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Novità › GEORDIE- Antefatto
GEORDIE- Antefatto
Postato da triskell il Sabato, 14 marzo @ 08:00:10 CET (2211 letture)
Le poesie e i racconti  di *Triskell* I Gorge Gordon Junior, detto Geordie, conte di Culberry, guardando con attenzione la sfera luminosa che volteggiava davanti ai suoi occhi, portò la mano all’altezza del naso, cinse pollice e indice e poi velocemente spinse l’indice in fuori, colpendo con decisione la biglia volante e “Toc!”, la sfera partì veloce in direzione dell’altra sfera, di colore rosso acceso, ferma a mezz’aria a circa due metri di distanza dal tiro di Geordie. Si fermò lì accanto, senza però sfiorarla.






“Niente da fare, Geordie, non è la tua giornata. E’ già la quarta flyball che perdi! Dove hai la testa?Eh eh, buon per me!”, Sam agguantò le due flyball e le infilò nella borsa di cuoio che gli pendeva sul fianco.
“Senti amico, ti aspetto per la festa che si terrà a casa mia prima del calare del secondo sole, ok? Non arrivare tardi come al solito! Sai che ci sarà anche lei?”, disse Sam strizzandogli l’occhio con aria complice.
“Ah sì?” disse Geordie, le mani in tasca, sguardo a terra mentre, assumendo un aspetto quanto più possibile disinvolto, tirava un calcio a qualche sassolino, “OK, a dopo allora. Non ho più flyball e devo prima passare da zio Fred a portare dei materiali che mi ha chiesto ieri”.
“A dopo, Geordie, salute”.
“Salute anche a te, Sam.”

Geordie montò a cavallo e di fretta si diede al galoppo per raggiungere casa Berny prima possibile. Fred teneva ad avere quei materiali per incantesimi in giornata e Geordie doveva così tanti favori a zio Fred da non poterne tenere conto. Ma voleva anche arrivare puntuale per la festa di congedo dalla contea di Sam. Non gli piacevano i posti affollati e se fosse arrivato in ritardo avrebbe attirato l’attenzione su di sé, preferiva passare inosservato e ridurre al minimo i contatti con chi non conosceva bene. Correva quindi più veloce possibile, “forza, Bunny!”, spronava il cavallo, “Vai!”. Era felice e agitato senza spiegarsene il motivo, sentiva il suo giovane corpo pervaso da particolare forza e vigore e il suo umore era perfettamente rappresentato dal sorriso che non lasciava il suo volto, nonostante la fatica della lunga cavalcata, “forza, Bunny!”.

Sam entrò nel grande atrio della casa. Il maggiordomo salutò il ragazzo appena rientrato e si ritirò nelle sue stanze dopo essersi accertato che il signorino non avesse bisogno di niente.
Saltellando contento, Sam entrò in camera sua, tirò fuori dalla borsa le sue flyball e con aria molto soddisfatta aggiunse le nuove conquiste alla già ben nutrita collezione.
“Ciao, Sam”, entrò Leyla, “così il mio caro fratellino se ne va. Penso che potrei utilizzare camera tua come ripostiglio per le scarpe che non uso abitualmente. Non ti spiace, vero?”.
Sam decise che la risposta migliore in tal caso fosse ignorare la domanda.
“Ciao Leyla, ti sei ricordata di invitare Luna, vero?”.
“Ma certo! Come potremmo mai farne a meno?”, disse con chiaro sarcasmo.
“Bene” rispose seccamente Sam.
“Hai saputo che papà ha organizzato per gli adulti una battuta di caccia alla volpe in tuo onore? Chissà come sarai contento, vero?”
“Non mi interessa la caccia.”
”Ingrato, come sempre, non potevo aspettarmi risposta diversa da te. Ma sei maschio e questo basta per villa Paddy. Sei fortunato, Sam”.
“Sono stati uccisi due uomini del villaggio quattro giorni fa perché avevano cacciato della selvaggina che per pochi metri si trovava in terra proibita. Le guardie del re non hanno avuto pietà per que poveracci e sono stati catturati e giustiziati. A ovest il nostro territorio confina con quello di re Edmond, è bene che ricordiamo a nostro padre di segnare in modo molto visibile il confine.”
“Ma certo!”, sorrise Leyla.

