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ESISTE UNA CITTA’
Postato da Grazia01 il Lunedì, 21 marzo @ 15:43:41 CET (1267 letture)
Poesie e altro di Hesse I



ESISTE UNA CITTA’


Esiste una citta’ sperduta nell’azzurro del cielo,
dove le anime vaganti sono una nota in armonia


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Il ritratto nel Seicento
Postato da Grazia01 il Domenica, 20 marzo @ 18:29:48 CET (1137 letture)
ARTE II
continua da

Il ritratto nel Seicento




Fu il verbo pittorico di Tiziano a fecondare la creatività seicentesca per il ritratto. La lezione del grande Vecellio realizzò veri e propri capisaldi della ritrattistica europea che divennero il seme per lo sviluppo del secolo successivo. Non si possono infatti immaginare le vesti papali nel Ritratto di Innocenzo X di Velazquez senza la lezione coloristica del tocco di velluto che Tiziano mise indosso a Pietro l'Aretino.



Diego Velazquez, Ritratto di Innocenzo X, Galleria Doria Pamphilj.
Realizzato nel 1650, il dipinto mostra come il pittore spagnolo abbia assimilato perfettamente la lezione di Tiziano, soprattutto per quanto riguarda il sapiente uso dei colori.


Sono i contrasti repentini di colore, tutto giocato sulla tonalità del rosso, a dare, nell'un caso e nell'altro, il senso di una stoffa che vien voglia di toccare. Del resto non è neppure possibile pensare ai capolavori di van Dyck senza passare per la lezione di Tiziano, anche se qui la relazione si fa scoperta perché il grande fiammingo era stato allievo di Pieter Paul Rubens, che al maestro veneto aveva guardato con interesse e umiltà.



Anton van Dyck, Carlo I d'Inghilterra, Louvre, Parigi.
Si tratta di una delle opere (datata 1635) dedicate al sovrano britannico dall'artista fiammingo. La scena non è dominata unicamente da Carlo I, che si trova vicino ai suoi servitori e al suo cavallo.



La lezione di Tiziano si perpetua anche nelle scelte meno appariscenti, a cominciare da quelle che aveva sperimentato nel Ritratto di Carlo V a cavallo, vero e proprio modello di riferimento tanto per Velazquez con il suo Flippo IV a cavallo, quanto per van Dyck con il suo Carlo I a cavallo, conservato alla National Gallery di Londra, dove il sovrano è in armatura come il suo modello, per così dire, veneto-spagnolo. Solo che qui, a ben guardare, c'è un particolare in più, che è la spia della vera novità: il famiglio che, timidamente, quasi nascosto, come a teatro entra in scena dalla quinta di destra per offrire al sovrano l'elmo, l'unico pezzo mancante della sua scintillante armatura.
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Primavera
Postato da rosarossa il Domenica, 20 marzo @ 10:58:59 CET (998 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VI





Nitida è l'aria, limpido il cielo,
prati verdi come vasti tappeti ricamati di
fiori azzurri e bianche margherite,
ti attendono per dirti; benvenuta!





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Tu sei come una terra
Postato da Grazia01 il Sabato, 19 marzo @ 00:04:28 CET (1351 letture)
Poesie di Pavese



Tu sei come una terra


Tu sei come una terra
che nessuno ha mai detto.
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ELOGIO DELL’UOMO INVISIBILE
Postato da Grazia01 il Giovedì, 17 marzo @ 20:44:05 CET (1983 letture)
Argomenti vari III
ELOGIO DELL’UOMO INVISIBILE

Chi lo vede ha davvero occhio.

Perché l'artista cinese Liu Bolin è un camaleonte. Lo si può confondere con un murales, con un albero nel bosco o con lo scaffale del supermercato.
Uno scrittore spiega il significato etico (ed estetico) del mimetismo. E la depravazione morale del suo opposto: il trasformismo .



