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Postato da Antonio il Sabato, 11 marzo @ 15:34:11 CET (9857 letture)
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Metodo Pilates
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 20 settembre @ 17:11:58 CEST (15 letture)
Un pensiero al giorno





Da alcuni anni ho sostituito la ginnastica dolce al Pilates. Il giovamento che trovo in questo metodo è che con il tempo ho imparato a muovermi automaticamente con il sistema che ho imparato: per esempio a tenere il capo ben diritto e in alto come se avessi un filo da burattino, a correggere la postura delle spalle, a piegarmi contraendo gli addominali per non gravare sulla colonna, a usare la pallina per rilassare la pianta di piedi e molto altro. Nella palestra in cui lo pratico l'insegnante è una fisioterapista e siamo al massimo sette o otto persone per volta. Due volte alla settimana mi consente di tenere il corpo nella forma migliore dal punto di vista della mobilità articolare.



Il metodo Pilates, o semplicemente Pilates, è un sistema di allenamento che mira a rafforzare il corpo, a modellarlo, a correggere la postura e a migliorare la fluidità e la precisione dei movimenti. Prende il nome da Joseph Pilates, che nella prima metà del ‘900 lo ha sviluppato e ha messo a punto i macchinari necessari alla sua pratica, utilizzandolo per riabilitare reduci di guerra e allenare ballerini e atleti.Il metodo ha lo scopo di rafforzare il corpo senza aumentare eccessivamente la massa muscolare, di sviluppare fluidità e precisione dei movimenti, di migliorare o correggere la postura con un lavoro centrato sulle regioni addominale e dorsale. Si prefigge di ottenere questi obiettivi eseguendo movimenti lenti, mantenendo una grande concentrazione e attenzione alla respirazione, in modo che l’attività fisica risulti in una maggiore consapevolezza del proprio corpo e dei movimenti che si compiono.
Il Pilates è costituito da un’ampia gamma di esercizi da svolgere a corpo libero o con l’aiuto di macchinari sotto la supervisione di un allenatore specializzato che individua un programma basato sulle esigenze della persona. Ogni esercizio viene ripetuto poche volte rispetto alle lunghe ripetizioni di altri tipi di allenamento, ma deve essere eseguito lentamente e con grande precisione.
Era infatti convinzione di Pilates che "poco movimento ben programmato ed eseguito con precisione, in una sequenza bilanciata, abbia lo stesso valore di ore di contorsioni forzate ed eseguite in modo approssimativo".
Gli esercizi, pensati per rafforzare o stimolare specifiche parti del corpo, possono prevedere l’uso dei macchinari realizzati nella loro prima versione da Joseph Pilates; essi sono costituiti da sbarre, maniglie, elastici e strumenti che servono a contrapporre forza o ad accompagnare il movimento. Il Pilates mira ad allenare tutto il fisico; tuttavia il lavoro specifico che svolge sulla parte centrale del corpo, ossia sulle regioni addominale, dorsale e lombare, rendono questo metodo adatto in particolare a chi ha bisogno di correggere la postura e riequilibrare i carichi sulla colonna vertebrale. Il Pilates è stato utilizzato per la riabilitazione o come metodo di allenamento e, grazie alla quantità e diversità degli esercizi di cui dispone, può essere adattato alle capacità di ciascuno.
La scelta di un centro specializzato dove praticare Pilates consente di svolgere gli esercizi con un allenatore che saprà calibrare il programma sulla base delle particolari esigenze di ogni persona e potrà tenere conto di eventuali difficoltà o problemi individuali.




È uno dei metodi di allenamento più apprezzati nelle palestre e nei centri di riabilitazione. Il merito è probabilmente da attribuire alla sua capacità di rafforzare il corpo e allo stesso tempo correggere la postura, con un rischio pressoché nullo di avere infortuni e grandi benefici per la schiena. Insegna a prendere coscienza del proprio corpo, per rafforzarlo, correggere la postura e migliorare la fluidità e la precisione dei movimenti. Nel Pilates il corpo si muove come un sistema integrato. Gran parte del lavoro è concentrato sui muscoli che favoriscono il controllo della postura, che si trovano nell’area compresa tra il dorso e il bacino (dorsali, lombari, addominali, glutei, ecc.).
Questo non vuole essere una pubblicità del metodo, non so neppure se vi siano delle controindicazioni, io lo pratico su suggerimento di un medico specialista in ortopedia.

