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La "mia" Venezia
Postato da brunouk il Mercoledì, 08 agosto @ 12:06:41 CEST (832 letture)
Le poesie di Pegaso III



La mia Venezia






De ricordi na piova
vardo e foto de mia Venesia
xé festa ancuó
el canalasso xé pien de gondole
a sto mondo no gh'è cità più bela,
paron de casa el se in piazza
con i so colombi inamorai
el se specia par na bricola.

Un fià de bavesela e co' un fià de luna
la gondola che fà la nina-nana al gondolièr
no gh'è nesun che resista al to incanto
el mar, le cale sconte, i rii e l'altana
Venezia mia, ti sa sfantar pene dal cuor
in ti una stéla
come el ganser tien in dela riva i so fiol.

------------------------------------------
La mia Venezia
Di ricordi una pioggia,
guardo le foto della mia Venezia
è festa oggi
il canal Grande è pieno di gondole
in questo mondo non c’è città più bella
Il campanile di S. Marco è in piazza
con i suoi colombi innamorati
si specchia come un palo nelle acque della laguna.

Un lieve venticello e un filo di luna
la gondola fa la ninna nanna al gondoliere
non c’è nessuno che resiste all’ incanto,
Il mare, calli nascoste, i canali e le terrazze,
Venezia mia fai svanire ogni pena dal cuore
in te brilla una stella
da sempre guida da te tutti i tuoi figli.

Bruno Gasparri
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Dieter Schlesak
Postato da Grazia01 il Martedì, 07 agosto @ 19:11:48 CEST (3385 letture)
Poesie d'autore II


Dieter Schlesak, poeta e scrittore rumeno, nacque a Sighisoara, il 7 agosto del 1934



a casa posso essere solo qui -
in volo,
come se allora fossi stato nell'aria
e mi fossi fermato sospeso
fra le mie patrie sulla linea di confine,
nonostante tutti quegli spari
però, un uccello non sono.

Dieter Schlesak




A Dieter Schlesak - poeta, romanziere e saggista di lingua tedesca nato in Romania, dunque sassone di Transilvania, emigrato poi in Germania e da molti anni stabilitosi in Italia - ci si può accostare da diverse prospettive, che seguono e segnano il suo percorso allo stesso tempo umano e letterario-culturale.



Una prima prospettiva è quella della letteratura in lingua tedesca quale letteratura delle minoranze etnico-linguistiche, prospettiva relativa al periodo in cui Schlesak viveva ancora in Romania dove, dopo aver condotto studi di germanistica, aveva svolto l'attività di redattore della rivista "Neue Literatur" - aspetto, questo, che illustra anche la particolare cultura da cui questo autore proviene, quella dei sassoni di Transilvania, di forte impronta mitteleuropea, in quanto austroungarica prima e romena dal 1918.
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Lasciami respirare
Postato da Grazia01 il Martedì, 07 agosto @ 15:34:39 CEST (1032 letture)
Poesie di Baudelaire





Lasciami respirare

Lasciami respirare a lungo, a lungo, l’odore dei tuoi capelli,
affondarvi tutta la faccia, come un assetato nell’acqua di una sorgente,
e agitarli con la mano come un fazzoletto odoroso,
per scuotere dei ricordi nell’aria.
Se tu sapessi tutto quello che vedo! tutto quello che sento!
tutto quello che intendo nei tuoi capelli! La mia anima viaggia
sul profumo come l'anima degli altri viaggia sulla musica.
I tuoi capelli contengono tutto un sogno,
pieno di vele e di alberature:
contengono grandi mari, i cui monsoni
mi portano verso climi incantevoli,
dove lo spazio è più bello e più profondo,
dove l’atmosfera è profumata dai frutti.
dalle foglie e dalla pelle umana.
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Mi improvviso "poeta"
Postato da brunouk il Martedì, 07 agosto @ 13:43:10 CEST (1004 letture)
Le poesie di Pegaso III

Mi improvviso "poeta"

Scivolo lentamente nella consapevolezza,
mi perdo in un leggiadro vortice
schegge impalpabili di sogni;
pini arroccati su rocce ordinate,
salici piegati su giardini d’acqua,
membrane di pareti danzano
nella luce filtrata del risveglio
spalmando azzurro spazio
nel silenzio di sole in sfumata dissolvenza.

Emozione libera mimetici ricordi,
antiche forme d’altre vite
profili discrepanti in epidermici amplessi
gesti amplificati di riti quotidiani
in semplice libertà emotiva d’esercizio,
seguo il ritmo nella tentata seduzione.

Ricompongo il tuo volto
emerge da una notte avara di sguardi
tra stelle in suadenti ologrammi
il tuo ricordo è un fiore profumato
fatto d’incanto di un respiro
rimasto sospeso nell’aria
un sogno evanescente
nel morbido dolce sapore dell’amore.

Mi manchi,
traccio nuove mete da rinate energie
ricostruisco spazi, in questa distanza
m’improvviso poeta
scrivo parole sfumate nei colori,
evaporano come lampo d’estate.

Dalle mie labbra sgorga la parola:
“ti amo”
in petali di rosa racchiusa
la confino in questo foglio
che mai giungerà a te.


