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Novità › Si riapre il mistero intorno alla "Gioconda"
Si riapre il mistero intorno alla "Gioconda"
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 dicembre @ 01:12:25 CET (2620 letture)
Invenzioni e origini I

Si riapre il mistero attorno al quadro più famoso del mondo, la Gioconda di Leonardo da Vinci
C'è chi dice che fosse l'amante di Giuliano de' Medici, chi Caterina Sforza o Isabella D'Aragona.
C'è invece chi sostiene che fosse un autoritratto. Insomma, dopo 500 anni di ricerche, gli studiosi
non sono riusciti a risolvere questo giallo. Alcuni sono perfino giunti alla conclusione che dietro all'enigmatico sorriso ci fosse un problema di denti (pochi), paresi del viso e tiroide.


Non è bella e neppure sexy - ha scritto il famoso storico Donald Sassoon - eppure è la donna più famosa del mondo. La Gioconda è un'icona celeberrima, come Marylin Monroe o la principessa Diana, e come loro, forse più di loro, è avvolta da un enigma impenetrabile. La donna di cui parliamo è, in effetti, la protagonista del mistero più appassionante degli ultimi 500 anni.

Il testimone principale
Privo di firma, l'attribuzione del quadro a Leonardo da Vinci non viene mai messa in discussione. li dipinto è anche privo di data e di titolo e su questo, come sull'identità della donna ritratta, ricercatori e appassionati discutono animatamente.
Il titolo del capolavoro e le prime indicazioni sulla donna dipinta sono di Giorgio Vasari che ne parla nel suo libro "Le Vite de' più eccellenti architetti, Pittori et scultori italiani (1550, 1568). Vasari è un'autorità e sul quadro non nutre dubbi: la donna ritratta è Lisa Gherardini, seconda moglie di un ricco mercante di seta di Firenze, Francesco di Bartolomeo del Giocondo, che Leonardo avrebbe ritratto tra il 1503 e il 1506. Le parole di Vasari divengono un punto di riferimento nei secoli e il ritratto passa alla storia come Monna, cioè Madonna, Lisa.

Una mamma esemplare
Fino a poco tempo fa, di Monna Lisa del Giocando, detta la Gioconda, non si sapeva proprio nulla. Uno studioso italiano, Giuseppe Pallanti, spulcia a lungo negli archivi e nel 2006 rivela le sue scoperte: Lisa, appartenente alla piccola nobiltà rurale, sposò Francesco del Giocondo a 16 anni, ebbe 5 figli e morì a 63 anni; le sue spoglie vennero tumulate nel convento di Sant'Orsola, a Firenze, dove la figlia più giovane, Marietta, era monaca. Insomma, per Pallanti, Manna Lisa fu una moglie virtuosa e una madre esemplare. Leonardo l'avrebbe ritratta a 24 anni, su commissione del marito, Ser Francesco.

Il giallo s'infittisce
Questa edificante versione di Monna Lisa non convince tutti. La Gioconda sarebbe stata in realtà la focosa amante di Giuliano de' Medici, il più sciupafemmine dei figli di Lorenzo il Magnifico: a sostenere quest'ipotesi è Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Vinci e grande studioso di Leonardo. A dimostrarlo, ci sarebbero documenti inconfutabili. Nel suo diario, Antonio De Beatis, che nel 1517 andò a trovare Leonardo in Francia e vide il quadro, scrive che l'opera gli venne presentata come il ritratto di una donna fiorentina, eseguito su commissione di Giuliano de' Medici. Quindi, ammesso che la donna fiorentina di cui si parla sia Lisa Gherardini, questa non era affatto una "santa". Oppure non era Lisa. Si profila anche un secondo problema: sulla datazione. Secondo Vezzosi, Leonardo avrebbe dipinto il quadro tra il 1513 e il 1514: lo dimostrerebbero la maturità dello stile e delle tecniche utilizzate. Moltissimi studiosi concordano con questa tesi: si tratta di un'opera tarda e Vasari sbaglia la datazione del capolavoro.