Grazia
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Il 18 settembre del 1922 nacque Luciano Erba
Postato da Grazia01 il Lunedì, 18 settembre @ 21:46:01 CEST (15 letture)
Poesie di Erba



Il 18 settembre del 1922 nacque Luciano Erba, poeta, critico letterario e traduttore italiano




Le giovani coppie

Le giovani coppie del dopoquerra
pranzavano in spazi triangolari
in appartamenti vicini alla fiera
i vetri avevano cerchi alle tendine
i mobili erano lineari, con pochi libri
líinvitato che aveva portato del chianti
bevevamo in bicchieri di vetro verde
era il primo siciliano della mia vita
noi eravamo il suo modello di sviluppo.



Garches
a S.F.

Quando si parla di case di settembre
dolce è dir poco di un ritorno a Garches.
Sei stato su e giù nei sette mari
magari a Machu Picchu e chissà dove
intanto il fogliame del giardino
cresceva tra le piccole prugne
si arrampicava l'uva americana
sulla facciata con le imposte verdi

l'autunno ti aspettava
senza chiedere niente.




Scale

Scale
che non portano da nessuna parte
scale
che salgono soltanto per scendere
e difficile orientarsi
nei dintorni del nulla.

Luciano Erba

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Il 18 settembre del 1902 nacque Jorge Carrera Andrade
Postato da Grazia01 il Lunedì, 18 settembre @ 21:40:59 CEST (14 letture)
Ricerche d'autore




Il 18 settembre del 1902 nacque Jorge Carrera Andrade,
considerato come uno dei più grandi poeti dell'America Latina.




Rondini

Che mi cerchino domani.
Oggi ho appuntamento con le rondini.
Nelle piume bagnate dalla prima pioggia
giunge il messaggio fresco dei nidi celesti.
La luce va cercando un nascondiglio.
Le finestre voltano folgoranti pagine
che si spengono improvvise in vaghe profezie.
Fu un paese fecondo ieri la coscienza.
Oggi campo di rocce.
Mi rassegno al silenzio
ma comprendo il grido degli uccelli
il grido grigio d'angoscia
di fronte alla luce soffocata dalla prima pioggia.
Jorge Carrera Andrade

IL GABBIANO E LA SOLITUDINE
Quaderno bianco del mare,
il gabbiano o un messaggio
si spiega nel volo
in due fogli di viaggio.

La sua sorella marittima,
la solitudine, lo guarda
e, in una speranza vana,
sulla costa sospira.

Insetti e piante
si impigliano al suolo:
iniziali ritorte
di una nostalgia sotterranea.

Qui, nel mezzo, vivo
con gli uccelli marini,
prigioniero di me stesso,
compagno delle rovine,

e guardando e sentendo
solo la pioggia armata
batto la solitudine
con la sua spada liquida.


Sono l'uomo universo

Io sono l'abitante delle pietre senza memoria, sete d'ombra verde;
il popolano di tutti i villaggi e delle prodigiose capitali;
sono l'uomo universo, marinaio di tutte le finestre della terra stordita dai motori.
Sono l'uomo di Tokyo che si nutre di pesciolini e bambù,
il minatore d'Europa, fratello della notte;
l'operaio del Congo e della spiaggia, il pescatore della Polinesia,
sono l'indio d'America, il meticcio, il giallo, il nero:
io sono tutti gli uomini.
Sopra il mio cuore firmano le genti un patto eterno
di vera pace e fraternità.






Verrà un giorno

Verrà un giorno più puro degli altri:
scoppierà la pace sulla terra
come un sole di cristallo.
Una luce nuova
avvolgerà le cose.
Gli uomini canteranno per le strade
ormai liberi dalla morte menzognera.
Il frumento crescerà sui resti
delle armi distrutte
e nessuno verserà
il sangue del fratello.
Il mondo allora apparterrà alle fonti
e alle spighe che imporranno il loro impero
di abbondanza e freschezza senza frontiere.

