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Gli studi sui gas serra...
Postato da Grazia01 il Venerdì, 30 aprile @ 18:27:14 CEST (84 letture)
Ecologia e ambiente I

Il 2015, secondo l'ONU, è stato l’inizio di una nuova era climatica. Negli anni precedenti, infatti, i livelli di CO2 presenti nell’aria raggiungevano la soglia di 400 parti per milione, solo in alcuni mesi e, mai prima di quel momento, la media dei mesi, su base annuale, aveva superato quella soglia. Nel 2016 la concentrazione di CO2 fu costantemente al di sopra di 400 ppm per tutto l'anno. Sono passati pochissimi anni e l’osservatorio di Mauna Loa, alle Hawaii, che da decenni monitora i dati a livello mondiale, ci dà notizia di un altro triste primato: abbiamo superato le 420 parti per milione.
Gli studi sui gas serra, infatti, rivelano che questi valori di Anidride Carbonica c'erano già stati tra i 2 e i 4,6 milioni di anni fa, quando le condizioni climatiche sulla Terra erano estremamente diverse.
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Il 22 Marzo ricorre la giornata mondiale dell'Acqua
Postato da Grazia01 il Venerdì, 23 marzo @ 22:20:01 CET (842 letture)
Ecologia e ambiente I





Il 22 Marzo ricorre la giornata mondiale dell'Acqua, giunta quest'anno alla 26° edizione, ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all'interno delle direttive dell'Agenda 21, come risultato della conferenza di Rio.
Si stima che sul nostro pianeta siano presenti circa 1,4 miliardi di chilometri cubi d'acqua. Di questi il 97,5% è composto da acqua salata. Di quel che ne resta, il 70% circa si trova allo stato solido e costituisce i ghiacci polari. Quello che rimane sono, all'incirca, 10 milioni di chilometri cubi di acqua dolce presenti nelle falde sotterranee di tutto il mondo. Potrebbero sembrare tanti, non è così: ad oggi gli sprechi sono molti e non si hanno ancora, nella maggior parte dei casi, le infrastrutture atte e adatte al recupero e riuso delle acque di scarico.

L'acqua: una risorsa fondamentale per tutta l'umanità

L'edizione 2018 dell'iniziativa è dedicata al tema Nature for Water (La Natura per l'acqua) e si concentra sulle soluzioni che la Natura stessa ci offre per conservare e ripristinare il ciclo naturale dell'acqua, impedendo che la nostra più importante risorsa vada perduta. Sono infatti gli ecosistemi danneggiati a togliere quantità enormi di acqua a disposizione della popolazione e diminuendone la qualità.
Tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile del Millennio, il numero 6 riguarda proprio l'impegno nel garantire, entro il 2030, l'accesso all'acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari per tutti. Uno dei traguardi di questo obiettivo si ricollega anche alla Natura, impegnandosi a proteggere e risanare gli ecosistemi legati all'acqua, comprese le montagne, le foreste, le paludi, i fiumi, le falde acquifere e i laghi.
Ma le soluzioni devono coinvolgere anche le città e i cittadini: sarebbe auspicabile investire in infrastrutture "verdi" e dove possibile, armonizzarle con quelle "grigie". La riforestazione, la difesa del corso del fiume e il risanamento delle paludi potrebbero essere degli investimenti utili per riequilibrare il ciclo dell'acqua e migliorare la salute umana e il suo sostentamento.



Un miliardo di persone non ha accesso all'acqua potabile, tra i 3 e i 4 miliardi di persone non ne hanno a disposizione una quantità sufficiente. Al contrario, nei paesi sviluppati si registra il problema opposto: acqua sprecata in enormi quantità, a partire dalle normali attività quotidiane che caratterizzano la nostra vita. Vito Felice Uricchio, direttore dell'Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA-CNR), afferma: «Se consideriamo che il consumo pro-capite di acqua potabile per usi domestici è di 425 litri al giorno negli Stati Uniti, e 10 litri nel Madagscar, si può immaginare che ci siano margini per ridurre i consumi. La Commissione mondiale per l'acqua indica in 40 litri al giorno a persona la quantità minima per soddisfare i bisogni essenziali. Attraverso l'osservazione di buone pratiche e/o di tecnologie innovative riterrei che si possa passare dai 241 litri per abitante al giorno a circa la metà».
Molte saranno le iniziative in Italia, volte a sensibilizzare sulla questione oltre che incentivare una maggior consapevolezza e conoscenza sul tema.


