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Postato da Antonio il Sabato, 11 marzo @ 15:34:11 CET (5044 letture)
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Nati il 20 settembre - Nadia Cavalera
Postato da Grazia01 il Sabato, 20 settembre @ 14:01:02 CEST (4 letture)
Ricerche d'autore






Nadia Cavalera, poeta, saggista, è nata a Galatone il 20 settembre del 1950. Laureata in filosofia, si è sempre dedicata all’insegnamento. Dopo 12 anni a Brindisi (dove ha svolto anche un’intensa attività pubblicistica), dal 1988 vive a Modena. È fondatrice del Superrealismo allegorico, nome della sua personale speculazione poetica, concretizzatasi anche figurativamente in alcuni mini cataloghi. Nel 1990 ha fondato, con Edoardo Sanguineti, la rivista Bollettario (tuttora in corso) e dal 2005 organizza e presiede il Premio Alessandro Tassoni. Tra le sue pubblicazioni: I palazzi di Brindisi (1986), Amsirutuf: enimma (1988), Vita novissima (1992), Ecce Femina (1994), Americanata (1994), Nottilabio (1995), Brogliasso (1996), Salentudine (2003), Superrealisticallegoricamente (2005), Spoesie (2010), Corso Canalchiaro 26 (2010).






L’astutica ergocratica

Uomini incerti dai ciechi passi lenti a cercar la salvezza
gagliardi scattanti furbetti globali a precipitar nella monnezza
liberate gl’occhi da prosciuttaggini e salamine
guardate come siamo ridotti (: genti cretine in pura ebbrezza schifezza)
femmine omologate scosciate dentro sfregiate fuori tutte tirate siliconate
giovani bambini mort’ammazzat’arrotati drogati stuprati
pezzi di ricambio per gl’altolocati
hanno un futuro precario che sgocciolano mese per mese come un rosario
maschi preoccupati solo di vanità superbi interpreti d’un penoso varietà
senza giustizia uguaglianza la libertà dell’economica parità
solo macabro olio di sansa sudditanza della maggioranza
mentre l’aria brucia intorno
insieme al mondo di terra ch’andava preservato
sommo bene per i viventi da lontano congegnato
ai politici politicanti in carta bianca mollato
quest’intorno contorno voila è il godurioso risultato…
*
… E se oggi sono qui in questa piazza di carta
amici retrivi è per la speranza incartapecorita
che si possa ancora cambiare questa nostra vita
così m’associo anch’io al tormentone di stagione
e mi candido all’ambita direzione del partito democratico di prossima fondazione
posizione per la verità già da millenni superata
ma per ora nello sfacelo generale sembra la più avanzata
Non va infatti dimenticato che politica e democrazia
hanno nell’origine del nome la loro irreparabile irreparata perversione
*
Che la polis tanto osannata era la parte alta del greco agglomerato
quello abitato dal ricco potente fannullone già sfruttatore
che da inventore regio simulò la prodigazione e nominale estensione
all’astu laborioso ai suoi frigidi sterili piedi
per potergliela mettere bene in quel cantone
a chi liberamente in pianura per campare
non aveva alcun bisogno della sua intermediazione imposizione
(: era mercante agricoltore pescatore comunque autosufficiente autonomo lavoratore)
*
Quanto al demos d’Atene poi è collana di pene altro che crazìa popolare
senza donne schiavi e meteci a governare erano i soliti proci
col codazzo d’un consenso di grande strombazzo imbarazzo
(: la storia è penna dei vincitori testimoni spergiuri sicuri)
e la rabbia il dolore la sopportazione erano senza locuzione di continuità
per i più di quell’antichità futura ad annichilirsi
nella canzone piramidale attuale con i pochi privilegiati in alto a comandare
(: guai a farglielo notare) e la maggioranza usata bistrattata sfruttata ad oltranza
*
La politica democratica amici miei di pazienza rei è stata finora sempre e solo demagogia
favola finta inconsistente fata morgana metropolitana mondana
e chi ci ha veramente creduto non è sopravvissuto
(: vedo Gandhi Martin Luther King… e in Italia un’oscura lunga lista nera…)


[...]


