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Novità › L'EROS
L'EROS
Postato da Grazia01 il Domenica, 20 gennaio @ 01:44:02 CET (6540 letture)
POESIE TEMATICHE I°

L'Eros è il tema proposto questa settimana da Tony per le nostre poesie domenicali



E' un Eros raffinato, dolce quello che vi proponiamo
che ha ispirato famosi poeti


Per Dante l’Eros, l’amore, è all’origine del mondo e ha infuso in esso, e in particolare nell’uomo,
il desiderio di sé, in un perpetuo anelito d’amore, di tensione verso l’Uno.
E’ in questa prospettiva che si può inquadrare la figura grandiosa di Beatrice,
uno splendore vivo e profondo come pochi altri nomi umani.




Lasciami sciolte le mani
di Pablo Neruda

Lasciami sciolte le mani
e il cuore, lasciami libero!
Lascia che le mie dita scorrano
per le strade del tuo corpo.
La passione - sangue, fuoco, baci -
m'accende con vampate tremule.
Ahi, tu non sai cosa significa questo!

E' la tempesta dei miei sensi
che piega la selva sensibile dei miei nervi.
È la carne che grida con le sue lingue ardenti!
È l'incendio!
E tu sei qui, donna, come un legno intatto
ora che vola tutta la mia vita ridotta in cenere
verso il tuo corpo pieno, come la notte, di astri!

Lasciami libere le mani
e il cuore, lasciami libero!
Io solamente ti desidero, io solamente ti desidero!
Non è amore, è desiderio che inaridisce e si estingue,
è precipitare di furie,
avvicinarsi dell'impossibile,
ma ci sei tu,
ci sei tu per darmi tutto,
e per darmi ciò che possiedi sei venuta sulla terra -
come io son venuto per contenerti,
e desiderarti,
e riceverti!



Eros
di Umberto Saba

Sul breve palcoscenico una donna
fa, dopo il Cine, il suo numero.
Applausi, a scherno credo, ripetuti. In piedi,
dal loggione in un canto, un giovanetto,
mezzo spinto all'infuori, coi severi
occhi la guarda, che ogni tratto abbassa.
È fascino? È disgusto? È l'una e l'altra
cosa? Chi sa? Forse a sua madre pensa,
pensa se questo è l'amore. I lustrini,
sul gran corpo di lei, col gioco vario
delle luci l'abbagliano. E i severi
occhi riaperti, là più non li volge.
Solo ascolta la musica, leggera
musichetta da trivio, anche a me cara
talvolta, che per lui si è fatta, dentro
l'anima sua popolana ed altera,
una marcia guerriera.



Due corpi
di Octavio Paz

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte due onde
e la notte è oceano.

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte due pietre
e la notte deserto.

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte radici
nella notte intrecciate.

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte coltelli
e la notte lampo.



Casida della donna distesa
di Federico Garcia Lorca

Vederti nuda è rievocare la terra.
La terra piana e priva di cavalli.
La terra senza un giunco, forma pura
chiusa al futuro: confine d'argento.

Vederti nuda è comprendere l'ansia
della pioggia che cerca fragili fianchi,
o la febbre del mare dal volto immenso
che non trova la luce della sua guancia.

Il sangue risuonerà nelle alcove
e verrà con spada di folgore,
ma tu non saprai dove si celano
il cuore di rospo o la violetta.

Il tuo ventre è uno scontro di radici,
le tue labbra un'alba senza profilo,
e sotto le tiepide rose del letto gemono
i morti, in attesa del loro turno.



Carissimi vi auguro una domenica
piena di gioia, di sole, di serenita e di amore.








L'EROS CLASSICO ED ELEGANTE IN POESIA… E… NON SOLO…
BY TONY KOSPAN





La poesia erotica ha accompagnato la storia della poesia da Saffo a Ovidio…da Marziale a Guido Cavalcanti fino a giungere ai grandi francesi dell'800 ed ai poeti più recenti.

Certo talvolta anche i grandi poeti sono scivolati in poesie molto erotiche e quasi (anche senza quasi) volgari.. (perfino il Parini) mentre altri pure di successo si sono invece dedicati a quelle proprio esplicite per il divertimento popolare…
dall'Aretino a Giorgio Baffo etc… ma di questo genere di versi non parlerò in questa sede.

