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Novità › SERA
SERA
Postato da Grazia01 il Sabato, 08 settembre @ 20:10:20 CEST (2660 letture)
POESIE TEMATICHE II°





Ormai il ciclo delle stagioni ci mostra giorni sempre più corti
e vediamo il buio giungere sempre più presto...
così che la sera occupa uno spazio sempre maggiore nelle nostre giornate.

Ebbene sì il tema delle poesie di questa domenica è...

la sera

La sera rappresenta anche la fine del giorno...
il momento del riposo... dell'incontro familiare... degli affetti...
anche se oggi siamo ormai abituati
a vivere sempre più intensamente anche di notte...

Iniziamo con una breve poesia di Pastore... per proseguire
con 2 classicissime e terminiamo con una dolcissima poesia d'amore...
delicata intima e dolcemente sensuale... di Rimbaud...




ED E' SERA...
Franco Pastore

Nuvole rade
disegnano l'azzurro del cielo,
non vi sono discorsi
nel giorno
che muore in silenzio.
Il verde nasconde
più verde
i raggi del sole,
un'eco lontana
mi porta
la voce del mare.
Ed è sera.


ARMONIA DELLA SERA
Charles Baudelaire

Già s'avvicina l'ora che trepido ogni fiore
come un vaso d'incenso svapora sullo stelo;
solcano effluvi e musiche la sera senza velo;
malinconico valzer, delirante languore!
Ogni fiore svapora trepido sullo stelo;
il violino geme come un afflitto cuore;
malinconico valzer, delirante languore!
Come un altare immenso è triste e bello il cielo.

Il violino geme come un afflitto cuore,
un mite cuore, ch'odia il nulla vasto e gelido!
Come un altare immenso è triste e bello il cielo;
nel suo sangue rappreso il sole immoto muore.

Un mite cuore, ch'odia il nulla vasto e gelido,
dei bei giorni che furono raccoglie ogni bagliore;
nel suo sangue rappreso il sole immoto muore....
Il tuo ricordo in me brilla come un cimelio.


S E R A
George Byron

È l'ora in cui s'ode tra i rami
La nota acuta dell'usignolo;
È l'ora in cui i voti degli amanti
Sembrano dolci in ogni parola sussurrata
E i venti miti e le acque vicine
Sono musica all'orecchio solitario.
Lieve rugiada ha bagnato ogni fiore
E in cielo sono spuntate le stelle
E c'è sull'onda un azzurro più profondo
E nei Cieli quella tenebra chiara,
Dolcemente oscura e oscuramente pura,
Che segue al declino del giorno mentre
Sotto la luna il crepuscolo si perde.


PRIMA SERATA
Arthur Rimbaud

Ella era ben poco vestita
E degli alberi grandi e indiscreti
Flettevano i rami sui vetri
Con malizia, vicino, vicino...

Seduta sul mio (edited)iolone,
Seminuda, giungeva le mani.
Al suolo fremevano lieti
i suoi piccolissimi piedi.

Io guardavo, colore di cera,
un piccolo raggio di luce
sfarfallare nel suo sorriso
e sul suo seno, mosca al rosaio.

Le baciai le caviglie sottili.
Ebbe un ridere dolce e brutale
Che si sciolse in un limpido trillo,
Un ridere grazioso di cristallo.

I suoi piedini sotto la camicia
Si salvarono: "Beh, vuoi finirla?".
La prima audacia era stata permessa,
Ma ridendo fingeva di punirla!

Baciai, palpitanti al mio labbro,
I suoi timidissimi occhi;
Lei ritrasse la sua testolina
Esclamando: "Ma questo è ancor meglio!...

Signore, ho qualcosa da dirvi..."
Tutto il resto gettai sul suo seno
In un bacio, del quale ella rise
D'un riso che fu generoso...

Ella era ben poco vestita
E degli alberi grandi e indiscreti
Flettevano i rami sui vetri
Con malizia, vicino, vicino...