Nadia Cavalera
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Nati il 20 settembre - Arnold de Vos
Postato da Grazia01 il Sabato, 20 settembre @ 13:56:27 CEST (6 letture)
Ricerche d'autore





Arnold de Vos

Arnold de Vos, olandese, di professione archeologo, vive a Trento. Finalista e vincitore di numerosi concorsi di poesia, fra le pubblicazioni si ricordano: Poesie del deficit (Egidam ed.1980, Premio Piccolo Strega 1979, Premio Taormina 1980), Il portico (Gazebo ed. 1985, poi in Gazebo. Scrittori e scritture di fine '900, a cura di M.Bettarini e G.Maleti, Mediateca ed.1999), Responso (a.c.del Premio "Sikania", 1990), Paradiso e destino o La perla insonne delle pudende (Sciascia ed. 2000), Merore o Un amore senza impiego (Cosmo Iannone, Irpinia 2005) e Vertigo. 77 poesie per Ahmed Safeer (Edizioni del Leone, 2006).
Scrivere in italiano è per Arnold de Vos - poeta olandese, in Italia da anni - farsi straniero, saggiare sino in fondo l'ambiguità dell'accoglienza: parola e gesto oggi estenuati, che nel punto della loro massima torsione divengono esposizione al conflitto, invito al viaggio e, inevitabilmente, strada dell'erranza. Non potrebbe essere diversamente. Per questo la sua avventura – la sua via dei canti – appare più rischiosa, difficile e al tempo stesso seducente.
Dietro di sé, de Vos ha lasciato la terra dei padri, la casa, la memoria, consapevole che anche se solo per un breve istante cedesse alla nostalgia resterebbe irretito dall'antico gesto identitario incapace di ascoltare l'altro. I suoi addii non lasciano tracce. La sua memoria non smette ri-cor-dare, interrogare, dire l'assenza.




FOIA


Il corpo m'insegna la mia alienazione,
no so dove metterlo tra me e te
anime che si fondono e volano nella foga della fusione:
il corpo sembra disabile in questo frangente
come il tuo dopo l'amore, non si piega e non si placa
nella carrozzella ballonzante dei pantaloni
mentre l'anima, diversamente abile
lo spinge nuovamente a me.





AVRÒ 69 ANNI

Avrò 69 anni
e questo corpo che ricorda
i tuoi 24 a tutte le ore al di là delle quali
ogni ora cessa. L'ho preparato a portarti con sé,
memoria senza più corpo di un corpo smemorato:
splendido dimenticatoio, non farti visitare dalla mia
memoria.
Dimentica gli svestimenti, e i rigurgiti
dell'ingordigia d'averti dentro me.




IL RAGAZZO PIÙ BELLO DEL MONDO

Reggi le fila della tua storia
come se fosse un ordito da intessere
con soli buchi: marinare la scuola,
fare il giro del paese in macchina
senza patente. Ma per questo ci vorrebbe
un coraggio che non hai. Hai dalla tua
d'essere il ragazzo più bello del mondo,
impreziosito da un vestiario sobrio
su un corpo di eleganza sorprendente.
Prendere tra le mie le tue
mani, sembra reggere una teca di cristallo.
La luce nella camera si dà una ravviata
quando entri e ti siedi sul letto
lesinando sulle parole, ogni gesto
diffidenza verso la figura che hai davanti.
I miei occhi si sono affilati alle tue asprezze.
Mi sono sentito uno scalatore del K2
aggrappandomi al tuo corpo, mostrato
come se fosse un ghiacciaio ma con un ghigno.
Il ghigno mi ha dato il coraggio di scalare
quella montagna piumata di aigrette
intorno all'alta fronte. Che non si degnava
di notare i miei exploit nella regione delle gambe
senza provocare alcuna reazione, fuorché l'erezione.
La natura si è burlata del mio corpo da uomo,
per l'occasione. Ridisceso a valle sono un altro,
quello che ti dà del lestofante per sopperire a un'esigenza
della gelosia
della tua bellezza di migrante.


Arnold de Vos

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Nati il 20 settembre - Sofia Loren
Postato da Grazia01 il Sabato, 20 settembre @ 13:50:43 CEST (10 letture)
Cinema





Una splendida ottantenne

Sophia Loren, nome d'arte di Sofia Villani Scicolone, è un'attrice e cantante italiana.





È riconosciuta universalmente come una delle più celebri attrici della storia del cinema mondiale.
Nacque il 20 settembre del 1934 a Roma



Buon compleanno Sofia



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Nati il 20 settembre - Stevie Smith
Postato da Grazia01 il Sabato, 20 settembre @ 13:45:55 CEST (3 letture)
Ricerche d'autore




Stevie Smith (Kingston upon Hull, 20 settembre 1902 – Londra, 7 marzo 1971) è stata una poetessa e scrittrice inglese.
Mai legata a particolari scuole o movimenti, ha descritto l'insofferenza nei confronti del suo tempo. Tra le sue raccolte poetiche, spesso arricchite da foto e illustrazioni, vi sono Tender only to one (1938), Mother, what is a man (1942), Not waving but drowning (1957), The best beast (1969) e Collected poems (postuma, 1975). Ha realizzato anche disegni comici e ha scritto anche romanzi come Novel on yellow paper (1936) e The holiday (1949).





