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Benvenuti in Casatea.com
Postato da Antonio il Sabato, 11 marzo @ 14:34:11 CET (9940 letture)
Casatea.com





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Siediti al sole
Postato da Grazia01 il Sabato, 18 novembre @ 13:13:11 CET (10 letture)
Poesie di Pessoa





Siediti al sole.
Abdica e sii re di te stesso.

Fernando Pessoa

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Friedrich-von-Amerling
Postato da Grazia01 il Sabato, 18 novembre @ 13:10:32 CET (8 letture)
ARTE II



Amerling, Friedrich von - Ritrattista, nato il 14 aprile 1803 a Vienna, studiò in quell'Accademia, con Hubert Maurer, dal 1816 fino al 1824; poi, per breve tempo all'Accademia di Praga, con Joseph Bergler; si recò quindi a Londra, frequentando per quasi un anno Thomas Lawrence, il quale influì grandemente sul suo stile; ed infine, a Parigi lavorò con Horace Vernet.
Nel 1828 si fissò di nuovo a Vienna e divenne il ritrattista di quella aristocrazia; ma soggiornò anche in Italia (1831-32, 1836, 1840-43), sostando più lungamente a Roma, a Firenze e a Venezia; nel 1885 viaggiò la Grecia e l'Oriente. Morì a Vienna il 15 gennaio 1887.
Fu operosissimo.
Le migliori opere sue si conservano nella Galleria del XIX secolo a Vienna. Si dice dipingesse, durante la sua lunga esistenza, un migliaio di ritratti.
Alla Galleria degli Uffizî esiste il suo autoritratto
Friedrich-von-Amerling.





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Mare nostro
Postato da Grazia01 il Sabato, 18 novembre @ 13:07:59 CET (10 letture)
Poesie e prosa di Erri De Luca







Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola e del mondo,
sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale.
Accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde,
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.
Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore del frumento,
al tramonto dell’uva di vendemmia,
ti abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste.
Mare nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma,
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, da abbraccio e bacio in fronte
di madre e padre prima di partire.

Erri De Luca







Qua devi pensare solo alla montagna e a te, non devi portare pesi oltre quello dello zaino e il tuo.
Questo è un posto che pretende tutto [... ] Se questa salita, ora e adesso, non è la sola cosa che t'importa, non ce la puoi fare.
Questo è un posto insaziabile, vuole tutto e spesso neanche basta

Erri De Luca




Il male è irreparabile e non c’è modo di risanare un torto qualunque cosa si faccia dopo.
Non c’è rimedio al di fuori di non commetterli e non commetterli è opera la più ardua e segreta in mezzo al mondo




Due
Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l'uguale di nessuno
e l'unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l'universo
diventerà diverso.

Erri De Luca

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Incidente stradale
Postato da Grazia01 il Venerdì, 10 novembre @ 22:31:11 CET (14 letture)
Racconti e poesie di José Saramago







Incidente stradale

Vago, segreto, estraneo e camuffato
nel solito viavai della città,
svolto angoli e mi fermo separato,
aspettando me stesso o la metà
che, ignara, è rimasta dall’altro lato.
E lettere bastarde metto a fianco
di tutti i cruciverba del giornale,
urlo un avvertimento, orripilato,
verso la luce rossa del semaforo
e tocco, come brace, il suol bagnato.
Resta indietro il mio abito stracciato,
che sanguina da squarci e cuciture,
di corsa arriva il sarto convocato,
mentre io nella mente me la rido,
vivo, segreto, estraneo e camuffato.

Jose' Saramago


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Fernanda Pivano
Postato da Grazia01 il Sabato, 04 novembre @ 22:36:03 CET (22 letture)
Un pensiero al giorno






Le parole dell’amore non si pubblicano con leggerezza.
Sono una parte dell’anima che non merita lo sgarbo della notorietà.


Fernanda Pivano

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Conosci la terra dei limoni in fiore
Postato da Grazia01 il Sabato, 04 novembre @ 22:34:07 CET (32 letture)
Poesie  e opere di Goethe







Conosci la terra dei limoni in fiore,
dove le arance d'oro splendono tra le foglie scure,
dal cielo azzurro spira un mite vento,
quieto sta il mirto e l'alloro è eccelso,
la conosci forse?
Laggiù, laggiù io andare vorrei con te,
o amato mio!