Felice domenica a tutti...
Orso Tony







Il tempo ci rapisce, e il cielo è solo
di Carlo Betocchi

Il tempo ci rapisce, e il cielo è solo
anche di queste rondini che il volo
intrecciano, pericolosamente,
come chi va cercando nella mente

qualche nome perduto... e il ritrovarlo
nemmeno conta, poiché ormai è già sera.
Eh sì! s'invecchia, e ritorna più vera
la vita che già fu, rosa da un tarlo...

un tarlo che la monda. E vien la sera.
E i pensieri s'intrecciano, e le rondini.
E non siamo più noi; siamo i profondi
cieli dell'esistenza, ahi come intera

e profondissima, cupa, nel suo indaco.




A sera
di Hermann hesse

A sera vanno le coppie di amanti
lentamente attraverso il campo,
donne sciolgono i loro capelli,
commercianti contano i soldi,
sul giornale della sera leggono ansiosi
i borghesi le novità,
fanciulli agitano piccoli pugni
dormono sonni profondi e lunghi.
Ognuno compie le proprie azioni
adempie al sublime dovere,
borghesi, poppanti, coppie di amanti -
eccetto me?

Certo! Neppure delle mie azioni serali
delle quali sono schiavo
lo spirito del mondo può privarsi,
anch'esse hanno un senso.
E così affondo e risalgo,
danzo nelll'intimo,
canticchio sciocchi canti di strada,
lodo Dio e me stesso,
bevo vino fantasticando
di essere un pascià,
avverto noie ai reni,
sorrido e bevo anche di più,
dico si al mio cuore
(al mattino non è possibile)
da dolori del passato
giuocando intesso una poesia,
vedo la luna e le stelle ruotare,
ne percepisco il significato
e via con loro mi sento andare
non importa dove.



L'istante
di Grazia

Luci dei negozi
luci fioche dei lampioni
il cielo non abbastanza spento
perché s’impongano.

Il movimento
e il ringhiare della distanza,
sporadico, appiattito,
sui marciapiedi
uomini e donne
camminano con passo sicuro,
non ammettendo ancora
il dominio dell'oscurità.

Un mondo, sfaccettato
privo di dimensioni:
un fluttuare di contorni indistinti
nella luce che viene meno.

Astratti pensieri volano
verso l'oriente oscuro
verso l’occidente che langue
attirati dall’erta immensità del tramonto
che tinge l'aria al di sopra dei tetti.

Per un istante si dissolve
tutto il tormento
in una brezza leggera
come al tocco di una bacchetta magica.
Si dilata lo spazio tra pietra e pietra,
si fa quiete anche nel tumulto della città.

Par che la densa macchia di rosso
faccia cenno alla notte
che venga a coprirla.
Per un istante, ma un istante solo
sembra esserci pace.



TRAMONTO
di Rainer Maria Rilke


Un cielo grigio e scialbo,
in cui pavido è spento ogni color
Laggiù, soltanto una gran striscia rossa
par cicatrice in fiamme.

Fatui baleni - tratto tratto - a lampi.
Ed è per l'aria
un profumo di rose in agonia,
un rattenuto pianto.



Sera di Liguria
di Carlo Betocchi


Lenta e rosata sale su dal mare
la sera di Liguria, perdizione
di cuori amanti e di cose lontane.
Indugiano le coppie nei giardini,
s'accendon le finestre ad una ad una
come tanti teatri.
Sepolto nella bruma il mare odora.
Le chiese sulla riva paion navi
che stanno per salpare.



PRATO SCURO
di Vincenzo Colangelo

Nel pomeriggio tardo
d'estate c'è l'erba.
il prato distende un benessere maturo.

E il verde scuro
ha per sera un sollievo nascosto.



UNA SERA
di Apollinaire

Un'aquila discese da quel cielo bianco d'arcangeli
E voi sostenetemi
Lascerete tremare a lungo tutte quelle lampade
Pregate pregate per me
La città è metallica ed è la sola stella
Annegata nei tuoi occhi blu
Quando i tranvai rotolavano scaturivano pallidi fuochi
Sopra uccelli rognosi
E tutto ciò che tremava nei tuoi occhi dei miei sogni
Che un sol uomo beveva
Sotto le luci a gas rosso come l'ovulo malefico
O vestita il tuo braccio si coglieva
Guarda l'istrione fa la linguaccia alle attente
Un fantasma s'è suicidato
L'apostolo pende dal fico e lentamente saliva
Giochiamo dunque quest'amore ai dadi
Campane dal suono chiaro annunciano la tua nascita
Guarda
I sentieri sono fioriti e le palme avanzano
Verso di te.



