scusandomi;
un fumo verso un fumo onnipotente
che non ha corpo né immagine. ."

Dan Pagis
(traduzione di Gaio Sciloni)



" Tu sei il primo e sei colui che resta ultimo.
Se ti stupisce un processo tra legge e legge
fra sangue e sangue,
ascolta il mio cuore che è duro nella legge, guarda il mio soffrire.
I tuoi collaborazionisti Michael e Gabriel
si tengono lì e confessano
che tu dicesti: faremo l’uomo,
e loro dissero: amen."

Dan Pagis
(traduzione di Gaio Sciloni)

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Quando sarò capace d'amare
Postato da Grazia01 il Lunedì, 24 febbraio @ 19:08:09 CET (563 letture)
Video


Quando sarò capace d'amare
Giorgio Gaber






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Sarò capace di amare
Postato da Grazia01 il Lunedì, 24 febbraio @ 18:39:08 CET (500 letture)
Un pensiero al giorno









Sarò capace di amare, al di sopra di tutte le delusioni.
Di donare, anche quando sono stata privata di tutto.
Di lavorare felicemente, anche quando mi trovo in mezzo a mille ostacoli.
Di asciugare le lacrime, anche quando sto ancora piangendo.
Di credere, anche quando sono stata discreditata.


Paulo Coelho

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Il 23 febbraio 1689 nacque Samuel Bellamy
Postato da Grazia01 il Domenica, 23 febbraio @ 20:46:01 CET (743 letture)
Ricerche d'autore








Il 23 febbraio 1689 nacque Samuel Bellamy, pirata poeta, filosofo e pensatore britannico (†Wellfleet, 27 aprile 1717)


L'idea di perfezione non può esistere, in questa vita, perché troppo, troppo lontana dalla natura umana, o almeno dalla concezione umana. Quindi si potrebbe dire che la cosa che più ci si avvicina è la perfezione con un qualche difetto. Ma se l'idea di perfezione totale, in se è imperfetta (in quanto innaturale), la perfezione con difetto diviene essa stessa... ancora più perfetta... ascendendo a posizione di perfezione... totale. Ci troviamo quindi dinanzi ad un ossimoro, un circolo vizioso che ci vieta d'avere una chiara idea su ciò che si possa definire o meno... perfetto; perfezione perfetta, che in quanto tale diviene imperfetta... perfezione imperfetta, che in quanto tale diviene perfetta. Un sottile, labirintico intreccio per la mente, la cui risoluzione è, temo, ancora troppo lontana dalle mie capacità di approfondimento delle eteree trame volumetriche dell'esistenza.

Samuel Bellamy

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QUANDO L ’ANIMA CHIAMA INUTILMENTE
Postato da rosarossa il Sabato, 22 febbraio @ 20:24:27 CET (705 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX







QUANDO L’ANIMA CHIAMA INUTILMENTE


Quando l'anima chiama inutilmente
l’eco non sempre risponde positivamente
a quell'amore spontaneo e puro che è il richiamo del mondo,
nasce all'improvviso, pullula, nel sangue si diffonde.
S’infiltra nell'anima e ogni istante la tormenta;
dal profondo chiama un cuore che duro, gelido
va per la sua strada indifferente
non vuol sentire l’urlo di quell'anima
che distrutta, invoca ripetutamente.
Felice e baldanzoso il cuore amato gira il mondo,
fra avventure e falsi amori si mimetizza, si confonde.
Mentre l’anima ferita aspettando,
sentirà tutta la vita, il triste eco
del crudele rifiuto e dell’inganno.

Rosarossa

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Mentre lui tesse la sua tela
Postato da Letty il Giovedì, 20 febbraio @ 18:39:17 CET (851 letture)
Le poesie di Letty - II






Oscuro ragno che tessi i miei ricordi

sempre aggrappato alla mia anima tanto da accorgerti quando stanca tento di liberarmi dalla tua morsa…

Mi irretisci ancora, con le tue languide carezze, le tue effimere parole…!

Mi manca la forza perché tu sai parlare alla mia carne così forte e mi confondi la volontà…

maledetto ragno egoista, sulla mia bianca pelle hai scritto troppe cose, impresso troppi graffi…

Quell’amore malsano che nutro per te è la mia trappola…

e tu il mio carceriere che ogni notte mi fa impazzire di piacere.


