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Novità › GELOSIA
GELOSIA
Postato da Grazia01 il Giovedì, 29 novembre @ 21:07:37 CET (15270 letture)
POESIE TEMATICHE II°



Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l'altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri.
Barthes Roland



La gelosia è un sentimento che parte dall'idea che ciò che io ho di più "caro" potrei, da un momento all'altro, perdere. Essa si lega al concetto di possessività, alla possibile perdita di ciò che si ritiene proprio. Entrambi i sentimenti pretendono l' "altro", vogliono la sua presenza in termini esclusivi e personali. Spesso chi ne è affetto manifesta la sua gelosia in assenza di qualunque fatto, di qualunque circostanza che possa giustificare un vissuto del genere, ma concordo con Tony, non esiste vero amore senza un pizzico di gelosia




TI AMAI
di Aleksandr Puskin

Ti amai, anche se forse
ancora non è spento del
tutto l'amore.
Ma se per te non è più tormento
voglio che nulla ti addolori.
Senza speranza, geloso,
ti ho amata nel silenzio e soffrivo,
teneramente ti ho amata come
-Dio voglia- un altro possa amarti.


"Io vi ho amata: e ancora forse l'amore
Nell'anima del tutto non ho spento;
Ma che esso non sia per voi tormento;
Non voglio che alcunche' vi dia tristezza.
Io vi ho amata in silenzio, senza speranza,
Di timidezza soffrendo, di gelosia;
io vi ho amata davvero, e cosi' teneramente
Come Dio vi conceda d'essere amata da un altro."

LOUIS ARAGON





Gelosia
di Orazio Abbate

Geloso son del vento che sinuoso
s'insinua e tutto tocca del tuo insieme!
Geloso son del sole che radioso
ti spalma addosso raggi come creme!

Geloso son dell'aria che respiri
perché d'amante, bacia labbra in viso!
Geloso son di luna che a sospiri
non svela tue emozioni o il tuo sorriso!



Maledetto quel giorno
di W.A. Bouguereau

Maledetto quel giorno
tu scivolasti via
mi dicesti lui mi ama.
Ti negasti e il mio
orgoglio mi frantumò.
Vissi su scogli di luce nera,
come Giasone a Medea
non seppi dare certezze,
ti amai davvero, terra mia.
Gelosa sei morta di gelosia,
duro è l’abbandono a Nasso,
isola arida e infingarda.
Come in Arianna con Teseo
forte è la tristezza.
T’invaghì tanto, pure Dioniso
atroce fu l’inganno,
di nuovo l’arcaica storia,
l’uomo tradì la donna.
Ora tu, come Arianna e Medea,
rapita d’abbaglio, anneghi
nella marea della rivalsa.
E’ l’aria della mia anima
che cerchi, compagna
di ieri, saprò ancora
amarti come allora.










La gelosia, diceva Stendhal, è un pugnale nel cuore.

Sdoganata dalla scienza, è ora chiaro che essa è un sentimento naturale, antico quanto l'amore... insieme al quale è nata... ma se dura più di un’ora al giorno la cosa è grave!!!!



La gelosia non è un sentimento di cui si va fieri, forse perché mostra le nostre debolezze. Eppure, almeno una volta nella vita, tutti lo siamo stati: forse non fino al punto di pugnalare Desdemona e forse senza odiare a morte ma.... certo lo siamo stati...
A mio parere però, dove c'è vero amore..., non può non esserci un pizzico di gelosia..., ma se ce n'è troppa..., essa dell'amore è invece la tomba...




CONCORRENZA SLEALE DI PRIMA MATTINA
A CATERINA
- Erich Fried -

Quando dissi "facciamo l'amore"
dicesti no
spiegandomi
"Ho appena
conosciuto
in sogno
un uomo amabile
Era cieco
ed era un tedesco
Non è buffo?"
Ti augurai sogni d'oro
e scesi da basso
alla mia scrivania
ma geloso
come non mai



NON E' IL TUO AMORE CHE DOMANDO
- Anna Andreevna Achmatova -
Non è il tuo amore che domando.
Si trova adesso in un luogo conveniente.
Stanne pur certo, lettere gelose
non scriverò alla tua fidanzata.
Però accetta dei saggi consigli:
dalle da leggere i mie versi,
dalle da custodire i miei ritratti,
sono così cortesi i fidanzati!
E conta più per queste scioccherelle
assaporare a fondo una vittoria
che luminose parole di amicizia,
e il ricordo dei primi, dolci giorni...
Ma allorché con la diletta amica
avrai vissuto spiccioli di gioia
e all'anima già sazia d'improvviso
tutto parrà un peso,
non accostarti alla mia notte trionfale.
Non ti conosco.
E in cosa potrei esserti d'aiuto?
Dalla felicità io non guarisco.



