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Novità › Sogno
Sogno
Postato da Grazia01 il Domenica, 13 luglio @ 18:54:23 CEST (1391 letture)
Racconti I

“E se non succedesse niente? Se rimanessimo qui ad aspettare, magari per ore, e non succedesse niente, che diresti? Che è colpa mia?”
Mi guarda come se invece fossero mie tutte le colpe del mondo, come se l'avessi trascinata io in questa assurdità. Io?! Io che avrei preferito restare a casa al calduccio?! Ma ormai siamo qui, tanto vale aspettare.
“Ascolta, siamo qui da soli io e te, non fa neanche tanto freddo, dai, anche il mare si è calmato, sediamoci ed aspettiamo.”


“Si, ma se non servisse a niente? Comincio anche a sentirmi una stupida... e se ci vedesse qualcuno? Potrebbe scambiarci per due amanti..”
Resto un po’ sorpreso, speravo che non toccasse quest’argomento. La consideravo un'amica, è vero, ma a volte mi piaceva lasciarmi prendere la mano e fantasticare che forse io le potessi interessare anche in modo diverso: sognavo. Talvolta ero andato oltre. Immaginavo come poteva essere tra noi se non fossi così timido, se fossi riuscito a confessarle i miei sentimenti, fregandomene di come lei avrebbe potuto reagire e se poi, magari, ci fossimo messi insieme. E allora tutto crollava, non era lei la ragazza che cercavo, sicuro, tanto più che proprio non credo di piacerle: non me ne ha appena dato un'altra prova? E allora perchè tormentarsi tanto?
“E che te ne importa? Meglio che pensino che siamo amanti piuttosto che due matti, no?”
“Ma allora lo vedi? Anche tu pensi che sia da stupidi rimanere qui! Dai, andiamocene!”
Le trattengo per la mano. Vuole andarsene davvero. Ma come? Prima aveva tanto insistito ed ora... Mah! Questa qui è strana sul serio! Però io ho voglia di stare a parlare, solo io e lei.
“Ma c’è, hai paura? Io ti difenderò da tutto e tutti!” Nel dirlo mi gonfio il petto e ci batto sopra con un pugno. Poi la guardo negli occhi. “Fidati di me!” Lei sembra un po’ imbarazzata, poi capisco. “Ah! È di me che non ti fidi, eh?” Lo dico scherzando, ma sono deluso, credevo che ormai mi conoscesse.
“No, vedi, è notte, siamo soli, e io... e poi siamo qui solo per uno stupido sogno... dai, non so se è il caso di ...”
“Senti, il sogno è tuo. Sei tu che hai insistito perchè ti portassi qui, perchè mi hai detto che nel sogno che hai fatto eravamo solo io e te, e tu volevi che si realizzasse la stessa situazione. Il posto è questo, no? È dove siamo venuti la scorsa estate, vero? E allora?! Eppoi, scusa, ma gli altri tuoi sogni non si sono avverati?”
“Si, ma stare qui, ora... mi sembra così assurdo! E forse gli altri erano solo semplici coincidenze...”
“"Solo semplici coincidenze"?! A parte che io non credo alle coincidenze, ma quando hai sognato di venire interrogata in filosofia sapevi persino le domande che ti avrebbero fatto il giorno dopo!”
“Si, è vero, ma...”
“E quando hai sognato che il mio cane giocava in un cortile vicino casa tua? È proprio lì che l'abbiamo trovato quando è scappato!”
“Sono solo coincidenze! Non è la prima volta che il cane scappava là e la prof. mi ha interrogata proprio sugli argomenti che mi avevano colpito. Ecco... routine! Ma questo... dai! È troppo! Neanche ci credo agli "omini verdi"!” Con le mani mima le virgolette.
È nervosa, camminando mi gira intorno. Io la guardo seduto sul plaid che ho sistemato sulla spiaggia. Mi piace come si muove.
“Va bene, lo so anch'io. Ma mica hai sognato l'astronavina cogli "ometti verdi", come dici tu, hai solo sognato che eravamo qui e che venivamo illuminati da un intenso fascio di luce calda: tutto qui. Potrebbe essere qualsiasi altra cosa.”
“Ah si? E che cosa?”
“Siamo qui per scoprirlo…” Rispondo serio.
“E sia!”
Ora sembra rilassata, si siede vicino a me.
“ Eppoi il tempo volerà, facciamo una chiacchierata e vedrai che qualcosa accadrà... o hai paura di sprecare tempo stando qui con me, forse preferivi stare sola con qualcun altro? “
“Si, con Brad Pitt! Ma và...”
“Ah, ti piace Brad Pitt?! Ma mica esiste davvero quello là! Non è come lo vedi al cinema! Quello è tutto pompato, truccato, rifatto al computer...”
“Si, adesso è un robot!”
“O forse un alieno... “ Ride, ha una bella voce.
“Magari! Magari gli alieni fossero tutti così! Allora speriamo che arrivino presto!”