Bruno Gasparri
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Saluti
Postato da Grazia01 il Lunedì, 06 agosto @ 12:28:47 CEST (942 letture)
Messaggi II





Un saluto affettuoso dalla vacanza in montagna
agli amici di Casatea
anche una mandria all'alpeggio può essere poesia
il panorama e il cielo lo sono senz'altro



ciao


Grazia


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Due minuti e quaranta
Postato da brunouk il Lunedì, 06 agosto @ 11:40:17 CEST (930 letture)
Le poesie di Pegaso III



Due minuti e quaranta






Ho voglia di fermarmi
nell’aria sfumare
cedo al ristagno di una calda stagione
distratto, sedotto dall’iridescente miraggio
carico di cromatica sensuale visione
fragile emozione trasparente
accentuata da raggi di sole.

Scivolo in uno spazio delicato
da un tenue rosa puro
esalta il tuo essere donna
mentre sullo schermo danzi
tra mille margherite fiorite.

Con rinnovato stupore,
riavverto dolce melodia
sillabe sussurrate
baci in seducenti accenni d’amore
mentre le tue braccia m’avvolgono
coinvolgendomi tra liquide note
accentuate dal ritmo palpitante del cuore.

Tutto solo dueminutiequaranta
premo il tasto repeat
riappari tra note e silenzio
come realtà sfocata
di un solo fotogramma.


Bruno Gasparri
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Il tempo
Postato da brunouk il Domenica, 05 agosto @ 19:33:16 CEST (860 letture)
Le poesie di Pegaso III
IL TEMPO





Fermati tempo non vedi che muoio
con troppi rimpianti nel cuore
e il verde dei prati negli occhi.

Troppe cose non fatte
troppe non dette.

Freddo è il mio letto
lei è oramai lontana
persa per nulla in un folle disegno
lacrima nasce nel ricordo fugace
si perde nel nulla
nascosta da un inutile orgoglio.

Fresco, vivo
il suo profumo
dal manto aleggia leggero
lo specchio riflette il vuoto silenzio
sussurro al vuoto, parole dolci d’amore
cose mai dette chiuse nel petto.

Scorre il ricordo
acceso da un suo dolce sorriso,
struggente è il rimpianto
per le carezze non fatte.

L’odore della notte
s’insinua dall’anta socchiusa
nero è il sudario
copre ogni cosa.

Sola
la stella brilla nel buio
splendente gioiello
dono d’eterno amore.

Bruno Gasparri
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Mezzo secolo dalla morte di Marilyn Monroe
Postato da Grazia01 il Domenica, 05 agosto @ 19:09:23 CEST (3511 letture)
In ricordo








E’ passato mezzo secolo da quel 5 agosto del 1962 quando Norma Jane Baker, meglio conosciuta come Marilyn Monroe venne trovata morta all’età di 36 anni, in circostanze ancora misteriose, nella sua casa di Los Angeles, ma il suo mito supera ogni ricorrenza conservando ancora, a distanza di 50 anni, il ruolo di icona sexy del cinema hollywoodiano.Su di lei è stato detto molto. Ma non tutto. Probabilmente sarà impossibile capire fino in fondo la personalità di un personaggio così complesso e tormentato. A 50 anni dalla sua morte la si considera ancora un po´ oca, un po´ bomba sexy, ma anche donna intelligentissima e psicologicamente fragile.



Regna sulla scena degli incantesimi di massa oggi, a 50 anni dalla tragica scomparsa, come ieri, nei giorni della travolgente gloria mediatica. E’ il Mito che abbraccia tutti i miti dei tempi moderni:la Bellezza e il Sesso, la Seduzione e la Fama, il Desiderio e l’Angoscia, la Solitudine e la Paura. Ne abbiamo fatto un idolo, l’abbiamo capita assai poco come essere umano. Quante analisi le sono state dedicate, giudizi osannanti (tanti) o critici (pochi), senza mai superare la soglia di facili banalità e la solida consistenza di bolle di sapone...




disse:


"Non posso farmi condizionare dalle regole, io vivo le mie emozioni!"




“La gente non mi vede! Vede solo i suoi pensieri più reconditi e li sublima attraverso di me,
presumendo che io ne sia l'incarnazione."



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La voce a te dovuta di Pedro Salinas
Postato da Grazia01 il Sabato, 04 agosto @ 12:09:00 CEST (1935 letture)
Poesie d'autore II








La voce a te dovuta

Pubblicata nel 1933, questa raccolta si colloca in un momento centrale, di piena maturità di Pedro Salinas. Attraverso i suoi settanta componimenti scorre un intero poema d'amore compatto nel suo tessuto tematico e sentimentale, intervallato di silenzi che sono solo pause di respiro. Anche un canzoniere, dunque, ove l'amore si esplica in una continuità di ricerca quasi sperimentale, in una ripresa continua di motivi combinati fra loro, in un linguaggio sottilmente rinnovato, aperto alla trasformazione fantastica. Un lavoro capillare, nascosto, ma di grande suggestione per chi sa percepire le segrete sonorità della poesia.




Ecco alcuni brani da
"La voce a te dovuta"


Tu vivi sempre nei tuoi atti,
con la punta delle dita
sfiori il mondo, gli strappi
aurore, trionfi, colori,
allegrie: è la tua musica.
La vita è ciò che tu suoni.