SONETTO DEL DOLCE LAMENTO
- Federico Garcia Lorca -
Temo di perdere la meraviglia
dei tuoi occhi di statua e la cadenza
che di notte mi posa sulla guancia
la rosa solitaria del respiro.
Temo di essere lungo questa riva
un tronco spoglio, e quel che più m'accora
è non avere fiore, polpa, argilla
per il verme di questa sofferenza.
Se sei tu il mio tesoro seppellito,
la mia croce e il mio fradicio dolore,
se io sono il cane e tu il padrone mio
non farmi perdere ciò che ho raggiunto
e guarisci le acque del tuo fiume
con foghe dell'Autunno mio impazzito



DA "OTELLO"
- Shakespeare -
Vi prego,
Quando narrerete questi
tragici avvenimenti,
parlate di me quale io sono;
non attenuate nulla,
non scrivete nulla per malizia.
Dovrete dire allora di uno che amò
senza saggezza ma con troppo amore,
di uno non facile alla gelosia,
ma che istigato,
giunse alla follia estrema
di un uomo la cui mano,
come farebbe un povero indiano,
gettò via una perla più
preziosa di tutti i suoi tesori.



Ciao da Tony Kospan






"La gelosia è un mostro dagli occhi verdi che schernisce la carne di cui si nutre"
(William Shakespeare, Otello)



IRREQUIETEZZA
Emilia Caput

L 'Amore cosi' sfuggente, cosi' misterioso, cosi' sofferente, cosi' dubbioso.
La certezza di una bellezza eterna svanisce come il respiro di un soffio di zefiro.
Fuggi amore!
Infilza i tuoi artigli sulle brame di un altro cuore.
Non lasciarmi impresso l'aspro sapore di una sofferenza pungente.
Cerchero' orizzonti lontani dal tuo spazio soffocante, simile tanto alla gelosia di un insicuro amante.
Cerchero' la liberta' sempre desiderata, cerchero' la felicita' di essere amata
.









LA GELOSIA
Pietro Metastasio

Perdono, amata Nice,
bella Nice, perdono. A torto, è vero,
dissi che infida sei:
detesto i miei sospetti, i dubbi miei.
Mai più della tua fede,
mai più non temerò. Per que' bei labbri
lo giuro, o mio tesoro,
in cui del mio destin le leggi adoro.
Bei labbri, che Amore
formò per suo nido,
non ho più timore,
vi credo, mi fido:
giuraste d'amarmi;
mi basta così.
Se torno a lagnarmi
che Nice m'offenda,
per me più non splenda
la luce del dì.
Son reo, non mi difendo:
puniscimi, se vuoi. Pur qualche scusa
merita il mio timor. Tirsi t'adora;
io lo so, tu lo sai. Seco in disparte
ragionando ti trovo: al venir mio
tu vermiglia diventi,
ei pallido si fa; confusi entrambi
mendicate gli accenti; egli furtivo
ti guarda, e tu sorridi... Ah quel sorriso,
quel rossore improvviso
so che vuol dir! La prima volta appunto
ch'io d'amor ti parlai, così arrossisti
sorridesti così, Nice crudele.
Ed io mi lagno a torto?
E tu non mi tradisci? Infida! ingrata!
barbara!... Aimè! Giurai fidarmi, ed ecco
ritorno a dubitar. Pietà, mio bene,
son folle: in van giurai; ma pensa al fine
che amor mi rende insano
che il primo non son io che giuri in vano.
Giura il nocchier, che al mare
non presterà più fede,
ma, se tranquillo il vede,
corre di nuovo al mar.
Di non trattar più l'armi
giura il guerrier tal volta,
ma, se una tromba ascolta
già non si sa frenar.





Gelosia
Cesare Pavese


Ci si siede di fronte e si vuotano i primi bicchieri lentamente,
fissando il rivale con l'occhio traverso.
Poi si aspetta che il vino gorgogli. Si guarda nel vuoto
canzonando. Se i muscoli tremano ancora
treman anche al rivale. Bisogna sforzarsi
per non bere di un fiato e sbronzarsi di colpo.

Oltre il bosco, si sente il ballabile e vedon lanterne
dondolanti - non sono restate che donne
sul palchetto. Lo schiaffo piantato alla bionda
ha portato via tutti a godersi lo scontro.
I rivali sentivano in bocca un sapore di rabbia
e di sangue; ora sentono il sapore del vino.
Per riempirsi di pugni bisogna esser soli
come a fare l'amore, ma c'è sempre la notte.

Sul palchetto i lampioni di carta e le donne
non stan fermi, nel fresco. La bionda, nervosa,
siede e cerca di ridere, ma s'immagina un prato
dove i due si dibattono e perdono sangue.
Li ha sentiti vociare di là dalle piante.
Malinconica, sopra il palchetto, una coppia di donne
gira in tondo; qualcuna fa cerchio alla bionda,
e s'informano se proprio le duole la faccia.

