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Novità › NATURA
NATURA
Postato da Grazia01 il Domenica, 25 novembre @ 22:13:59 CET (7003 letture)
POESIE TEMATICHE II°





LA NATURA


PRATO SCURO
di Vincenzo Colangelo

nel pomeriggio tardo
d'estate c'è l'erba.
il prato distende un benessere maturo.

E il verde scuro
ha per sera un sollievo nascosto.




L'ONDA
di Gabriele D'Annunzio

Nella cala tranquilla
scintilla,
intesto di scaglia
come l'antica
lorica
del catafratto,
il Mare.
Sembra trascolorare.
S'argenta? s'oscura?
A un tratto
come colpo dismaglia
l'arme, la forza
del vento l'intacca.
Non dura.
Nasce l'onda fiacca,
súbito s'ammorza.
Il vento rinforza.
Altra onda nasce,
si perde,
come agnello che pasce
pel verde:
un fiocco di spuma
che balza!
Ma il vento riviene,
rincalza, ridonda.
Altra onda s'alza,
nel suo nascimento
più lene
che ventre virginale!
Palpita, sale,
si gonfia, s'incurva,
s'alluma, propende.
Il dorso ampio splende
come cristallo;
la cima leggiera
s'aruffa
come criniera
nivea di cavallo.
Il vento la scavezza.
L'onda si spezza,
precipita nel cavo
del solco sonora;
spumeggia, biancheggia,
s'infiora, odora,
travolge la cuora,
trae l'alga e l'ulva;
s'allunga,
rotola, galoppa;
intoppa
in altra cui 'l vento
diè tempra diversa;
l'avversa,
l'assalta, la sormonta,
vi si mesce, s'accresce.
Di spruzzi, di sprazzi,
di fiocchi, d'iridi
ferve nella risacca;
par che di crisopazzi
scintilli
e di berilli
viridi a sacca.
O sua favella!
Sciacqua, sciaborda,
scroscia, schiocca, schianta,
romba, ride, canta,
accorda, discorda,
tutte accoglie e fonde
le dissonanze acute
nelle sue volute
profonde,
libera e bella,
numerosa e folle,
possente e molle,
creatura viva
che gode
del suo mistero
fugace.
E per la riva l'ode
la sua sorella scalza
dal passo leggero
e dalle gambe lisce,
Aretusa rapace
che rapisce le frutta
ond'ha colmo suo grembo.
Súbito le balza
il cor, le raggia
il viso d'oro.
Lascia ella il lembo,
s'inclina
al richiamo canoro;
e la selvaggia
rapina,
l'acerbo suo tesoro
oblía nella melode.
E anch'ella si gode
come l'onda, l'asciutta
fura, quasi che tutta
la freschezza marina
a nembo
entro le giunga!

Musa, cantai la lode
della mia Strofe Lunga.


Portami il girasole
di Eugenio Montale

Portami il girasole ch'io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l'ansietà del suo volto giallino.
Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche.
Svanire è dunque la ventura delle venture.




Le piante del lago
Cesare Pavese

Le piante del lago
ti hanno vista un mattino.
I sassi le capre il
sudore sono fuori dei giorni,
come l'acqua del lago.
Il dolore e il tumulto dei giorni
non scalfiscono il lago.
Passeranno i mattini,
passeranno le angosce,
altri sassi e sudore
ti morderanno il sangue
- non sarà così sempre.
Ritroverai qualcosa.
Ritornerà un mattino
che, di là dal tumulto,
sarai sola sul lago.




Il mare è tutto azzurro
Sandro Penna

Il mare è tutto azzurro.
Il mare è tutto calmo.
Nel cuore è quasi un urlo
di gioia. E tutto è calmo.



Sotto il sole vivace

Sotto il sole vivace e rumorosa
fu la gara. Rimane solo il campo.
E si prepara ad ascoltare il fiume
nascosto
come il lento ragazzo si allontana
ultimo, ancora non vestito bene.



Ortensie
di Carla Piccinini

Con larghi sorrisi
mi accoglievano nell'orto
le grandi palle
rosee o azzurrine.
Spiccavano da lontano
i grossi cespugli, piacevoli
anche quando non fioriti,
con le spesse foglie tonde
tutte aperte alla luce.
Mi fermavo a lungo
ad ammirare le ortensie
in piena fioritura:
esibivano pompose
le gonfie teste, (edited)
di corolle delicate.

A prima vista mi parevano
vanitose e superficiali,
ma poi ne scoprivo
la serena disponibilità.
Vestite di colore,
acquistavano grazia
pur mantenendo robustezza:
accoglievano cordiali
ed offrivano conforto.




