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Postato da Antonio il Sabato, 11 marzo @ 15:34:11 CET (10279 letture)
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Il Po tra storia e leggenda
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 18 aprile @ 17:27:21 CEST (16 letture)
Storia


Da quando sono venuta ad abitare in provincia di Pavia, oltre alla storia di questa bella città, mi piace studiare la storia della pianura Padana e quindi del fiume Po.



Sulle acque del grande fiume è passata la Storia. Ma sulle sue sponde si sono svolte anche molte vicende che, tramandate di generazione in generazione, si sono trasformate in miti e leggende. E se spesso il tempo è sufficiente a creare racconti fantastici, la nebbia e i paesaggi della pianura hanno sicuramente contribuito a dar vita a personaggi che appartengono più alla fantasia che alla realtà.



Il fiume Po, lungo ben 652 km con un bacino di 71.000 km quadrati, nasce in Piemonte, a Crissolo, in provincia di Cuneo, ai piedi del Monviso, la vetta più alta delle Alpi Cozie, precisamente in località Pian del Re; inizia da lì il suo lungo corso fino all’ampio delta nella regione storica del Polesine, sul confine tra Veneto (provincia di Rovigo) ed Emilia Romagna (provincia di Ferrara), dividendosi in 5 rami principali e centinaia di altri corsi d’acqua minori, per poi sfociare nel Mare Adriatico, presso Porto Tolle.



Secondo recenti studi il Grande fiume deve il suo nome ad un vocabolo orientale, forse cinese, che avrebbe il significato di “palude”, anche se la sua origine si è sempre considerata derivata da “Padus”, in riferimento ai numerosi alberi di pino che costeggiano le rive del fiume (“Pades” indica la resina prodotta da alcuni esemplari di pini selvatici presenti in abbondanza proprio vicino alle sorgenti del Padus). E’ certo che da Padus deriva il termine “padano” e da quest’ultimo il nome della pianura padana che si estende ai lati del fiume Po. Conosciuto come Eridano ai tempi della Grecia antica, indicando così il fiume mitico situato grossolanamente a sud della Scandinavia, formatosi dolo l’ultima glaciazione europea, il Po, nella lingua dei liguri, è invece conosciuto come “Bodincus” (privo di fondo) e a sostegno di tale argomentazione si cita Mounteu da Po, una città presso la quale si trova il sito archeologico di Industria, dall’antico nome di Bodincomagus.
Leggi Tutto... | 15908 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Perdendomi nel tramonto
Postato da Grazia01 il Lunedì, 16 aprile @ 08:55:40 CEST (12 letture)
Le poesie e i racconti di Claudio Cisco
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RISUSCITAMI
Postato da claudiocisco il Domenica, 15 aprile @ 18:11:22 CEST (11 letture)
Le poesie e i racconti di Claudio Cisco







Maestro, ho tanto bisogno di un miracolo

trasforma la mia vita e tutto in me

da tempo non vedo più la luce

hanno spento già la mia gioia di vivere

umiliato la mia speranza,

vedo i miei sogni cancellati tristemente

lacrime di solitudine bagnare i miei occhi.

Maestro, non ho altro che io possa fare

solo tu hai tutto il potere,

sono seppellito come Lazzaro in questo sepolcro di disperazione

c’è un macigno che Satana ha messo davanti.

Maestro, chiama il mio nome ti prego

ascolterò con fede inginocchiato la tua voce

rimuovi la pietra delle mie paure e chiamami ad uscire

fai rivivere i miei sogni: liberami!

Sospinto dalla fede che c’è in te

sicuro d’una vittoria che tu solo dai

risuscitami.


Claudio Cisco

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Dedicate alla mia adorata amica Dolly
Postato da Grazia01 il Lunedì, 09 aprile @ 19:03:13 CEST (33 letture)
Poesie tematiche III


Abbiamo preso questa cagnolona quasi 5 anni fa, era in un canile dal nome "Cuori con la coda"
aveva pochi mesi, era spelacchiata e magra da far paura.
Ci ha scelto lei, guardandoci con i suoi grandi occhi marroni, quasi trasparenti tanto erano e sono lucenti,
con lunghe ciglia da odalisca e una coda così folta che sembra un piumino della polvere.
E' una meticcia, come gli altri cani che abbiamo avuto, sempre presi dai canili.
Lei è la terza. Quando ci lasciano il dolore è immenso, ma almeno hanno vissuto bene.
Non è un grande impegno, loro chiedono solo qualche carezza, siamo noi che li viziamo.
Certamente chi non ama i cani o comunque pensa che sarebbe meglio pensare agli umani, ci muoverà critiche.
Alcuni ci chiedono "Ma che ve ne fate?" Non rispondiamo nemmeno, è come chiedere perché amiamo.




Il problema non è tanto
che io parlo e lui non mi capisce.
Semmai il contrario: il vero enigma
è il cane, che tutto sa di me
e mai ne riferisce.

Franco Marcoaldi



BUONGIORNO, CANI, CIAO
di Dino Buzzati (1906-1972)

Buongiorno, cani, ciao
cagnolini cagnolini cagnazzi
misterioso dono della natura
a noi carogne. Perché?
Incantevoli compagni di viaggio
che ci fissate negli occhi
con esagerata.
Belli come boschi come il vento
girano su e giù per la casa
come fiumi come rupi
come nuvole innamorate.
Belli quando ronfate
fate bave spazzate immondizie.
Egoisti, sporchi, noiosi
rompiscatole, puzzolenti, ingordi,
sudicioni, petulanti, tangheri,
Dio vi benedica.




