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Novità › CENTRO STORICO DI SIENA
CENTRO STORICO DI SIENA
Postato da Grazia01 il Venerdì, 05 marzo @ 20:25:57 CET (3850 letture)
I patrimoni dell'umanità - Italia
CENTRO STORICO DI SIENA


Il duomo, situato in posizione elevata, domina tutta la città.

FONDATA DAGLI ETRUSCHI E POI COLONIA ROMANA, SIENA DIVENTÒ NEL
MEDIOEVO UN LIBERO COMUNE, RENDENDOSI, NEL 1186, INDIPENDENTE
DAL POTERE VESCOVILE CHE FINO AD ALLORA AVEVA DOMINATO LA CITTÀ.
A CARATTERIZZARE QUESTO PERIODO DELLA STORIA DI SIENA
È LA SECOLARE RIVALITÀ CON FIRENZE, ORIGINATA DALLA LOTTA
PER IL POSSESSO DELLE MINIERE DI ALLUME, MATERIALE NECESSARIO
ALLA MANIFATTURA DELLA LANA, ALL'EPOCA ATTIVITÀ PRIMARIA
DELLA BORGHESIA FIORENTINA.




Il centro storico di Siena è un eccezionale esempio di città medioevale che ha saputo conservare nei secoli le sue caratteristiche originali.

Il contrasto tra le due città raggiunse il culmine con lo scontro tra le fazioni fiorentine dei guelfi (sostenitori del Papato) e dei ghibellini (fautori dell'Impero), conclusosi con la vittoria dei secondi, appoggiati dai Senesi, nella battaglia di Montaperti del 1260. I proventi derivanti dallo sfruttamento dell'allume trasformarono Siena in una potenza economica: le locali istituzioni finanziarie arrivarono a concedere ingenti prestiti al Papato e a stabilire rapporti commerciali con Londra, Marsiglia e l'Europa settentrionale. Fu questa prosperità a permettere ai senesi di edificare palazzi e chiese magnifici, come il duomo e il Palazzo Comunale. Nel XVI secolo la città entrò a far parte del Granducato di Toscana, sotto il governo di Cosimo I de' Medici e, a simboleggiare il potere esercitato dalla famiglia fiorentina sugli antichi nemici, fu edificato un imponente fortino difensivo. In quest'epoca le attività commerciali e bancarie subirono un arresto e nel XVII secolo le lotte tra fazioni rivali e un breve dominio della famiglia milanese dei Visconti segnarono la fine della grandezza della città.




UNA PIAZZA COME UNA CONCHIGLIA

Il cuore di Siena è Piazza del Campo, che secondo la leggenda è ispirata al manto che copriva la Vergine quando apparve ai Senesi durante la battaglia di Montaperti. In questa piazza semicircolare confluiscono le tre antiche strade che attraversavano la città (quella per Roma, quella per Firenze e quella per la Maremma) e verso di essa digradano le tre colline sulle quali si estende l'abitato. La sua forma, che ricorda quella di una conchiglia, e la sua leggera pendenza sono ulteriormente accentuate dalla pavimentazione. I nove listoni che salgono a raggiera dalla parte inferiore della piazza simboleggiano il Consiglio dei Nove Uomini Buoni, che governò la città dal 1287 al 1335, periodo in cui Siena raggiunse una grande prosperità. Sulla parte inferiore della piazza si affaccia il Palazzo Pubblico o Comunale, superbo e armonioso esempio di architettura gotica civile, che fu per secoli la sede del massimo potere cittadino. Leggero e imponente nello stesso tempo, presenta finestre a tre ogive e una facciata leggermente concava e ornata di merlature. Il piano inferiore è caratterizzato dai tipici archi senesi, che consistono in un arco a sesto acuto ribassato e inserito in un altro a sesto acuto. All'interno è ospitato il Museo civico, che custodisce i lavori più importanti della famosa scuola pittorica senese.





Nella Sala della Pace, in particolare, fanno bella mostra di sé alcuni notissimi cicli affrescati da Ambrogio Lorenzetti, attivo nella prima metà del XIV secolo: Il Buon Governo, Effetti del Buon Governo in città e in campagna, Il malgoverno e i suoi effetti. Tra gli altri artisti le cui tele e i cui affreschi decorano il palazzo, sono da ricordare Simone Martini, Sano di Pietro e Giovanni Pisano. Nella Sala del Mappamondo, dove si riunivano i rappresentanti del Comune, sono visibili due importanti affreschi, entrambi attribuiti a Simone Martini: la Maestà e l'imponente Assedio del castello di Montemassi da parte di Guidoriccio da Fogliano (1328-1329).



Maestà Madonna con angeli e santi - DUCCIO DI BUONINSEGNA

Situati su pareti opposte, creano un efficace contrasto tra la dolcezza dell'immagine della Vergine e la bellicosa potenza del condottiero senese. Il Palazzo Pubblico è dominato dalla svettante Torre del Mangia, trecentesca esecuzione in laterizi sovrastata da una cella campanaria in pietra.


Polittico DUCCIO DI BUONINSEGNA

Sotto la torre sporge dal corpo dell'edificio la Cappella di Piazza, fatta erigere dai Senesi come ringraziamento per la fine dell'epidemia di peste del 1348, a causa della quale la popolazione si era ridotta da 25.000 a 16.000 abitanti.


Una piazzetta, un arco, un affresco, un antico pozzo sorprende il visitatore a ogni passo.