Johann Wolfgang von Goethe


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Alessandro Baricco
Postato da Grazia01 il Sabato, 04 novembre @ 22:30:03 CET (29 letture)
Un pensiero al giorno







E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle: “Ti aspettavo”. Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni - i giorni, gli istanti - che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo: “Tu sei matto”. E per sempre lo amerà

Alessandro Baricco

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La mia anima cristallina
Postato da Grazia01 il Sabato, 04 novembre @ 22:28:38 CET (17 letture)
Ricerche d'autore








La mia anima cristallina
talvolta è turbata da un soffio,
le mie torri si annuvolano.
La pena s’accosta all’amore
e senza nostalgia non posso
vivere né tanto né poco.

Paul Klee

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John Steinbeck
Postato da Grazia01 il Sabato, 04 novembre @ 22:27:00 CET (16 letture)
Un pensiero al giorno








Quando ero giovane e avevo in corpo la voglia di essere da qualche parte, la gente matura m’assicurava che la maturità avrebbe guarito questa rogna. Quando gli anni mi dissero maturo, fu l’età di mezzo la cura prescritta. Alla mezza età mi garantirono che un’età più avanzata avrebbe calmato la mia febbre. E ora che ne ho cinquantotto sarà forse la vecchiaia a giovarmi. Nulla ha funzionato. Quattro rauchi fischi della sirena d’una nave continuano a farmi rizzare il pelo sul collo, e mettermi i piedi in movimento. Il rumore d’un aereo a reazione, un motore che si scalda, persino uno sbatter di zoccoli sul selciato suscitano l’antico brivido, la bocca secca, le mani roventi, lo stomaco in agitazione sotto la gabbia delle costole. In altre parole, non miglioro. Vagabondo ero, vagabondo resto. Temo che la malattia sia incurabile.
John Steinbeck

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Sentirai il tuono e mi rammenterai
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 01 novembre @ 19:58:54 CET (24 letture)
Poesie di Achmatova






Sentirai il tuono e mi rammenterai,
penserai: desiderava la bufera...
Sarà una striscia di cielo accesa di rosso
e il cuore come allora in fiamme.

Anna Achmatova

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Le isole fortunate
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 01 novembre @ 19:50:30 CET (21 letture)
Poesie di Pessoa






Le isole fortunate

Quale voce viene sul suono delle onde
che non è la voce del mare?
E’ la voce di qualcuno che ci parla,
ma che, se ascoltiamo, tace,
proprio per esserci messi ad ascoltare.
E solo se, mezzo addormentati,
udiamo senza sapere che udiamo,
essa ci parla della speranza
verso la quale, come un bambino
che dorme, dormendo sorridiamo.
Sono isole fortunate,
sono terre che non hanno luogo,
dove il Re vive aspettando.
Ma, se vi andiamo destando,
tace la voce, e solo c’è il mare.

Fernando Pessoa


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L'odore dell'inverno
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 01 novembre @ 19:41:54 CET (20 letture)
Racconti brevi di Cechov







L'odore dell'inverno

Il tempo dapprincipio fu bello,
calmo. Schiamazzavano i tordi,
e nelle paludi qualcosa di vivo
faceva un brusio, come se
soffiasse in una bottiglia vuota.
Passò a volo una beccaccia e
nell'aria con allegri rimbombi.
Ma quando nel bosco si fece
buio e soffiò da oriente un vento
freddo e penetrante, tutto tacque.
Sulle pozzanghere si allungarono
degli aghetti di ghiaccio.
Il bosco divenne squallido, solitario.
Si senti l'odore dell'inverno.

Anton Čechov

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Epitaffio dell'imperatore Pubblio Elio Adriano
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 01 novembre @ 19:38:00 CET (33 letture)
Un pensiero al giorno






Epitaffio dell'imperatore Pubblio Elio Adriano

Animula vagula blandula
Hospes comesque corporis
Quae nunc abibis in loca
Pallidula rigida nudula
ìNec ut soles dabis iocos

Piccola anima smarrita e soave,
compagna e ospite del corpo,
ora t’appresti a scendere in luoghi
incolori, ardui e spogli,
ove non avrai più gli svaghi consueti


Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari,
le cose che certamente non vedremo piu....
cerchiamo di entrare nella morte a occhi aperti.

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Il tempo...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 01 novembre @ 19:32:12 CET (17 letture)
Un pensiero al giorno




Sant'Agostino diceva:
“Se nessuno me lo chiede, so cos'è il tempo,
ma se mi si chiede di spiegarlo, non so cosa dire”.