CAREZZA AL CANE
di Paolo Buzzi (1874-1956)

Cane, bontà degli uomini perduta,
o fedeltà di tanti falsi amici,
il mio cuore ti pensa e ti saluta!

Questa vita di tedï e malefici
te la dirò dentr’un’orecchia, o cane,
che i miei segreti ascolti e non li dici.

Le pupille tue fonde e più che umane,
san la mia dolce illusïon caduta.
E la tua testa è calda come un pane…






OH NELLA NOTTE IL CANE
di Sandro Penna (1906-1977)

Oh nella notte il cane
che abbaia di lontano.
Di giorno è solo il cane
che ti lecca la mano.

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Luisa Anzoletti nacque a Trento il 9 aprile del 1863
Postato da Grazia01 il Lunedì, 09 aprile @ 18:43:32 CEST (25 letture)
Ricerche d'autore



Luisa Anzoletti nacque a Trento il 9 aprile del 1863 e morì a Trento il 19 novembre 1925.

E' stata una poetessa e scrittrice italiana.




Proveniente da una famiglia di musicisti (il padre Luigi era maestro di musica, il fratello Marco un noto violinista, lo zio Giovanni direttore d'orchestra), anche Luisa in prima istanza si avvicina al mondo della musica, imparando presto a suonare abilmente il pianoforte, con cui accompagnava spesso il fratello Marco.
Avviata allo studio della letteratura e della poesia latina da don Emanuele Bazzanella, la Anzoletti inizia presto anche a scrivere delle opere di prosa e di poesia: tra le prime opere rientra un poemetto in 561 esametri sull'elezione di San Vigilio a vescovo di Trento, pubblicato da una Luisa appena ventenne (l'opera le valse una medaglia d'argento e una lettera di apprezzamento inviata da papa Leone XIII); il trasferimento della famiglia a Milano, nel 1889, ebbe certo un significato nella produzione letteraria della scrittrice e poetessa, se molti dei temi trattati dopo tale data sono stati definiti "di grande interesse e d'avanguardia sociale oltre che letterale".
Di indubbio interesse è la rete di contatti che Luisa Anzoletti seppe costruire nel corso della sua vita: tra gli scambi epistolari più interessanti si possono ricordare quelli con Antonio Stoppani, Cesare Cantù, Carlo Francesco Gabba, Giuseppe Rigutini, Giovanni Verga, Geremia Bonomelli; di lei, inoltre, scrissero anche Antonio Fogazzaro e Giosuè Carducci, quest'ultimo affermando "ormai anche le donne vogliono fare dei versi belli": affermazione che ci dà anche un'idea del ruolo dell'Anzoletti all'interno della coeva società letteraria.





Apatia


Stagioni, che l’acqua con sùbite scosse
su l’alida terra vapora e non bagna.
Stagioni, che ‘l sole gli è come non fosse
per l’irta nel gelo marmata campagna.

Stagioni, che l’aria non giova d’alena,
ma torpe nel cavo a gl’ inerti polmoni;
e ‘l sangue che affredda entro l’arida vena
scaldare non posson gli ardenti carboni.

Stagioni, in cui tacita prende l’avvio
colei che di nulla non sente bisogno:
l’Ignota, che semina in terra l’oblio,
e miete anco i fior tenerelli del sogno.

Stagioni, ove qualche gran cosa finisce,
o forse al nativo suo mondo trasvola:
si parla si parla, e nessuno capisce;
si soffre si soffre, e niente consola.

Luisa Anzoletti

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Il 9 aprile del 1821 nacque Charles Pierre Baudelaire
Postato da Grazia01 il Lunedì, 09 aprile @ 18:38:00 CEST (34 letture)
Un pensiero al giorno




Charles Pierre Baudelaire nacque a Parigi il 9 aprile del 1821 e morì sempre a Parigi il 31 agosto del 1867. E'stato un poeta, scrittore, traduttore, critico d'arte, giornalista e aforista francese.



È considerato uno dei più importanti poeti del XIX secolo, esponente chiave del simbolismo, affiliato del parnassianesimo e grande innovatore del genere lirico, nonché anticipatore del decadentismo.
I fiori del male, la sua opera maggiore, è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale.



Il pensiero e la vita di Baudelaire hanno influenzato molti autori successivi (primi fra tutti i "poeti maledetti" come Verlaine, Mallarmé e Rimbaud, ma anche gli scapigliati italiani come Emilio Praga, o Marcel Proust, Edmund Wilson, Dino Campana, nonché, in particolar modo, Paul Valéry), appartenenti anche a correnti letterarie e vissuti in periodi storici differenti, ed è considerato ancor oggi non solo come uno dei precursori della letteratura decadente, ma anche di quella poetica e di quella filosofia nei confronti della società, dell'arte, dell'essenza dei rapporti tra esseri umani, dell'emotività, dell'amore e della vita che lui stesso aveva definito come "modernismo".



Ti adoro

T’adoro al pari della volta notturna,
o vaso di tristezza, o grande taciturna!

E tanto più t’amo quanto più mi fuggi, o bella,
e sembri, ornamento delle mie notti,
ironicamente accumulare la distanza
che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.

Mi porto all’attacco, m’arrampico all’assalto
come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,
fiera implacabile e cruda, sino la freddezza
che ti fa più bella ai miei occhi.