“E chissà come saranno le ragazze? E se fossero come la Bellucci?”
“Si, fortunati come siamo? Magari questi sono veramente tutti come Brad Pitt, ma... tutti gay, senza donne! E forse non sono qui neanche per me, ma cercano te... sai che bello? "Io sono la sacerdotessa che porta la vittima da sacrificare"! ”
È matta! Prima voleva andar via ed ora invece è qui tranquilla a prendermi in giro, come al solito. Rido, ma non so quanto ci sia veramente da ridere, quasi l'assecondo. Poi fisso il mare. Piccole onde s'increspano sulla riva. La Luna è lì, messa apposta ad illuminare questo semplice spettacolo.
Ora la guardo, anche lei è assorta nei suoi pensieri.
Il discorso è fermo: sta a me portarlo avanti? Non so che dire, e non è la prima volta. La testa è vuota. Cerco qualcosa d'interessante o anche solo carino da dire. Niente. Quando troverò la mia "lei", questo non mi accadrà più. Forse capirò che è lei quella giusta proprio da questo. Chissà dov'era lei adesso, e chi c'era al posto mio ora?
Bah! Non so proprio che dire. Il nulla più assoluto. Di solito a questo punto, anche con le altre mie amiche, dico semplicemente "A che stai pensando?", questa volta invece è lei a pormi questa domanda.
Credo di arrossire. Che faccio? Le dico che sto pensando alla mia ragazza ideale?
No, mento spudoratamente. Cerco di tirare fuori il piccolo poeta che è in me.
“Sai, guardavo il mare ed il modo in cui la luna ci si riflette sopra. Avrei voglia di starmene sempre qui, fuori dal mondo, dalle sue regole assurde, i suoi problemi, le sue paranoie... Stare qui, senza nessuna necessità e responsabilità: come un'onda. Senza scopo. Esistere, sapere d'esistere e basta.”
Resto con lo sguardo fisso all'orizzonte mentre un vento leggero mi accarezza la fronte, ma non faccio nemmeno in tempo a pensare "Minchia, che poeta!", che lei mi disorienta:
“Insomma vorresti rinunciare a vivere?”
Mi guarda sorpresa, poi segue una lunga pausa, io non so più che dire.
“Sai che noia se tutto fosse tranquillo? Non è meglio scoprire quanto vali superando problemi, confrontandoti con gli altri? Crescere. Vivere, insomma... o ti senti già soddisfatto così come sei?“
Mi sento un po' sottosopra, ho detto una fesseria. Cerco di riprendermi.
“No, è che nel caos e nello stress un'oasi di pace è sempre piacevole...”
“Si, un'oasi vista come una pausa, va bene. Ma deve essere solo una pausa, un momento della vita, non la normalità, altrimenti tutto perderebbe valore. Rifletti, il bello di un momento come questo è proprio che dovrà finire. Saperlo ti dovrebbe rendere ancora più felice nel viverlo. Ascoltami, godi di ogni cosa per quella che è.”
Si, sbaglio. Quando mi succede qualcosa di bello vorrei che durasse per sempre, sapere che dovrà finire m'impedisce di assaporarlo per bene. Addirittura con le persone, forse soprattutto le ragazze, non le vedo come sono, ma come vorrei che fossero. A volte con la delicatezza che non hanno... Forse idealizzo troppo, ritaglio intorno un personaggio ad ognuna e se non rispettano il ruolo che gli ho dato ci rimango addirittura male. Forse è una forma d'autodifesa, per non affezionarmi troppo.
Si, è vero, sbaglio proprio.
Mi vede un po' frastornato, forse le faccio anche pena. E ride. Perchè ride? La guardo scocciato.
“Scusa, scusa... ma hai una faccia... dovresti vederti!”
Ma che cavolo! Io sono serio e lei ride?! Le do le spalle.
“E dai, Non ti offendere adesso!”
“Non sono offeso! È che... sembra che tu...che tu mi prenda in giro... non è sempre facile parlare con te! Non ho ancora neanche capito cosa pensi davvero di me! A volte mi deridi, altre volte mi cerchi e poi parliamo un po' di tutto... non so neanche se ho il tuo rispetto... Insomma, quanto valgo per te veramente? Ho la tua fiducia?
Mi sembra che tu non sappia nemmeno chi sono... mentre a volte sai leggermi dentro... No, credo che tu sia troppo strana per me, oppure è che a te piace fare la complicata?!”
Ecco, ora fa la seria. Sembra che ogni volta che cambiamo discorso lei si presenti con una faccia diversa, come se ogni cosa andasse affrontata con una maschera fatta apposta. Almeno io penso di mostrarle sempre la stessa faccia.
Rimane silenziosa ed io, come sempre, non so più che dire.

