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Novità › Diario di viaggio - Le Gole del Verdon
Diario di viaggio - Le Gole del Verdon
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 04 giugno @ 20:14:37 CEST (4034 letture)
Natura e capolavori nel mondo

continua da...

Secondo giorno

Partiamo presto, il traffico a Tolone è scarso, è domenica e la città dorme ancora. La nostra meta sono le
Gole del Verdon



Sui paesaggi del Verdon, Marc Guitenny ha scritto:

Per un paese è come per un uomo; quando al primo incontro si apre la porta del sublime, lo si vuole conoscere meglio, per amarlo meglio. In un autunno che aveva sparso l'oro e la porpora della stagione, ultimi fuochi dell'estate così ho conosciuto il Verdon. In quest’aspra regione delle gole, che custodisce scritta nel gigantesco caos delle sue falesie, la storia e la nascita del mondo, a Moustiers-SainteMarie, tappa d'arte, di poesia e di leggenda, nascosta in quest’oasi d’acqua e di verde che si apre sulla valle, ora lago SainteCroix. Il legame comune è il fiume. Ora ruscello, ora torrente, ha nutrito le rive con la sua linfa e i suoi straripamenti, dando origine, nel corso dei millenni, alle [/url]Continua daimmagini presenti. L'acqua, sorgente di vita ... L'acqua segreta e misteriosa proveniente da molto lontano, forse dal paese delle nevi attraverso le montagne, sgorga sul fianco di una collina soleggiata. Da nessun’altra parte le sorgenti sono più amate, più desiderate che in questo paese dalle stagioni cocenti. Sulla crosta rocciosa della HauteProvence, sono la vita, il seme, la fecondità. L'acqua, sorgente di vita, riunisce gli uomini attorno alle sue fonti, delimita con la sua presenza l'ubicazione del villaggio, che incastonato di case dorate, si arrampica a spirale all’assalto del cielo. In questi paesaggi di grandezza ed armonia, quando la natura provoca quest’incontro del limo dal sole e dall'acqua, è perché forse voluto qui un angolo del paradiso terrestre. Si può allora evocare le prime parole della Genesi: all'inizio Dio creò il cielo e la terra; nel blu del Firmamento egli posò il sole dai raggi di miele, la luna e le stelle per la notte del pastore. Egli scavò gli oceani, i fiumi ed i torrenti. Piantò fra gli alberi meravigliosi, l'olivo per i rami di pace, le piante e i fiori ricchi di colore e di profumo. Poi tutti gli animali della terra, i pesci dei Fumi e gli uccelli del cielo. Egli inviò la pioggia, per soffocare la sete e nutrire le sorgenti, il vento carico delle pene raccolte sulla angoscia del mondo e che culla i rami, ed anche il mistral che inclina il paesaggio verso il mare spazzando il cielo dai resti delle nuvole. Un giorno, infine, vicino ad una sorgente, creò l'uomo che si aggrappa alla terra, gli strappa il nutrimento e comincia, come il fiume, il suo lungo cammino che l'ha condotto fino a noi.



Queste fantastiche gole si sono formate in centinaia di milioni di anni, ed ecco come:


I tempi geologici

L'Era primaria. 500 milioni di anni fa e nel corso di 300 milioni di anni, la Provenza emerge lentamente contemporaneamente all'Italia, appoggiandosi sulla catena ercinica che taglia L'Europa dall'Esterel e dai Maures, alla Bretagna e alla Boemia. L'Era secondaria (125 milioni di anni fa): durante il primo periodo detto triasico, la Provenza comincia a cedere. Nel secondo periodo detto giurassico conclude l'abbassamento. La scarsa profondità delle acque nella regione del Verdon favorisce la nascita di calcari corallini. Infine, il terzo periodo detto Cretaceo, vede la lenta risalita dei fondali sotto la pressione del sollevamento dei Pirenei. Durante l'Era terziaria, per 70 milioni di anni, si avvia il sollevamento delle Alpi che respinge il mare verso sud e si innalzano delle colline parallele che si appoggiano sui massicci del Maures e dell'Esterel.Nel corso dell'era quaternaria (2 milioni di anni), grandi precipitazioni piovose sulle Alpi raschiano il giovane e gigantesco ammasso montagnoso di tutta la sua terra, trascinando nei torrenti i materiali strappati al passaggio per rigettarli nelle valli, il che ha formato, fra l'altro, l'altipiano di Valensole. Pieno di tutti i prodotti di erosione, il torrente straripa con violenza inaudita dal suo letto troppo stretto. Scava le grotte, penetra nei sotterranei, rimuove le rocce, rompe le volte, oltrepassa gli ostacoli. Lo sprofondamento del continente tirreniano che apre la conca mediterranea, trascina le correnti verso il sud svuotando i mari interni della Provenza. In questo scenario dantesco, dopo aver fatto saltare le barriere di Castillon e di Castellane, dopo aver bulinato le barre dì SaintJean, le chiuse di Chasteuil, modella il paesaggio e si presenta davanti alle gole.



