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Novità › FESTA DELLA DONNA
FESTA DELLA DONNA
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 dicembre @ 19:39:18 CET (2174 letture)
POESIE TEMATICHE II°




Poesie dedicate alle









Voce di Donna
di Antonia Pozzi

Io nacqui sposa di te soldato.
So che a marce e a guerre
lunghe stagioni ti divelgon da me.

Curva sul focolare aduno bragi,
sopra il tuo letto ho disteso un vessillo,
ma se ti penso all'addiaccio
piove sul mio corpo autunnale
come su un bosco tagliato.

Quando balena il cielo di settembre
e pare un'arma gigantesca sui monti,
salvie rosse mi sbocciano sul cuore.
Che tu mi chiami,
che tu mi usi
con la fiducia che dai alle cose,
come acqua che versi sulle mani
o lana che ti avvolgi intorno al petto.

Sono la scarna siepe del tuo orto
che sta muta a fiorire sotto convogli di zingare stelle.








Alla Mia Donna
di Marco Pellacani

Oh Donna, tu che mia figlia in grembo portasti
Bella donna! Meravigliosa!
Sei.... come il sole che riscalda,
legna che brucia nel camino, l'inverno.
Sei... come musica che rompe il silenzio!
Sei... quella voce che rassicura,
chiama, chiede dove sono!
Sei... quella parte che mancava in me,
ora, non più
perché sei con me!
Tu Sei la Mia Donna.







Buon 8 marzo, a tutte le donne
di Michele Luongo

A quelle che non hanno il dono di un sorriso
A quelle che non hanno una carezza sulla pelle
A quelle che non conoscono la dolcezza
A quelle che in silenzio subiscono la violenza.
A quelle che non possono sciogliersi i capelli al vento
Buon 8 marzo, a tutte le donne
A quelle che abbracciano con amore
A quelle che illuminano l’anima
A quelle che parlano dentro oltre lo sguardo
A quelle che sorridono con i colori dell’arcobaleno
A tutte quelle che danno energia alla libertà della vita.







Il Coraggio delle Donne
di Bruno Esposito

Sono coraggiose le donne,
ci costa caro, ma bisogna ammetterlo.
La fragilità? Solo uno stato culturale,
più che un dato biologico.
Sono forti e coraggiose, le donne.
Quando scelgono la solitudine,
rinunciando a un falso amore,
smascherandone la superficialità.
Sono coraggiose le donne, quando
crescono i figli senza l'aiuto di nessuno,
rivalutando l'ancestrale primato,
quello di essere mamme.
Hanno il coraggio di non chiedere
a uomini che sono anche padri,
la loro presenza,puntualmente assente.
Uomini che rifuggono le proprie responsabilità,
trincerandosi in comodi ruoli o paraventi
infantili di adulti mai cresciuti.
Sono forti e coraggiose, le donne,
quando a discapito di tutto e di tutti
scelgono i propri compagni; costruendo solide storie
spendendo patrimoni sentimentali, contro la morale comune.
Sono forti e coraggiose, le donne, quando sopportano,
violenze di ogni tipo, per salvaguardare quello che resta di famiglie,
che non son più tali
Sono la speranza del mondo, le donne, in qualsiasi
circostanza continuano a far nascere uomini,
che poi le tradiranno.






Donna
di Rabindranath Tagore

Donna, non sei soltanto l'opera di Dio,
ma anche degli uomini, che sempre
ti fanno bella con i loro cuori.
I poetai ti tessono una rete
con fili di dorate fantasie;
i pittori danno alla tua forma
sempre nuova immortalità.
Il mare dona le sue perle,
le miniere il loro oro,
i giardini d'estate i loro fiori
per adornarti, per coprirti,
per renderti sempre più preziosa.
Il desiderio del cuore degli uomini
ha steso la sua gloria
sulla tua giovinezza.
Per metà sei donna,
e per metà sei sogno.






Donna
di Eliomar Ribeiro de Souza
Poeta Brasiliano

Nel tuo esserci l'incanto dell'essere,
La vita, tua storia,
segnata dal desiderio d'essere
semplicemente donna!
Nel tuo corpo ti porti,
come nessun altro,
il segreto della vita!
Nella tua storia
la macchia dell'indifferenza,
della discriminazione, dell'oppressione…
in te l'amore più bello,
la bellezza più trasparente,
l'affetto più puro
che mi fa uomo!


