Toggle Content Menu Principale

Toggle Content Info Utente

Benvenuto Anonimo

(Registrati)

Iscrizioni:
Ultimo: dada
Nuovi di oggi: 0
Nuovi di ieri: 0
Complessivo: 246

Persone Online:
Iscritti: 0
Visitatori: 121
Totale: 121
Chi è online:
 Visitatori:
01: Home
02: Home
03: News
04: Home
05: Home
06: Stories Archive
07: News
08: Home
09: News
10: Home
11: Home
12: Home
13: Home
14: Home
15: News
16: Home
17: coppermine
18: News
19: Home
20: Home
21: Forums
22: coppermine
23: Statistics
24: News
25: Stories Archive
26: News
27: Home
28: News
29: Search
30: Home
31: Home
32: Home
33: News
34: Forums
35: Home
36: News
37: Home
38: Home
39: coppermine
40: News
41: Home
42: Search
43: Search
44: Home
45: Stories Archive
46: Home
47: Home
48: Home
49: Search
50: News
51: News
52: Search
53: Home
54: Home
55: News
56: Home
57: Stories Archive
58: Home
59: coppermine
60: News
61: Home
62: Home
63: Home
64: News
65: Home
66: Stories Archive
67: Search
68: News
69: Stories Archive
70: News
71: Home
72: News
73: News
74: Home
75: Home
76: Home
77: News
78: Search
79: Home
80: Stories Archive
81: Home
82: Stories Archive
83: Home
84: Home
85: Stories Archive
86: coppermine
87: Home
88: Stories Archive
89: Home
90: Home
91: Search
92: Search
93: coppermine
94: Your Account
95: Stories Archive
96: Home
97: Home
98: News
99: Stories Archive
100: Forums
101: News
102: Home
103: coppermine
104: Stories Archive
105: Your Account
106: Home
107: News
108: News
109: News
110: Home
111: Home
112: coppermine
113: Home
114: Home
115: News
116: News
117: Home
118: Stories Archive
119: Home
120: coppermine
121: News

Staff Online:

Nessuno dello Staff è online!

Toggle Content Coppermine Stats
coppermine
 Albums: 171
 Immagini: 9076
  · Viste: 1924712
  · Voti: 431
  · Commenti: 60

Toggle Content *
Segui maktea1 su Twitter


Toggle Content Autori
Novità › Conosco la dignità, ditemi cos'è l'amore.
Conosco la dignità, ditemi cos'è l'amore.
Postato da Grazia01 il Giovedì, 11 giugno @ 16:23:09 CEST (1100 letture)
Racconti I

L'amore. Tra tanto stupore e abbagliamento, le donne erano ciò che più mi affascinava, ma che nel contempo più m'intimidiva. Vedevo passare una ragazza, mi piaceva, e cominciavo a seguirla come un bambino fa con una ghiottoneria, ma non osavo rivolgerle la parola. Era un piacere contemplarle, sentire la loro voce, osservare il ritmo eccitante dei loro fianchi nel camminare. Le seguivo da lontano, finché non sparivano in un portone o in un ingresso della metro.