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Addio Fabrizio
Postato da Grazia01 il Martedì, 27 marzo @ 16:38:23 CEST (38 letture)
Un pensiero al giorno




Servizio, strada, leone, onore, cuore. Indovinate, qual è la parola che può stare accanto a ciascuna di queste parole? Domenica 25 marzo, la concorrente Rachele deve indovinarla al gioco della Ghigliottina e non ce la fa. Fabrizio Frizzi, gentile come sempre, spiega a lei e agli ascoltatori che la parola è "ferito": leone ferito, onore ferito, cuore ferito... Applausi, dalla platea de "L’eredità". Frizzi sorride, fa un largo ciao con la mano e come sempre conclude: «A domani. Linea al Tg».
E invece, no. Non c’era lunedì sera Fabrizio Frizzi, 60 anni, l’aria da professore buono, con il suo quiz che dalle 19 ogni giorno teneva compagnia a milioni di italiani. A casa, davanti alla tv alle sette di sera, una platea di pensionati, casalinghe, bambini, di malati, anche, che nei giochi e nelle domande de "L’eredità" si distrae da giornate magari lunghe e faticose. Domande difficili e domande cui può rispondere un ragazzino, così che nessuno è escluso. E poi alla fine l’enigma della Ghigliottina, che pochi, nell'ansia dei secondi che corrono, riescono a risolvere. E se ce la fanno, le nonne telefonano alle nuore, esultanti: "Sai, ho indovinato la parola!".
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Il 22 Marzo ricorre la giornata mondiale dell'Acqua
Postato da Grazia01 il Venerdì, 23 marzo @ 22:20:01 CET (50 letture)
Ecologia e ambiente I





Il 22 Marzo ricorre la giornata mondiale dell'Acqua, giunta quest'anno alla 26° edizione, ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all'interno delle direttive dell'Agenda 21, come risultato della conferenza di Rio.
Si stima che sul nostro pianeta siano presenti circa 1,4 miliardi di chilometri cubi d'acqua. Di questi il 97,5% è composto da acqua salata. Di quel che ne resta, il 70% circa si trova allo stato solido e costituisce i ghiacci polari. Quello che rimane sono, all'incirca, 10 milioni di chilometri cubi di acqua dolce presenti nelle falde sotterranee di tutto il mondo. Potrebbero sembrare tanti, non è così: ad oggi gli sprechi sono molti e non si hanno ancora, nella maggior parte dei casi, le infrastrutture atte e adatte al recupero e riuso delle acque di scarico.

L'acqua: una risorsa fondamentale per tutta l'umanità

L'edizione 2018 dell'iniziativa è dedicata al tema Nature for Water (La Natura per l'acqua) e si concentra sulle soluzioni che la Natura stessa ci offre per conservare e ripristinare il ciclo naturale dell'acqua, impedendo che la nostra più importante risorsa vada perduta. Sono infatti gli ecosistemi danneggiati a togliere quantità enormi di acqua a disposizione della popolazione e diminuendone la qualità.
Tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile del Millennio, il numero 6 riguarda proprio l'impegno nel garantire, entro il 2030, l'accesso all'acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari per tutti. Uno dei traguardi di questo obiettivo si ricollega anche alla Natura, impegnandosi a proteggere e risanare gli ecosistemi legati all'acqua, comprese le montagne, le foreste, le paludi, i fiumi, le falde acquifere e i laghi.
Ma le soluzioni devono coinvolgere anche le città e i cittadini: sarebbe auspicabile investire in infrastrutture "verdi" e dove possibile, armonizzarle con quelle "grigie". La riforestazione, la difesa del corso del fiume e il risanamento delle paludi potrebbero essere degli investimenti utili per riequilibrare il ciclo dell'acqua e migliorare la salute umana e il suo sostentamento.



Un miliardo di persone non ha accesso all'acqua potabile, tra i 3 e i 4 miliardi di persone non ne hanno a disposizione una quantità sufficiente. Al contrario, nei paesi sviluppati si registra il problema opposto: acqua sprecata in enormi quantità, a partire dalle normali attività quotidiane che caratterizzano la nostra vita. Vito Felice Uricchio, direttore dell'Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA-CNR), afferma: «Se consideriamo che il consumo pro-capite di acqua potabile per usi domestici è di 425 litri al giorno negli Stati Uniti, e 10 litri nel Madagscar, si può immaginare che ci siano margini per ridurre i consumi. La Commissione mondiale per l'acqua indica in 40 litri al giorno a persona la quantità minima per soddisfare i bisogni essenziali. Attraverso l'osservazione di buone pratiche e/o di tecnologie innovative riterrei che si possa passare dai 241 litri per abitante al giorno a circa la metà».
Molte saranno le iniziative in Italia, volte a sensibilizzare sulla questione oltre che incentivare una maggior consapevolezza e conoscenza sul tema.


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Votazioni
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 14 marzo @ 13:28:42 CET (74 letture)
Attualità I





Sono passati dieci giorni da quando siamo andati a votare, chi ci è andato, considerando che purtroppo l’assenteismo ha raggiunto alte percentuali anche nelle ultime consultazioni. Io credo che partecipare, in ogni modo, sia essenziale. Se non si vota poi, non ci si può lamentare. Ci sono stati i cambiamenti previsti e ora vedremo come andranno le cose. Quest’occasione mi ha fatto riflettere sul fatto che in internet, sui social in special modo, l’argomento sia stato volutamente poco discusso, perché è quello che crea più litigi e antipatie. Ognuno la pensa a suo modo, in base alle sue esperienze e al suo vissuto ed è giusto rispettare ogni opinione, anche se non è sempre facile. Non credo che non accettare la globalizzazione sia una soluzione, ormai siamo parte integrante di questo mondo e dobbiamo a mio parere accettare le diversità e avere un po’ di misericordia per coloro che fuggono da miserie estreme e da guerre terribili. Ma ripeto, questo è la mia opinioni, molti pensano, e si è visto dai risultati elettorali, che dovremmo proteggere il nostro orticello e pensare di più ai nostri poveri. Il cambiamento si vede in tutto il mondo, basti vedere chi è ora il Presentente degli Stati Uniti d'America. Mi piacerebbe sapere l'opinione di qualcuno di voi. Grazie