Infatti l'oggetto del post è solo l'eros nella forma più classica ed elegante.







Perché l'Eros?

Bè perché è naturalmente legato… legatissimo all’amore… direi anzi che è solo un altro aspetto della stessa medaglia…

Non dimentichiamo che per gli antichi era una divinità…

Ed infatti l’Eros ha una sua profonda sacralità… che solo ad una visione superficiale può non apparire…







Infatti, a mio parere, una volta depurato dal puro e solo istinto, è un sublime fiore rivolto al cielo… il generatore della vita, l'espressione del rinnovarsi della natura…

Esso infine, in unione al vero amore, ci fa assaporare… a noi umani… il profumo dell’Infinito…

Come sempre sarà bello leggere qui, le poesie, vostre o di altri autori, che piacciono a voi…

TRAMONTO DELLA LUNA
Saffo

Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte:
giovinezza dilegua,
e sono nel mio letto sola.
Scuote l'anima Eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amaro indomabile serpente.
Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero







DUE CORPI
Octavio Paz

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte due onde
e la notte è oceano.

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte due pietre
e la notte deserto.

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte radici
nella notte intrecciate.

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte coltelli
e la notte lampo.





NOTTURNO NUZIALE
Ada Negri

Quando tu venisti, una notte,
verso il suo letto, al buio,
e le dicesti, piano, già sopra di lei:
Non ti vedo, non ti sento.

E la ghermisti con artiglio d’aquila,
e tutta la costringesti nella tua forza
riplasmandola in te con tal furore
ch’ella perdette il senso d’esistere.

E uno solo in due bocche fu il rantolo
e misto fu il sangue e fu il ritmo perfetto,
e dal balcone aperto
la notte guardava con l’occhio d’una sola stella
rossastra,
e il sonno che seguì parve la morte,
e immoti come cadaveri
la tristezza dell’ombra vi vegliò sino all’alba.







SANGUINELLO
J. Prevert

La cerniera lampo è scivolata sulle tue reni
e il temporale felice del tuo corpo innamorato
nell'ombra fitta
d'improvviso è scoppiato
E la tua gonna cadendo sul parquet incerato
non ha fatto più rumore
di una scorza d'arancio che cada su un tappeto
Ma sotto i nostri piedi
i bottoncini di madreperla cricchiavano come semi
Sanguinello
frutto bello
la punta del tuo seno
ha tracciato una nuova linea della fortuna
sul palmo della mia mano
Sanguinello
frutto bello
Sole di notte.







IN TE LA TERRA
Pablo Neruda

Piccola rosa, rosa piccolina,
a volte minuta e nuda, sembra
che tu mi stia in una mano,
che possa rinchiuderti in essa
e portarti alla bocca, ma d'improvviso
i miei piedi toccano i tuoi piedi
e la mia bocca le tue labbra, sei cresciuta,
le tue spalle salgono come due colline,
i tuoi seni si muovono sul mio petto,
il mio braccio riesce appena a circondare
la sottile linea di luna nuova che ha la tua cintura:
nell'amore come acqua di mare ti sei scatenata:
misuro appena gli occhi più ampi del cielo,
e mi chino sulla tua bocca per baciare la terra.






Ciao da Tony Kospan





PER IL POST CON PIU' IMMAGINI COLORI E MUSICHE E PER LE NOVITA' DEL BLOG
CLIKKA QUI GIU'...
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE





Il tema di questa domenica è















L’erotismo, al contrario della pornografia sinonimo di volgarità,
è la punta di un iceberg che si chiama raffinatezza, segreto, gioco di specchi.
L’erotismo affascina, attiene alla stessa dimensione della seduzione, del mistero,
del segno vuoto che attrae perché non spiega e non giustifica…







Nel vero amore è l'anima che abbraccia il corpo.
Friedrich Nietzsche






Eros
di Umberto Saba

Sul breve palcoscenico una donna
fa, dopo il Cine, il suo numero.
Applausi, a scherno credo, ripetuti. In piedi,
dal loggione in un canto, un giovanetto,
mezzo spinto all'infuori, coi severi
occhi la guarda, che ogni tratto abbassa.
È fascino? È disgusto? È l'una e l'altra
cosa? Chi sa? Forse a sua madre pensa,
pensa se questo è l'amore. I lustrini,
sul gran corpo di lei, col gioco vario
delle luci l'abbagliano. E i severi
occhi riaperti, là più non li volge.
Solo ascolta la musica, leggera
musichetta da trivio, anche a me cara
talvolta, che per lui si è fatta, dentro
l'anima sua popolana ed altera,

una marcia guerriera.