La mia timidezza e la mia insicurezza non mi consentivano di spingermi oltre.
Mi comportavo come un adolescente. I tre anni precedenti alla mia cattura erano stati anni di guerra e, di conseguenza, anomali per me. L'amore lo conoscevo soltanto per sentito dire. Ero passato di colpo dall'adolescenza alla maturità, dai 16 ai 41 anni, e in quel campo ero pieno d’inibizioni e complessi. .
Il mio primo amore. Una sera, quasi all'imbrunire, m’incontrai con un amico d'infanzia, un uomo d'affari che, pur non condividendo le mie idee, era venuto a trovarmi qualche volta nel carcere di Porlier. M’invitò a fare un giro per Madrid e mi portò a scoprire alcuni locali notturni, che lui probabilmente frequentava. Io ostentai una certa indifferenza, perché ero fatto un po' all'antica, e mi sembrava che non fosse troppo raccomandabile visitare quel genere di luoghi. Però guardavo di nascosto, e mi uscivano gli occhi dalle orbite nel vedere quelle donne attraenti che gironzolavano con fare provocante da una parte all'altra della sala.
A un tratto il mio amico guardò l'orologio e mi disse: «Devo andarmene, ho gente a cena e si sta facendo tardi. Dammi il tuo numero di telefono e ci vediamo un altro giorno con più calma». Gli diedi un numero falso, poiché, vista la mia situazione, condizionata dalla partenza clandestina dalla Spagna, non era prudente stabilire alcuna relazione.
«Aspetta un minuto», mi disse prima di andarsene. Scomparve in fondo al salone e tornò con una ragazza bellissima, alla quale si rivolgeva chiamandola Isabel. Senza neppure presentarmela, le diede un biglietto da cinquecento pesetas e le disse: «Tieni, per passare la notte con questo mio amico». Era una ragazza snella e bruna con gli occhi azzurri, e talmente giovane da non avere sul viso alcuna traccia della sua professione. Mi è molto difficile descrivere adesso il modo in cui reagii in quel momento, però la cosa certa è che quando il mio amico mi lasciò da solo con quella ragazza avrei desiderato sprofondare. Non sapevo come comportarmi. Lei mi disse in tono indifferente:
«Bene, andiamo». Ed io, confuso e con voce rotta, le chiesi: «Dove?». «Be' ... in albergo».
«Ma così ... senza neanche conoscerci? Mi piacerebbe passeggiate un po', sapere qualcosa di più l'uno dell'altra ... ». Il mio era un linguaggio insolito per una prostituta, e lei mi guardò sorpresa. Vedendo che non ne azzeccavo una, che mi tremava la sigaretta in mano mentre fumavo nervosamente, pensò che fossi ubriaco e mi restituì i soldi. Invece di prendere la banconota, presi la sua mano tra le mie ... "No, no, davvero, io voglio stare con te, mi piaci e lo desidero, è che per me tutto questo è molto difficile" balbettando e smozzicando le parole, le raccontai che ero appena uscito di prigione, che ero un prigioniero politico, che mi avevano tenuto fuori dalla vita per ventitré anni, che non ero mai stato con una donna ...
Allora il volto di quella ragazza, un poco sorpresa, si addolcì, i suoi occhi tutt'a un tratto mi guardarono con affetto, o con pietà non lo so, e mi diede una lezione di umanità, con una tenerezza e una comprensione insperate. «Bene, guarda, io credevo che fossi ubriaco. Ora cambia tutto, e, per stare con te stanotte perderò un bel po’ di servizi . Si riferiva al fatto che, per stare con me avrebbe sacrificato la sua notte di lavoro.
Mi portò a passeggiare per Madrid. Andammo alla Puerta del Sol, poi imboccammo la Gran Via che allora era il Viale José Antonio. Faceva freddo, lei mi tirava per un braccio e, senza mai smettere di parlare, si stringeva a me, come se ci conoscessimo da una vita. Io la sentivo così vicina che provavo il desiderio di baciarla, però non avevo il coraggio, e per giustificare la mia indecisione ricorsi a un haiku giapponese:
"E con gli occhi, non con le labbra, che si dà il primo bacio".
M'invitò a cena, alla Torre de Madrid, credo, o in un edificio alto della Plaza de Espania dove, tremando, vissi emozioni incredibili e bellissime. Mentre le raccontavo quella che era stata la mia vita in carcere, e di come mi avessero rubato la giovinezza, lei mi baciava le mani, intenerita, come se fossi un fratello o un innamorato perduto e incontrato dopo tanto tempo. lo ero sbalordito dalla sua dolcezza.
«Ma perché, perché una punizione così disumana», mi domandò con voce addolorata e triste. Nella mia mente si materializzò una poesia che avevo composto in carcere, descrivendo il mio «delitto».



