Toggle Content Menu Principale

Toggle Content Info Utente

Benvenuto Anonimo

(Registrati)

Iscrizioni:
Ultimo: dada
Nuovi di oggi: 0
Nuovi di ieri: 0
Complessivo: 246

Persone Online:
Iscritti: 0
Visitatori: 224
Totale: 224
Chi è online:
 Visitatori:
01: Stories Archive
02: Home
03: Home
04: Home
05: Stories Archive
06: coppermine
07: coppermine
08: coppermine
09: coppermine
10: Home
11: coppermine
12: News
13: coppermine
14: coppermine
15: News
16: Home
17: Home
18: Home
19: Home
20: News
21: coppermine
22: coppermine
23: coppermine
24: coppermine
25: coppermine
26: Search
27: Stories Archive
28: coppermine
29: coppermine
30: Stories Archive
31: Home
32: Search
33: Home
34: coppermine
35: News
36: Home
37: News
38: coppermine
39: Home
40: Home
41: News
42: News
43: coppermine
44: coppermine
45: coppermine
46: coppermine
47: coppermine
48: Home
49: coppermine
50: coppermine
51: Search
52: Home
53: Stories Archive
54: Home
55: Search
56: Home
57: News
58: coppermine
59: News
60: Home
61: Search
62: Home
63: Stories Archive
64: Search
65: News
66: Home
67: Home
68: Home
69: News
70: coppermine
71: coppermine
72: Home
73: News
74: coppermine
75: coppermine
76: Stories Archive
77: Home
78: Home
79: Home
80: Search
81: Home
82: Home
83: Home
84: coppermine
85: coppermine
86: coppermine
87: coppermine
88: coppermine
89: Search
90: Home
91: coppermine
92: Home
93: Home
94: Home
95: Home
96: Home
97: News
98: Home
99: coppermine
100: coppermine
101: News
102: Your Account
103: coppermine
104: coppermine
105: Home
106: Home
107: Home
108: Home
109: coppermine
110: coppermine
111: News
112: coppermine
113: coppermine
114: Home
115: Search
116: Home
117: Forums
118: Forums
119: coppermine
120: News
121: coppermine
122: Home
123: Home
124: coppermine
125: Home
126: News
127: coppermine
128: Home
129: coppermine
130: coppermine
131: Home
132: News
133: Home
134: Stories Archive
135: coppermine
136: Home
137: Home
138: Home
139: Home
140: Home
141: News
142: Home
143: News
144: coppermine
145: coppermine
146: coppermine
147: Home
148: Home
149: Home
150: Home
151: Search
152: Home
153: Home
154: coppermine
155: coppermine
156: coppermine
157: Forums
158: coppermine
159: coppermine
160: coppermine
161: Home
162: Home
163: Home
164: Forums
165: coppermine
166: coppermine
167: News
168: coppermine
169: coppermine
170: coppermine
171: coppermine
172: Search
173: coppermine
174: coppermine
175: coppermine
176: Home
177: coppermine
178: coppermine
179: coppermine
180: coppermine
181: News
182: coppermine
183: Home
184: Stories Archive
185: coppermine
186: coppermine
187: Home
188: News
189: News
190: coppermine
191: Home
192: Home
193: Home
194: Stories Archive
195: Home
196: Home
197: News
198: coppermine
199: Home
200: Search
201: coppermine
202: Home
203: Home
204: Home
205: News
206: Home
207: News
208: coppermine
209: Home
210: Home
211: Home
212: Home
213: Home
214: coppermine
215: Home
216: News
217: Home
218: Home
219: Home
220: News
221: coppermine
222: Search
223: coppermine
224: Home

Staff Online:

Nessuno dello Staff è online!