Per riempirsi di pugni bisogna esser soli.
Tra i colleghi c'è sempre qualcuno che blatera
e fa fare commedie. La gara del vino
non è mica uno sfogo: uno sente la rabbia
gorgogliare nel rutto e bruciare la gola.
Il rivale, piú calmo, dà mano al bicchiere

e lo vuota continuo. Ha finito il suo litro
e ne attacca un secondo. li calore del sangue
manda in secco i bicchieri, come dentro una stufa.
I colleghi d'intorno hanno facce sbiancate
e oscillanti, le voci si sentono appena.
Il bicchiere, si cerca e non c'è. Per stanotte
- anche a vincere - la bionda torna a casa da sola.





Donna in tram
Sandro Penna

Vuoi baciare il tuo bimbo che non vuole:
ama guardare la vita, di fuori.
Tu sei delusa allora, ma sorridi:
non è l'angoscia della gelosia
anche se già somiglia egli all'altr'uomo
che per «guardare la vita, di fuori»
ti ha lasciata così...






Quel che ho scritto di noi e' tutta una bugia
Nazim Ikmet

E’ la mia nostalgia cresciuta sul ramo inaccessibile
e' la mia sete tirata dal pozzo dei miei sogni
e' il disegno tracciato su un raggio di sole
quel che ho scritto di noi e' tutta la verita'
e' la tua grazia cesta colma di frutti rovesciata sull'erba
e' la tua assenza quando divento l'ultima luce all'angolo della via
e' la mia gelosia quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
e' la mia felicita fiume soleggiato che irrompe sulle dighe

quello che ho scritto di noi e' tutta una bugia
quello che ho scritto di noi e' tutta verità










Care amiche ed amici amanti come me della poesia stavolta il tema da me scelto è un tema classico e comune allo stesso tempo... la

G E L O S I A



Da che mondo è mondo essa si accompagna all'amore... e se un pò di gelosia è il sale dell'amore ... l'esagerazione.. l'ossessione però ne è una malattia spesso... mortale... (in tutti i sensi).

Oggi la gelosia è stata sdoganata dalla psicologia riconoscendola come sentimento naturale ma... se persiste più di un'ora al giorno rientra nella patologia...



Certo con le vacanze... i viaggi... il mare... la montagna... le nuove conoscenze... la leggerezza nel vestire ed infine la... statistica dei tradimenti... l'estate fa temere agli innamorati... di perdere il proprio amore... e dunque la gelosia in questa stagione trionfa.

La gelosia ha fin dai tempi più antichi affascinato tutti gli artisti in genere. La più nota tra le poesie antiche sulla gelosia è questa di Saffo che non posso non riportare... ehm ehm... fuori concorso...



ODE ALLA GELOSIA
Saffo

Simile a un dio mi sembra quell'uomo
che siede davanti a te, e da vicino
ti ascolta mentre tu parli
con dolcezza
e con incanto sorridi. E questo
fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, subito non posso
più parlare:
la lingua si spezza: un fuoco
leggero sotto la pelle mi corre:
nulla vedo con gli occhi e le orecchie
mi rombano:
un sudore freddo mi pervade: un tremore
tutta mi scuote: sono più verde
dell'erba; e poco lontana mi sento
dall'essere morta.
Ma tutto si può sopportare...

così come non posso... in tema di gelosia... non riportare anche questo brano immortale



OTELLO
Shakespeare

Vi prego,
Quando narrerete questi
Tragici avvenimenti,
Parlate di me quale io sono;
Non attenuate nulla,
Non scrivete nulla per malizia.
Dovrete dire allora di uno che amò
Senza saggezza ma con troppo amore,
Di uno non facile alla gelosia,
Ma che istigato,
Giunse alla follia estrema
Di un uomo la cui mano,
Come farebbe un povero indiano,
Getto via una perla più
Preziosa di tutti i suoi tesori.

L'argomento è vastissimo e mi fermo qua.

Veniamo ora alle poesie prescelte e, come sempre, mi farebbe piacere leggere quelle vostre o di altri autori che vi piacciono.



ARDENTE GELOSIA
Cleonice Parisi

Succhierò l’essenza di questo sentimento
e del suo siero rivestirò il mio corpo spoglio.
Gocce ruvide mi graffieranno la pelle
ma lingua calda ne laverà le ferite.
Brucerò di questa essenza
che mi infuoca dal di dentro
e di questo fuoco
farò stelle da innalzare al cielo.
Morbidamente mi concederò
al voluttuoso dire della gelosia
canto celato
di una profonda appartenenza.
Gelosia sarai tu messo di vita,
e quando al mio cuore conficcherai spina
io saprò d’aver vissuto amore.
Gelosia tu dell’amore sei la spia
lampeggia ti prego
fammi sentire palpitare il cuore.
Gelosia vento che sbatte la mia vela
soffia impetuoso,
riscalda le mie passioni,
accendi il mio fuoco,
e trascinami laddove c’è ardore.
Vivimi gelosia
instilla avido desiderio,
ed incontenibile voglia
e attraverso il fluido sentire
della mia essenza
io berrò amore.
Gelosia,
devastami,
possiedimi
più intensa sarai
e più profondo
sarà il messaggio d’amore
ascoltato dal cuore.



