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IL SUO NOME NON E' AMORE
Postato da rosarossa il Venerdì, 14 gennaio @ 18:34:12 CET (1149 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VI




IL SUO NOME NON E' AMORE



Gli occhi gioiosi di un bimbo il suo sorriso
sono l'emblema dell'amore vero,
quella luce di purezza rara che
contorna l'angelico suo viso




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Gli angeli nella pittura del seicento
Postato da Grazia01 il Venerdì, 14 gennaio @ 10:58:19 CET (2380 letture)
ARTE I
Parte precedente




Gianlorenzo Bernini, Angelo con cartiglio, Sant'Andrea delle Fratte, Roma. La veste dell'angelo si anima nelle mani dell'artista, che riesce a conferire al marmo una sorprendente leggerezza.

Gli angeli del seicento

Con il Barocco prima e il Rococò dopo, la nuova iconografia dell'angelo bambino diventa una delle più diffuse e frequentate dai grandi artisti dell'epoca. Il motivo è semplice e questa volta si allontana, in parte, dalla teologia (ma non la contraddice): quello del puttino è un soggetto che, oltre a suscitare un sentimento di tenerezza, offre enormi possibilità pittoriche nella resa della morbidezza della carne e della setosità della pelle. Lo sa bene Rubens che nella tela Cristo, San Giovanni e angeli (Wilton House) si diverte a ridurre tutti a una dimensione infantile per far giocare Gesù bambino con il piccolo Giovanni Battista e con un paio d'angioletti, meglio, cherubini, che completano la compagnia.



Guido Reni, Cupido dormiente, collezione privata.


Si tratta di uno spunto che consente all'artista di sfoggiare tutta la sua capacità tecnica riuscendo a invogliare chi guarda fino al punto di desiderare di prendere a pizzicotti i protagonisti del quadro. Questo, però, non vuol dire che l'immagine non rivesta profondi significati simbolici. Intanto, la scelta di rappresentare tutti come bimbetti, se da una parte rimanda all'innocenza, dall'altra dimostra implicitamente che il disegno divino si svolge fin dalle origini e che, quindi, la salvezza degli uomini fa parte dell'economia della creazione. La presenza del manto rosso e dell'agnello, poi, vuole significare il sacrificio del martirio, così come il grappolo d'uva nelle mani di Gesù è immagine dell'eucarestia, mentre la frutta lo è di vita e di abbondanza. Infine, il fatto che l'artista abbia scelto due cherubini non pare casuale, dal momento che essi sembrano evocare quelli descritti nell'Esodo (XXV, 19) posti a protezione dell'Arca dell'Alleanza della quale il Cristo e l'unione eucaristica costituiscono l'attuazione del Nuovo Testamento.
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DOLCI SORRISI DI DONNA
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 12 gennaio @ 22:07:09 CET (1362 letture)
Poesie di Lorca





DOLCI SORRISI DI DONNA




Dolci sorrisi di donna!
Mattini di primavera!
Ritagli di un cielo molto azzurro
Che è tutto per qualcuno.



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In tutto il pianeta all'improvviso muore la vita...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 12 gennaio @ 21:37:58 CET (1369 letture)
Ecologia e ambiente I





"Un terzo delle creature viventi che erano nel mare morì e un terzo delle navi andò distrutto." (Apocalisse, 8, 9).

"Ci sarà un giorno in cui gli uccelli cadranno dal cielo, gli animali che popolano i boschi moriranno, il mare diventerà nero ed i fiumi scorreranno avvelenati. Quel giorno, uomini di ogni razza si uniranno come guerrieri dell'arcobaleno per lottare contro la distruzione della Terra". (Profezia Hopi)

Che cosa sta succedendo? Si chiede sgomento Timothy Bancroft-Hinchey. Forse non è difficile rispondere alla domanda deflagrata a seguito della moria di volatili e di pesci che sta colpendo diversi stati in tutto il mondo. Armi biologiche ed elettromagnetiche o aberrazioni del geomagnetismo? O ancora: fenomeni naturali ed indotti in un'esiziale sinergia?

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Pensieri XL /XLV * Giacomo Leopardi
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 12 gennaio @ 20:22:52 CET (1077 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I



Pensieri

XL.