Jorge Carrera Andrade


Di Jorge Carrera Andrade, lo scrittore americano William Carlos Williams aveva rilevato: “Non ricordo un’altra occasione in cui abbia trovato un posto così limpido e libero dal tormento dello spirito che è diventato il nostro pane quotidiano. Le immagini di Jorge Carrera Andrade sono così straordinariamente chiare, così connesse al primitivo che immagino di essere… prendendo parte a una visione già perduta del mondo. È un posto malinconico e maestoso”.
Eccolo allora questo posto, il buen ritiro di Carrera Andrade a ridosso del mare ma ancorato alla terra, dove gli spettacoli della natura offrono al poeta, immerso nella magia di questa atmosfera, la possibilità di cogliere gli aspetti dell’universo, di investigare il cosmo e tutte le sue regole. Prigioniero di se stesso, ma contraddittoriamente libero…
Muore a Quito il 9 novembre del 1978.

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CON GLI OCCHI DELLA FENICE.
Postato da Grazia01 il Domenica, 17 settembre @ 17:26:12 CEST (24 letture)
Racconti IV
Parole spese per l’uguaglianza. Un racconto che parla della guerra che combatte chi è in cerca di pace; chi la trova quando non ci spera più, e la crede un miracolo. Per chi nella disperazione, crede che un altro mondo sia possibile. Per chi nel nuovo mondo, cercando di integrarsi, ricorda cosa sia l’integrazione.

Racconto finalista e vincitore del premio “Giuria Popolare 2012” – Concorso Lingua Madre, Salone Internazionale del Libro di Torino.





CON GLI OCCHI DELLA FENICE.


“Ciao, è passato molto tempo dall’ultima volta che ci siamo parlate ed io ho paura di non riuscire più a ricordarti; perdonami. Inutile chiederti come stai. Credo che questa sia la prima lettera che ti scrivo, anche se molte sono le volte in cui siamo tacitamente parlate; il nostro è un rapporto quotidiano, fatto di silenzi, memorie e soprattutto consapevolezza.
Leggi Tutto... | 14049 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Ho ancora 5 anni
Postato da Letty il Lunedì, 28 agosto @ 18:17:57 CEST (41 letture)
Le poesie di Letty - II








Sai di averla ancora nascosta da qualche parte
Sai che c'è
Ti rifugi in un pensiero tondo che si rincorre
È un'eco insopportabile
Non hai bisogno di rovistare negli angoli bui, è esattamente dove l'hai lasciata
È solo piena di polvere e addormentata
È la bambina di 9 anni che ascoltava vecchie canzoni e scriveva storie sui foglietti di carta
Ogni tanto qualcuno le parla in sogno e lei ti bisbiglia quello che ha sentito
e tu, in un impeto lasci che ti detti quelle parole meravigliose da cui sbocciano le poesie
Dormi,
Mi prendo io cura di te

Letty

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Best Seller
Postato da Paolo il Lunedì, 28 agosto @ 18:15:28 CEST (33 letture)
Le opere di Paolo III



Pochi anni fa, una giornalista Americana arrivò a riempire la centesima pagina del suo romanzo. Si era nel cuore della notte e lei aveva avuto un'ispirazione: quella che sarebbe stato un successo. Inviò subito a un editore il materiale sino allora prodotto e, penso qualche ora dopo, anche lui ebbe la stessa idea. Acquistò i diritti: il romanzo fu poi terminato e piovvero dollari per tutti. La giornalista si chiamava Elizabeth Little e il romanzo fu poi pubblicato anche in Italia con il titolo “Finché sarò tua figlia”.




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Ogni giorno nasce un poeta, anche se...
Postato da Grazia01 il Giovedì, 17 agosto @ 20:33:49 CEST (69 letture)
Ricerche d'autore








Giovani che uccidono coetanei a calci e pugni nelle discoteche, uomini che ammazzano sorelle, le fanno a pezzi che infilano in cassonetti, femminicidi quasi ogni giorno, attentati terroristici e altri e mille brutture nella nostra via, come può sopravvivere un sentimenti poetico? Eppure qualcuno disse che la poesia salverà il mondo, comincio a credere che la maggior parte degli esseri umani non abbia né poesia né sentimenti appena un po' umani.
Porto avanti comunque una passione in cui credo, perché in qualche cosa bisogna pur credere e sperare e perché malgrado tutto sono ancora convinta che ogni giorno nasca un poeta.
Oggi fra gli altri è l’anniversario della nascita di

Tommaso Cannizzaro (Messina, 17 agosto 1838 – Messina, 25 agosto 1921) , poeta, critico letterario e traduttore italiano

e Oliverio Girondo (Buenos Aires, 17 agosto 1891 – Buenos Aires, 24 gennaio 1967) che è stato un poeta argentino.