Qualcuno ci regala una poesia sulla "sera"?

Buona domenica





maktea@tiscali.it
www.dentrolanotizia.net












LA SERA… IN POESIA… IN MUSICA E… NON SOLO
by Tony Kospan



Cari amici della poesia… dopo aver trattato il tema dell'alba… stavolta affronteremo il tema della sera e la prossima settimana, concludendo la trilogia, quello della notte.







Vi domanderete. Ma perché saltiamo il giorno?

Il motivo è semplice.

Non ci sono molte grandi poesie sul pieno giorno…


Il giorno infatti, con le sue concrete e pratiche occupazioni…,i suoi ritmi ed il suo tran tran… non ci porta a fermarci a pensare… a sognare… a poetare…







Il tema è la sera dunque… che in questo periodo dell'anno… accorciandosi il giorno sempre di più… ci fa compagnia molto più a lungo…


La sera rappresenta anche
il momento di riposo dopo le fatiche del giorno…
e dell'incontro familiare…
sul quale ormai però incombe la tv… il pc…







Oggi in verità ci stiamo abituando a vivere intensamente anche di notte… ma il tramonto e la sera conservano intatto il loro fascino.


Le poesie sul tema sono tantissime per cui non potendole postare tutte ho selezionato queste che mi affascinano, ciascuna a suo modo.







Come sempre mi piacerebbe leggere quelle, vostre o degli autori che amate, che piacciono a voi…


Le immagini sono tutte di Claude Théberge
(4 settembre 1934 Edmunston – 15 maggio 2008 Montreal)
inconfondibile artista franco canadese
che mi è sempre piaciuto molto.







ASCOLTATE!
Vladimir Majakovskij

Ascoltate!
Se accendono
le stelle,
vuol dire che qualcuno ne ha bisogno?
Vuol dire che è indispensabile
che ogni sera
al di sopra dei tetti
risplenda almeno una stella?







ALLA SERA
Ugo Foscolo

Forse perché della fatal quiete
tu sei l’imago a me sì cara vieni
o sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,
e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all’universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.
Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme
delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.








ARMONIA DELLA SERA
Charles Baudelaire

Ecco venire il tempo che vibrando sullo stelo
ogni fiore svapora come un incensiere;
i suoni e i profumi volteggiano nell’aria della sera;
valzer malinconico e languida vertigine.
Ogni fiore svapora come un incensiere;
il violino freme come un cuore straziato;
valzer malinconico, languida vertigine!
Il cielo è triste e bello come un grande altare.
Il violino freme come un cuore straziato,
un cuore tenero che odia il nulla vasto e nero!
Il cielo è triste e bello come un grande altare;
il sole annega nel suo sangue che si raggruma.
Un cuore tenero che odia il nulla vasto e nero
raccoglie ogni vestigio del luminoso passato!
Il sole s’è annegato nel suo sangue che si raggruma,
il tuo ricordo in me riluce come un ostensorio







SERA
George Byron

è l’ora in cui s’ode tra i rami
La nota acuta dell’usignolo;
è l’ora in cui i voti degli amanti
Sembrano dolci in ogni parola sussurrata
E i venti miti e le acque vicine
Sono musica all’orecchio solitario.
Lieve rugiada ha bagnato ogni fiore
E in cielo sono spuntate le stelle
E c’è sull’onda un azzurro più profondo
E nei Cieli quella tenebra chiara,
Dolcemente oscura e oscuramente pura,
Che segue al declino del giorno mentre
Sotto la luna il crepuscolo si perde.





DOVE LA LUCE
Giuseppe Ungaretti

Come allodola ondosa
Nel vento lieto sui giovani prati,
Le braccia ti sanno leggera, vieni.
Ci scorderemo di quaggiù,
E del mare e del cielo,
E del mio sangue rapido alla guerra,
Di passi d’ombre memori
Entro rossori di mattine nuove.
Dove non muove foglia più la luce,
Sogni e crucci passati ad altre rive,
Dov’è posata sera,
Vieni ti porterò
Alle colline d’oro.
L’ora costante, liberi d’età,
Nel suo perduto nimbo
Sarà nostro lenzuolo.