Cosa odiosissima è il parlar molto di se. Ma i giovani, quanto sono più di natura viva, e di spirito superiore alla mediocrità, meno sanno guardarsi da questo vizio: e parlano delle cose proprie con un candore estremo, credendo per certissimo che chi ode, le curi poco meno che le curano essi. E così facendo, sono perdonati; non tanto a contemplazione dell'inesperienza, ma perché è manifesto il bisogno che hanno d'aiuto, di consiglio e di qualche sfogo di parole alle passioni onde è tempestosa la loro età. Ed anco pare riconosciuto generalmente che ai giovani si appartenga una specie di diritto di volere il mondo occupato nei pensieri loro.
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L'arciere
Postato da rosarossa il Mercoledì, 12 gennaio @ 19:31:46 CET (1261 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VI



L'arciere


L'arciere prende mira,
la saetta parte arriva al cuore!




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Insonnia
Postato da Grazia01 il Martedì, 11 gennaio @ 22:59:54 CET (1467 letture)
Poesie di Neruda I


Insonnia


...Sento che ora, appena
trascorso l’anno morto dei dubbi,




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Tra le righe del tempo
Postato da r.chesini il Martedì, 11 gennaio @ 19:46:15 CET (1454 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini I




TRA LE RIGHE DEL TEMPO





Quando il vento dell'amore mi sfiorò

incautamente il cuore

ne seguì un lungo silenzio




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La notte avvicina l’anima
Postato da Grazia01 il Lunedì, 10 gennaio @ 20:13:36 CET (1609 letture)
Le poesie e altro di Grazia III




La notte avvicina l’anima


La notte avvicina l’anima allo spirito del mondo
e accoglie avvolgendo ogni cosa, il silenzio.



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Arte poetica
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 gennaio @ 22:12:59 CET (1198 letture)
Poesie di Verlaine



Arte poetica


La musica, prima di ogni altra cosa:
e per questo preferisci l'impari,
più vago e solubile nell'aria,
senza nulla in sé che pesi o posi.



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RESIDENZE REALI SABAUDE
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 gennaio @ 13:35:59 CET (1216 letture)
I patrimoni dell'umanità - Italia


RESIDENZE REALI SABAUDE




Plastico del castello di Rivoli: è conservato a Palazzo Madama


ALLA METÀ DEL XVI SECOLO TORINO ERA UNA PICCOLA CITTADINA MEDIEVALE FORTIFICATA, RIMASTA AI MARGINI DEL GRANDE SVILUPPO CULTURALE DEL RINASCIMENTO CHE STAVA COINVOLGENDO ALTRE CITTÀ ITALIANE. IL SUO DESTINO CAMBIÒ NEL 1562, QUANDO IL DUCA DI SAVOIA EMANUELE FILIBERTO (1553-1580) DECISE DI TRASFERIRVI LA SUA CORTE, FINO AD ALLORA INSEDIATA IN SAVOIA, A CHAMBERY.





Suggestiva immagine notturna della facciata di Palazzo Madama.


II duca stabilì la sua residenza a Torino, nell'antico Palazzo del Vescovo. Sebbene il suo primo interesse fosse quello di assicurare la difesa della città, diede immediatamente inizio a un ambizioso progetto di ristrutturazione urbanistica che si estese anche al territorio circostante, e al quale si dedicheranno con fervore anche i suoi successori.





Il maestoso scalone di Palazzo Madama, progettato da Filippo Juvarra.


L'URBANIZZAZIONE DI IMPRONTA SABAUDA

Emanuele Filiberto mise in moto uno dei progetti di urbanizzazione più ambiziosi d'Europa. I suoi successori non solo continuarono il disegno iniziale, ma andarono ancora più lontano, disseminando la città di Torino e i territori limitrofi di residenze nelle quali lo stile barocco dominava e unificava tutto, fino al punto da rappresentare l'immagine stessa della dinastia. La realizzazione di questo complesso esigeva un progetto capace di integrare tra loro i palazzi del centro, e a questi le ville nella vicina campagna. In tal modo gli edifici della "zona di comando" vennero ad articolarsi attorno al Palazzo Reale, nel quale si esercitava il potere politico, militare, amministrativo e culturale. Palazzo Reale, Palazzo Madama e Palazzo Carignano erano direttamente collegati con le ville residenziali della campagna, secondo una pianificazione che aveva in Torino il suo centro di irradiazione. Una rete di strade rettilinee alberate assicurava la coesione e la funzionalità dell'insieme.
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L'AGONIA DELLA LUNA
Postato da Grazia01 il Sabato, 08 gennaio @ 19:32:35 CET (1765 letture)
Poesie di Formaggio


