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Novità › RICORDI
RICORDI
Postato da Grazia01 il Lunedì, 14 gennaio @ 22:17:43 CET (21427 letture)
POESIE TEMATICHE II°









I RICORDI… IN POESIA… E…
by Tony Kospan

I ricordi sono il nostro passato… sono la nostra storia personale e familiare…
scritti nel libro della nostra mente… o… se piace di più…
sono gioielli e cianfrusaglie
conservate nello scrigno del nostro cuore.

Sono belli e sono brutti per tutti… ma nel contempo sempre utili…
anche i più dolorosi… in quanto possono aiutarci
a comprendere il presente ed ad evitar di ripetere errori del passato.






I ricordi più belli possono poi… insieme ai sogni…
aiutarci a superare i momenti più difficili
ed a non perdere la rotta della nostra vita.


Dunque sono da conservare sempre
perché la loro perdita ci lascerebbe in balia di ogni evento
senza difese e senza capacità di discernimento.





La vita non è quella che si è vissuta,
ma quella che si ricorda
e come la si ricorda per raccontarla.
(Gabriel Garcia Marquez)







I ricordi… d’amore… d'amicizia… d'affetti… etc…
contenendo una gran bella dose di emozioni
hanno sempre affascinato i poeti
che ne hanno parlato nei modi più vari.







Tra le poesie scelte quest'anno in tema… ricordi… segnalo
quella lunghetta ed insieme leggera…
ma davvero affascinante e suggestiva… COCOTTE…
che mi appare un vero e proprio sognante dipinto…
e mi ha sempre colpito molto…

Come sempre mi piacerebbe leggere quelle che sia vostre che di altri autori,
sul tema amate voi… qui...







PASSAGGIO NOTTURNO
Vincenzo Cardarelli

Giace lassù la mia infanzia.
Lassù in quella collina
ch’io riveggo di notte,
passando in ferrovia,
segnata di vive luci.
Odor di stoppie bruciate
m’investe alla stazione.
Antico e sparso odore
simile a molte voci che mi chiamino.
Ma il treno fugge. Io vo non so dove.
M’è compagno un amico
che non si desta neppure.
Nessuno pensa o immagina
che cosa sia per me
questa materna terra ch’io sorvolo
come un ignoto, come un traditore.





RICORDO
Giorgio Caproni

Ricordo una chiesa antica,
romita,
nell'ora in cui l'aria s'arancia
e si scheggia ogni voce
sotto l'arcata del cielo.
Eri stanca,
e ci sedemmo sopra un gradino
come due mendicanti.
Invece il sangue ferveva
di meraviglia, a vedere
ogni uccello mutarsi in stella
nel cielo.




NON HO DIMENTICATO
Charles Baudelaire

Non ho dimenticato, accanto alla città,
La nostra bianca casa, piccola ma tranquilla,
La sua Pomona in gesso e la vetusta Venere
Che in un boschetto stento celavan nudità,
E il sole che la sera, sfavillante e superbo,
Dietro il vetro su cui si frangeva il suo raggio,
Sembrava contemplare – occhio aperto sul cielo –
Il nostro silenzioso e lungo desinare,
Spandendo con dovizia bei riflessi di cero
Sulla sobria tovaglia e le tende di seta.