Felice poetica settimana a tutti... da
Orso Tony







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Poesie immagini musica sulla











...Non so più se mi manca di più
quella carezza della sera
o quella voglia di avventura
voglia di andare via di la...


New Trolls






Scende la sera. Se resiste il verde
sui prati e nel cielo l'azzurro
verrà pure il momento
in cui la sola luce
sarà negli occhi del fanciullo antico.



Sandro Penna






La mia sera



Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c'è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggiera.
Nel giorno, che lampi! che scoppi!
Che pace, la sera!
Si devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell'aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell'umida sera.
E`, quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d'oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell'ultima sera.
Che voli di rondini intorno!
che gridi nell'aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l'ebbero intera.
Né io... e che voli, che gridi,
mia limpida sera!
Don... Don... E mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano,
Dormi! bisbigliano, Dormi!
là, voci di tenebra azzurra...
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch'io torni com'era...
sentivo mia madre... poi nulla...
sul far della sera.



G. Pascoli









Sera di Liguria


Lenta e rosata sale su dal mare
la sera di Liguria, perdizione
di cuori amanti e di cose lontane.
Indugiano le coppie nei giardini,
s'accendon le finestre ad una ad una
come tanti teatri.
Sepolto nella bruma il mare odora.
Le chiese sulla riva paion navi
che stanno per salpare.



Vincenzo Cardarelli







A sera

A sera vanno le coppie di amanti
lentamente attraverso il campo,
donne sciolgono i loro capelli,
commercianti contano i soldi,
sul giornale della sera leggono ansiosi
i borghesi le novità,
fanciulli agitano piccoli pugni
dormono sonni profondi e lunghi.

Ognuno compie le proprie azioni
adempie al sublime dovere,
borghesi, poppanti, coppie di amanti -
eccetto me?

Certo! Neppure delle mie azioni serali
delle quali sono schiavo
lo spirito del mondo può privarsi,
anch'esse hanno un senso.

E così affondo e risalgo,
danzo nelll'intimo,
canticchio sciocchi canti di strada,
lodo Dio e me stesso,
bevo vino fantasticando
di essere un pascià,

avverto noie ai reni,
sorrido e bevo anche di più,
dico si al mio cuore
(al mattino non è possibile)
da dolori del passato
giuocando intesso una poesia,
vedo la luna e le stelle ruotare,
ne percepisco il significato
e via con loro mi sento andare
non importa dove.



Hermann Hesse







LA SERA

Vien da lungi la Sera, camminando
per la pineta tacita, di neve.
Poi, contro tutte le finestre preme
le sue gelide guance; e, zitta, origlia.
Si fa silenzio, allora, in ogni casa.
Siedono i vecchi, meditando. I bimbi
non si attentano ancora ai loro giuochi.
Cade di mano alle fantesche il fuso.

La Sera ascolta, trepida, pei vetri;
tutti - all'interno - ascoltano la Sera.


Rainer Maria Rilke








La stella della sera


L' estate era al suo meriggio,
e la notte al suo colmo;
e ogni stella, nella sua propria orbita,
brillava pallida, pur nella luce
della luna, che piu' lucente e piu' fredda,
dominava tra gli schiavi pianeti,
nei cieli signora assoluta -
e, col suo raggio, sulle onde.
Per un poco io fissai
il suo freddo sorriso;
oh, troppo freddo - troppo freddo per me!
Passo', come un sudario,
una nuvola lanugiosa,
e io allora mi volsi a te
orgogliosa stella della sera,
alla tua remota fiamma,
piu' caro avendo il tuo raggio;
giacche' piu' mi allieta
l' orgogliosa parte
che in cielo svolgi a notte,
e di piu' io ammiro
il tuo fuoco distante
che non quella fredda, consueta luce.


E. A. Poe







Buona domenica e serena settimana

Grazia













LA SERA... IL TRAMONTO... IN POESIA
by Tony Kospan

Ciao amici della poesia...

Dopo aver trattato il tema dell'alba... stavolta affronteremo il tema della sera e la prossima settimana, concludendo la trilogia, quello della notte.





