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...dolore
Postato da Grazia01 il Domenica, 03 marzo @ 14:01:42 CET (1411 letture)
Letture varie III





In un racconto di Antonio Tabucchì contenuto ne Il tempo invecchia in fretta, uno scrittore racconta del suo dolore alla schiena, un dolore fisico che, lo scopriamo leggendo, gli deriva dalle posture da lui assunte nello scrivere, di quanto queste incidano sì sulla sua colonna vertebrale, ma probabilmente sulla sua (e sulla nostra) esistenza. Un «malato di letteratura», lo definisce il suo medico, di una condizione che, come le posizioni che lui assume per scrivere, si confonde nell'intrico ingarbugliato dell'atto del suo scrivere e di quello del suo vivere. Verità del dolore e finzione della letteratura si mischiano dunque, come la realtà e le parole scritte per raccontare, e provocano e narrano quella sofferenza che, in fondo, è uno dei temi "classici" della letteratura. La scrittura è, ci pare dire Tabucchi, uno dei pochi e inevitabili modi di mettere le mani nella fragilità della condizione umana, là dove, Leopardi ce l'ha ben insegnato, il dolore è una delle sue parti costitutive. Forse quella stessa spina dorsale che lo scrittore del racconto tabucchiano non riesce a governare. L'uomo contemporaneo non ama molto che gli si ricordi questa fragilità. Lanciato sulla superficie della realtà e abbacinato dalla spettacolarizzazione di ogni proprio ambito, anche privatissimo, preferisce pensare che la morte e il dolore non lo riguardino, o comunque, quando questo accade, che il fastidioso inghippo debba essere risolto da medici, da stregoni, specialisti o da chi per loro. Ma l'arte continua a mettere le mani dentro questa materia fastidiosa, a ricordarci, come succedeva non molto tempo fa, che nascita, sofferenza, morte ci appartengono direttamente, che le vicende spesso dolorose dell'esistere tracciano, (sono la spina dorsale?) significano le nostre vite...
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Cuore e batticuore
Postato da Anonimo il Domenica, 03 marzo @ 10:12:48 CET (1671 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II








Cuore e batticuore



L' orecchio appoggiato sul tuo petto

dove il silenzio è più forte

dei giardini abbandonati

sento in profondità un cuore che batte

due occhi chiusi abbassati

una lacrima che scende

la mia mano che cerca la tua

vicina al mio petto.

Tutto sembra fluire nell'infinito gioco

del non farsi scoprire innamorati

nella dilagante gioiosa voglia di vivere

mentre si disperdono i segreti dell'anima

ferita e sanguinante d'amore.

Solo il silenzio viene rotto dal suono

di una campana forse preludio

di un giorno di festa.



R. Chesini

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LA NOSTRA ERA
Postato da rosarossa il Domenica, 03 marzo @ 10:02:37 CET (1411 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII








LA NOSTRA ERA

Se anche le meteore piovono sul capo
senza che nessuno sappia niente, è perché
hanno imparato dai nostri governanti
che in quest’era tutto si può fare sulla terra.
senza paura, senza alcun permesso;
“ basta preservar le signorie”…
Si può distruggere anche il mondo
colpendo solo la povera gente.

Rosarossa

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Lacrime
Postato da Letty il Domenica, 03 marzo @ 10:00:49 CET (1370 letture)
Le poesie di Letty - II








Lacrime

Si raccolgono lacrime dai miei occhi
nei giorni impervi,
nel grigio furore di questi miei pensieri,
lungo quei confini che varco e che nessuno vede
in quei ricordi che vanno e vengono, solitari e spietati...
tu allunghi la mano e tenti di asciugarle
ma io faccio sempre un fatidico passo indietro
negandoti questo privilegio
quelle lacrime per me son troppo preziose
e non hanno ancora scelto in che mano andare.

