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Tolone


Tolone

Tolone è una città fortemente caratterizzata dalla vocazione marittima e l’ importante presenza della Marina Nazionale, situata su una rada magnifica, tra le più belle del Mediterraneo, dispone a qualche minuto dal centro città, nel quartiere Mourillon di 20 ettari di spiagge attrezzate. Il centro storico è tipicamente provenzale.Tutti i giorni un mercato molto colorato e animato ravviva le strade della città vecchia. Dinamica, molto mediterranea, si distingue per la ricchezza dei luoghi dedicati allo spettacolo : l’Opera, Châteauvallon e il festival della danza, lo Zénith ( 8500 posti ).

7 immagini, ultimo arrivo del 05 giugno 2008

Cattedrale di San Nicola a Nizza


Cattedrale di San Nicola a Nizza

La Cattedrale Ortodossa Russa di Nizza rappresenta senza dubbio il più bell' edificio religioso di questo rito esistente al di fuori della Russia, e la più perfetta manifestazione dell'arte religiosa russa all'estero. Ogni anno vi giungono migliaia di visitatori e di turisti, molti dei quali si trattengono volentieri, per assistere alle cerimonie che vi sono celebrate. Pur diversi per cultura, confessione religiosa, formazione artistica, i visitatori si ritrovano, infatti, unanimi nel lodare la bellezza dell' edificio, la devozione ispirata dalla sua sistemazione interna, e sono letteralmente conquistati dalla valenza mistica e dallo splendore degli uffici celebrati secondo il rito ortodosso.

18 immagini, ultimo arrivo del 05 giugno 2008

Nizza


Nizza

Nizza, capitale della Costa Azzurra, della French Riviera, luogo di predilezione della Jet Set, destinazione preferita degli adepti del Sea Sex and Sun, delle feste, dei festival e delle lunghe notti profumate lungo al mediterraneo. Al di là di questa carta postale seducente, esistono une città e un contado che meritano meglio di questa immagine spesso articifiale e sempre riduttrice.

36 immagini, ultimo arrivo del 05 giugno 2008

Chiome rosse


Chiome rosse

Lo scienziato inglese Desmond Tobin, della Bradford University, ha lanciato l'allarme: entro il 2100 i capelli rossi rischiano l'estinzione. Sarebbe un peccato.
Guardate in questi scatti che cosa si perderebbe l'umanità tra meno di un secolo.
Il fotografo tedesco Uwe Ditz ha girato il mondo per trovare i suoi modelli dalle chiome fiammeggianti.

9 immagini, ultimo arrivo del 11 giugno 2008

L'Excelsior di Venezia compie cent'anni


L'Excelsior di Venezia compie cent'anni

Cento anni fa veniva inaugurato il Grand Hotel Excelsior. La festa, allora, con tremila invitati, apriva un'epoca. La festa, oggi, la celebra con tanti ricordi e un presente ancora vivo. L'Excelsior è stato il punto di svolta nella trasformazione del Lido in località turistica d'elite e ha ospitato le prime edizioni della Mostra del Cinema. Le sue dimensioni, ancora adesso stupiscono. Così come l'insieme di stili differenti che lo caratterizzano: l'Oriente (persino con due minareti), il barocco, il bizantino, il neoclassico, il gotico delle finestre... Una curiosa e singolare fusione che ha fatto da cornice ad avvenimenti mondani e incontri di personaggi del jet set. Un fascino che ancora oggi attira ospiti da tutto il mondo

17 immagini, ultimo arrivo del 03 agosto 2008

Immagini di Claudio Cisco


Immagini di Claudio Cisco

31 immagini, ultimo arrivo del 18 settembre 2008

varie utenti


varie utenti

2 immagini, ultimo arrivo del 18 settembre 2008

Assisi


Assisi

Nel cuore dell'Umbria, tra splendidi paesaggi collinari, sorge Assisi (Perugia), la città santuario-museo tipicamente medievale conosciuta in tutto il mondo per essere il luogo in cui visse San Francesco patrono d'Italia.

14 immagini, ultimo arrivo del 29 novembre 2008

Miniature


Miniature

Oggi con il nome “minio” si indica il tetrossido di piombo, un colore rosso. Tuttavia nell'antichità la parola minium indicava invece il solfuro di mercurio, oggi chiamato cinabro anch'esso rosso. Causa di questa confusione è l'imprecisione della terminologia chimica pre-scientifica legata più all'aspetto ottico che a quello materiale del composto.

26 immagini, ultimo arrivo del 02 dicembre 2008

Donne indiane


Donne indiane

Levatrici, rovistatrici e riciclatrici di rifiuti. Portatrici di pesi, sarte, ricamatrici di stoffe. Costruttrici di braccialetti, incensi e aquiloni. In India i lavori più umili li svolgono le donne musulmane o indù delle caste basse. Mansioni umili, sì, ma essenziali. Come le donne che le svolgono e sono riunite nell'organizzazione Sewa, il più grande sindacato di lavoratrici autonome del Subcontinente, che conta quasi un milione di iscritte. A ritrarre i loro volti è Laura Salvinelli: le sue foto in bianco e nero sono in mostra al Palazzo Incontro di Roma dal 19 dicembre al 18 gennaio, con i testi di Mariella Gramaglia, autrice di in un libro sul tema. Immagini e storie che raccontano il cambiamento messo in atto da Sewa, il movimento di liberazione delle donne, il microcredito in rosa, la nascita di una leadership al femminile... Info: 06/67662250

17 immagini, ultimo arrivo del 13 dicembre 2008

Roma allagata


Roma allagata

Isola Tiberina e d'intorni

21 immagini, ultimo arrivo del 13 dicembre 2008

Rosso


Rosso

30 immagini, ultimo arrivo del 24 dicembre 2008

46 albums in 4 pagine 2
ImpressionismoQuesta galleria vuole presentare i protagonisti di un periodo storico e culturale straordinario che va dal 1860 al 1920, attraverso alcuni capolavori. Gli impressionisti furono legati tra loro e crearono un gruppo omogeneo attraverso la loro città di nascita o d’adozione, Parigi, che li segnò profondamente. Una stupenda città che può essere considerata il cuore dell’arte mondiale di quel periodo, un’epoca che si pone alle radici dell’arte moderna. 19 252
Maurice Denis