Vi propongo due loro poesie

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9 agosto 1945, la bomba atomica su Nagasaki
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 09 agosto @ 20:28:29 CEST (49 letture)
Storia








Il 9 agosto 1945, alle 11.02, sulla città portuale di Nagasaki viene sganciata la seconda bomba atomica, nome in codice Fat Man per la sua forma ovoidale, tre giorni dopo quella che aveva distrutto Hiroshima. Lungo 2,34 metri con un diametro di 1,52 metri, l'ordigno utilizzava plutonio-239 e rilasciò una potenza di 21 chilotoni, molto più dell’energia sprigionatasi da Little Boy. Nagasaki, obiettivo di ripiego nel caso in cui non fosse possibile bombardare la città di Kokura, per le condizioni climatiche, fu protetta dalle montagne che la circondavano, ma l'ordigno esplose a 500 metri dal suolo nella zona industriale Urakami, sede di fabbriche di munizioni, scuole, edifici pubblici e abitazioni civili. Polverizzò tutto ciò che esisteva nel raggio di 1 km, ma l'onda d'urto produsse crolli e incendi fino a 15 km dall'epicentro. Morirono all'istante 40 mila persone su 240 mila abitanti, ma il numero totale delle vittime viene comunque stimato intorno alle 80 mila persone, incluse quelle esposte alle radiazioni nei mesi seguenti.




La ricostruzione della città iniziò subito, nel 1946, ma non nel quartiere di Urakami dove nel 1955 furono realizzati un “parco della pace” e un museo dell’atomica, che illustra i drammatici eventi del '45: ci sono molte immagini di Nagasaki prima della bomba, l'orologio bloccato alle 11.02, ora dell'esplosione, le storie dei sopravvissuti e il suono dell'acqua che scorre incessante. Era ciò che più mancava ai sopravvissuti, è il simbolo di sofferenza e rinascita. Nel parco ci sono sculture donate da tutti i Paesi del mondo. Tra queste la Statua della Pace di Seibo Kitamura: raffigura un uomo che alza la mano destra verso il cielo da dove arrivò la morte e che tende la sinistra come a invocare la pace.


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Disarmami l'anima
Postato da Letty il Venerdì, 04 agosto @ 12:25:24 CEST (76 letture)
Le poesie di Letty - II








Disarmami l'anima
che la tua venuta sia come la pace in un campo di guerra
Spegni il demone e ammanettalo al palo della verità, lascialo a consumarsi come coperto d'acido, corroso dal bene che porti
Riconsegnami l'anima, purificata dal fuoco del giusto mai corrotto dalle menzogne!
Ho dimenticato la dolcezza del cuore in un punto della mia vita, tra l'ingenuità e la speranza, tra l'amore e l'odio, tra un bacio e la più letale delle sue bugie.
Disarmami
sono troppo vecchia per combattere ancora.


Letty

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Hemingway - Addio alle armi
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 02 agosto @ 20:22:49 CEST (56 letture)
Racconti e altro di Hemingway






“Ho scoperto che c’è della poesia nel cibo,
mentre è scomparsa da qualsiasi altra cosa.
E finché la digestione me lo permetterà io seguirò la poesia”






Gli innumerevoli viaggia in giro per il mondo e la passione per il mangiare ed il bere rendono molti libri di Hemingway un ottimo spunto culinario.
Nella primavera del 1918 il giovane Hemingway si arruala e parte per il fronte italiano. Poche settimane dopo il suo arrivo nella valle del Piave viene ferito gravemente alle gambe da un colpo di artiglieria. Ernest viene ricoverato nell’ospedale della Croce Rossa americana dove incontra Agnes, il suo primo grande amore che in seguito gli spezzerà il cuore quando si innamorerà di un altro militare. L’esperienza della guerra, l’amore e l’abbandono da parte di Agnes gettarono le basi per uno dei grandi capolavori di Hemingway, “Addio al armi”.