Eros ha scosso la mia mente
di Saffo

Eros ha scosso la mia mente
come il vento che giù dal monte
batte sulle querce.

Dolce madre, non posso più tessere la tela
domata nel cuore dall'amore di un giovane:
colpa della soave Afrodite.

Sei giunta, ti bramavo,
hai dato ristoro alla mia anima
bruciante di desiderio.











Il gelsomino notturno
di Giovanni Pascoli


E s'aprono i fiori notturni,
nell'ora che penso a' miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l'ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l'odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l'erba sopra le fosse.
Un'ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l'aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.
Per tutta la notte s'esala
l'odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s'è spento . . .
È l'alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l'urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.







La nudità dei fiori
di Guillaume Apollinaire


La nudità dei fiori è il loro odore carnale
Che palpita e si eccita come un sesso femminile
E i fiori senza profumo sono vestiti di pudore
Essi prevedono che si vuol violare il loro odore
La nudità del cielo è velata di ali
Di uccelli che planano d'attesa inquieta d'amore e di fortuna
La nudità dei laghi freme per le libellule
Che baciano con azzurre elitre il loro ardore di spume
La nudità dei mari io la adorno di vele
Che esse strazieranno con gesti di raffica
Per svelare il loro corpo allo stupro innamorato di esse
Allo stupro degli annegati ancora irrigiditi d'amore
Per violare il mare vergine dolce e sorpresa
Del rumore dei flutti e delle labbra appassionate.








Acqua e vento
di Octavio Paz



Distesa d'acqua scintilli
sotto un fulmine lascivo
il mio pensiero azzurro e nero.

Cammini per il bosco del mio sangue
alberi odorosi di seme
alberi bianchi alberi neri.

Abiti un rubino
istante incandescente
goccia di fuoco
incastonata nella notte
corpo senza limiti
in un'alcova minuta.

Il mare ti solleva fino al grido più bianco
l'edera del gemito mi conficca le unghie nella nuca
il mare ti squarcia strappandoti gli occhi
torre di sabbia che si sgretola
i tuoi lamenti scoppiano e svaniscono
galli neri
cantano la tua morte e la tua resurrezione.

Sul bosco carbonizzato
passa il sole con un'ascia







Lasciami libere le mani...
di Pablo Neruda

Lasciami libere le mani
e il cuore, lasciami libero!
Lascia che le mie dita scorrano
per le strade del tuo corpo.
La passione - sangue, fuoco, baci -
m'accende con vampate tremule.
Ahi, tu non sai cosa significa questo!

E' la tempesta dei miei sensi
che piega la selva sensibile dei miei nervi.
È la carne che grida con le sue lingue ardenti!
È l'incendio!
E tu sei qui, donna, come un legno intatto
ora che vola tutta la mia vita ridotta in cenere
verso il tuo corpo pieno, come la notte, di astri!

Lasciami libere le mani
e il cuore, lasciami libero!
Io solamente ti desidero, io solamente ti desidero!
Non è amore, è desiderio che inaridisce e si estingue,
è precipitare di furie,
avvicinarsi dell'impossibile,
ma ci sei tu,
ci sei tu per darmi tutto,
e per darmi ciò che possiedi sei venuta sulla terra -
come io son venuto per contenerti,
e desiderarti,
e riceverti!







Buona domenica
Grazia





Il tema poetico di questa domenica è










Sentimiento nuevo

Es un sentimiento nuevo
che mi tiene alta la vita
la passione nella gola
l' eros che si fa parola.
Le tue strane inibizioni
non fanno parte del sesso
i desideri mitici di prostitute libiche
il senso del possesso che fu pre-alessandrino
la tua voce come il coro delle sirene di Ulisse m' incatena
ed è bellissimo perdersi in quest' incantesimo.
è bellissimo perdersi in quest' incantesimo
Tutti i muscoli del corpo
pronti per l' accoppiamento
nel Giappone delle geishe
si abbandonano all'amore.
Le tue strane inibizioni
che scatenano il piacere
lo shivaismo tantrico
di stile dionisiaco
la lotta pornografica dei Greci e dei Latini
la tua pelle come un'oasi nel deserto ancora mi cattura
ed è bellissimo perdersi in quest'incantesimo
è bellissimo perdersi in quest'incantesimo
i desideri mitici di prostitute libiche
il senso del possesso che fu pre-alessandrino
la tua voce come il coro delle sirene di Ulisse m'incatena
ed è bellissimo perdersi in quest'incantesimo
è bellissimo perdersi in quest'incantesimo.