Maurice Denis

Maurice Denis nasce a Granville il 25 novembre 1870.
Suo padre è impiegato alle ferrovie, sua madre è modista. Nel 1888, all' Accademia Julian di Parigi, conosce Paul Sérusier, Pierre Bonnard e Paul Ranson, con i quali enh'a a far parte del gruppo dei pittori nabis, di cui è uno dei principali teorici. Viene ammesso all'Ecole des Beaux-Arts: nel 1890 espone al Salon, a partire dal 1891 partecipa con gli altri artisti nabis ai Salon des lndépendants e nel 1892 presenta le sue opere alla IX rassegna del gruppo "Les XX" a Bruxelles. Nel 1893 sposa Marthe Meurier, da cui ha sette figli: Jean-Paul, che muore all' età di un anno, NoeIle, Bernadette, Anne-Marie, Madeleine, Dominique e François, Ottiene un incarico come insegnante all' Accademia Ranson dal 1909 al 1919. Nel 1919 fonda, con Georges Desvallières, gli Ateliers d'Art Sacré: negli anni seguenti si dedica soprattutto a opere di argomento religioso ed esegue numerose grandi pitture murali
per le chiese. Nello stesso anno la moglie Marthe muore, dopo una lunga malattia. Nel 1922 ['artista si risposa con Elisabeth Graterolle, da cui ha due figli, Jean-Baptiste e Pauline. Viaggia e dipinge molto, sorretto da una fervida vena creatrice, che spazi a dai prerafTaelliti ai neoclassici, in un'interpretazione moderna della grande pittura antica, che ha potuto studiare nei suoi numerosi viaggi, molti dei quali in Italia. Pittore e incisore, si dedica anche alle arti applicate, disegnando e progettando vetrate, vasi, arazzi, pannelli decorativi, ventagli c perfino una banconota da 500 franchi.
Il 13 novembre 1943 muore a Saint-Germain-en-Laye, investito da un camion.

10 immagini, ultimo arrivo del 12 marzo 2008

Giuseppe De Nittis


Giuseppe De Nittis

Giuseppe De Nittis nasce a Barletta il 25 febbraio 1846. Dopo la formazione presso la bottega di Giovambattista Calò, convince i suoi genitori a permettergli di frequentare l'Accademia di Napoli, ma ne viene espulso per motivi disciplinari nel 1863. Esordisce come paesaggista alla mostra della Società Promotrice delle Belle Arti Salvator Rosa di Napoli, nel 1864. In quegli anni, con altri artisti tra cui Federico Rossano, Marco De Gregorio e Alceste Campriani, si dedica alla pittura di paesaggio e alle vedute en plein air dipingendo a Portici, a Napoli e a Barletta. Il gruppo viene chiamato "scuola di Resina" o anche "repubblica di Portici", per il suo stile ribelle e ostile alle convenzioni. Nel 1867 De Nittis si reca prima a Firenze, dove entra in contatto con i macchiaioli, poi a Parigi, dove nel 1869 sposa Léontine Gruville. Durante
la guerra franco-prussiana è costretto a riparare in Italia, ma nel 1872 è di nuovo in Francia e dopo due anni di stenti e di studi, viene ammesso a esporre al Salon e alla prima mostra degli impressionisti. Questa partecipazione lo mette in contatto con i galleristi e con i collezionisti, che aumentano l'anno seguente, quando si reca a Londra. Le sue vedute cittadine, eleganti e accurate dal punto di vista stilistico, sono sempre più ricercate e valutate, ma anche i dipinti di genere ispirati al pittore catalano Mariano Fortuny e al francese jean-Louis-Ernest Meissonier. Negli anni seguenti continua a esporre con successo ai Salon e appare frequentemente alle Biennali di Venezia e in altre importanti mostre internazionali, fino alla morte, che avviene a Saint-Germain-en-Lave il 2 I agosto 1884, a soli 38 anni.

31 immagini, ultimo arrivo del 13 aprile 2008

Marquet Albert


Marquet Albert

Albert Marquet nasce a Bordeaux il 27 marzo 1875. Nel 1890 si trasferisce a Parigi e segue i corsi della Scuola di arti decorative. Suo compagno di studi è Henri Matisse, di cui diventa amico: abitano nello stesso palazzo e lavorano insieme, influenzandosi vicendevolmente. Nel 1895 studia all' Ecole des Beaux-Arts sotto la guida di Gustave Moreau. Dal 1901 espone al Salon des Indépendants e dal 1904 al Salon d'Automne. Nel 1905, al Salon d'Automne, i suoi dipinti vengono esposti nella stessa sala di Matisse, Vlaminck, Derain, Friesz, Rouault, Manguin, Valtat e Puy. Essi colpiscono i critici per le loro tinte forti e accese, tanto da essere soprannomi nati "fauves", cioè belve selvagge. In realtà, pur essendo amico del gruppo fauve e pur avendo dipinto per anni insieme a esso, la pittura di Marquet non ha gli stessi colori brillanti e violenti, ma è addolcita da un uso sistematico della gamma dei grigi. Dal 1907 alla morte alterna il lavoro nel suo studio a Parigi con numerosi lunghi viaggi in Europa e nelle regioni settentrionali dell' Africa. A eccezione di un breve periodo, tra il 1910 e il 1914, in cui esegue una serie di nudi, preferisce i paesaggi e si specializza nelle marine, nelle vedute fluviali e nelle scene di porto, che espone con successo, anche commerciale, nelle maggiori sedi in Francia e all' estero. Nel 1923 sposa Marcelle Martinet. Il suo stile non cambia nei decenni successivi, indifferente alle profonde rivoluzioni tecniche e stilistiche delle avanguardie, fino alla morte, avvenuta a Parigi il l 3 giugno 1947.