Avec le temps
(Con il tempo)

Col tempo sai, col tempo tutto se ne va
Non ricordi più il viso, non ricordi la voce
Quando il cuore ormai tace a che serve cercare
Ti lascio andare, forse meglio così
Col tempo sai, col tempo tutto se ne va
L'altra che adoravi, che cercavi nel buio
L'altra che indovinavi in un batter di ciglia
E tra le frasi e le righe e il fondotinta
Di promesse agghindate per uscire a ballare
Col tempo sai, tutto scompare.
Col tempo sai col tempo tutto se ne va
Ogni cosa appassisce e mi scopro a frugare
In vetrine di morti,
Quando il sabato sera
La tenerezza rimane senza compagnia.
Col tempo sai, col tempo tutto se ne va
L'altra a cui tu credevi per un raffreddore, per niente
L'altra che ricoprivi di gioielli e di vento
Per cui avresti impegnato anche l'anima al monte
A cui ti trascinavi alla pari di un cane
Col tempo sai tutto va bene
Col tempo sai, col tempo tutto se ne va
Non ricordi più il fuoco, non ricordi le voci
Della gente da poco e il loro sussurrare
Non ritardare copriti con il freddo che fa.
Col tempo sai, col tempo tutto se ne va
E ti senti il biancore di un cavallo sfiancato
In un letto straniero ti senti gelato
Solitario ma in fondo in pace col mondo
E ti senti ingannato dagli anni perduti
E allora, col tempo sai… non si ama più.

Léo Ferré

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Poesie di Alexander Puskin
Postato da Grazia01 il Domenica, 29 ottobre @ 20:25:55 CET (32 letture)
Ricerche d'autore







Non ho rimpianti

Non ho rimpianti per voi, anni della mia primavera,
Anni trascorsi nei sogni di un inane amore,
Non ho rimpianti per voi, misteri delle notti,
Cantati dal languido e dolce flauto.
Non ho rimpianti di voi, amici infedeli,
Ghirlande dei festini e coppe rotonde,
Non ho rimpianti di voi, giovani traditrici,
Assorto nei pensieri, sono estraneo ai divetimenti.
Ma dove siete voi, minuti di dolcezza,
Di giovanili speranze, della pace del cuore?
Dove sono l'ardore di un tempo e le lacrime dell'ispirazione?.
.. Tornate di nuovo, anni della mia primavera!

Alexander Puskin




Se la vita ti tradisce

non dolerti, non crucciarti!
nella pena trova pace
l'allegria, credi, verrà.

Di futuro vive il cuore,
il presente è desolato:
tutto è effimero, fugace;
ciò che passa sarà amato.

Alexander Puskin




Canto bacchico

Perchè tace la voce dell'allegria ?
Scatenatevi, canti delle baccanti !
Evviva le tenere fanciulle
E le giovani donne, che ci amano !
Colmate più pieno il bicchiere !
Sul suo fondo risonante
Nel denso vino
Gettate gli anelli del presagio !
Alziamo i bicchieri, muoviamoli tutti di un colpo !
Evviva le Muse, evviva la ragione !
Tu, sacro sole, ardi !
Come questa lampada impallidisce
Davanti al chiaro sorgere dell'alba,
Così la falsa saggezza si offusca e muore
Davanti al sole immortale della mente.

Alexander Puskin





Ti amai

Ti amai, anche se forse
ancora non è spento
del tutto l'amore.
Ma se per te non è più tormento
voglio che nulla ti addolori.
Senza speranza, geloso,
ti ho amata nel silenzio e soffrivo,
teneramente ti ho amata come
-Dio voglia- un altro possa amarti.

Alexander Puskin




La tempesta

Tu hai visto la fanciulla sullo scoglio
Nella bianca veste sopra le onde,
Quando, rumoreggiando nella tempestosa tenebra,
Il mare giocava con le rive,
Quando il raggio dei lampi la rischiarava
Continuamente di uno splendore purpureo,
E il vento si agitava e volava
Col suo svolazzate mantello ?
E' bello il mare nella tenebra della tempesta
E il cielo nei suoi bagliori senza l'azzurro;
Ma credimi: la fanciulla sullo scoglio
E' più bella delle onde, del cielo e della tempesta.

Alexander Puskin





Il fiore

Un fiore secco, un fiore senza profumo
Dimenticato in un libro io vedo;
Ed ecco che già di uno strano sogno
Si è colmata l'anima mia:

Dove è fiorito? Quando? In quale primavera?
E a lungo è fiorito? E chi l'ha colto,
Una mano nota o forse estranea?
E chi l'ha posto in questo libro?

Forse in ricordo di un tenero incontro,
O di un fatale abbandono,
Oppure di una passeggiata solitaria
Nel silenzio dei campi, nell'ombra dei boschi?

E lui è vivo, ed è viva lei?
E ora dov'è il loro angolino?
O forse sono già appassiti,
Come questo fiore sconosciuto?