Mare
di Carla Piccinini

Forse perché mi assomigli
t'amo, mare!
Sempre uguale
e sempre diverso;
sintesi delle più opposte qualità,
tutto aperto eppur misterioso,
avvinci e respingi.
Vorresti accogliere tutti
nella tua fresca tenerezza,
ma non sopporti
ciò che è futile
e guasto e laido.
Ti vesti d'argento e d'oro,
di preziose candide spume,
ma più ami giacere tranquillo
e cullare gli amici gabbiani,
e dar pace serena
a chi ti contempla.
Generoso offri i tuoi tesori
agli uomini tutti,
ma non te ne sono grati,
non sanno ben usarli
né condividerli.
Tu splendido attendi
e tutto ti doni
in bellezza.



I fiori vengono in dono e poi si dilatano
Amelia Rosselli

I fiori vengono in dono e poi si dilatano
una sorveglianza acuta li silenzia
non stancarsi mai dei doni.

Il mondo è un dente strappato
non chiedetemi perché
io oggi abbia tanti anni
la pioggia è sterile.

Puntando ai semi distrutti
eri l'unione appassita che cercavo
rubare il cuore d'un altro per poi servirsene.

La speranza è un danno forse definitivo
le monete risuonano crude nel marmo
della mano.

Convincevo il mostro ad appartarsi
nelle stanze pulite d'un albergo immaginario
v'erano nei boschi piccole vipere imbalsamate.

Mi truccai a prete della poesia
ma ero morta alla vita
le viscere che si perdono
in un tafferuglio
ne muori spazzato via dalla scienza.

Il mondo è sottile e piano:
pochi elefanti vi girano, ottusi




Si può stare ben saldi alla terra
e insieme protendersi al cielo,
con slancio armonioso e sincero.
Ogni essere ha bellezza da offrire,
a suo modo: ne sia generoso!

Viole del pensiero
Hanno sguardo scuro
tra guance a più colori:
eloquenti pagliacci,
attirano ed affascinano.

Non sono fiori spensierati,
ma più degli altri
si sforzano di sorridere.

Fa' come loro.





NATURA

che con i suoi cicli disciplina la nostra vita...
e che in Primavera rifulge in tutto il suo splendore...
ed alla quale rendiamo il giusto omaggio
dato che ad essa dobbiamo in fondo
la vita e da essa dipendiamo...





Natura - Pensieri sulla sua essenza
L'uomo è l'unico animale che non apprende nulla senza un insegnamento:
non sa parlare, né camminare, né mangiare,
insomma non sa far nulla allo stato di natura tranne che piangere.
Plinio il Vecchio





HAN SRADICATO UN ALBERO
~ Rafael Alberti ~

Han sradicato un albero.
Ancora stamani il vento, il sole, gli uccelli
l’accarezzavano benignamente.
Era felice e giovane, candido ed eretto,
con una chiara vocazione di cielo e un alto futuro di stelle.
Stasera giace come un bimbo esiliato dalla sua culla,
spezzate le tenere gambe, affondato il capo, sparso per terra e triste,
disfatto di fogliee in pianto ancora verde, in pianto.
Questa notte uscirò
- quando nessunopotrà vedere, quando sarò solo -
a chiudergli gli occhi ed a cantargli
quella canzone che stamani il vento passando sussurrava.

IL VENTO
~ Emily Dickinson ~

Quanto solitario deve sentirsi il vento di notte
quando la gente spegne le luci
e tutto ciò che ha un tetto
spranga le imposte e sta dentro
Quanto vanitoso deve sentirsi il vento alla mezza
pas(edited)iando con musiche scorporate
correggendo gli errori del cielo
e chiarificando il paesaggio
Quanto forte deve sentirsi il vento di mattina
accampandosi su mille aurore
sposandole e ripudiandole tutte
poi innalzandosi al suo tempio sovrano.

MARE
~ Giovanni Pascoli ~

M’affaccio alla finestra, e vedo il mare:
vanno le stelle, tremolano l’onde.
Vedo stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde.
Ecco sospira l’acqua, alita il vento:
sul mare è apparso un bel ponte d’argento.
Ponte gettato sui laghi sereni,
per chi dunque sei fatto e dove meni?


SENSAZIONI
~ Arthur Rimbaud ~

Nelle azzurre sere d'estate, andrò per i sentieri,
punzecchiato dal grano, a pestar l'erba tenera:
trasognato sentirò la frescura sotto i piedi
e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.
Io non parlerò, non penserò più a nulla:
ma l'amore infinito mi salirà nell'anima,
e me ne andrò lontano, molto lontano come uno zingaro,
nella Natura, lieto come con una donna.


L'animale si limita a usufruire della natura esterna,
e apporta ad essa modificazioni solo con la sua presenza;
l'uomo la rende utilizzabile per i suoi scopi modificandola: la domina.
Questa è l'ultima, essenziale differenza tra l'uomo e gli altri animali,
ed è ancora una volta il lavoro che opera questa differenza.
Non aduliamoci troppo tuttavia per la nostra vittoria umana sulla natura.
La natura si vendica di ogni nostra vittoria.
Amiamo la natura, rispettiamola, in ogni sua forma, è la nostra vita.