13 immagini, ultimo arrivo del 27 aprile 2008

GLI AMICI DEL CAFFè GUERBOIS


GLI AMICI DEL CAFFè GUERBOIS

1 immagini, ultimo arrivo del 08 giugno 2008

Cézanne


Cézanne

Fino a quarant'anni ha vissuta da bohémien, solo più tardi, prese gusto al lavoro, fino al punto di passare gli altri trent'anni della sua vita non facendo altro che lavorare. Senza gioia, pare, con la rabbia incessante, in conflitto con ogni sua singola opera, perchè nessuna di esse gli sembrava raggiungere ciò che egli riteneva essere la cosa più indispensabile, "la realisation", che per lui era la realtà sublimata.

20 immagini, ultimo arrivo del 18 marzo 2006

ABRAHAM MINTCHINE


ABRAHAM MINTCHINE

Abraham Mintchine (14 aprile 1898-25 aprile 1931) pittore ucraino di origine ebraica. Faceva parte di quel gruppo di artisti che giunsero a Parigi tra il 1905 e il 1939, provenienti da diverse regioni dell'Est europeo, per sfuggire alle persecuzioni e alle costrizioni artistiche dovute all'antisemitismo imperante in patria. Nel 1911 lavora come apprendista presso un orefice. Inizia a dipingere nel 1914 e si ritiene sia stato un allievo di Alexandra Exter all'Accademia di Kiev. Con l’arrivo al potere di Petliura, nel gennaio del 1919 nella Repubblica di Ucraina, per Mintchine inizia un periodo buio. Le persecuzioni antisemite, i pogrom, il regime sovietico, rendono impossibile la vita dell'artista, che a causa della miseria si ammala di tubercolosi. Mintchine lascia l'Unione Sovietica nel 1923 e va a Berlino, dove fa il costumista e lo scenografo per il teatro ebraico. Nel 1925 fa una mostra dei suoi quadri, che hanno uno stile che ricorda il cubismo. Purtroppo oggi non esistono più suoi lavori di quel periodo. Nel febbraio 1926 va a Parigi, ancora affetto da tubercolosi, riesce a esporre e quando il mondo artistico inizia a scoprire e rendere pubblico il suo talento, muore stroncato da un attacco di cuore.

6 immagini, ultimo arrivo del 24 febbraio 2007

Van Gogh


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19 albums in 2 pagine 2
Classici 9 144
Leonardo


Leonardo

Nella percezione comune il nome di Leonardo da Vinci evoca l'immagine del genio; visse in un epoca in cui, nonostante l'invezione della stampa, la scoperta del nuovo mondo, la Rinascita delle arti, l'uomo come centro dell'universo, il contrasto tra le sue aspirazioni e l'inadeguatezza di mezzi e strumenti a sua disposizione mettono oggi a nudo tutta la sua umanità e la sua unicità.

20 immagini, ultimo arrivo del 27 novembre 2009

Caravaggio


Caravaggio

Violento, assassino, geniale protagonista di una vita tormentata spesa tra il lusso e raffinatissima cultura dei palazzi romanidel principio del Seicento e la faccia della stradam tra sgherri e prostitute. Questa è la leggenda di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, dal luogo della Lombardia da dove proveniva.

19 immagini, ultimo arrivo del 03 giugno 2010

Giuseppe Arciboldo


Giuseppe Arciboldo

Giuseppe Arcimboldo o Arcimboldi, come è nominato in diversi dovumenti d'archivio (Milano, 1527 – Milano, 11 luglio 1593) è stato un pittore italiano, noto soprattutto per le sue grottesche "Teste Composte", ritratti burleschi eseguiti combinando tra loro, in una sorta di Trompe-l'œil, oggetti o cose dello stesso genere (prodotti ortofrutticoli, pesci, uccelli, libri, ecc) collegati metaforicamente al soggetto rappresentato, in modo da desublimare il ritratto stesso.