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Casina delle Civette
Postato da Grazia01 il Martedì, 08 novembre @ 21:10:33 CET (524 letture)
Ecologia e ambiente I




Il Museo della Casina delle Civette si trova all’interno del parco di Villa Torlonia a Roma ed è una delle bellezze nascoste della Capitale. Il suo nome deriva dal fatto che le civette sono uno decori ricorrenti nelle vetrate e nelle maioliche.

Fino al 1938 la Casina delle Civette era stata la dimora del principe Giovanni Torlonia junior, all’epoca era conosciuta come Capanna svizzera per via del suo aspetto molto simile a quello di un rifugio alpino.



Oggi è invece, è un museo che sembra uscito da un libro di favole. Ideata nel 1840 da Giuseppe Jappelli su commissione del principe Alessandro Torlonia, la Casina delle Civette è si è trasformata nel tempo, infatti se prima l’architettura appariva rustica adesso ha un aspetto raffinato con porticati, torrette e logge.




Ma sicuramente sono le sue decorazioni a lasciare a bocca aperta. Ci sono maioliche colorate e vetrate che raffigurano civette, fate, cigni, pavoni ma anche nastri, farfalle e rose.

E’ proprio per le vetrate con due civette che il nome dell’edificio è stato cambiato,ma in realtà questo uccello viene ripreso anche in altre decorazioni e nel mobilio voluto dal principe Giovanni, amante dei simboli esoterici.





Se all’esterno si intravede anche un tocco liberty, all’interno vi sono sculture in marmo, ferro battuto, mosaici, legni intarsiati e decorazioni pittoriche. Le vetrate sono state prodotte su disegni di Duilio Cambellotti, UmbertoBottazzi, Vittorio Grassi e Paolo Paschetto.

L’edificio venne distrutto durante la Seconda guerra mondiale, solo nel 1978 la Casina delle Civette fu acquisita dal comune di Roma, ma nel 1991 un incendio distrusse ulteriormente la villa.

Casina delle civette, le vetrate








Dopo un lungo lavoro di restauro durato cinque anni, la Casina delle Civette è oggi uno spazio restituito alla città e sicuramente uno dei più affascinanti per grandi e piccini.



Fonte GreenMi.it

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Sri Lanka
Postato da Grazia01 il Sabato, 05 novembre @ 19:39:53 CET (635 letture)
Ecologia e ambiente I




Definita da Marco Polo “l’isola più bella del mondo”, lo Sri Lanka è la meta di viaggio perfetta per chi ama la natura, la cultura e la storia. Il Paese offre una varietà pressoché infinita di cose da vedere e di attività da svolgere: si spazia dalla visita dei resti di antiche culture risalenti a duemila anni fa nella zona del Triangolo Culturale a bellissime escursioni nei parchi nazionali, alla ricerca di numerose specie animali come leopardi, elefanti, uccelli e molte altre.



L’Isola offre paesaggi mozzafiato che vi resteranno nella mente, perfetti per scattare foto stupende e godersi tramonti indimenticabili, rilassanti e suggestivi. Non vi resta che preparare le valigie e partire.

QUANDO ANDARE IN SRI LANKA

Il clima in Sri Lanka è abbastanza particolare, è caratterizzato infatti dalla presenza di due monsoni che contribuiscono a far sì che ci siano diverse “stagioni” nello stesso periodo in varie parti dell’isola. Il monsone sud-occidentale provoca piogge sulle coste ovest e sud-ovest da aprile a settembre, mentre il monsone nord-orientale colpisce la parte est del paese da novembre a marzo. Detto ciò la nota positiva è che ci sarà sempre una parte di paese dove il clima è perfetto per organizzare un viaggio in Sri Lanka** ed essendo vicino all’equatore le temperature in linea generale saranno costanti tutto l’anno.

COSA VEDERE IN SRI LANKA

IL TRIANGOLO CULTURALE

Definito la culla della civiltà singalese, il Triangolo Culturale si sviluppa tra le città di Anuradhapura, Polonnaruwa e Kandy e comprende immensi monasteri, tre imponenti Dagoba, straordinarie rovine antiche, templi rupestri e la magnifica roccia di Sigiriya, uno dei luoghi più suggestivi dell’intero paese.

ANURADHAPURA

Anuradhapura fu completamente rasa al suolo nel 993 e oggi è un luogo ricco di cultura, storia e religione dove il visitatore può immergersi a fondo nella civiltà singalese. Visitare e orientarsi ad Anuradhapura può sembrare un’impresa alquanto complicata ma il segreto è memorizzare i tre grandi monasteri: Mahavihara, Jetavana e Abhayagiri che fanno parte del Recinto Sacro. Per visitare la parte antica della città, dove si concentrano splendide Dagoba, musei, monasteri, palazzi e grandi luoghi di culto ci vorrebbero giorni interi quindi se il tempo a disposizione è poco la soluzione migliore è quella di affidarsi alla conoscenza di uno degli abitanti del posto che con un tuk-tuk porterà i visitatori a percorrere i punti più importanti della città.