“E se il sogno fosse solo una scusa?”
Mi prende sempre in contropiede. Cos'è questa storia adesso? Potrebbe essere vero... ma allora lei voleva solo stare qui con me e il sogno se lo è inventata e... Ma allora io le interesso? Mi batte forte il cuore. Ma come? Io e lei? No, non siamo compatibili... siamo amici e basta... però... però se mi tiro indietro adesso, poi pensa che non mi piace... ma non è proprio così? Mi sento confuso: sai che novità.
Mi osserva attenta mentre rimango silenzioso.
Rispondo con una battuta, non voglio che capisca quello che mi passa per la testa.
”Allora mi hai attirato in trappola, qui, lontano dal mondo, per attentare alla mia virtù?! No, mai. Scordatelo! Mi avrai solo dopo il matrimonio!”
Lo dico alzandomi in piedi e camminando come se fossi un attore drammatico che calca la scena con abilità. Ora ride.
“Scemo... dai, sul serio. Non hai mai pensato che possa averti invitato qui per stare sola con te?”
Ha un'aria curiosa, non mi piace. Mi prende ancora in giro.
“Beh, no. Siamo amici, non ti ricordi?”
Mento. Forse ora ho rinunciato definitivamente a lei.
Sembra un po' triste. Me ne accorgo quando uno è triste, non tutti sono bravi come me, o forse come credo d'essere , a mascherare i sentimenti.
Chissà a che pensa.
“Cosa hai?”
“Niente.”
“Come sarebbe, "niente"? Dai, siamo qui... parliamone... ti va?”
“No... è che... sai, ho dei problemi con un ragazzo...”
Oddio, parla di me
“Neanche mi guarda, ma credimi, io ho fatto di tutto per farmi notare... e lui niente!”
Si, sono io, sono io!
“Ma... "questo ragazzo"... lo conosco?”
Ho il cuore in gola.
“ Si... è...”
Rimango in silenzio.

A) Non sono io quello che ama. Ma non lo sapevo già? E allora perchè sento tanto male al cuore? Forse perchè adesso sono sparite anche quelle poche speranze che custodivo gelosamente e che avevo sempre nascosto, mentendo anche a me stesso.
B) Lei si fida di me. Dopotutto non mi ha rivelato il suo grande segreto? Dovrei esserne contento, ma ora il mio cuore batte per tutt’altro...
Le piace quello scemo... non me n’ero mai accorto.
“Vuoi che... non so... che gli parli di te?”
“NO! Non farlo, è meglio che ancora non sappia niente...”
Come sembra fragile adesso...
“Bah! Via il dente via il dolore...”
“No, forse non è il caso... avevo solo voglia di parlarne a qualcuno...”
E mentre, mio malgrado, mi sento ardere di gelosia e lei, nella sua dolce timidezza, ancora arrossisce per il grande sfogo in cui si è lanciata, da lontano una motovedetta c'illumina per un istante con un enorme e freddo fascio di luce abbagliante. Poi, silenziosa, continua il suo giro. Il sogno s'è avverato.

Davide "omotigre"

da Omotigre
per gentile concessione dell'autore






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Re: Sogno (Voto: 1 )
di spalato il Mercoledì, 16 luglio @ 21:27:27 CEST
bel racconto, realisctico.....quando avrò tempo leggerò anche gli altri tuoi racconti.....complimenti

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