16 immagini, ultimo arrivo del 03 ottobre 2008

Francisco Goya


Francisco Goya

Francisco Goya
Nasce in un piccolo villaggio dell'Aragona nei pressi di Saragozza da una famiglia della piccola borghesia. Il padre José era un maestro doratore, figlio di un notaio di provincia, mentre la madre, Gracia Lucientes, era una hidalga, cioè apparteneva al più basso ordine della nobiltà spagnola. Francisco era il quarto di sei fratelli: Rita battezzata nel 1737, Tomás battezzato nel 1739, Jacinta battezzata nel 1743, quindi il pittore nato nel 1746 seguito da Mariano 1750 e Camilo 1753. Francisco frequenta a Saragozza un istituto religioso, le Escuelas Pías de San Antón, dove ha come compagno di scuola Martín Zapater, che rimarrà suo intimo amico di tutta una vita e di cui rimane una cospicua corrispondenza di 131 lettere scritte dall'artista fra il 1755 e il 1801. Probabilmente l'istruzione offerta dalle Escuelas era poco più che sufficiente (Goya manterrà lacune tali da causargli spesso difficoltà di scrittura e ortografia) ma era comunque superiore a quella offerta dalla maggioranza degli istituti di provincia dell'epoca.
Nel 1759 la famiglia Goya y Lucientes si trasferisce nella vicina Saragozza, dove qualche anno prima aveva comprato una casa, per permettere al padre di cercare un impiego migliore.
Nel capoluogo aragonese, dall'età di quattordici anni, Goya frequenta come apprendista lo studio del pittore José Luzán y Martínez, dove conosce Francisco Bayeu, anch'egli allievo di Luzan, e dove studia la tecnica del disegno.
Trasferitosi nel 1763 a Madrid, partecipa senza successo al concorso indetto dall’Accademia di Belle Arti di San Fernando di Madrid per l'assegnazione di una borsa di studio. Presso Francisco Bayeu, divenuto pittore di corte, lavora come apprendista. Al bando successivo del 1766, Goya ritenta, sempre senza risultato, l'ammissione all'Accademia di Madrid.
Il 3 maggio 1808 è in ricerca di una qualificazione professionale maggiore, nel 1770 intraprende un viaggio in Italia a proprie spese per studiare i maestri dell'antichità classica e rinascimentale. Visita Venezia, Siena, Napoli e Roma dove ha contatti con molti giovani artisti europei. A Parma, nel 1771, partecipa ad un concorso di pittura indetto dell’Accademia di Belle Arti, ottenendo però solo il secondo posto alle spalle di Paolo Borroni (1749-1819). L'opera presentata da Goya ha il titolo Annibale vincitore, che rimira per la prima volta dalle Alpi l’Italia.
Forte del nuovo status di artista derivato dall'esperienza italiana, il 21 ottobre 1771 fa ritorno in Spagna dove vince la sua prima commissione ufficiale per le decorazioni della cappella di Nuestra Señora del Pilar a Saragozza.
Il 25 luglio 1773, Goya sposa Josefa Bayeu (1747-1812), sorella del suo amico Francisco Bayeu, pittore già affermato a corte.
In quegli anni il pittore dipinge numerose opere religiose a Saragozza, tra le più importanti ci sono certamente le pitture realizzate nel 1774 per la cartuja, o monastero certosino, l'Aula Dei a circa 25 chilometri dalla città.
In breve la sua ascesa è segnata: pittore, incisore, ritrattista, le sue opere sono sempre più ricercate,
È significativo constatare che l'opera e la vita di uno dei più grandi dei maestri spagnoli si concludono (muore nel 1827) sulla chiara immagine della Lattaia di Bordeaux: nonostante i suoi ottantadue anni, la malattia, la sordità e i gravi problemi di vista, Francisco Goya si esprime con una libertà di espressione e di tecnica che mostra come il suo genio sia ancora in evoluzione.

30 immagini, ultimo arrivo del 08 giugno 2009

Frederic Leighton


Frederic Leighton

Frederic Leighton (Scarborough, 3 dicembre 1830 – Londra, 25 gennaio 1896) è stato uno scultore e pittore inglese all'epoca dei preraffaelliti.Le sue opere a soggetto storico, biblico e mitologico sono tra gli esempi più raffinati di arte vittoriana.Studiò all'University College School di Londra, prima di partire per l'Europa continentale in viaggio di studio.
Tra i maestri giovanili di Frederic Leighton, ci furono Edward von Steinle e Giovanni Costa presso cui, a Firenze, venne introdotto all'Accademia di Belle Arti. Tra le sue opere del tempo, è famosa la processione della Madonna del Cimabue attraverso Borgo Allegri.Durante la maturità Frederic Leighton visse ed operò prima a Parigi (dal 1855 al 1859) e poi a Londra (dal 1860 fino alla morte).Tra i pittori che conobbe Frederic Leighton e che influenzarono la sua arte, vanno annoverati Jean Auguste Dominique Ingres, Eugène Delacroix, Jean-Baptiste Camille Corot e Jean-François Millet.A Londra, dopo essere entrato a far parte dei preraffaelliti, progettò la tomba di Elizabeth Barrett Browning, moglie del poeta Robert Browning e, nel 1864, divenne membro della Royal Academy, per poi diventarne presidente nel 1878.Venne dichiarato cavaliere a Windsor nel 1878 e poi baronetto nel 1896 e morì nel 1896 senza eredi, un giorno dopo l'ufficializzazione della sua nomina a baronetto. La sua casa a Holland Park è ora il Leighton House Museum e ospita una vasta selezione di disegni e dipinti.

20 immagini, ultimo arrivo del 30 novembre 2009

giorgione


giorgione

3 immagini, ultimo arrivo del 18 dicembre 2009

Gli illustratori della Divina commedia


Gli illustratori della Divina commedia

Una rassegna dei vari modi in cui gli artisti di ogni tempo e nazione interpretarono gli episodi e l'atmosfera delle tre cantiche della Divina Commedia. Le prime illustrazioni della Divina Commedia furono, nel Trecento e nel Quattrocento, le preziose miniature che ornavano
i codici manoscritti, interpretando il poema dantesco con ingenuità, immediatezza e splendore di colori.

18 immagini, ultimo arrivo del 09 marzo 2010

Alexandre Cabanel


Alexandre Cabanel

Alexandre Cabanel (1823-1889), uno dei principali esponenti dello stile del Secondo Impero, famoso per i suoi nudi femminili e quadri di soggetto storico per Napoleone III e altri regnanti europei, è nato a Montpellier nel 1823.Allievo di François-Édouard Picot all'École des Beaux-Arts, ottenne il secondo Prix de Rome nel 1845 passando così cinque anni a Villa Medici a Rom. Alexandre Cabanel ottenne grande fama con la Nascita di Venere (Musée d'Orsay, Parigi), un’opera che intendeva coniugare la sensualità di Boucher con la perfezione formale di Ingres, la sua esposizione al Salon, sollevò un notevole scandalo e lo stesso Gauguin esclamò: ”Questa Venere è assolutamente indecente, odiosamente lubrica”. La tela fu acquistata da Napoleone III nel 1863 e ciò gli valse grande notorietà e numerose altre committenze oltre che la nomina di professore all'École des Beaux-Arts e membro dell’Académie des Beaux-Arts. Durante l’Ottocento al tema del nudo sdraiato si dedicarono pittori affermati come Renoir e Courbet, Ingres e Gauguin e Van Gogh, al loro fianco una miriade di pittori che attizzano il fuoco delle passioni. Tra questi artisti a fianco di Alexandre Cabanel, si trovano pittori abbastanza quotati come Delaroche, Debat Ponsan e Comerre. Molto ricercato come ritrattista, Alexandre Cabanel, fu nemico del Naturalismo e dell’Impressionismo e moltissimi furono i suoi allievi, fra cui alcuni raggiunsero la notorietà. Attaccato da Émile Zola e da esponenti del mondo artistico che difendevano la necessità di un’arte meno soave e più Realista, il pittore muore a Parigi nel 1889.