Dragon Series n° 4

Per le sue performance, Liu Bolin, 37 anni, di Shandong,
laureato all’Accademia di Pechino, impiega anche sette ore di trucco.
"Vorrei smussare le mie asperità per spennellarmi negli interstizi del presente.
Come fa il succo di acero o il serpe delle cantine"

C’ERANO NELLA MIA CITTÀ
al tempo del fascismo due fratelli, ferventi discepoli dell'anarchia. Le loro idee erano ben note a tutti in città, cionondimeno erano tenuti in gran conto. Perché erano due persone veramente per bene, e poi perché erano i migliori operai congegnatori che si fossero mai visti. C'è stato un tempo in cui le capacità professionali e la dirittura morale godevano di molta considerazione presso l'opinione della gente. Nelle fotografie segnaletiche della polizia politica e nei ritratti di circostanza che si erano fatti fare per una festa della città, vedo due giovani uomini dallo sguardo diritto, vestiti di abito scuro e camicia candida, in qualche modo, assieme modesti ed eleganti. Due bei giovani. Per tutto il Ventennio, pur se segnalati come sovversivi, non hanno mai fatto un solo giorno di carcere o di confino; la loro professionalità era strategica ai fini bellici perché erano gli unici in grado di lavorare con più precisione degli stessi strumenti di misura. Lavoravano in una grande fabbrica meccanica che produceva cannoni e senza di loro non si poteva esser certi che quei cannoni sarebbero andati mai a bersaglio.



Supermarket II

L'artista si trasforma in uno scaffale di lattine.
L’opera appartiene alla serie Hiding in the City, del 2010, cioè, nascondendosi in città.
"Vorrei avere io le qualità del prode Liu Bolin.
Vivere la mia epoca senza dare in inutili escandescenze. Insetto che si fa filo d'erba"

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L'attesa
Postato da r.chesini il Giovedì, 17 marzo @ 17:38:26 CET (1154 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II



L'attesa



Attendevo te e rivedevo quella bocca

gabbia aperta che solo le labbra

sanno chiudere........




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Buon compleanno Italia - Per un pugno di terra - Verga
Postato da Grazia01 il Giovedì, 17 marzo @ 11:01:48 CET (3068 letture)
Racconti di Verga


Buon compleanno Italia

150 anni insieme -

Per un pugno di terra - Giovanni Verga -


Con attenzione Verga analizza la reazione dei ceti più miseri e alle nuove prospettive aperte dalla conquista garibaldina della Sicilia. Una reazione rabbiosa, frutto dell' esclusione secolare dalla vita sociale, in cui i contadini erano stati tenuti da secoli, che si manifestò con atti di violenza incontrollata e con l'acuirsidi rivalità all'interno stesso delle masse. Il brano si riferisce precisamente alla rivolta, scoppiata a Bronte nel 1860.

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Il cuore e la materia
Postato da Grazia01 il Giovedì, 17 marzo @ 10:40:06 CET (1016 letture)
Poesie e prosa di Gibran I


Il cuore e la materia


Tutte le cose qui vivono e brillano con le luci
del giorno e lo splendore della notte.
Tu e la pietra siete una sola cosa.



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Dallo «Zibaldone»
Postato da Grazia01 il Giovedì, 17 marzo @ 10:32:19 CET (1043 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere II


Chi più si ama meno può amare. [1723]

[ ... ] nell’amore, ch’è lo stato dell’anima il più ricco di piaceri e d’illusioni, la miglior parte, la più dritta strada al piacere, e a un’ ombra di felicità, è il dolore. [142]

lo non ho mai sentito tanto di vivere quanto amando, benché tutto il resto del mondo fosse per me come morto. L’amore è la vita e il principio vivificante della natura, come l’odio il principio distruggente e mortale. Le cose san fatte per amarsi scambievolmente, e la vita nasce da questo. Odiandosi, benché molti odi sono anche naturali, ne nasce l’effetto contrario, cioè distruzioni scambievoli, e anche rodimento e consumazione interna dell’ odiatore. [59]

Giacomo Leopardi

Biografia
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IL TUO SALOTTO BIANCO E ROSSO
Postato da rosarossa il Mercoledì, 16 marzo @ 21:25:49 CET (940 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VI

IL TUO SALOTTO BIANCO E ROSSO


Un mattino d'estate, la tua dolcezza,
il cielo azzurro, il mare.
Meraviglioso incontro in cui pensavo
poterti parlare,
del nostro tanto contestato amore.