Grazia









Donna genovese
di Dino Campana

Tu mi portasti un po' d'alga marina
nei tuoi capelli, ed un odor di vento,
che e corso di lontano e giunge grave
d'ardore, era nel tuo corpo bronzino:
oh la divina
semplicità
semplicità delle tue forme snelle
no amore non spasimo, un fantasma,
un'ombra della necessità che vaga
serena e ineluttabile per l'anima
e la disciolglie in gioia, in incanto serena
perchè per l'infinito lo scirocco
se la possa portare.
Come è piccolo il mondo e leggero nelle tue mani!





Greve o donna, è il tuo paniere
di Rabindranath Tagore

Affonda i piedi stanchi nell'acqua.
Il vento di mezzodì ti passerà le dita fra le chiome;
le colombe gemeranno le lor nenie suadenti al sonno,
le fronde bisbiglieranno i segreti che s'annidano nelle ombre.
Che importa se le ore trascorrono e tramonta il sole?
e attraverso la desolata landa la via
si perde nella luce vanente?
Laggiù è la mia casa, presso la siepe
del biancospino in fiore;
Preparerò un letto, e accenderò una lampada.
Sul mattino, quando gli uccelli sian destati dall'affannarsi
dei mungitori delle mucche, io sveglierò anche te.









Donne appassionate
di Cesare Pavese

Le ragazze al crepuscolo scendendo in acqua,
quando il mare svanisce, disteso. Nel bosco
ogni foglia trasale, mentre emergono caute
sulla sabbia e si siedono a riva. La schiuma
fa i suoi giochi inquieti,lungo l'acqua remota.

Le ragazze han paura delle alghe sepolte
sotto le onde, che afferrano le gambe e le spalle:
quant'è nudo, del corpo. Rimontano rapide a riva
e si chiamano a nome, guardandosi intorno.
Anche le ombre sul fondo del mare, nel buio,
sono enormi e si vedono muovere incerte,
come attratte dai corpi che passano. Il bosco
è un rifugio tranquillo, nel sole calante,
più che il greto, ma piace alle scure ragazze
star sedute all'aperto, nel lenzuolo raccolto.

Stanno tutte accosciate, serrando il lenzuolo
alle gambe, e contemplando il mare disteso
come un prato al crepuscolo. Oserebbe qualcuna
ora stendersi nuda in un prato? Dal Mare
balzerebbero le alghe, che sfiorano i piedi,
a ghermire e ravvolgere il corpo tremante.
Ci son occhi nel mare, che traspaiono a volte.

Quell'ignota straniera, che nuotava di notte
sola e nuda, nel buio quando la luna,
è scomparsa una notte e non torna mai più.
Era grande e doveva esser bianca abbagliante
perchè gli occhi, dal fondo del mare, giungessero a lei.







La donna
di Totò

Chi l'ha criata è stato nu grand'ommo
nun ' o vvoglio sapé, chi è stato è stato;
è stato 'o Patetemo? E quanno, e comme?
Ch'avite ditto? 'O fatto d' 'a custata?
ma ' a femmena è ' na cosa troppo bella,
nun 'a puteva fà cu' 'a custatella!
Per carità, non dite fesserie!
mò v' 'o ddich'io comm' è stata criata:
è stato nu lavoro' e fantasia,
è stata 'na magnifica trovata,
e su questo non faccio discussione;
chi l'ha criata è gghiuto 'int' 'o pallone!