18 immagini, ultimo arrivo del 21 novembre 2011

Bellezze vittoriane


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9 albums in 1 pagine
Contemporanei 16 455
Claude Théberge


Claude Théberge

Claude Théberge nasce il 4 settembre 1934, a Edmunston, Nouveau-Brunswick, Canada.
La carriera di Claude Théberge illustra a meraviglia come giorno dopo giorno gli eventi ci spingano verso un domani spesso imprevedibile...
Questo autore canadese diplomato in Québec alla École des Beaux-Arts de Québec, è stato studente borsista del Conseil des Arts del Canada et del Governo del Québec; ha frequentato le più importanti istituzioni francesi che si occupano di Belle Arti e arti decorative e carpito dalle mani di 65.000 altri artisti del suo rango il primo premio in un concorso patrocinato dalla Nazioni Unite. Ha trascorso la sua vita fra Parigi e Montréal dedicandosi sia all'astrazione sia alla rappresentazione , realizzando murales, vetrate, sculture che sono state collocate in diversi luoghi pubblici , creando quadri che ora fanno parte di colllezioni prestigiose come : Aérospatiale, France ; l’Oréal/Lancôme ; Musée d’Art contemporain de Montréal ; Royal British Columbia Museum ; Toronto World Trade Center ; First Canadian Bank ; Esso, Canada ; Collection Kennedy, É.-U. etc.Nel corso degli anni, ha partecipato a manifestazioni artistiche che si sono tenute a Parigi, Londra,Copenhaguen, Berlino, Madrid, Mosca, Tokyo, New-York, Chicago ed altre importanti città.

103 immagini, ultimo arrivo del 21 novembre 2011

Rébecca Dautremer


Rébecca Dautremer

Rebecca Dautremer è nata a Gap nel sud della Francia nel 1971. Dopo varie esperienze come illustratrice, ha cominciato a pubblicare libri di grande successo anche come autrice. Vive a Parigi con il marito Taï-Marc Le Thanh e tre figli. E’ tra gli artisti scelti dallo stilista Kenzo per creare la linea grafica di alcune linee del suo marchio. Il suo motto è: colori caldi e tratto deciso.

14 immagini, ultimo arrivo del 11 gennaio 2013

Salvo ( Salvatore Mangione)


Salvo ( Salvatore Mangione)

Salvo (Salvatore Mangione) nasce a Leonforte in provincia di Enna il 22 maggio 1947.
Trascorre l'infanzia in Sicilia e nel 1956 si trasferisce con la famiglia da Catania a Torino dove, manifestando un precoce interesse per l'arte e, nell'estate seguente, a soli sedici anni, partecipa con un disegno da Leonardo, raffigurante una testa di vecchio, alla 12^ Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti. Tra il settembre e il dicembre 1968 è a Parigi, coinvolto dal clima culturale che si crea attorno al movimento studentesco. Rientrato a Torino, inizia a frequentare gli artisti della giovane generazione che operano nell'ambito dell'arte povera. Conosce Boetti, di cui diventa amico, Merz, Zorio, Penone e i critici Renato Barilli, Germano Celant e Achille Bonito Oliva.
Il 1973 è l'anno della svolta nel senso di un ritmo alla pittura con il recupero delle tecniche tradizionali che era già presentito in alcuni Autoritratti benedicenti disegnati tra il 1968 e il 1969. Con l'intento di rivisitare la storia dell'arte Salvo procede nei suoi d'aprés, già iniziati nel '70.
Un'ampia produzione di soggetti mitologici caratterizza il 1978.
Dal 1985 ad oggi sue personali sono state allestite in Italia ed all'estero.
(fonte: www.foliniarte.net)

15 immagini, ultimo arrivo del 02 marzo 2013

Rocco Lentini


Rocco Lentini

Rocco Lentini (Palermo, 17 febbraio 1858 – Venezia, 20 novembre 1943) è stato un pittore e scenografo italiano.

Figlio d'arte, nato dal pittore e decoratore Giovanni, originario di Trapani, allievo di Alessandro Mantovani.

Durante una prova giovanile, illustrò con Enrico Cavallaro il manoscritto Il testamento del Nanno di Antonio Palomes, testo filo-clericale e anti-unitario, adoperando la tecnica ad acquerello. L'anno successivo entrò nello studio del paesaggista Francesco Lojacono.

Nel 1877 fu premiato con una borsa di studio dal comune di Palermo, questo gli permise di frequentare l'Accademia di belle arti di Bologna. Si stabilì poi a Napoli, in un arco di tempo limitato, ma seguì con interesse l'opera di Filippo Palizzi e di altri realisti napoletani. Appena due anni dopo fu rappresentato con suoi dipinti al Salon di Parigi. Dopo la sua presenza alla Promotrice delle belle arti di Torino del 1879, continuò la sua formazione. Rientrato dopo un viaggio all'estero ottenne la cattedra di pittura all'Accademia di Brera, soggiornando a Milano per alcuni anni.

Dal 1888 al 1924 insegnò disegno presso il regio educandato "Maria Adelaide" di Palermo.

In quel periodo partecipò attivamente alla vita culturale della Sicilia e realizzò le imprese più importanti nella città natale, tra le quali le decorazioni e gli affreschi per i teatri Massimo, Politeama, Bellini, per la Stazione centrale, e per gli interni di palazzo delle Aquile con Giuseppe Damiani Almeyda e altri. Organizzò la "I mostra siciliana di pittura, scultura bianco e nero", tenutasi a villa Gallidoro. Fondò e diresse il mensile La Sicilia artistica e archeologica, insieme ai Basile (padre e figlio) e a Francesco Saverio Cavallari.