Alexander Puskin


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Poesie di Samuel Taylor Coleridge
Postato da Grazia01 il Domenica, 29 ottobre @ 19:52:26 CET (26 letture)
Ricerche d'autore





QUALCOSA DI INFANTILE, MA NATURALE

Se avessi solo due piccole ali
E fossi un piccolo uccello piumato,
da te volerei, mia cara!
Ma pensieri come questi sono cose vuote,
ed io rimango qui.
Ma nel mio sonno da te volo:
sono sempre con te nel mio sonno!
Il mondo è tutto proprio.
Ma poi ci si sveglia, e dove sono?
Tutto, tutto solo.
Il sonno non rimane, nonostante le offerte di un monarca :
allora amo risvegliare qui il rompere del giorno:
perché nonostante il mio sonno sia andato,
eppure mentre è buio, si chiudono i coperchi
e si continua a sognare.

23 aprile 1799 Samuel Taylor Coleridge



DESIDERIO

Laddove l’amore vero arde il desiderio è la pura fiamma dell’Amore;
E’ il riflesso della nostra corporatura terrena,
Che trae il suo significato dalla più nobile parte,
E traduce solo il linguaggio del cuore.

1830 (?) Samuel Taylor Coleridge






RAGIONE PER LA CECITÀ’ DELL’AMORE

Ho udito molteplici ragioni
Per cui l’Amore debba necessariamente essere cieco,
Ma questa la migliore di tutte io tengo-
I suoi occhi sono nella sua mente.
Quale siano la forma esterna e la natura,
Esso lo indovina solo in parte;
Ma che dentro sia buono e giusto
Esso lo vede col cuore.

Samuel Taylor Coleridge



COSA E’ LA VITA?
Somiglia la vita a ciò che un tempo era ritenuto di luce,
Troppo ampio in se stesso per la vista umana?
Un assoluto stesso- un elemento infondato-
Tutto quello che vediamo, tutti i colori di tutta l’ombra
Fatto dallo sconfinare dell’oscurità?-
La vera vita non è diretta dalla coscienza?
E tutti i pensieri, le pene, le gioie del respiro mortale,
un abbraccio di guerra di vita e morte in lotta?

Samuel Taylor Coleridge


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Poesia
Postato da Grazia01 il Domenica, 29 ottobre @ 19:47:07 CET (18 letture)
Ricerche d'autore








Poesia


Che puro gioco di lampi sottili
consuma ogni diamante
d'impalpabile schiuma,
e quanta pace che sia nata sembra;
quando sopra l'abisso un sole posa,
opere schiette d'una causa eterna,
scintilla il tempo e il sogno è conoscenza.

PAUL VALÈRY

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Dal "Diario di Anna Frank"
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 25 ottobre @ 09:49:15 CEST (30 letture)
Un pensiero al giorno







Dal "Diario di Anna Frank"


‘Una cosa però l’ho imparata: per conoscere bene la gente bisogna averci litigato seriamente almeno una volta.
Solo allora puoi giudicarne il carattere.’

‘Penso che quello che mi sta accadendo sia meraviglioso, e non solo per quello che si può vedere del mio corpo, ma tutto quello che sta crescendo dentro. Non ho mai discusso di me stessa o rivelato alcune di queste cose a qualcun altro. Questo è il motivo per il quale ho parlato con me stessa di queste cose.’

‘È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare.
Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore. Semplicemente non posso fondare le mie speranze sulla confusione, sulla miseria e sulla morte. Vedo il mondo che si trasforma gradualmente in una terra inospitale; sento avvicinarsi il tuono che distruggerà anche noi; posso percepire le sofferenze di milioni di persone; ma, se guardo il cielo lassù, penso che tutto tornerà al suo posto, che anche questa crudeltà avrà fine e che ritorneranno la pace e la tranquillità.’

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Il 12 ottobre...
Postato da Grazia01 il Giovedì, 12 ottobre @ 19:14:52 CEST (52 letture)
Poesie di Montale





Il 12 ottobre del 1492 è il giorno in cui Cristoforo Colombo mette piede sul suolo delle Americhe
e che fissa quindi la data per la scoperta del nuovo continente.

Lettera di Colombo alla regina Isabella


«Con la grazia di nostro Signore, in trentatre giorni di navigazione, ho portato le navi
da voi affidatemi dall'ultima isola delle Canarie fino alle lontane Indie.
Ho perduto una nave e in ventotto giorni, non compresi quelli della tempesta trascorsi in balia del mare, ho riportato le altre due navi al porto di Palos.
Ho scoperto numerose isole popolate di strane genti e ne ho preso pacifico possesso in nome Vostro.
La prima isola l'ho ribattezzata col nome di San Salvador in onore di Nostro Signore che mi ha concesso di porvi piede ".




Sempre il 12 ottobre ma più di 400 anni dopo,
esattamente nel 1896, nacque il grande Eugenio Montale.