Grazia
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Aspettando la primavera
Postato da Grazia01 il Lunedì, 12 marzo @ 18:57:04 CET (70 letture)
Poesie tematiche III







Lo scorso anno in questa stagione in giardino erano già fioriti i bulbi dei giacinti e dei narcisi, le piante erano piene di gemme e i gelsomini erano già pieni di fiori bianchi e profumati. Siamo in ritardo e sembra che siano ancora in arrivo altri giorni di maltempo e di basse temperature. Secondo il calendario manca poco più di una settimana all'inizio della primavera, eppure sembra ancora lontana. Chi abita in campagna, come noi, nota di più queste differenze e specialmente chi ci abita da pochi anni dopo aver sempre vissuto in città. Per noi il cambiamento significa rinunciare alle comodità e agli svaghi cittadini e in cambio essere a contatto con la natura e i colori che essa ci regala. Ci sentiamo un pochino traditi. Comunque un messaggio alla primavera lo voglio mettere, come ogni anno.
Qualche riflessione e qualche poesia, aspettando che si risvegli dal suo torpore.
Buona primavera a tutti!!!





La primavera sta arrivando?”
“Come è fatta?”
“E’ il sole che brilla sulla pioggia, ed è la pioggia che scende sotto il sole”
Frances Hodgson Burnett



Un boschetto di meli

Un boschetto di meli: sugli altari
bruciano incensi.
Mormora fresca l'acqua tra i rami
tacitamente, tutto il mondo è ombrato
di rose.
Stormiscono le fronde e ne discende
un molle sonno
e di fiori di loto come a festa
fiorito è il prato, esalano gli aneti
sapore di miele.

SAFFO



I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli.
Khalil Gibran




A primavera

A primavera,
quando l'acqua fluviale
irrora i campi
e il sacro giardino delle vergini,
è tutto un fiorir di meli cidonii
e tralci di viti tra le foglie.

In me Eros non conosce tregua.
Come vento del nord rapido muove,
carico di folgori: torbido, impavido,
invaso da Cipride di arida follia.
Custode, nel fondo della mente,
delle puerili voglie.

IBICO

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La neve
Postato da Grazia01 il Sabato, 03 marzo @ 13:28:27 CET (73 letture)
Poesie tematiche III




Un’ondata di gelo e maltempo ha portato la neve in molte regioni italiane, compresa quella in cui abito, portando sicuramente qualche disagio, ma anche tanta magia, soprattutto tra i più piccoli. Da quando abito in campagna la neve è meno fastidiosa anzi è una gioia vederla. Qui resta bianca e luminosa e tutto sembra più pulito. Lo scorso anno in questo periodo i bulbi del giardino avevano già messo i fiori, ora le foglioline tenere sono scomparse fra la coltre dei fiocchi. Domani vengono i miei nipoti e faremo un bel pupazzo di neve; ho già preparato cappello e pipa per completare l'opera.
Ecco una selezione di pensieri e poesie sulla neve.



Il cielo è basso

Il cielo è basso, le nuvole a mezz’aria,
un fiocco di neve vagabondo
fra scavalcare una tettoia o una viottola
non sa decidersi.
Un vento meschino tutto il giorno si lagna
di come qualcuno l’ha trattato;
la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere
senza il suo diadema.

E. Dickinson

La neve e il suo magnifico silenzio. Non ce n’è un altro che valga il nome di silenzio, oltre quello della neve sul tetto e sulla terra.
Erri De Luca




Neve

Neve che turbini in alto e avvolgi
le cose di un tacito manto.
Neve che cadi dall’alto e noi copri
coprici ancora,all’infinito: imbianca
la città con le case,con le chiese,
il porto con le navi,
le distese dei prati…

Umberto Saba



Nevicata. La metamorfosi del mondo avviene in silenzio.
Heinrich Wiesner
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Buon San Valentino
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 14 febbraio @ 20:48:31 CET (93 letture)
Un pensiero al giorno


La buona notizia di San Valentino: l’epidemia della solitudine è un imbroglio




A San Valentino, essere soli è triste. Anche per chi lo denigra. Ognuno, o quasi, si sente un po’ Charlie Brown che fruga, con lo sguardo perso, nella cassetta della posta di casa. Desolatamente vuota. Ma c’è una buona notizia. Ce la regala il New York Times. Il professor Erik Klimberg ha dedicato tutti i suoi studi accademici alla solitudine. Insegna sociologia alla New York University. Va detto che è un fautore della solitudine. Infatti tra i suoi best seller ce n’è uno che s’intitola «Stare da soli: l’affermazione straordinaria e il sorprendente appeal della solitudine». Nell’intervento di oggi, il professor Klimberg ci dimostra, dati alla mano, che la solitudine non cresce. Non è un disagio sociale. Il ministero apposito, appena istituito da Theresa May, non serve.
È vero ( purtroppo) che la solitudine è correlata a vari malanni, dalla depressione al diabete al tumore. Ma, dice Klimberg, non è vero che la patiamo più di prima. Di più: i social non incrementano la solitudine, ma la riducono. Come si fa con le temperature. Se sto sui social, la solitudine percepita è minore. Io proverei a dire che la solitudine non è più quella di un tempo. Oggi stiamo soli e siamo in pace. Guardiamo. Proviamo. Amiamo. Per un po’. Non sopportiamo vincoli sul nostro tempo. Abbiamo imparato a fare da soli quello che piace a noi e non a un altro. Non ci vendiamo per due lenticchie di relazione. Per questo, quando il caso ci regala la persona giusta, funziona. Adesso sappiamo stare in piedi da soli. Ciascuno per conto proprio. E finalmente possiamo darci la mano.