GELOSIA (PSICHE E AMORE)
Franco Pastore

Psiche era infin talmente bella
che Venere ne avea gran gelosia
e pregò Amore‚ il primo tra gli dei‚
di maltrattarla‚ compiendo la magia:
legarla ad uomo indegno di sua beltade
e della sua grande nobiltà.
Ma Eros‚ dio d'amore e di saggezza‚
solo a guardarla se ne innamorò
ed in palazzo‚ per lui‚ la riservò.
Di servi invisibili era regina‚
mentre‚ di notte‚
Amore la prendeva‚
baciandola col corpo che splendeva.
E lei‚ rispondendo a quell' amplesso‚
donava‚ con il cuore‚
tutta se stessa:
schiudeva i suoi scrigni
al dio supremo
gridava al mondo
il suo piacere estremo.
La luna arrossiva su nel cielo
e Notte rinfrescava con un velo
le carni di fuoco della fanciulla‚
che Eros stringeva nella culla
delle sua braccia divine‚
che d'ambrosia odoravano
e di forza‚
con una gran passione‚
Che mai si smorza.

ULTIMO BRINDISI
Anna Andreevna Achmatova

Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all'inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.



SONETTO DEL DOLCE LAMENTO
Federico Garcia Lorca

Temo di perdere la meraviglia
dei tuoi occhi di statua e la cadenza
che di notte mi posa sulla guancia
la rosa solitaria del respiro.
Temo di essere lungo questa riva
un tronco spoglio, e quel che più m'accora
è non avere fiore, polpa, argilla
per il verme di questa sofferenza.
Se sei tu il mio tesoro seppellito,
la mia croce e il mio fradicio dolore,
se io sono il cane e tu il padrone mio
non farmi perdere ciò che ho raggiunto
e guarisci le acque del tuo fiume
con foghe dell'Autunno mio impazzito









LA GELOSIA IN POESIA… MUSICA E…
a cura di Tony Kospan

Care amiche e cari amici il tema poetico di questa domenica è un moto dell’animo che in estate, per ovvi motivi, viaggi, lontananze, vacanze del corpo e della mente… etc… serpeggia a più non posso…

Sdoganata dalla scienza, è ora chiaro che essa è un sentimento naturale, antico quanto l’amore… insieme al quale è nata…



Edvard Munch


Ecco i versi incisivi e del tutto disincantati con cui parla della sua donna il poeta latino Catullo.


Se non tua, di nessuno, dice la mia donna,
di nessuno, nemmeno di Dio.
Dice: ma ciò che donna giura all'amante
scrivilo nel vento, affidalo all'acqua errante.





Se eccessiva è una vera e propria pericolosa patologia, mentre un'assenza totale rivela il massimo disinteresse.

Per alcuni psicologi essa nascerebbe solo dal desiderio di possesso del partner, ma a parer mio questo motivo, pur se spesso è presente nella genesi della gelosia, non è affatto l'unico.





Anche chi ama senza alcuna volontà di possesso ha infatti un progetto di vita, breve o lungo, la costruzione di un sogno in comune con l’amata/o che gli fa temere il tradimento.

Ormai poi è risaputo che un pò di gelosia è perfino utile all’amore… mentre l'eccesso ne è di sicuro la tomba.

Talvolta, come sappiamo dalla cronaca e dalla storia, essa può esser, ahimé, origine di vere e proprie tragedie ma molto più spesso per fortuna è comica in quanto basata solo su ombre e sospetti che poi si rivelano senza senso.

Penso che gelosi almeno una volta nella vita, lo siamo stati tutti, certo non fino al punto di pugnalare Desdemona ma…. lo siamo stati… e nei momenti di coinvolgimento più topici… in verità… non avevamo alcuna voglia di scherzare… eh eh.

L’argomento è vastissimo e non ho alcuna pretesa d'averlo rappresentato in modo esauriente.





Venendo alle poesie, quest'anno non inserirò nella cinquina prescelta, nè i versi di Shakespeare su Otello nè quelli di Saffo…, entrambi notissimi e sempre presenti negli altri anni…

Le prescelte presentano le novità di un Giambattista Marino, poeta tra il 500 ed il 600 famoso per l'esasperato manierismo, i cui versi però stavolta ci appaiono invece quasi sobri e quella di un De Amicis che nel finale della poesia, per molti versi leggiadra, seppur pungente fino a quel momento, appare sorprendentemente truculento…

Come sempre mi piacerebbe leggere poesie e/o pensieri vostri o di altri che amate… qui o nell'area discussioni del Fantastico Mondo della Poesia





ALLA GELOSIA
Giambattista Marino

Tarlo e rima d’amor, cura mordace
che mi rodi a tutt’ore il cor dolente,
stimolo di sospetto a l’altrui mente,
sferza de l’alme, ond’io non ho più pace,
vipera in vasel d’or cruda e vorace,
nel più tranquillo mar scoglio pungente,
nel più sereno ciel nembo stridente,
tosco tra’ fior, tra’ cibi arpia rapace,
sogno vano d’uom desto, oscuro velo
agli occhi di ragion, peste d’Averno,
che la terra aveneni e turbi il cielo,
ov’amor no, ma sol viv’odio eterno
vanne a l’ombre d’abisso, ombre di gelo!
Ma temo non t’aborra anco l’inferno.






