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Novità › Pensieri V / IX
Pensieri V / IX
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 22 settembre @ 13:06:39 CEST (1393 letture)
Poesie di Leopardi e altre opere I




Pensieri V / IX

V.

Nelle cose occulte vede meglio sempre il minor numero, nelle palesi il maggiore. È assurdo l'addurre quello che chiamano consenso delle genti nelle quistioni metafisiche: del qual consenso non si fa nessuna stima nelle cose fisiche, e sottoposte ai sensi; come per esempio nella quistione del movimento della terra, e in mille altre. Ed all'incontro è temerario, pericoloso, ed, al lungo andare, inutile, il contrastare all'opinione del maggior numero nelle materie civili.




VI.

La morte non è male: perché libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii. La vecchiezza è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandogliene gli appetiti e porta seco tutti i dolori. Nondimeno gli uomini temono la morte, e desiderano la vecchiezza.


VII.

Havvi, cosa strana a dirsi, un disprezzo della morte e un coraggio più abbietto e più disprezzabile che la paura: ed è quello de' negozianti ed altri uomini dediti a far danari, che spessissime volte, per guadagni anche minimi, e per sordidi risparmi, ostinatamente ricusano cautele e provvidenze necessarie alla loro conservazione, e si mettono a pericoli estremi dove non di rado, eroi vili, periscono con morte vituperata. Di quest' obbrobrioso coraggio si sono veduti esempi insigni, non senza seguirne danni e stragi de' popoli innocenti, nell'occasione della peste, chiamata più volentieri cholera morbus, che ha flagellata la specie umana in questi ultimi anni.

VIII.

Uno degli errori gravi nei quali gli uomini incorrono giornalmente, è di credere che sia tenuto loro il segreto. Né solo il segreto di ciò che essi rivelano in confidenza, ma anche di ciò che senza loro volontà, o mal grado loro, è veduto o altrimenti saputo da chicchessia, e che ad essi converrebbe che fosse tenuto occulto. Ora io dico che tu erri ogni volta che sapendo che una cosa tua è nota ad altri che a te stesso, non tieni già per fermo che ella sia nota al pubblico, qualunque danno o vergogna possa venire a te di questo. A gran fatica per la considerazione dell'interesse proprio, si tengono gli uomini di non manifestare le cose occulte; ma in causa d'altri, nessuno tace: e se vuoi certificarti di questo, esamina te stesso, e vedi quante volte o dispiacere o danno o vergogna che ne venga ad altri, ti ritengono di non palesare cosa che tu sappi; di non palesarla, dico, sé non a molti, almeno a questo o a quell'amico, che torna il medesimo. Nello stato sociale nessun bisogno è più grande che quello di chiacchierare, mezzo principalissimo di passare il tempo, ch' è una delle prime necessità della vita. E nessuna materia di chiacchiere è più rara che una che svegli la curiosità e scacci la noia: il che fanno le cose nascoste e nuove. Però prendi fermamente questa regola: le cose che tu non vuoi che si sappia che tu abbi fatte, non solo non le ridire, ma non le fare. E quelle che non puoi fare che non sieno o che non sieno state, abbi per certo che si sanno, quando bene tu non te ne avvegga.


IX.

Chi contro all'opinione d'altri ha predetto il successo di una cosa nel modo che poi segue, non si pensi che i suoi contraddittori, veduto il fatto, gli dieno ragione, e lo chiamino più savio o più intendente di loro: perché o negheranno il fatto, o la predizione, o allegheranno che questa e quello differiscano nelle circostanze, o in qualunque modo troveranno cause per le quali si sforzeranno di persuadere a se stessi e agli altri che l'opinione loro fu retta, e la contraria torta.

Giacomo Leopardi

Biografia






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Re: Pensieri V / IX (Voto: 1 )
di Paolo il Sabato, 25 settembre @ 10:31:34 CEST
Commentare sarebbe come esprimere parere su di un brano di Mozart, estasiati dopo averlo ascoltato. Per me, sopra tutti, il pensiero VIII.

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