Franco Battiato







Nelle mie braccia tutta nuda

Nelle mie braccia tutta nuda
la città la sera e tu
il tuo chiarore l’odore dei tuoi capelli
si riflettono sul mio viso.
Di chi è questo cuore che batte
più forte delle voci e dell’ansito?
è tuo è della città è della notte
o forse è il mio cuore che batte forte?

Dove finisce la notte
dove comincia la città?
dove finisce la città dove cominci tu?
dove comincio e finisco io stesso?


Fernando Pessoa










Bagna le tue labbra di desiderio



Immergiti, Bàgnati nel nostro ruscello -
rio di vita dal seno
della generosa terra - Mater nostra

Avvolgiti , Bàgnati nella vivida luce -
quotidiano presente
dello splendido Sole... .Pater noster

Cospargi il tuo corpo , il tuo viso
di perle di liquida luce!

Bagna le tue labbra,
nunzie di fonde idee
e cristalline risate.

Bàgnale di acqua , di latte , di vino
Bàgnale di desiderio!

E quando avrò varcato il limite,
quando stillerai le gocce del ricordo,
le lacrime bagnino le tue labbra.

Bàgnale di desiderio.

S. E. Pavel







UNA NOTTE SUL FIUME



Mentre il fiume cullava i miei sogni
nella notte silente e assopita,
tu distesa mi guardavi rapita,
fremente stringendo i tuoi pugni.

Sospiri sommessi e confusi,
incoronaron la nostra passione,
tu eri la mia sola ragione
di quei baci offerti e profusi.

Carezzavo i tuoi capelli corvini,
tu nel buio vestita di nulla,
mi accoglievi nella magica culla,
io baciavo tuoi seni divini.

La tua mano alla mia si stringeva,
poi placata fu l'ondata di ardore,
ma nel petto scoppiava il mio cuore,
mentre il fiume i miei sogni cullava.


Domenico Bertuccelli








L'infinita


Vedi queste mani? Han misurato
la terra, han separato
i minerali e i cereali,
han fatto la pace e la guerra,
hanno abbattuto le distanze
di tutti i mari, di tutti i fiumi,
e tuttavia
quando percorrono
te, piccola,
grano di frumento, allodola,
non riescono a comprenderti,
si stancano raggiungendo
le colombe gemelle
che riposano o volano sul tuo petto,
percorrono le distanze delle tue gambe,
si avvolgono alla luce della tua cintura.
Per me sei un tesoro più colmo
d'immensità che non il mare e i grappoli,
e sei bianca e azzurra e vasta come
la terra nella vendemmia.
In questo territorio,
dai tuoi piedi alla tua fonte,
camminando, camminando, camminando,
passerò la mia vita."

Pablo Neruda




Vi auguro una fantastica domenica










L'eros, il tema poetico e non di questa domenica




Eros era la personificazione dell'amore in tutte le sue manifestazioni,
dalla più forte passione fisica, al tenero e romantico amore.
Secondo alcune leggende era uno degli dei più antichi, nato dal caos
e rappresentato come un giovane alato armato di arco e frecce.
Nella poesia greca Eros era spesso un dio dispettoso che distribuiva con noncuranza
le frenesie e le angosce d'amore.
Ad Atene era adorato come un dio della fertilità.
Nel mito ellenistico e romano, era rappresentato come un bambino nudo e alato,
figlio e compagno di Venere.




Talvolta Eros era assistito dal fratello Anteros,
che si diceva fosse il vendicatore dell'amore non corrisposto.

Secondo Freud, l'eros è la pulsione sessuale come istinto di vita,
di autoconservazione, di sopravvivenza, contrapposta all'istinto di morte.




Sei la mia schiavitù sei la mia libertà

Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d'estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.