Letty


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Marzo in poesa
Postato da Grazia01 il Sabato, 02 marzo @ 22:48:41 CET (1449 letture)
Poesie tematiche III

in poesia



Marzo è il mese da tutti chiamato pazzerello, proprio per i suoi cambiamenti... di umore.
E' scherzoso come un giovane esuberante: sembra volersi divertire alle nostre spalle.
Niente paura: c'è sentore di violette nell'aria: esse sono spuntate sulle prode dei fossi e il prato è costellato di margherite e di primule.




Proverbi e saggezza popolare

Per San Benedetto
la rondine sotto il tetto.
Per l'Annunziata è finita l'invernata.
Se Marzo non marzeggia,
Aprile non verdeggia.



Gelo marzolino rattrista il contadino.



Quando canta il merlo siamo fuori dall'inverno.



Marzo sbirro e banderuola prende il verno per la gola.



Marzo molle, gran per tre zolle.
Marzo asciutto gran da per tutto.




Fiorita di marzo
di Ada Negri

La fioritura vostra è troppo breve,
o rosei peschi, o gracili albicocchi
nudi sotto i bei petali di neve.
Troppo rapido il passo con cui tocchi
il suolo, e al tuo passar l'erba germoglia,
o Primavera, o gioia de' miei occhi.
Mentre io contemplo, ferma sulla soglia
dell'orto, il pio miracolo dei fiori
sbocciati sulle rame senza foglia,
essi, ne' loro tenui colori,
tremano già del vento alla carezza,
volan per l'aria densa di languori;
e se ne va così la tua bellezza,
come una nube, e come un sogno muori,
o fiorita di Marzo, o Giovinezza...
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Salvo
Postato da Grazia01 il Sabato, 02 marzo @ 14:32:31 CET (1595 letture)
ARTE II




Aveva esposto 14 dipinti, e non ne rimase invenduto nemmeno uno. Se a quella mostra, allestita alla fine del 1981 dal mercante Paul Maenz in Lindenstrasse 20 a Colonia, il pittore italiano Salvo avesse presentato altre sue opere, avrebbe indubbiamente venduto anche quelle. Salvo, uno degli artisti nuovi, che da qualche anno ha riscoperto il gusto di dipingere con olio e pennello, ha reso concordi critici e mercanti su un punto: ha una spiccata personalità, ed è nato pittore. Ha inoltre una qualità rara sopporta bene e senza presunzione il successo. Altri pittori della sua generazione (è nato il 22 maggio del 1947 a Leonforte, nella provincia di Enna), che attualmente godono come lui di un vasto favore di critica e di mercato a livello internazionale, si considerano ormai definitivamente entrati nella storia dell'arte. Salvo, invece, si ritira in se stesso come un riccio. Non ama parlare del suo passato, sorride filosoficamente sul suo presente, ha ambizioni riposte per il futuro, ma con abilità dialettica nasconde molte cose di sé. Non ama l'autobiografia, non dice mai "io". Ha una bella famiglia, una giovane moglie e una figlia.



Salvo è ovviamente il diminutivo di Salvatore, ma il cognome rimane un mistero: lui sostiene che non è bello, ma che è facile scoprirlo sulla guida telefonica di Torino. Il nome per un artista ha una sua importanza d’immagine. Nonostante le indagini, comunque, il cognome di Salvo non è venuto fuori. Abita a Torino in una bella casa che non ha pretese di lusso a pochi passi dal Po. Lo studio in cui dipinge è nel salotto, dove abitualmente riceve gli amici. L'arredo è composto soprattutto da tanti libri.
Parlare con lui, a volte, è disperante. Come definisce il suo modo di pensare? In tre parole che non ammettono replica: "Esercizio della critica". Cos'è per lui la perfezione? Non ha dubbi: «La veduta del cerchio perfetto, in cui tutti i punti sono veramente equidistanti fra loro». Perché ha dipinto una serie di tele dedicate' a San Giorgio? «È stato valido per centinaia di anni, spero che lo sia ancora per due mesi». Cosa significa per Salvo un dipinto divertente? «Che sia gradevole a vedersi. La gradevolezza è un concetto di difficile definizione, perché spesso una cosa gradevole, vista tutti i giorni, diventa sgradevole». E perché rifiuta il discorso autobiografico? «Dipende dal tipo di autobiografia. In qualche modo ciò che può essere mostrato, non deve essere detto». Salvo è venuto con la famiglia a Torino quando era giovanissimo. Forse, dieci, dodici anni. Si è fatto da solo, senza spinte. Ha iniziato bussando subito alla galleria giusta, quella del torinese Gian Enzo Sperone, che nel 1968 aveva nella sua scuderia bei nomi di artisti come Michelangelo Pistoletto, Mario Merz, Gilberto Zorio, Giovanni Anselmo e Alighiero Boetti.
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Alessandro Baricco
Postato da Grazia01 il Venerdì, 01 marzo @ 22:32:29 CET (1659 letture)
Letture varie III