ANTONELLA BORALEVI su La Stampa


Buon San Valentino a tutti, anche ai single, naturalmente.
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Via Montenapoleone
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 14 febbraio @ 20:35:57 CET (112 letture)
Milano mia I



Milano sempre più capitale dello shopping di lusso. Tra le High Street internazionali, il cuore del Quadrilatero della moda, è diventata una meta turistica di alto livello con numeri da record: è la via europea con scontrino medio più alto: 1.800 euro circa. Battute Avenue Montaigne di Parigi, che si ferma a poco più di 1.700 euro, e Calle de Ortega y Gasset a Madrid, che supera di poco i 1.600 euro. Lo svela una ricerca che ha preso in esame dodici mesi da dicembre 2016 a novembre 2017.



Via Montenapoleone a Milano

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Lettere a un'amica
Postato da Grazia01 il Sabato, 03 febbraio @ 14:18:23 CET (103 letture)
Ricerche d'autore










L'amicizia è uno dei sentimenti più belli da vivere perché dà ricchezza, emozioni, complicità e perché è assolutamente gratuita.
Ad un tratto ci si vede, ci si sceglie, si costruisce una sorta di intimità; si può camminare accanto e crescere insieme
pur percorrendo strade differenti, pur essendo distanti, come noi due, centinaia di migliaia di chilometri.

Susanna Tamaro
dal libro "Cara Mathilda.
Lettere a un'amica" di Susanna Tamaro
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A volte succedono
Postato da Grazia01 il Sabato, 03 febbraio @ 14:14:51 CET (94 letture)
Poesie di Merini





A volte succedono cose strane,
un incontro, un sospiro, un alito di vento che suggerisce nuove avventure della mente e del cuore.
Il resto arriva da solo, nell'intimità dei misteri del mondo.

Alda Merini
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prendersi per mano
Postato da Grazia01 il Sabato, 03 febbraio @ 14:08:22 CET (94 letture)
Un pensiero al giorno







Quanti occhi non scrutano più volti umani
e quanti bambini premono le dita sullo schermo d'un telefonino?
S'è persa la capacità di guardarsi negli occhi e, ancor più,
la voglia di prendersi per mano.

Giovanni Battista Quinto



Internet ha aperto una grande porta sul mondo.
Peccato nessuno abbia previsto come richiuderla.

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Per non dimenticare
Postato da Grazia01 il Sabato, 27 gennaio @ 23:14:05 CET (95 letture)
Un pensiero al giorno



27 gennaio
il giorno della memoria




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Sciesopoli la colonia abbandonata di Selvino
Postato da Grazia01 il Venerdì, 26 gennaio @ 13:58:59 CET (106 letture)
Un pensiero al giorno




C'era la neve, come oggi. E "c'era un grande candelabro con le braccia, che illuminava la notte. E i bambini che ballavano in girotondo. Non lo dimenticherò mai". Era una notte dell'inverno del 1946, e quella grande luce sulla montagna era il ritorno alla vita, alla pura gioia, alla voglia di giocare a pallone. I bambini e le bambine che danzavano e scherzavano nella notte erano reduci. Tutti ebrei, raccolti tra le macerie dei ghetti, tra le rovine dei lager abbandonati dai nazisti, nelle foreste dove erano sopravvissuti mangiando le radici. Tutti orfani. Ottocento ne sono passati da qui, dalla ex colonia fascista Sciesopoli oggi in rovina, sulle montagne della Val Seriana. Una storia quasi dimenticata.
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Il 22 gennaio del 1788 nacque George Gordon Byron
Postato da Grazia01 il Lunedì, 22 gennaio @ 20:18:55 CET (147 letture)
Ricerche d'autore







È l'essere mortali
e cercare al di là della mortalità.



Vi è un piacere nei boschi inesplorati

Vi è un piacere nei boschi inesplorati
e un'estasi nelle spiagge deserte,
vi è una compagnia che nessuno può turbare
presso il mare profondo,
e una musica nel suo ruggito;
non amo meno l'uomo ma di più la natura
dopo questi colloqui dove fuggo
da quel che sono o prima sono stato
per confondermi con l'universo e lì sentire
ciò che mai posso esprimere
né del tutto celare.



E l'ora in cui s'ode tra i rami


È l'ora in cui s'ode tra i rami
la nota acuta dell'usignolo;
è l'ora in cui i voti degli amanti
sembrano dolci in ogni parola sussurrata
e i venti miti e le acque vicine
sono musica all'orecchio solitario.
Lieve rugiada ha bagnato ogni fiore
e in cielo sono spuntate le stelle
e c'è sull'onda un azzurro più profondo
e nei cieli quella tenebra chiara,
dolcemente oscura e oscuramente pura,
che segue al declino del giorno mentre
sotto la luna il crepuscolo si perde.