Vi domanderete. Ma perché saltiamo il giorno?
Il motivo è che non ci sono molte grandi poesie sul pieno giorno... forse perché con le sue concrete e pratiche occupazioni... non ci porta a fermarci e pensare... sognare... poetare...

La sera dunque... In questo periodo mentre il giorno si accorcia..., e le ombre ci raggiungono molto prima, essa vive con noi facendoci compagnia molto più a lungo...





La sera rappresenta anche il momento di riposo dopo le fatiche del giorno... e dell'incontro familiare... anche se oggi in verità ci stiamo abituando a vivere intensamente anche di notte...

Le poesie sul tema sono tantissime per cui non potendole postare tutte ho selezionato queste e come sempre mi piacerebbe leggere quelle che piacciono a voi...



Evening - Bouguereau - 1882


ALLA SERA
Ugo Foscolo

Forse perché della fatal quiete
tu sei l'imago a me sì cara vieni
o sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,
e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.
Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme
delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.





ED E’ SUBITO SERA
Salvatore Quasimodo

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera



ARMONIA DELLA SERA
Charles Baudelaire

Ecco venire il tempo che vibrando sullo stelo
ogni fiore svapora come un incensiere;
i suoni e i profumi volteggiano nell'aria della sera;
valzer malinconico e languida vertigine.
Ogni fiore svapora come un incensiere;
il violino freme come un cuore straziato;
valzer malinconico, languida vertigine!
Il cielo è triste e bello come un grande altare.
Il violino freme come un cuore straziato,
un cuore tenero che odia il nulla vasto e nero!
Il cielo è triste e bello come un grande altare;
il sole annega nel suo sangue che si raggruma.
Un cuore tenero che odia il nulla vasto e nero
raccoglie ogni vestigio del luminoso passato!
Il sole s'è annegato nel suo sangue che si raggruma,
il tuo ricordo in me riluce come un ostensorio





SERA
George Byron

è l'ora in cui s'ode tra i rami
La nota acuta dell'usignolo;
è l'ora in cui i voti degli amanti
Sembrano dolci in ogni parola sussurrata
E i venti miti e le acque vicine
Sono musica all'orecchio solitario.
Lieve rugiada ha bagnato ogni fiore
E in cielo sono spuntate le stelle
E c'è sull'onda un azzurro più profondo
E nei Cieli quella tenebra chiara,
Dolcemente oscura e oscuramente pura,
Che segue al declino del giorno mentre
Sotto la luna il crepuscolo si perde.




ANCORA ABBIAMO PERSO QUESTO TRAMONTO
Pablo Neruda

Ancora abbiamo perso questo tramonto.
Nessuno stasera ci vide con le mani unite
mentre il vento azzurro cadeva sopra il mondo.
Ho visto dalla mia finestra
la festa del ponente sui monti lontani.
A volte, come una moneta
si incendiava un pezzo di sole tra le mani.
Io ti ricordavo con l'anima stretta
da quella tristezza che tu mi conosci.
Allora dove eri?
Tra quali genti?
Che parole dicendo?
Perchè mi arriva tutto l'amore d'un colpo
quando mi sento triste e ti sento così lontana?
Cadde il libro che sempre si prende nel tramonto
e come un cane ferito ai miei piedi rotolò la mia cappa.
Sempre, sempre ti allontani nelle sera
dove corre il tramonto cancellando statue.



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CIAO DA TONY KOSPAN






Questa sera

Le faville che danzano
nelle tue pupille
mi trafiggono
con piccole infinite
grida di gioia
Sono come uccelli migratori
al crepuscolo
infiammato del cielo
contro il blù infinito
dei tuoi occhi

Anche quando non parli
io sono parte del tuo
universo
piccolo ed infinito
diviso e fuso
con tutta la mia felicità


Felice Pagnani



L'imbrunire

Cielo e Terra dicono qualcosa
l'uno all'altro nella dolce sera.
Una stella nell'aria di rosa,
un lumino nell'oscurità.
I Terreni parlano ai Celesti,
quando, o Terra, ridiventi nera;
quando sembra che l'ora s'arresti,
nell'attesa di ciò che sarà.
Tre pianeti su l'azzurro gorgo,
tre finestre lungo il fiume oscuro;
sette case nel tacito borgo,
sette Pleiadi un poco più su.
Case nere: bianche gallinelle!
Case sparse: Sirio, Algol, Arturo!
Una stella od un gruppo di stelle
per ogni uomo o per ogni tribù.
Quelle case sono ognuna un mondo
con la fiamma dentro, che traspare;
e c'è dentro un tumulto giocondo
che non s'ode a due passi di là.
E tra i mondi, come un grigio velo,
erra il fumo d'ogni focolare.
La Via Lattea s'esala nel cielo,
per la tremola serenità.