Le prove inattendibili
Lo studioso Vasari nel suo libro descrive il dipinto di Leonardo in modo strano: esalta l'abilità dell'artista nel disegnare la peluria delle sopracciglia (che la Gioconda non ha), descrive la lunghezza arcuata delle ciglia (che sono invece corte), esalta le fossette sulle guance (che non ci sono). Che cosa significa? Che Vasari il quadro non l'ha mai visto!
Vasari non spiega neppure un particolare importante: perché Leonardo portò sempre con sé il quadro e non se ne separò mai, sino alla morte? E poi, se Vasari non ha mai visto il dipinto, anche la tesi che la donna sia Lisa Gherardini perde gran parte della sua autorevolezza. Non potrebbe trattarsi di un'altra amante di quel gran libertino di Giuliano de' Medici?
Era l'amante di Giuliano de' Medici? Lo studioso Carlo Vecce ha avanzato, nel 1995, l'ipotesi che la Gioconda sia Isabella Gualanda, una bellissima cortigiana di origine napoletana, amante di Giuliano de' Medici. Leonardo avrebbe dipinto il quadro a Roma, tra il 1513 e il 1516, su commissione del nobiluomo, probabilmente riciclando un ritratto non finito e risalente a una decina d'anni prima.
L'esperto d'arte Henry Pulitzer non è d'accordo: riprendendo una tesi già sostenuta da uno studioso italiano (Adolfo Venturi), sostiene che il dipinto ritragga Costanza d'Avalos, non una cortigiana o una prostituta, ma la potente duchessa di Francavilla, amante di Giuliano de' Medici e famosa all' epoca per la bellezza e il curioso soprannome di "Gioconda". Finalmente un indizio! L'idea che la Gioconda sia Costanza d'Avalos piace a pochi studiosi. Un'ipotesi condivisa da molto tempo e da diversi esperti è che il quadro ritragga Isabella d'Este: Monna Lisa mostra, in effetti, somiglianze e analogie con un ritratto dichiaratamente di Isabella d'Este, eseguito dallo stesso Leonardo nel 1500 su un cartoncino (oggi conservato al Louvre).

È la madre di Leonardo
La studiosa tedesca Magdalena Soest avanza un'altra ipotesi, accolta dagli esperti del Museo dell'Ermitage (San Pietroburgo), basandosi su una nuova sconcertante scoperta: i lineamenti del volto di Monna Lisa sono perfettamente sovrapponibili a quelli della nobildonna ritratta da Lorenzo di Credi, in un quadro intitolato La dama dei gelsomini. Se l'ipotesi è vera, il personaggio storico che ha ispirato Leonardo sarebbe Caterina Sforza, Signora di Forli e di Imola.
Il critico francese Serge Bramly, in una biografia di Leonardo, discute la possibilità che l'artista abbia ritratto sua madre; questa congettura, formulata per la prima volta da Sigmund Freud in persona, spiegherebbe la somiglianza di tratti fisici tra l'artista e la donna del dipinto e il fatto che Leonardo lo abbia sempre tenuto con sé, sino alla morte.

La donna è Bianca Sforza e non se parli più
Secondo un'altra ipotesi, sostenuta da Ernesto Solari, la Gioconda potrebbe raffigurare Bianca Sforza, figlia naturale di Ludovico il Moro, morta avvelenata nel 1496. Questa ipotesi, o comunque
la possibilità che si tratti di una nobildonna lombarda, è giudicata verosimile in base a due elementi: un foglio del Codice Atlantico, conservato nella Biblioteca ambrosiana di Milano, nel quale sono presenti alcuni studi di Leonardo eseguiti a Milano e riconducibili alla Gioconda, e, in secondo luogo, le caratteristiche del paesaggio sullo sfondo del dipinto, tipico del territorio intorno al lago di Como.

Anzi, Isabella D'Aragona
Maike Vogt-Luerssen, un'autorità in fatto di storia dell'arte, cambia totalmente strada. Infatti, ritiene che la Gioconda non sia Bianca Sforza, morta troppo presto, ma Isabella d'Aragona, duchessa di Milano, figlia d'Ippolita Maria Sforza. L'ipotesi si appoggia sull'analisi delle caratteristiche dell'abito, il bordo e le decorazioni sono tipici della casata degli Sforza, e sulla somiglianza con un altro ritratto d'Isabella d'Aragona, dipinto da Raffaello (oggi conservato alla Galleria Doria Pamphilj di Roma).

Fermi tutti: è Leonardo
Improvvisamente, la studiosa americana Lillian Schwartz getta lo scompiglio tra gli esperti, sostenendo che il quadro di Leonardo sia in realtà un autoritratto: lo proverebbero alcune accurate analisi effettuate al computer. L'autoritratto in abiti femminili potrebbe anche alludere all' omosessualità dell'artista, un dato ritenuto certo da tutti. Lo studioso italiano di storia dell'architettura e iconologia Renzo Manetti ritiene che l'ipotesi di un autoritratto sia la più plausibile, ma con motivazioni diverse: Leonardo avrebbe raffigurato il suo stesso intelletto come guida spirituale, in analogia alla Beatrice di Dante e in sintonia al simbolismo ermetico tipico del Rinascimento. La storica dell'arte Enrica Crispino, autrice del volume Leonardo (Giunti) pubblicato quest'anno, menziona, tra le svariate ipotesi in circolazione, anche quella secondo cui l'opera non costituirebbe affatto un ritratto, ma la rappresentazione allegorica della Castità, in abiti femminili, che vince sul Tempo, rappresentato dal paesaggio sullo sfondo.