Fu un assiduo frequentatore dei circoli artistici europei, in particolar modo tedeschi e settentrionali. Oltre alle numerose esposizioni nazionali e internazionali, prese parte alle Biennali di Venezia del 1905 e del 1922. Trasferendosi in seguito al matrimonio con una nobildonna veneta nella città lagunare, vi risiederà fino alla fine dei suoi giorni.

È sepolto con la moglie e la famiglia di lei al cimitero di San Michele.

7 immagini, ultimo arrivo del 17 febbraio 2015

16 albums in 2 pagine 2
Art noveau e simbolismo 2 76
Gustav Klimt


Gustav Klimt

Sono convinto che la mia persona non abbia nulla di particolare; sono un pittore che dipinge tutti i santi giorni, dalla mattina alla sera: figure, paesaggi, ritratti un pò meno.
Chi vuole saperne di più su di me cioè sull'artista, l'unico che valga la pena di conoscere, osservi attentamente i miei dipinti per rintracciarvi chi sono e cosa voglio.

Gustav KLIMT 1900

22 immagini, ultimo arrivo del 14 luglio 2012

Mucha Alphonse


Mucha Alphonse

Alfons Maria Mucha nasce a Ivancice, in Moravia (una regione dell'odierna Repubblica Ceca, allora facente parte dell'Impero austro-ungarico). Il suo talento come cantante gli permette di mantenersi gli studi fino al liceo, che frequenta a Brno (allora capitale della Moravia), anche se il primo interesse a manifestarsi fin dall'infanzia è quello per il disegno. In Moravia lavora come pittore decorativo principalmente per scenografie teatrali; nel 1879 si trasferisce a Vienna, dove lavora per un'importante compagnia di design teatrale, accrescendo le sue conoscenze tecniche e artistiche. Quando un incendio distrugge le sue possibilità di lavoro, nel 1881, ritorna in Moravia, dove svolge in proprio l'attività di decoratore e di ritrattista. È allora che il conte Karl Khuen Belasi di Mikulov si interessa al suo lavoro e lo assume per decorare con degli affreschi i suoi castelli di Emmahof (in Moravia) e di Gandegg ad Appiano nel Tirolo). Il conte è talmente impressionato dal lavoro di Mucha che decide di sostenerlo economicamente e grazie a questo sussidio Mucha può iscriversi all'Accademia delle Belle Arti di Monaco di Baviera.Mucha, dopo un periodo di autodidatta, nel 1887,si trasferisce a Parigi, dove continuò i suoi studi presso l'Académie Julian e presso l'Academie Colarossi, divenendo uno dei più accreditati pittori dell'Art Nouveau, della quale sviluppa la caratteristica fondamentale, rendendo valido sul piano estetico anche ciò che appartiene all'uso giornaliero. Nel 1894 viene incaricato di realizzare un poster per pubblicizzare Gismonda, un'opera teatrale di Victor Sardou con protagonista Sarah Bernhardt, La finezza del disegno convince Sarah Bernhardt a proporre a Mucha un contratto della durata di 6 anni.La produzione di Mucha comprende moltissime opere. Fanno parte della sua copiosa produzione pannelli decorativi, cartelloni pubblicitari, manifesti teatrali (particolarmente importanti quelli per le recite della grande attrice Sarah Bernhardt, fra i quali la litografia per la Dame aux camelias), copertine per riviste, calendari, illustrazioni librarie e così via. Ogni immagine è condotta in maniera estremamente raffinata: una linea nitida delimita tutte le sue figure -quasi sempre femminili (forse per la maggior eleganza delle loro forme)-, qualunque sia la posa che esse assumono. I lavori di Mucha spesso raffigurano giovani donne in abiti dal taglio neoclassico, circondate da motivi floreali che formano cornici geometriche attorno alla figura. Il suo stile venne subito imitato, nell'arte e nella pubblicità, con esiti raramente all'altezza dell'originale.
Mucha vive negli Stati Uniti d'America dal 1906 al 1910, quindi ritorna in Europa e si stabilisce a Praga. Cura le decorazioni del Teatro delle Belle Arti e di altri importanti palazzi praghesi. Quando la Cecoslovacchia, dopo la Prima guerra mondiale, ottiene l'indipendenza Mucha disegna francobolli, banconote e altri do(edited)enti governativi per la neonata nazione. Per molti anni si dedica al completamento di quello che è considerato il suo capolavoro, l'"Epopea slava"", una serie di grandi dipinti che descrivono la storia del popolo slavo.L'"Epopea Slava" viene completata e presentata a Praga nel 1928.Muore a Praga il 14 luglio 1939 e viene sepolto nel cimitero di Vysehrad, a PragaGià ai tempi della sua morte lo stile di Mucha era considerato superato e datato; tuttavia, negli anni sessanta, tornò di moda, tanto che molti famosi illustratori (come ad esempio Bob Masse), anche in tempi più recenti, riportarono in auge tutti gli elementi tipici del suo disegno, quali cornici floreali, figure geometriche e figure con abiti classici.

54 immagini, ultimo arrivo del 16 settembre 2010

2 albums in 1 pagine
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Amicizia


Amicizia

23 immagini, ultimo arrivo del 24 novembre 2009

Animali


Animali

205 immagini, ultimo arrivo del 07 settembre 2012

Angeli


Angeli

32 immagini, ultimo arrivo del 26 giugno 2010

Notte


Notte

106 immagini, ultimo arrivo del 24 gennaio 2013

immagini per articoli


immagini per articoli

393 immagini, ultimo arrivo del 16 settembre 2014

Paesaggi


Paesaggi

Spiagge, montagne. ghiacciai, deserti. boschi, natura....