Chissà se un giorno butteremo le maschere
(da Quaderno di quattro anni, 1977)

Chissà se un giorno butteremo le maschere
che portiamo sul volto senza saperlo.
Per questo è tanto difficile identificare
gli uomini che incontriamo.
Forse fra i tanti, fra i milioni c’è
quello in cui viso e maschera coincidono
e lui solo potrebbe dirci la parola
che attendiamo da sempre. Ma è probabile
che egli stesso non sappia il suo privilegio.
Chi l’ha saputo, se uno ne fu mai,
pagò il suo dono con balbuzie o peggio.
Non valeva la pena di trovarlo. Il suo nome
fu sempre impronunciabile per cause
non solo di fonetica. La scienza
ha ben altro da fare o da non fare.

Eugenio Montale



Prima del viaggio
(dalla raccolta Satura, 1962-1970)

Prima del viaggio si scrutano gli orari,
le coincidenze, le soste, le pernottazioni
e le prenotazioni (di camere con bagno
o doccia, a un letto o due o addirittura un flat);
si consultano
le guide Hachette e quelle dei musei,
si scambiano valute, si dividono
franchi da escudos, rubli da copechi;
prima del viaggio si informa
qualche amico o parente,si controllano
valigie e passaporti, si completa
il corredo, si acquista un supplemento
di lamette da barba, eventualmente
si dà un’occhiata al testamento, pura
scaramanzia perché i disastri aerei
in percentuale sono nulla;
prima
del viaggio si è tranquilli ma si sospetta che
il saggio non si muova e che il piacere
di ritornare costi uno sproposito.
E poi si parte e tutto è OK e tutto
è per il meglio e inutile.

E ora che ne sarà
del mio viaggio?
Troppo accuratamente l’ho studiato
senza saperne nulla. Un imprevisto
è la sola speranza. Ma mi dicono
che è una stoltezza dirselo.

Eugenio Montale
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Auguri e congratulazioni Miriam
Postato da Grazia01 il Lunedì, 09 ottobre @ 19:51:19 CEST (32 letture)
Poesie e racconti di Ballerini Miriam





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Il 9 ottobre del 1983 nacque Mario de Andrade
Postato da Grazia01 il Lunedì, 09 ottobre @ 09:44:28 CEST (45 letture)
Ricerche d'autore




Ho contato i miei anni

Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da ora in avanti, rispetto a quanto ho vissuto finora…
Mi sento come quel bimbo cui regalano un sacchetto di caramelle: le prime le mangia felice e in fretta, ma, quando si accorge che gliene rimangono poche, comincia a gustarle profondamente.
Non ho tempo per sopportare persone assurde che, oltre che per l’età anagrafica, non sono cresciute per nessun altro aspetto.
Non ho tempo, da perdere per sciocchezze.
Ora non sopporto i manipolatori, gli arrivisti, né gli approfittatori.
Mi disturbano gli invidiosi, che cercano di discreditare i più capaci, per appropriarsi del loro talento e dei loro risultati.
Ho poco tempo per discutere di beni materiali o posizioni sociali.
Amo l’essenziale, perché la mia anima ora ha fretta…
E con così poche caramelle nel sacchetto…
Adesso, così solo, voglio vivere tra gli esseri umani, molto sensibili.
Gente che sappia amare e burlarsi dell’ingenuo e dei suoi errori.
Gente molto sicura di se stessa, che non si vanti dei suoi lussi e delle sue ricchezze.
Gente che non si consideri eletta anzitempo.
Gente che non sfugga alle sue responsabilità.
Gente molto sincera che difenda la dignità umana.
Con gente che desideri solo vivere con onestà e rettitudine.
Perché solo l’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena viverla.
Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle altre persone …
Gente cui i duri colpi della vita, abbiano insegnato a crescere con dolci carezze nell’anima.
Sí… ho fretta… per vivere con l’intensità che niente più che la maturità ci può dare.
Non intendo sprecare neanche una sola caramella di quelle che ora mi restano nel sacchetto.
Sono sicuro che queste caramelle saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.
Il mio obiettivo, alla fine, è andar via soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza.
Ti auguro che anche il tuo obiettivo sia lo stesso, perché, in qualche modo, anche tu te ne andrai…”


Mário de Andrade
poeta, musicologo e critico letterario brasiliano
nato il 9 ottobre 1893 (+1945)

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Poesie sulla spranza
Postato da Grazia01 il Venerdì, 06 ottobre @ 12:21:35 CEST (62 letture)
Poesie tematiche III


Poesie sulla speranza







Strofe per musica

I
Dicono che la Speranza sia felicità,
Ma il vero Amore deve amare il passato,
E il Ricordo risveglia i pensieri felici
Che primi sorgono e ultimi svaniscono.