Scrittore tra i più conosciuti e amati dai lettori di narrativa in Italia, Alessandro Baricco nasce a Torino il 25 gennaio del 1958. Si forma nella sua città sotto la guida di Gianni Vattimo, laureandosi in Filosofia con una tesi di Estetica e studia contemporaneamente al conservatorio dove si diploma in pianoforte. L'amore per la musica e per la letteratura, ispirano fin dall'inizio la sua attività di brillante saggista e di narratore.



Immagini di Giuseppe Dangelico, meglio conosciuto come Pino Daeni (Bari, 8 novembre 1939), pittore impressionista italiano.Dopo un periodo italiano, dal 1960 al 1979, durante il quale il suo lavoro è apparso in diverse importanti mostre, nel 1979 emigrò sotto il patrocinio della Galleria Borghi che gli ha dato la possibilità di presentare i suoi lavori a New York e Boston. Importante è la sua innovativa interpretazione dei piaceri semplici della vita. La sua capacità di catturare i movimenti e le espressioni dei suoi soggetti lo ha portato ad avere commissionati anche ritratti privati.





Tutto li stupiva: in segreto, anche la loro felicità.

Alessandro Baricco




Disse che bisognava stare attenti quando si è giovani perché la luce in cui si abita da giovani sarà la luce in cui si vivrà per sempre.Così bisognava stare attenti alla cattiveria perché da giovani sembra un lusso che ti puoi permettere, ma la verità è un’altra, e cioè che la cattiveria è una luce fredda in cui ogni cosa perde colore, e lo perde per sempre.

Tre volte all’alba




Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesci a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei né triste né felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.

“Questa Storia”





Sarebbe tutto più semplice se non ti avessero inculcato questa storia del finire da qualche parte, se solo ti avessero insegnato, piuttosto, a essere felice rimanendo immobile. Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. Andare per la tua strada. Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, a un certo punto, per la nostra strada, quale strada? Sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto.



Lasciami andare a vedere il sogno, la velocità, il miracolo, non fermarmi con uno sguardo triste. Questa notte lasciami vivere laggiù sull’orlo del mondo, solo questa notte poi tornerò.

Alessandro Baricco

Buonanotte e buon fine settimana

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Notte
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 27 febbraio @ 21:52:09 CET (1802 letture)
Le poesie e altro di Grazia V











Notte

Un sentimento sale dalla gola
una lacrima si ferma fra le ciglia
calda come un'emozione
salata come il mare
alchimia perfetta di passione
splendente come una stella
più preziosa di un diamante
una vivida stilla radiosa
testimonianza d'un amore
che ferma per un attimo il tempo
invade di luce ogni universo
ammirata dagli astri e dalla luna
che nella notte sorride fra le nubi.
L'anima s'eleva fino al cielo
cerca nei sogni rincorsi nel giorno,
le immagini più intime
che appaghino ora
il suo riposo.