GELOSIA
Edmondo De Amicis

Ella era di Granata, ei di Siviglia,
E avean d’arabi il sangue ed il sembiante,
Ei vano, ella gelosa, e un scintillante
Stiletto nascondea nella mantiglia.
E un dì gli vide in fronte la vermiglia
Traccia del labbro de la nuova amante,
E — bada — mormorò, cupa e tremante, —
Un’ape ti ferì sopra le ciglia. —
Egli la fronte nelle man nascose,
Poi con volto ridente e risoluto:
— Un’ape sì, una dolce ape, — rispose.
— Ebben — diss’ella con un bieco riso,
— Senti se questa ha il pungiglion più acuto, —
E gli confisse lo stiletto in viso.



Mats Eriksson


ULTIMO BRINDISI
Anna Andreevna Achmatova

Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all'inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.





IO VI HO AMATA
Alexandr Puskin

Io vi ho amata: e ancora forse l'amore
Nell'anima del tutto non ho spento;
Ma che esso non sia per voi tormento;
Non voglio che alcunché vi dia tristezza.
Io vi ho amata in silenzio, senza speranza,
Di timidezza soffrendo, di gelosia;
io vi ho amata davvero, e così teneramente
Come Dio vi conceda d'essere amata da un altro.”





SONETTO DEL DOLCE LAMENTO
Federico Garcia Lorca

Temo di perdere la meraviglia
dei tuoi occhi di statua e la cadenza
che di notte mi posa sulla guancia
la rosa solitaria del respiro.
Temo di essere lungo questa riva
un tronco spoglio, e quel che più m’accora
è non avere fiore, polpa, argilla
per il verme di questa sofferenza.
Se sei tu il mio tesoro seppellito,
la mia croce e il mio fradicio dolore,
se io sono il cane e tu il padrone mio
non farmi perdere ciò che ho raggiunto
e guarisci le acque del tuo fiume
con foghe dell’Autunno mio impazzito.





CIAO DA TONY KOSPAN



Il tema poetico di questa domenica è la









La vanità sovente, come la gelosia, coincide con l’orgoglio.
Carlo Maria Franzero





Fu adunque già in Arezzo un ricco uomo, il qual fu Tofano nominato. A costui fu data per moglie una bellissima donna, il cui nome fu monna Ghita, della quale egli senza saper perché prestamente divenne geloso, di che la donna avvedendosi prese sdegno; e più volte avendolo della cagione della sua gelosia addomandato né egli alcuna avendone saputa assegnare se non cotali generali e cattive, cadde nell’animo della donna di farlo morire del male del quale senza cagione aveva paura.

Giovanni Boccaccio


Simile a un dio mi sembra quell'uomo
che siede davanti a te, e da vicino
ti ascolta mentre tu parli
con dolcezza
e con incanto sorridi. E questo
fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, sùbito non posso
più parlare:
la lingua si spezza: un fuoco
leggero sotto la pelle mi corre:
nulla vedo con gli occhi e le orecchie
mi rombano:
un sudore freddo mi pervade: un tremore
tutta mi scuote: sono più verde
dell'erba; e poco lontana mi sento
dall'essere morta.
Ma tutto si può sopportare...

Saffo



Vi prego,
Quando narrerete questi
tragici avvenimenti,
parlate di me quale io sono;
non attenuate nulla,
non scrivete nulla per malizia.
Dovrete dire allora di uno che amò
senza saggezza ma con troppo amore,
di uno non facile alla gelosia,
ma che istigato,
giunse alla follia estrema
di un uomo la cui mano,
come farebbe un povero indiano,
gettò via una perla più
preziosa di tutti i suoi tesori.


Shakespeare - Otello







Oggi
di Felice Pagnani

Oggi voglio cantare
al mio cuore
sgombro d'amore

cantare dell'ultima mia donna
delle cicatrici chiuse e quelle ancora aperte

niente piu' amore da iniziare e da finire
voglio vivere come un convalescente
felice di essere scampato alla morte

voglio essere solo a cantare
la mia solitudine
con disperata gelosia.