Se noi riuscissimo a conoscere
il segreto delle stagioni
e a vedere dentro la terra,
nel tempo stesso
vedremmo chiaramente
anche dentro di noi.

Tullio Castellani



Natura insegna
di Anna De Santis

Sono terra che accoglie gelosa i suoi semi,
e li fa germogliare.
Acqua li nutre e fa crescere fieri alberelli,
il vento li culla
e accarezza la chioma
che sempre più folta diventa.
Poi sole li scalda
e linfa già scorre veloce
rendendo già turgide foglie.
Il cielo li avvolge,
e sul suo azzurro sfondo
si stagliano alberi alteri.
Ormai son cresciuti,
robusto è il lor fusto
e pronto a far fronte all'incuria del tempo.
Inverni assai freddi e tempeste
posson solo scalfire qualche piccolo ramo.
Natura c'insegna collaborazione
tra i vari elementi,
così nella vita istinto ed amore,
primavera che viene
troverà finalmente degli uomini veri.

]

La novella del grano
di A. Cuman Pertile

Un giorno un chiccolino
giocava a nascondino;
nessuno lo cercò
ed ei s'addormentò.

Dormì sotto la neve
un sonno lungo e greve
in fine si svegliò
e pianta diventò.

La pianta era sottile,
flessibile, gentile;
la spiga mise fuor
d'un esile color.

Il sole la baciava,
il vento la cullava;
di chicchi allor s'empì
pel pane d'ogni dì.



Il testamento di un albero
di Trilussa

Un albero nel bosco
chiamò gli uccelli e fece testamento:
- Lascio i miei fiori al mare,
i frutti al sole, e poi
tutti i semetti a voi.
A voi, poveri uccelli,
perché mi cantavate la canzone
nella bella stagione...
E voglio che gli stecchi
quando saranno secchi,
facciano il fuoco per i poverelli.




NATURA

Essa con i suoi cicli disciplina la nostra vita...
ed ad essa dobbiamo rendere il giusto omaggio
dato che a lei dobbiamo la vita e che da essa dipendiamo...

La natura è talvolta anche matrigna... certo...
ma forse ci mettiamo molto del nostro
nel farle del male che poi contro di noi si ritorce...



La natura dunque vista nel suo significato più ampio e profondo...
direi universale... è il tema di questa domenica e le poesie sono 2 di poeti non noti (di cui una è di chi scrive qui )
e le altre 2 di autori noti...





UNIVERSO PRATO
~Marina Raccanaelli~

In equilibrio al centro
dell’universo-prato
sento le mie radici sprofondare
in un magma di sassi e di terriccio
verso il centro del mondo mi protendo
intrecciandomi a piante e minerali
aderisco alla crosta del terreno
con sensibili piedi, le formiche
scorrono dolcemente sulla pelle
mi solletica, l’erba, le caviglie –
lingue verdi che danzano felici –
le mie gambe s’innalzano dal prato
crescono i fianchi, il mio busto s’innalza
e mi sfiora la brezza notturna –
respiro del cosmo… protendo
le braccia più in alto, più in alto
circonfusa la mente di stelle,
le palpebre oscure abbagliate da lampi
rossastri pungenti …io le sento
le sento lontane galassie
mi ruotano intorno
io mi devo ancorare nel prato
io sono infinita voragine intorno
risucchio radianti emozioni
io – nel centro.





LA GRANDE FAMIGLIA
~Tony Kospan~

Ogni volta che un uomo
ad un altr'uomo reca danno
senz'onesto motivo...
Ogni volta che un uomo
al fratello animale reca danno
senz'onesto motivo...
Ogni volta che un uomo
a mamma natura reca danno
senz'onesto motivo...

io sto male...

perché il danno anche a me
egli ha arrecato.

Non siamo fatti
della stessa materia?
Non siamo creati
dalla stessa mano?
Non siamo forse elementi
della stessa realtà?
Non sentiamo d'esser molecole
d'un'unico cosmico corpo?
Non recitiamo un'unica commedia
seppur con diverse parti
sullo stesso palcoscenico?
Non suoniamo tutti insieme
la musica delle stelle?

Perché dunque esser nemici
infine così anche a se stessi?

Non è meglio godere
dell'unanime abbraccio
d'ogni membro,
comunque composto,
della grande famiglia
dell'assoluto Universo?

Ogni volta che un uomo...