Grazia

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Il 26 febbraio 1802 nacque Victor Hugo
Postato da Grazia01 il Martedì, 26 febbraio @ 22:50:08 CET (11079 letture)
Poesie e opere di Victor Hugo









Victor Marie Hugo nacque a Besançon il 26 febbraio del 1802 e morì a Parigi il 22 maggio del 1885. E'stato un poeta e un grande drammaturgo francese, fi anche saggista, scrittore, aforista, artista visivo, statista e attivista per i diritti umani, considerato il padre del Romanticismo in Francia. Seppe tenersi lontano dai modelli malinconici e solitari che caratterizzavano i poeti del tempo, riuscendo ad accettare le vicissitudini non sempre felici della sua vita per farne esperienza esistenziale e cogliere i valori e le sfumature dell'animo umano. I suoi scritti giunsero a ricoprire tutti i generi letterari, dalla poesia lirica al dramma, dalla satira politica al romanzo storico e sociale, suscitando consensi in tutta Europa.





... aveva un vecchio cappello
la giacca
logora .
L' acqua gli passava
attraverso le scarpe .
E le stelle
attraverso
l' anima .




Faccio tutto ciò che posso

Faccio tutto ciò che posso
perché il mio amore
non ti disturbi,
ti guardo di nascosto,
ti sorrido quando non mi vedi.
Poso il mio sguardo
e la mia anima ovunque
vorrei posare i miei baci:
sui tuoi capelli,
sulla tua fronte,
sui tuoi occhi,
sulle tue labbra,
ovunque le carezze
abbiano libero accesso.

Victor Hugo
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Vincitori e vinti
Postato da Grazia01 il Martedì, 26 febbraio @ 10:09:47 CET (1350 letture)
Un pensiero, un poesia al giorno






Nessuno è vincitore
amore mio
nè vinto
giace in quel palmo
di terreno
fragile e fluido
... a navigar
l’amore non ancora
imparato.


Tinti Baldini



Hanno vinto tutti e il paese è ingovernabile

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Compleanno Casatea
Postato da Grazia01 il Martedì, 26 febbraio @ 09:53:45 CET (1744 letture)
Messaggi II







Oggi Casatea compie sette anni
spero che con l'aiuto degli amici possa continuare a crescere
perche, ricordati, Casatea è anche casa tua, se lo vuoi.

Grazia
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Avere o essere?
Postato da Grazia01 il Lunedì, 25 febbraio @ 16:19:35 CET (4040 letture)
Psicologia e salute III




L'importanza della differenza tra avere ed essere

L'aut-aut tra avere ed essere non è un'alternativa che s’imponga al comune buon senso. Sembrerebbe che l'avere costituisca una normale funzione della nostra esistenza, nel senso che, per vivere, dobbiamo avere oggetti. Inoltre, dobbiamo avere cose per poterne godere. In una cultura nella quale la meta suprema sia l'avere - e anzi l'avere sempre più - e in cui sia possibile parlare di qualcuno come una persona che «vale un milione di dollari », come può esserci un'alternativa tra avere ed essere? Si direbbe, al contrario, che l'essenza vera dell'essere sia l'avere; che, se uno non ha nulla, non è nulla. Pure, i grandi Maestri di Vita hanno fatto proprio dell'aut-aut tra avere ed essere il nucleo centrale dei rispettivi sistemi.



Il Buddha insegna che, per giungere allo stadio supremo dello sviluppo umano, non dobbiamo aspirare ai possessi. E Gesù: «Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per me, colui la salverà. Infatti, che giova all'uomo l'aver guadagnato il mondo intero, se poi ha perduto o rovinato se stesso?» (Luca, IX, 24-25). Maestro Eckhart insegnava che non avere nulla e rendersi aperti e « vuoti ». fare cioè in modo che il proprio io non - ostacoli il cammino, costituisce la condizione per il raggiungimento di ricchezza e forza spirituali. Marx affermava che il lusso è un vizio esattamente come la povertà e che dovremmo proporci come meta quella di essere molto, non già di avere molto. (Mi riferisco qui al vero Marx, all'umanista radicale, non alla sua volgare contraffazione costituita dal «comunismo» sovietico.)