Giovanni Pascoli









Sera nel giardino


La sera mi ha rapito
i rissosi fanciulli.
Le loro voci d'angeli
in guerra.
Adesso in seno
a nuove luci stanno
là sull'opposte case.
Resta sul cielo chiaro
d'un eroe s'un cavallo
incisa macchia muta

sotto la prima stella


Sandro Penna




LA SERA

Vien da lungi la Sera, camminando
per la pineta tacita, di neve.
Poi, contro tutte le finestre preme
le sue gelide guance; e, zitta, origlia.
Si fa silenzio, allora, in ogni casa.
Siedono i vecchi, meditando. I bimbi
non si attentano ancora ai loro giuochi.
Cade di mano alle fantesche il fuso.

La Sera ascolta, trepida, pei vetri;
tutti - all'interno - ascoltano la Sera.


Rainer Maria Rilke



A sera

A sera vanno le coppie di amanti
lentamente attraverso il campo,
donne sciolgono i loro capelli,
commercianti contano i soldi,
sul giornale della sera leggono ansiosi
i borghesi le novità,
fanciulli agitano piccoli pugni
dormono sonni profondi e lunghi.

Ognuno compie le proprie azioni
adempie al sublime dovere,
borghesi, poppanti, coppie di amanti -
eccetto me?

Certo! Neppure delle mie azioni serali
delle quali sono schiavo
lo spirito del mondo può privarsi,
anch'esse hanno un senso.

E così affondo e risalgo,
danzo nelll'intimo,
canticchio sciocchi canti di strada,
lodo Dio e me stesso,
bevo vino fantasticando
di essere un pascià,

avverto noie ai reni,
sorrido e bevo anche di più,
dico si al mio cuore
(al mattino non è possibile)
da dolori del passato
giuocando intesso una poesia,
vedo la luna e le stelle ruotare,
ne percepisco il significato
e via con loro mi sento andare
non importa dove.


Hermann Hesse




Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggiera.
Nel giorno, che lampi! che scoppi!
Che pace, la sera!

Si devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell'aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell'umida sera.

E', quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d'oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell'ultima sera.

Che voli di rondini intorno!
Che gridi nell'aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l'ebbero intera.
Nè io ... che voli, che gridi,
mia limpida sera!

Don ... Don ... E mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano,
Dormi! bisbigliano, Dormi!
là, voci di tenebra azzurra ...
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch'io torni com'era ...
sentivo mia madre ... poi nulla ...
sul far della sera.



“La mia sera” è una poesia ricca di emozioni, suggestioni e di richiami al poeta, e alla sua vita.
La poesia è composta da 5 strofe, le quali terminano tutte con la parola “sera”, a loro volta le 5 strofe sono costituite da 8 versi di cui 7 novenari e l’ultime sono senari.
Il tema fondamentale della poesia è appunto la sera ma non una sera qualsiasi, questa è la sera del Pascoli. Infatti ognuno di noi vive la sua sera, ma in questa poesia l’autore vuole raccontare la “sua” sera non quella del padre, della sorella o di chicchessia, lui vuole descrivere la sua sera, il suo crepuscolo, il suo avvicinarsi alla morte; ed è per questo che il titolo e proprio “La mia sera”.
Un altro aspetto fondamentale di questa poesia del’uso eccezionale del Pascoli della punteggiatura, altrettanto eccezionale e l’uso dei vocaboli, che fanno comprendere a chi legge che questa poesia va prima di tutto gustata parola per parola e poi analizzata.
Il Pascoli ha capito che la sua ora è vicina ma per lui la morte ha un sapore agro-dolce, poiché allo morte tutti i ricordi riaffiorano alla mente i ricordi della madre “canti di culla....sento mia madre e poi nulla”


Grazia






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