LA GELOSIA
di Pietro Metastasio


Perdono, amata Nice,
bella Nice, perdono. A torto, è vero,
dissi che infida sei:
detesto i miei sospetti, i dubbi miei.
Mai più della tua fede,
mai più non temerò. Per que' bei labbri
lo giuro, o mio tesoro,
in cui del mio destin le leggi adoro.
Bei labbri, che Amore
formò per suo nido,
non ho più timore,
vi credo, mi fido:
giuraste d'amarmi;
mi basta così.
Se torno a lagnarmi
che Nice m'offenda,
per me più non splenda
la luce del dì.
Son reo, non mi difendo:
puniscimi, se vuoi. Pur qualche scusa
merita il mio timor. Tirsi t'adora;
io lo so, tu lo sai. Seco in disparte
ragionando ti trovo: al venir mio
tu vermiglia diventi,
ei pallido si fa; confusi entrambi
mendicate gli accenti; egli furtivo
ti guarda, e tu sorridi... Ah quel sorriso,
quel rossore improvviso
so che vuol dir! La prima volta appunto
ch'io d'amor ti parlai, così arrossisti
sorridesti così, Nice crudele.
Ed io mi lagno a torto?
E tu non mi tradisci? Infida! ingrata!
barbara!... Aimè! Giurai fidarmi, ed ecco
ritorno a dubitar. Pietà, mio bene,
son folle: in van giurai; ma pensa al fine
che amor mi rende insano
che il primo non son io che giuri in vano.
Giura il nocchier, che al mare
non presterà più fede,
ma, se tranquillo il vede,
corre di nuovo al mar.
Di non trattar più l'armi
giura il guerrier tal volta,
ma, se una tromba ascolta
già non si sa frenar.




Gelosia
di Cesare Pavese

L'uomo vecchio ha la tetra di giorno, e di notte
ha una donna ch'è sua - ch'era sua fino a ieri.
Gli piaceva scoprirla, come aprire la terra,
e guardarsela a lungo, supina nell'ombra attendendo.
La donna sorrideva occhi chiusi.

L'uomo vecchio stanotte è seduto sul ciglio
del suo campo scoperto, ma non scruta la chiazza
della siepe lontana, non distende la mano
a divellere un'erba. Contempla tra i solchi
un pensiero rovente. La terra rivela
se qualcuno vi ha messo le mani e l'ha infranta:
lo rivela anche al buio. Ma non c'è donna viva
che conservi la traccia della stretta dell'uomo.

L'uomo vecchio si è accorto che la donna sorride
solamente occhi chiusi, attendendo supina,
e comprende improvviso che sul giovane corpo
passa in sogno la stretta di un altro ricordo.
L'uomo vecchio non vede più il campo nell'ombra.
Si è buttato in ginocchio, stringendo la terra
come fosse una donna e sapesse parlare.
Ma la donna distesa nell'ombra, non parla.

Dov'è stesa occhi chiusi la donna non parla
né sorride, stanotte, dalla bocca piegata
alla livida spalla. Rivela sul corpo
finalmente la stretta di un uomo: la sola
che potesse segnarla, e le ha spento il sorriso.



Grazia







LA GELOSIA IN POESIA
a cura di Tony Kospan


Care amiche e cari amici
il tema poetico di questa domenica
è un moto dell’animo che in estatE...
viaggi, vacanze del corpo e della mente... etc...
serpeggia a più non posso…


Sdoganata dalla scienza,
è ora chiaro che essa è un sentimento naturale,
antico quanto l’amore… insieme al quale è nata…
ma se dura più di un’ora al giorno
la cosa può diventar grave!!!!





La gelosia non è un sentimento di cui si va fieri,
forse perché mostra le nostre debolezze...
le nostre incertezze... le nostre paure.


Eppure, almeno una volta nella vita, tutti lo siamo stati:
forse non fino al punto di pugnalare Desdemona
e forse senza odiare a morte ma…. certo lo siamo stati…
ed abbiamo sofferto... eccome...


Se è eccessiva è una vera e propria pericolosa patologia
ma se manca del tutto può rivelar disinteresse.


Per alcuni psicologi essa nascerebbe solo dal desiderio
di possesso del partner, ma a parer mio questo motivo,
non è esaustivo... in quanto pur se si ama
senza cercar di esercitar questo possesso
si può lo stesso temere per la scomparsa
di un progetto di vita e la costruzione di un sogno.


Il tema è vastissimo e controverso... per cui mi fermo qua...
ma prima di passare alle poesie, come di consueto,
possiamo leggere alcuni aforismi sul tema...





Oh! guardati, mio signore, dalla gelosia:
è il mostro dagli occhi verdi
che schernisce la carne di cui si nutre
William Shakespeare



Come geloso, io soffro quattro volte:
perché sono geloso,
perché mi rimprovero di esserlo,
perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l’altro,
perché mi lascio soggiogare da una banalità:
soffro di essere escluso, di essere aggressivo,
di essere pazzo e di essere come tutti gli altri.
R. Barthes



La gelosia spegne l'amore come le ceneri spengono il fuoco
Ninon de Lencios



La gelosia ha da entrar nell'amore,
come nelle vivande la noce moscata.
Ci ha da essere, ma non si ha da sentire.
Francesco Algarotti


Nella gelosia c'è più amor proprio che amore
François de La Rochefocauld



Tra le poesie prescelte quest'anno ce ne sono 2
che vengono dal mondo antico... greco e latino...


Sarà bello se il tema di questo post potrà arricchirsi
di tante poesie vostre o di altri autori... che amate...