Autobiografia

«Il mio peccato è terribile:
volli colmare di stelle
il cuore dell'uomo.
Per questo, qui tra le sbarre,
in ventidue inverni
ho perso le mie primavere.
Prigioniero dall'infanzia
e condannato a morte;
i miei occhi stanno prosciugando
la loro luce contro le pietre.
Ma non c'è ombra d'arcangelo
vendicatore nelle mie vene:
Spagna è il solo grido
del mio dolore che sogna ... ».




A sua volta, lei mi raccontò con le lacrime agli occhi il motivo per cui era caduta così giovane nel giro della prostituzione, mestiere che svolgeva da pochi mesi soltanto. Una storia comune, crudele e triste. Non so quale chimica avesse generato una simile confidenza istintiva tra noi. Dopo cena continuammo ancora un po' a chiacchierare, finché lei mi disse: «Adesso andiamo all'albergo?». Il problema per me continuava a essere sempre lo stesso: era come attraversare, senza saper nuotare, un fiume sconosciuto, ancora pieno d’insidie. Ma lei, ridendo, mi diceva: «Non farti problemi, tu non devi preoccuparti di nulla, farò tutto io».
E arrivammo all'albergo, dove lei aveva affittato una camera. Tutto risultò più facile di quanto avessi temuto. Il merito fu tutto suo. Superai le mie inibizioni, e quella ragazza, con grandissima sensibilità e tenerezza, fece sì che, per la prima volta, in una notte, inattesa, conoscessi l'amore.
Dopo, invece di dichiarare terminata la «sessione», mi chiese di restare a dormire con lei. Io esitai un poco: la preoccupazione della mia famiglia se non fossi tornato a casa, i poliziotti che avrebbero potuto notare la mia assenza ... Ma era molto difficile rinunciare. Rimasi, e continuammo a chiacchierare fino alle prime luci dell'alba.
Al mattino mi svegliò con un bacio. Aveva in mano un vassoio. Era scesa a comprare frittelle e cioccolato, si sedette sul bordo del letto e facemmo colazione insieme. Al momento di congedarci, la strinsi con la più grande tenerezza tra le braccia, con il cuore in gola, sapendo che non l'avrei mai più rivista.
Al mio ritorno a casa, trovai mio fratello dispiaciuto del fatto che non lo avessi avvisato che avrei trascorso la notte fuori.
Mia cognata, Lola, che mi aveva preso la giacca per spazzolarla, tirò fuori da una delle tasche un rotolo di carta avvolto come una sigaretta e mi chiese: «Cos'hai qui, Fernando?»: Presi il rotolo di carta, nel quale era avvolta la banconota che il mio amico aveva dato a Isabel assieme a un biglietto che diceva:
«Perché tu torni stanotte».
Nel leggere quelle parole, che mi pareva di sentir pronunciare dalla sua stessa voce, mi ritornò tutta la forza del sangue e, scosso dal desiderio, mi precipitai in strada, senza fermarmi a mangiare, pur sapendo che il locale non apriva prima delle otto o delle nove di sera. Ero esaltato, nervoso, perché desideravo vivere un nuovo incontro con lei. .
Ma mentre passeggiavo aspettando un’ora ragionevole per andare al locale notturno, un pensiero molesto mi assalì, cominciò a prendere corpo nella mia mente, e mi colmò dì confusione e disappunto: l'Idea che avrei rotto l'incanto della mia prima notte con Isabel. Che tornare e «comprare il suo corpo», con quel denaro, che oltretutto era suo, sarebbe stato come prendere coscienza del fatto che era una prostituta, e trattarla anch’io come tale, come un cliente qualsiasi; sporcando e facendo a pezzi il bel ricordo che volevo e dovevo conservare in tutta la sua purezza e tenerezza. .
Poi, però, mi assaliva al desiderio, e la mia immaginazione si accendeva ricordando la notte che avevamo trascorso insieme. Mentre mi dibattevo tra questi pensieri contrastanti, passai davanti a un fiorista e, quasi senza rendermene conto, per un impulso istintivo, entrai e dissi alla fioraia: «Mi dia cinquecento pesetas di fiori». «Cinquecento pesetas?». «Sì. Cinquecento pesetas, e scelga i fiori più belli». Cominciammo a scegliere, e mettemmo insieme un mazzo maestoso, in cui le orchidee si mescolavano con i rami di magnolia e con le rose.
Mi pareva inadatto, più che mai ridicolo, portarlo nel locale notturno dove lei lavorava e offrirglielo in quell'ambiente. Presi un taxi, mi feci portare all'albergo dove avevamo trascorso la notte, nella calle Echegaray, e lasciai alla receptìon il mazzo di fiori e un semplice biglietto che diceva: «Per Isabel, il mio primo amore».