VERDI FORESTE DI SMERALDO
~Jayan Walter~

Ho sognato
verdi foreste di smeraldo,
rivi d'acqua cristallina e pura
che corrono splendenti
tra pietre di zaffiro, giada e topazi,
gente felice sotto l'azzurro cielo
di quei giardini d'Eden scomparso,
libero di volare oltre le barriere del vento,
senza il dolore della sofferenza,
oltre la paura dell'abbandono,
al di là del grigiore della vecchiaia.
Poi improvviso son sveglio e demente,
di nuovo preda del corpo prigione,
ancora terreno legato
al triste vivere d'appassita bellezza





CORRISPONDENZE

~ Charles Baudelaire ~
La natura è un tempio ove i pilastri viventi lasciano
sfuggire a tratti confuse parole;
l'uomo vi attraversa foreste di simboli
che l'osservano con sguardi familiari.
Come lunghi echi che da lungi si confondono
in una tenebrosa e profonda unità
vasta come la notte e il chiarore del giorno,
profumi, colori e suoni si rispondono.
Vi sono profumi freschi come carni di bimbo
dolci come oboi, verdi come prati
- e altri corrotti, ricchi e trionfanti,
che posseggono il respiro delle cose infinite:
come l'ambra, il muschio, il benzoino e l'incenso;
e cantano i moti dell'anima e dei sensi.


La natura è il tema di Tony........



"La natura" include, la totalità dell'universo stesso,
fino alle particelle subatomiche, compreso gli animali, le piante,
i minerali, tutte le risorse naturali
ed eventi come uragani, cicloni e terremoti.



E'natura quello che vediamo, quello che udiamo,
è quel che conosciamo, quel che odoriamo,
è perfino un'occasione di dialogo tra l'uomo e la sua anima.
La natura è un grande libro in cui possiamo trovare
tutte le verità del mondo,
perché è natura tutto quello che ci circonda.



La natura può essere violenta,
si ribella quando l’uomo non la rispetta.

Le poesie che ho scelto riguardano la natura del mondo vegetale .
Un mondo più antico di noi, cui dobbiamo molto rispetto,
perché è la fonte della nostra stessa esistenza.






PRATO SCURO

nel pomeriggio tardo
d'estate c'è l'erba.
il prato distende un benessere maturo.

E il verde scuro
ha per sera un sollievo nascosto.


Vincenzo Colangelo






L'UVA GRECA
di Gabriele D'Annunzio


Or laggiù, nelle vigne dell'Acaia,
l'uva simile ai ricci di Giacinto
si cuoce; e già comincia a esser vaia.

Si cuoce al sole, e detta è passolina,
anche laggiù su l'istmo, anche a Corinto,
e nella bianca di colombe Egina.

In Onchesto il mio grappolo era azzurro
come forca di rondine che vola.
All'ombra della tomba di Nettuno
l'assaporai, guardando l'Elicona.






Bellezze
di Corrado Govoni

Il campo di frumento è così bello
solo perché ci sono dentro
i fiori di papavero e di veccia;
ed il tuo volto pallido
perché è tirato un poco indietro
dal peso della lunga treccia.




CIELO D'APRILE
di Vellise Pilotti


Il sole è appena scomparso
e sembra già che stia per piovere.
Lo sguardo si perde oltre l'orizzonte.
Il sole è appena scomparso,
ma mi manca già,
come la gioia
quando scompare,
e lascia un vuoto nel cuore.
E' un cielo plumbeo,
questo cielo d'aprile.
Ora che piove,
sulla terra arata,
sulla vigna curata,
sull'erba, e sui fiori di ciliegio,
che cadono ,
silenziosi e bianchi.
Un vento freddo,
brividi sulla mia pelle,
che non conosce carezze.
Ma forse domani tornerà il sole,
tornerà a sorridere
questo cielo d'aprile.







LA VIGNA VECCHIA
di Leonardo Sinisgalli

Mi sono seduto per terra
accanto al pagliaio della vigna vecchia.
I fanciulli strappano le noci
dai rami, le schiacciano tra due pietre.
lo mi concio le mani di acido verde,
mi godo l'aria dal fondo degli alberi.





Iris bianchi
di Carla Piccinini

Gli iris avuti in dono
hanno corolle aperte
in cima e grandi boccioli
tra lunghe foglie a spada.
I petali candidi, rivolti in basso,
sorridono con i gialli stami.
Il mazzo si staglia elegante
sui mobili scuri:
la stanza ne è nobilitata.

Vorrei avere anch'io
la modesta fierezza degli iris,
la signorile grazia che allieta
persone ed ambienti.







In verità la natura è sì madre ma talvolta anche matrigna...quando si mostra con il volto degli uragani... delle eruzioni vulcaniche... dei terremoti...
ma gli effetti negativi di questi eventi non sono spesso imputabili a lei bensì all'incuria ed all'imprudenza e spesso anche all'incoscienza nostra...




Le poesie sono di autori noti e non noti...
La prima è di un poeta greco del 570 A.C.
e l'ultima è di uno sconosciuto poeta giapponese... che unisce... in modo variopinto e per noi non usuale... fiori... farfalle... astri... ed... amore...