L'AGONIA DELLA LUNA



Cosa resterà di te LUNA,
quando un giorno potremo
comprare i tuoi cocci



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Il pensiero secondo Pascal
Postato da Grazia01 il Sabato, 08 gennaio @ 17:23:11 CET (1645 letture)
Pensieri, aforismi e citazioni III
IL PENSIERO di Pascal



Posso benissimo concepire l'uomo senza mani né piedi né testa (perché solo l'esperienza c'insegna che la testa è più necessaria dei piedi). Ma non posso concepire l'uomo senza pensiero: sarebbe una pietra o un bruto.
Se un animale facesse per intelligenza quel che fa per istinto, e si esprimesse per intelligenza anziché per istinto, come per la caccia e per avvertire i suoi compagni che la preda è trovata o perduta, così parlerebbe per cose che lo interessano di più, ad esempio: «Rodete questa corda che mi ferisce e che non riesco a raggiungere».
La ragione ci comanda ben più imperiosamente di un padrone, perché disobbedendo a questo si è infelici, disobbedendo all'altra si è sciocchi.
Il pensiero fa la grandezza dell'uomo.
L’uomo è solo una canna, la più fragile della natura; ma una canna che pensa. Non occorre che l'universo si armi per annientarlo: un vapore, una goccia d'acqua bastano a ucciderlo. Ma quand'anche l'universo lo schiacciasse, l'uomo sarebbe sempre più nobile di quel che lo uccide, perché sa di morire ed è conscio della superiorità che l'universo ha su di lui; l'universo non ne sa nulla.
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ALTERA DIVA
Postato da rosarossa il Sabato, 08 gennaio @ 17:17:30 CET (948 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa VI




ALTERA DIVA


Come una diva tu cammini altera
colui che tanto t'ama non lo vedi,
chi piange e soffre



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Felicità raggiunta
Postato da Grazia01 il Venerdì, 07 gennaio @ 22:14:47 CET (999 letture)
Poesie di Montale




Felicità raggiunta



Felicità raggiunta, si cammina
per te su fil di lama.



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Gli angeli nella pittura del Rinascimento
Postato da Grazia01 il Giovedì, 06 gennaio @ 21:24:56 CET (2478 letture)
ARTE I
Parte precedente

Gli angeli nel Rinascimento

La caratteristica saliente del Rinascimento è stata quella di recuperare lo stile, la bellezza, le proporzioni, i modelli decorativi e quelli figurativi dell'antichità greco-romana. Gli artisti del XV e del XVI secolo, non soltanto in Italia, ma sull'esempio degli italiani, si sono ispirati alla magnificenza di Atene e di Roma per dar vita a un periodo che Giorgio Vasari, il critico e pittore aretino, autore della più importante raccolta di biografie di artisti (Le Vite ... ), chiamerà con orgoglio "rinascita". Bene, gli angeli non fecero eccezione e finirono per assomigliare a delle Vittorie classiche. Il punto cruciale per questa nuova rivoluzione iconografica, che vedeva la sostituzione, in parte, del tipico abbigliamento angelico con dalmatica e pallio con una nuova veste rigonfia sulle pelvi, risiede nel soggiorno di Andrea del Castagno a Venezia nel 1442. Non che in precedenza non esistesse qualche esempio, anche illustre, come quello dell'angelo che caccia Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre, dipinto da Masaccio (1425-1427) nell'affresco della cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine a Firenze, ma è certo dopo il ritorno di Andrea a Firenze che si assiste alla diffusione di questa nuova tipologia.



Cambiano le loro vesti
Prima, gli angeli con la tunica stretta in vita erano soprattutto sul tipo di quelli dipinti da Beato Angelico, per esempio, nel Giudizio universale, vestiti da diaconi, secondo quella tradizione, sempre pseudo- areopagitica, che istituisce una relazione tra gerarchia angelica ed ecclesiastica.