Per molti anni sono rimasto profondamente colpito da questa differenziazione, e sono andato alla ricerca dei suoi fondamenti empirici attraverso lo studio concreto di individui e gruppi con il metodo psicoanalitico; e quel che ho visto mi ha indotto alla conclusione che la differenza in questione, in una con quella tra amore per la vita e amore per la morte, costituisce il problema assolutamente fondamentale dell'esistenza; ancora, che i dati antropologici e psicoanalitici sembrano dimostrare che avere ed essere sono due modalità fondamentali dell'esperienza, il rispettivo vigore delle quali determina le differenze tra i caratteri degli individui e i vari tipi di carattere sociale.
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Neve!
Postato da rosarossa il Lunedì, 25 febbraio @ 11:46:39 CET (1559 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII








Neve!

Romanticismo tenerezza desta il tuo candore
eppure senza parlare, senza rumore
sgombri l’aria di quanto trovi impuro, costringi
nei nidi e nelle tane gli animali
quando tutto è secondo il tuo volere
nell’immenso scegli il posto
che ti aggrada, dove aprire le tue grandi ali
come ingenua colomba sulla terra riposi
tutti dietro vetri ti ammiriamo in un rigoroso silenzio tombale.
sei buona, cara, pensiamo che mai potresti fare danni.
Eppur ne fai!
Basta pensare quanti sciatori che muoiono
da te sepolti e le valanghe.

Rosarossa

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Nevica...
Postato da Grazia01 il Domenica, 24 febbraio @ 18:11:27 CET (1078 letture)
Un pensiero, un poesia al giorno





La neve pose una tovaglia silenziosa su tutto. Non si sente se non ciò che accade dentro casa. Mi avvolgo in una coperta e non penso neppure a pensare. Sento un piacere d’animale e vagamente penso, e m’addormento senza minor utilità di tutte le azioni del mondo.

Fernando Pessoa



La neve è una poesia. Una poesia che cade dalle nuvole in fiocchi bianchi e leggeri.
Questa poesia arriva dalle labbra del cielo, dalla mano di Dio.
Ha un nome. Un nome di un candore smagliante. Neve.

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Italiano forse questo sonetto d'amore
Postato da Paolo il Venerdì, 22 febbraio @ 20:49:39 CET (1924 letture)
Ricerche d'autore


Linda Neill è una poetessa Sudafricana e vive a Johannesburg. Vive prossima alla wilderness che ama. Scrive poesie ispirate e permeate di natura: poems under nature, poesie sulla natura – le chiama lei - sia in Inglese che in Afrikaans. Qui è probabilmente alla sua prima traduzione Italiana, ma: che cosa volete, ha scritto un sonetto di fattura Italica e il minimo era che venisse riconosciuto lo sforzo. Ora ve lo proponiamo. Meno male che qualcuna s’ispira a Guinizzelli, per tacere di Dante: il Dolce Stil Novo non passa inosservato e all’altro capo del Mondo ha trovato una degna erede. Salutiamo con le sue stesse parole e buona lettura : Hello world....
Sawubona Hello from South Africa.


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Il 21 febbraio nacquero...
Postato da Grazia01 il Giovedì, 21 febbraio @ 22:28:08 CET (1350 letture)
Poesie di Auden


Ogni giorno nasce un artista

Il 21 febbraio del 1907 nacque Wystan Hugh Auden, uno dei più grandi poeti inglesi,
lo stesso giorno ma nel 1815 era nato a Lione il pittore Ernest Meissonier.


Ecco qui alcuni dei loro "lavori"



Giocatori di carte


Una sera che ero uscito a spasso

Una sera che ero uscito a spasso,
a spasso in Bristol Street,
sul lastrico le folle erano campi
di grano pronto per la mietitura.

E lungo il fiume in piena
udii un innamorato che cantava
sotto un'arcata della ferrovia:
"l'amore non ha fine".

"Io ti amerò, mio caro, ti amerò
finché la Cina e l'Africa s'incontrino
e il fiume schizzi sopra la montagna
e per la strada cantino i salmoni".

"Io ti amerò finché l'oceano sia
ripiegato e steso ad asciugare
e vadano la sette stelle urlando
come oche in giro per il cielo".

"Come conigli correvano gli anni
perché io tengo stretto fra le braccia
il Fiore delle Età
e il primo amore al mondo".