Dimenticato!

C'è una terribile solitudine
dentro all'ignara moltitudine,
e in campagna la situazione è simile,

rifletteva, e poi si rese conto
che la solitudine stava dentro;
desiderava un po' di chiasso interno:

qualche eco del tumulto del mondo
ad indicare un compartito fato,
qualche incombenza in cui impegnarsi a fondo —

si sentiva, oh!, proprio dimenticato.




A SCUOLA!

Si radunino in classe tutti i piccoli poeti
e vengan premiati da giurati idioti
e ci si accerti che la convocazione sia generale
e poi proceda al peggio ciò che è iniziato male.
Però non si pretendi che la Musa frequenti questa scuola.
Guarda che fuga ha fatto, mica è scema.

Stevie Smith
(traduzione di Gilberto Sacerdoti)




Madre, in mezzo a letame e spazzatura

Madre, in mezzo a letame e spazzatura
ho la misura della mia umanità, quasi una figura
della presenza di Dio. Sono sicura


Nel letame, nella spazzatura, nel gioco del gatto
c'è la presenza di Dio, e questo è un fatto.
lui c'è. Madre, tu ne prendi atto?


Anch'io ho sentito la presenza di Dio nella scopa
che stringo, nelle ragnatele della stanza,
ma più di tutto nel silenzio della tomba.


Ah, ma il pensiero che impronta la speranza umana
- che c'è dietro?- non è che cosa vana
solo la protesta di una mente inane


che non vuol morire. Questo è il pensiero che rimbalza
dentro una testa pretenziosa e spiazza
l'inchiesta. L'uomo è davvero frivolo quando sentenzia.


Bene madre, continuerò a pensarla a modo mio,
e penso saresti saggia a farlo anche tu
puoi dubitare della follia dell'uomo nel creare Dio?

Chi sei tu?

Stevie Smith

(traduzione del gruppo di Fiorenza Mormile)

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l'aria della sera
Postato da Grazia01 il Sabato, 20 settembre @ 09:45:21 CEST (6 letture)
Un pensiero al giorno









“L'aria fresca della sera è il respiro del vento
che si addormenta placido tra le braccia della notte.”

UMBERTO ECO





Buon fine settimana

Grazia


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La poesia ha un compito sublime
Postato da Grazia01 il Giovedì, 18 settembre @ 21:08:38 CEST (9 letture)
Un pensiero al giorno





La poesia ha questo compito sublime: di prendere tutto il dolore che ci spumeggia
e ci rimbalza nell'anima e di placarlo, di trasfigurarlo nella suprema calma dell'arte,
così come sfociano i fiumi nella celeste vastità del mare.

ANTONIA POZZI

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Antica favola Cherokee
Postato da Grazia01 il Giovedì, 18 settembre @ 21:04:31 CEST (5 letture)
Racconti IV








"Nonno, perché gli uomini combattono?"
Il vecchio, gli occhi rivolti al sole calante
e al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la notte,
parlò con voce calma.
"Ogni uomo, prima o poi, è chiamato a farlo.
...Per ogni uomo c'è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta,
da vincere o da perdere.
Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi."
"Quali lupi, nonno?"
"Quelli che ogni uomo porta dentro di sé."
Il bambino non riusciva a capire.
Attese che il nonno rompesse l'attimo di silenzio che aveva lasciato cadere fra loro, forse per accendere la sua curiosità.
Infine, il vecchio che aveva dentro di sé la saggezza del tempo riprese con il suo tono calmo.
"Ci sono due lupi in ognuno di noi.
Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo."
Il vecchio fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena detto.
"E l'altro?"
"L'altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede."
Il bambino rimase a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato.
Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero.
"E quale lupo vince?"
Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti:
"Quello che nutri di più."

- Antica favola Cherokee -

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Vivere le domande del cuore
Postato da Grazia01 il Martedì, 16 settembre @ 19:23:29 CEST (10 letture)
Poesie sulla vita III







Vivere le domande del cuore


Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore e...
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poiché non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta.

