Toggle Content Menu Principale

Toggle Content Info Utente

Benvenuto Anonimo

(Registrati)

Iscrizioni:
Ultimo: dada
Nuovi di oggi: 0
Nuovi di ieri: 0
Complessivo: 246

Persone Online:
Iscritti: 0
Visitatori: 185
Totale: 185
Chi è online:
 Visitatori:
01: Home
02: Home
03: Home
04: Home
05: Home
06: coppermine
07: Home
08: Home
09: Home
10: Home
11: Home
12: Home
13: News
14: Home
15: News
16: Home
17: Home
18: News
19: Home
20: Home
21: Home
22: News
23: Home
24: Home
25: Home
26: Home
27: coppermine
28: coppermine
29: Search
30: Search
31: Home
32: Home
33: Home
34: News
35: Home
36: coppermine
37: Home
38: Home
39: Home
40: Home
41: Home
42: Home
43: Home
44: Forums
45: Home
46: Home
47: Home
48: Home
49: Home
50: Home
51: Home
52: Search
53: Home
54: Forums
55: News
56: Home
57: Home
58: Home
59: News
60: Home
61: coppermine
62: Home
63: Home
64: Home
65: News
66: Home
67: Search
68: Home
69: Home
70: Home
71: coppermine
72: coppermine
73: Home
74: News
75: Home
76: Contact
77: Forums
78: News
79: Home
80: Home
81: coppermine
82: Home
83: Home
84: Home
85: Home
86: Home
87: Home
88: Home
89: Home
90: Home
91: coppermine
92: Home
93: coppermine
94: Home
95: Home
96: News
97: Home
98: News
99: Home
100: Home
101: Home
102: Home
103: Home
104: News
105: Forums
106: Home
107: coppermine
108: Contact
109: coppermine
110: Home
111: Home
112: Home
113: coppermine
114: Home
115: Home
116: Home
117: coppermine
118: coppermine
119: coppermine
120: Home
121: Home
122: Stories Archive
123: coppermine
124: Home
125: Home
126: Search
127: Home
128: Statistics
129: Home
130: Home
131: Home
132: Home
133: Home
134: coppermine
135: Statistics
136: Stories Archive
137: Home
138: coppermine
139: Home
140: coppermine
141: Home
142: Surveys
143: coppermine
144: News
145: Home
146: Home
147: Home
148: Home
149: Home
150: News
151: Home
152: Home
153: Stories Archive
154: News
155: Home
156: Home
157: Home
158: News
159: Home
160: Home
161: Home
162: Home
163: Home
164: Home
165: Home
166: Home
167: Home
168: Home
169: Search
170: Home
171: Home
172: Home
173: Home
174: Search
175: coppermine
176: Home
177: Home
178: Home
179: Home
180: Home
181: Home
182: Home
183: Home
184: Home
185: News

Staff Online:

Nessuno dello Staff è online!

Toggle Content Coppermine Stats
coppermine
 Albums: 171
 Immagini: 9076
  · Viste: 1924523
  · Voti: 431
  · Commenti: 60

Toggle Content *
Segui maktea1 su Twitter


Toggle Content Autori
Novità › L'ambientalismo buonista ci fa irresponsabili
L'ambientalismo buonista ci fa irresponsabili
Postato da Grazia01 il Lunedì, 05 marzo @ 23:33:48 CET (981 letture)
Riflessioni III


Un atto di volontà pone le sue basi sul concetto di libero arbitrio. Ma libero arbitrio significa che l’uomo è l’unico artefice delle proprie scelte. D’altro canto, è noto che il libero arbitrio, non l’abuso, è possibile esercitarlo solo dopo aver acquisito un certo livello di consapevolezza, cioè solo dopo essersi conosciuti a fondo in modo da riuscire ad essere sé stessi in qualunque situazione emozionale o ambientale.
E’ importante apprendere i meccanismi di base che caratterizzano l’interazione con la realtà che ci circonda. Negli ultimi anni si è sviluppata l’idea che i pensieri, i gesti e le parole interagiscono tra loro creando la percezione del mondo. Come dire che ciascuno di noi si è fatta la propria mappatura del mondo e che modificando questa propria visione (mappa) la persona può potenziare le proprie percezioni, migliorare le proprie azioni e le proprie prestazioni.