Ma tutti gli orologi di città
si misero a vibrare e rintoccare:
"Oh, non lasciarti illudere dal Tempo,
non puoi vincere il Tempo".

"Nelle tane dell'Incubo,
dove Giustizia è nuda,
dall'ombra il Tempo vigila
e tossisce se ha voglia di baciare".

"Tra emicranie e in ansia
vagamente la vita cola via
e il Tempo avrà vinto la partita
domani o ancora oggi".

"In molte verdi valli
si accumula la neve spaventosa;
il Tempo spezza le danze intrecciate
e dell'alteta lo stupendo tuffo".

"Oh, immergi nell'acqua le tue mani,
giù fino al polso immergile
e guarda, guarda bene nel catino
e chiediti che cosa hai perduto".

"Nella credenza scricchiola il ghiacciaio,
il deserto sospira dentro il letto
e nella tazza la crepa dischiude
un sentiero alla terra dei defunti".

"Dove i barboni vincono bei soldi
e il Gigante fa le moine a Jack
e l'Angioletto è un nuovo Sacripante
e Jill finisce giù lunga distesa".
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Il mio benvenuto
Postato da Grazia01 il Giovedì, 21 febbraio @ 20:36:46 CET (1221 letture)
Messaggi II



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Non è mai notte
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 20 febbraio @ 21:10:30 CET (682 letture)
Un pensiero, un poesia al giorno









Non è mai notte quando vedo il tuo volto; perciò ora a me non sembra che sia notte, nè che il bosco sia spopolato e solitario, perchè per me tu sei il mondo intero; chi potrà dunque dire che io sono sola se il mondo è qui a guardarmi?

William Shakespeare



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SOGNI PERDUTI
Postato da rosarossa il Martedì, 19 febbraio @ 13:30:10 CET (1466 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VIII









SOGNI PERDUTI



Su un raggio di luna volano i miei sogni
in una notte incantata del mese d’agosto
ansioso
il mio sguardo li segue vagare
confusi in un brulichio di stelle
una bianca nuvola li cattura, li avvolge, li nasconde.
Io che l’ho fatto nascere, cullati
inutilmente
carezzo il cuore in lacrime e lo consolo
rassegnati; perduti, li hai,
per sempre!


Rosarossa

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Fabrizio De Andrè
Postato da Grazia01 il Lunedì, 18 febbraio @ 20:32:32 CET (1310 letture)
Poesie d'autore II





Fabrizio De Andrè

Oggi sarebbe il suo compleanno

« De André non è stato mai di moda. E infatti la moda, effimera per definizione, passa. Le canzoni di Fabrizio restano »
(Nicola Piovani)

Fabrizio Cristiano De André nacque a Genova il 18 febbraio 1940 e morì a Milano l'11 gennaio 1999
Le sue canzoni sono poesie, o meglio le sue poesie sono proclamate in musica. Eccone alcune:



Disamistade

Che ci fanno queste anime
davanti alla chiesa
questa gente divisa
questa storia sospesa

a misura di braccio
a distanza di offesa
che alla pace si pensa
che la pace si sfiora

due famiglie disarmate di sangue
si schierano a resa
e per tutti il dolore degli altri
è dolore a metà

si accontenta di cause leggere
la guerra del cuore
il lamento di un cane abbattuto
da un'ombra di passo

si soddisfa di brevi agonie
sulla strada di casa
uno scoppio di sangue
un'assenza apparecchiata per cena

e a ogni sparo di caccia all'intorno
si domanda fortuna.
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Un sepalo...
Postato da Grazia01 il Lunedì, 18 febbraio @ 11:59:22 CET (1396 letture)
Poesie e altro di Dickinson






Un sepalo, un petalo e una spina.
In un comune mattino d’estate.
Un fiasco di rugiada, un’ape o due.
Una brezza, un frullo
in mezzo agli alberi
ed io sono una rosa!