POLONNARUWA

Polonnaruwa è il luogo dove si possono visitare i monumenti più belli dell’isola e si trovano tutti in un unico sito archeologico lungo circa 4 km e visitabile in un’unica giornata. Al centro del sito si trova quello che era il Palazzo Reale, mentre più a nord si trova il cuore religioso della città, il Quadrangolo, dove si possono ammirare le rovine più belle e affascinanti. Uno dei luoghi che merita maggiormente la visita è Gal Vihara, il Tempio di Roccia, conosciuto anche come Tempio della Roccia Nera, al cui interno si trova un’imponente statua del Budda Sdraiato lungo circa 14 metri.
Leggi Tutto... | 7362 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Penisola della Kamchatka
Postato da Grazia01 il Sabato, 05 novembre @ 19:24:08 CET (412 letture)
Ecologia e ambiente I




L’inquinamento acustico ha contaminato tutto il mondo, non esiste più un angolo del Pianeta dove non si senta il rombo di un aereo in lontananza. Neppure in Antartide dove: i motori delle barche, i generatori dell’elettricità e gli aeroplani inquinano costantemente.
Alcuni ricercatori di un’equipe scientifica, tra i quali il professore americano della Ucla, George Michelson Foy, e un ecologo, Gordon Hempton, da anni sono alla ricerca di luoghi incontaminati, dove regna il silenzio o meglio la mancanza di disturbi rispetto al silenzio naturale. Sono state analizzate le foreste tropicali e i ghiacciai dell’Antartide, ma nessuno di questi luoghi è scevro da inquinamento acustico.
Nella lista dei luoghi quasi silenziosi si trova: l’Antartide appunto, l’Hoh Rain Forest nel parco nazionale di Olympic, Washington, le praterie canadesi, il vulcano Haleakala alle Hawaii, la foresta tropicale del Borneo e la riserva naturale del vulcano Kronotsky nella leggendaria penisola della Kamchatka, Russia, di cui le immagini sottostanti.













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Orchidee tra mito e leggenda
Postato da Grazia01 il Domenica, 15 marzo @ 10:54:12 CET (799 letture)
Ecologia e ambiente I





L'orchidea: mito e leggenda
di Lady Lu




Le orchidee hanno sempre avuto un grande fascino e solleticato la fantasia di chi ha avuto il coraggio di perdersi nella loro essenza avvolta dal mistero. Le lunghe radici carnose, i petali che paiono quasi rivestiti di una luminosa brinatura fatata, la particolare semplicità del loro frutto hanno accresciuto l'enigmaticità di questo fiore straordinario.



In Sardegna è possibile ammirare delle rare specie di orchidee selvatiche, hanno dimensioni molto ridotte rispetto alle orchidee esotiche che siamo abituati a vedere, ma nel loro essere piccole emanano una grazia e un'armonia senza eguali. Il mistero che le avvolge è presente nelle diverse leggende che si raccontano da numerosi secoli. Tra di esse vi è la leggenda greca di Orchis.




Secondo gli antichi greci la prima orchidea prese vita dalla metamorfosi di Orchis. Orchis era un giovanotto bellissimo e focoso, figlio di una ninfa, dalla quale aveva ereditato la leggiadria, e di un satiro, il quale gli trasmise la libido.


In occasione di festeggiamenti in onore del Dio Bacco, il giovane Orchis aveva tentato di insidiare una sacerdotessa. Si trattava di un atto sacrilego e nonostante Orchis credette di essere immune per nascita dalla punizione contro gli abusi causati da desiderio di onnipotenza, fu condannato e dato in pasto a belve feroci.




Gli Dei dell'olimpo allora decisero di intervenire e fecero in modo che dai pochi resti mortali di Orchis nascesse una piantina esile ma meravigliosa che nella parte sotterranea, lontano dagli sguardi dei curiosi, si sviluppava un apparato che riproduceva quello anatomico maschile, che era stato causa della sua fine.



Ecco che da questa metamorfosi venne coniato il termine "orchis" che significa testicolo.
Vi sono anche altre leggende legate all'orchidea, tra cui quella della scarpetta di Venere. Si racconta che la Dea, invaghitasi di Adone, aveva cominciato a percorrere montagne e selve insieme a lui e un giorno perse uno dei suoi calzari.