Rainer Maria Rilke

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Quando gli emigranti eravamo noi
Postato da Grazia01 il Domenica, 14 settembre @ 19:59:09 CEST (24 letture)
Storia




L'Isola delle lacrime
ovvero
uno dei volti di New York






Proprio di fronte a Manhattan, nella bellissima baia naturale in cui è situato il porto di New York, a pochi minuti di traghetto dall’isola principale che costituisce il cuore della Grande Mela, c’è Ellis Island, un isolotto, la prima tappa per oltre quindici milioni di immigrati che partivano dalle loro terre di origine sperando di stabilirsi negli Stati Uniti.
Ellis Island (chiamata in origine Gibbet Island dagli inglesi che la usavano per confinarvi i pirati sorpresi “con le mani nel sacco” e utilizzata poi come impianto di fortificazione e deposito di munizioni) è una delle quaranta isole delle acque di New York: divenne famosa dal 1894 in quanto stazione di smistamento per gli immigranti; venne adibita infatti a questa nuova funzione quando il governo federale assunse il controllo del flusso migratorio, resosi necessario per il massiccio afflusso di immigrati provenienti essenzialmente dall’Europa meridionale e orientale.



La facciata dell'edificio, oggi adibito a
Museo dell'Immigrazione,
a Ellis Island, con le navi traghetto
che raggiungono l'isola
da Manhattan e da Jersey City


La "casa di prima accoglienza-prigione" rimase attiva fino al 1954, quando fu chiusa e abbandonata alle intemperie. Oltre cento milioni di americani possono far risalire la loro origine negli Stati Uniti a un uomo, una donna o un bambino che passarono per la grande Sala di Registrazione a Ellis Island. Oggi è trasformata in Museo dell’Immigrazione: l’ho visitato e ne metto a parte i navigatori della rete



Una nave carica di emigranti giunge
nel porto di New York


Fino al 1850 circa non esistevano procedure ufficiali per l’immigrazione a New York. In questa data l’impennata del numero di immigrati europei che fuggivano dalle grandi carestie del 1846 e dalle rivoluzioni fallite del 1848 spinse le autorità ad aprire un centro di immigrazione a Castle Clinton in Battery Park, sulla punta meridionale dell’isola di Manhattan. Verso il 1880 le privazioni che si soffrivano nell’Europa orientale e meridionale e la forte depressione economica nell’Italia meridionale spinsero migliaia di persone ad abbandonare il Vecchio Continente. Al contempo in America stava prendendo il via la rivoluzione industriale, con un crescente processo di urbanizzazione.



Il locale mensa per donne
e bambini a Ellis Island


Ellis Island fu aperta nel 1894, quando l’America superò un periodo di depressione economica e cominciò a imporsi come potenza mondiale. In tutta Europa si diffusero le voci sulle opportunità offerte dal Nuovo Mondo e migliaia di persone decisero di lasciare la loro patria.

Quando le navi a vapore entravano nel porto di New York, i più ricchi passeggeri di prima e seconda classe venivano ispezionati a loro comodo nelle loro cabine e scortati a terra da ufficiali dell’immigrazione. I passeggeri di terza classe venivano portati a Ellis Island per l’ispezione, che era più dura. Il traghetto storico Ellis Island veniva usato dal Servizio Immigrazione per trasportare gli immigrati che arrivavano e il personale del centro di immigrazione.

Ogni immigrante in arrivo portava con sé un documento con le informazioni riguardanti la nave che l’aveva portato a New York. I medici esaminavano brevemente ciascun immigrante e marcavano sulla schiena con del gesso coloro per i quali occorreva un ulteriore esame per accertarne le condizioni di salute; se vi erano condizioni particolari di infermità ciò comportava che venissero trattenuti all’ospedale di Ellis Island.




Una veduta aerea di Ellis Island e del
grande complesso di edifici che costituivano
il luogo nel quale venivano fatti confluire tutti
gli immigranti sbarcati a New York


Dopo questa prima ispezione, gli immigrati procedevano verso la parte centrale della Sala di Registrazione dove gli ispettori interrogavano gli immigranti a uno ad uno. A ogni immigrante occorreva perlomeno una intera giornata per passare l’intero processo di ispezione a Ellis Island.

Le scene sull’isola erano veramente strazianti: per la maggior parte le persone arrivavano affamate, sporche e senza una lira, non conoscevano una parola di inglese e si sentivano estremamente in soggezione per la metropoli ammiccante sull’altra riva.



Immigrati in fila, in attesa dell'ispezione...