Il torrente

Il Verdon, ora domato, affluente della Durance, nella quale confluisce a sud di Manosque, ha la sorgente verso Barcelonette nelle Alpi dell’Alta Provenza. Esso occupa nel tratto più bello, il fondo delle magnifiche Gole, le più famose delle quali formano il gran Canon. Lo spettacolo è impressionante e può essere paragonato, sebbene più modestamente, al Colorado. Il torrente ha trovato il percorso attuale alla fine dell'era quaternaria in questa fenditura gigantesca scavata come una piaga nell'altopiano calcareo, approfittando di una frattura geologica naturale e corrodendo, nel corso di milioni d’anni, gli ostacoli alla corsa verso il mare. Per utilizzare questa faglia, ha dovuto rodere la base delle falesie, trascinando e portando avanti i ciottoli, dilagare le sue acque, rompere gli argini, erodere le pareti, far saltare le minime debolezze della roccia, aiutato in questo lavoro dai cambiamenti climatici fra cui il disgelo del periodo glaciale. Tutti questi sconvolgimenti hanno dato origine, alla fine dell'era quaternaria, al paesaggio grandioso che noi oggi conosciamo.
Il tratto del Verdon, si estende da Castellane al Lago SainteCroix, ossia per una distanza di 40 km, che comprende il gran canyon (20 km), il quale dal Point sublime a Aiguines stringe il torrente fra falasie che raggiungono fino a 700 m di strapiombo.
La pendenza media è dell’1% più o meno evidente nel tragitto. La portata è debole da 8 m3 a 30 m3 a seconda che le dighe di Castillon e Castellane, costruite a monte, abbiano regolarizzato il flusso. Prima di queste opere, durante il periodo delle piene, la portata raggiungeva gli 800 m3 ed è certo che questa non era che una pallida immagine del volume d'acqua durante i periodi delle grandi precipitazioni che gli hanno permesso questo impressionante lavoro d’erosione. E' probabile che la strettezza delle gole, che frenava lo scorrimento delle acque, abbia obbligato il Verdon a cercare dei passaggi sotterranei, alcuni dei quali, dopo essersi riuniti sotto l'altipiano di Canjures, alimentavano la risorgiva di Fontaine l'Eveque, ora prigioniera del lago. Nel corso della sua traversata delle Gole, il Verdon riceve le acque dell'Artuby e di numerose sorgenti e risorgive e, in periodo di piogge, le acque di ruscellamento e di ritenzione degli altipiani delle PreAlpi.

Lungo il tragitto ci fermiamo per un caffè in un paese di cui non ricordo il nome, e notiamo una "patisserie" con l'effigie di Fernandel pitturata sulla facciata dell'edificio.



Ricomincia a piovere e temiamo che la nostra gita sia rovinata, ma il paesaggio è davvero incantevole malgrado il maltempo.



Ha smesso di piovere e ci fermiamo a Castellane.