Letty

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Quando eravamo amore
Postato da Letty il Giovedì, 20 febbraio @ 18:36:59 CET (476 letture)
Le poesie di Letty - II









Quando eravamo amore

Gliela scopi l'anima a quelle? O ti contenti delle loro tane calde?
Ti esplodono tra le dita, tremando, mentre in silenzio il loro amore si perde dentro i tuoi occhi?
Ti sfiorano mai con la punta delle dita, sospirando senza fiato?
No... a loro non hai aperto quel varco fatto delle tue debolezze, a loro hai aperto i pantaloni con la rudezza del tuo passato e fatto sentire loro tutti i calli delle mani... mentre a me... a me li hai fatti baciare...

Letty
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Ariodante Marianni nacque oggi 16 febbraio
Postato da Grazia01 il Domenica, 16 febbraio @ 21:15:31 CET (1398 letture)
Ricerche d'autore



Ariodante Marianni (Napoli, 16 febbraio 1922 – Borgomanero, 26 marzo 2007)
è stato un poeta, traduttore e pittore italiano.






Dalla loro mancanza,
le cose possedute
prendono rilevanza
(là c'era un bosco canoro
...e tutto intorno una danza
di loglio avena e trifoglio).
Ciò che dimentichiamo
è per sempre perduto.
Così tutti pecchiamo
di falsa testimonianza.




Finirà il viaggio, la rumorosa avventura;
non ci saranno più spie nei corridoi della mente;
qualcuno dirà, carezzando il mio guscio
teneramente, "buona notte, dolce principe".




La lontananza da lei

La lontananza da lei
non si misura in chilometri,
in ore di macchina, di treno;

è in crampi allo stomaco,
in fitte al cuore,
giornali letti, bicchieri bevuti.

La lontananza è questa
saliva amara,
notturna insonnia,
meridiana sonnolenza

(eppure il nostro è un amore felice)





Quartina



Quanti colori ha il tuo amore,
tu non li vedi, li produci
come un rametto i suoi fiori,
la lucciola le luci.


Strana gioia di vivere
la chiamò Sandro Penna,
un frizzante vinello
un diavoletto in corpo.

Ti svegli e vai alla finestra,
respiri largo, ti stiri,
senza volerlo sorridi:
cerchi un motivo ma non c’è,

niente è diverso da ieri,
nessun prodigio è in corso.
Forse è un compenso
o un premio perché vivi.





Le idee si associano spontaneamente:
c'è un abisso fra l'ammazzare il porco
e l'etica del killer! ma se rifletti,
un legame lo trovi: è la coscienza
dissociata dall'atto, l'alibi del lavoro
"fatto secondo le regole"
(che possono essere le più diverse:
patti, usanze, modelli, ordini, leggi,
dottrine e dogmi, e via discorrendo).


Ariodante Marianni

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Il 16 febbraio 1892 nacque Mario Scalesi
Postato da Grazia01 il Domenica, 16 febbraio @ 21:01:10 CET (484 letture)
Ricerche d'autore


Mario Scalesi (Tunisi, 16 febbraio 1892 – Palermo, 13 marzo 1922)
è stato un poeta e critico letterario italiano.





Il castigo

Una notte in cui l'inverno aveva troppo trionfato,
Infreddolito, entrai dentro un caffé.
Bevvi. Era caldo. Stavo bene. L'acquazzone
e la tramontana che morde le ossa e le attraversa
aveva reso la strada un pantano tenebroso,
un deserto; pioggia e vento si flagellavano a vicenda.
L'acqua bagnava il marciapiede e appannava i vetri
del bar e, sotto le luci flebili dei lampioni,
nel punto in cui, biforcandosi, le linee del tram
mostravano le loro rotaie luccicanti abbondantemente lavate,
intravidi, tra la pioggia che cadeva e l'ombra
il mio vecchio padre curvo dentro il suo cappotto scuro.
Era lì che esercitava il suo mestiere di scambista.
Non nutriva speranza alcuna di un futuro migliore,
per lui non v'era scampo. L'acqua chizzando e cadendo
gli colava sopra il collo e gli ammollava i baffi.
Lo sentivo tossire fino a strapparglisi
i polmoni nello sforzo di sputare.
Certamente il vegliardo espiava qualche colpa.
Un essere umano non viene abbandonato, senza ragione,
nell'indifferenza, al furore del cielo.
Indubitabilmente egli era un criminale..
Vediamo: per trentasei anni, sfinito dalla miseria,
aveva lavorato per un salario magro,
sempre onesto, sempre preciso, sempre sottomesso.
Se parlava dei suoi capi, li chiamava: "amici!"
ma, allora, ciò che in lui puniva la tempesta,
era il crimine d'essere un miserabile, d'essere onesto
e di amare troppo il proprio lavoro?
A meno che questa non fosse la sua rassegnazione.