Agli immigrati veniva assegnata una Inspection Card con un numero e c’era da aspettare anche tutto un giorno, mentre i funzionari di Ellis Island lavoravano per esaminarli.
Dopo l’ispezione, gli immigranti scendevano dalla Sala di Registrazione per le “Scale della Separazione” che segnavano il punto di divisione per molte famiglie e amici verso diverse destinazioni. Il centro era stato progettato per accogliere 500.000 immigrati all’anno, ma nella prima parte del secolo ne arrivarono il doppio. Truffatori saltavano fuori da ogni dove, rubavano il bagaglio degli immigrati durante i controlli, e offrivano tassi di cambio da rapina per il denaro che questi erano riusciti a portare con sé. Le famiglie venivano divise, uomini da una parte, donne e bambini dall’altra, mentre si eseguiva una serie di controlli per eliminare gli indesiderabili e i malati. Questi ultimi venivano portati al secondo piano, dove i dottori controllavano la presenza di “malattie ripugnanti e contagiose” e manifestazioni di pazzia. Coloro che non superavano gli esami medici venivano contrassegnati, come già accennato, con una croce bianca sulla schiena e confinati sull’isola fino a diversa decisione, oppure venivano reimbarcati. I capitani delle navi avevano l’obbligo di riportare gli immigrati non accettati al loro porto di origine. Secondo le registrazioni ufficiali tuttavia solo il due per cento veniva rifiutato, e molti di questi si tuffavano in mare e cercavano di raggiungere Manhattan a nuoto o si suicidavano, piuttosto che affrontare il ritorno a casa.

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Ricorre oggi l'anniversario della morte di Lucio Battisti
Postato da Grazia01 il Martedì, 09 settembre @ 20:25:56 CEST (192 letture)
In ricordo


A sedici anni dalla morte restano le sue note



Ogni volta che un suo brano passa per radio o in un filmato televisivo riesce a calamitare l'attenzione, come una star musicale di oggi. Eppure, proprio oggi, ricorre il sedicesimo anniversario della morte di Lucio Battisti (nella foto in alto), originario di Poggio Bustone, scomparso appunto il 9 settembre del 1998. Sedici anni in cui, accanto al ricordo del cantautore, non sono mancate alcune polemiche. L'ultima, dello scorso anno, dopo la traslazione del corpo dal cimitero di Molteno, in provincia di Lecco, dove riposava da quindici anni, per la cremazione. Ma di Battisti rimane, indelebile, la sua grande produzione musicale, in gran parte insieme a Mogol, per successi «cult» della musica leggera italiana.
Numerose le iniziative che, più o meno indirettamente, si ispirano a Battisti. A Poggio Bustone, sono presenti «I Giardini di marzo», ovvero un'area che prende il nome di uno dei suoi successi più celebri. Proprio nel Paese reatino, Battisti era nato nel 1943, per poi andare via negli anni '60. Iniziative per questa sera sono programmate in diverse città italiane.




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Oggi nacque CESARE PAVESE
Postato da Grazia01 il Martedì, 09 settembre @ 19:48:29 CEST (19 letture)
Poesie di Pavese




Oggi ricorre l'anniversario della nascita di Cesare Pavese,9 settembre 1908.




Passerò per Piazza di Spagna

Sarà un cielo chiaro.
S'apriranno le strade
sul colle di pini e di pietra.
Il tumulto delle strade
non muterà quell'aria ferma.
I fiori, spruzzati
di colori alle fontane,
occhieggeranno come donne
divertite. Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.
S'aprirà quella strada,
le pietre canteranno,
il cuore batterà sussultando
come l'acqua nelle fontane -
sarà questa la voce
che salirà le tue scale.
Le finestre sapranno
l'odore della pietra e dell'aria
mattutina. S'aprirà una porta.
Il tumulto delle strade
sarà il tumulto del cuore
nella luce smarrita.

Sarai tu - ferma e chiara.
-- Cesare Pavese


disse o scrisse...



Passare del tempo in silenzio,
ringiovanisce individui e popoli.


L'unica gioia al mondo è cominciare.
È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante.
Quando manca questo senso - prigione, malattia, abitudine, stupidità,
- si vorrebbe morire.


Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi.




Segno certo d’amore è desiderare di conoscere,
di rivivere, l’infanzia dell’altro.

la vecchiaia è l’età più fastidiosa perché non si sa più che fare di sé,
come alla sera quando l’opera quotidiana è finita.