L’infermiera e l’ufficiale protagonisti del romanzo trascorrono un’ultima notte di amore in un albergo di Milano
prima di separarsi e consumano il pasto in camera.

MENU
SOUFFLE’ DI PATATE
PURE’ DI CASTAGNE
BECCACIA FLAMBE’ ALL’ARMAGNAC
INSALATA
ZABAGLIONE

BECCACIA FLAMBE’ ALL’ARMAGNAC
2 beccacce
¼ di limone
4 fette di pancetta
2 noci di burro
1 cucchiaini di mostarda
½ tazza di Armagnac

Bagnate le beccacce con il limone, salate e mettete il pepe.
Mettete la pancetta in padella e fatela cuocere finchè non diventa croccante, toglietela dal fuoco e mettetela da parte.
In un’altra padella mettete il burro e quando comincia a schiumare mettete le beccacce.
Fatele dorare su entrambi i lati e lasciatele cuocere fin quando le beccacce non smetteranno di tirare fuori i liquidi.
Aggiungete la mostarda e poco dopo mettete il brandy.
Attenzione alla fiamma. Quando la fiamma generata dal brandy si spegnerà le beccacce saranno pronte.


Fonte: clubmachiavelli.it

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Apocalisse mancata
Postato da Grazia01 il Lunedì, 31 luglio @ 12:48:53 CEST (50 letture)
Un pensiero al giorno








Secondo i soliti rumor, un mega terremoto, scatenato dal ritorno di Cristo doveva distruggere la terra il 29 luglio u. s. Il tutto sarebbe accaduto quando i poli si fossero rovesciati, e avremmo pensato al fenomeno noto come “inversione magnetica" invece no, per gli apocalittici significa che la terra sarebbe andata letteralmente sottosopra (e quindi quelli dell’emisfero nord andavano nel vuoto dello spazio cosmico). La fonte di tutte queste rivelazioni è ovviamente la Bibbia dove è prevista nei minimi dettagli, dicono gli esperti di apocalissi, il giorno e l’ora della fine del Mondo. Il che è strano perché Gesù stesso disse anche che non sapremo né il giorno né l’ora. Ma evidentemente è stato scelto di non prestare fede alle parole del figlio di Dio. Per il resto questa Apocalisse estiva non avrebbe riservato moltissime novità: la solita luna rosso sangue che compare sempre quando si parla di Apocalisse, i terremoti, panico, distruzione e come se non bastasse ci doveva essere una tremenda grandinata. Ma mica grandine qualsiasi, blocchi di ghiaccio da 500 chili. Il che, se fossimo riusciti ad evitarli sarebbero stati utilissimi per preparare un mojito “da fine del mondo” o per trovare un po’ di refrigerio dalle fiamme dell’inferno. Si perché non ci sarà stata la fine del mondo ma un caldo quasi infernale lo stiamo soffrendo.

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Stranger under the Sun
Postato da Paolo il Venerdì, 28 luglio @ 21:17:54 CEST (60 letture)
Le opere di Paolo III







A tutti capita, di questi tempi. Stare sotto un sole implacabile in un'aria lattescente. Gli effetti sui nostri cervelli, nonché sulle nostre azioni, sono variabili. La narrativa più stimolante ha per oggetto i giovani: si pensi a quanto coinvolgono Romeo e Giulietta; erano poco più che adolescenti e, oltre a combinare tutto quello che ricordiamo, confinano in un'area asfittica tutti i maturi comprimari della loro tragedia. Il riferimento proposto oggi prevede un protagonista di età indefinita, non vecchio comunque, al quale le attuali pratiche da web avrebbero probabilmente mutato la sorte. E' nell'opera di Albert Camus 'Lo straniero', del 1942.[php]


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Il 27 luglio del 1835 nacque Giosuè Carducci
Postato da Grazia01 il Giovedì, 27 luglio @ 20:09:46 CEST (54 letture)
Ricerche d'autore





Il 27 luglio del 1835 nacque Giosuè Carducci



NOSTALGIA

Là in Maremma ove fiorio
La mia triste primavera,
Là rivola il pensier mio
Con i tuoni e la bufera:
Là nel cielo librarmi
La mia patria a riguardar,
Poi co’l tuon vo’ sprofondarmi
Tra quei colli ed in quel mar.