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Femminicidio
Postato da Grazia01 il Sabato, 20 gennaio @ 12:12:36 CET (126 letture)
Riflessioni III






Le donne uccise dagli uomini sono vittime due volte. Prima dei mariti, dei compagni e degli ex fidanzati che le ammazzano. Poi della cronaca giornalistica che racconta gli omicidi: i giornali riducono le vittime a corpi sanguinanti, mentre indugiano sulle motivazioni dei carnefici. Lo dimostrano i titoli dei quotidiani: “Ha ucciso per rabbia, Erna lo aveva scaricato”. “Ammazza la moglie in un raptus di gelosia”. “Disoccupato spara alla ex. “Si era rifatta una vita, doveva pagare” .Parole che si soffermano solo sugli autori del femminicidio. Insistono sulla loro psicologia, sulle armi che usano, sulle ferite che procurano. Le vittime invece scompaiono: nome, cognome, età, numero di coltellate. Pochissimi i cenni alla loro sofferenza, agli anni di vessazioni, al perché abbiano scelto di restare accanto ai loro assassini.
“Sono tutti incentrati sugli uomini. “Tizio ha ucciso per gelosia, Caio per rabbia, Sempronio per frustrazione”. Sembrano quasi delle giustificazioni. Poi ci sono i dettagli morbosi sui delitti. “Ventidue coltellate, il reggiseno imbrattato di sangue”. E le donne? Dove sono le donne?”.
“Non svelo il nome del mio assassino – dice Pia quando incontra Dante in Purgatorio – Altrimenti vi ricorderete solo di lui e non di me”.
Nel V canto della Divina Commedia, opera di perpetuo lustro nazionale grazie all’Alighieri, c’è il famoso colloquio tra Dante e una giovane donna stretta al suo amante silenzioso. Anche i profani di letteratura sanno quasi sicuramente che parliamo di Francesca da Polenta (o da Rimini) e Paolo Malatesta.
Nelle parole della bella nobildonna si riconoscono diversi aspetti dell’amore ma, probabilmente, quello che più rappresenta il suo posto è stato nell'incontro con il poeta fiorentino, nell'Inferno, è l’Amore fatale che così canta “Amor condusse noi ad una morte”.



La protagonista del canto amoroso della Commedia è stata uccisa con violenza dal marito, tra il 1283 e il 1285, per adulterio. Sono passati secoli, la buona educazione, la cultura, la modernità si sono espanse ed evolute al punto tale da non lasciar scampo a nessuno, o quasi, nei paesi occidentali come il nostro, eppure ancora oggi molte donne sono uccise dai mariti, compagni o uomini a loro vicini.
C’era possibilità di giustificazione decenni addietro per quell’adesso, per fortuna, impensabile art.587 del codice penale che attenuava le pene e le colpe in omicidi come quelli sopra citati chiamandoli Delitti d’onore. Ma oggi dietro quale motivazione ci si può nascondere?
Donne non solo uccise ma ammazzate per il solo fatto di essere donne. Una cruenta realtà che ha addirittura portato alla creazione di una parola apposita: Femminicidio. Non bastava più Uxoricidio e, non ci si può nascondere dietro un neutro Omicidio. Chi compie questi crimini compie femminicidi, termine di regolare uso in Italia dal 2008.
Ha cominciato a circolare, prima di tutto nella stampa, nei giornali e poi a entrare proprio nel circolo della nostra lingua. Contrariamente a quanto si sente ripetere spesso, femminicidio non è una brutta parola. E’ una parola formata del tutto regolarmente, unendo e componendo insieme la parola femmina, con quella parte finale -cidio, che ha il significato appunto di uccisione. Uccisione di una donna. Non è la parola ad essere brutta e spesso si ha paura delle parole non per il loro aspetto esterno, ma per il significato e per l’avvenimento che evocano.
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Thomas Edison
Postato da Grazia01 il Venerdì, 19 gennaio @ 14:02:26 CET (97 letture)
Invenzioni e origini III

il 19 gennaio 1883 inizia il primo servizio di illuminazione elettrica che impiega cavi elettrici sospesi, costruito da Thomas Edison, entra in funzione a Roselle (New Jersey).
• Thomas Edison è l'inventore dei record: durante la sua lunga carriera fece ben 1.093 invenzioni! Scopriamo assieme questo grande.



• Molte persone conoscono Thomas Alva Edison per l'invenzione della lampadina (anche se in realtà non fu lui, il primo a inventarla ), ma i suoi meriti vanno ben oltre!

• Nato l' 11 febbraio del 1847 , Thomas era un ragazzo molto sveglio ma quasi sordo. Questo tuttavia non gli impedì di "brillare" rispetto agli altri e presto, all'età di 21 anni, fece la sua prima invenzione : un sistema elettrico per votare (che si rivelò però un insuccesso perché non interessò a nessuno). Creò poi anche il primo giornale che veniva stampato a bordo di un treno in corsa: The Weekly Herald .



L'invenzione che lo rese famoso in tutto il mondo fu il fonografo , ossia l'antenato del giradischi (oggi diremmo del compact disc) e del registratore audio. La sua macchina, infatti, sfruttava un cilindro rotante (grazie a una manovella) e ricoperto di carta stagnola su cui registrare prima e riprodurre subito dopo i suoni sfruttando, per le due operazioni, una piccola punta metallica che incideva la stagnola. Aveva qualche piccolo difetto, come per esempio il fatto che il suono registrato aveva a una qualità pessima ma, a parte questo dettaglio, nel 1877 si trattava di un'invenzione rivoluzionaria !
Un abile uomo d'affari
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Cane e padrone
Postato da Grazia01 il Lunedì, 15 gennaio @ 20:57:58 CET (114 letture)
Racconti II




Come suggerisce il Dottor Paolo, per attinenza al mio pensierino, propongo un pezzetto del racconto di Mann





Chi ha o ha avuto un cane deve assolutamente leggere Cane e padrone, questo breve racconto di Thomas Mann. E’ una lettura serena dove l’acutezza di analisi dell’autore, destinata di solito a scandagliare anime tormentate, è rivolta al rapporto di amicizia col proprio cane. Lo scrittore ci narra come Bauschan, un bracco di non pura razza (viene definito dal veterinario del racconto «bracco bastardo»), sia entrato a far parte della propria famiglia e della propria quotidianità e ci parla, all'occorrenza con piacevole ironia, dei gesti, delle azioni e dei fatti che sono tipici della convivenza con l’animale.