Marcos Ana

Fra pochi giorni uscirà il libro di Marco Ana, il poeta spagnolo
che ha trascorso gran parte della vita in cella per ragioni politiche.
Un libro di memorie...con il prologo di Josè Saramago
e tradotto da Chiara de Luca

Ed. Crocetti, collana Cosmos






"Conosco la dignità, ditemi cos'è l'amore." | Login/Crea Account | 1 commento
Limite
I commenti sono di proprietà dell'inserzionista. Noi non siamo responsabili per il loro contenuto.

Re: Conosco la dignità, ditemi cos'è l'amore. (Voto: 1 )
di Paolo il Venerdì, 12 giugno @ 15:03:38 CEST
Si può anche chiamarlo Isabel, il primo amore di questo autore che ha raccontato tutto benissimo, ma tutti sono in grado di capire qual è il suo vero nome. C'è un promotore che dà i soldi, che continuano a girare per tutto il racconto, ed alla fine ritornano a quella donna idealizzata sotto forma di un grandioso omaggio floreale. Nel sottofondo, trame più o meno politiche, sicuramente torbide. Quel primo amore, possiamo anche chiamarlo Spagna. Solo che, non si dovrebbe lasciarle dire: farò tutto io. Quel che ha fatto l'autore, è di scrivere un ottimo racconto. Magari, il seguito, poteva essere nell'incontro mancato della notte dopo.

| Parent


Toggle Content Links Correlati
 Inoltre Racconti I

Articolo più letto relativo a Racconti I:
Le stagioni

Toggle Content Valutamento Articolo
Punteggio medio: 0
Voti: 0

Per favore prenditi un secondo e vota l'articolo:

Eccellente
Molto Buono
Buono
Regolare
Pessimo


Toggle Content Opzioni

Toggle Content Registrati...

Toggle Content Ultimi arrivi

Toggle Content Ultimi articoli
 Poesie d’amore [ 0 commenti - 26 letture ]
 Consacrazione dell’istante [ 0 commenti - 23 letture ]
 Licenza [ 0 commenti - 30 letture ]
 Oh, my Darling Mary and Benny! Racconto Western [ 0 commenti - 480 letture ]
 La vera fine della guerra [ 0 commenti - 71 letture ]

[ Altro nella News Section ]

Toggle Content Sondaggio
Come migliorare e rendere più agibile il sito?




Risultati :: Sondaggi

Voti: 26
Commenti: 1

Toggle Content Solidarietà

Toggle Content Messaggio

Questo sito contiene anche testi e immagini presi dal web, se avessimo violato, per errore, diritti d'autore o copyright, preghiamo di avvisarci, sarà nostra cura provvedere all'immediata cancellazione. Scrivere a maktea@tiscali.it


Toggle Content Poeti e scrittori noi

Toggle Content POESIE A TEMA

Toggle Content Varie

Network: Web Agency Milano | Scopri i migliori programmi per siti web
Interactive software released under GNU GPL, Code Credits, Privacy Policy