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VILLA ROMANA DEL CASALE A PIAZZA ARMERINA
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 16 marzo @ 21:02:31 CET (1707 letture)
I patrimoni dell'umanità - Italia
VILLA ROMANA DEL CASALE
A PIAZZA ARMERINA




INGRESSO
A meno di 10 chilometri da Piazza Armerina si incontra
la fastosa villa che risale al IV secolo d.C.
e si stende su tre livelli per una superficie di 3.500 metri quadri.
E' famosa soprattutto per i suoi splendidi mosaici.



LA VILLA DEL CASALE, PRESSO L'ABITATO DI PIAZZA ARMERINA,
È SENZA DUBBIO LA PIÙ GRANDE E LA PIÙ LUSSUOSA RESIDENZA
ROMANA CONOSCIUTA. LA QUALITÀ E L'ESTENSIONE
DEI SUOI MOSAICI PAVIMENTALI, STRAORDINARIAMENTE RICCHI
PER VALORE ARTISTICO E VIVACITÀ TEMATICA,
NE FANNO UN EDIFICIO ASSOLUTAMENTE UNICO AL MONDO,
UNA SORTA DI "OTTAVA MERAVIGLIA" DELL'ARCHEOLOGIA.




Seguendo il percorso obbligatorio della visita, si scoprono prima le terme con i Praefurnia,
dove veniva riscaldata l'acqua delle terme.


la Villa del Casale è una testimonianza fondamentale sulla civiltà romana: i suoi mosaici,
oltre a evidenziare un originale linguaggio figurativo, sono un
eccezionale documento di costume, che ha consentito di approfondire
molti aspetti della vita quotidiana e degli scambi culturali nel tardo Impero Romano.



Peristilio rettangolare, grande ambiente centrale della villa con piscina

LA RESIDENZA DI UN UOMO IMPORTANTE

Fin dall'inizio degli scavi, nel 1950, apparve chiaro che si trattava della residenza di un ricco proprietario o dell'amministratore di un grande latifondista. Due ritratti rinvenuti all'interno della villa, in particolare, potrebbero rappresentare i membri della famiglia del proprietario. Gli studi stratigrafici rivelano che la prima versione della villa fu concepita in un periodo che oscilla dal primo secolo dell'era cristiana fino all'epoca della Tetrarchia, alla fine del III secolo. Diversi elementi sembrano indicare che l'edificio fu distrutto da un terremoto nel primo decennio del IV secolo.



Amorini pescatori e vendemmiatori: sono raffigurati in un mosaico del peristilio.

Sui resti della vecchia villa ne fu edificata una nuova, caratterizzata da una grandiosa monumentalità. Databile tra il 320 e il 370, la fastosa costruzione lascia intuire che fu commissionata, se non da un imperatore romano, almeno da un ricco possidente terriero della regione. Alcuni studiosi sostengono l'ipotesi che l'edificio appartenesse al potente Massimiano, generale di Diocleziano, ma, a meno di qualche futuro ritrovamento epigrafico, il problema pare lontano da una soluzione certa. Malgrado il progressivo degrado, la villa rimase abitata almeno fino all'età bizantina (VIII secolo), con uno sviluppo ancora più tardo su parte delle rovine, intorno alle quali nei secoli X-XII s'insediò un abitato normanno.
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Forse sarei più sola...
Postato da Grazia01 il Martedì, 15 marzo @ 11:06:58 CET (1073 letture)
Poesie e altro di Dickinson
-IX-


Forse sarei più sola

Senza la mia solitudine

Sono cosi' abituata al mio destino-



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Idi di Marzo
Postato da Paolo il Martedì, 15 marzo @ 10:14:48 CET (1450 letture)
Le opere di Paolo II Il 15 Marzo, nel calendario Romano, di quel mese indicava le Idi.


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ARIA DI NOTTURNO
Postato da Grazia01 il Martedì, 15 marzo @ 00:00:10 CET (1601 letture)
Poesie di Lorca





ARIA DI NOTTURNO


Ho molta paura
delle foglie morte,
paura dei prati
coperti di rugiada.



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Benvenuto Orazio
Postato da Grazia01 il Lunedì, 14 marzo @ 21:35:42 CET (923 letture)
Messaggi II


Un cordiale benvenuto a Orazio, ora Casatea è anche casa tua.
In attesa di vedere quanto vorrai proporre, ti porgo i miei migliori saluti.