IN RIVA AL MARE

Tirreno, anche il mio petto è un mar profondo,
E di tempeste, o grande, a te non cede:
L’anima mia rugge ne’ flutti, e a tondo
Suoi brevi lidi e il picciol cielo fiede.

Tra le sucide schiume anche dal fondo
Stride la rena: e qua e là si vede
Qualche cetaceo stupido ed immondo
Boccheggiar ritto dietro immonde prede.

La ragion de le sue vedette algenti
Contempla e addita e conta ad una ad una
Onde belve ed arene invan furenti:

Come su questa solitaria duna
L’ire tue negre e gli autunnali venti
Inutil lampa illumina la luna.

Giosuè Carducci

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Cose leggevano sul Titanic?
Postato da Grazia01 il Sabato, 22 luglio @ 19:51:53 CEST (53 letture)
Riflessioni III



Ecco una lista che cerca di stabilire quali libri stessero leggendo gli sfortunati passeggeri della celebre nave affondata nella notte fra il 14 e il 15 aprile del 1912, il Titanic, naturalmente.





Purtroppo alcune delle opere citate nell'elenco hanno perso lo smalto originale e non godono più della fama di un tempo: è il caso di Rebecca of Sunnybrook Farm di Kate Douglas Wiggin, When a Man Marries di Mary Roberts Rinehart, The Net del pallanuotista e scrittore Rex Beach e The Jungle (La giungla) di Upton Sinclair. Ma la lista propone anche molti autori famosi e grandi classici: per esempio, è altamente probabile che in prima classe ci si dilettasse leggendo La casa della gioia di Edith Wharton, Gli ambasciatori di Henry James, Casa Howard del britannico E. M. Forster, Nostra sorella Carrie del padre del romanzo americano Theodore Dreiser, Il richiamo della foresta di Jack London, Lord Jim di Conrad e Il meraviglioso mago di Oz di L-Frank Baum. I passeggeri più impegnati, invece, probabilmente preferivano rifugiarsi tra le pagine di Freud per poi fare sfoggio delle loro conoscenze psicoanalitiche a cena con il capitano.




A bordo c’erano anche una cinquantina di italiani (ai due camerieri romani “riscoperti” di recente sarà dedicata una targa in Campidoglio). Avrebbero potuto leggere “Forse che sì forse che no” di D’Annunzio, pubblicato nel 1911. Dello stesso anno è la seconda parte di “Altezza reale” di Mann, già notissimo. Morte a Venezia è del ’12, forse non ancora edito.

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Con il cuore
Postato da Grazia01 il Sabato, 22 luglio @ 19:32:36 CEST (63 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI









Con il cuore

La mente ha sempre
desideri, curiosità,
e forza e amore.
Come una volta
Il corpo risponde
dimenticando
per pochi attimi
che il tempo
quello no
non si è fermato.
E si vuol fare
E si vuole andare
ma spesso non si riesce.
Solo l'amore,
quello del cuore
resta intatto e forte.

Grazia

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Maria Tore
Postato da Grazia01 il Sabato, 22 luglio @ 19:16:40 CEST (59 letture)
Ricerche d'autore






"Dentro un grande silenzio
di parole
guardo la luna piena
i prati e i profumati
profili dei ciliegi a primavera.
Estatica rimiro
l'ultima luna
come un grande amore"
(Maria Tore)





Per montagne

La voce delle campane
di monte in monte, di valle in valle arriva
e la nebbia dissolve poco a poco
il profilo delle montagne.
Per sentieri, per scorciatoie
cercando i crochi
i funghi e le castagne
o solo per sentire
l’erba che cresce
andiamo guardando il viso
sorridente
di quelli che ci camminano
accanto
e - dentro – cantano
…e un universo
ma solo di montagne
e picchi e gioghi e sempre nuove cime
e nubi nere, bianche, screziate
laggiù lontano sull’orizzonte del cielo
e ringraziare il Signore di essere vivi,
è così, Mariano, il Paradiso!


Due corvi sul prato

Due corvi sul prato
imperlato dall'ultima pioggia
s'inseguon in cerchio, per gioco.
Lui canta
l'eterna canzone
e lei
con brevi note risponde
al canto ed aumenta
l'incanto del giorno
di primavera.
E questo canto non fine
non esaltato dai vati
commuove il mio cuore
perché come il dolore
anche l'amore è eterno
ed ha una voce sola.
Canto parola o fiore
l'amore ci accomuna
nel momento più bello
e ci conferma infine
che ogni essere vivente
ci è fratello.