UN CAPOLAVORO D’ELEGANZA

Situato nel punto più alto della città, il duomo di Santa Maria fu edificato alla fine del XII secolo su una precedente struttura romanica. Alcune fonti sostengono che fu opera dei monaci cistercensi di San Galgano, esperti anche di costruzioni idrauliche (come dimostrano le numerose fontane della città), ma le decorazioni fanno pensare piuttosto a un prodotto dell'arte locale, privo di legami con lo stile dei religiosi di origine francese. Si dovette aspettare la fine del XIII secolo perché Giovanni Pisano decorasse la parte inferiore della facciata e i suoi magnifici portali, considerati tra i più rappresentativi del gotico italiano. La parte superiore della facciata è opera di Giovanni di Cecco, attivo nel XIV secolo.



L'esterno della chiesa non presenta i contrafforti tipici del gotico, mentre la facciata è interamente rivestita di marmo bianco di Carrara attraversato da fasce verdi di marmo di Prato. Lo stesso rivestimento si ripete anche all'interno, dove sono degni di nota il pavimento, realizzato da una quarantina di artisti (secc. XIV-XVI), e il pulpito, opera di Nicola Pisano, i cui rilievi sono annoverati tra le più elevate espressioni della scultura del XIII secolo. Sotto l'abside del duomo è situato il battistero, ornato dagli affreschi del Vecchietta (XIV secolo).


finestra - DUCCIO DI BUONINSEGNA

Notevole il fonte battesimale, di Jacopo della Quercia (1417-1430), decorato da statue e bassorilievi in bronzo: La Fede, La Speranza e Il Banchetto di Erode sono di Donatello; Zaccaria cacciato dal tempio di Jacopo della Quercia; La Cattura di San Giovanni Battista e Il Battesimo di Gesù di Lorenzo Ghiberti.


Uno scorcio del centro storico di Siena, caratterizzato da ripide e strette viuzze.

Il Museo dell'opera metropolitana, ambientato nei locali dell'incompiuto "duomo nuovo", racchiude le opere artistiche più preziose del duomo. Da non perdere la celebre Maestà di Duccio di Buoninsegna, capolavoro della pittura senese del Trecento e modello per molte altre esecuzioni del medesimo soggetto. Vanno inoltre segnalati La Natività della Vergine di Pietro Lorenzetti e il Tesoro del duomo, comprendente magnifici reliquiari, calici, custodie, crocifissi e un'importante collezione di arazzi.



IL PALIO
Durante la dominazione medicea, nel XVI secolo, nacque e si affermò a Siena la tradizione del Palio, una corsa di cavalli montati senza sella e lanciati in uno sfrenato galoppo lungo il perimetro di Piazza del Campo. La competizione si tiene ancora oggi e richiama appassionati e curiosi da tutto il mondo: vi si rivivono gli antichi fasti della città, con le alleanze di quartiere (le contrade) e le rivalità secolari. Due volte all'anno, il 2 luglio e il 16 agosto, dopo una scenografica sfilata in costume e una parata di sbandieratori, i cavalli e i fantini delle 17 contrade di Siena si contendono il "palio" (uno stendardo araldico) davanti a una folla di Senesi al colmo dell'eccitazione, in un'emozionante gara senza regole, durante la quale sono ammessi anche i colpi e le frustate tra i fantini e che può essere vinta anche da un cavallo "scosso", cioè che ha disarcionato il cavaliere. Il Palio non è soltanto la replica di un torneo medievale, ma anche di uno degli aspetti più genuini della cultura popolare senese.



I MOTIVI DELLA SCELTA

DENOMINAZIONE: Centro storico di Siena
PATRIMONIO DELL'UMANITÀ dal 1995

Il patrimonio artistico di Siena, circondata dai vigneti e dagli ulivi tipici del paesaggio toscano, rispecchia perfettamente lo splendore che caratterizzò questo comune in epoca medievale e rinascimentale. Tutta la città costituisce inoltre un vivido esempio degli alti livelli raggiunti dal gotico italiano, degno di essere paragonato a quello francese e spagnolo. Il solo Palazzo pubblico o la sua cattedrale, infatti, sarebbero sufficienti a renderla uno dei luoghi più suggestivi d'Europa.









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Re: CENTRO STORICO DI SIENA (Voto: 1 )
di Paolo il Sabato, 06 marzo @ 14:57:13 CET
Le città dei Palii mi sono sempre piaciute, anche Asti oltre a questa, Legnano non la conosco. Perchè? Oggi direi che è per quell'aria truffaldina nascosta nelle pieghe dei centri storici, le corse sono sempre truccate, si sa. Ma ieri? Mi cimentavo con l'Inglese, ne uscì il 'Palio' che riporterò in chiusura, ce n'è un altro molto famoso (e confuso) di Montale. Oggi salvo il gesto di Lesbia che si raccoglie i capelli a coda di cavallo, le ragazze a volte lo fanno repentinamente. Gli altri nomi che compaiono sono quelli di una Poetessa di Sofia (Avelar) e di un Poeta delle Mauritius (Peerbocus).Non è mai stata tradotta.
'Hatred and envy for the opponents snack through the ways of Siena,
The sun slashes with a sabre among the red bricks that keep the dark.
A roll of drums breaks the silence while the blue wavy banners flap,
Under the balcony where Onelia breathes in deeply.
Yoonoos roams the contrada of the Wave. The tumult is in the place.
The multicoloured jockeys ride bareback on the medieval tuff,
In the crowd Lesbia clasps her hair into ponytail.
'My father and of the ones who ever used sweet and pretty love lines'.
*
The 2nd of July Siena competes in the 'palio' of Our Lady of Provenzano.
The quotation reports the Dante's words about the master of Sweet New Style Guido Guinizzelli.

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