COCOTTE
Guido Gozzano

I.
Ho rivisto il giardino, il giardinetto
contiguo, le palme del viale,
la cancellata rozza dalla quale
mi protese la mano ed il confetto…
II.
«Piccolino, che fai solo soletto?»
«Sto giocando al Diluvio Universale.»
Accennai gli stromenti, le bizzarre
cose che modellavo nella sabbia,
ed ella si chinò come chi abbia
fretta d'un bacio e fretta di ritrarre
la bocca, e mi baciò di tra le sbarre
come si bacia un uccellino in gabbia.
Sempre ch'io viva rivedrò l'incanto
di quel suo volto tra le sbarre quadre!
La nuca mi serrò con mani ladre;
ed io stupivo di vedermi accanto
al viso, quella bocca tanto, tanto
diversa dalla bocca di mia Madre!
«Piccolino, ti piaccio che mi guardi?
Sei qui pei bagni? Ed affittate là?»
«Sì… vedi la mia mamma e il mio Papà?»
Subito mi lasciò, con negli sguardi
un vano sogno (ricordai più tardi)
un vano sogno di maternità…
«Una cocotte!…»
«Che vuol dire, mammina?»
«Vuol dire una cattiva signorina:
non bisogna parlare alla vicina!»
Co-co-tte… La strana voce parigina
dava alla mia fantasia bambina
un senso buffo d'ovo e di gallina…
Pensavo deità favoleggiate:
i naviganti e l'Isole Felici…
Co-co-tte… le fate intese a malefici
con cibi e con bevande affatturate…
Fate saranno, chi sa quali fate,
e in chi sa quali tenebrosi offici!
III.
Un giorno – giorni dopo – mi chiamò
tra le sbarre fiorite di verbene:
«O piccolino, non mi vuoi più bene!…»
«è vero che tu sei una cocotte?»
Perdutamente rise… E mi baciò
con le pupille di tristezza piene.
IV.
Tra le gioie defunte e i disinganni,
dopo vent'anni, oggi si ravviva
il tuo sorriso… Dove sei, cattiva
Signorina? Sei viva? Come inganni
(meglio per te non essere più viva!)
la discesa terribile degli anni?
Oimè! Da che non giova il tuo belletto
e il cosmetico già fa mala prova
l'ultimo amante disertò l'alcova…
Uno, sol uno: il piccolo folletto
che donasti d'un bacio e d'un confetto,
dopo vent'anni, oggi ti ritrova
in sogno, e t'ama, in sogno, e dice: T'amo!
Da quel mattino dell'infanzia pura
forse ho amato te sola, o creatura!
Forse ho amato te sola! E ti richiamo!
Se leggi questi versi di richiamo
ritorna a chi t'aspetta, o creatura!
Vieni! Che importa se non sei più quella
che mi baciò quattrenne? Oggi t'agogno,
o vestita di tempo! Oggi ho bisogno
del tuo passato! Ti rifarò bella
come Carlotta, come Graziella,
come tutte le donne del mio sogno!
Il mio sogno è nutrito d'abbandono,
di rimpianto. Non amo che le rose
che non colsi. Non amo che le cose
che potevano essere e non sono
state… Vedo la case, ecco le rose
del bel giardino di vent'anni or sono!
Oltre le sbarre il tuo giardino intatto
fra gli eucalipti liguri si spazia…
Vieni! T'accoglierà l'anima sazia.
Fa ch'io riveda il tuo volto disfatto;
ti bacierò; rifiorirà, nell'atto,
sulla tua bocca l'ultima tua grazia.
Vieni! Sarà come se a me, per mano,
tu riportassi me stesso d'allora.
Il bimbo parlerà con la Signora.
Risorgeremo dal tempo lontano.
Vieni! Sarà come se a te, per mano,
io riportassi te, giovine ancora.





RICORDI… AMOR MIO…
Pablo Neruda

… Ricordi, amor mio,
i nostri primi passi nell’isola?
Le pietre grigie ci riconobbero,
le raffiche della pioggia,
le grida del vento nell’ombra.
Ma il fuoco fu
il nostro unico amico,
vicino ad esso stringemmo
con quattro braccia, nell’inverno,
il dolce amore.
Il fuoco vide crescere nudo il nostro amore
fino a toccare stelle nascoste,
e vide nascere e morire il dolore
come una spada spezzata
contro l’amore invincibile…