Toggle Content Coppermine Stats
coppermine
 Albums: 171
 Immagini: 8601
  · Viste: 1335079
  · Voti: 430
  · Commenti: 60

Toggle Content *
Segui maktea1 su Twitter


Toggle Content Autori
Novità › La cura delle vespe di Italo Calvino
La cura delle vespe di Italo Calvino
Postato da Grazia01 il Lunedì, 06 novembre @ 19:30:56 CET (8610 letture)
Racconti di Italo Calvino

L'inverno se ne andò e si lasciò dietro i dolori reumatici. Un leggero sole meridiano veniva a rallegrare le giornate, e Marcovaldo passava qualche ora a guardar spuntare le foglie, seduto su una panchina, aspettando di tornare a lavorare. Vicino a lui veniva a sedersi un vecchietto, ingobbito nel suo cappotto tutto rammendi: era un certo signor Rizieri, pensionato e solo al mondo, anch' egli assiduo delle panchine soleggiate. Ogni tanto questo signor Rizieri dava un guizzo, gridava - Ahi! - e si ingobbiva ancora di più nel suo cappotto. Era carico di reumatismi, di artriti, di lombaggini, che raccoglieva nell'inverno umido e freddo e che continuavano a seguirlo tutto l'anno. Per consolarlo, Marcovaldo gli spiegava le varie fasi dei reumatismi suoi, e di quelli di sua moglie e di sua figlia maggiore Isolina, che, poveretta, non cresceva tanto sana.