Nazim Hikmet




Passione

Come un dolce colore passionale ti posi su me,
dove ti rivedo unico ed immenso.
Donandomi ti sfiorai e desiderandoti
trovai il tuo corpo avvolto su me.
Il mio cuore viaggerà dentro ai tuoi pensieri,
diventando così parte di ogni tuo respiro
e ad ogni tuo battito.

Anna Pagnini




PROFUMO ESOTICO

Quando, a occhi chiusi, una calda sera d'autunno,
respiro il profumo del tuo seno ardente,
vedo scorrere rive felici che abbagliano
i fuochi di un sole monotono;
una pigra isola in cui la natura
esprime alberi bizzarri e frutti saporosi,
uomini dal corpo snello e vigoroso
e donne che meravigliano per la franchezza degli occhi.

Guidato dal tuo profumo verso climi che incantano,
vedo un porto pieno d'alberi e di vele
ancora affaticati dall'onda marina,

mentre il profumo dei verdi tamarindi
che circola nell'aria e mi gonfia le narici,
si mescola nella mia anima al canto dei marinai.


CHARLES BAUDELAIRE





Il tuffatore

Di te amo le lunghe gambe,
puerili, lente,
aste tenere
soavi
che per spirali adolescenti salgono
infinite,
esatto tocco e fremito.
Di te amo le braccia
giovani,
che abbracciano fidenti
il mio squilibrio,
mani disvelate,
mani moltiplicanti
che accompagnano in fretta il mio incupito nuoto.
Amo il tuo grembo pieno d'ombra,
onda lenta e solinga,
dove si va facendo esausto il mare,
dove affondare sino a rompermi il cuore,
e di amore affogare
e piangere.
Di te amo i grandi occhi,
dove sondo la voragine buia della mia ansia,
per scoprire negli arcani
sotto l'oceano oceani.
Di te amo più di quanto riescano a dire
la mia parola
e la mia tristezza.

Vinicius De MORAES




Torna

Torna sovente e prendimi,
palpito amato, allora torna e prendimi,
che si ridesta viva la memoria
del corpo, e antiche brame trascorrono nel sangue,
allora che le labbra ricordano e le carni ,
e nelle mani un senso tattile si riaccende.
Torna sovente e prendimi,la notte,
allora che le labbra ricordano, e le carni…


COSTANTINO KAVAFIS




Casida della donna coricata


Vederti nuda è ricordare la terra.
La terra liscia, libera di cavalli.
La terra senza un giunco, forma pura
chiusa all'avvenire: confine d'argento.
Vederti nuda è comprendere l'ansia
della pioggia che cerca un debole stelo
o la febbre del mare dall'immenso volto
che non incontra la luce della sua guancia.
Il sangue risuonerà nelle alcove
e verrà con spada folgorante,
ma tu non saprai dove si nascondono
il cuore di rospo e la viola.
Il tuo ventre è una lotta di radici,
le tue labbra sono un'alba senza contorno,
sotto le rose tepide del letto
i morti gemono aspettando il loro turno.

Garcia Lorca




Buona domenica

Grazia






L'EROS IN POESIA
a cura di Tony Kospan

Care amiche ed amici amanti come me della poesia
eccoci anche stavolta,dopo una "vacanza" di 2 settimane,
con questo ormai tradizionale appuntamento...





Torniamo... come sempre una volta ogni stagione...
(e quale stagione ad esso è più vicina se non questa?)
ad un tema che spero non disturbi nessuno...
ma che è legato... legatissimo all'amore...
direi anzi che è l'altro aspetto della stessa medaglia...
l'EROS...
(che per gli antichi era proprio il dio dell'amore...).






Certo non l'EROS spinto...
ma quello elegante... fine... poetico...
che tuttavia ha comunque una sua grande forza espressiva...





Come sempre mi piacerebbe leggere sul tema le poesie....
vostre o di altri autori che amate...







ASSIEME A TE
Perin

Non ho sentito
il tuo corpo,
non ho vissuto
le tue mani
che mi accarezzavano,
non ho sentito
la tua bocca sfiorarmi,
non ho sentito
di possedere
o essere posseduto.
Ho solo vissuto
un mare d’emozioni,
in un solo,
unico, lampo
che mai terminava.






DUE CORPI
Octavio Paz

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte due onde
e la notte è oceano.

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte due pietre
e la notte deserto.

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte radici
nella notte intrecciate.

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte coltelli
e la notte lampo.