Tony Kospan





Il tema poetico e non di questa domenica sono









A volte, con mio grande disappunto, riaffiorano con prepotenza e senza alcun controllo, i ricordi più brutti, quelli che cerco di dimenticare o almeno ridimensionare, senza successo. Capita nei momenti più disparati, mentre lavoro, mentre guardo la tv, prima di dormire, terribili attimi di vita vissuta emergono senza nessun apparente nesso, e quasi in modo masochistico mi immergo totalmente in essi. Ne esco dolente e alla ricerca spasmodica di ricordi belli che, per mia fortuna superano di gran lunga quelli brutti. Anche i ricordi belli affiorano piacevolmente a volte senza motivo, o vivendo un'esperienza che li riporta alla mente. Non so se capiti anche a voi, ma non sarebbe bello poter cancellare quelli brutti, come i segni su di una lavagna? So però che non sarebbe giusto perché anche quelli fanno parte di noi, e siamo quello che siamo anche grazie o per colpa di quelle esperienze. Ogni avvenimento della nostra vita ci ha formato e a volte proprio quelli spiacevoli hanno, se pur con dolore, contribuito alla nostra crescita interiore.




A volte basta un attimo per scordare una vita,
ma a volte non basta una vita per scordare un attimo.

Jim Morrison



La vita non è quella che si è vissuta,
ma quella che si ricorda
e come la si ricorda per raccontarla.

Gabriel Garcia Marquez



E' più facile dare un bacio che dimenticarlo
Anonimo



Sogno

Il mare ha i suoi riflessi
la primavera i colori promessi.

Sogno , ricordi la vita?

Carlo Bramanti






PAURA DEI MIEI RICORDI
Francesco Gheza


In alcuni anni appena trascorsi
ho avuto paura dei miei stessi ricordi;
ora senza timore li osservo sereno,
perché non m'opprime l'ansia interiore.

Anche solo il ricordo in attento pensiero,
pur solo l'immagine verso fulgide mete
turbavano forte la mia vita corrente:
angustia m'offriva la meta stroncata.

Rifugio mi era nel rimorso assopito
affrettarmi alla sera nel sonno precoce,
sperando clemenza nel giorno futuro,
rigettando pensieri ancora struggenti.

Ora senza l'assillo li riporto a me stesso
perché scaduta è la pena ad essi legata.










Ricordi che rodono dentro.
Francesco Merlo


Ricordi che rodono dentro,
parole dette, parole dimenticate.
Promesse fatte, promesse tradite.

Ricordi che rodono dentro.
Carezze, baci, sospiri.
Amore eterno, Amore finito.

Solo resta l'Amore bambino,
che crescer non può.
Viziato, amato, cullato, futuro non ha.
Si nutre di sguardi rubati, passioni represse,
di baci e carezze furtivi: futuro non ha.

Rimpianti, dolore, passione e furore.
Ricordi che rodono dentro.

Altri giorni verranno,
ma l'Amore bambino
futuro non ha.










IL PAESE DEL CUORE

Domenico Bertuccelli


Lo sguardo è lassù, dove sale la nebbia
che lasciando la valle, sfiora i castagni,
sì forti, imponenti, chinanti le chiome
al soffio leggero di brezza autunnale.

Il cuore galoppa e il passo si affretta
mi inerpico, arranco lungo i sentieri,
tra querce frondose ed obliati ricordi
dei béi tempi remoti, di anni fulgenti.

Dal fitto del bosco il paese intravedo
mi fermo incantato, col fiato sospeso.
Col cuore in gola, lo sguardo carezza
quei tetti, quei muri, e l' erte stradine.

Con passo felpato, dietro siepi di mirto
spio muto e silente quasi a non destare
il sì calmo borgo adagiato a dormiente,
lambito dal voltèggio di foglie ingiallite.

Riparto in silenzio, come sono arrivato
col cuore già gonfio di un nuovo passato,
la grigia bruma, salente dal fondo valle
confonde di nuovo i sentieri e i ricordi.