Dai tuoi occhi solamente
emana la luce che guida
i tuoi passi. Cammini
fra ciò che vedi. Soltanto. [...]



E mai ti sei sbagliata,
solo una volta, una notte
che t'invaghisti di un'ombra
- l'unica che ti è piaciuta -.
Un'ombra pareva.
E volesti abbracciarla.
Ed ero io.
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Dove finisce l'universo
Postato da brunouk il Sabato, 04 agosto @ 11:27:08 CEST (807 letture)
Le poesie di Pegaso III




Dove finisce l’universo








Il lento respirare delle stelle
ipnotico lontano luccichio,
assisto al silenzio
mi culla
docilmente si estende
espande, soffio sospiro,
nel tempo infinito.

Anestetico abisso
rovescia introversi spazi
dimensione suadente
carismatico, sfuggente ideogramma
incide il nero antracite
di una platea cristallizzata
scabra d’amore.

Percepisco solo schegge luminose
ibernate nel gelo siderale
in assoluto cromatico contrasto
riflette lucidi frammenti.

Pietosamente mi avvolgono
seducente delirio implode
proiettandomi
la …
dove finisce l’universo.

Bruno Gasparri
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Prati
Postato da Grazia01 il Venerdì, 03 agosto @ 20:31:01 CEST (1103 letture)
Poesie di Pozzi Antonia













Prati

Forse non è nemmeno vero
quel che a volte ti senti urlare in cuore:
che questa vita è,
dentro il tuo essere,
un nulla
e che ciò che chiamavi la luce
è un abbaglio,
l'abbaglio supremo
dei tuoi occhi malati -
e che ciò che fingevi la meta
è un sogno,
il sogno infame
della tua debolezza.

Forse la vita è davvero
quale la scopri nei giorni giovani:
un soffio eterno che cerca
di cielo in cielo
chissà che altezza.

Ma noi siamo come l'erba dei prati
che sente sopra sé passare il vento
e tutta canta nel vento
e sempre vive nel vento,
eppure non sa così crescere
da fermare quel volo supremo
né balzare su dalla terra
per annegarsi in lui.


Antonia Pozzi

Biografia

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Ho molto da dimenticare
Postato da brunouk il Venerdì, 03 agosto @ 14:16:16 CEST (829 letture)
Le poesie di Pegaso III





Ho molto da dimenticare



Ho molte cose da dimenticare
plo/pu plo/pu plo/pu plo/pu …
conto: 1/2/3/.87/88 in un solo minuto.

È il mio cuore che batte, …
tremiliardi/duecentoottantatremilioni
novecentoquarantottomila/e ottocento
plo/pu plo/pu plo/pu plo/pu …
come un sordo tonfo ed eco rimbomba,
ho molte cose da dimenticare
per non sentire più il rombo del cuore.

Sto guardando tra le palme e palme
sono curve verso l’oceano
stanche di una lotta infinita,
seduto a poca distanza
a sentire la furia dell’onda
mentre il tramonto accoglie l’ombra.

Sono stanco, non ho voglia di muovermi,
non temo la sera, preludio del buio,
mi sembra che impolvera l’anima.

Il cuore trascende il ruggito del sentire
torbido tumulto traveste il tempo
poi, in un attimo lo accarezza
s’immerge e va, … senza più meta
se non solo la …
dove c’è la stella
che di luce eterna brilla.

Bruno Gasparri
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Buon compleanno Isabel
Postato da Grazia01 il Giovedì, 02 agosto @ 20:38:46 CEST (822 letture)
Poesia al femminile II









Sul destino di questo bizzarro mondo
nascono fiori aridi e terribili
spinosi nel cuore i sentimenti
che dolcissime albe, dalla notte
ancora avvolte di nebulose nostalgie,
riportano nel cuore corroso dalla vita.

Ed io attendo sul prato di ginestre
ma tu, incredibile, non giungi.
Per prenderti la mano ti raggiungo,
e dalla tua rassegnata indifferenza
mi porgi in cambio petali e sorrisi
- logora vita, mia anima, mio tutto! –
che hanno l'amaro sapore di un addio.


Isabel Allende

Isabel Allende Llona è nata a Lima il 2 agosto 1942.
Leggi Tutto... | 604 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Notte ai tropici
Postato da brunouk il Giovedì, 02 agosto @ 16:47:37 CEST (1275 letture)
Le poesie di Pegaso III
Notte ai tropici

Non vi è notte più bella
non vi è cielo più bello
se non visto dall'apice del mondo.

Sono li
perso in un tempo solo sognato
seduto attonito
che guardo
l'immenso universo stellato
come un manto m' avvolge
anche la luna, in questa notte,
ha lasciato la luce alle stelle
disegnano mitiche figure
di tutto lo zodiaco....
la!
figure nate dall'incubo dell'uomo;
Andromeda, Aquila, Ara,
Argo Navis, Carian, Puppis,
Vela, Ariga, Bootes, Canis,
Cassiopea, Corvus, Cygnus,
Draco, Hercules, Hydra, Lepus, Lupus,.....
La!
Il navigante ha nominato per non perdere la via;
Ursa Major, Ursa Minor........