Mario Scalesi


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Tutto bene di Paolo Ruffini
Postato da Grazia01 il Martedì, 11 febbraio @ 09:35:24 CET (479 letture)
Recensioni II








Mi ha stupito favorevolmente. All'inizio ero scettica e nelle prime pagine trovavo il protagonista troppo sopra le righe, ma poi è venuto fuori una storia tenerissima, seppure zeppa di parolacce e "porcherie". In alcuni punti è persino poesia. Tocca vari problematiche e le esprime in modo leggero e comico, eppure profondo. A me è piaciuto, è quasi una favola, ma a volte è bello crederci.

Tutto bene
Di Paolo Ruffini

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Energia cosmica
Postato da Grazia01 il Martedì, 11 febbraio @ 09:20:05 CET (1302 letture)
Un pensiero al giorno










Energia Cosmica


Esiste una energia che si manifesta in ognuno
è una forza che abbiamo tutti
e si manifesta quando fuori è più buio
e le prove si fanno più dure.
Non tutti però sono disposti a manifestarla,
queste energia fa paura
perché si alimenta dell’istinto vive attraverso l’intuito
è una energia cosmica di cui è composta ogni cosa.
E’ quell’energia che ti permette di rialzarti
quando tutte le forze sono contrarie,
ti permette di sopravvivere quando il dolore
è più potente della gioia,
ti permette di brillare quando fuori il buio
inonda ogni cosa.
Tutti ne attingiamo, direttamente da una fonte divina
che brilla di una Luce pura
pura come il sorriso di un bambino,
una carezza, e un gesto gentile.


Stephen Littleword


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Il tedio
Postato da Grazia01 il Martedì, 11 febbraio @ 09:14:30 CET (560 letture)
Poesie di Pessoa










Dicono che il tedio sia la malattia degli oziosi, o che contagi soltanto coloro che non hanno nulla da fare. Invece è un malessere dell’anima più subdolo: prende chi ha già una predisposizione ad esso e, più che gli oziosi veri, attacca chi lavora, o chi fa finta di lavorare (che nella fattispecie è la stessa cosa).
Non c’è niente di peggio del contrasto fra il naturale incanto della vita interiore, con le sue Indie incontaminate e i suoi paesi sconosciuti, e la sordidezza, anche quando sordida non è, della quotidianità della vita. Il tedio diventa più pesante senza la scusa dell’ozio. Il peggiore di tutti è il tedio di coloro che si sottopongono a un’intensa occupazione.
Perché il tedio non è la malattia della noia di non aver nulla da fare, ma una malattia più grave: sentire che non vale la pena di fare niente. E, quando è così, quanto più c’è da fare, tanto più tedio bisogna sentire.
Quante volte sollevo la testa vuota del mondo intero dal registro su cui sto scrivendo! Sarebbe meglio rimanermene inattivo, senza far nulla e senza aver nulla da fare, almeno potrei gustarmi quel tedio, per quanto reale. Nel mio tedio presente non c’è pace né nobiltà, né il benessere del malessere: c’è soltanto un enorme annichilimento di tutti i gesti compiuti, e non la spossatezza virtuale dei gesti che non compirò.

IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE,
FERNANDO PESSOA

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VORREI VOLARE
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 febbraio @ 23:12:51 CET (560 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II








VORREI VOLARE




Ora vi vedo

ora vi tocco

ed è bello

quello che tocco.