AMORES
Ovidio

Era l'ora di mezzo di un giorno torrido,
mi distesi sul letto per riposare.
La finestra era mezza chiusa e mezza aperta,
passava una luce come quella di un bosco
o quella del crepuscolo quando tramonta il sole,
o prima del giorno quando la notte svola.
La luce adatta a accogliere pudiche fanciulle,
dove il pudore, timido, si occulta.
Ecco, arriva Corinna, la tunica velata già slacciata,
la chioma spartita sul bianco collo,
come si dice entrasse nei letti Semiramide,
e la non meno bella Laide che da tanti fu amata.
Poi le strappai la tunica, docile alle mie dita,
ma lei lottava cercando di coprirsi.
Ma lottando come chi non cerca di vincere
fu presto vinta senza soffrirne troppo.
Quando mi apparve agli occhi nuda del tutto
vidi il suo corpo, del tutto perfettto.
Che spalle, che braccia vidi e toccai!
E le mammelle, fatte per palparle!
Che ventre sotto il seno perfetto!
Che fianchi ampi e ben fatti, che cosce da ragazza!
Inutili i dettagli, tutto perfetto.
Quel corpo che strinsi nudo al mio corpo.
Chi non sa il resto? Alla fine spossati ci
sciogliemmo.
Averne, di questi pomeriggi!







DENTRO L'AMORE
Alfonso Gatto

Al segno che ti dà la stanza sciogli
sulla parete l'ombra dei capelli,
le braccia alzate, la flessuosa voglia
d'avermi, e già dal ridere mi volti
nella raffica buia, mi cancelli
per affiorare dal lamento vano.
Smarrita, nel cercarmi con la mano,
nel distinguermi il volto, grata, piena
d'aperto e poi ripresa dalla lena
della dolcezza, calma a poco a poco
come in un lungo brivido. Dal gioco
degli occhi che balbettano mi ridi
sul petto a colpi di piccoli gridi.







L'INFINITA
Pablo Neruda

Vedi queste mani? Han misurato
la terra, han separato
i minerali e i cereali,
han fatto la pace e la guerra,
hanno abbattuto le distanze
di tutti i mari, di tutti i fiumi,
e tuttavia
quando percorrono
te, piccola,
grano di frumento, allodola,
non riescono a comprenderti,
si stancano raggiungendo
le colombe gemelle
che riposano o volano sul tuo petto,
percorrono le distanze delle tue gambe,
si avvolgono alla luce della tua cintura.
Per me sei un tesoro più colmo
d'immensità che non il mare e i grappoli,
e sei bianca e azzurra e vasta come
la terra nella vendemmia.
In questo territorio,
dai tuoi piedi alla tua fonte,
camminando, camminando, camminando,
passerò la mia vita."





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CIAO DA TONY KOSPAN










EROS POESIE… E NON SOLO
a cura di Tony Kospan

Care amiche ed amici amanti come me della poesia torniamo…, ad un tema… un pò…
ma solo un pò… ehm ehm… piccante… l’EROS … ma sempre Eros elegante… di classe… e soprattutto d’autore.

L’Eros… è naturalmente legato… legatissimo all’amore… direi anzi che è un altro aspetto della stessa medaglia…





Non dimentichiamo che per gli antichi era una divinità… ed è un tema che ovviamente non è assente fin dall’antichità nella poesia (così come in tutte le arti).

Non deve stupirci ciò perché l’Eros è assolutamente e "intimamente" (ohibò) connesso all’amore… e, a mio parere, una volta depurato dal puro istinto fisico, un sublime fiore rivolto al cielo… un inno alla vita… ed in grado di farci assaporare… il profumo dell’Infinito…



Anche stavolta la selezione non è stata facile per l’immenso numero di poesie sul tema…

Come sempre mi piacerebbe leggere quelle che sul tema amate voi…





IL CERCHIO DELL’ARMONIA
Vincenzo Rescigno

Braccia che ti circondano
con tanta tenerezza,
s’un caldo sen t’attiran
preludio alla bellezza
di magici momenti
che l’estasi ti dan.
Risveglian sentimenti
che sanno di magia
chiudendoti in un cerchio
di magica armonia,
d’un corpo a un altro stretto,
frementi di passione,
due cuori un solo petto
due corpi in dolce unione.