Alla lunga un dolore si svincola dall'ansia,
dal ricordo, dal sospetto che lo provocò,
e vige da solo nell'anima.


È bello scrivere perché riunisce le due gioie:
parlare da solo e parlare a una folla.

Cesare Pavese

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Amore
Postato da brunouk il Martedì, 09 settembre @ 19:45:14 CEST (12 letture)
Le poesie di Pegaso III






Una rosa rossa posata sul cuscino della mia bellissima e giovane moglie e ...
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Pensiero della sera
Postato da Grazia01 il Giovedì, 04 settembre @ 19:52:35 CEST (21 letture)
Un pensiero al giorno










Puoi anche stare a guardare il mondo dalla finestra,
l'essenziale è che tu abbia le ali.

Grazia

Leggi Tutto... | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


I libri
Postato da Anonimo il Mercoledì, 03 settembre @ 20:47:24 CEST (20 letture)
Un pensiero al giorno












I libri ci danno un diletto che va in profondità,
discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi
con una sorta di familiarità attiva e penetrante.

Francesco Petrarca

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La voce dal cielo
Postato da brunouk il Mercoledì, 03 settembre @ 18:36:41 CEST (22 letture)
Le poesie di Pegaso III

La voce dal cielo.

Il tuo profumo aleggia in questa mia stanza
sei lontana, mi manchi
strana brezza serale porta l’ombra
parallelo preludio a notte solitaria.

La, nell’eterno buio, compare la mia stella
il tempo l’ha ibernata nell’universo
il suo luccichio m’attrae, silente amica
a lei da sempre confido i miei sogni
mi assiste dal cielo, guida sicura alla meta.

Ora so, non è nella sua luce la pace che vorrei
troppo pesante l’abbandono
solo nascondermi nel buio
altre luci ammiccanti, illusioni d’amore
frammenti riflessi in un agitato di notte blu
di preciso manifesta solo il minuto celato
l’ora dei silenzi che produce solo dolore
l’ansia del divenire è come un dono improvviso
cambiano i momenti raccontati in poesia
era solo un’instante fa, un ieri fulgido d’amore.

Ora alla stella ho gridato “ti amo “
attendo paziente l’eco della voce che viene dal cielo.

Bruno Gasparri
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OMBRA
Postato da rosarossa il Martedì, 02 settembre @ 20:51:48 CEST (50 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX








OMBRA

Non so se sono al mondo, o non esisto più.
Le capacità, le forze e il mio vigore
ho lasciato nel remoto alla mia gioventù.
Or sono un’ombra mossa dal vento e
nell’aria vago
non so dove mi porta,
ma lo seguo e vado.
Quando si calma, mi lascia
abbandonata e senza meta, mi guardo intorno
vedo tanto buio e tutto è fermo.
Altro non mi resta che pregare, affinché
il buon Dio mi accolga nel suo regno;
Il mondo eterno!

Rosarossa


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VECCHIAIA REALTA’ DI VITA
Postato da rosarossa il Martedì, 02 settembre @ 20:49:52 CEST (34 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX








VECCHIAIA REALTA’ DI VITA

Cammino a lenti faticosi passi
odo un mormorio di gente che
guarda i miei bianchi capelli e
additando il mio mantello rotto sussurra:
Guarda com’è invecchiato quello!
Com’è ridotto!
Eppure era un bell’uomo;
qualcuno ripete alzando un po’ la voce, odo;
traggo un sospiro amaro, poi rispondo:
Ognuno invecchia trascinando sulle spalle la sua croce!
Ricordo ancora gli anni miei ruggenti
ormai pesano gli anni come piombo,
anch’io ho camminato nella luce, nell’agiatezza e
sui tappeti rossi!
Quando gli anni sono veramente tanti,
ognuno sbiadisce e
perde lucentezza nel momento in cui;
tristemente, deve
salutare, questo mondo.

Rosarossa

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Mi sono perso nella notte
Postato da brunouk il Martedì, 02 settembre @ 20:47:43 CEST (25 letture)
Le poesie di Pegaso III

Mi sono perso nella notte
semplicemente in un pensiero
di un nuovo risveglio
nell’emozione delle tue labbra
mentre mi baci.

Ho accarezzato il sogno
scorre lentamente
in momenti incontenibili
animati dal tuo profumo.

Cercami, amore mio,
in questo silenzio
prendimi la mano
rinnova attimi sussurrati
l’odore della tua eccitazione
inebria, non ha limite
nell’ombra vive di te.