Brillano lucenti nel tempo infinito
in un palcoscenico muto da tanto splendore
il cuore batte l'attimo sfuggente
di una vita che guarda e non sa dare
mentre le stelle per sempre
saranno lì a guardare.


Bruno Gasparri
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La città è deserta...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 01 agosto @ 20:38:00 CEST (1124 letture)
Poesie di Maria Luisa Spaziani






La città è deserta, il ferragosto
convoca gli abitanti chissà dove.
Disperato, da ore un cane ulula.
Ululo anch’io per fargli compagnia.

Non sono brava nelle lingue. Quale
messaggio, a caso, gli ho comunicato?
Ulula meno, non ulula più.
Forse notizie buone che aspettava.


Maria Luisa Spaziani
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Anniversario della nascita di Primo Levi
Postato da Grazia01 il Martedì, 31 luglio @ 13:47:04 CEST (3786 letture)
In ricordo






Oggi, 31 luglio è l'anniversario della nascita di Primo Michele Levi.
Egli nacque a Torino il 31 luglio 1919 e morì, sempre a Torino l'11 aprile del 1987.
Scrittore, partigiano e chimico, autore di racconti, memorie, poesie e romanzi.
Nel 1943 venne catturato dai nazifascisti e quindi, nel febbraio dell'anno successivo, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Il suo romanzo "Se questo è un uomo", che racconta le sue terribili esperienze nel lager nazista, è considerato un classico della letteratura mondiale.
Venne trovato morto nell'aprile 1987 alla base della tromba delle scale di casa sua, a seguito di una caduta; non è mai stato chiarito se la caduta che ne ha provocato la morte sia stata dovuta a cause accidentali o se sia stata un suicidio.


Vi propongo alcune sue poesie




Nulla rimane della scolara di Hiroshima

Poichè l'angoscia di ciascuno è la nostra
ancora riviviamo la tua, fanciulla scarna
che ti sei stretta convulsamente a tua madre
quasi volessi ripenetrare in lei
quando al meriggio il cielo si è fatto nero.

Invano, perché l'aria volta in veleno
é filtrata a cercarti per le finestre serrate
della tua casa tranquilla dalle robuste pareti
lieta già del tuo canto e del tuo timido riso.

Sono passati i secoli, la cenere si è pietrificata
a incarcerare per sempre codeste membra gentili.

Così tu rimani fra noi, contorto calco di gesso,
agonia senza fine, terribile testimonianza
di quanto importi agli dei l'orgoglioso nostro seme.

Ma nulla rimane fra noi della tua lontana sorella,
della fanciulla d'Olanda murata fra quattro mura
che pure scrisse la sua giovinezza senza domani:
la sua cenere muta é stata dispersa dal vento,
la sua breve vita rinchiusa in un quaderno sgualcito.

Nulla rimane della scolara di Hiroshima,
ombra confitta nel muro dalla luce di mille soli.

Vittima sacrificata sull'altare della paura.

Potenti della terra padroni di nuovi veleni,
tristi custodi segreti del tuono definitivo,
ci bastano d'assai le afflizioni donate dal cielo.

Prima di premere il dito, fermatevi e considerate.






L'approdo

Felice l'uomo che ha raggiunto il porto,
Che lascia dietro di sè mari e tempeste,
I cui sogni sono morti o mai nati,
E siede a bere all'osteria di Brema,
Presso al camino, ed ha buona pace.
Felice l'uomo come una fiamma spenta,
Felice l'uomo come sabbia d'estuario,
Che ha deposto il carico e si è tersa la fronte,
E riposa al margine del cammino.
Non teme né spera né aspetta,
Ma guarda fisso il sole che tramonta.

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La mia Bambina
Postato da brunouk il Domenica, 29 luglio @ 19:33:24 CEST (1073 letture)
Le poesie di Pegaso III
LA MIA BAMBINA







Allungo la mano in un trepido gesto
accarezzo quel viso novo di bimba
dolce è il suo tepore
nel mio sangue scorre,
ode alla vita
esplode in me sentimento eterno d’amore.

L’attimo fonde l’eternità del tempo.

Apre gli occhi, la mia bambina,
si accende una luce che splende nel buio,
stringo la sua piccola mano
promessa di padre:
“protetta per sempre, sarà la mia bambina”
viva dal nulla
voluta dall’atto d’amore.

Gli angeli cantano canzone di pace.


Bruno Gasparri
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Ho scritto il tuo nome
Postato da brunouk il Sabato, 28 luglio @ 21:42:53 CEST (1016 letture)
Le poesie di Pegaso III
Ho scritto il tuo nome

Ho scritto il tuo nome sulla sabbia
attendendo che sorga la luna e salga la marea.

Guardo l’onda
dolcemente accarezzare l’arenile
in un lento crescendo possesso
mentre il sole lentamente cala
prima d’addormentarsi
dona al cielo colori caldi
mentre brezza dal sapore d’alga e mare
mescola eterno preambolo gioco d’amore.

Nell’attimo sono l’onda,
brezza, alga e mare
tu spiaggia, sole e luna.