LA ROSA
~ Anacreonte ~

A quel tempo, in un’ora inconsueta
e memorabile,
la terra produsse un nuovo fiore,
che spuntò adornato di sfumature rosate,
e si divertiva ad arrampicarsi tra i rami
e le foglie.
Gli dei contemplavano
questa splendida nascita,
e salutarono la rosa
come dono della terra.




CITTA' INCANTATA
~ Ive Balsamo ~

Lasciami sognare
nel cielo astrale
dove le farfalle
volano spensierate
cercando la felicità.
Lasciami riposare
tra le dolci pieghe
dello spazio infinito
dove si muovono
vorticosi in danza
gli astri dell'universo.
Lasciami addormentare
nel silenzio siderale
abbracciata a quei
fiori di luci violette
dove sorge incantata
nel buio la città
della mia vocazione.


BOSCO
~ Pablo Neruda ~

Ora verde, ora splendida! Son tornato a dir sì
all'appartenente silenzio, all'ossigeno verde,
al nocciolo rotto dalle pioggie d'allora,
al padiglione d'orgoglio che assume l'araucaria,
a me stesso, al mio canto cantato dagli uccelli.
Ascoltate, è il gorgoglio ripetuto, il cristallo
che a puro cielo grida, combatte, modifica,
è un filo che l'acqua, il flauto e il platino
mantengono nell'aria, di ramo in ramo puro,
è il gioco simmetrico della terra che canta,
è la strofa che cade come una goccia d'acqua.



VORREI CONOSCERE I LORO SOGNI
Autore giapponese anonimo

Vorrei conoscere i loro sogni tra i fiori !
Però purtroppo le farfalle non hanno voce !
Le mie idee si confondono e si perdono
lentamente pian piano
con le nuvole nell'infinito
Mi dici che non si può prendere
con la mano la luna nell'acqua di pozzanghera.
Perchè ? Forse non hai coraggio?
Prendi un po' d'acqua con la mano
la luna vi rimarrà dentro.
Verso ovest, sempre a ovest
vanno la luna e le stelle:
ma allora all'est, certamente,
dovrà essere ben scuro.
Ancor più della grandine
o di una piuma leggera
una vaga tristezza
entra a poco a poco
nella mia anima.

Dove vanno le foglie rosse
che il vento distacca dagli alberi?
Volano e passano: il mormorio del vento
è quello che resta dell'autunno.
Ero molto triste e sono andato
a vedere i monti
ma le nubi me li nascosero
Amore, amore!

Tutte le volte che possiamo vederci
dimmi tutto il tuo amore;
se mi vorrai per molto.
A oriente la Luna,
a occidente le Pleiadi
e il mio dolce amore
sta nel mezzo.










LA NATURA IN POESIA E NON SOLO
a cura di Tony Kospan

Care amiche ed amici, amanti come me della poesia,
stavolta il tema prescelto per questa domenica è la
N A T U R A
che con i suoi cicli disciplina la nostra vita...
e che in Primavera rifulge in tutto il suo splendore...








Ad essa quindi rendiamo il giusto omaggio dato che le dobbiamo in fondo la vita
e che da essa dipendiamo...

In verità essa è sì madre ma talvolta anche matrigna... come quando si mostra con il volto degli uragani... delle eruzioni vulcaniche... dei terremoti... etc... ma la maggior parte degli effetti negativi sono ahumé spesso imputabili più all'incuria ed all'imprudenza e spesso anche all'incoscienza nostra... che alla forze della Natura...





Le poesie prescelte sono tutte di gandi poeti... ma ce ne sono tantissime anche di autori meno famosi che sono bellissime...

Come sempre mi piacerebbe leggere le poesie che sul tema amate voi...



RINGRAZIAMENTO
Dolores La Chapelle

Rivolgiamo il nostro ringraziamento alla terra
che ci dona la nostra casa.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento ai fiumi e ai laghi
che ci donano le loro acque.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento agli alberi
che ci donano frutti e noci.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento al sole
che ci dona calore e luce.
Tutti gli esseri sulla terra: gli alberi, gli animali,
il vento e i fiumi si donano l'un l'altro
così tutto è in equilibrio.
Rivolgiamo la nostra promessa di iniziare
a imparare come stare in armonia
con tutta la terra.


BIANCHE NUBI
Herman Hesse

O guarda, si librano di nuovo
come sommesse melodie
di belle dimenticate canzoni
verso il cielo blu!
Nessun cuore le può capire
al quale durante un lungo viaggio
non si è aperto il sapere
di tutte le pene e gioie del cammino.
Le amo così bianche e sciolte
come il sole, il mare, il vento,
perché sono sorelle ed angeli
di quelli senza casa e patria.