Emily Dickinson

Biografia


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IL PRINCIPE
Postato da Grazia01 il Domenica, 17 febbraio @ 21:44:02 CET (860 letture)
Poesie e altro di Hesse II











IL PRINCIPE

Volevamo costruire assieme
una casa bella e tutta nostra
alta come un castello
per guardare oltre i fiumi e i prati
su boschi silenti.

Tutto volevamo disimparare
ciò che era piccolo e brutto,
volevamo decorare con canti di gioia
vicinanze e lontananze,
le corone di felicità nei capelli.

Ora ho costruito un castello
su un'estrema e silenziosa altura;
la mia nostalgia sta là e guarda
fin alla noia, ed il giorno si fa grigio
- principessa, dove sei rimasta?

Ora affido a tutti i venti
i miei canti arditi.
Loro devono cercarti e trovarti
e svelarti il dolore
di cui soffre il mio cuore.

Devono anche raccontarti
di una seducente infinita felicità,
devono baciarti e tormentarti
e devono rubarti il sonno -
principessa, quando tornerai?

Hermann Hesse


Biografia

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Certe notti...
Postato da Grazia01 il Domenica, 17 febbraio @ 21:19:52 CET (1423 letture)
Le poesie e altro di Grazia V








Certe notti si alza un vento freddo che sollevava la polvere e fa tremare i vetri delle finestre. Quegli spifferi mi sembrano sospiri di disperati che tentano di entrare, anime in pena che cercano scampo nelle stanze riscaldate: non per il freddo o per la fame, ma per trovare conforto nel contatto di esistenze concrete. Restano fuori, tremanti e impalpabili fino a quando il vento cessa e allora si adagiano spossati, come pensieri respinti, in fondo a vicoli scuri. Li sentirò ancora al prossimo temporale e prima o poi non saprò resistere e li lascerò entrare. Potrei imparare a condividere con loro la mia essenza, forse riuscirei a consolarli e a farmeli amici. Ho un po' paura, spero che il sereno mi lasci ancora del tempo, prima che le finestre tornino a parlarmi.

Grazia

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Buona domenica
Postato da Grazia01 il Sabato, 16 febbraio @ 21:43:33 CET (1591 letture)
Le poesie e altro di Grazia V






Ancora una volta è scesa la sera, un po' speciale, è il sabato sera, appuntamenti e progetti, ravvivata atmosfera, qualcuno non esce, sta bene anche a casa, qualcuno è un po' triste ma poi si consola, basta un pensiero d'amore, qualsiasi tipo d'amore, una passione, un ricordo, una storia passata, una storia futura, una speranza, un sogno che la notte imminente promette splendente, l'amore di madre, l'amore di figli, e poi gli amici, la musica, l'arte, la mente in vacanza. Buonanotte amici di Casatea, che sia davvero bella e che la domenica sia proprio come la desiderate.

Grazia


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Coprimi sole
Postato da moirac il Sabato, 16 febbraio @ 10:00:57 CET (1372 letture)
Le poesie di Moirac







Coprimi sole,
per riscaldare il mio cuore,
tu che sei la luce
che risolleva l’anima,
regala piccole e dolci emozioni
come un piccolo bacio..
Leggi Tutto... | 673 bytes aggiuntivi | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


In simili giorni...
Postato da Grazia01 il Martedì, 12 febbraio @ 10:14:48 CET (813 letture)
Un pensiero, un poesia al giorno




In simili giorni ogni disordine e turbamento dell'animo pare riflettersi nel mondo che ci circonda e deformarlo.
Disagio e paura ci opprimono il cuore e ne cerchiamo e troviamo le supposte cause fuori di noi,
vediamo il mondo mal disposto e ovunque ci scontriamo con degli ostacoli.