Miracolo del marito geloso – Tiziano Vecellio


GELOSIA
Riccardo Spelta

Entro nella tua stanza
senza chiederti permesso
Il tuo sorriso malizioso
mi fa sentir padrone
Prego s'accomodi
per lei nessun segreto
Allora frugo i cassetti
delle tue cose intime
Tocco anche il letto
che forse è ancora caldo
Apro l'armadio
in cerca di amanti fantasmi
Mi segui e mi assecondi
ma la pazienza ha un limite
Cerco un pretesto
che mi allontani da te
Ecco, l'ho trovato!
Tu non sei vergine
ed io che ci speravo
Me lo dice quella foto
laggiù sul comodino
Ora ho la scusa
per scriverti il mio sdegno
Sbatto la porta ed esco
dico per sempre addio
Lascio tutto sottosopra
e tu piangi sconsolata
Io che mi credo forte
penso sarà facile sparire
Ma ad un tratto nel petto
una mano mi strizza il cuore
E non lo molla più
togliendomi il respiro
Vuoi vedere che ho sbagliato
e da padrone passo a schiavo?
No non può essere
non è questo che volevo
E solo allora scopro
che gli schiavi sono due
Due innamorati che giocano
col gomitolo dei tormenti


CONCORRENZA SLEALE
DI PRIMA MATTINA A CATERINA
- Erich Fried -

Quando dissi
"facciamo l'amore"
dicesti no
spiegandomi
"Ho appena conosciuto in sogno
un uomo amabile
Era cieco
ed era un tedesco
Non è buffo?"
Ti augurai sogni d'oro
e scesi da basso
alla mia scrivania
ma geloso
come non mai

SE NON TUA
Catullo

Se non tua, di nessuno,
dice la mia donna,
di nessuno,
nemmeno di Dio.
Dice:
ma ciò che donna giura all'amante
scrivilo nel vento,
affidalo all'acqua errante.


OTELLO
W. Shakespeare

Vi prego,
Quando narrerete questi
Tragici avvenimenti,
Parlate di me quale io sono;
Non attenuate nulla,
Non scrivete nulla per malizia.
Dovrete dire allora di uno che amò
Senza saggezza ma con troppo amore,
Di uno non facile alla gelosia,
Ma che istigato,
Giunse alla follia estrema
Di un uomo la cui mano,
Come farebbe un povero indiano,
Gettò via una perla più
Preziosa di tutti i suoi tesori.

ODE ALLA GELOSIA
Saffo

A me pare uguale agli dei
chi a te vicino così dolce
suono scolta mentre tu parli
e ridi amorosamente. Subito a me
il cuore si agita nel petto
solo che appena ti veda, e la voce
si perde sulla lingua inerte.
Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,
e ho buio negli occhi e il rombo
del sangue alle orecchie.
E tutta in sudore tremante
come erba patita scoloro:
e morte non pare lontana
a e rapita di mente.

Traduzione di S. Quasimodo

Ciao a tutti da Tony Kospan





La gelosia in poesia e non solo



La gelosia è il più grande di tutti i mali
e quello che ispira meno pietà alle persone che la provocano.
La Rochefoucauld



Per Freud la gelosia è come il dolore, un sentimento normale.
Se non lo si prova vuol dire che è un fenomeno represso
e gioca un ruolo ancora maggiore nell'inconscio.
Secondo gli psicologi tutti possediamo delle strategie
a livello inconscio per proteggerci contro le sofferenze d'amore.

Alcune persone si chiudono in se stesse al punto tale
che non vogliono più innamorarsi per paura di essere traditi.
Altre ricorrono al convincimento di avere sempre
un posto privilegiato nonostante eventuali tradimenti;
altri utilizzano strategie ancora più originali, come ad esempio spingere il partner
nelle braccia di un altro o altra per scongiurare le terribili paure di essere ingannati.



Lo psicoanalista J P. Winter sostiene che la gelosia come l'amore non ha cura.
Se non possiamo evitare la gelosia possiamo però evitare che essa ci annienti.
La gelosia non è un segnale d'amore è un mito da sfatare.
Se il partner non si mostra geloso non significa che non ama,
semplicemente è sicuro di se stesso e dell'altro.



Le opinioni sono diverse, come vari sono i tipi e i livelli di gelosia, io credo che un pizzico di gelosia
sia normale in un rapporto amoroso, solo un pizzico, quando diventa ossessione è devastante.
Ecco le poesie che ho scelto per questa domenica:






Oggi
di Felice Pagnani


Oggi voglio cantare
al mio cuore
sgombro d'amore
cantare dell'ultima mia donna
delle cicatrici chiuse e quelle ancora aperte
niente piu' amore da iniziare e da finire
voglio vivere come un convalescente
felice di essere scampato alla morte
voglio essere solo a cantare
la mia solitudine
con disperata gelosia.





Gelosia
di Cesare Pavese

L'uomo vecchio ha la tetra di giorno, e di notte
ha una donna ch'è sua - ch'era sua fino a ieri.
Gli piaceva scoprirla, come aprire la terra,
e guardarsela a lungo, supina nell'ombra attendendo.
La donna sorrideva occhi chiusi.