II
E tutto ciò che il Ricordo ama di più
Un tempo fu Speranza solamente;
E quel che amò e perse la Speranza
Ormai è circonfuso nel Ricordo.

III
È triste! È tutto un'illusione:
Il futuro ci inganna da lontano,
Non siamo più quel che ricordiamo,
Né osiamo pensare a ciò che siamo.

GEORGE GORDON BYRON -



Voglio, avrò

Voglio, avrò —
se non qui,
in altro luogo che ancora non so.
Niente ho perduto.
Tutto sarò.

FERNANDO PESSOA




Amo tutto ciò che è stato

Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.


La speranza è come il sale, non nutre, ma dà sapore al pane.

JOSE' SARAMAGO




Ode alla speranza

Crepuscolo marino,
in mezzo
alla mia vita,
le onde come uve,
la solitudine del cielo,
mi colmi
e mi trabocchi,
tutto il mare,
tutto il cielo,
movimento
e spazio,
i battaglioni bianchi
della schiuma,
la terra color arancia ,
la cintura
incendiata
del sole in agonia,
tanti
doni e doni,
uccelli
che vanno verso i loro sogni,
e il mare, il mare,
aroma
sospeso,
coro di sale sonoro,
e nel frattempo,
noi,
gli uomini,
vicino all'acqua,
che lottiamo
e speriamo
vicino al mare,
speriamo.

Le onde dicono alla costa salda:
Tutto sarà compiuto.


PABLO NERUDA

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La donna che voglio diventare
Postato da Letty il Lunedì, 02 ottobre @ 10:47:23 CEST (58 letture)
Le poesie di Letty - II






Ho gambe più corte di quelle dei miei sogni e dita di ciglia, troppo esili e fragili per acchiapparne uno.

Ho occhi pieni di meraviglie e un fiume di pensieri in cui ogni ciottolo depositato sul fondo, è un ricordo che rotola trascinato dalle acque, in tempi di piena.

Ho lucciole nel cuore, tra i cespugli dei sentimenti dimenticati tra le camere chiuse, i cui letti appartengono a persone lontane e di cui ricordo perfettamente i nomi.

Ho parole tenui per alcuni, ma ne ho tante cancellate male, il loro sgradito suono spesso riecheggia spezzato, indelebile e non desiderato, a cui non posso ribellarmi.

Ho ancora spazio, per quello che verrà di inatteso, per la bimba che conservo, gelosamente, nascosta a tutti, poiché è lei a correre dietro alle farfalle e alle api, sui prati di questa mia esistenza ed è lei la donna che voglio diventare.

Letty

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Emozioni
Postato da Grazia01 il Lunedì, 25 settembre @ 19:14:41 CEST (65 letture)
Un pensiero al giorno




Nella nostra società le emozioni in generale vengono scoraggiate. Benché senza dubbio il pensiero creativo, come ogni altra attività creativa, sia inseparabilmente legato alle emozioni, è diventato un ideale pensare e vivere senza emozioni. Essere emotivo è diventato sinonimo di instabile e squilibrato.
Erich From

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Dedicato alle mamme
Postato da Grazia01 il Lunedì, 25 settembre @ 19:13:50 CEST (50 letture)
Un pensiero al giorno




DEDICATA A TUTTE LE MAMME

Questo è per le madri che stanno alzate tutta
la notte tenendo in braccio i loro bambini
ammalati dicendo "è tutto a posto tesoro,
la mamma è qui con te".
Per quelle che stanno per ore con i loro bambini
che piangono in braccio cercando di dare conforto.
Questo è per tutte le madri che vanno a
lavorare con il rigurgito nei capelli, macchie
di latte sulla camicia e pannolini nella loro
borsetta.
Per tutte le mamme che riempiono le macchine
di bimbi, fanno torte e biscotti e cuciono a
mano i costumi di carnevale.
E per tutte le madri che non fanno queste cose.
Questo è per le madri che danno la luce a
bambini che non vedranno mai.
E quelle madri che hanno dato una casa
a quei bambini.
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Tango
Postato da Grazia01 il Lunedì, 25 settembre @ 19:11:54 CEST (64 letture)
Un pensiero al giorno




Il Tango rende consapevoli del suo significato profondo ed essenziale attraverso esperienze individuali e di coppia.
I partecipanti vengono coinvolti sulla musica col gioco dell’interpretazione, vengono messi in relazione tra loro attraverso la connessione e vivono l’emozione e l’armonia attraverso l’Abbraccio: un incontro profondo che non ha bisogno di parole, ma solo di ascolto di un altro corpo sulla musica, un incontro che non necessita di presentazioni, può nascere, fortuito e fugace, tra due sconosciuti e diventare magico contatto nel qui e ora, unico e irripetibile.
Amo il tango