Grazia
a nome dello staff
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IL POETA
Postato da Grazia01 il Lunedì, 14 marzo @ 20:56:12 CET (1204 letture)
Poesie e prosa di Gibran I

Sono uno straniero in questo mondo. Sono uno straniero e in questa mia condizione vivo un isolamento profondo e una solitudine sofferente al pensiero di una nazione magica che non conosco. Sono perseguitato da sogni abitati da spiriti provenienti da una landa remota che i miei occhi non hanno mai visto. Sono uno straniero tra la mia famiglia e i miei amici, se incontrassi uno di loro, direi tra me e me: "Chi è costui? Come l'ho conosciuto? Che cosa mi lega a lui? Perché sono seduto al suo fianco?"
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PENSIERI LXIX / LXXIII - Giacomo Leopardi
Postato da Grazia01 il Domenica, 13 marzo @ 21:15:54 CET (911 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere II



Pensieri

LXIX.
Dalla famosa lettera di Cicerone a Lucceio, dove induce questo a comporre una storia della congiura di Catilina, e da un’altra lettera meno divulgata e non meno curiosa, in cui Vero imperatore prega Frontone suo maestro a scrivere, come fu fatto, la guerra partica amministrata da esso Vero; lettere somigliantissime a quelle che oggi si scrivono ai giornalisti, se non che i moderni domandano articoli di gazzette, e quelli, per essere antichi, domandavano libri; si può argomentare in qualche piccola parte di che fede sia la storia, ancora quando è scritta da uomini contemporanei e di gran credito al loro tempo.
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La Canzone Dell’amore Perduto
Postato da Grazia01 il Sabato, 12 marzo @ 14:01:14 CET (1171 letture)
Testi canzoni I


La Canzone Dell’amore Perduto


Ricordi sbocciavan le viole
con le nostre parole
“Non ci lasceremo mai, mai e poi mai”,

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La prima rosa
Postato da rosarossa il Sabato, 12 marzo @ 00:32:44 CET (1398 letture)
Poesie di Negri


La prima rosa


ADA NEGRI

Pieni di luce e di vita sono questi versi che nella bella rosa,
sbocciata prima di tutte nel giardino,
cantano la bellezza e la gioia di ogni primato.



Ieri, quando sbocciò la prima rosa
sulla rama più alta del rosaio
che scavalca il muretto di ponente,



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IL PASSERO SOLITARIO
Postato da r.chesini il Venerdì, 11 marzo @ 10:15:29 CET (1280 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini I


IL PASSERO SOLITARIO

Un giorno un passerotto incontra un cane lupo e gli
chiede: tu chi sei ? e il cane rispose : sono un cane lupo.



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Il ritratto nel Rinascimento
Postato da Grazia01 il Giovedì, 10 marzo @ 20:22:54 CET (2242 letture)
ARTE II
Continua da

Il ritratto nel Rinascimento

La grande rivoluzione rinascimentale in relazione al tema del ritratto riguarda da una parte la diffusione di quello che ormai si avvia a essere un vero e proprio genere pittorico e, dall'altra, il recupero pieno della capacità imitativa, laddove la ricerca della verità fisionomica diviene, ormai, anche capacità d'introspezione psicologica. Sarà, infatti, proprio con il Quattrocento che il ritratto comincerà ad assumere particolare dignità artistica e, grazie alla sempre più radicata presenza della nascente classe borghese e di quella mercantile nella società di allora, il genere vedrà allargare enormemente la schiera dei committenti.



Ritratto di Giuliano de' Medici di Sandro Botticelli, Accademia Carrara, Bergamo,
il maestro fiorentino rispetta i canoni della ritrattistica del Quattrocento,
con il soggetto dipinto di profilo e a mezzo busto.


Non saranno più soltanto i sovrani a essere immortalati nel ritratto, ma potranno godere di questa opportunità aristocratici, mercanti, gran dame e prelati come quelli ripresi da Petrus Christus, Petrus Campin o Hans Memling, che naturalmente concentrano, il più delle volte, l'attenzione sul volto. Il taglio, in genere a mezzo busto, è poco al di sotto delle mani piegate sul petto, magari sottolineate dalla presenza di una sorta di travetta sulla quale è mimata l'incisione della firma dell'artista, oppure, il nome del personaggio e altre scritte come nel caso del Timotheus di van Eyck. Antonello da Messina si divertirà con l'inganno ottico del foglietto, che pare appena dispiegato e inchiodato, con la firma, la data, o altre indicazioni.