HO SEMPRE PENSATO
Bartolomeo Di Monaco


Ho sempre pensato che fosse amore
quello che sento per te,
anche quel giorno che mi gridasti
di andarmene via
e la mia fantasia
ti tenne stretta a me.
Ti immaginavo per quella foresta,
ricordi?
che abbiamo sognato insieme
molte volte
e là ci dicevamo
le parole impossibili,
così dolci,
così leggere,
che non si trovano qui da noi
e tu mi capivi
ed io ti sentivo parlare
nel silenzio.
Su noi scendeva l'odore
delle foglie bagnate
e tu correvi via
perché t'inseguissi.
Ricordi?
Non ti raggiungevo mai
e tu dovevi aspettarmi
sebbene fossi leggero e veloce.
Pensavamo ai nostri figli,
di averli non qui sulla Terra
dove c'è rumore,
ma lassù nel bosco,
dove l'usignolo
li avrebbe addormentati
per noi
e divenuti grandi
nulla del nostro mondo
quaggiù
avrebbero saputo.
Ho sempre pensato che fosse amore
quello che sento per te,
anche quando mi gridasti
che ti facevo soffrire
ed io sapevo
ch'era solo un istante
della mia debolezza.
Ricordi?
le volte che ci siamo amati,
tenuti per mano in silenzio
su quel sentiero
così lontano da qui
ma che solo noi
possiamo trovare nel cuore.
Oh, non c'è dolore
che possa farti dimenticare,
nulla può cambiare
ciò che sarà sempre tra noi.
Ricordi?
Ridevi
e mentre correvi
ti voltavi a guardare
ed io non sapevo raggiungerti
sebbene fossi leggero e veloce.
Quella tua allegria
la porto con me
ormai per sempre;
sei la mia vita,
gli occhi, il sorriso,
l'anima mia.
Lo sento qui dentro
e porto il tuo volto
impresso nel mio,
le tue parole sulla mia bocca.
Ricordi?
C'è una foresta lassù
dove viviamo solo noi;
in ogni ora, in ogni istante
siamo sempre insieme.

9 aprile 1988









Colloquio sentimentale

Paul Verlaine

Nel vecchio parco gelido e deserto
sono appena passate due forme.

Hanno occhi morti, e labbra molli,
e le loro parole si odono a stento.

Nel vecchio parco gelido e deserto
due spettri hanno evocato il passato.

- Ricordi la nostra estasi d'allora?
- E perché vuoi che la ricordi?

- Batte ancora il tuo cuore solo a udire il mio nome?
Ancora vedi in sogno la mia anima? - No.

- Ah, i bei giorni d'indicibile felicità
quando univamo le nostre bocche! - Può darsi.

- Com'era azzurro il cielo, e grande la speranza!
- Vinta, fuggì la speranza, nel cielo nero.

Andavano così tra l'avena selvatica,
e le loro parole le udì solo la notte.









Lavagna
Felice Mastroianni

È strano che un paese
si porti nel ricordo
con la prima lavagna
(odore di mucca,
freschi occhi di gelso al davanzale),
ma un paese della mia terra
ha il volto disseccato
d'una lavagna, e la cimosa è un vento:
voce tra tante
d'acque e di terra,
linguaggio paesano
cui facemmo l'orecchio
per tante stirpi pazienti.
S'impasta con lagrime
alla madia e al tornio,
s'adagia nel respiro
di veglie senza tempo,
quando mordono fondi i ricordi
coi latrati notturni dalle serre,
e s'appiatta
con la nebbia serale
al fondo del torrente.
Un paese di Calabria
è come un lavagna:
un vento cancella,
lèviga come l'aie al mattino.
Ai ritorni, altri visi:
tenui linee di gesso.
Senti che sopravvivi,
ogni volta più solo,
un po' estraneo a te stesso.



Grazia









Basta poco... un'immagine... un colore... un profumo... una musica...
per risvegliare in noi la memoria di momenti felici...



CHE COS'È UN RICORDO ?
QUALCOSA CHE HAI... ?
O QUALCOSA CHE... HAI PERSO PER SEMPRE ?
Questo dice il noto aforisma di Woody Allen...