Voglio amarti nel ripetersi dell’onda
avvolto nel tuo vestito rosso
inebriato dal profumo e salsedine sapore
mentre tu luna sulla tua spiaggia mi attrai
per restare nella notte abbracciato a te.


Bruno Gasparri
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Pensieri e poesie sui figli
Postato da Grazia01 il Sabato, 28 luglio @ 19:38:47 CEST (1437 letture)
Poesie tematiche 2012



Questa domenica ho scelto pensieri e poesie sui



FIGLI

ne esistono di famose già pubblicate in Casatea fra gli argomenti per autore,
ne ho scelte altre altrettanto famose e, a mio parere, altrettanto belle,
mi piacerebbe leggere quelle di vostro gradimento o da voi scritte.





Una figlia. Uno sbalordimento. Una perfezione. La cosa più nuova la mondo.
così piccola. Così piena di segreti. E ogni giorno porta nuove meraviglie: poichè
ogni sorriso, ogni gesto è un incanto. Ogni cosa è inattesa. Il suo volto si illumina
quando tu.. proprio tu, entri nella sua visuale. le tue canzoni la deliziano, solo tu
sei quella che la fa addormentare a carezze, allontanare le sue paure, portarla
dalle lacrime al riso. e' così bella, così divertente, così vivace, così decisa.
E ti ama con tutto il suo cuore. Chi ha avuto una figlia così cara, non ha fallito nella vita.

Pam Brown





Dal primo momento che la vidi, una creaturina rossa illuminata dal chiarore irreale della sala operatoria,
la amai con un'intensità alla quale, la vita, fino ad allora, non mi aveva preparata....

S.Cheever




La scala di cristallo

Bene, figliolo, voglio dirti una cosa
la vita per me non è stata una scala di cristallo.
Ci furono chiodi
e schegge
e assi sconnesse
e tratti senza tappeti sul pavimento,
nudi.
Ma per tutto il tempo
ho continuato a salire
e ho raggiunto pianerottoli
voltato angoli
e qualche volta ho camminato nel buio
dove non c'era uno spiraglio di luce.

Quindi, ragazzo, non tornare indietro.
Non fermarti sui gradini
perché trovi che salire è difficile.
Non cadere adesso
perché io vado avanti, amor mio,
continua a salire
e la vita per me
non è stata una scala di cristallo.

Langston James Hughes
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luna maree e bellazza
Postato da Grazia01 il Venerdì, 27 luglio @ 19:43:52 CEST (1427 letture)
Un pensiero al giorno



Potete vangare gli oceani a vostro piacere, e passarvi l’erpice, se vi riesce, ma la luna regolerà le maree, e i venti modelleranno la loro superficie.

O. W. OLMES





Amare gli altri è una pesante croce.
Ma tu sei bella senza ghirigori,
ed il segreto della tua vaghezza
è l’enigma risolto della vita.
A primavera si sente il frullare dei sogni
ed il fruscio di novità e certezze.
Tu sei della stirpe di tali princìpi.
Come l’aria il tuo senso è spassionato.
E’ facile svegliarsi e veder chiaro,
spazzare dal cuore il pattume verbale
e vivere senza intasarsi in anticipo.
Tutto questo è una piccola scaltrezza.

BORIS PASTERNAK
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Essere "Maria"
Postato da brunouk il Venerdì, 27 luglio @ 07:56:50 CEST (961 letture)
Le poesie di Pegaso III
Essere “Maria”

Viandanti,
industriali, mercanti,impiegati e operai,
onesti o ladri,
donne, uomini, bambini e...
”POETI”;
vi voglio raccontare:............

Vi è un “popolo” temprato dal tempo
variopinto in troppi colori,
poi riunito in un drappo arcobaleno dove “PACE”
è scritta in tutte le lingue.

Questa è una storia triste,
non ridete, non piangete
perché c’è chi ride e... piange più di voi.

Ricordate?
Di re, giudici e di gente
che visse mille e mille anni fa?
ricordate i nomi di buoni e cattivi?
tempi di balli e feste, banchetti e tornei,
lacrime e morte, croce e perdono,
ricordate?

Questa è una storia che non ha tempo
si ripete e ripete
come scala infinita
che sale in cielo.

Dio!, se pure esisti
perché non fermi la mano dell’uomo?
Dio!, se pure esisti
perché non fermi il tempo?

Qualcuno ha scritto,
per tramandare ai posteri,
racconta della vita di
“MARIA”
Fanciulla e poi Donna,
Lei ha accettato nel suo essere
il compito supremo di Madre
Unica e Uguale.
In nome di un unico perché
AMORE.

L’amore per il Padre e Figlio
tanto grande, incondizionato
da ergersi in:
“Esempio, monito e speranza”.

Maria è il Nome,
invocato, amato, deriso e tradito.

Così, nell’insieme del ricordo
“essere Maria”
tra amore e indifferenza,
tra gente e giudici
senza memoria e fede,
dal cuore arido,
laici nell’odio,
rinnova un perché?
di tanto “Amore”
disperso al vento.

Bruno Gasparri
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Verrà la pioggia
Postato da Grazia01 il Giovedì, 26 luglio @ 13:45:34 CEST (1069 letture)
Le poesie e altro di Grazia V






Verrà la pioggia


Il sole risplende
sopra il cielo nero
l'opacità dell'aria
rende il cuore greve
ma verrà la pioggia
tornerà il sereno.