Opera del fiammingo Petrus Cristus,
specializzato nei ritratti di personaggi appartenenti all'aristocrazia locale,
Il suo Ritratto di giovane donna, Gemaldegalerie, Berlino, risale alla metà del XV secolo.
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Files composti col lapis
Postato da Paolo il Giovedì, 10 marzo @ 20:09:11 CET (979 letture)
Le opere di Paolo II


Idi di marzo a cuscinate



‘Signora Lalla, dove sei? T’aggiri
Nella tua casa piena di panchetti’
(Marino Moretti)

Se potessimo ritornare a scuola, cosa troveremmo? Al cinema di molti anni fa, Paolo Barca pretendeva d’insegnare l’educazione sessuale che non conosceva. Era più credibile la sua matura e vogliosa collega Rosaria. Nel suo film precedente, Orlando si avvicinava alla prostituta Ofelia allontanandosi dalla mamma Federica.
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L'autunno del corpo
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 09 marzo @ 21:27:57 CET (1692 letture)
Poesie e prosa di Gibran I

L'autunno del corpo conduce all'inverno, che è necessario perché sorga una nuova primavera.
Lo spirito deve passare da una stagione all'altra.
E per ogni stagione deve compiere i propri errori e deve valorizzare le proprie virtù. Le nostre virtù maturano solo tramite la vita.
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ALL’ORECCHIO DI UNA RAGAZZA
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 09 marzo @ 10:37:28 CET (1074 letture)
Poesie di Lorca





ALL’ORECCHIO DI UNA RAGAZZA


Non volli.
Non volli dirti nulla.
Vidi nei tuoi occhi
due alberelli folli.
Di brezza, di risa e d'oro.
Si dimenavano.
Non volli.
Non volli dirti nulla.


FEDERICO GARCIA LORCA

Biografia
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Rispetta la tua terra, uomo
Postato da Grazia01 il Martedì, 08 marzo @ 17:26:31 CET (1440 letture)
Le poesie e altro di Grazia III






Rispetta la tua terra, uomo


Rispetta la tua terra
e rispetta la tua donna
sono le fonti della vita
Da loro nasci
a loro affidi i tuoi semi
da loro nascono i tuoi frutti
Come la terra ha bisogno d’acqua
la tua donna è assetata d’amore
Ascoltala quando ti guarda
non solo quando ti parla
Guarda i suoi occhi fiduciosi
solo da lei sarai dissetato
con il suo amore
ha senso il tuo cammino
come la terra
ti donerà i suoi fiori,
non le tradire mai
o perderai te stesso.


Grazia
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Sorriso meraviglioso di donna
Postato da Marhiel il Martedì, 08 marzo @ 17:20:30 CET (1109 letture)
Le poesie di Mariella Mulas II




Sorriso meraviglioso di donna

"Dono dell'istante,
tu sei del tempo
che ha essenze
del tuo respirare...
E, quel tempo
che t'accudisce
ascoltando i tuoi sogni,
esalta, anno dopo anno,
sorprese del tuo cuore,
e lo pone di parole
e di emozioni
in ogni sguardo
che t'incontra e ti ama,
premuroso e attento
ai sorrisi che chiedi
di rimando al tuo,
meraviglioso di donna!"


Mariella Mulas


Mariella me l'ha dedicata, wow che meraviglia, grazie!!!
io la ridedico alla valente autrice, un abbraccio di cuore.
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Alla sua donna
Postato da Grazia01 il Martedì, 08 marzo @ 10:03:31 CET (814 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere II




XVIII
ALLA SUA DONNA



Cara beltà che amore
Lunge m'inspiri o nascondendo il viso,
Fuor se nel sonno il care
Ombra diva mi scuoti,
O ne' campi ove splenda
Più vago il giorno e di natura il riso;
Forse tu l'innocente
Secol beasti che dall' oro ha nome,
Or leve intra la gente
Anima voli? o te la sorte avara
Ch' a noi t'asconde, agli avvenir prepara?
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Il bosco
Postato da Grazia01 il Lunedì, 07 marzo @ 20:30:56 CET (1345 letture)
Poesie e prosa di Gibran I