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Metodo Pilates
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 20 settembre @ 17:11:58 CEST (63 letture)
Un pensiero al giorno





Da alcuni anni ho sostituito la ginnastica dolce al Pilates. Il giovamento che trovo in questo metodo è che con il tempo ho imparato a muovermi automaticamente con il sistema che ho imparato: per esempio a tenere il capo ben diritto e in alto come se avessi un filo da burattino, a correggere la postura delle spalle, a piegarmi contraendo gli addominali per non gravare sulla colonna, a usare la pallina per rilassare la pianta di piedi e molto altro. Nella palestra in cui lo pratico l'insegnante è una fisioterapista e siamo al massimo sette o otto persone per volta. Due volte alla settimana mi consente di tenere il corpo nella forma migliore dal punto di vista della mobilità articolare.



Il metodo Pilates, o semplicemente Pilates, è un sistema di allenamento che mira a rafforzare il corpo, a modellarlo, a correggere la postura e a migliorare la fluidità e la precisione dei movimenti. Prende il nome da Joseph Pilates, che nella prima metà del ‘900 lo ha sviluppato e ha messo a punto i macchinari necessari alla sua pratica, utilizzandolo per riabilitare reduci di guerra e allenare ballerini e atleti.Il metodo ha lo scopo di rafforzare il corpo senza aumentare eccessivamente la massa muscolare, di sviluppare fluidità e precisione dei movimenti, di migliorare o correggere la postura con un lavoro centrato sulle regioni addominale e dorsale. Si prefigge di ottenere questi obiettivi eseguendo movimenti lenti, mantenendo una grande concentrazione e attenzione alla respirazione, in modo che l’attività fisica risulti in una maggiore consapevolezza del proprio corpo e dei movimenti che si compiono.
Il Pilates è costituito da un’ampia gamma di esercizi da svolgere a corpo libero o con l’aiuto di macchinari sotto la supervisione di un allenatore specializzato che individua un programma basato sulle esigenze della persona. Ogni esercizio viene ripetuto poche volte rispetto alle lunghe ripetizioni di altri tipi di allenamento, ma deve essere eseguito lentamente e con grande precisione.
Era infatti convinzione di Pilates che "poco movimento ben programmato ed eseguito con precisione, in una sequenza bilanciata, abbia lo stesso valore di ore di contorsioni forzate ed eseguite in modo approssimativo".
Gli esercizi, pensati per rafforzare o stimolare specifiche parti del corpo, possono prevedere l’uso dei macchinari realizzati nella loro prima versione da Joseph Pilates; essi sono costituiti da sbarre, maniglie, elastici e strumenti che servono a contrapporre forza o ad accompagnare il movimento. Il Pilates mira ad allenare tutto il fisico; tuttavia il lavoro specifico che svolge sulla parte centrale del corpo, ossia sulle regioni addominale, dorsale e lombare, rendono questo metodo adatto in particolare a chi ha bisogno di correggere la postura e riequilibrare i carichi sulla colonna vertebrale. Il Pilates è stato utilizzato per la riabilitazione o come metodo di allenamento e, grazie alla quantità e diversità degli esercizi di cui dispone, può essere adattato alle capacità di ciascuno.
La scelta di un centro specializzato dove praticare Pilates consente di svolgere gli esercizi con un allenatore che saprà calibrare il programma sulla base delle particolari esigenze di ogni persona e potrà tenere conto di eventuali difficoltà o problemi individuali.




È uno dei metodi di allenamento più apprezzati nelle palestre e nei centri di riabilitazione. Il merito è probabilmente da attribuire alla sua capacità di rafforzare il corpo e allo stesso tempo correggere la postura, con un rischio pressoché nullo di avere infortuni e grandi benefici per la schiena. Insegna a prendere coscienza del proprio corpo, per rafforzarlo, correggere la postura e migliorare la fluidità e la precisione dei movimenti. Nel Pilates il corpo si muove come un sistema integrato. Gran parte del lavoro è concentrato sui muscoli che favoriscono il controllo della postura, che si trovano nell’area compresa tra il dorso e il bacino (dorsali, lombari, addominali, glutei, ecc.).
Questo non vuole essere una pubblicità del metodo, non so neppure se vi siano delle controindicazioni, io lo pratico su suggerimento di un medico specialista in ortopedia.