Marcovaldo si portava ogni giorno il pranzo in un pacchetto di carta da giornale; seduto sulla panchina lo svolgeva e dava il pezzo di giornale spiegazzato al signor Rizieri che tendeva la mano impaziente, dicendo: - Vediamo che notizie ci sono, - e lo leggeva con interesse sempre uguale, anche se era di due anni prima.
Così un giorno ci trovò un articolo sul sistema di guarire dai reumatismi col veleno d'api.
Sarà col miele, - disse Marcovaldo, sempre propenso all' ottimismo.
- No, - fece Rizieri, - col veleno, dice qui, con quello del pungiglione, - e gli lesse alcuni brani. Discussero a lungo sulle api, sulle loro virtù e su quanto poteva costare quella cura.
Da allora, camminando per i corsi, Marcovaldo tendeva l'orecchio a ogni ronzio, seguiva con lo sguardo ogni insetto che gli volava attorno. CosÌ, osservando i giri d'una vespa dal grosso addome a strisce nere e gialle, vide che si cacciava nel cavo d'un albero e che altre vespe uscivano: un brusio, un va e vieni che annunciavano la presenza di un intero vespaio dentro al tronco. Marcovaldo s'era messo subito alla caccia. Aveva un barattolo di vetro, in fondo al quale restava ancora due dita di marmellata. Lo posò aperto vicino all'albero. Presto una vespa gli ronzò intorno, ed entrò, attratta dall'odore zuccherino; Marcovaldo fu svelto a tappare il barattolo con un coperchio di carta. E al signor Rizieri appena lo vide, poté dire: - Su, su, ora le faccio l'iniezione! - mostrandogli il flacone con la vespa infuriata prigioniera.
Il vecchietto era esitante; ma Marcovaldo non voleva a nessun costo rimandare l'esperimento, e insisteva per farlo luì stesso, sulla loro panchina: non c'era neanche bisogno che il paziente si spogliasse. Con timore e insieme con speranza, il signor Rizieri sollevò un lembo del cappotto, della giacca, della camicia, e aprendosi un varco tra le maglie bucate si scoperse un punto dei lombi dove gli doleva. Marcovaldo applicò la bocca del flacone e strappò via la carta che faceva da coperchio. Da principio non successe niente; la vespa stava ferma: s'era addormentata? Marcovaldo per svegliarla menò una botta sul fondo del barattolo. Era proprio il colpo che ci voleva: l'insetto sfrecciò avanti e conficcò il pungiglione nei lombi del signor Rizieri. Il vecchietto cacciò un urlo, saltò in piedi e prese a camminare come un soldato che fa il passo di parata, sfregandosi la parte punta e sgranando una sequela di confuse imprecazioni, come:
- Orcalorca ... orcalorca ...
Marcovaldo era tutto soddisfatto, mai il vecchietto era stato così diritto e marziale. Ma s'era fermato un vigile lì vicino, e guardava con tanto d'occhi; Marcovaldo prese Rizieri sottobraccio e s'allontanò fischiettando.
Rincasò con un' altra vespa nel barattolo. Convincere la moglie a farsi fare la puntura non fu affare da poco, ma alla fine ci riuscì. Per un po', se non altro, la donna si lamentò solo del bruciore della vespa.
Marcovaldo si diede a catturare vespe a tutt'andare.
Fece un'iniezione alla figlia, un'altra alla moglie, perché solo una cura sistematica poteva recare giovamento. Poi si decise a farsi pungere anche lui. I bambini, si sa come sono, dicevano: - Anch'io, anch'io, - ma Marcovaldo preferì munirli di barattoli e indirizzarli alla cattura di nuove vespe, per alimentare il consumo giornaliero.
Il signor Rizieri venne a cercarlo a casa; era con lui un altro vecchietto, il cavalier Ulrico, che trascinava una gamba e voleva cominciare subito la cura.
La voce si sparse; Marcovaldo ora lavorava in serie: teneva sempre una mezza dozzina di vespe di riserva, ciascuna nel suo barattolo di vetro, disposte su una mensola. Applicava il barattolo sulle terga dei pazienti come fosse una siringa, tirava via il coperchio di carta, e quando la vespa aveva punto sfregava col cotone imbevuto di alcool, con la mano disinvolta d'un medico provetto. Casa sua consisteva in una sola stanza, in cui dormiva tutta la famiglia; la divisero con un paravento improvvisato, di qua sala d'aspetto, di la lo studio. Nella sala d' aspetto la moglie di Marcovaldo introduceva i clienti e ritirava gli onorari. I bambini prendevano i barattoli vuoti e correvano dalle parti del vespaio a far rifornimento. Qualche volta una vespa li pungeva, ma non piangevano quasi più perché sapevano che faceva bene alla salute.
Quell’anno i reumatismi serpeggiavano tra la popolazione come i tentacoli d'una piovra; la cura di Marcovaldo venne in grande fama; e al sabato pomeriggio egli vide la sua povera soffitta invasa d'una piccola folla d'uomini e donne afflitti, che si premevano una mano sulla schiena o sui fianchi, alcuni dall' aspetto cencioso di mendicanti, altri con l'aria di persone agiate, attratti dalla novità di quel rimedio.
- Presto, - disse Marcovaldo ai suoi tre figli maschi, - ,prendete i barattoli e andatemi ad acchiappare più vespe che potete. - I ragazzi andarono.
Era una giornata di sole, molte vespe ronzavano nel corso. I ragazzi erano soliti dar loro la caccia un po' discosti dall'albero in cui era il vespaio, puntando sugli insetti isolati. Ma quel giorno Michelino, per far presto e prenderne di più, si mise a cacciare proprio intorno all'imboccatura del vespaio. - Così si fa - diceva ai fratelli, e cercava di acchiappare una vespa cacciandole sopra il barattolo appena si posava. Ma quella ogni volta volava via e ritornava a posarsi sempre più vicino al vespaio. Ora era proprio sull' orlo della cavità del tronco, e Michelino stava per calarle sopra il flacone, quando sentì altre due grosse vespe avventarglisi contro come volessero pungerlo al capo. Si schermì, ma senti la trafittura dei pungiglioni e, gridando dal dolore, lasciò andare il barattolo. Subito, l'apprensione per quel che aveva fatto gli cancellò il dolore: il barattolo era caduto dentro la bocca del vespaio. Non si sentiva più nessun ronzio, non usciva più nessuna vespa; Michelino senza la forza neppure di gridare, indietreggiò d'un passo, quando dal vespaio scoppiò fuori una nuvola nera, spessa, con un ronzio assordante: erano tutte le vespe che avanzavano in uno sciame infuriato!
I fratelli sentirono Michelino cacciare un urlo e partire correndo come non aveva mai corso in vita sua. Pareva andasse a vapore, tanto quella nuvola che si portava dietro sembrava il fumo d'una ciminiera.
Dove scappa un bambino inseguito? Scappa a casa! Così Michelino. I passanti non avevano il tempo di capire cos' era quell'apparizione tra la nuvola e l'essere umano, che saettava per le vie con un boato misto a un ronzio.
Marcovaldo stava dicendo ai suoi pazienti: - Abbiate pazienza, adesso arrivano le vespe, - quando la posta s'aperse e lo sciame invase la stanza. Nemmeno videro Michelino che andava a cacciare il capo in un catino d'acqua; tutta la stanza fu piena di vespe e i pazienti si sbracciavano nell'inutile tentativo di scacciarle, e i reumatismi facevano prodigi d'agilità e gli arti rattrappiti si scioglievano in movimenti furiosi.
Vennero i pompieri e poi la Croce Rossa. Sdraiato sulla sua branda all'ospedale, gonfio irriconoscibile dalle punture, Marcovaldo non osava reagire alle imprecazioni che dalle altre brande della corsia gli lanciavano i suoi clienti.