193 immagini, ultimo arrivo del 05 febbraio 2013

Tenerezza


Tenerezza

49 immagini, ultimo arrivo del 07 agosto 2010

Autunno


Autunno

23 immagini, ultimo arrivo del 19 ottobre 2014

Occhi


Occhi

15 immagini, ultimo arrivo del 05 marzo 2011

cubi


cubi

32 immagini, ultimo arrivo del 25 novembre 2007

Natale


Natale

96 immagini, ultimo arrivo del 09 dicembre 2014

JIM WARREN


JIM WARREN

Opere tratte dal repertorio di Jim Warren, artista californiano contemporaneo la cui produzione è caratterizzata da visioni fantastiche riguardanti natura, paesaggi, emozioni o situazioni surreali

45 immagini, ultimo arrivo del 18 gennaio 2008

53 albums in 5 pagine 2
Surrealismo 2 36
Salvador Dalì


Salvador Dalì

Salvador Dalí y Domènech, nasce a Figueres in Catalogna l'11 maggio 1904; figlio di un notaio trascorre l'infanzia tra Figueres e Cadaqués ed il paesaggio dell'Ampurdán si imprime nella memoria del futuro pittore diventando di fondamentale importanza per la sua evoluzione artistica e personale.
Dopo la scuola elementare, frequenta le superiori presso il collegio degli Hermanos Maristas e nell'Istituto di Figueres dove segue anche le lezioni del professore Juan Nuñez alla Scuola Comunale di Disegno.
Nel 1919 Dalì partecipa, per la prima volta, ad una mostra collettiva allestita presso la Sociedad de Conciertos di Figueres e fonda, con un gruppo di compagni di scuola, la rivista "Studium", su cui pubblica alcuni articoli su pittori classici, su Goya, El Greco ed altri grandi.
Nel 1921 si iscrive all'Accademia di belle arti di San Fernando a Madrid, dove stringe amicizia con il regista Luis Buñuel e il poeta Federico Garcìa Lorca. Con quest'ultimo trascorre l'estate a Cadaqués nel 1925. L'anno successivo soggiorna a Parigi, dove incontra Pablo Picasso, e viene espulso dall'Accademia. La sua prima pittura è connotata dalle influenze futuriste, cubiste, e soprattutto dall'opera di Giorgio De Chirico. Negli anni successivi il suo sodalizio artistico e intellettuale con Lorca e Buñuel produce lavori di scenografia teatrale e cinematografica, come i due celebri film "Un chien andalou "e "L'âge d'or".
Sul piano pittorico ben presto la sua attenzione viene attirata dalle riproduzioni di dipinti di Max Ernst, Miró e Tanguy, i maestri dell'inconscio tradotto su tela. Nel 1929 entra finalmente nel gruppo dei surrealisti e nel 1931, insieme a Breton, elabora gli "oggetti surrealisti a funzione simbolica". Ma il surrealismo di Salvador Dalí è comunque fortemente personalizzato: ispirato a De Chirico ed imbevuto di richiami alla psicanalisi freudiana, é caratterizzato da una tecnica minuziosa, levigata e fredda.
Nel 1930 pubblica "La femme visible", saggio dedicato a Gala, sua moglie dal 1929, modella e musa per tutta la vita. Questo libro segna un nuovo orientamento di Dalí, che inizia a coniugare un realismo quasi accademico con un delirio deformante, talvolta macabro. Qualche anno dopo si scontra con i surrealisti a proposito del dipinto "L'enigma di Guglielmo Tell", sinché nel 1936 avviene una prima rottura con il gruppo di Breton, che diventerà definitiva tre anni dopo. Nel frattempo Dalí aveva partecipato all'Esposizione internazionale dei surrealisti a Parigi e ad Amsterdam.
Tra il 1940 e il 1948 vive a New York, insieme a Gala Éluard, occupandosi di moda e design. In questi anni ha occasione di esporre le sue opere al Museum of Modern Art insieme a Miró e di contribuire, con il disegno delle scene, al film di Alfred Hitch(edited) "Io ti salverò". Al termine del soggiorno statunitense rientra in Europa insieme a Gala.
Nel 1949 prosegue l'attività scenografica per il cinema collaborando con Luchino Visconti. Nel decennio sucessivo espone in Italia, a Roma e Venezia, e a Washington. Nel 1961 viene messo in scena a Venezia il Ballet de Gala, con coreografie di Maurice Béjart. Sono molte le esposizioni negli anni successivi, a New York, Parigi, Londra, sino all'importante antologica a Madrid e Barcellona nel 1983.
Sette anni dopo espone le sue opere stereoscopiche al Guggenheim Museum e a maggio del 1978 viene nominato membro dell' Accadémie des Beaux-Artes di Parigi. L' anno seguente si tiene una retrospettiva di Dalí al centre Georges Pompidou di Parigi, trasferita poi alla Tate Gallery di Londra. Il 10 giugno 1982 muore Gala e nel luglio dello stesso anno gli viene conferito il titolo di "archese di Pùbol" Nel maggio del 1983 dipinge "La coda di rondine", suo ultimo quadro. Nel 1984 riporta gravi ustioni a causa dell'incendio della sua camera al castello di Pùbol, dove ormai risiede stabilmente. Salvador Dalì muore il 23 gennaio 1989 nella torre Galatea a causa di un colpo apoplettico.
In rispetto alle sue volontà viene sepolto nella cripta del Teatro-Museo Dalí a Figueras. Nel suo testamento lascia allo Stato spagnolo tutte le opere e le sue proprietà. Viene organizzata una grande retrospettiva postuma nella Staatsgalerie di Stoccarda, trasferita poi alla Kunsthaus Zurich.