FIORIRE
Emily Dickinson

Fiorire è il fine
chi oltrepassa un fiore
con uno sguardo distratto
stenterà a sospettare
le minime circostanze
coinvolte in quel luminoso fenomeno
costruito in modo così intricato
poi offerto come una farfalla
al mezzogiorno.
Colmare il bocciolo
combattere il verme
ottenere quanta rugiada gli spetta
regolare il calore
eludere il vento
sfuggire all'ape ladruncola
non deludere la natura grande
che l'attende proprio quel giorno
essere un fiore, è profonda
responsabilità





SENTIERO
Antonia Pozzi

È bello camminare lungo il torrente:
non si sentono i passi, non sembra
di andare via.
Dall'alto del sentiero si vede la valle
e cime lontane ai margini
della pianura, come pallidi scogli
in riva a una rada - si pensa
com'è bella, com'è dolce la terra
quando s'attarda a sognare
il tuo tramonto
con lunghe ombre azzurre di monti
a lato - Si cammina lungo il torrente:
c'è un gran canto che assorda
la malinconia.






VERDI FORESTE DI SMERALDO
Jayan Walter

Ho sognato
verdi foreste di smeraldo,
rivi d'acqua cristallina e pura
che corrono splendenti
tra pietre di zaffiro, giada e topazi,
gente felice sotto l'azzurro cielo
di quei giardini d'Eden scomparso,
libero di volare oltre le barriere del vento,
senza il dolore della sofferenza,
oltre la paura dell'abbandono,
al di là del grigiore della vecchiaia.
Poi improvviso son sveglio e demente,
di nuovo preda del corpo prigione,
ancora terreno legato
al triste vivere d'appassita bellezza









LA NATURA IN POESIA… E NON SOLO (2011)
a cura di Tony Kospan

Care amiche ed amici amanti come me della poesia stavolta il tema prescelto per una felice domenica in… poesia… è la

N A T U R A



che con i suoi cicli disciplina la nostra vita… e che in Primavera rifulge in tutto il suo splendore… creativo.

Ad essa quindi dobbiamo rendere il giusto omaggio dato che le dobbiamo in fondo la vita e da essa dipendiamo…


In verità, come sappiamo e come i recenti eventi ci hanno dimostrato, la natura è sì madre ma talvolta anche matrigna… quando si mostra con il volto degli uragani… delle eruzioni vulcaniche… dei terremoti… dei tsunami… etc.

Tuttavia la maggior parte degli effetti negativi di questi eventi non sono spesso imputabili a lei… bensì all’incuria ed all’imprudenza e spesso anche all’incoscienza nostra… senza parlare dei danni immensi che noi umani stiamo creando alla salute di Madre Terra…





Anche i poeti… hanno sempre colto l'intimo legame tra Uomo e Natura… e ce l'hanno narrato coi loro versi…

Quelle che seguono sono le poesie da me prescelte quest'anno e come sempre mi piacerebbe leggere quelle che amate voi.



IERI
Wislawa Szymborska

Ieri
mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato
tutto il giorno senza fare domande
senza stupirmi di niente.
Ho svolto
attività quotidiane come se tutto ciò mi fosse dovuto.
Le nuvole erano come non mai e la pioggia era come non mai,
poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.
La terra girava intorno al proprio asse,
ma già in uno spazio lasciato per sempre.
E' durato 24 ore buone.
1440 minuti di occasioni.
86.400 secondi in visione.




UN GIORNO
Romano Battaglia

Un giorno volevo descrivere
il dolore che provai
nel veder tagliare
gli alberi di un giardino,
ma ci riuscì meglio un bambino
in sole poche righe.

Una volta volevo
rendere la bellezza
della neve caduta sulla terra,
ma ci riuscì meglio un bambino
che abitava sulle montagne.

Un giorno cercai
di tradurre in parole
il pianto del fiume inquinato,
ma le parole piu' giuste
furono quelle di un bambino
che abitava sul fiume.

Una sera cercai
di scrivere una poesia
per un cielo di stelle,
ma l'aveva già scritta
un bambino
che guardava sempre il cielo.





NON AMARE IL FLORIDO RAMO
J. Krishnamurti

Non amare il florido ramo,
non mettere nel tuo cuore
la sua immagine sola;
essa avvizzisce.
Ama l'albero intero,
così amerai il florido ramo,
la foglia tenera e la foglia morta,
il timido bocciolo ed il fiore aperto,
il petalo caduto e la cima ondeggiante,
lo splendido riflesso dell'Amore pieno.
Ama la vita nella sua pienezza,
essa non conosce decadimento.





BOSCO
Pablo Neruda

Ora verde, ora splendida! Son tornato a dir sì
all'appartenente silenzio, all'ossigeno verde,
al nocciolo rotto dalle pioggie d'allora,
al padiglione d'orgoglio che assume l'araucaria,
a me stesso, al mio canto cantato dagli uccelli.
Ascoltate, è il gorgoglio ripetuto, il cristallo
che a puro cielo grida, combatte, modifica,
è un filo che l'acqua, il flauto e il platino
mantengono nell'aria, di ramo in ramo puro,
è il gioco simmetrico della terra che canta,
è la strofa che cade come una goccia d'acqua.