Questo sviluppo viene utilizzato nella psicoterapia moderna per la risoluzione di alcune sofferenze psicologiche: si è capito che basta migliorare la mappa che ciascuno di noi ha della realtà che automaticamente si agevola il superamento delle sofferenze. Ovviamente non si tratta di ingannare le persone ma far sì che riescano ad avere una percezione (mappa) della realtà “più bella” di come appariva a prima vista e questo è sufficiente a far aumentare la coscienza e dunque il libero arbitrio e in definitiva la libertà. Si parla ovviamente di libertà interiore e a tale scopo risulta illuminante l'esempio di alcuni prigionieri americani in Vietnam che riuscirono a vivere per anni in una cella di 4x4 metri senza traumi psichici perché nella loro cella “giocavano” a golf o si immaginavano immersi nelle loro occupazioni. Questi prigionieri sapevano che prima o poi la libertà (esteriore) sarebbe arrivata, quello che era importante era non perdere la vera libertà che è quella interiore.
Mentre a livello di individuo questi concetti si sono evoluti dando luogo alla programmazione neuro linguistica (PNL), nella collettività sta avvenendo, purtroppo, tutto il contrario. La coscienza collettiva diminuisce invece di aumentare. Il “potere” sotto l’apparenza di uno Stato sollecito e paternalista ci abitua a “fidarci” e ad “ubbidire” e questo spiana la strada al controllo sulle masse. Tutto intorno a noi ce lo dimostra: i limiti di velocità, l’obbligo delle cinture di sicurezza, l’obbligo del casco per i motociclisti, adesso addirittura vogliono decidere la temperatura che ognuno deve tenere in casa propria e cose del genere. Lo scopo è criminalizzare ogni devianza non politically correct.
La coscienza collettiva dunque si sta narcotizzando attraverso un addolcimento delle masse. In passato ti obbligavano a fare il militare e ti lavavano il cervello con Dio, Patria e Famiglia … oggi si sono resi conto che questo tipo di totalitarismo politico alla vecchia maniera, non paga più e viene sostituito da un totalitarismo anonimo di stampo paternalista la cui avanzata è inarrestabile grazie alla burocrazia dotata dei moderni strumenti tecnologici per controllare e incrociare dati e in definitiva, per spiare. La madre di tutti i buonismi sarà l’ambiente.
L'ambientalismo sarà la copertura che useranno i politici nel prossimo futuro per anestetizzare le nostre coscienze e in definitiva per stordirci e controllarci. Con il buonismo occulto dell’ambiente che farà da paravento, la lenta ma implacabile "morsa" politica si imporrà come verità assoluta, criminalizzando i comportamenti anti-ambientali (come adesso si fa con chi butta la plastica nei rifiuti indifferenziati), con la conseguenza che saremo tutti più controllati, meno liberi e crederemo a tutte le balle che ci racconteranno sulla sofferenza del pianeta, sulla Terra che non riesce a stare dietro al tutto il lerciume e la spazzatura prodotta dall’uomo, oppure altre baggianate lontane anni luce da una qualsivoglia prova scientificamente decisiva (come ad esempio il global warming).
Con la coscienza collettiva assopita, l’autoritarietà strisciante, sorridente, televisiva, buonista e ambientalista, vincerà su tutti i fronti. Prima erano i dittatori war oriented che se la prendevano con nemici estemporanei e facevano discorsi retorici per infiammare i cuori, usando un linguaggio da parata militare, con eserciti che marciavano a passo d’oca, ecc. Poi si sono resi conto che educando il popolo alla guerra lo si educa nel contempo anche alla rivoluzione, all’opposizione armata perché gli stessi che hanno imparato ad usare il fucile possono finire per puntarlo contro il potere dominante quando è necessario. Quando finì la seconda guerra mondiale uno dei problemi più grandi che si dovette affrontare fu il disarmo. In effetti moltissimi partigiani non volevano restituire le armi perché non si fidavano e perché avevano il retropensiero che se quella presunta democrazia della quale tanto si parlava, non fosse andata in porto, si sarebbe potuto riprendere le armi. In effetti enfatizzando il mito della guerra partigiana di liberazione si creò un collegamento eziologico e culturale con la lotta in clandestinità operata poi negli anni successivi dalle brigate rosse.
Ecco dunque che ora la forma di dominazione è diventata più sottile, il potere non si presenta più con il linguaggio militare e gli eserciti marcianti, ma in modo sorridente, calmo, tranquillo, quieto, pseudo-pacifista, ambientalista, attento al rispetto dei c.d. "diritti umani" (naturalmente solo se conviene e là dove conveniente). Il potere veicola messaggi assopiti, creando persone che diventano alla fine capi di bestiame, esseri mansueti che accettano tutto, subiscono tutto, obbediscono a tutto, ma questa volta non per la paura delle rappresaglie o dei plotoni d’esecuzione, ma solo perché non vi è alternativa all’ubbidienza civica.
Come in Nietzsche prima, ma soprattutto in Foucault, nella sua Metafisica del Potere, c’è un’analisi che riguarda il trasferimento dalla concezione del potere come forza punitiva, quindi di repressione e di interdizione a quella di una forza più vantaggiosa al potere stesso in quanto opera e manovra in termini burocratici, cerca piuttosto di amministrare che di impedire o reprimere. Stiamo quindi di fronte a un potere più subdolo in quanto sollecita, chiede, abitua e perciò si infiltra dappertutto nelle vite attraversando l’intero corpo sociale, secondo procedure che non si lasciano immediatamente afferrare. Sono le tecniche del potere piccolissime, impercettibili, con dispositivi di controllo dei punti microscopici del tessuto sociale.
E questo buonismo è talmente subdolo che non ci rendiamo conto che ci frega con le nostre stesse mani: l'invadenza avviene proprio perché per ogni idiozia invochiamo interventi politici. Un cretino fa un incidente perché parlava al cellulare? Bene, si scatenano i media e subito arriva il paternalismo di Stato con il politico cialtrone che pensa che è suo dovere intervenire (altrimenti cosa fa?) e spara la sua leggina che vieta l’uso dei cellulari. Si schianta un ragazzo all'uscita della discoteca perché spossato si è addormentato al volante oppure era sbronzo, ecco che si infiamma il perbenismo mediatico, e lo stato paternalista attraverso il politico di turno subito ne approfitta regolamentando le nostri notti: vietato entrare in discoteca dopo la mezzanotte, vietato uscire dopo le 3 ..., non possiamo bere neanche una birra... ma che cavolo? E noi siamo a tal punto idioti che poi anche li votiamo ‘sti cialtroni, incapaci e buoni a nulla. Lo Stato padre e padrone è bramato, desiderato, invocato in ogni disgrazia, perché siamo incapaci di svegliarci, di rimboccarci le maniche, di metterci in gioco.
Così accade che se un imbecille scivola su una buccia di banana e si rompe la testa, ecco allora che accendi la TV e i giornalisti attorniati da una claque cerebrolesa, si domandano: "ma dov'era lo Stato?" Ma che diavolo c’entra lo Stato? C’entra perché il disegno politico è quello di farlo entrare dappertutto. Dal paternalismo di Stato, al perbenismo sociale, al burocratismo che regola le nostre vite, al buonismo dilagante (di cui l'ambientalismo è una delle tante espressioni), al politically correct. Ci stiamo buttando a pesce su tutte queste cose convinti che siano forme di evoluzione civile, laddove sono sole forme di involuzione mentale e sociale...
Come fu ampiamente profetizzato da molta letteratura e cinematografia di fantapolitica vi e' un "quarto potere" a fare da ponte tra quello economico e quello politico, ed è quello mediatico. La mediaticità che conta non è tanto quella relativa al "comizio" ma è più subdolamente nascosta dal "filtraggio giornalistico manipolato" ed infatti ecco che grandi firme del giornalismo troppo "ingombranti" e pensanti per esser manipolate, come ad esempio Biagi o Montanelli, furono più o meno messe da parte per dare spazio ad anonimi operatori della manipolazione per ipnotizzare e influire sul popolo bovinizzato. Quello a cui stiamo assistendo è una democrazia portata al limite e sapientemente arricchita dai benefici della tecnologia. Purtroppo però non si tratta di tecnologia intesa come amore della techné, di tecnosofia, ma solo di tecnologia selezionata ad usum delphini. Per ora Internet regge ancora, anche perché si fanno gli acquisti on line, ma se dovesse diventare un luogo di discorsi alternativi e non politically correct, si cercherà di imbavagliarla. Naturalmente usando un escamotage buonista.