Non lasciarmi
mie debolezze mi chiamano
un domani di fantasia
diluito in infiniti inutili attimi
d’epidermide incompleti amplessi.

Ti voglio stringere tra le braccia
per non perdere nemmeno
un solo attimo del tuo amore

Bruno Gasparri
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Fotografie
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 settembre @ 20:46:41 CEST (12 letture)
Un pensiero al giorno







Le immagini fotografate
non sembrano rendiconti del mondo,
ma pezzi di esso,
miniature di realtà
che chiunque può produrre o acquisire.

Susan Sontag

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La cura
Postato da Grazia01 il Domenica, 31 agosto @ 19:20:55 CEST (16 letture)
Video






Un testo meraviglioso

La cura


Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.


Franco Battiato

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Sogni e risvegli
Postato da Grazia01 il Giovedì, 28 agosto @ 21:02:13 CEST (23 letture)
Un pensiero al giorno








Mentre si spengono le luci e scende la notte,
attendo i sogni con una strana tenerezza,
questa interiorità che non conosco
e mi si svela mentre dormo,
come se fosse una seconda vita,
mi ha sempre stupita
e ogni alba è un'altra nuova piccola vita,
risvegliarsi è mettersi alla ricerca del mondo.



Grazia

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Pensieri
Postato da Grazia01 il Sabato, 23 agosto @ 12:47:50 CEST (27 letture)
Le poesie e altro di Grazia VI










Pensieri

Pensieri sparsi
come nuvole
soffici e bianche
o pesanti e grigie
attendono
il soffio del vento
per volare immemori
come sogni violati
nello spazio azzurro.

Grazia

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Ricordati
Postato da Grazia01 il Giovedì, 21 agosto @ 15:06:33 CEST (175 letture)
Le poesie e i pensieri di r.chesini II
 






Ricordati

La luna se ne è andata
ma di certo
tornerà
perché non è come una bugia
che nasconde una verità
ma è come l’amicizia
che ti aiuta a vivere.
Guarda le piante
guarda i fiori 
guarda i prati
ascolta il vento
che tra le pieghe
dei fiori si fa voce e sussurra :
vivi la tua vita giorno per giorno
ed ogni tuo sogno
verrà avverato.
Scopri la vita e raccontala
a chi non sa capirla.
Prendi un raggio di sole
e fallo volare là
dove regna la notte.
Dona parte di te
ma la parte che rimane
donala a chi già ti vuole bene .

r.chesini


 
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DONNE MODERNE
Postato da rosarossa il Mercoledì, 20 agosto @ 13:08:03 CEST (40 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX





DONNE MODERNE

Le donne moderne sono come il cupo inverno
se non trovano marito… insultano
il Padre Eterno!





DONNE DEL PASSATO

Le donne del passato erano candide come un fiore…
se non trovavano marito, alzavano gli occhi al cielo e
pregavano il Signore!

Rosa rossa

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La notte appartiene a loro
Postato da Grazia01 il Domenica, 17 agosto @ 20:40:45 CEST (32 letture)
Un pensiero al giorno








Le persone che si amano possono essere separate dalle circostanze della vita ma,
anche se solo in sogno, la notte appartiene a loro.

Patti Smith

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Sogno di Filadelfio Cappone
Postato da Grazia01 il Giovedì, 14 agosto @ 21:10:05 CEST (36 letture)
Ricerche d'autore










Sogno



Sogno?
Sì un sogno.
L'incontro di un'immagine
nella confusione d'idee
una realizzazione di sospiri e di paure
un ostracismo di pensieri
per dire che si è vivi
nel travaglio della vita.


Filadelfio Cappone


Filadelfio Cappone é nato a Bengasi e vive e lavora a Catania.
dove si è laureato in lingue e letterature straniere.
Come poeta ha gia pubblicato diversi sillogi.
Nel suo cammino poetico è la poesia di impegno civile a rappresentere
fino a un certo momento l'esito più efficace.
La sua è poesia dell'anima che chiede di uscire dalla clandestinità.
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L'ultimo regalo
Postato da rosarossa il Giovedì, 14 agosto @ 12:16:01 CEST (62 letture)
Le poesie e i pensieri di Rosarossa IX









L’ULTIMO REGALO

Il regalo che ti posso offrire
è solo un fiore pallido e incolore
appassisce ma non vuol morire
nel tempo ha perso tutta la sua
freschezza ed il vigore.
Ingiallite sono quelle verdi foglie!
Secchi i petali cadono
sulla terra al suolo.
Flebilmente batte e resta vivo solamente
il cuore, per soffrire alimentato e
di vitale linfa, che si chiama:
Melanconia, tristezza o
nostalgia d’amore!