CORRISPONDENZE
Charles Baudelaire

E' un tempio la Natura in cui viventi pilastri
Lasciano a tratti sfuggire confuse parole;
L'uomo vi passa attraverso foreste di simboli
Che l'osservano con sguardi familiari.
Come degli echi lunghi che lungi si confondono
In una tenebrosa e profonda unità,
Vasta come la notte e il chiarore del giorno,
I profumi, i colori e i suoni si rispondono.
Vi son profumi freschi come carni di bimbo,
Dolci come degli oboi, verdi come prati,
- Ed altri corrotti, ricchi e trionfanti,
Che han l'espansione propria delle cose infinite,
Come l'ambra ed il muschio, il benzoino e l'incenso,
Che cantano i trasporti dell'anima e dei sensi.






Il tema di questa domenica è la










Ci sono dei fiori che vogliono uscir fuori
tra i sassi.
Basterebbe forse una piccola scossa
per farli spuntare.
So che la Gioia esiste.

Paul Claudel







Mare al mattino
di Kostandinos Kavafis

Fermarmi qui. Per vedere anch'io un po' la natura.
Luminosi azzurri e gialle sponde
del mare al mattino e del cielo limpido: tutto
è bello e in piena luce.

Fermarmi qui. E illudermi di vederli
(e davvero li vidi un attimo appena mi fermai);
e non vedere anche qui le mie fantasie,
i miei ricordi, le visioni del piacere.







Mattina nuvolosa di luglio.
di Arthur Rimbaud

Un gusto di ceneri vola nell'aria -
un odore di legno sudaticcio nel focolare -
i fiori macerati -
lo scompiglio delle passeggiate -
l'acquerugiola dei canali attraverso campi -
perché non ancora i balocchi e l'incenso?







Bosco autunnale
di Boris Sluckij

A chi somiglia il bosco in pieno autunno?
Soprattutto ad un sommesso incendio.
Lambiscono mute la coppa dei cieli
gialle lingue di fiamma.
Più d'uno scialle zingaro è screziato
il bosco ancora un pò verde.
Ad ogni albero, come ad un falò,
puoi riscaldarti l'anima.









Si è squarciata la nube
di Antonio Machado

Si è squarciata la nube; ecco nel cielo
l'arcobaleno brilla,
s'avviluppa la terra
in un fanale di pioggia e di luce.
Fui desto. Ma chi offusca
i magici cristalli del mio sogno?
Mi palpitava il cuore
attonito e smarrito.
Il limoneto in fiore
del giardino, i cipressi
il verde prato, il sole, l'acqua, l'iride...
l'acqua nei tuoi capelli!
E tutto si perdeva nel ricordo
come una bolla di sapone al vento.






IL TESTAMENTO DI UN ALBERO
di Trilussa

Un Albero di un bosco
chiamò gli uccelli e fece testamento:
-- Lascio i fiori al mare,
lascio le foglie al vento,
i frutti al sole e poi
tutti i semi a voi.
A voi, poveri uccelli,
perché mi cantavate le canzoni
nella bella stagione.
E voglio che gli sterpi,
quando saranno secchi,
facciano il fuoco per i poverelli.
Però vi avviso che sul mio tronco
c'è un ramo che dev'essere ricordato
alla bontà degli uomini e di Dio.
Perché quel ramo, semplice e modesto,
fu forte e generoso: e lo provò
il giorno che sostenne un uomo onesto
quando ci si impiccò.






ROSA DI MACCHIA
Giovanni Pascoli

Rosa di macchia, che dall'irta rama
ridi non vista a quella montanina,
che stornellando passa e che ti chiama
rosa canina;

se sottil mano i fiori tuoi non coglie,
non ti dolere della tua fortuna:
le invidïate rose centofoglie
colgano a una

a una: al freddo sibilar del vento
che l'arse foglie a una a una stacca,
irto il rosaio dondolerà lento
senza una bacca;

ma tu di bacche brillerai nel lutto
del grigio inverno; al rifiorir dell'anno
i fiori nuovi a qualche vizzo frutto
sorrideranno:

e te, col tempo, stupirà cresciuta
quella che all'alba svolta già leggiera
col suo stornello, e risalirà muta,
forse, una sera.






ANSIA DI FIORITURA
di Rainer Maria Rilke


E’ questa l'ora in cui mi riposseggo.
Ondeggiano nel vento oscuri i prati,
brillano i fusti a tutte le betulle,
cala sovr'esse la pallida sera.