Andrea del Castagno, a Venezia, in quel lontano 1442, eseguì gli affreschi con Dio Padre, Santi e i quattro Evangelisti in collaborazione con Francesco da Faenza, nella cappella di San Tarasio presso la chiesa di San Zaccaria. Di sua mano sono Dio Padre, San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista. Successivamente lavorò alla basilica di San Marco lasciando un affresco con la Morte della Vergine (1442-1443). Cosa poteva averlo suggestionato? Se si osserva con attenzione la cupoletta dedicata alle Storie della Genesi, che si trova nell'atrio dell'edificio, non sarà difficile vedere che tutti i giorni della Settimana primordiale, quella nella quale Dio creò il cielo e la terra, gli astri, il mare, i pesci, gli uccelli, gli animali e l'uomo, sono caratterizzati dalla presenza di angeli che aumentano di numero con il progredire dei giorni.
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Buona Epifania
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 05 gennaio @ 23:16:28 CET (1126 letture)
Poesie e racconti di Gianni Rodari







Filastrocca della Befana


Viene viene la Befana
Da una terra assai lontana,
così lontana che non c’è…
la Befana, sai chi è?
La Befana viene viene,
se stai zitto la senti bene:
se stai zitto ti addormenti,
la Befana più non senti.
La Befana, poveretta,
si confonde per la fretta:
invece del treno che avevo ordinato
un po’ di carbone mi ha lasciato.


Gianni Rodari

Biografia
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LA VITA
Postato da r.chesini il Mercoledì, 05 gennaio @ 22:51:58 CET (1187 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini I




LA VITA




Tendi l'arco della tua vita

e lascia andare la freccia...





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Pensieri XXXIX * Giacomo Leopardi
Postato da Grazia01 il Martedì, 04 gennaio @ 21:57:47 CET (1341 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I



Pensieri

XXXIX

Baldassar Castiglione nel Cortegiano assegna molto convenientemente la cagione perché sogliano i vecchi lodare il tempo in cui furono giovani, e biasimare il presente. «La causa adunque, dice, di questa falsa opinione nei vecchi, estimo io per me ch'ella sia perché gli anni, fuggendo, se ne portan seco molte comodità, e tra l'altre levano dal sangue gran parte degli spiriti vitali, onde la complession si muta, e divengon debili gli organi per i quali l'anima opera le sue virtù. Però dei cuori nostri in quel tempo, come allo autunno le foglie degli alberi, caggiono i soavi fiori di contento, e nel luogo dei sereni e chiari pensieri entra la nubilosa e torbida tristizia, di mille calamità compagnata: di modo che non solamente il corpo, ma l'animo ancora è infermo, né dei passati piaceri riserva altro che una tenace memoria, e la immagine di quel caro tempo della tenera età, nella quale quando ci ritroviamo, ci pare che sempre il cielo e la terra ed ogni cosa faccia festa e rida intorno agli occhi nostri, e nel pensiero, come in un delizioso e vago giardino, fiorisca la dolce primavera d'allegrezza.
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UNA VOLTA SI DICEVA
Postato da r.chesini il Martedì, 04 gennaio @ 21:30:01 CET (1584 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini I




UNA VOLTA SI DICEVA



Una volta si diceva

che il contadino è un saggio




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Mattino
Postato da Grazia01 il Lunedì, 03 gennaio @ 23:20:27 CET (1732 letture)
Poesie di Pavese




Mattino


La finestra socchiusa contiene un volto
sopra il campo del mare. I capelli vaghi
accompagnano il tenero ritmo del mare.



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Gli angeli nel medioevo
Postato da Grazia01 il Domenica, 02 gennaio @ 22:34:53 CET (1531 letture)
ARTE I
...parte precedente



Giotto, Angeli che sorreggono la croce, particolare dell’affresco con il Giudizio universale, cappella degli Scrovegni, Padova.

Gli angeli nel medioevo

La grande novità del lungo periodo medievale è costituita dalla consolidata presenza delle ali. In realtà quando il Medioevo ebbe inizio, qualche esempio di angelo con le ali era già stato prodotto, ma è in questa stagione che si mise a punto un'iconografia precisa. Un momento chiave, primo in Italia, vero e proprio punto di passaggio, lo si trova a Roma nei mosaici dell'arco trionfale della basilica di Santa Maria Maggiore, voluti da papa Sisto III nel 432, all'indomani del Concilio di Efeso che aveva sancito il dogma per cui Maria è Thoetòkos, ossia la "Madre di Dio". Per rendere omaggio e per dare forza d'immagine a questa nuova condizione della Vergine che, implicitamente, confermava la coesistenza in Cristo di una perfetta natura divina e di una perfetta natura umana, il mosaico della basilica poneva Maria sul trono, circondata dagli angeli che avevano tutto l'aspetto e l'imponenza di dignitari di corte. Fra questi, uno la sovrastava volando, forse per ricordare il volo dell'annuncio di Gabriele che le rivelava il disegno divino.