Rosarossa

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Guido Battistello - poesie
Postato da Grazia01 il Martedì, 12 agosto @ 19:36:01 CEST (41 letture)
Ricerche d'autore


Ricerche d'autore




Guido Battistello insegna all'Università della Terza Età della sua città (Torino?) ed è studioso di civiltà precolombiane. Ha scritto tre romanzi "L'ultima trincea", "La casa tra i pini", "La valle di Susquehanna" nonchè diversi racconti su giornali e riviste e due sillogi poetiche.





Se ci incontreremo


Se ci incontreremo ormai vecchi
a un crocicchio del mondo
forse non ci riconosceremo
perchè il tempo avrà cancellato
dai nostri volti
qualsiasi residuo di giovinezza.
Se ci incontreremo ormai vecchi
a un crocicchio del mondo
ancora una volta
mi basterà toccare le tue mani
e subito ti vedrò
come in quella notte lontana
col tuo viso bagnato di pioggia
mescolata alle lacrime.




L'amore

Gli imperi dell'odio sono crollati
civiltà millenarie coi loro
falsi dei sono caduti nella polvere
solo l'amore ha resistito all'erosione
dei millenni unica forza cosmica
che crea la vita e sostiene il mondo
che sa trasmutare il piombo in oro
la tristezza in gioia
il pianto in sorriso
che fa sembrare una rosa
più bella di un diamante.
L'amore si può leggere in un cielo
pieno di stelle
lo si può ascoltare nell'acqua
che si infrange contro una scogliera
esso è armonia e musica
l'unico perchè della vita.




Come si entra nel mondo

C'è chi entra nel mondo
a vele spiegate
spinto da un vento gagliardo
fra sorrisi di sirene
e placide onde,
altri invece
debbono navigare fra gli scogli
su mari in tempesta.
E' la vita che ci sceglie a caso
ed è inutile ribellarsi.




Le ore senza ritorno

Bisogna tener strette
le ore senza ritorno
e riempirle d'amore e di vita
prima che sia troppo tardi
per modellare la felicità
secondo i desideri del nostro cuore
prima che le lune incanutiscano
i nostri capelli.



Nessuno

Nessuno più tenta di accarezzare
il vento
nessuno riflette più
su una foglia morta
nessuno si ferma più
a guardare la luna riflessa
sull'acqua
In questo mondo egoista e crudele
ognuno si preoccupa
di cavalcare macchine potenti
credendo che la velocità
sia sinonimo di felicità.

Guido Battistello

Ho trovato poche notizie su questo autore, se qualcuno ne sapesse di più potrebbe contattarmi per favore? Gli sarei grata. Queste poesie sono semplici, pulite, fresche eppure incisive.
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Una gita a San Nazzaro
Postato da Grazia01 il Lunedì, 11 agosto @ 12:42:57 CEST (62 letture)
ARTE II



L'Abbazia di San Nazzaro - S. Nazzaro Sesia






Facciata della Chiesa gotico-lombardo (sec. XV) e nartece a quadriportp romanico (sec. XI)

L'Abbazia di San Nazzaro Sesia è tra le più gloriose del Novarese e del Vercellese
ed è uno dei maggiori documenti d'arte romanica in Alta Italia.



Essa appartiene alla provincia di Novara ed ecclesiasticamente alla diocesi di Vercelli.


Fu fondata nel 1040 dal Vescovo di Novara Riprando unitamente ai suoi fratelli Conti di Biandrate,
il quale l'affidò, secondo consuetudine del tempo, ai monaci benedettini,
riservando alla famiglia il diritto di decima.



Il luogo su cui sorge il monastero è in prossimità di un guado del fiume Sesia,
in uso già in epoca romana, come lo testimoniano i resti archeologici di sepolture
e costruzioni romane, largamente impiegate per l'edificazione del monastero.




L'Abbazia condusse fra alterne vicende la tipica vita di "curtis" medioevale,
fino a che, nella prima metà del XV secolo all'Abate regolare si sostituì una abate Comandatario.



Croce posta nel cortile antistante costruita con gli scarti della fonderia e intitolata:"Il Cristo degli ultimi"

Primo e più illustre fu l'Abate Antonio Barbavara al quale si deve la ricostruzione della Chiesa e dei Chiostri (1429-1467).



Nel 1801 i beni badiali furano incamerati dal Demanio francese e venduti a privati affaristi.
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