Dopo una tempesta un giovine ritrovò la scarpetta della Dea ma prima che questi potesse toccarla essa si trasformò in un'esile piantina, un'orchidea, il cui petalo centrale assunse il colore dorato della scarpetta di Venere.



Oltre a tali leggende legate alla bellezza e alla sensualità nel nord Europa l'orchidea, per la struttura e le sembianze del suo apparato radicale, ha alimentato delle leggende più oscure e macabre.



La radice di alcune specie ricorda una mano, per cui tale straordinario fiore viene anche chiamato "la mano della morta" o la "mano della vergine morta" perché considerato come le mani di una giovane vergine che dopo aver pianto calde lacrime sulla tomba del fratello è stata trasformata da Dio in questo splendura-delle-orchidee_Ovido esemplare floreale.




Le orchidee sono avvolte dal mito e dai racconti ma vengono impiegate da sempre anche in ambito esoterico e sono protagoniste di superstizioni e credenze religiose.
Avevo letto (se non sbaglio) che nel San Salvador erano proprio le orchidee i fiori che adornavano i luoghi in cui venivano effettuati sacrifici umani.


Pare che nel centro e sud America si usasse porre un'orchidea dai colori chiari e tenui, perlopiù bianca, sul tetto della chiesa evitando che qualcuno la togliesse.
L'accostamento di tale fiore alla sfera sensuale nonché a quella sessuale lo ha fatto ritenere da tempi ormai molto lontani, efficace nella cura della sterilità femminile.




Le specie sono davvero numerosissime, tra di esse se trova una ritenuta cibo dei satiri (e da cui prende il nome) i cui bulbi se ingeriti con del vino rosso sarebbero un potente afrodisiaco.
Parrebbe possa essere impiegata in magia in alcune pozioni anche insieme a miele e muschio, ma qui lascio la parola a chi è più esperto.
Essa è un esemplare unico nell'universo, simbolo di armonia e di perfezione spirituale.



Per chi serba il cuore di un'Orchidea,
Le paludi sono rosa a giugno.

Emily Dickinson




L'orchidea

Si apre il mattino e squarcia l'incanto
sopra questo cortile di pietra,
dove primogenita e fonte
la brezza notturna evapora
come i sogni,
lasciando questo cielo plumbeo
fatto di mistero
come fosse nel grembo di una madre.
L'orchidea e il suo spirito
nutre l'occhio
nell'eco di mezzo dì
e si trasforma in domanda,
la cui risposta sazia
i commensali del tempo perduto.


Vincenzo Iannarilli


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I cani nella storia
Postato da Grazia01 il Giovedì, 13 novembre @ 22:25:39 CET (606 letture)
Ecologia e ambiente I






Elita Cancelliere

Dopo il primo impatto con l'uomo preistorico e quindi con la caccia, l'antenato del cane diventò un compagno abituale e nel corso dei secoli venne utilizzato, anche per fare da guardia ai villaggi e, purtroppo per la guerra.



Giovanni Bellini

Troviamo numerose raffigurazioni del cane disseminate in molti territori e culture: bassorilievi, Assiro-Babilonesi, ritraggono scene di caccia con uomini e mute di cani; si racconta che, conquistata la Mesopotamia, Ciro Re di Persia, portò al seguito del suo esercito i quattro zampe trovati nei territori conquistati, per la loro grande prestanza fisica.



Le prime rappresentazioni di cani che più si avvicinano alle razze che oggi noi conosciamo arrivano dall'Egitto, si possono riconoscere Bassotti e Segugi. Dall'Oriente vennero importati i Mastini e i Levrieri e pare che furono i Fenici a contribuire alla conoscenza e all'arrivo di cani sempre nuovi a Roma o in Grecia, perché tra i loro numerosi commerci c'erano anche quelli che riguardavano i cani. Per i Greci i cani erano stati forgiati per l'uomo dal Dio Vulcano e la loro importanza si rispecchia anche nelle prime forme di letteratura. Noi tutti conosciamo Argo, il cane di Ulisse. Aristotele, che non era solo un filosofo, ma anche uno zoologo, fece un lungo elenco di razze canine, distinguendole attraverso i loro paesi di provenienza.