Maternità
di Cesare Pavese

Questo è un uomo che ha fatto tre figli: un gran corpo
poderoso, che basta a se stesso; a vederlo passare
uno pensa che i figli han la stessa statura.
Dalle membra del padre (la donna non conta)
debbon esser usciti, già fatti, tre giovani
come lui. Ma comunque sia il corpo dei tre,
alle membra del padre non manca una briciola
né uno scatto: si sono staccati da lui
camminandogli accanto.
La donna c'è stata,
una donna di solido corpo, che ha sparso
su ogni figlio del sangue e sul terzo c'è morta.
Pare strano ai tre giovani vivere senza la donna
che nessuno conosce e li ha fatti, ciascuno, a fatica
annientandosi in loro. La donna era giovane
e rideva e parlava, ma è un gioco rischioso
prender parte alla vita. È così che la donna
c'è restata in silenzio, fissando stravolta il suo uomo.
I tre figli hanno un modo di alzare le spalle
che quell'uomo conosce. Nessuno di loro
sa di avere negli occhi e nel corpo una vita
che a suo tempo era piena e saziava quell'uomo.
Ma, a vedere piegarsi un suo giovane all'orlo del fiume
e tuffarsi, quell'uomo non ritrova più il guizzo
delle membra di lei dentro l'acqua, e la gioia
dei due corpi sommersi. Non ritrova più i figli
se li guarda per strada e confronta con sé.
Quanto tempo è che ha fatto dei figli? I tre giovani
vanno invece spavaldi e qualcuno per sbaglio
s'è già fatto un figliolo, senza farsi la donna.





Donna in tram
di Sandro Penna

Vuoi baciare il tuo bimbo che non vuole:
ama guardare la vita, di fuori.
Tu sei delusa allora, ma sorridi:
non è l'angoscia della gelosia
anche se già somiglia egli all'altr'uomo
che per «guardare la vita, di fuori»
ti ha lasciata così...





A una passante
di Charles Baudelaire

Attorno m'urlava. la strada assordante.
Alta, sottile, in lutto, nel dolor regale, una donna passò,
alzando con superba mano e agitando, la balza e
l'orlo della gonna; agile e nobile, con le gambe statuarie.

Ed io le bevevo, esaltato come un folle, nell'occhio,
cielo livido presago d'uragano,
dolcezza che incanta e piacere che dà morte.

Un lampo...poi la notte!
Bellezza fugace, il cui sguardo m'ha ridato vita a un tratto,
nell'eternità solamente potrò rivederti?

Altrove, lontano, troppo tardi, mai forse!
Perché ignoro dove fuggi, e tu dove io vada,
o te che avrei amato, o te che lo sapevi!






LA DONNA CHE PREFERISCO
di Marco Valerio Marziale

Tu mi domandi, o Flacco,
quale tipo di donna
vorrei per me e quale non vorrei?
Non troppo compiacente la vorrei
e non troppo scontrosa.
Le qualità intermedie preferisco:
che non mi stia lì a tormentare
e non mi sazi subito di sé.

Grazia










LA DONNA IN POESIA E... NON SOLO...
a cura di Tony Kospan

Care amiche ed amici questa volta... il tema appare proprio obbligato dal calendario... e non può che essere... la
D O N N A

Lunedì è infatti la...





Pertanto sospendiamo per questa domenica la quadrilogia dedicata all'amore umano.


L'8 Marzo però è da considerare non come giorno d'eccezione bensì come normale conferma di un rapporto sereno e paritario tra i sessi...





Dunque giorno da dedicare al ricordo dei sacrifici fatti dalle donne nel secolo scorso per raggiungere la parità dei diritti

Non c'è chi non possa vedere infatti i grandi progressi compiuti dalla donna nella nostra società negli ultimi decenni benché resistano ahimé sacche d'incultura e di violenza nei suoi confronti...



C'è anche qualche tentativo di tornare indietro... ma non è questa la sede per discorsi sociologici.

Dunque la donna... in tutti i suoi aspetti è il tema delle poesie di questa domenica che precede l'8 marzo.





Non sono moltissime le poesie che parlano specificamente della donna come... donna.. ma ce ne sono... ed io ho scelto le prime 2 che mi appaiono emblematiche e profonde
e le ultime 2 che sono veri e propri inni all' - altra metà del cielo -... ed in mezzo un'originalissima poesia d'un (apparentemente) inconsueto Prevert.

Come sempre sarà bello leggere le poesie che sul tema amate voi...