Ho visto il sole

ho visto un fiore

ma ora voglio vedere

l'amore

voglio toccare te!





r.chesini


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Siamo abituati...
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 febbraio @ 00:13:40 CET (480 letture)
Un pensiero al giorno








Siamo abituati a vedere solo un lato della luna ed è così anche nella vita,
ne vediamo solo un pezzo e lo confondiamo con l'intero.





Buonanotte e buona domenica a chi passa di qui.

Grazia

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Non è quello che accade...
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 febbraio @ 00:10:58 CET (421 letture)
Un pensiero al giorno








Non è quello che accade a essere importante ma quello che sarai in grado di fare dopo
e quanto questo ti sarà utile per diventare grande, perché ogni tua più solida sicurezza
ha trovato sempre inizio da un dolore, una mancanza o un brutale errore.


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Prega e sogna
Postato da rosarossa il Sabato, 08 febbraio @ 09:51:35 CET (618 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII








PREGA E SOGNA

In un mondo che va alla deriva
si perde anche la voglia di sognare
eppur si deve;
senza perdere di vista la realtà
nell'indigenza di una crisi senza eguale.
Anche in assoluta povertà devi sognare.
Sogna amico mio nella preghiera,
la fede illumina e fa gioir la vita se
la coscienza è tersa e l'anima è sincera.
Eleva a Dio il tuo spirito.
Non perdere mai il senno; accetta
l'aiuto che il Padre ti offre
toglierà dal tuo percorso qualche spina.
sii felice prendi la sua protesa mano e
con fiducia assieme a Lui cammina.

Rosarossa


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Non disperare
Postato da rosarossa il Giovedì, 06 febbraio @ 18:18:12 CET (604 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII












NON DISPERARE

Anche una vita angustiata, triste e dolorosa,
se affrontata con paziente calma
potrà cogliere sempre la sua
bella rosa!

Rosarossa

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Losco pensiero
Postato da rosarossa il Giovedì, 06 febbraio @ 18:16:30 CET (578 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII









LOSCO PENSIERO

Chi suppone che qualcuno possa odiarlo,
in cuor suo probabilmente è già
convinto di meritarlo

Rosarossa

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Dolly
Postato da Grazia01 il Domenica, 02 febbraio @ 23:22:36 CET (416 letture)
Un pensiero al giorno





DOLLY

Quando la vidi la prima volta pensai fosse troppo giovane, troppo esuberante.
Era silenziosa ma i suoi occhi dolcissimi parlavano per lei.
Gli altri abbaiavano o saltavano sbattendo contro le sbarre,
lei muoveva appena la coda e "sorrideva".
Appena la gabbia è stata aperta ci ha travolti in un abbraccio
che ci ha letteralmente conquistati.
E' stata lei a sceglierci, non noi.
Avevamo la presunzione di salvarla dalla sua condizione di prigioniera,
di dare conforto e protezione a una creatura indifesa e abbandonata,
in realtà è stata per noi un grande dono.
Grazia

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L'assenza dondola nell'aria
Postato da Grazia01 il Domenica, 02 febbraio @ 22:07:16 CET (477 letture)
Poesie di Hikmet





L'assenza dondola nell'aria

L'assenza dondola nell'aria.
Come un batacchio di ferro
martella il mio viso, martella
e ne sono stordito.

Corro via,
l'assenza m'insegue.
Non posso sfuggirle,
le gambe si piegano.
Cado.

L'assenza
non è tempo né strada,
l'assenza è un ponte
più sottile di un capello
più affilato di una spada.

Più sottile di un capello
più affilato di una spada
l'assenza è un ponte fra noi
anche quando di fronte
l'uno all'altra, le nostre
ginocchia si toccano.


Nazim Hikmet
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Avessi saputo che era un sogno - Ono no Komachi
Postato da Grazia01 il Domenica, 02 febbraio @ 22:05:11 CET (579 letture)
Poesia al femminile II





Avessi saputo che era un sogno

Ero assorta in pensieri d'amore
quando chiusi gli occhi?
Lui comparve.
Avessi saputo ch'era un sogno
non mi sarei svegliata.
Forse perché mi addormento
pensando a lui,
mi è apparso in sogno?
Avessi saputo ch’era un sogno,
mai mi sarei svegliata.