Una magia d'azzurro
disegnerà un arcobaleno
lo splendore restituirà
luminosità ai pensieri
cancellerà i timori.

Nell'anima divenuta lieve,
come farfalla in volo,
tornerà la speranza
che consola dentro
con un sorriso di cielo
un impeto d'amore
una promessa di vita.


Grazia
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L'amore è la chiave...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 25 luglio @ 21:34:38 CEST (865 letture)
Un pensiero al giorno







L'amore è la chiave principale
che apre tutte le porte dell'impossibile.
Amore è rivelazione improvvisa:
il bacio è sempre una scoperta.

Anonimo


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Malattia e destino
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 25 luglio @ 09:22:03 CEST (967 letture)
Recensioni III





“Crediamo che il tempo corra dal passato verso il futuro e non consideriamo che nel punto che noi chiamiamo presente si incontrato sia il passato che il futuro. Questo rapporto difficilmente immaginabile puo’ essere reso evidente dalla seguente analogia. Immaginiamo il corso del tempo come una linea diritta, un capo della quale corre in direzione passato, mentre l’altra estremità si chiama futuro.
Ora noi sappiamo però dalla geometria che in realtà non esistono linee parallele, perchè la curvatura sferica dello spazio fa si che ogni linea diritta, se noi la prolunghiamo all’infinito si chiude in un cerchio (teoria di Riemann). Quindi in realta ogni linea diritta è la sezione di un cerchio… questo vuol dire che noi viviamo sermpre in funzione del passato, o il nostro passato è stato determinato dal nostro futuro...
L’uomo viene al mondo con un corpo nuovo ma con una coscienza antica. Il livello di coscienza che porta con se è espressione di quanto appreso fino a quel momento.

da Malattia e destino
di Thorwald Dethlefsen, Rüdiger Dahlke
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Il mio buongiorno
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 25 luglio @ 08:59:09 CEST (847 letture)
Un pensiero al giorno






Che gli uccelli dell'ansia e della preoccupazione
volino sulla vostra testa, non potete impedirlo;
ma potete evitare che vi costruiscano un nido.

Proverbio Cinese



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Bobby
Postato da Grazia01 il Martedì, 24 luglio @ 20:31:12 CEST (1676 letture)
Poesie e prosa di Erri De Luca


Lo chiamavano tutti Bobby perchè tutti i cani che si incontravano per strada nei paesi di provincia si chiamavano così.
Non aveva una casa, una cuccia nè un posto fisso dove stare. Una volta lo vedevi nell’angolo tra la farmacia e la strada che portava dal giornalaio, un’altra volta stava sui gradini della chiesa e appena cercava di seguire una di quelle vecchie che alle sei del pomeriggio si avviavano per iniziare a recitare il rosario, Ferdinando il sacrestano lo cacciava via battendo i piedi per terra. Bobby scappava via, ma non per paura, ne sono convinto. Scappava per far credere a Ferdinando che anche fare il sacrestano aveva la sua bella dose di responsabilità.
I bambini che giocavano in piazza a volte lo prendevano a calci. Alcuni di loro riempivano buste di plastica con l’acqua della fontanina della piazza per lanciargliele addosso. Il cane scappava, ma poi si lasciava stringere in un angolo e si faceva bagnare tutto: Bobby non soffriva per questo: sapeva di far divertire quei ragazzi che da grandi non avrebbero più tirato buste piene d’acqua addosso ai cani ma forse avrebbero incontrato una donna che avrebbe impedito loro anche di sorridere.
Era un cane intelligente Bobby lo sapeva e non pretendeva che qualcuno gli dicesse che era un cane intelligente.
Da una sera di novembre non fu più visto in quella piazza. Il bidello del circolo dei pensionati, per alcuni giorni, gli portò da mangiare come sempre verso le tre del pomeriggio. Non vedendolo più per qualche giorno, rinunciò. Anche Ferdinando il sacrestano chiese in giro del cane. Per un po’ fu così, ma Bobby era davvero un cane intelligente e sapeva che per non dare dolore a volte è meglio morire lontano da quelle persone che magari vorrebbero anche dispiacersi e dire : – però è un peccato, gli mancava la parola !-
Così una notte di novembre Bobby si lasciò infilare in un cassonetto dell’immondizia da alcuni giovani che avevano voglia di bere e divertirsi e quando si ritrovò catapultato nel buio di un camion tra lattine, cartoni e cattivi odori, non volle abbaiare per non dare un dispiacere nemmeno a chi per mestiere raccoglie immondizie.
Così anche quella notte volle sorridersi addosso e farsi contento.
Si finse carta senza abbaiare.

Erri De Luca
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Doppia nostalgia
Postato da brunouk il Martedì, 24 luglio @ 14:34:01 CEST (1162 letture)
Le poesie di Pegaso III
Doppia NOSTALGIA

Terra lontana dalle molte promesse
nuova, diversa è tutta la veste,
vita, colori, profumo, grida e gente
tutto si fonde e confonde in un tremito
compresso nel profondo del cuore.

Stretto nel petto la nostalgia del ricordo;
non c’ è il rumore della città lontana
non c’ è l’amico che di mattino saluta
confusa la mente da uno strano silenzio.