Certo... però ad un esame logico... il ricordo non è certo una cosa in sé...
e dunque quello che abbiamo perso...
ovviamente non è il ricordo ma... l'oggetto del ricordo...

Certo il ricordo ha un risvolto dolce-amaro...
alla dolcezza del riandare con la memoria... ad un momento bello...
si contrappone nel contempo l'amarezza di non poterlo rivivere...



E' chiaro che parliamo di ricordi belli...
perché per fortuna la nostra memoria...
fa una bell'attività di pulizia cancellando o mettendo in un angolo
quelli brutti... quelli che ci fanno star male...

Ebbene l'estate...
e cioè le nostre esperienze delle estati della nostra vita...
sono in genere tra i bei ricordi
che maggiormente sono impressi nella nostra memoria...
ed è per questo che stavolta... affronteremo questo tema...









PENSO A TE
Elgreco...

Un refolo di vento porta
le tue lontane parole
mistero del mio andare
verso una terra sconosciuta,
se penso alla parole dette,
scritte, ai pensieri andati,
portati dal vento,
al velo di cipria
con cui la tua voce
accompagnava le parole,
al lieve tocco delle carezze
raccontate, mai sentite.
Adesso resta il refolo di vento,
un pensiero dolce,
e la solitudine
antica compagna
scrive parole gia lette
sul foglio bianco del mio cuore,
vela all'orizzonte scompare
e riappare ondeggiando tra le onde
e poi nulla più.
Solo negli occhi il ricordo
di labbra incise su un
foglio di carta rossa.


SOGNO D'ESTATE
Alfonso Gatto
Trapeli un po' di verde
Il limone, il sifone,
il piccolo
portone
della pensione,
trapeli il blu,
anche tu
vestita col tuo nudo rosa,
ogni cosa amorosa.
Amore è amore
Liscio alla tua foce.
Un'alpe zuccherina,
l'amore è brina.
Che sogno averti vicina
notturna, fresca, sottovoce.



AMO TUTTO CIO' CHE E' STATO
Fernando Pessoa
Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.

RICORDO COM'ERI....
Pablo Neruda
Ricordo com'eri l'autunno scorso.
Eri il basco grigio e il cuore quieto.
Nei tuoi occhi lottavano i bagliori del crepuscolo.
E le foglie cadevano sull'acqua della tua anima.
Aggrappata alle mie braccia come un rampicante,
le foglie raccoglievano la tua voce lenta e calma.
Falò di stupore in cui la mia sete bruciava.
Dolce giacinto azzurro curvato sulla mia anima.
Sento vagare il tuo sguardo e l'autunno è lontano:
basco grigio, voce d'uccello e cuore famigliare
dove migravano i miei desideri profondi
e cadevano i miei baci allegri come braci.
Cielo dalla nave.
Campo dai colli.
Il tuo ricordo è di luce, di fumo e di stagno quieto!
Oltre i tuoi occhi ardevano i tramonti.
Foglie secche d'autunno giravano nella tua anima.

Tony Kospan



I RICORDI IN... POESIA...
By Tony Kospan



Basta poco... un'immagine... un colore... un profumo... una musica...
per risvegliare in noi un ricordo...

Non si ricordano i giorni... si ricordano gli attimi.
Cesare Pavese

In fondo due cose soltanto ci appartengono davvero...
I sogni ed appunto i ricordi...



Ed i ricordi possono essere dolci ed amari...
ed anche quelli dolci hanno comunque sempre
un risvolto amaro dovuto alla consapevolezza
di non poterlo più rivivere nella realtà...

Ora che l'estate..., la stagione con il maggior carico di vitalità,
sta finendo... già possiamo ricordarne
sia i momenti belli che le delusioni... che abbiamo vissuto...



Per fortuna la nostra mente tenderà, pian piano,
a cancellare i ricordi brutti lasciandoci solo quelli belli...