Quando la bella stagione fa onore al proprio nome e il cinguettar degli uccelli è riuscito a svegliarmi di buon’ora, perché il giorno precedente l’avevo terminato a tempo debito, mi piace, prima di colazione, camminar senza cappello per mezz’oretta all’aperto, nel viale davanti alla casa, oppure negli ampi prati, per respirare qualche boccata della fresca aria mattutina avanti d’immergermi nel lavoro, e per partecipare un po’ alle gioie del limpido mattino. Poi, sui gradini, che portano all’uscio di casa, lancio un fischio modulato su due note, simile alla melodia iniziale del secondo movimento della sinfonia incompiuta di Schubert, un segnale che si può considerare pressappoco come la musica a un nome di due sillabe. Un istante dopo, mentre continuo a camminare verso la porta del giardino, si ode lontano, in principio appena percettibile, nondimeno sempre più vicino e più chiaro, un leggero scampanellio, come quello che può risultare dallo sbattere d’una medaglietta contro le borchie metalliche d’un collare; e, quando mi volto, vedo Bauschan in piena corsa svoltare all’angolo posteriore della casa e precipitarsi su di me quasi intendesse buttarmi a terra. Per la fatica, ritira un po’ il labbro inferiore così da scoprire due o tre dei suoi incisivi, che luccicano d’un bianco splendido al sole mattutino.
Viene dalla cuccia che si trova lì dietro, sotto l’impiantito della veranda sostenuta da pilastri, e dove forse, fino al bisillabo fischio, si è fatto un breve pisolino mattinale dopo una notte passata tra mille avvenimenti. La cuccia è fornita di tende di stoffa ruvida e ricoperta di paglia, per cui accade che qualche fuscello resti attaccato al pelo di Bauschan, per giunta arruffato un po’ dal giacere, oppure gli si vada addirittura a ficcare tra le unghie delle zampe: uno spettacolo che ogni volta mi ricorda il vecchio conte Moor, visto un tempo, durante una rappresentazione singolarmente realistica, uscire dalla torre della fame con un fuscello di paglia tra due dita calzate dei suoi poveri piedi. Senza volere mi giro di fianco verso l’irruente, in posizione difensiva, perché’ la sua pseudo-intenzione di passarmi tra i piedi e di farmi cadere ha potenza illusoria infallibile. All’ultimo momento però, e immediatamente prima dell’urto, riesce a frenare e a deviare, cosa che dimostra il suo autocontrollo tanto fisico che psichico; a questo punto, senza abbaiare perché’ fa uso parsimonioso della sua voce sonora ed espressiva, prende ad eseguire intorno a me una sconvolta danza di saluto composta di saltelli, di smoderato scodinzolio, che non si limita allo strumento espressivo destinato a questo scopo, cioè la coda, ma coinvolge tutta la parte posteriore fino alle costole, e di contrazioni inanellanti del corpo e pure di capriole scattanti e centrifughe cui si aggiungono giri sul proprio asse, esibizioni tutte che lui però usa sottrarre ai miei sguardi, eseguendole sempre, dovunque io mi volti, dalla parte opposta alla mia.
Tuttavia nell’istante in cui mi chino e tendo la mano, eccolo all’improvviso, con un salto, accanto a me, il corpo premuto al mio stinco, fermo come una statua: si regge appoggiato di traverso, le forti zampe puntate sul terreno, il muso alzato verso di me, così che mi guarda negli occhi alla rovescia e dal basso in alto, e la sua immobilità, mentre gli accarezzo la spalla tra parole buone e a mezza voce, emana attenzione e eccitamento uguali a quelli della frenesia precedente…”

Thomas Mann

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Mi sei mancata
Postato da Grazia01 il Sabato, 13 gennaio @ 19:08:58 CET (129 letture)
Un pensiero al giorno





Arrivi a casa, il cane ti si precipita contro.
‘Dove sei stata? Mi sei mancata così tanto.
Mi sei mancata, mancata, mancata.
Ti voglio bene, ti amo. Cosa c’è nella borsa?
Un biscottino per me? Oh, ti prego fammi leccare il tuo viso.
Oh, fammi mordicchiare i tuoi guanti.

Sei a casa.. hai un cane!

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Non mi conoscono
Postato da Grazia01 il Venerdì, 12 gennaio @ 18:56:58 CET (109 letture)
Un pensiero al giorno







A differenza di tutti gli essere che popolano la terra, l'uomo pensa, e ogni pensiero gli racconta la sua totale estraneità alla terra.
"Gettato nell'infinita immensità degli spazi che ignoro e che non mi conoscono, provo spavento", dice Pascal,
e non allude all'infinità degli spazi cosmici, ma alla loro ignoranza alla vicenda umana:"Non mi conoscono".
L'indifferenza della terra, la sua estraneità all'evento umano che ospita a sua insaputa, e a cui invia solo un messaggio di solitudine.