Venendo dalla Costa azzurra per Grasse o dalla Savoia per Digne, dalla route de Napoléon, Castellane è una porta naturale di accesso alle Gorges e la sua storia è legata alla regione per la sua posizione d’incrocio strategico. La città è famosa per il dirupo che domina la città da 184 m di altezza sul quale è costruita la cappella NotreDame du Roc, edificata sui resti di un’antica costruzione romana. Questa rupe fu fortificata e servì da rifugio agli abitanti dell’antica città di « Salinoe » ai tempi delle invasioni barbariche. Divenuta troppo piccola per la popolazione, la città si allargò ai piedi della falesia, difesa da una cinta che si ricollegava alle difese della rupe. Dalla piazza si può vedere sulla collina una torre pentagonale, vestigia dell’antica fortificazione. La Basilica SaintVictor merita una visita. La città, felicemente situata nella valle del Verdon, ospita, sempre più, villeggianti nei numerosi alberghi e nei piacevoli campeggi lungo il Verdon.
Vi si possono fare delle belle passeggiate verso la diga a monte (Castillon, Chaudanne) e nelle Alpi della Haute-Provence. Da Castellane, il giro ci riconduce al Pont de Soleils attraverso una strada che segue i meandri del fiume. Lasciando la città si scorge, impigliate nella crosta delle falasie, le rocce dolomitiche di Cadières de Brandis come vecchie muraglie di un castello in rovina, poi le barre di SaintJean e le chiuse di Chasteuil modellate dal torrente, a strapiombo sulla strada che fiancheggia il Verdon. Castellane è oggi un luogo di villeggiatura privilegiato. Numerosi alberghi e campeggi lungo il Verdon, offrono possibilità di soggiorno dalla primavera all'autunno. Un clima solare, paesaggi superbi, attività per il tempo libero lungo le rive del lago, tutta una panoplia di proposte di vacanza in mezzo ad una natura protetta.



Qui s'intravede la cima della Cappella Notre-Dame du Roc appollaiata sulla cima di una roccia come una sentinella benevola. L’edificio attuale è del 1703. E’ raggiungibile costeggiando le vestigia del recinto della città che risalgono al XIV secolo. Le mura con la Torre Pentagonale fortificata da piombatoie.



La Chiesa Saint-Victor costruita dai monaci dell’Abbazia Saint-Victor di Marsiglia alla fine del XII secolo.

Entriamo nella Chiesa Saint-Victor, e seguiamo per un po' la Santa Messa, è strano come sia difficile pronunciare le preghiere nella propria lingua sentendole in lingua francese. Non posso scattare fotografie durante la funzione anche se la meraviglia dell'interno lo meriterebbe. Giriamo poi per Castellane curiosando nei vari negozietti di souvenir, svettano a decine i sacchettini di lavanda, grosse cicale colorate di vari materiali che riproducono il verso, qui molto in voga, saponette e saponi di Marsiglia ed oggetti in ceramica.



Più avanti ci fermiamo in un bel ristorantino dove ci servono pietanze deliziose, degne, finalmente della buona nomea della cucina francese.

La strada che serpeggia fra Castellane e il Pont de Soleils si restringe poco a poco sulle gole. Lasciando Castellane, le rupi delle Cadières di Brandis si innalzano sulla falesia come rovine di un vecchio castello. La scada segue i meandri del Verdon, s’infila sotto le chiuse di Chasteuil fino al ponte di Soleils ; da quest’incrocio, la strada dà accesso alla corniche sublime per Trigance e prosegue per Comps, che è un'altra porta delle gole (Draguignan e la costa). Dopo l'attraversamento dell'altipiano a 1000 m di altitudine, la strada dei « balcons », fra bei paesaggi, raggiunge la zona delle gole. Di fronte all'ansa della Mesda, dei belvedere molto bene piazzati offrono del fondo, vertiginose « vedute », mentre sull'altra riva, si scorge molto più in alto, il canaletto della route des cretes. Il Verdon non è riuscito a rompere la falesia e aggira l'ostacolo. Dalla Mescla, una strada tracciata in una macchia di bosso, conduce ad Artuby il cui ponte in cemento, ad una sola arcata, attraversa con eleganza i 110 m di strapiombo. Una sosta permette la scoperta del torrente che brontola nel fondo delle gole 100 m più in basso. Un sentiero che si arrampica sull'altopiano conduce a vasti orizzonti sull'Artuby e alla cima del Collet Barris che domina la route des Cretes.

E' su questo ponte che vediamo un impianto per il salto con l'elastico, ed un coraggioso che si getta in un volo che sembra non finire mai.



Dall'Artuby, il sentiero sale sul margine della gola al Col de Fayet (935 m), il cui tunnel scavato in cima alla falesia dà sulla « Baume aux Boeufs » e sul défilé des Baumes Fères (Baume = grotta, Fères = bestie selvagge).
Da questa zona elevata, il giro scende verso i Cavaliers, gigantesca falesia che cade in verticale fino al Verdon che scorre 300 m più giù.
Se oggi la realizzazione di quest'opera ci sembra banale, al momento della costruzione considerata una prodezza della tecnica.
Il ponte, sostenuto da una sola arcata sulla voragine, ha aperto la via alla corniche sublime, il più bel giro delle gole.