Sono dunque i ricordi e la nostalgia per momenti che non ci sono più...
il tema delle poesie di questa domenica
e come sempre mi piacerebbe leggere quelle che,
sul tema, piacciono a voi...



IN ME IL TUO RICORDO
Vittorio Sereni

In me il tuo ricordo è un fruscio
solo di velocipedi che vanno
quietamente là dove l'altezza
del meriggio discende
al più fiammante vespero
tra cancelli e case
e sospirosi declivi
di finestre riaperte sull'estate.
Solo, di me, distante
dura un lamento di treni,
d'anime che se ne vanno.
E là leggera te ne vai sul vento,
ti perdi nella sera.


AH, CHE NOSTALGIA DI TE
Johann Wolfgang Goethe

Ah, che nostalgia ho di te,
angelo mio! Almeno in sogno,
almeno in sogno mostrati!
Anche se molto dovrò patire,
trepidante lottare cogli spiriti,
e al risveglio affannare.
Ah, che nostalgia ho di te,
ah, quanto cara mi sei
anche nei sogni più cupi!





NON HO DIMENTICATO
Charles Baudelaire

Non ho dimenticato, accanto alla città,
La nostra bianca casa, piccola ma tranquilla,
La sua Pomona in gesso e la vetusta Venere
Che in un boschetto stento celavan nudità,
E il sole che la sera, sfavillante e superbo,
Dietro il vetro su cui si frangeva il suo raggio,
Sembrava contemplare - occhio aperto sul cielo -
Il nostro silenzioso e lungo desinare,
Spandendo con dovizia bei riflessi di cero
Sulla sobria tovaglia e le tende di seta.

NEL FUMO
Eugenio Montale

Quante volte t'ho atteso alla stazione
nel freddo, nella nebbia. Passeggiavo
tossicchiando, comprando giornali innominabili,
fumando Giuba poi soppresse dal ministro
dei tabacchi, il balordo!
Forse un treno sbagliato, un doppione oppure una
sottrazione. Scrutavo le carriole
dei facchini se mai ci fosse dentro
il tuo bagaglio, e tu dietro, in ritardo.
poi apparivi, ultima. E' un ricordo
tra tanti altri. Nel sogno mi perseguita.


RICORDI... AMOR MIO...
Pablo Neruda

..... Ricordi, amor mio,
i nostri primi passi nell'isola?
Le pietre grigie ci riconobbero,
le raffiche della pioggia,
le grida del vento nell'ombra.
Ma il fuoco fu
il nostro unico amico,
vicino ad esso stringemmo
con quattro braccia, nell'inverno,
il dolce amore.
Il fuoco vide crescere nudo il nostro amore
fino a toccare stelle nascoste,
e vide nascere e morire il dolore
come una spada spezzata
contro l'amore invincibile....

TONY KOSPAN







I ricordi, cosa sono i ricordi?
Sono spezzoni di vita, felici, tristi, profondi, sono noi stessi!
Siamo fatti dei nostri ricordi, con loro impariamo a vivere,
sono i ricordi che ci danno la forza di risollevarci nei momenti bui,
basta un pensiero, un volto, una frase e ricomponiamo i brandelli,
perchè scopriamo sempre nuove verità scavando nel nostro passato.
Perle nascoste nelle conchiglie
che si schiudono a rivelare la loro parte più bella,
come si apre l'anima nostra a certi ricordi.



APPENA IERI

Tutti i fiori sono caduti dai rami
in un sol giro della ruota.
La nuova luna ci porta già
i prati secchi. E' cambiata la scena
e noi non ci ricordiamo
che appena ieri
abbiamo creduto immutabili cielo e terra.