Leggi Tutto... | 2887 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Alberi, testimoni muti
Postato da Grazia01 il Sabato, 01 dicembre @ 11:20:31 CET (1046 letture)
Ecologia e ambiente I
Non calpestare le radici



Nei primi 80 centimetri di terreno, c'è il 90% delle radici di un albero, sua fonte di vita e ancoraggio con la terra. Ecco perché le operazioni di "compattamento", così come le persone che ci camminano sopra, sono dannosissime per la pianta: tolgono ossigeno alle radici. Altrettanto pericolosa per l'albero è la presenza di prato intorno alla sua base: l'erba, infatti, "ruba" acqua alle radici. Gli arboricoltori consigliano, in alcuni casi, di recintare le piante, «come si farebbe per un quadro prezioso da mettere sotto vetro». Ciò non esclude la possibilità di valorizzare i "Monumentali" con il turismo: come avviene a Varese, dov'è attivo un progetto transfrontaliero con la Svizzera di passeggiate guidate tra gli alberi.



Decembrini, che oltre a essere un paesaggista di fama internazionale è anche poeta e filosofo, però, va oltre: «Monumento significa ricordare, ed è questo aspetto che più mi interessa: la relazione dell'albero con noi uomini». Gli alberi sono da sempre testimoni muti della storia dell'umanità. Recentissima la ricerca del Cnr, in coordinamento con l'Istituto Agrario di San Michele all'Adige sugli ulivi dell'orto dei getsemani: hanno circa 900 anni e sono fratelli tra di loro; risalgono quindi al tempo delle Crociate. «Ora sappiamo tutto del loro Dna e stato di salute. Forse derivano da polloni su ceppaie ancor più antiche che ci fanno sperare di avere, almeno come materiale genetico, gli ulivi che hanno visto le vicissitudini del Cristo».

Nella foresta reale di Sherwood, cuore storico della Gran Bretagna, il Major Oak sotto le cui chiome leggenda vuole che si nascondesse Robin Hood è ancora saldamente in piedi. Anzi, sulle sue radici. I custodi del parco raccolgono i turisti attorno all’albero millenario e raccontano una storia: «La quercia ci mette 300 anni per crescere, poi riposa 300 anni e per altri 300 declina con grazia». In alcuni casi fortunati, vive anche di più. Com’è successo alla quercia dell’eroe popolare inglese. La morte improvvisa della pianta, in natura, non esiste. Avviene solo quando l’uomo arriva con la motosega o qualcosa di più subdolo e silenzioso.
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LE LUCCIOLE
Postato da Grazia01 il Martedì, 10 luglio @ 19:56:36 CEST (3243 letture)
Ecologia e ambiente I





In questo periodo di vacanza in montagna ho rivisto dopo qualche anno, le lucciole, lucciole intese come insetti.
Tutti conoscono quei piccolissimi insetti, che emananano luce nelle calde serate di maggio, fino all’estate. Brillano nel buio dei cespugli ed é difficile catturarle e poi perché mai? Sono così carine! Personalmente sono affascinata dagli insetti e dal loro mondo, mi piace documentarmi e magari fare dei confronti, dei paragoni con la grande razza umana, alla quale anch’io appartengo, sempre più complessa, complicata, e disturbuta da se stessa.
Intanto in questi insetti, ci sono delle differenze tra il maschio e la femmina, anche se il nome é lo stesso al femminile come al maschile.
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Rapporto fra natura e uomo
Postato da Grazia01 il Lunedì, 20 giugno @ 16:49:20 CEST (1127 letture)
Ecologia e ambiente I


Nella società contemporanea l’uomo è abituato a considerare la natura come uno spazio ormai “domato”, piegato alle necessità della razza umana. Gli spazi verdi sono sinonimi di svago, di giornate all’aperto con amici e famiglia oppure spazi coltivati che forniscono ogni giorno frutta e verdura. I luoghi in cui la natura si manifesta in tutta la sua potenza, come il deserto, le distese di ghiaccio, il mare aperto, sono lontani dalla società civile e sono visti come fenomeni speciali, che riguardano solo determinate parti del pianeta.
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In tutto il pianeta all'improvviso muore la vita...
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 12 gennaio @ 22:37:58 CET (1354 letture)
Ecologia e ambiente I





"Un terzo delle creature viventi che erano nel mare morì e un terzo delle navi andò distrutto." (Apocalisse, 8, 9).

"Ci sarà un giorno in cui gli uccelli cadranno dal cielo, gli animali che popolano i boschi moriranno, il mare diventerà nero ed i fiumi scorreranno avvelenati. Quel giorno, uomini di ogni razza si uniranno come guerrieri dell'arcobaleno per lottare contro la distruzione della Terra". (Profezia Hopi)

Che cosa sta succedendo? Si chiede sgomento Timothy Bancroft-Hinchey. Forse non è difficile rispondere alla domanda deflagrata a seguito della moria di volatili e di pesci che sta colpendo diversi stati in tutto il mondo. Armi biologiche ed elettromagnetiche o aberrazioni del geomagnetismo? O ancora: fenomeni naturali ed indotti in un'esiziale sinergia?