MILIONI DI DONNE
Adriana Scarpa

Milioni di donne
dipanano la vita nel chiuso
di pareti stinte. Il pianto del bambino
di notte
le unisce all'uomo di fianco
e divide
per la sacralità del suo sonno.
Poi viene il tempo
di fare la riga ai capelli
e riannodare le trecce sciolte,
viene il tempo
di soffiare nasi
e lavare ginocchia sbucciate.
Milioni di donne - così -
ad aspettare partenze e distacchi:
ed è sempre l'alba - ai risvegli
il volto è sempre bianco di stanchezza.
Ancora
milioni di donne non sanno
i respiri di betulla
- soltanto la fatica dei giorni -
non sanno i desideri e le braccia
ma solo gli affanni
e i ventri svuotati
che crescono silenzi
nei corpi sconfitti.





D O N N A
Madre Teresa di Calcutta

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni….
Però ciò che è più importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c`è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`è un`altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione,
ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre,
cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!!!





IL MAZZO DI FIORI
Jacques Prévert

Che fai laggiù bambina
Con quei fiori appena colti
Che fai laggiù ragazza
Con quei fiori che sbiadiscono
Che fai laggiù bella donna
Con quei fiori che appassiscono
Che fai laggiù già vecchia
Con quei fiori che muoiono


D O N N A
Eliomar Ribeiro de Souza

Nel tuo esserci l'incanto dell'essere,
La vita, tua storia,
segnata dal desiderio d'essere
semplicemente donna!
Nel tuo corpo ti porti,
come nessun altro,
il segreto della vita!
Nella tua storia
la macchia dell'indifferenza,
della discriminazione, dell'oppressione…
in te l'amore più bello,
la bellezza più trasparente,
l'affetto più puro
che mi fa uomo!





D O N N A
Tagore

Donna, non sei soltanto l' opera di Dio,
ma anche degli uomini, che sempre
ti fanno bella con i loro cuori.
I poeti ti tessono una rete
con fili di dorate fantasie;
i pittori danno alla tua forma
sempre nuova immoralità.
Il mare dona le sue perle,
le miniere il loro oro,
i giardini d' estate i loro fiori
per adornarti, per coprirti,
per renderti sempre più preziosa.
Il desiderio del cuore degli uomini
ha steso la sua gloria
sulla tua giovinezza.
Per metà sei donna, e per metà sei sogno.





DONNE... GRAZIE DI ESISTERE...

TONY KOSPAN...







Donna genovese
di Dino Campana

Tu mi portasti un po' d'alga marina
nei tuoi capelli, ed un odor di vento,
che e corso di lontano e giunge grave
d'ardore, era nel tuo corpo bronzino:
oh la divina
semplicità
semplicità delle tue forme snelle
no amore non spasimo, un fantasma,
un'ombra della necessità che vaga
serena e ineluttabile per l'anima
e la disciolglie in gioia, in incanto serena
perchè per l'infinito lo scirocco
se la possa portare.
Come è piccolo il mondo e leggero nelle tue mani!





Greve o donna, è il tuo paniere
di Rabindranath Tagore

Affonda i piedi stanchi nell'acqua.
Il vento di mezzodì ti passerà le dita fra le chiome;
le colombe gemeranno le lor nenie suadenti al sonno,
le fronde bisbiglieranno i segreti che s'annidano nelle ombre.
Che importa se le ore trascorrono e tramonta il sole?
e attraverso la desolata landa la via
si perde nella luce vanente?
Laggiù è la mia casa, presso la siepe
del biancospino in fiore;
Preparerò un letto, e accenderò una lampada.
Sul mattino, quando gli uccelli sian destati dall'affannarsi
dei mungitori delle mucche, io sveglierò anche te.







Donne appassionate
di Cesare Pavese

Le ragazze al crepuscolo scendendo in acqua,
quando il mare svanisce, disteso. Nel bosco
ogni foglia trasale, mentre emergono caute
sulla sabbia e si siedono a riva. La schiuma
fa i suoi giochi inquieti,lungo l'acqua remota.

Le ragazze han paura delle alghe sepolte
sotto le onde, che afferrano le gambe e le spalle:
quant'è nudo, del corpo. Rimontano rapide a riva
e si chiamano a nome, guardandosi intorno.
Anche le ombre sul fondo del mare, nel buio,
sono enormi e si vedono muovere incerte,
come attratte dai corpi che passano. Il bosco
è un rifugio tranquillo, nel sole calante,
più che il greto, ma piace alle scure ragazze
star sedute all'aperto, nel lenzuolo raccolto.