Leonardo Sinisgalli





CORNI DA CACCIA

Nobile è la nostra storia e tragica
Come la maschera di un tiranno
Nessun dramma fortunoso o magico
Nessun particolare indifferente
rende il nostro amore patetico
E Thomas de Quincey nel bere
L'oppio veleno dolce e casto
La povera Anna andava sognando
Passiamo passiamo poichè tutto passa
Indietro io mi volterò sovente
I ricordi sono corni da caccia
Il cui clamore smuore nel vento

Guillaume Apollinaire





Lavagna

È strano che un paese
si porti nel ricordo
con la prima lavagna
(odore di mucca,
freschi occhi di gelso al davanzale),
ma un paese della mia terra
ha il volto disseccato
d'una lavagna, e la cimosa è un vento:
voce tra tante
d'acque e di terra,
linguaggio paesano
cui facemmo l'orecchio
per tante stirpi pazienti.
S'impasta con lagrime
alla madia e al tornio,
s'adagia nel respiro
di veglie senza tempo,
quando mordono fondi i ricordi
coi latrati notturni dalle serre,
e s'appiatta
con la nebbia serale
al fondo del torrente.
Un paese di Calabria
è come un lavagna:
un vento cancella,
lèviga come l'aie al mattino.
Ai ritorni, altri visi:
tenui linee di gesso.
Senti che sopravvivi,
ogni volta più solo,
un po' estraneo a te stesso.

Felice Mastroianni



SPERANZE CHE RINASCONO


Anche le speranze s'infrangono,
ma rinascono se non disperi.

Anche i ricordi si disperdono,
ma altri si affacciano sinceri.

Non tutto è perduto in un solo momento;
qualcosa si perde ma non del tutto...
almeno fino quando non ti "spegni".

Persino poco prima della morte
hai diritto ad uno sbocco di vita.

La grandezza e miseria dell'uomo
non si misurano solo col tempo:
l'una e l'altra sono indefinite.

E per ciascuno le vie sono infinite,
però nel solo tratto di tempo che corre
dalla nascita imprevista alla morte.

Francesco Gheza



Due bimbe!

...Eccole, sulla soglia del mondo
coi loro occhi ci guardano,
distinguono i nostri sorrisi
sentono i nostri cuori stringersi
all'unisono intorno ai ricordi, agli amori
alla contentezza del ritrovarsi
sempre come tanti anni addietro!

...Eccole, sulla soglia del mondo
passeggiano sull'arcobaleno della vita
e sapranno sorridere quando un cupo pensiero
c'avvolgerà, coloreranno coi loro occhi
le nostre giornate, saranno abili saltimbanchi
dei nostri momenti,
avranno gli occhi che ci mancano
negli sguardi che parlano,
le parole che abbiamo chiuso
nella cassaforte del cuore,
le carezze che avremmo voluto
e che abbiamo centellinato!

...Eccole, sulla soglia del mondo
esprimere, pur così piccine,
la grandezza della vita
eccole, sulla soglia del mondo
necessarie al nostro respiro
agli attimi che viviamo!!!


Giuseppe Como



Ricordi che rodono dentro.

Ricordi che rodono dentro,
parole dette, parole dimenticate.
Promesse fatte, promesse tradite.

Ricordi che rodono dentro.
Carezze, baci, sospiri.
Amore eterno, Amore finito.

Solo resta l'Amore bambino,
che crescer non può.
Viziato, amato, cullato, futuro non ha.
Si nutre di sguardi rubati, passioni represse,
di baci e carezze furtivi: futuro non ha.

Rimpianti, dolore, passione e furore.
Ricordi che rodono dentro.

Altri giorni verranno,
ma l'Amore bambino
futuro non ha.