Italo Calvino

(da I racconti ed. Einaudi)

Biografia





"La cura delle vespe di Italo Calvino" | Login/Crea Account | 1 commento
Limite
I commenti sono di proprietà dell'inserzionista. Noi non siamo responsabili per il loro contenuto.

Re: La cura delle vespe di Italo Calvino (Voto: 1 )
di Harris4 il Domenica, 16 ottobre @ 16:23:31 CEST
Non se ne potrebbe avere un' analisi del testo? Grazie

| Parent


Toggle Content Links Correlati
 Inoltre Racconti di Italo Calvino

Articolo più letto relativo a Racconti di Italo Calvino:
La cura delle vespe di Italo Calvino

Toggle Content Valutamento Articolo
Punteggio medio: 4.1
Voti: 20


Per favore prenditi un secondo e vota l'articolo:

Eccellente
Molto Buono
Buono
Regolare
Pessimo


Toggle Content Opzioni

Toggle Content Registrati...

Toggle Content Ultimi arrivi

Toggle Content Ultimi articoli
 Mi chiedi parole. [ 0 commenti - 11 letture ]
 La famiglia [ 0 commenti - 9 letture ]
 Superluna nella notte del 3 dicembre [ 0 commenti - 35 letture ]
 Avevi sangue finto [ 3 commenti - 63 letture ]
 William Adolphe Bouguereau [ 0 commenti - 38 letture ]

[ Altro nella News Section ]

Toggle Content .
www.casatea.com

Toggle Content *
sito web

Toggle Content
Sito d'argento

Toggle Content .

Toggle Content -
10000 punti ottenuti

Toggle Content Magicamente

Toggle Content Solidarietà

Toggle Content Ultimi messaggi
Last 10 Forum Messages

Bentornato carissimo signor Paolo
Last post by Grazia01 in Messaggi on Lug 05, 2017 at 13:33:15

Il mio benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Feb 21, 2013 at 19:40:04

Il nostro benvenuto a samei
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Ago 22, 2012 at 07:42:26

Benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Mag 03, 2012 at 21:20:53

Il nostro benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Apr 08, 2012 at 18:22:04

Benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Mar 21, 2012 at 08:38:09

Il nostro benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Dic 02, 2011 at 22:31:20

Benvenuta in Casatea
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Nov 29, 2011 at 13:12:49

Benvenuto Jael
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Nov 28, 2011 at 09:46:15

domanda
Last post by Grazia01 in Informazioni on Nov 04, 2011 at 19:06:58


Toggle Content Messaggio

Questo sito contiene anche testi e immagini presi dal web, se avessimo violato, per errore, diritti d'autore o copyright, preghiamo di avvisarci, sarà nostra cura provvedere all'immediata cancellazione. Scrivere a maktea@tiscali.it


Toggle Content Poeti e scrittori noi

Toggle Content POESIE A TEMA

Toggle Content Varie

Network: Web Agency Milano | Scopri i migliori programmi per siti web
Interactive software released under GNU GPL, Code Credits, Privacy Policy