L'uomo vecchio stanotte è seduto sul ciglio
del suo campo scoperto, ma non scruta la chiazza
della siepe lontana, non distende la mano
a divellere un'erba. Contempla tra i solchi
un pensiero rovente. La terra rivela
se qualcuno vi ha messo le mani e l'ha infranta:
lo rivela anche al buio. Ma non c'è donna viva
che conservi la traccia della stretta dell'uomo.

L'uomo vecchio si è accorto che la donna sorride
solamente occhi chiusi, attendendo supina,
e comprende improvviso che sul giovane corpo
passa in sogno la stretta di un altro ricordo.
L'uomo vecchio non vede più il campo nell'ombra.
Si è buttato in ginocchio, stringendo la terra
come fosse una donna e sapesse parlare.
Ma la donna distesa nell'ombra, non parla.

Dov'è stesa occhi chiusi la donna non parla
né sorride, stanotte, dalla bocca piegata
alla livida spalla. Rivela sul corpo
finalmente la stretta di un uomo: la sola
che potesse segnarla, e le ha spento il sorriso.







LA GELOSIA
di Pietro Metastasio


Perdono, amata Nice,
bella Nice, perdono. A torto, è vero,
dissi che infida sei:
detesto i miei sospetti, i dubbi miei.
Mai più della tua fede,
mai più non temerò. Per que' bei labbri
lo giuro, o mio tesoro,
in cui del mio destin le leggi adoro.
Bei labbri, che Amore
formò per suo nido,
non ho più timore,
vi credo, mi fido:
giuraste d'amarmi;
mi basta così.
Se torno a lagnarmi
che Nice m'offenda,
per me più non splenda
la luce del dì.
Son reo, non mi difendo:
puniscimi, se vuoi. Pur qualche scusa
merita il mio timor. Tirsi t'adora;
io lo so, tu lo sai. Seco in disparte
ragionando ti trovo: al venir mio
tu vermiglia diventi,
ei pallido si fa; confusi entrambi
mendicate gli accenti; egli furtivo
ti guarda, e tu sorridi... Ah quel sorriso,
quel rossore improvviso
so che vuol dir! La prima volta appunto
ch'io d'amor ti parlai, così arrossisti
sorridesti così, Nice crudele.
Ed io mi lagno a torto?
E tu non mi tradisci? Infida! ingrata!
barbara!... Aimè! Giurai fidarmi, ed ecco
ritorno a dubitar. Pietà, mio bene,
son folle: in van giurai; ma pensa al fine
che amor mi rende insano
che il primo non son io che giuri in vano.
Giura il nocchier, che al mare
non presterà più fede,
ma, se tranquillo il vede,
corre di nuovo al mar.
Di non trattar più l'armi
giura il guerrier tal volta,
ma, se una tromba ascolta
già non si sa frenar.








Oggi che t'aspettavo
di Vincenzo Cardarelli

Oggi che t'aspettavo
non sei venuta
e la tua assenza so quel che mi dice
la tua assenza che tumultuava
nel vuoto che hai lasciato
come una stella
dice che non vuoi amarmi
quale un estivo temporale s'annuncia
e poi s'allontana
così ti sei negata alla mia sete
l'amore sul nascere
ha di questi improvvisi pentimenti
silenziosamente ci siamo intesi
amore, amore
come sempre
vorrei coprirti di fiori
e d'insulti.







SONETTO DEL DOLCE LAMENTO
di Federico Garcia Lorca

Temo di perdere la meraviglia
dei tuoi occhi di statua e la cadenza,
che di notte mi posa sulla guancia
la rosa solitaria del respiro.
Temo di essere lungo questa riva
un tronco spoglio, e quel che più m'accora
è non avere fiore, polpa, argilla
per il verme di questa sofferenza.
Se sei tu il mio tesoro seppellito,
la mia croce e il mio fradicio dolore,
se io sono il cane e tu il padrone mio
non farmi perdere ciò che ho raggiunto
e guarisci le acque del tuo fiume
con foghe dell'Autunno mio impazzito








NON E' IL TUO AMORE CHE DOMANDO
di Anna Andreevna Achmatova

Non è il tuo amore che domando.
Si trova adesso in un luogo conveniente.
Stanne pur certo, lettere gelose
non scriverò alla tua fidanzata.
Però accetta dei saggi consigli:
dalle da leggere i mie versi,
dalle da custodire i miei ritratti,
sono così cortesi i fidanzati!
E conta più per queste scioccherelle
assaporare a fondo una vittoria
che luminose parole di amicizia,
e il ricordo dei primi, dolci giorni...
Ma allorché con la diletta amica
avrai vissuto spiccioli di gioia
e all'anima già sazia d'improvviso
tutto parrà un peso,
non accostarti alla mia notte trionfale.
Non ti conosco.
E in cosa potrei esserti d'aiuto?
Dalla felicità io non guarisco,







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