Stanno tutte accosciate, serrando il lenzuolo
alle gambe, e contemplando il mare disteso
come un prato al crepuscolo. Oserebbe qualcuna
ora stendersi nuda in un prato? Dal Mare
balzerebbero le alghe, che sfiorano i piedi,
a ghermire e ravvolgere il corpo tremante.
Ci son occhi nel mare, che traspaiono a volte.

Quell'ignota straniera, che nuotava di notte
sola e nuda, nel buio quando la luna,
è scomparsa una notte e non torna mai più.
Era grande e doveva esser bianca abbagliante
perchè gli occhi, dal fondo del mare, giungessero a lei.







La donna
di Totò

Chi l'ha criata è stato nu grand'ommo
nun ' o vvoglio sapé, chi è stato è stato;
è stato 'o Patetemo? E quanno, e comme?
Ch'avite ditto? 'O fatto d' 'a custata?
ma ' a femmena è ' na cosa troppo bella,
nun 'a puteva fà cu' 'a custatella!
Per carità, non dite fesserie!
mò v' 'o ddich'io comm' è stata criata:
è stato nu lavoro' e fantasia,
è stata 'na magnifica trovata,
e su questo non faccio discussione;
chi l'ha criata è gghiuto 'int' 'o pallone!





Maternità
di Cesare Pavese

Questo è un uomo che ha fatto tre figli: un gran corpo
poderoso, che basta a se stesso; a vederlo passare
uno pensa che i figli han la stessa statura.
Dalle membra del padre (la donna non conta)
debbon esser usciti, già fatti, tre giovani
come lui. Ma comunque sia il corpo dei tre,
alle membra del padre non manca una briciola
né uno scatto: si sono staccati da lui
camminandogli accanto.
La donna c'è stata,
una donna di solido corpo, che ha sparso
su ogni figlio del sangue e sul terzo c'è morta.
Pare strano ai tre giovani vivere senza la donna
che nessuno conosce e li ha fatti, ciascuno, a fatica
annientandosi in loro. La donna era giovane
e rideva e parlava, ma è un gioco rischioso
prender parte alla vita. È così che la donna
c'è restata in silenzio, fissando stravolta il suo uomo.
I tre figli hanno un modo di alzare le spalle
che quell'uomo conosce. Nessuno di loro
sa di avere negli occhi e nel corpo una vita
che a suo tempo era piena e saziava quell'uomo.
Ma, a vedere piegarsi un suo giovane all'orlo del fiume
e tuffarsi, quell'uomo non ritrova più il guizzo
delle membra di lei dentro l'acqua, e la gioia
dei due corpi sommersi. Non ritrova più i figli
se li guarda per strada e confronta con sé.
Quanto tempo è che ha fatto dei figli? I tre giovani
vanno invece spavaldi e qualcuno per sbaglio
s'è già fatto un figliolo, senza farsi la donna.





Donna in tram
di Sandro Penna

Vuoi baciare il tuo bimbo che non vuole:
ama guardare la vita, di fuori.
Tu sei delusa allora, ma sorridi:
non è l'angoscia della gelosia
anche se già somiglia egli all'altr'uomo
che per «guardare la vita, di fuori»
ti ha lasciata così...

Grazia










LA MAMMA IN POESIA E...
LA POESIA DELLA MAMMA NELLA NOSTRA VITA
a cura di Tony Kospan

C’è poco da fare… non potevo non dedicare
il tema poetico di questa domenica alla festa della mamma...
e lo faccio con immenso piacere...

Chi può aver maggior importanza, nella nostra vita,
dell’essere che ci ha generato?





Certo ci sono madri e madri…
ma in ogni caso la vita umana (e non solo)
si è perpetuata (almeno finora) grazie alla maternità
e la madre con le sue cure rappresenta, in genere,
il fondamento stesso del nostro esser… persone.


Alcuni aforismi sulla mamma che adoro...