Immobile siedo sulla roccia tagliente
davanti al mare che fonde nel cielo
guardo l’onda rotolare potente
infrangersi sulla spiaggia rovente
piccole bianche nubi spinte dal vento
danzano nel cielo sbiadito dal sole.

Solo, sperduto nell’immenso del tempo
chiudo gli occhi per ritrovarmi con lei
mentre m’avvolge con il suo calore d’amore
sprigiona sconosciuto vergine profumo
libero
fonde nell’aria limpida come cristallo
vola di fiore in fiore
come un’ape che di nettare s’inebria,
danza cantando allegra melodia
con la dolcezza stupita nel cuore
che batte e batte
mentre il tempo scivola via.


Bruno Gasparri
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Romano Battaglia ci ha lasciato
Postato da Grazia01 il Lunedì, 23 luglio @ 07:54:52 CEST (1066 letture)
Pensieri e poesie di Romano Battaglia





E' morto nella sua Versilia.

Ieri, 22 luglio, Romano Battaglia ci ha lasciato, dopo una breve malattia, a Marina di Pietrasanta (Lucca), dov'era nato il 31 luglio 1933.
Giovanissimo, aveva iniziato la sua carriera di giornalista prima come inviato speciale della Rai, poi come autore e conduttore di numerose rubriche, tra cui la famosa ''Tg l'una''. Battaglia è stato animatore e conduttore della Versiliana per moltissimi anni, e da quello che era uno dei più famosi 'salotti' estivì sono passati attori e cantanti, scrittori e registi e, soprattutto, i politici della prima e della seconda Repubblica. Come scrittore Battaglia si è cimentato in quasi tutti i generi letterari: dalle poesie ai romanzi, ai libri per ragazzi. Moltissimi i premi che nel corso della sua carriera ha ricevuto sia come giornalista sia come scrittore.




Trascorriamo la vita sperando in un domani diverso che non verrà mai.
Accumuliamo denaro e case nella speranza che un giorno queste ricchezze
ci serviranno per vivere meglio, lasciamo passare il tempo
con la convinzione che tutto ciò diventi verità.
Ma la verità è nel nostro presente e non ci accorgiamo degli attimi che da soli
valgono un'intera esistenza per il loro significato.



Addio Romano...ci restano i tuoi pensieri
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Il cibo in poesia e prosa
Postato da Grazia01 il Sabato, 21 luglio @ 21:59:08 CEST (1108 letture)
Poesie tematiche 2012


Il cibo in poesia e prosa





Il tema appare meno romantico del solito, ma senza dubbio anche il cibo dona emozioni...
...perche' il cibo e' poesia... il cibo e' vita di tutti giorni... scandisce le nostre giornate...
ci accompagna...

Sensazioni e stati d'animo si mescolano a sapori e profumi...
Non solo cibo ma anche vino... il buon vino e' protagonista ...il buon vino e' cultura e piacere...



E quando addentate una mela, ditele nel vostro cuore:
“I tuoi semi vivranno nel mio corpo,
E i tuoi germogli futuri sbocceranno nel mio cuore,
La loro fragranza sarà il mio respiro,
E insieme gioiremo in tutte le stagioni.”

KAHLIL GIBRAN




Dio fece il cibo, il diavolo i cuochi!
K. Gilbran



Opera buffa

"Dopo il non far nulla, io non conosco occupazione per me più deliziosa del mangiare, mangiare come si deve, intendiamoci. L'appetito è per lo stomaco ciò che l'amore è per il cuore. Lo stomaco vuoto rappresenta il fagotto o il piccolo flauto, in cui brontola il malcontento o guaisce l'invidia; al contrario, lo stomaco pieno è il triangolo del piacere oppure i cembali della gioia. Quanto all'amore, lo considero la prima donna per eccellenza, la diva che canta nel cervello cavatine di cui l'orecchio si inebria e il cuore ne viene rapito. Mangiare e amare, cantare e digerire: questi sono in verità i quattro atti di questa opera buffa che si chiama vita, e che svanisce come la schiuma di una bottiglia di champagne.
Chi la lascia fuggire senza averne goduto, è un pazzo."

G. Rossini




Lo si schiaccia dolcemente tra lingua e palato; lentamente fresco e delizioso, comincia a fondersi: bagna il palato molle, sfiora le tonsille, penetra nell’esofago accogliente e infine si depone nello stomaco che ride di folle contentezza.

G. Flaubert




In una delle pagine più celebri e citate della letteratura, il sapore e il profumo di una madeleine, grazie a un'improvvisa e travolgente sinestesia, riportano alla memoria di Marcel Proust la sua infanzia. Questa sensazione, e la necessità di trasformarla in scrittura, dà origine all'intero ciclo di Alla ricerca del tempo perduto, un romanzo dove le pagine legate al cibo sono assai numerose e intense: basti pensare al ruolo centrale di Francoise, la cuoca della zia Léonie, alla passione per il gelato dell'amata Albertine.