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Questo inverno
Postato da Grazia01 il Domenica, 02 gennaio @ 13:39:05 CET (1162 letture)
Le poesie e altro di Grazia III


Questo inverno





Questo inverno
da poco inaugurato
sembra già infinito




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Viaggio al termine della notte
Postato da Grazia01 il Domenica, 02 gennaio @ 11:21:04 CET (1238 letture)
Recensioni III



Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Céline è uno di quei libri che non si possono non leggere, a mio parere. E' una lettura illuminante, che induce a riflessioni importanti.

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Gli angeli nella pittura
Postato da Grazia01 il Sabato, 01 gennaio @ 20:42:43 CET (1438 letture)
ARTE I
Gli angeli nella pittura



Raffaello Sanzio, gli angioli, particolare della Madonna con il Bambino (Madonna Sistina) Gemaldegalerie, Dresda.


Diverse religioni hanno sentito la necessità di colmare la distanza tra Dio e gli uomini attraverso la creazione di figure intermedie. Soltanto tre confessioni, pero, hanno elaborato personaggi complessi come gli angeli, dotati di prerogative assai peculiari.



Ascensione del profeta trasportato in cielo dall’arcangelo Gabriele, dal manoscritto arabo miniato La fine fleur des Histoires par Lauqman, Museo di Arte Turca islamica, Istambul.

Quando sulle fredde pareti della catacomba di Priscilla a Roma, nel III secolo della nostra era, apparve la prima immagine di un angelo, questa figura aveva occupato la mente degli uomini per almeno mille anni, nel corso dei quali teologi, filosofi, artisti e gente comune avevano contribuito, con un enorme sforzo, ad attribuirle competenze, ambiti, personalità e aspetto, sulla spinta di un'esigenza che è comune a molte religioni. Il primo motivo per il quale si arriva a concepire figure angeliche è quello di soddisfare la necessità di collegare il dio Creatore alle sue creature. Gli angeli, come la gran parte delle figure intermedie presenti nelle diverse religioni, antiche e moderne, rispondono a questa esigenza: riempire una distanza altrimenti incolmabile fra l'uomo e Dio. Gli angeli, però, in quanto tali sono solo quegli esseri, intermedi per l'appunto, che compaiono nelle concezioni teologiche delle tre religioni del Libro: l'ebraica, che ne costituisce la prima evidenza, la cristiana, che ne sviluppa la riflessione, l'islamica, che alle due precedenti ha in buona sostanza attinto per quanto riguarda questo tema. Basterà solo ricordare che è l'arcangelo Gabriele che compare a Maometto per renderlo edotto sulla sua missione nel mondo (Sura, Il, 97-98 ). Tutte le altre figure, dalle apsaras (le ninfe celesti dell'induismo e del buddhismo), ai daimones della religione greca, non sono angeli perché non ne hanno né il ruolo né le competenze.
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Buon Capodanno
Postato da Grazia01 il Sabato, 01 gennaio @ 14:30:36 CET (1177 letture)
Le poesie e altro di Grazia III


Capodanno




Tra frizzi e buffonate
Tra botti e brindisate
Tra sbaciucchi ed abbracciate



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Buon anno!
Postato da Grazia01 il Venerdì, 31 dicembre @ 11:40:49 CET (1572 letture)
Testi e saggi di Voltaire I




Un anno che finisce, una pagina dello stesso libro ancora da scrivere,
cerchiamo di scriverla bene, mettiamoci cose belle e importanti,
è il giorno in cui si formulano i buoni propositi per l'avvenire
che poi si dimenticano o non si possono mantenere...
non mi pongo nessun proposito se non quello di essere più felice
e di essere ben cosciente dei momenti in cui lo sono,
è quello che auguro anche a voi



Niente è successo per caso, come niente succede mai per caso nella nostra vita. Solo che spesso non ci fermiamo mai a considerare quello che ci avviene, e così facendo perdiamo il senso vero delle cose. Ci sentiamo spesso un ingranaggio insignificante in una navicella che procede sola, senza senso e senza rotta, in uno spazio tanto infinito da inghiottirci...
E invece non è così. Tutte le storie sono legate tra loro.La nostra rotta ci appare allora quella che è davvero: un cerchio. E noi sappiamo che possiamo sempre partire, ma anche tornare, perché la meta del nostro viaggio è la stessa della nostra partenza. In un cerchio si può fare.