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Ricchezza e povertà
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 20 ottobre @ 20:36:32 CEST (1726 letture)
Ecologia e ambiente I OkNotizie

Secondo molti, in nessun modo si può sostenere che la ricchezza di alcuni sia causa della povertà di molti e dunque ricchezza e povertà sarebbero due fenomeni sostanzialmente indipendenti l’uno dall’altro.
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INNAMORARSI D'UN ALBERO...
Postato da Grazia01 il Domenica, 10 ottobre @ 19:03:31 CEST (1328 letture)
Ecologia e ambiente I


In questo periodo si raccolgono le olive, e approfitto di questo evento per confidarvi che sono innamorata degli ulivi. Mi affascina l’aspetto di questi alberi secolari, dal tronco possente, tenacemente affondato nel terreno, al punto di sentire il desiderio di toccarli e, se mi è possibile, perfino di abbracciarne il tronco, come per assorbire da loro, quella che a me appare come una pacifica forza. Queste piante hanno la bellezza di vere e proprie sculture, quindi vi racconto di loro, come si conviene per un grande amore.




La pianta di ulivo è stata la prima a essere selezionata dall'uomo: la sua storia e quella delle civiltà mediterranee s’intrecciano da oltre settemila anni.

Scrive Pablo Neruda

Non solo canta il vino
anche l’olio canta
vive in noi con la sua luce matura
e fra i beni della terra faccio mia,
o Olio,
la tua inesauribile pace, la tua essenza verde,
il tuo ricolmo tesoro che discende
dalle sorgenti dell’olivo.

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Un fiore d’inverno
Postato da Grazia01 il Sabato, 09 gennaio @ 10:45:38 CET (1385 letture)
Ecologia e ambiente I

Quando l’inverno si fa sentire, più bianco e silenzioso, obbedendo quasi alla legge del contrappasso, alcuni alberetti si mettono a fiorire, E come se non bastasse, sono anche capaci di’inondare l’aria di fragranze irresistibili.

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Vivere la notte naturalmente
Postato da Antonio02 il Domenica, 14 settembre @ 12:53:43 CEST (3071 letture)
Ecologia e ambiente I Vivere la notte naturalmente

Città notturne illuminate a giorno.
Gli ambientalisti francesi chiedono di spegnere le luci dei monumenti.
E non sono i soli. Quali emozioni ci regala una città al buio?


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Il caprifoglio
Postato da Grazia01 il Venerdì, 01 agosto @ 20:18:39 CEST (1574 letture)
Ecologia e ambiente I

Sul mio balcone ho una pianta di caprifoglio che fino a qualche tempo fa mi donava teneri fiori profumatissimi, ora non più, le foglie malgrado le cure continue, cadono, avizziscono, lui lotta con tutte le sue forze per sopravvivere, ma gli elementi gli sono contro.
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Al cellulare SIATE BREVI
Postato da Grazia01 il Domenica, 13 luglio @ 11:50:53 CEST (1226 letture)
Ecologia e ambiente I

Il cellulare fa male alla salute?
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Un bagno di meduse
Postato da Antonio il Giovedì, 03 luglio @ 12:53:14 CEST (4573 letture)
Ecologia e ambiente I

Invasione nel Mediterraneo

Un bagno di meduse

Anche quest'anno tutti al mare, ma preparatevi a incontri inconsueti, e non tutti piacevoli. Intanto con le reti anti medusa che già hanno fatto la loro comparsa lungo le coste del Sud della Francia.
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L'isola dei centenari
Postato da Grazia01 il Martedì, 06 maggio @ 19:34:36 CEST (1562 letture)
Ecologia e ambiente I Gli abitanti di Okinawa sembrano aver sconfitto il processo di invecchiamento e le malattie degenerative che in occidente caratterizzano la terza età..



“A 70 anni sei un bambino, a 80 un giovane e a 90? Se gli avi ti chiedono di raggiungerli in paradiso, rispondi loro di aspettare finchè non compi i 100 anni e forse allora potrai pensarci”
E’ un antico proverbio dell'isola di Okinawa, l'isola dove vive la popolazione più longeva del mondo: La scritta si trova in un cippo di pietra di benvenuto per chi si reca sul posto. Okinawa in realtà è un magnifico arcipelago di 161 isole disseminate di palmeti, esteso per circa 1300 chilometri tra le isole maggiori del Mar del Giappone e Taiwan.
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22 aprile, giornata della terra
Postato da Grazia01 il Martedì, 22 aprile @ 09:55:14 CEST (1127 letture)
Ecologia e ambiente I

22 aprile, giornata della terra.