Bart, il maggiordomo, raggiunse Leyla e le disse che, come di consueto, era attesa in salone.
Il salone era arredato in stile barocco, con moquette rossa al pavimento e tappezzeria verde alle pareti. C’erano molti quadri, dipinti di persone con vestiti antichi, carnagioni pallide ed espressioni molto serie, che molto contrastavano con le cornici spesse e dorate.
Leyla si accomodò su una delle morbide poltrone di pelle dove erano già sedute le sue 4 amiche.
“Bene arrivate, care. Sono molto felice che ciascuna di voi sia arrivata con l’anticipo che avevo richiesto.”
Le ragazze la guardavano con aria interrogativa. Ciascuna di loro aveva ricevuto la sera prima un biglietto da uno dei servi di villa Paddy. Il biglietto le invitava a venire mezz’ora prima della solita ora del tè, ma non ne spiegava il motivo.
“Ebbene, certo vi sarete chieste come mai questo improvviso cambiamento. Ho pensato di premiare la vostra fedele amicizia e di fare un regalo a tutte noi. Da diverso tempo abbiamo il piacere di bere il tè insieme e di nutrire la nostra amicizia di sempre maggiore fiducia e simpatia, vero?”
Ciascuna delle compagne sorrise e abbozzò un timido assenso alla domanda di Leyla.
“Ho pensato di fare cosa gradita, ufficializzando la nostra amicizia. Se ciascuna, come so, considera ogni altra di questo gruppo come sorella e amica da proteggere e a cui potere anche chiedere aiuto in caso di bisogno, certa di trovare appoggio e comprensione incondizionati, allora perché non dare visibilità a questo nobile proposito?”
Leyla estrasse da un sacchetto di velluto blu cinque anelli identici, con un brillante a forma di stella a cinque punte.
“Si tratta di anelli magici, se una di voi tradirà il giuramento che stiamo per fare, la stella diventerà di colore rosso e sarà espulsa dal gruppo.”
La ragazza dai capelli ricci e rossi chiese: “di che giuramento si tratta?”
Leyla le porse il un biglietto: “Tieni, Terry.”

Giuro di non rivelare mai nulla di quanto avrò udito nel Gruppo della Stella Sacra, di accorrere in aiuto di una Sorella della Stella Sacra ogniqualvolta vi sarà pericolo e di tutelare e proteggere anche a costo della mia stessa vita una Sorella della Stella Sacra o una attività che sia stata approvata dalla maggioranza.
Presidentessa della Stella Sacra è Leyla Paddy, cui spetta il diritto di prendere decisioni immediate nel caso non sia possibile contattare il resto del gruppo per mettere le decisioni ai voti. In tale caso le decisione della Presidentessa non sono confutabili.

“La famiglia Paddy è una famiglia molto potente”, pensò Terry, non conviene dire di no alla signorina Leyla.
Il medesimo pensiero attraversò probabilmente anche la mente delle altre ragazze mentre leggevano il giuramento e si infilavano il prezioso anello all’anulare destro: prima Terry, per seconda Emily, la terza fu Jasmine, la quarta Luna e infine Leyla, la Presidentessa.

“Signori, siate i benvenuti in casa Paddy. Oggi festeggiamo la per me dolorosa partenza del mio primogenito Samuel Edward Paddy. Come è tradizione della nostra famiglia ormai da 5 generazioni, il primogenito della famiglia, compiuto il sedicesimo anno di età, viene accolto dalle guardie del re per ricevere educazione militare e divenire il futuro capo delle guardie reali. Questa festa dedicata ai giovani amici non può farci dimenticare la battuta di caccia che sarà invece riservata ai genitori nella giornata della luna crescente sedici. Ciascuna famiglia riceverà gli inviti per la caccia alla volpe tra oggi e domani. Grazie a tutti coloro che partecipano oggi e parteciperanno domani. Diamo inizio ai balli.”

Geordie odiava ballare.
“Dai Geordie, invitala a ballare, non vedi che ti sta guardando?” disse Sam.
“Ma che dici? Io non ballo, al più mi muovo in modo scomposto, finirei col calpestarle un piede!”
Sam scoppiò a ridere e iniziò a danzare con Terry.
Leyla si avvicinò a Geordie e gli sorrise. Attendeva il suo invito a ballare ma Geordie neanche si accorse del suo sguardo. Si fece strada fino a raggiungere Luna che stava chiacchierando con Jasmine dall’altro lato della sala da ballo.
”V-vuoi …?” balbettò, senza nemmeno finire la frase. Luna si portò al centro della sala e cominciarono a danzare, non proprio agilmente, ma di certo con reciproco piacere.

“Ci vuole una pausa” disse Geordie.
“Sì” convenne Luna, andiamo a bere qualcosa.
Mentre si incamminavano verso il buffet Geordie rimase un po’ indietro e fu attratto dalla conversazione di Jasmine e Leyla. “Luna?” sentì dire a una delle due ragazze,
“E’ un po’ folle. Ho sentito dire che sposerà solo un uomo che sarà così coraggioso da portarle in dono uno dei cervi di Re Edmond!”
Leyla guardò verso Geordie e con aria di chi si stupisce d’essere udita, portò la mano alla bocca e poi continuò la conversazione con tono decisamente più basso.
Geordie raggiunse Luna e bevve del succo di mirtillo.
“Cosa c’è Geordie? Sei stanco? Abbiamo ballato troppo?”
“Niente Luna, tutto bene”, rispose Geordie, cercando non senza difficoltà di assumere un’espressione meno grave.






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