Umberto Galimberti


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Così si va
Postato da Grazia01 il Martedì, 09 gennaio @ 23:44:36 CET (123 letture)
Testi canzoni II








Così si va
senza una lacrima o un rimpianto,
chiudendo gli occhi in un incanto
nel tempo come eternità:

Così si va
dribblando Dio con una finta,
con un esame di coscienza
dell’altra mia felicità:

Così si va
dando la mano a due bambine
baciate all’ultimo confine
e dirle non vi lascio qua,

Spiegando a Dio
che in questo solitario viaggio
di paura e di coraggio
non esiste mai un addio;

Ci si innamora dell’amore
e non si torna indietro mai,
ci si innamora di parole,
lampi che illudono persone
che non moriranno mai

Ci si innamora dell’amore
e tutto il resto è niente sai,
e ti dimentichi il dolore
e sai che dove tu sei stato
è ancora e sempre dove vai

Così si va,
ridendo al foglio di congedo,
mostrando all’angelo che vedo
che la mia vita è questa qua

Si va così
sapendo che mi terrò dentro
la pioggia, il sole, il mare e il vento
tutta la mia fragilità

Così si va,
perché chi è stato lo è per sempre
in un magnifico presente
per chi vive e chi lo sa

Si va così,
perché il passato è lì davanti
e la tua vita è quel che senti
e che nessuno ruberà

Ci si innamora dell’amore
e non si torna indietro mai,
ci si innamora di parole
lampi che illudono persone
che non moriranno mai

Ci si innamora dell’amore
che è stato tutto e niente sai
ci si innamora dell’amore
il solo disperato vivere che hai

Ci si innamora dell’amore
cantando voci in un silenzio,
dolce impigliato sentimento
in questa mia felicità

Così si va
mica contando i giorni,
mica contando i sogni,
che non torneranno più

Così si va,
a testa alta e col sorriso
di chi ha già visto il paradiso
in una donna senza età

Ci si innamora dell’amore
e non si torna indietro mai,
ci si innamora dell’amore
il solo disperato vivere che hai,

Ci si innamora dell’amore
cantando voci in un silenzio,
dolce impigliato sentimento
in questa mia felicità

Ci si innamora dell’amore
che è stato tutto e niente sai
la sola scusa di vivere che hai

Roberto Vecchioni




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L'orchestra di un temporale
Postato da spalato il Martedì, 09 gennaio @ 12:41:45 CET (124 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato








L'orchestra di un temporale


Comincia tutto con una leggera brezza
che suona flauti e gli alberi ballano il valzer,
Destra, sinistra, destra, destra, gira, gira, gira.
Il ritmo cresce e il vento comincia a suonare le trombe
tra i rami spogli di alberi tristi e infreddoliti
e le nuvole cominciano a mandare effetti speciali
illuminando il cielo con lampi solitari
ma subito dopo le nuvole cominciano a suonare i tamburi.
Il cigolio di una porta che si apre e chiude
aiutata dal vento suona il violino piangente.
Si aggiungere anche la pioggia
con un leggero suono del tamburello
e balla il tip tap sui tetti ben lavati e scintillanti.
Il ritmo cresce e ognuno di loro vuole essere il solista;
aumentano il suono per farsi sentire sopra gli altri.
Il ballo infernale fa cadere alcuni alberi dalla stanchezza
e i lampi illuminano il cielo a giorno.
E' un finimondo.
Il frastuono è così forte che nessuno sente neanche se stesso.
Dopo alcune ore la pioggia con i suoi tamburelli
è la prima a cedere e smette di ballare il tip tap.
Anche i tamburi delle nuvole abbassano il volume
e si allontanano oltre l'orizzonte.
Si zittiscono anche le trombe del vento
e rimane solo la leggera brezza con il suo flauto
che fa ballare gli alberi sfiniti, quasi un addormentamento lento.
Un ultimo lampo in lontananza illumina
due gocce ritardatarie cadere dall'albero.
Tip.
Tap

Spalato

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Una realtà non ci fu data
Postato da Grazia01 il Martedì, 09 gennaio @ 12:37:18 CET (107 letture)
Racconti e poesie di Pirandello







Una realtà non ci fu data
e non c'è,
ma dobbiamo farcela noi,
se vogliamo essere:
e non sarà mai una per tutti,
una per sempre,
ma di continuo e infinitamente mutabile.

Luigi Pirandello

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Auguri
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 gennaio @ 11:27:15 CET (108 letture)
Messaggi II
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Gennaio
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 gennaio @ 11:23:58 CET (121 letture)
Poesie tematiche III








Il giorno più corto è passato, e qualunque intemperia ci porti il mese di gennaio e febbraio,
almeno notiamo che le giornate si allungano. Minuto per minuto si allungano là fuori.
Ci vogliono alcune settimane prima che ci si renda conto del cambiamento.
È impercettibile come la crescita di un bambino, giorno dopo giorno,
fino a quando arriva il momento in cui, con una specie di felice sorpresa,
ci rendiamo conto che siamo in grado di stare fuori casa al crepuscolo per un altro quarto d’ora prezioso.

(Vita Sackville-West)

Oreste Ferrari (1890-1962) invita a guardare questo mese attraverso le mimose della Liguria:





Siete mai stati sulle colline
belle e ridenti, di Bordighera,
quando gennaio, nelle mattine
chiare e nelle ore pomeridiane,
ha già un tepore di primavera?
Sui poggi aprichi, sui molli clivi
e sui declivi delle costiere,
tra i verdi opimi placidi ulivi
splendon le nuvole gaie e leggere,
fatte di buccole d’oro e odorose,
delle mimose gonfie di sole
e del respiro della marina.
Cantate a gara con le campane
squillanti a festa dalle lontane
chiese dei borghi, calde parole
d’amore, o trepide nuvole, accese
da un dolce miele solare, scese
forse dal cielo questa mattina,
ora impazienti che giunga sera
per risalirvi, poi tramontare
insieme al sole nel glauco mare.


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Ciao


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