Anna Genni Miliotti




Che sia un buon inizio

All'inizio del nuovo anno
prego il Signore
di concedere la pace,
la concordia,
la tranquillità nell'ordine
e nel rispetto dei diritti
di ogni persona umana,
senza cui il mondo
non può avanzare
verso traguardi
di progresso e di civiltà

Giovanni Paolo II




La diligenza di Capodanno


Mezzanotte suonò sopra il villaggio
nella placida piazza solitaria...
le ore sobbalzano nell'aria
per la tacita volta senza raggio;
recava da lontano, intanto il vento
come un tintinnio garrulo d'argento,
e pel villaggio solitario; errare
un trotto di cavali si sentì;
un cavallo vicino, ecco nitrì
il gabellier si sporse per guardare;
qualche finestra ancor s'illuminò
e mezzanotte, lenta, risonò.
La diligenza a dodici cavalli
arriva con dodici signori.
e tutti, presto presto, venner fuori
con valige, con scatole, con scialli;
e il primo, un vecchio tremulo e bonario:
« Lode a Dio - esclamò - siamo in orario! »
Era il trentun dicembre ed era l'ora
che l'anno vecchio, curvo, se ne va,
nel mare eterno dell'eternità
svanisce, si disperde, si scolora,
mentre vanno per ville e per tuguri
baci e abbracci, brindisi e auguri.

Andersen
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AUGURI PER L'ANNO CHE VERRA' IN POESIA E NON SOLO...
Postato da Tony-Kospan il Venerdì, 31 dicembre @ 02:30:00 CET (1298 letture)
Testi e saggi di Voltaire I







GLI AUGURI PER L'ANNO CHE VERRA' IN POESIA E NON SOLO
a cura di Tony Kospan





E' ormai finito un anno… che se ne sta andando dopo averci lasciato il suo bagaglio di cose positive e negative… come sempre… ed è giunto il momento quindi dell'altrettanto consueta attesa del nuovo anno…
Il rito dell'augurio e della speranza di un anno migliore si perpetua da sempre… in quanto è connaturato nell'uomo che… se non riuscisse a rinnovare le sue attese… i suoi progetti… i suoi sogni… si sentirebbe del tutto perso e demotivato… anche se poi ben sa che la vita nel nuovo anno difficilmente avrà un eccezionale cambiamento…
Certo l'attesa si concentra soprattutto per il primo giorno dell'anno… quasi come si trattasse di un mattino… che ci porti verso un buon giorno/buon anno… ed è su di esso che tutti concentriamo ogni festa…





Da giovane amante della poesia… intriso di pessimismo non amavo questo rito… e scrivevo…


AUGURI
Tony Kospan

Auguri!
Auguri! Auguri!
Parole
parole… parole…
vuote parole…
trite parole
cosa dite se non l'umana
fallace speranza
d'un domani migliore?


Ebbene… vi apparirà strano… ma sarà per gli anni… e per una certa consapevolezza della nostra reale condizione umana… o per un certo fatalismo… o grazie al mio amico sogno… ora sono più fiducioso (ed in fondo poi non costa nulla) verso il futuro, sebbene in senso realistico.





Dunque è questo rito di passaggio… antico e moderno… è questa speranza d'un domani migliore per tutti… il tema delle poesie che tratteremo stavolta…
Iniziamo con i simpatici e giocosi versi di Rodari… proseguiamo con l'affettuoso colloqio di Neruda con la Speranza…, con l'invito a vivere intensamente e profondamente la vita di Walcott, poi con un riflessivo augurio di Debruynne e terminiamo con il bellissimo sogno di Jayan Walter

Come sempre aspettiamo di leggere qui... quelle che amate voi...





L'ANNO NUOVO
Gianni Rodari

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.


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... fa' quel che vuoi
Postato da Grazia01 il Venerdì, 31 dicembre @ 00:54:22 CET (1091 letture)
Poesie e opere di Shakespeare




... fa' quel che vuoi, Tempo dal piede veloce,
al vasto mondo e a tutte le sue effimere dolcezze.




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Così breve è il nostro cammino
Postato da Grazia01 il Venerdì, 31 dicembre @ 00:40:59 CET (1075 letture)
Poesie generiche



Così breve è il nostro cammino


Così breve è il nostro
cammino in questo sogno.




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Ciao


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