Il cuore di una madre è un abisso
in fondo al quale si trova sempre un perdono.
Honoré de Balzac

La mano che fa dondolare la culla
è la mano che regge il mondo.
William Ross Wallace

Le verità che contano, i grandi principi,
alla fine, restano sempre due o tre.
Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.
Enzo Biagi

La parola "MAMMA" è nascosta nel cuore
e sale alle labbra nei momenti di dolore e di felicità,
come il profumo sale dal cuore della rosa
e si mescola all’aria chiara.
Kahlil Gibran





E’ quindi con i versi che seguono
che vi/mi auguro una domenica felice
o con la mamma, o con il pensiero della mamma,
o con il ricordo e la nostalgia della mamma,
o con le mogli/compagne mamme dei nostri figli…


Le immagini sono tutte della grande pittrice americana
Mary Cassatt che, pur senza averla potuto vivere personalmente,
si distingue per la grande quantità e qualità
di dipinti dedicati alla maternità...


Come sempre mi piacerebbe leggere le poesie vostre...
o di altri autori che dedichereste alla mamma...





IL SORRISO DELLA MADRE
Angiolo Silvio Novaro

Benedetta la casa
illuminata dal sorriso della madre!
Sorriso della madre!
Più nitido e luminoso del primo raggio di sole
quando appare alla creatura
che riapre gli occhi al mattino,
lusinghiero
quando saluta e dice addio da un davanzale
e accompagna fino alla svolta della strada,
e chi si allontana se la porta nel cuore
e la strada gli sembra più amabile di ieri
e il mondo gli sembra più roseo…







MIA MADRE ETERNA MARGHERITA
Mario Luzi

Mia madre, mia eterna margherita
che piangi e mi sorridi
viva ora più di prima,
lo so, lo so quel che dovrei, pazienza
di forte non è questa ostinazione
d’uomo che teme la sua resa. Forza
è pace. Il sopore che s’insinua
nell’ora giusta fra due giuste veglie
è forza anch’esso, non viltà. Ma ormai
che i tuoi occhi mi s’aprono
solamente nell’anima, due punti
tenaci al fondo del braciere
con cui guardare tutto il resto, o santa,
non è il taglio a fil di lama
che partisce ombra e sole in queste vie
puntate contro il fuoco
del mare all’orizzonte, è un altro il segno
a cui dovrò tener fronte, segno
che ferisce, passa da parte a parte







L'ADOLESCENTE
Jan Ramòn Jiménez

Il baule attende, già chiuso,
nel patio di marmo
«Mi dimentico, madre, non ricordo...
Madre, che cos'è quel che dimentico?»
«La roba c'è tutta, figlio.»
«Sì, ma qualcosa manca, e non ricordo...
Madre, che cos'è quel che dimentico?»
«I libri ci son tutti, figlio?»
«Sì, ma qualcosa manca, e non ricordo...
Madre, che cos'è che dimentico?»
«Sarà il tuo ritratto, figlio.»
«No! mi manca qualcosa, e non ricordo...
Madre, che cos'è che dimentico?»
«Non pensarci più, dormi, figlio.»
«Madre! (L'aurora è nuova.) La tua viva
voce risuonerà, senza ch'io l'oda!
Solo un'ora nel mezzo,
e già il mondo è vuoto!
Non vanno in nessun luogo
le strade del mattino!
Madre, madre, ora so che mi mancava:
tutto, te, me!
Oscuro il nord.
Sibila il vento, freddo e grande.»







MAMMA
Alda Merini

Mamma sono “Indra”.
Lascia che io
ti guardi nei raggi del sole.
Mamma sono
nuvola e presto sarò da te.
Mamma sono vento
e tu sei tempo infinito.
La sfida è questo oceano di nuvole.
Ma dopo il temporale
saremo liberi….
arcobaleni di essenza.
Mamma dolce fior di loto
al cospetto di Dio!







MIA MADRE
De Amicis


Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni
mia madre ha sessant'anni e più la guardo
e più mi sembra bella.

Non ha un accento, un guardo, un riso
che non mi tocchi dolcemente il cuore.
Ah se fossi pittore, farei tutta la vita
il suo ritratto.

Vorrei ritrarla quando inchina il viso
perch'io le baci la sua treccia bianca
e quando inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso.

Ah se fosse un mio prego in cielo accolto
non chiederei al gran pittore d'Urbino
il pennello divino per coronar di gloria
il suo bel volto.

Tony Kospan







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