Maria Tore

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Stephen Vincent Benét
Postato da Grazia01 il Sabato, 22 luglio @ 19:07:55 CEST (50 letture)
Ricerche d'autore






La vita non si perde morendo;
la vita si perde minuto dopo minuto,
giorno trascinando giorno,
in tutti i mille piccoli insensibili modi.
S. V. B .




Noi immortali

Forse andiamo con il vento, la nube, il sole,
Nella libera compagnia dell’aria;
Forse con i tramonti quando il giorno finisce.
Tutto questo è in me — io non ci bado molto;
C’è da così tempo come le brune colline — e un albero
Come un folle profeta in una terra di carestia —
E io posso stare e sentire eternamente
La vasta e monotona respirazione della terra.

Ho conosciuto ore, lente e ardenti d’oro,
Belle di risate e soffuse di luce,
O Signore, in un momento simile nomina il mio andare,
Mentre si contraggono le mani, e la fredda faccia impallidisce,
E la scintilla muore dentro la mente debole,
Spargendo in altra polvere la sua polvere cosmica.


Nos immortales

Perhaps we go with wind and cloud and sun,
Into the free companionship of air;
Perhaps with sunsets when the day is done,
All’s one to me — I do not greatly care;
So long as there are brown hills — and a tree
Like a mad prophet in a land of dearth —
And I can lie and hear eternally
The vast monotonous breathing of the earth.

I have known hours, slow and golden-glowing,
Lovely with laughter and suffused with light,
O Lord, in such a time appoint my going,
When the hands clench, and the cold face grows white,
And the spark dies within the feeble brain,
Spilling its star-dust back to dust again.

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Emma Lazaru
Postato da Grazia01 il Sabato, 22 luglio @ 18:50:32 CEST (47 letture)
Ricerche d'autore



IL 22 luglio del 1849 nacque a New York Emma Lazarus




Il nuovo Colosso


Non come il gigante di bronzo di greca fama,
che a cavalcioni da sponda a sponda stende i suoi arti conquistatori:
qui, dove si infrangono le onde del nostro mare
si ergerà una donna potente con la torcia in mano,
la cui fiamma è un fulmine imprigionato, e avrà come
nome Madre degli Esuli. Il faro
nella sua mano darà il benvenuto al mondo, i
suoi occhi miti scruteranno quel mare che giace fra due città.

"Antiche terre, – ella dirà con labbra mute
– a voi la gran pompa! A me date
i vostri stanchi, i vostri poveri,
le vostre masse infreddolite desiderose di respirare liberi,
i rifiuti miserabili delle vostre spiagge affollate.
Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste,
e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata."
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Robert Musil
Postato da Grazia01 il Martedì, 18 luglio @ 15:30:19 CEST (45 letture)
Un pensiero al giorno









Se avete intenzione di affogare i vostri problemi nell'alcol,
tenete presente che alcuni problemi sanno nuotare benissimo.

Robert Musil

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Poesie di Giuseppe Conte
Postato da Grazia01 il Martedì, 18 luglio @ 15:27:54 CEST (57 letture)
Ricerche d'autore




Poesie di Giuseppe Conte



Dimenticare città, nomi, desideri
di uomo: voglio solo fiorire, rivivere, io
non più io, ibisco, acacia,
conca aperta e tremante di un anemone.
Avere piedi e nodi d’erba, io
non più io, mani guantate
di germogli, ciglia nuove blu, di
scorza il torace, spezzato e vivo.
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Ogni giorno che passa
Postato da Grazia01 il Martedì, 18 luglio @ 15:10:54 CEST (46 letture)
Poesie di Pavese









Ogni giorno che passa

Ogni giorno che passa è un riandare
tutta la storia grigia della vita.
Una donna che appena mi ha parlato
mi ha messo in cuore come un gran germoglio
gonfio di gioia.
È una gioia vedere tanti rami
verdissimi nel vento e tanti fiori
prepotenti, sboccianti, è una gran gioia
perché nel sangue pure è primavera.

