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Novità › Zattere nella corrente
Zattere nella corrente
Postato da Paolo il Sabato, 18 maggio @ 16:05:15 CEST (70460 letture)
Le opere di Paolo III
“Ma la vita di un uomo è una cosa da poco, se le togli il lavoro.”
Ernest Hemingway 'Isole nella corrente'
Dalla citazione in epigrafe, si potrebbe concludere che sia stato perseguito un disegno per sminuire le vite. Il sessantenne scrittore Americano non concluse questo suo romanzo 'Islands in the Stream'. Fu pubblicato postumo, come qualche altro suo lavoro. Hemingway si tolse la vita e, secoli prima, Caio Sempronio Gracco se la era fatta togliere dopo la sconfitta delle sue riforme. Subito dopo l'antico Romano, si soppresse il buon Filocrate che aveva esaudito la sua richiesta e, nel 'De amicitia', Cicerone avrebbe potuto ricordare il fatto in senso proprio. Sullo sfondo del tema del lavoro, propongo queste mie 'Rafts in the Stream'. Le città dell'uomo sono cambiate ma restano sempre cose da poco di fronte alla Città di Dio.




In quel brumoso inizio d'anno, il Capitano si accorse del quadro di Géricault “La Zattera della Medusa”. Gli sventurati raffigurati alla deriva dopo il naufragio, causato dalle maldestre manovre di un comandante, non dovevano ispirare pietà. Era duro però convincere il popolo che i naufraghi non fossero proprio dei loro simili, bensì pericolosi concorrenti. L'intuizione, avuta dal Capitano, fu proprio quella d'intervenire su chiunque potesse ricordare quelli dipinti sulla tela. Quando si rinvenivano aspiranti naufraghi, il Capitano mandava le sue navi a operare tempestivi salvataggi. I salvati erano accolti nei porti, rifocillati, curati e trasferiti. Solo la gendarmeria sapeva dove finivano i numerosi che erano stati soccorsi: la scoperta della verità avrebbe provocato un clamore internazionale dalle imprevedibili conseguenze. Solo a distanza di tanti anni da quegli avvenimenti, è possibile rivelare i segreti di quella stagione portatrice di novità. Ai salvati era gentilmente richiesto a quale destinazione fossero diretti, dopo essersi messi in viaggio in maniera tanto impellente quanto imprudente. Con la medesima efficienza con la quale erano stati prima intercettati in mare, poi accuditi negli ostelli, erano avviati alle località desiderate. Il Paese del Capitano non era infatti il prediletto da quei passeggeri, bensì il più vicino. Il Capitano li ascoltò. Dopo averlo fatto, offrì ai passeggeri i mezzi per continuare il loro viaggio. I passeggeri erano disperati ma non certo stupidi: la meta della loro trasferta era un Paese nel quale vivere guidati da un potente ministro Economico. Nel Paese guidato dal Capitano non vi era un Economico dotato di rilevanti qualità. Il Capitano s'ingegnò a fare l'agente di viaggio. Sulle lunghe coste dei Paesi Abbondanti si sbarcarono i passeggeri dalle Navi Amorevoli, i valichi montuosi si popolarono di comitive formate da passeggeri e guide. Tutto avvenne in grande silenzio e celerità, che poi era il modo suggerito nella Storia da Giulio Cesare, come si apprese da fonti confidenziali del garante. In quel brumoso inizio d'anno il Podestà, che presiedeva alla milizia ed era un poco invidioso del Capitano, volle imitarlo. I soldati erano infatti impiegati in località sperdute, lontane dal Paese, e i loro compiti erano difficilmente comprensibili a chiunque. Nel Paese del quale scrivo, il Popolo era esposto a gravi pericoli da torme degenerate e violente: i soldati avrebbero sicuramente avuto da fare. Il Potestà riportò i soldati a casa e pose fine alle loro nebulose missioni.
“Genovese: Ma di quello che accadde poi te lo dirò un'altra volta. [..]
Ospedaliero: Aspetta, aspetta.
Genovese: Non posso, non posso.” (Da T. Campanella, 'La Città del Sole).

Giuseppe Paolo Mazzarello






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Re: Zattere nella corrente (Voto: 1 )
di Grazia01 il Sabato, 18 maggio @ 18:15:34 CEST
E' il sogno di una città regolata da giustizia e sapienza ha come presupposto una critica alla società presente dove dominano la forza, il machiavellismo, la ragion di Stato, l’ipocrisia.
Buongiorno Dott Paolo, grazie per queste squisite chicche

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