E, nel silenzio, mi sento fiorire.
Effondermi vorrei per mille rami;
inserirmi, così, nel ritmo eterno
dell'armonia universa.







Qui in primavera
di Dylan Thomas

Qui in primavera,le stelle navigano il vuoto;
Qui nell'inverno ornamentale
Il nudo cielo viene giu' a rovesci ;
L'estate seppellisce l'uccello nato in primavera.
I simboli provengono dal lento costeggiare dell'anno.
Le rive di quattro stagioni,
Fuochi di tre stagioni insegnano in autunno
E note di quattro uccelli.

Dovrei distinguere l'estate dagli alberi, i vermi,
se lo fanno,narrano le tempeste dell'inverno
o il funerale del sole ;
Dovrei imparare la primavera dal canto del cuculo
e la lumaca mi dovrebbe imparare distruzione.
Un verme racconta l'estate meglio dell'orologio,
la lumaca e' un vivente calendario di giorni ;
che cosa mi dira' se un insetto senza tempo
dice che il mondo lentamente si consuma ?

Grazia





La natura ci insegna che ogni essere ha il suo ruolo nella vita,
sia che appartenga al regno animale sia a quello vegetale
e che tutto ha un significato e un valore in questo meraviglioso pianeta.
Anche un filo d’erba o il più semplice insetto
è essenziale per garantire la vita all’ecosistema terra.
Il legame alla natura riflette un aspetto emozionale profondo ed intenso...




Specchio

Ed ecco sul tronco
si rompono gemme:
un verde più nuovo dell'erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul botro.
e tutto mi sa di miracolo;
e sono quell'acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c'era.

Salvatore Quasimodo




Quiete

È quiete fra questi monti
quando viene la sera.
Piove. Crepita l'acqua sulle foglie
cade qua e là nel bosco
ma non rompe il silenzio
anzi spegne le voci animali
sotto un umido abbraccio.
Tacciono gli uccelli, dormono i buoi,
è muto il pollaio, riposano le pecore.
Calano basse le nuvole,
all'orizzonte c'è una punta di sole:
i miei pensieri si fermano laggiù,
cullati da una dolce malinconia.

Alberto Ebner






Era l'alba su i colli, e gli animali
ridavano alla terra i calmi occhi.
lo tornavo alla casa di mia madre.
Il treno dondolava i miei sbadigli
acerbi. E il primo vento era su l'erbe.
Altissimo e confuso, il paradiso
della mia vita non aveva ancora
volto. Ma l'ospite alla terra, nuovo,
già chiedeva l'amore, inginocchiamo.

Cadeva la preghiera nella chiusa
casa entro odore di libri di scuola.
Navigavano al vespero felici
gridi di uccelli nel mio cielo d'ansia.

Sandro Penna




LA VIGNA VECCHIA

Mi sono seduto per terra
accanto al pagliaio della vigna vecchia.
I fanciulli strappano le noci
dai rami, le schiacciano tra due pietre.
lo mi concio le mani di acido verde,
mi godo l'aria dal fondo degli alberi.

Leonardo Sinisgalli





Al dio Sole


Dove sei ? Ebbra l'anima mi s'invèspera
di tutta la tua delizia. Perché, ora, questo
ho veduto, come stanco del suo
corso, l'estasiato giovinetto dio

Le giovani ciocche bagnava nel nuvolato d'oro:
e anche adesso l'occhio dietro di lui si affisa.
ma lontano a devoti popoli
che ancora l'onorano se n'è andato.

Ti amo, Terra! Tu pure con me sei triste:
e la tristezza nostra si muta come dolore
di fanciulli in sopore: e come i venti
aliano e sussurrano nella cetra

Finchè le dita dell'aedo un suono più dolce
ne traggano, così nuvole e sogni intorno
a noi vibrano finchè torni l'amato
e vita e spirito in noi accenda.

Friedrich Holderlin




Mondo splendido


Sempre e poi sempre, o vecchio o giovane torno a
avvertire:
una montagna notturna e al balcone una donna
silenziosa,
bianca una strada al chiaro di luna in lieve pendio
e ciò mi lacera il cuore nel petto atterrito di
struggimento.

O mondo ardente, o tu chiara donna al balcone,
cane che abbai nella valle, treno lontano che passi,
come mentite, come atroci ingannate me ancora,
e pur tuttavia voi siete sempre il mio sogno e
delirio più dolce.

Spesso ho tentato la strada per la tremenda
"realtà"
dove hanno valore mode, assessori, leggi, e denaro,
ma solitario mi sono involato, deluso e liberato,
verso là dove sogno e beata follia zampilla.

Afoso vento notturno negli alberi, scura zigana,
mondo ricolmo di nostalgia pazza e profumo di poesia,
mondo splendente, di cui sono schiavo eternamente,
dove a me guizzano i tuoi bagliori, dove riecheggia
per me la tua voce.

Hermann hesse







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