A monte di Castellane, il Verdon, dal colle d'Allos e Colmar, drena delle valli a carattere alpino prima del suo arrivo a Salamandre; da questo paese, dei bacini d'invaso e delle dighe hanno formato dei laghi artificiali che hanno contribuito notevolmente alla bellezza dei paesaggi. Alla fine del giro, sotto il Galetas, il Verdon sfugge alla morsa della gole per raggiungere il lago sotto il ponte d'Aiguines; questo percorso offre una bellissima vista sulla distesa d'acqua e ci conduce vicino al lago e a Moustiers SainteMarie
che costituisce la tappa fondamentale del viaggio.

Ed eccoci a Moustiers Sainte-Marie

Giono che ha decantato così bene la Provenza ne parla così: "Bruscamente, dopo una svolta della strada, si entra a Chatelet, una sera in cui si sarebbe recitato in modo spettacolare la Passione di Arnould Greban. Ecco Betlemme, ecco il Golgota sognati da Hubert Robert, e vicino a voi, ai bordi della strada, le praterie, i salici piangenti, le sorgenti, i ruscelli. E qui ambientava la sua mitologia ... la messa in scena deve essere costata un occhio della testa. »

Moustiers, tappa di poesia, di arte, e di leggende, nascosta in questo paradiso di sorgenti, di sole e di vegetazione, splendidamente posizionata fra Draguignan, Castellane e Manosque vi ospita, oasi di riposo all'uscita delle gole del Verdon o del lago Sainte-Croix.Ascoltiamo la sua storia: per la sua posizione privilegiata,
Moustiers deve accogliere molto presto l'habitat di una popolazione religiosa e profana. La vicinanza di Riez, capoluogo di colonia romana, le fa conoscere l'occupazione, sebbene in quest'epoca nessuna vera e propria città non sia ancora menzionata; tuttavia il periodo della « Pax Romana» ha favorito certamente i primi insediamenti in questo paese relativamente fertile in rapporto agli altipiani circostanti. Nel 454 St Maxime, vescovo di Riez, proveniente da Lerins, si fa raggiungere da una colonia di monaci. Essi trovano asilo nelle grotte calcare e scavate dalla natura ai piedi delle falesie, succedendo forse ad occupanti dell'epoca preistorica. Vi si sistemano senza dubbio degli edifici religiosi e delle costruzioni necessarie alla vita monastica. Da questi primi occupanti stanziali deriva il nome della città: MonasteriumMoustiers. Solo nel XV secolo gli è accostato il nome SainteMarie. Con la fioritura della vita religiosa nasce in questo periodo il culto di N.D. de Beauvoir (Notre-Dame d'Entre Roches) a seguito della costruzione della Cappella fra i due speroni di roccia a strapiombo.



Il lago Sainte Croix
Lasciando Moustiers e il suo scenario in direzione di Riez, si prende a sinistra la strada di Sainte Croix che sale a tornanti per raggiungere l'altopiano della lavanda o di Valensole.



Abbandonando il paesaggio di Moustiers, la strada scopre ben presto la distesa d'acqua che si allarga 200 m più in giù: il lago che copre una superficie di 2 500 ettari con una portata di 767 milioni di m3 alimenta per mezzo della diga l'industria di Sainte Croix, con una potenza di 136 000 kW e producendo circa 160 milioni di kW/h all'anno. Sainte Croix du Verdon è il paese che ha dato il nome al lago in seguito alla diga costruita sul suo territorio. E' arrampicato 50 m al di sopra della distesa d'acqua di fronte a Bauduen sull' altra riva, disponendo a terrazze le sue case costruite con ciottoli. Dalla strada a tornanti che domina il villaggio, i tetti dorati si stagliano sul lago. Lungo la strada recentemente aperta, la faglia geologica ci mostra i ciottoli ricoperti di terra, strappati dai monti alpini dal torrente. nel corso dell'era quaternaria.

Percorriamo tutto l'itinerario, costeggiamo il "gran canon", ed incontrando ad ogni svolta, e sono tantissime, panorami mozzafiato, il sole ha fatto capolino e possiamo vedere anche i laghi in tutto il loro splendore.

Torniamo a Tolone verso le 20, ceniamo, questa volta più celermente (la qualità del cibo non è nemmeno stasera di nostro gradimento) e poi tentiamo di nuovo un giro per Tolone, peccato che abbia ricominciato a piovere....ma non importa è stata una magnifica giornata.

continua...






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