Ono no Komachi


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Le strade della nostra vita
Postato da Grazia01 il Domenica, 02 febbraio @ 21:56:38 CET (473 letture)
Un pensiero al giorno







Lungo le strade della nostra vita ci sono luoghi che nessuno vede e momenti che nessuno vive oltre noi, ma ci sono anche spazi e tempi di tutti anche se non ci abbiamo mai messo piede. Lungo le strade ci sono i ricordi nostri e la memoria di tutti. Spesso si tratta di grandi piazze, ma alle volte anche vicoli stretti e bui… Così, la piazza più piazza di tutte è Piazza Fontana, la via Via Fani, l’Autostrada la A29… svincolo per Capaci. Piazza Fontana fu tutt’uno col risvegliarsi cercando qualcuno di più grande vicino che ci potesse proteggere e non riuscire a prendere sonno, via Fani fu lo sguardo interdetto di chi chiede a che serve? a chi serve? Capaci ci fece aprire la bocca per urlare basta! ma poi Via D’Amelio strozzò l’urlo e ci richiuse nell’autismo dell’impotenza. E poi Piazza della Loggia, la stazione di Bologna, neanche la strada ferrata si salva. Le piazze della libertà, della repressione e della riscossa del mondo… Piazza Tienanmen, Piazza San Venceslao, Plaza de Mayo. La Porta di Brandeburgo. Sono piazze di tutti anche se non ci siamo mai stati. Le strade e luoghi della cronaca nera e di altre miserie umane. Il Tempio della Pace – dietro Piazza Navona – l’angolo buio dove dettero fuoco ad Ahmed. Lo spiazzo in aperta campagna a Vermicino. Via Poma.
Ma non tutte le memorie sono così brutte.
Ci sono le strade che abbiamo letto… via Merulana, Quai des Orfèvres, Rue Morgue. La via Paal. Le vite di strada dei libri di Pasolini. Le strade dell’arte… 5th Avenue, Via Margutta, Carnaby Street. Le strade e le piazze che ci fanno vedere ogni volta a capodanno, ma che sono belle anche a vederle dal vero… Time Square, Trafalgar Square, Champs Elisées.

Guatan Tavara

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Guatan Tavara
Postato da Grazia01 il Domenica, 02 febbraio @ 21:53:40 CET (628 letture)
Ricerche d'autore









DOVE NASCE IL GIORNO

Il giorno non nasce in tutte le parti del mondo,
ma solo in segreto,
là dove nessuno lo vede.
Da niente diventa increspatura di vita,
da buio diventa cammino,
da notte diventa orizzonte
Il giorno non ha fretta di diventare colore
ma si tinge lentamente
salendo dal cuore del mondo
scalda pian piano il manto del mondo
come il respiro che esce dal freddo letargo infinito dell’insensibilità
seziona il nero come a cercare nella notte dell’anima
quell’unica luce della fratellanza
e solo alla fine si lascia trovare.

Guatan Tavara

]


PER ESSERE ALBERO

Per essere albero
devi imparare, almeno una volta,
a essere ombra.
Per essere albero
devi avere la vita che ti scorre dentro,
confonderti tra i colori di mondi che vivono altrove,
Per essere albero
devi saper essere foglia e radice
sfidare il vento, nasconderti dentro la terra.
Saper crescere attorno ai cerchi concentrici della memoria,
come il segno di tempi che si rincorrono lungo la vita.
Per essere albero,
per essere davvero albero,
devi saperti protendere al cielo,
saper parlare da solo alla luna,
saperti guardare nel riflesso di un fiordo,
seguire lo scorrere della vita a fianco del fiume.
Come una sequenza ininterrotta di storie da raccontare


Guatan Tavara




Guatan Tavara è la strada che porta altrove. Nasce alla fine del tempo e muore dove il tempo inizia.
E’ la strada che va in nessun luogo e in tutti i luoghi del mondo.
Può essere ovunque e essere stata per sempre.
Lungo Guatan Tavara incontri personaggi mai esistiti e te stesso.
Attraversa città inventate e inevitabili, impossibili e radicate nel tempo.





Le strade di Milano

Le strade di Milano luccicano insidiose,
tra binari che si inseguono sempre e non si incontrano mai,
come amori sventati per un soffio.