11 immagini, ultimo arrivo del 09 aprile 2011

René Magritte


René Magritte

Dopo aver studiato all’Académie Royale des Beaux-Arts di Bruxelles, ed essersi interessato nelle prime opere al Cubismo e al Futurismo, scopre la pittura di De Chirico che lo avvicina progressivamente alle idee surrealiste.
Nel 1926 conosce Breton ed entra nel gruppo surrealista parigino.
Dal 1927 al 1930 lavora a Parigi, prima di rientrare definitivamente in Belgio.
La sua pittura riprende la spazialità metafisica di De Chirico e il ricorso all’associazione imprevedibile, in un contesto incongruo e assurdo, di elementi tratti dalla vita quotidiana, senza rapporto logico tra loro.
Dipinge una pipa e ci scrive sotto Ceci n’est pas une pipe (1928-29, New York, Coll. privata) dato che non si tratta di una pipa, ma della sua raffigurazione e la parola stessa "pipa", che designa la pipa, non è una pipa.
Le immagini sono dipinte con la semplicità delle illustrazioni, ma sono accostate in modo da generare un’atmosfera di straniamento e di mistero.
La pittura diventa così uno strumento di rilevamento dell’inconscio, per approfondire la conoscenza del mondo "ma una conoscenza che sia inseparabile dal suo mistero".
La sua opera esercita la propria influenza sia sulla Pop Art e sull’Arte concettuale sia sulla produzione di immagini legate ai mezzi di comunicazione di massa e alla pubblicità.

25 immagini, ultimo arrivo del 17 gennaio 2010

2 albums in 1 pagine
8964 immagini :: 171 albums :: 12 categorie :: 60 commenti :: viste 1901499 volte

Johannes Vermeer


Johannes Vermeer

2 immagini, ultimo arrivo del 11 maggio 2015

Cartoline d'epoca e varie


Cartoline d'epoca e varie

255 immagini, ultimo arrivo del 04 giugno 2015

Romantica Provenza


Romantica Provenza

10 immagini, ultimo arrivo del 25 febbraio 2012

Fabio Aguzzi


Fabio Aguzzi

Il poeta della luce
Fabio Aguzzi dipinge come respira. Tele e pennelli, sigari e whisky condividono i suoi giorni e le sue notti solitarie, compagni silenziosi di un’ ode cromatica che egli compone all’infinito per il suo unico amore, la sua musa eterna: la luce. Da sempre, continua ad essere il suo appassionato amante, tanto fedele e paziente quanto lei si mostra mutevole e capricciosa. Dolce e impolverata, come in autunno nella pianura lombarda, dove egli è nato nel 1953, umida e soffusa come durante l’inverno a Venezia, la città adorata che si confonde con il suo riflesso, cruda e truccata quando denuda corpi femminili, carezzevole quando avvolge di poesia gli oggetti del quotidiano e attrezzi ferrosi o dalle impercettibili sfumature come nelle lontane isole da poco esplorate. Più che ogni cosa, è la luce che l’ispira, è il suo ossigeno.
L’amore di una vita, sbocciato di sorpresa alla svolta dell’infanzia. A quell’età che viene detta della ragione, quando bisogna imparare a leggere, a fare di conto e tante altre cose serie, viene convocato con suo padre dalla maestra. Nel margine del suo quaderno di scolaro, aveva abbozzato, con la penna a sfera, una riproduzione del quadro di Raffaello “Il duca di Montefeltro” ricopiato da una illustrazione di un libro. “Suo figlio deve andare a studiare a Brera” dice l’insegnante a suo padre estasiato da una tale ingiunzione, lui che dipinge nel tempo libero e che crede al promettente avvenire del figlio. Detto e fatto. Fabio si recherà da Vidigulfo, ove vive ancora oggi con la madre nella casa di famiglia con il sottotetto arredato a studio, fino a Milano per seguire il suo corso scolastico al liceo di Brera, poi all’Accademia di Belle Arti, dove più tardi, insegnerà a sua volta. Completa il suo apprendistato presso maestri dai talenti compositi che contribuiranno a formare il suo stile e ad affinarne la tecnica. Attinge anche alla lettura, altra passione che lo porterà a scrivere, mille fonti di riflessione, forse d’ispirazione. Quando Fabio Aguzzi dipinge, si lega ad un tema che interpreta come una sfida. Giocattoli come ricordi d’infanzia, cesti ricolmi di frutta e di fiori, sedie, sigari, scope e spazzole come capelli di donna, oggetti d’uso comune, tazze, strumenti da fabbro e da falegname dai neri vellutati, tutto è materia da lavorare per questo “serial painter”, poiché è la luce che conta prima di tutto. “L’idea si coglie da un colore, un odore, l’espressione di qualcuno nella strada” per colui che riconosce come suoi maestri i pittori della luce, fiamminghi e toscani. A suo agio con i grandi formati che gli offrono ampio respiro, gli piace anche giocare con le proporzioni, uscire dal tema principale per dare vita ai dettagli, come quelle pinze dall’uso indecifrabile che, ingrandite, appaiono come monumenti, sulla tela come nelle sue poesie che con tenerezza dipingono i minuscoli avvenimenti quotidiani. Due anni fa, l’immobile viaggiatore terrorizzato al solo pensiero di allontanarsi dalle amate brume lombarde, ha scoperto altri luoghi fino allora da lui ignorati. A piedi nudi sulla tiepida sabbia delle Maldive, di fronte al mare dalle onde perlate, il contemplativo ha conosciuto altre luci, altre ombre, altri riflessi. Da allora, Fabio Aguzzi non ha smesso di scoprire, al largo dell’Africa o sulle rive dell’Oceano Indiano, le isole e i loro segreti, queste nuove amanti dai desideri ancora inappagati.

Anne Desnos

39 immagini, ultimo arrivo del 21 luglio 2015

Orchidee


Orchidee

46 immagini, ultimo arrivo del 15 marzo 2015

a illustrazioni


a illustrazioni

1419 immagini, ultimo arrivo del 29 gennaio 2020

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nuove 2015
nuove 2015 - 13 settembre 2015
articoli
articoli - 15 giugno 2015
a illustrazioni
a illustrazioni - 05 giugno 2015
Orchidee
Orchidee - 15 marzo 2015

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29 gennaio 2020
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