Anche l'altro grande romanzo che apre il Novecento letterario, l'Ulisse di Joyce, inizia illustrando i gusti del protagonista Leopold Bloom, certo assai meno raffinati di quelli di Proust: «Mr Leopold Bloom mangiava con gran gusto le interiora di animali e di volatili. Gli piaceva la spessa minestra di rigaglie, gozzi piccanti, un cuore ripieno arrosto, fette di fegato impanate e fritte, uova di merluzzo fritte. Più di tutto gli piacevano i rognoni di castrato alla griglia che gli lasciavano nel palato un fine gusto d'urina leggermente aromatica».

La simbiosi di parole e sapori non è un frutto della modernità: basti pensare, tra i capolavori della letteratura antica, a un «poema-mondo» come l'Odissea, che illustra ed esemplifica il variegato e complesso rapporto tra letteratura e cibo. Nel corso dei secoli questi intrecci si sono ulteriormente arricchiti, tanto che è possibile immaginare una molteplicità di percorsi di lettura sul tema dell'alimentazione.




Tempo verrà
di DEREK WALCOTT


Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.




Ode al pomodoro
di Pablo Neruda

La strada
si riempì di pomodori,
mezzogiorno,
estate,
la luce
si divide
in due
metà
di un pomodoro,
scorre
per le strade
il succo.
In dicembre
senza pausa
il pomodoro,
invade
le cucine,
entra per i pranzi,
si siede
riposato
nelle credenze,
tra i bicchieri,
le matequilleras
la saliere azzurre.
Emana
una luce propria,
maestà benigna.
Dobbiamo, purtroppo,
assassinarlo:
affonda
il coltello
nella sua polpa vivente,
è una rossa
viscera,
un sole
fresco,
profondo,
inesauribile,
riempie le insalate
del Cile,
si sposa allegramente
con la chiara cipolla,
e per festeggiare
si lascia
cadere
l'olio,
figlio
essenziale dell'ulivo,
sui suoi emisferi socchiusi,
si aggiunge
il pepe
la sua fragranza,
il sale il suo magnetismo:
sono le nozze
del giorno
il prezzemolo
issa
la bandiera,
le patate
bollono vigorosamente,
l'arrosto
colpisce
con il suo aroma
la porta,
è ora!
andiamo!
e sopra
il tavolo, nel mezzo
dell'estate,
il pomodoro,
astro della terra,
stella
ricorrente
e feconda,
ci mostra
le sue circonvoluzioni,
i suoi canali,
l'insigne pienezza
e l'abbondanza
senza ossa,
senza corazza,
senza squame né spine,
ci offre
il dono
del suo colore focoso
e la totalità della sua freschezza.

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Oggi è l'anniversario della nascita di Hemingway
Postato da Grazia01 il Sabato, 21 luglio @ 18:57:56 CEST (1167 letture)
Racconti e altro di Hemingway




Nato il 21 luglio 1899 a Oak Park, Illinois, USA, Ernest Hemingway è lo scrittore simbolo del Novecento letterario, colui il quale ha saputo rompere con una certa tradizione stilistica riuscendo ad influenzare successivamente generazioni intere di scrittori.

da I quarantanove racconti

Andando dove dovete andare, facendo quel che dovete fare, vedendo quel che vi tocca vedere, lo strumento che usate per scrivere si rovina e si smussa. Ma preferisco che sia smussato e dovergli ridare forma e affilarlo di nuovo sulla mola,
sapendo di avere qualcosa da scrivere, anzichè averlo lucido e brillante e non aver niente da dire, averlo liscio e ben oliato, ma inutilizzato, in un cassetto. Adesso è necessario tornare a lavorar di mola. Mi piacerebbe vivere tanto da poter scrivere altri tre romanzi e venticinque racconti.
Ne so di quelli buoni.




I vecchi non diventano saggi, diventano attenti

Non lo disse ad alta voce perché sapeva che a dirle, le cose belle non succedono.

Il mondo è un bel posto e per esso vale la pena di lottare

I bei libri si distinguono perché sono più veri di quanto sarebbero se fossero storie vere.

Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno,
ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi.




Su un giornale

Su un giornale
Ho visto la foto di un manganello,
Coperto di borchie di ferro
E con un chiodo d'acciaio sulla punta.
Ho pensato:
Dio, farlo dondolare sarebbe proprio bello;
E avevo una gran voglia d'impugnarlo
E sentirlo scricchiolare sulla testa di qualche unno-
Preferibilmente disarmato -
E un altro
E un altro, e un altro.
Dio, non sarebbe bello?
- Sfondare il cranio,
- E vederne sprizzare il sangue come quando accoppano i manzi
al mattatoio?
Se gridasse "Kamerad",
Dài!
Lo stesso pomeriggio ho visto uno svedese,
Alto e biondo, la faccia di bambino,
Ubriaco, resisteva a tre poliziotti
Che cercavano di estrarlo dall'auto.
Il più grosso ha calato lo sfollagente sulla testa del ragazzo,
Con un colpo che si è sentito fino a qui;
Non il lugubre "bonf" di un manganello
Ma uno sparo
Poi tutti l'han percosso e lui è caduto,
L' hanno tirato su per una scala,
Col viso insanguinato che sbatteva, sbatteva, sbatteva,
Sui gradini.
Gesù! Sono io quello
Che voleva adoprare
Il manganello?


Ernest Hemingway
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