Guatan Tavara

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La nostra casa
Postato da Grazia01 il Sabato, 01 febbraio @ 23:53:55 CET (492 letture)
Un pensiero al giorno






La nostra casa è il fulcro della nostra vita, il nostro rifugio, il luogo dove vivono le nostre emozioni più vere, i nostri ricordi. Penso con grande tristezza a tutti coloro che in questi giorni hanno dovuto lasciarla, abbandonando tutte le loro cose in mezzo a tutto quel fango. Mi auguro che il piccolo febbraio che è appena iniziato sia un po' più clemente e che finiscano tutti questi disastri, molti dei quali potevano essere evitati. Sarebbe bastata un po' più di serietà nell'intervenire per risanare e mettere in sicurezza quelle zone, oltretutto avrebbe dato anche quel lavoro che manca.

Auguro una buona domenica a tutti
e in special modo a loro.

Grazia

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Ragione e passione
Postato da Grazia01 il Giovedì, 30 gennaio @ 21:46:25 CET (542 letture)
Un pensiero al giorno










Ragione e passione sono timone e vela
della nostra anima vagante.

Kahlil Gibran

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La morte non è niente
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 29 gennaio @ 09:53:25 CET (494 letture)
Un pensiero al giorno








La morte non è niente. Sono solamente passato dall'altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.

Henry Scott Holland

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Un bambino...
Postato da Grazia01 il Lunedì, 27 gennaio @ 20:40:17 CET (532 letture)
Un pensiero al giorno









Un bambino può insegnare sempre tre cose a un adulto:
a essere contento senza un motivo,
a essere sempre occupato con qualche cosa
e a pretendere con ogni sua forza quello che desidera.

Paulo Coelho

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Il 25 gennaio 1882 nacque Virginia Woolf
Postato da Grazia01 il Sabato, 25 gennaio @ 09:11:59 CET (607 letture)
Ricerche d'autore


Il 25 gennaio 1882 nacque Virginia Woolf,
scrittrice, saggista e attivista britannica († 1941)







Lunedì o martedì

Pigro e indifferente, scuotendosi agevolmente lo spazio dalle ali, conoscendo la via, l'airone passa sopra la chiesa, sotto il cielo. Bianco e remoto, assorto in se stesso, senza fine copre e scopre il cielo, si muove e s'arresta. Un lago? Cancellane le sponde! Una montagna? Oh, perfetto... l'oro del sole sulle sue pendici. Vi si tuffa dentro. Felci poi, o bianche piume, per sempre, sempre...
Anelando alla verità, aspettandola, laboriosamente distillando qualche parola, anelando per sempre... (un grido si leva a sinistra, un altro a destra. Ruote seguono vie divergenti. Omnibus si ammassano in conflitto)... anelando per sempre... (con dodici distinti rintocchi l'orologio assevera che è mezzogiorno; la luce fa spiovere scaglie d'oro; sciamano i bambini)... perennemente anelando alla verità. Rossa è la cupola, monete pendono dagli alberi, fili di fumo si levano dai camini; latrato, grido, richiamo "Pentole, pentole!"... e la verità?
Convergenti verso uno stesso punto piedi machili e piedi femminili, neri o incrostati d'oro... (Questo tempo nebbioso... Zucchero? no, grazie... Il commonwealth del futuro)... la luce del fuoco guizza e arrossa la stanza, tranne le nere figure dagli occhi lucenti, mentre fuori un furgone scarica, Miss Vattelapesca prende il tè seduta al suo scrittoio, e lastre di vetro proteggono pellicce...
Ostentati, leggeri come foglie, sospinti negli angoli, soffiati nelle ruote, spruzzati d'argento, a casa o non a casa, radunati, dispersi, divisi in ordini separati, trascinati su, giù, lacerati, affondati, aggregati... e la verità?
E adesso ricordare accanto al fuoco sul bianco quadrato di marmo. Levandosi da eburnei abissi le parole perdono la propria tenebrosità, fioriscono e penetrano. Caduto il libro; nella fiamma, nel fumo, nelle fugaci scintille... o in viaggio adesso, il quadrato di marmo sospeso e, sotto, minareti e i mari indiani, mentre lo spazio corre via turchino e le stelle sfavillano... la verità? o adesso, paghi di esservi vicini?
Pigro e indifferente torna l'airone; il cielo vela le sue stelle, poi le mette a nudo.

Virginia Woolf


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