Hermann Hesse

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L'uomo avido...
Postato da Grazia01 il Lunedì, 11 febbraio @ 22:55:23 CET (1850 letture)
Poesie e altro di Hesse II







Egli non fu mai lieto in nessuna mattinata della sua vita, non ha mai fatto nulla di bene prima di mezzogiorno. Solo durante il pomeriggio si scaldava lentamente e diventava vivo, soltanto verso sera, nelle giornate buone, diventava fecondo, attivo, persino ardente e lieto. Per questo aveva bisogno di solitudine e indipendenza. Nessuno ha mai avuto bisogno più profondo di essere indipendente. Da giovane quando era ancora povero e faceva fatica a guadagnarsi il pane preferiva soffrire la fame e andare in giro stracciato pur di salvare un brano della sua indipendenza. Non si è mai venduto per denaro, non si è mai dato alle donne o ai potenti, e mille volte ha buttato via e rifiutato quello che secondo tutti sarebbe stato il suo bene. Capitò a lui ciò che capita a tutti, quel che cercava con ostinazione egli lo raggiunse ma più di quanto sia bene per l'uomo. Ciò che dal principio fu il suo sogno di felicità divenne in seguito il suo amaro destino. L'uomo avido di potere incontra la sua rovina nel potere, l'uomo bramoso di denaro nel denaro, e così il lupo si rovinò con l'indipendenza a meta egli la raggiunse e divenne sempre più indipendente, ma raggiunta la libertà s'accorse a un tratto che la sua libertà era morte, che era solo, che il mondo lo lasciava in pace, che gli uomini non lo riguardavano più né lui riguardava se stesso...


Hermann Hesse
"Il lupo della steppa"

Biografia

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Il pudore in poesia
Postato da Grazia01 il Domenica, 10 febbraio @ 23:46:07 CET (1586 letture)
Poesie tematiche III


Poesie sul



Il pudore non è che un artificio che conferisce maggior valore all'abbandono.
Henri de Régnier



Il vero pudore è nascondere ciò che non è bello far vedere.
Georges Courteline




Il pudore e l'amore
di Jean-Paul Malfatti

Il sole mi abbiglia;
la luna mi spoglia.
Di giorno, il pudore;
di notte, l'amore.




Pudore
di Antonia Pozzi

Se qualcuna delle mie povere parole
ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.




L'estate se ne andò senza rumore
di Sandro Penna

L'estate se ne andò senza rumore.
Nubi leggere ad una ad una il cuore
gremirono di segni senza nome.
La luna trascorreva ansiosa e onesta.
Lunga distesa sovra un muro nella
canicola dormiva un'altra età.
Nella mano stringeva il suo più caro
oggetto. Non per pudore ché non ha pudore
il sonno, e il sogno è solo anche in città.
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Due sigarette
Postato da Grazia01 il Domenica, 10 febbraio @ 21:57:38 CET (1524 letture)
Poesie di Pavese





Due sigarette


Ogni notte è la liberazione. Si guarda i riflessi
dell’asfalto sui corsi che si aprono lucidi al vento.
Ogni rado passante ha una faccia e una storia.
Ma a quest’ora non c’è più stanchezza: i lampioni a migliaia
sono tutti per chi si sofferma a sfregare un cerino.
La fiammella si spegne sul volto alla donna
che mi ha chiesto un cerino. Si spegne nel vento
e la donna delusa ne chiede un secondo
che si spegne: la donna ora ride sommessa.
Qui possiamo parlare a voce alta e gridare,
chè nessuno ci sente. Leviamo gli sguardi
alle tante finestre – occhi spenti che dormono
e attendiamo. La donna si stringe le spalle
e si lagna che ha perso la sciarpa a colori
che la notte faceva da stufa. Ma basta appoggiarci
contro l’angolo e il vento non è più che un soffio.
Sull’asfalto consunto c’è già un mozzicone.
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L'amore...
Postato da Grazia01 il Domenica, 10 febbraio @ 21:42:38 CET (630 letture)
Un pensiero, un poesia al giorno






Avevo sempre saputo che il vero amore è al di sopra di tutto e che sarebbe stato meglio morire,
piuttosto che cessare di amare. Ma pensavo che solo gli altri ne avessero il coraggio.
In quel momento, invece, scoprivo di esserne capace anch'io.
Anche se avesse dovuto significare partenza, solitudine, tristezza,
l'amore valeva comunque ogni centesimo del suo prezzo.

Paulo Coelho

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Ciao


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