Giorno della Terra, in inglese Earth Day è il nome usato per indicare due diverse festività, una che si tiene annualmente ogni primavera nell'emisfero Nord del pianeta, ed un'altra in autunno dedicate all'ambiente ed alla salvaguardia del pianeta Terra. Le Nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno nell'equinozio di Marzo ma è un'osservanza per la maggior parte dichiararla il 22 aprile di ciascun anno.
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Il cimitero dell'hi-tech
Postato da Antonio il Lunedì, 14 aprile @ 11:54:37 CEST (1047 letture)
Ecologia e ambiente I

CATENA DI MONTAGGIO SENZA FINE
I depositi della compagnia texana Monitex, a Grand Prairie, che compra monitor usati e li ricicla,
riutilizzando i pezzi ancora "buoni" nella sua fabbrica di televisori in Thailandia
Foto Peter Essick/Aurora


Circa due millenni e mezzo fa, il filosofo greco Eraclito pensava che il mondo fosse un insieme di rifiuti gettati a caso, da cui divinità più o meno bizzarre traevano gli ingredienti per il loro bricolage. Adesso ci pensano gli esseri umani a riciclare senza tregua. Da un deposito del Texas a una fabbrica di televisori in Thailandia: e poi si dice che la globalizzazione promuoverebbe lo spreco!
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Un oceano di plastica
Postato da Grazia01 il Sabato, 23 febbraio @ 15:01:22 CET (1406 letture)
Ecologia e ambiente I

Pacifico: 100 milioni di tonnellate di rifiuti

Se la Campania piange per i suoi rifiuti, l'oceano Pacifico non ride di certo, anzi. La più grande discarica del mondo, infatti, è ospitata nelle sue acque. «Un'area enorme, una gigantesca zuppa di plastica», commenta Marcus Eriksen dell'Algalita Marine Research Foundation, che sta studiando questa incredibile ammasso di rifiuti. Al momento, il gioco delle correnti oceaniche ha formato, in realtà, due vortici che racchiudono altrettante discariche, tra loro collegate, formate complessivamente da 100 milioni di tonnellate di plastica. La prima si trova 500 miglie nautiche al largo delle coste californiane e circonda, con il suo micidiale girotondo, le Hawaii. La seconda interessa invece la parte orientale del Pacifico e lambisce le coste giapponesi. «La Grande Massa di Rifiuti del Pacifico — spiega Charles Moore oceanografo e scopritore nel 1997 di questo gigantesco ammasso di spazzatura — sta espandendosi ad un ritmo costante.
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La lezione degli animali
Postato da Antonio il Mercoledì, 30 gennaio @ 15:26:40 CET (1024 letture)
Ecologia e ambiente I

In Italia stanno scomparendo le api per colpa del clima e dei veleni, il loro numero è praticamente dimezzato, e sono andati persi già 200.000 alveari. Per il ministro dell’Ambiente può venir alterato l’equilibrio di tutto l’ecosistema. Negli Stati Uniti il fenomeno dello spopolamento ha raggiunto il 70%. A questo proposito riporto un articolo di Danilo Mainardi:

La lezione degli animali

La moria delle api fa pensare alle rondini, falcidiate per gli stessi motivi, primo tra tutti l'uso dissennato della chimica. Ecco allora che, per la loro sensibilità, capita alle api, così come alle rondini, di assumere il fastidioso ruolo di indicatori ambientali. Il che, tra l'altro, vorrebbe dire, dato che l'ambiente è pure il nostro, che se muoiono loro c'è poco da stare allegri per noi.
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Ma qui abbiamo tutta la nostra vita
Postato da Antonio il Mercoledì, 16 gennaio @ 11:44:00 CET (1308 letture)
Ecologia e ambiente I

Ma qui abbiamo tutta la nostra vita

Sono diciotto comuni, duecento chilometri quadrati, seicentomila persone. Un pezzo d’talia che sta dove non dovrebbe. Sul piano di sgombero della protezione civile, quest'area è indicata come zona rossa, e non c'è bisogno di altre spiegazioni.
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METTI LE PIANTE IN BANCA
Postato da Antonio il Venerdì, 11 gennaio @ 14:37:41 CET (1008 letture)
Ecologia e ambiente I