E allora?
Cari amici, chi sia la "colpevole" di questa intricata storia che assomiglia a un vero giallo, nessuno lo sa con certezza. Il mistero è ancora fitto e ogni esperto propone una soluzione che non piace agli altri. Probabilmente passeranno i secoli, i nostri posteri continueranno a elaborare congetture, a brancolare nel buio e ad ammirare un'opera bellissima ed enigmatica. Di che stupirsi? Da un genio come Leonardo da Vinci non potevamo che ricevere in eredità il capolavoro dei misteri.

I 5 punti chiave del capolavoro:



OCCHI E SOPRACCIGLIA

• Un ingegnere parigino di 49 anni, Pascal Cotte, è riuscito a monopolizzare l'attenzione dei media internazionali rivelando in una conferenza stampa a San Francisco, il 17 ottobre 2007, il sensazionale risultato delle sue ricerche. Grazie a un'apparecchiatura fotografica digitale in grado di eseguire foto ad altissima risoluzione (240 milioni di pixel) e con 13 filtri luminosi (incluso ultravioletto e infrarosso), Cotte sostiene di aver trovato le tracce originarie delle sopracciglia di Monna Lisa.
• A dire il vero, Cotte ha trovato la traccia di un minuscolo pelo sulla zona del soppracciglio sinistro; tuttavia, questo a suo giudizio basta per affermare che Leonardo abbia dipinto Monna Lisa con ciglia e sopracciglia. Gli esperti hanno
reagito con scetticismo.



IL SORRISO ENIGMATICO

• Il sorriso di Monna Lisa è il particolare più enigmatico ed elusivo di tutto il dipinto. Nel 2003, Margaret Livingstone, neuroscienziata dell'Università di Harvard (Usa), ha fornito la prima spiegazione scientifica del fascino indefinibile che la Gioconda emana: il suo sorriso ci appare enigmatico perché emerge solo quando l'osservatore non fissa lo sguardo sulla bocca della donna; chi, invece, mette a fuoco le labbra, ha la sensazione che il sorriso svanisca o scompaia quasi del tutto.
• Questo fenomeno è un effetto delle modalità con cui l'occhio e il cervello analizzano le informazioni visive. L'occhio usa due tipi di visione: la foveale e la periferica. La foveale è una visione diretta, capace di cogliere i dettagli e i particolari, mentre tutto ciò che ha frequenze spaziali molto basse (come le ombre) è captato grazie alla visione periferica. Leonardo ha dipinto il sorriso di Monna Lisa con frequenze spaziali così basse da renderlo visibile solo alla visione
periferica.



LA POSIZIONE DELLE MANI

• La mano sinistra poggia sul bracciolo della poltrona, mentre la destra è incrociata sull'altra. La posizione delle braccia e delle mani risponde alle convenzioni del tempo: il manuale Decor puellarum (Il decoro delle fanciulle, 1471) prescrive che le donne si siedano con grazia e modestia, «appoggiando la mano destra sulla sinistra, davanti a sé, all'altezza della cintura».
• Inusuale per i ritratti dell'epoca l'assenza di gioielli: Monna Lisa non indossa anelli o bracciali. Pascal Cotte, ha scoperto che l'indice e il medio della mano sinistra erano stati inizialmente dipinti in un'altra posizione.

IL CHIAROSCURO

• La Monna Lisa rappresenta una profonda innovazione nella ritrattistica cinquecentesca per l'uso sapiente di alcune tecniche. La posizione della Gioconda è particolare: il corpo e la testa non sono perfettamente allineati in modo da suggerire movimento. Leonardo usa il chiaroscuro per dare profondità al quadro e lo sfumato, una sua invenzione, per attenuare contrasti e contorni.

I RICAMI DELL'ABITO

• La scollatura dell'abito evidenzia un decoro particolare. Maike Vogt-Luerssen ritiene che il ricamo sia un emblema della casata degli Sforza, ma non tutti gli esperti concordano.
• Secondo alcuni studi condotti nel 2006 dal Centro nazionale di Ricerca e restauro dei musei di Francia, la Gioconda in origine era ricoperta da un velo di mussolina. Per lo studioso francese Bruno Mottin sarebbe un "guarnello", usato all'epoca dalle donne in gravidanza.

di Anissia Becerra

Molte le prese in giro del dipinto.....



Uno pseudo autoritratto di Salvador Dalì



Un dipinto di Marcel Duchamp


Alessandro Vezzosi, Monna Lisa, Edizioni Polistampa
Giuseppe Pallanti, La vera identità della Gioconda, Skira
Dolores Garda, Il segreto di Monna Lisa, Sonzogno

SE VUOI APPROFONDIRE

Leonardo






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Re: Si riapre il mistero intorno alla "Gioconda" (Voto: 1 )
di gabry-gabry il Domenica, 09 dicembre @ 09:38:31 CET
GRAZIE! IL MISTERO DELLA GIOCONDA MI HA SEMPRE AFFASCINATA E MI AFFASCINA!

GABRY

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