In questo bosco esiste qualche cosa, oltre agli alberi che svettano, alle piante rampicanti
e ai fiori dai soavi profumi, che non può essere vista dal mio sguardo?
In esso si trova qualcosa, oltre ai cinguettii dei volatili e ai richiami degli scoiattoli,
che non può essere udito dalle mie orecchie?
Forse in esso c'è qualche immagine, voce e profumo che i miei sensi non riescono a percepire?
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Citta del Vaticano
Postato da Grazia01 il Lunedì, 07 marzo @ 12:14:59 CET (1345 letture)
I patrimoni dell'umanità - Italia


CITTÀ DEL VATICANO

SANTA SEDE

LA CITTÀ DEL VATICANO, SORTA SULLA BASE DEI PATTI LATERANENSI STIPULATI FRA LA SANTA SEDE E L'ITALIA L'Il FEBBRAIO 1929, È LO STATO PIÙ PICCOLO DEL MONDO: SI ESTENDE SU DI UNA SUPERFICIE DI 44 ETTARI, DI CUI UN TERZO È OCCUPATO DA EDIFICI, UN TERZO DA CORTILI E PIAZZE E PER IL RESTO DA SPLENDIDI E ACCURATISSIMI GIARDINI. L'ENTRATA PRINCIPALE È COSTITUITA DALL'ARCO DELLE CAMPANE IN PIAZZA SAN PIETRO, DOVE SI INNALZA IL PIÙ GRANDE TEMPIO DELLA CRISTIANITÀ: LA BASILICA DI SAN PIETRO.




L'interno della cupola di San Pietro è suddiviso in sedici costoloni
e ornato dai mosaici dei Quattro Evangelisti.


La chiesa attuale sorge sulle fondamenta dell'antica basilica di Costantino, fondata nel 324 d.C. da papa Silvestro I per accogliere degnamente le spoglie dell'apostolo Pietro, rnartirizzato a Roma all'epoca di Nerone. Davanti al suo altare maggiore vennero incoronati diversi imperatori, fra i quali lo stesso Carlo Magno nella notte di Natale dell'anno 800.

UNA CUPOIA GIGANTESCA

Nel 1452, sotto il pontificato di Niccolò V, furono commissionati a Bernardo Rossellino dei lavori di ristrutturazione della basilica, ma tre anni dopo, alla sospensione dei lavori, le pareti raggiungevano a malapena i tre metri d'altezza.



Nel 1506 papa Giulio II decise di abbandonare l'opera di restauro dell'antica basilica e di procedere al suo totale abbattimento al fine di costruire una nuova chiesa. Il compito venne affidato a uno dei più grandi architetti del tempo, il Bramante, che ideò una pianta a croce greca e una grande cupola centrale sul modello del Pantheon di Agrippa. Alla sua morte il progetto non era stato ancora portato a termine, e i suoi successori continuarono i lavori sempre indecisi tra la pianta a croce greca e quella a croce latina.



I restauri sugli affreschi della Cappella Sistina ci hanno restituito il vero volto del capolavoro di Michelangelo, celato sotto strati di colla e fuliggine.

Nel 1546 Michelangelo, su incarico di papa Paolo III, riprese il progetto del Bramante e iniziò la costruzione di una gigantesca e luminosa cupola a doppia calotta, che fu conclusa solo fra il 1588 e il 1590 sotto la direzione di Giacomo della Porta e di Domenico Fontana. Si tratta di un'opera veramente prodigiosa, straordinaria per la sua leggerezza, che sembra levarsi nel cielo a dispetto delle enormi dimensioni.
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Se sognassimo...
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 marzo @ 18:21:21 CET (1219 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni II

Se sognassimo tutte le notti la stessa cosa, ne saremmo colpiti quanto dagli oggetti che vediamo tutti i giorni. E se un artigiano fosse sicuro di sognare tutte le notti, per dodici ore filate, di essere re, credo che sarebbe felice quasi come un re che sognasse ogni notte, per dodici ore, di essere un artigiano.
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