Sembra fantascienza, ma è un progetto reale. Una mega-serra blindata al Polo Nord terrà al riparo - da cambiamenti climatici e catastrofi - 250 mila specie vegetali

Nelle viscere di una montagna, su un'isola vicino al Polo Nord norvegese, sta per essere aperta una cassaforte dove verranno conservate le sementi di tutte le piante alimentari che crescono sulla Terra: germe di grano, esemplari di melo, di patate, chicchi di riso ... Tutti i vegetali che ci alimentano e permettono alla nostra agricoltura di funzionare. Lo scopo?
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Animali in via d'estinzione
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 09 gennaio @ 15:05:33 CET (26555 letture)
Ecologia e ambiente I Ci sono meravigliose creature che rischiamo di non vedere più

Ecco i 18 esemplari più a rischio di estinzione a causa della caccia e del clima impazzito


Si uccidono narvali per ricavare oggetti d'avorio dai loro denti,
delfini per apprezzarli nei sushi bar,
panda giganti per la pelliccia e leopardi delle nevi,
i cui organi sono usati dalla medicina tradizionale orientale.


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Non rompete ... i funghi!
Postato da Antonio il Mercoledì, 05 settembre @ 22:57:50 CEST (1123 letture)
Ecologia e ambiente I

Non rompete ... i funghi!

Non è un caso che sopra la sponda occidentale del lago d'Orta ci sia un piccolo paese che si chiama Boleto.
Il Cusio, l'Ossola e il Verbano sono infatti territori molto ricchi di diverse varietà di boleti, russule, lepiote, psalliote e tante altre specie prelibate che in estate e in autunno fanno la gioia dei cercatori di funghi.
Per ogni fungo vi è un habitat, un luogo ottimale nel quale crescere, svilupparsi e riprodursi.
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in 2 miliardi per salvare la Terra
Postato da Grazia01 il Domenica, 08 luglio @ 12:19:53 CEST (1141 letture)
Ecologia e ambiente I

Una bambina si gode l'acqua di una fontana installata in occasione di «Live Earth» di fronte alla Seoul City Hall, il Corea del Sud (Epa)

Dieci milioni di contatti su internet per seguire l'evento globale Live Earth,
in 2 miliardi per salvare la Terra Da Sidney,
a Tokyo, da Shangai a Londra e Amburgo, e poi Johannesburg,
Rio de Janeiro e Washington

MILANO - Ventiquattro ore di concerti per salvare il pianeta. Ventiquattro ore di musica per sensibilizzare governi e opinione pubblica sul tema del surriscaldamento globale. Due miliardi di persone hanno seguito il Live Earth, la maratona musico-ambientale voluta dall'ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore . Più di 10 milioni hanno scelto di farlo su Internet, un altro record per la manifestazione.
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Il Polo Nord si scioglierà nel 2020
Postato da Antonio il Sabato, 05 maggio @ 12:09:10 CEST (1104 letture)
Ecologia e ambiente I

I rapporti più recenti prevedevano ghiacci artici sciolti solo dal 2050

Ricercatori dell'università di Boulder (Usa) sostengono che i modelli attuali tendono a sottostimare gli effetti dei gas serra
BOULDER (USA) - Una previsione inquietante. Il ghiaccio della calotta polare artica si sta sciogliendo a un ritmo più elevato di quanto fino ad oggi previsto. Questo significa, secondo i ricercatori, che i modelli usati dall'Intergovernamental Panel on Climate Change (Ipcc), non tengono conto della realtà e sono in ritardo di circa trenta anni. In un articolo pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters, alcuni ricercatori del National Snow and Ice Data Center della University of Colorado di Boulder, hanno comparato le rilevazioni effettuate dai satelliti della Nasa e dell'Esa con i modelli climatici usati dall'Ipcc per definire gli scenari legati al riscaldamento del pianeta.
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I FIUMI MORTI D'ITALIA
Postato da Grazia01 il Giovedì, 03 maggio @ 15:44:51 CEST (1473 letture)
Ecologia e ambiente I

I FIUMI MORTI D'ITALIA

I fiumi d'Italia stanno per scomparire e nessuno Sembra preoccuparsi più di tanto di quella ricchezza d'acqua che ha reso un tempo il nostro Paese il vero giardino d'Europa.
Il prericolo maggiore all'inizio del terzo millennio non è più quello, ancora grave, dell'inquinamento, ma uno più insidioso e velenoso, quello dello sfinimento per mancanza di acqua.
Deflusso minimo vitale, così si chiama quella quantità minima di acqua che deve scorrere in un letto perché il corso d'acqua possa essere considerato vivo.
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