Grazia
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Il 18 settembre del 1922 nacque Luciano Erba
Postato da Grazia01 il Lunedì, 18 settembre @ 21:46:01 CEST (67 letture)
Poesie di Erba



Il 18 settembre del 1922 nacque Luciano Erba, poeta, critico letterario e traduttore italiano




Le giovani coppie

Le giovani coppie del dopoquerra
pranzavano in spazi triangolari
in appartamenti vicini alla fiera
i vetri avevano cerchi alle tendine
i mobili erano lineari, con pochi libri
líinvitato che aveva portato del chianti
bevevamo in bicchieri di vetro verde
era il primo siciliano della mia vita
noi eravamo il suo modello di sviluppo.



Garches
a S.F.

Quando si parla di case di settembre
dolce è dir poco di un ritorno a Garches.
Sei stato su e giù nei sette mari
magari a Machu Picchu e chissà dove
intanto il fogliame del giardino
cresceva tra le piccole prugne
si arrampicava l'uva americana
sulla facciata con le imposte verdi

l'autunno ti aspettava
senza chiedere niente.




Scale

Scale
che non portano da nessuna parte
scale
che salgono soltanto per scendere
e difficile orientarsi
nei dintorni del nulla.

Luciano Erba

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Il 18 settembre del 1902 nacque Jorge Carrera Andrade
Postato da Grazia01 il Lunedì, 18 settembre @ 21:40:59 CEST (48 letture)
Ricerche d'autore




Il 18 settembre del 1902 nacque Jorge Carrera Andrade,
considerato come uno dei più grandi poeti dell'America Latina.




Rondini

Che mi cerchino domani.
Oggi ho appuntamento con le rondini.
Nelle piume bagnate dalla prima pioggia
giunge il messaggio fresco dei nidi celesti.
La luce va cercando un nascondiglio.
Le finestre voltano folgoranti pagine
che si spengono improvvise in vaghe profezie.
Fu un paese fecondo ieri la coscienza.
Oggi campo di rocce.
Mi rassegno al silenzio
ma comprendo il grido degli uccelli
il grido grigio d'angoscia
di fronte alla luce soffocata dalla prima pioggia.
Jorge Carrera Andrade

IL GABBIANO E LA SOLITUDINE
Quaderno bianco del mare,
il gabbiano o un messaggio
si spiega nel volo
in due fogli di viaggio.

La sua sorella marittima,
la solitudine, lo guarda
e, in una speranza vana,
sulla costa sospira.

Insetti e piante
si impigliano al suolo:
iniziali ritorte
di una nostalgia sotterranea.

Qui, nel mezzo, vivo
con gli uccelli marini,
prigioniero di me stesso,
compagno delle rovine,

e guardando e sentendo
solo la pioggia armata
batto la solitudine
con la sua spada liquida.


Sono l'uomo universo

Io sono l'abitante delle pietre senza memoria, sete d'ombra verde;
il popolano di tutti i villaggi e delle prodigiose capitali;
sono l'uomo universo, marinaio di tutte le finestre della terra stordita dai motori.
Sono l'uomo di Tokyo che si nutre di pesciolini e bambù,
il minatore d'Europa, fratello della notte;
l'operaio del Congo e della spiaggia, il pescatore della Polinesia,
sono l'indio d'America, il meticcio, il giallo, il nero:
io sono tutti gli uomini.
Sopra il mio cuore firmano le genti un patto eterno
di vera pace e fraternità.






Verrà un giorno

Verrà un giorno più puro degli altri:
scoppierà la pace sulla terra
come un sole di cristallo.
Una luce nuova
avvolgerà le cose.
Gli uomini canteranno per le strade
ormai liberi dalla morte menzognera.
Il frumento crescerà sui resti
delle armi distrutte
e nessuno verserà
il sangue del fratello.
Il mondo allora apparterrà alle fonti
e alle spighe che imporranno il loro impero
di abbondanza e freschezza senza frontiere.

Jorge Carrera Andrade


Di Jorge Carrera Andrade, lo scrittore americano William Carlos Williams aveva rilevato: “Non ricordo un’altra occasione in cui abbia trovato un posto così limpido e libero dal tormento dello spirito che è diventato il nostro pane quotidiano. Le immagini di Jorge Carrera Andrade sono così straordinariamente chiare, così connesse al primitivo che immagino di essere… prendendo parte a una visione già perduta del mondo. È un posto malinconico e maestoso”.
Eccolo allora questo posto, il buen ritiro di Carrera Andrade a ridosso del mare ma ancorato alla terra, dove gli spettacoli della natura offrono al poeta, immerso nella magia di questa atmosfera, la possibilità di cogliere gli aspetti dell’universo, di investigare il cosmo e tutte le sue regole. Prigioniero di se stesso, ma contraddittoriamente libero…
Muore a Quito il 9 novembre del 1978.

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