RITORNO
Jayan Walter

Ritorno di un amore
lo sbocciare di un fiore
il cuore che trabocca
il tuo volto di festa
insieme giochiamo
i nostri corpi attorcigliati
in un intreccio di passione
persi nel mare chiuso del piacere dei sensi.



MISTERO
David Herbert Lawrence

Ora io sono tutto
Una tazza di baci,
Come le alte
Snelle vestali
D’Egitto, ricolme
dei divini eccessi.
A te alzo
La mia coppa di baci
e per i recessi
Azzurri del tempio,
Verso te grido
Tra sfrenate carezze.
Dal lucido contorno
Cremisi delle mie labbra
Si libera la passione
Giù per l’agile corpo
Bianco stilla
L’inno commovente.
E immobile
Davanti all’altare
Elevo il calice
Colmo, gridandoti
di genufletterti
e bere, Altissima.
Ah, bevimi, su,
Che possa esser io
entro la tua coppa
Come un mistero,
Quello del vino calmo
In estasi.
Luccicando immoti,
In estasi
I vini di me
E di te mescolati
In uno còmpiano
il mistero.





PRIMA SERATA
Arthur Rimbaud

Ella era ben poco vestita
E degli alberi grandi e indiscreti
Flettevano i rami sui vetri
Con malizia, vicino, vicino…
Seduta sul mio seggiolone,
Seminuda, giungeva le mani.
Al suolo fremevano lieti
i suoi piccolissimi piedi.
Io guardavo, colore di cera,
un piccolo raggio di luce
sfarfallare nel suo sorriso
e sul suo seno, mosca al rosaio.
Le baciai le caviglie sottili.
Ebbe un ridere dolce e brutale
Che si sciolse in un limpido trillo,
Un ridere grazioso di cristallo.
I suoi piedini sotto la camicia
Si salvarono: “Beh, vuoi finirla?”.
La prima audacia era stata permessa,
Ma ridendo fingeva di punirla!
Baciai, palpitanti al mio labbro,
I suoi timidissimi occhi;
Lei ritrasse la sua testolina
Esclamando: “Ma questo è ancor meglio!…
Signore, ho qualcosa da dirvi…”
Tutto il resto gettai sul suo seno
In un bacio, del quale ella rise
D’un riso che fu generoso…
Ella era ben poco vestita
E degli alberi grandi e indiscreti
Flettevano i rami sui vetri
Con malizia, vicino, vicino…





AH SILENZIOSA
Pablo Neruda

Bianca ape ronzi, ebbra di miele, nella mia anima
e ti pieghi in lente spirali di fumo.
Sono il disperato, la parola senza eco,
colui che tutto perse, e colui che tutto ebbe.
Ultima gómena, scricchiola in te la mia ansietà ultima.
Nella mia terra deserta sei l’ultima rosa.
Ah silenziosa!
Chiudi i tuoi occhi profumati. Lì aleggia la notte.
Ah denuda il tuo corpo di statua timorosa.
Possiedi occhi profondi dove la notte aleggia.
Fresche braccia di fiore e grembo di rosa.
I tuoi seni rassomigliano alle conchiglie bianche.
Sul tuo ventre è venuta a dormire una farfalla d’ombra.
Ah silenziosa!
Ecco la solitudine da dove sei assente.
Piove. Il vento del mare caccia gabbiani erranti.
L’acqua va scalza per le strade bagnate.
Da quell’albero si lamentano, come infermi, le foglie.
Bianca ape, assente, ancora ronzi nella mia anima.
Rivivi nel tempo, sottile e silenziosa.
Ah silenziosa!







FELICE POETICA DOMENICA A TUTTI…
DA TONY KOSPAN


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Re: Il tema poetico di questa domenica è....l'eros (Voto: 1 )
di fataorsetta il Domenica, 20 gennaio @ 13:23:28 CET
Eros, il dio dell'energia primordiale, del piacere sconosciuto detesta il futuro e l'ordine. Quando ci facciamo trasportare dall'Eros senza porci tante domande, quando ci sentiamo attratti, innamorati di qualcuno viviamo in uno spazio particolare di coscienza dove avvengono cose e si risolvono situazioni che in altri momenti ci sarebbero sembrate insormontabili.
Eros "scrive Platone" produce fra gli uomini pace, nel mare quiete,
cessare del vento, riposo e sonno quando si è nell'angoscia.
Fataorsetta

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