Walter J. Mendizza






"L'ambientalismo buonista ci fa irresponsabili" | Login/Crea Account | 0 commenti
Limite
I commenti sono di proprietà dell'inserzionista. Noi non siamo responsabili per il loro contenuto.


Toggle Content Links Correlati
 Inoltre Riflessioni III

Articolo più letto relativo a Riflessioni III:
Nebbia a Milano

Toggle Content Valutamento Articolo
Punteggio medio: 0
Voti: 0

Per favore prenditi un secondo e vota l'articolo:

Eccellente
Molto Buono
Buono
Regolare
Pessimo


Toggle Content Opzioni

Toggle Content Registrati...

Toggle Content Ultimi arrivi

Toggle Content Ultimi articoli
 Poesie d’amore [ 0 commenti - 15 letture ]
 Consacrazione dell’istante [ 0 commenti - 14 letture ]
 Licenza [ 0 commenti - 15 letture ]
 Oh, my Darling Mary and Benny! Racconto Western [ 0 commenti - 233 letture ]
 La vera fine della guerra [ 0 commenti - 56 letture ]

[ Altro nella News Section ]

Toggle Content Sondaggio
Come migliorare e rendere più agibile il sito?




Risultati :: Sondaggi

Voti: 25
Commenti: 1

Toggle Content Solidarietà

Toggle Content Messaggio

Questo sito contiene anche testi e immagini presi dal web, se avessimo violato, per errore, diritti d'autore o copyright, preghiamo di avvisarci, sarà nostra cura provvedere all'immediata cancellazione. Scrivere a maktea@tiscali.it


Toggle Content Poeti e scrittori noi

Toggle Content POESIE A TEMA

Toggle Content Varie

Network: Web Agency Milano | Scopri i migliori programmi per siti web
Interactive software released under GNU GPL, Code Credits, Privacy Policy