Cesare Pavese

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Birds
Postato da Paolo il Lunedì, 17 luglio @ 18:12:43 CEST (52 letture)
Le opere di Paolo III



Dopo quelli di “California Split”, questa volta abbiamo due nomi meno usuali: Pisètero ed Evèlpide, niente meno. Non sono Americani, ma Antichi Greci tra gli “Uccelli” di Aristofane.






Gli ucelli, la prima edizione dell'opera in lingua italiana
(Venezia, 1545).
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Sensibilità
Postato da Grazia01 il Lunedì, 10 luglio @ 19:19:45 CEST (67 letture)
Un pensiero al giorno









Sensibilità non è fragilità.È incapacità di rimanere in superficie.
È andare sempre a fondo. Nelle cose, nelle persone, nelle emozioni.

Serena Santorelli






La sensibilità è l’abito più elegante e prezioso di cui l’intelligenza possa vestirsi.

Osho

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L’ERMETISMO
Postato da Grazia01 il Venerdì, 07 luglio @ 19:58:38 CEST (71 letture)
Un pensiero al giorno






L’ERMETISMO


La dizione "poesia ermetica" venne usata per la prima volta, in un'accezione fortunata quanto negativa, come avviene
spesso nelle definizioni dei nuovi movimenti artistici, in un saggio di Francesco Flora del 1936.
La poesia ermetica rappresenta il punto d'arrivo di un'evoluzione poetica che ebbe, nei primi anni del Novecento, come
protagonisti Palazzeschi, Govoni e Campana.
Di una vera e propria scuola ermetica, con una codificazione di tecniche e di moduli espressivi, si può parlare a partire
dalla metà degli anni Trenta.
Si può individuare in Salvatore Quasimodo l'autore esemplare di detta corrente letteraria.
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Il mare
Postato da Grazia01 il Giovedì, 06 luglio @ 19:31:45 CEST (77 letture)
Un pensiero al giorno








Il mare non è mai stato amico dell'uomo.
Al massimo complice della sua irrequietezza.
Joseph Conrad

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Nostalgia
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 05 luglio @ 14:08:35 CEST (78 letture)
Riflessioni III







La parola nostalgia, di derivazione greca ( ??st?? –ritorno e ????? dolore, dolore del ritorno ), viene spesso associata alla sofferenza che accompagna la consapevolezza della perdita irrimediabile di un passato che non può più fare ritorno.
Le sensazioni nostalgiche scatenano una tempesta di emozioni che vorremmo quasi catturare per impedirne la fuga o allontanare per il dolore che può procurarci.
Concentrati come siamo nel voler trasmettere sempre un’immagine positiva di noi, così come richiesto da una società proiettata sempre verso il futuro e che non ammette pause oziose di alcun genere, cacciamo via una parte del nostro essere per non apparire fragili nemmeno ai nostri occhi.
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Quando siamo troppo...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 05 luglio @ 14:01:06 CEST (62 letture)
Un pensiero al giorno








Quando siamo troppo allegri, in realtà siamo infelici.
Quando parliamo troppo, in realtà siamo a disagio.
Quando urliamo, in realtà abbiamo paura.
In realtà…la realtà non è quasi mai come appare.


Virginia Woolf

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Marina
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 05 luglio @ 13:40:13 CEST (62 letture)
Poesie di Verlaine










Marina


L’oceano sonoro
Palpita sotto l’occhio
Della luna in lutto
E palpita ancora,
Mentre un lampo
Vivido e sinistro
Fende il cielo di bistro
D’un lungo zigzag luminoso,
E che ogni onda
In salti convulsi
Lungo tutta la scogliera
Va, si ritira, brilla e risuona.
E nel firmamento,
Dove erra l’uragano,
Ruggisce il tuono
Formidabilmente.


Paul Verlaine

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California Dust Memories
Postato da Paolo il Martedì, 04 luglio @ 15:26:56 CEST (120 letture)
Cinema






Uno fa il giornalista, l'altro gioca e basta ma è abbastanza per fare i guai. Il giornalista si unisce. Alla fine ci scappa il winning streak - il colpo vincente ma noi ci accontenteremmo di un willing streak, come era uscito per lapsus componendo questo testo della storia. La volontà di comunicare dopo qualche anno di assenza dai racconti ma non dalla vita di Casatea.
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