Francesco Merlo











Ricordi

I Ricordi quelli importanti, quelli che hanno la magia, ci aiutano a superare i momenti difficili della nostra vita e ci fanno crescere. A volte ci danno una mano a ridimensionare gli avvenimenti, a farli sembrare meno brutti, a volte ci fanno soffrire, a volte si confondono con i nostri sogni.Ricordare è come guardare in un grande album di foto, che è la memoria, tra quelle pagine i ricordi sono, forse, la cosa più bella che conserviamo. Sono il nostro passato, rappresentano la nostra storia e il nostro futuro, possono essere belli o brutti, possono farci soffrire, possono tormentarci o darci gioia, non importa i ricordi sono nascosti dentro di noi e sono solo nostri. Non serve cancellarli dalla mente quando ci fanno male, perchè essi ritorneranno davanti ai nostri occhi, nel nostro cuore e nel nostro presente, basta un profumo, un avvenimento, delle musiche, per rivivere delle sensazioni o delle emozioni, che siano belle o brutte non ha importanza, sono dentro di noi e ci appartengono. Le avventure, le esperienze, gli amori o le delusioni ci faranno crescere e ci aiuteranno a percorrere la strada della nostra vita più consapevoli, ci impediranno di fare gli stessi errori del passato e quindi di percorrere la strada verso il nostro futuro con meno paure. Quanto siano importanti i ricordi per ognuno di noi chi può dirlo, proprio perchè rappresentano la nostra vita. Senza i ricordi è come non se non fossimo mai vissuti, quando siamo ragazzi ci aiutano crescere, da adulti ci aiutano a non commettere errori, da vecchi ci aiutano a sopravvivere. I ricordi sono la vita ... perdere i ricordi è come perdere una parte di noi. Non possiamo cambiarli i nostri ricordi, ma possiamo cambiare il loro significato e il potere che hanno su di noi. Non ricordiamo giorni, ricordiamo momenti.
La ricchezza della vita è nelle memorie che non abbiamo dimenticato.




Il ricordo è un modo d'incontrarsi.

Kahlil Gibran



I ricordi sono come i sogni: si interpretano.

Leo Longanesi



La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.

Gabriel Garcia Marquez.




Se non ricordiamo non possiamo comprendere.

Edward Morgan Forster



Il mio passato

Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che e’ passato
e’ come se non ci fosse mai stato.
Il passato e’ un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato e’ solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho gia’ visto
non conta piu’ niente.
Il passato ed il futuro
non sono realta’ ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacche’ non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.

Alda Merini







APPENA IERI


Tutti i fiori sono caduti dai rami
in un sol giro della ruota.
La nuova luna ci porta già
i prati secchi. E' cambiata la scena
e noi non ci ricordiamo
che appena ieri
abbiamo creduto immutabili cielo e terra.

Leonardo Sinisgalli




CORNI DA CACCIA



Nobile è la nostra storia e tragica
Come la maschera di un tiranno
Nessun dramma fortunoso o magico
Nessun particolare indifferente
rende il nostro amore patetico
E Thomas de Quincey nel bere
L'oppio veleno dolce e casto
La povera Anna andava sognando
Passiamo passiamo poichè tutto passa
Indietro io mi volterò sovente
I ricordi sono corni da caccia
Il cui clamore smuore nel vento


Apollinaire



Ora

Un cuore straniero conobbi
che tutti i ricordi posò
in riva al mare ,
e fu l'incanto.

Ora lascerò
che la luna affondi
nell'orma d'un cane pazzo ,
che l'arcobaleno
rischiari coi suoi mille spettri
la casa vuota :
ora ho insabbiato il vento ,
e tutto quel cerco
annuncia
un giorno caldo .

Carlo Bramanti














I ricordi sono il nostro passato
e dunque la nostra storia personale e familiare…
scritta nel libro della nostra mente…
o… se piace di più…
sono gioielli e cianfrusaglie
conservate nello scrigno del nostro cuore.









I RICORDI… IN POESIA… IN AFORISMI… E…
(2012) by Tony Kospan


Sono belli e sono brutti per tutti…
ma nel contempo sempre utili…
anche i più dolorosi… in quanto possono aiutarci
a comprendere il presente
ed ad evitar di ripetere errori del passato.


I ricordi più belli possono poi… insieme ai sogni…
aiutarci a superare i momenti più difficili
ed a non perdere la rotta della nostra vita.







Dunque sono da conservare sempre perché la loro perdita ci lascerebbe
senza difese e senza capacità di discernimento.


Prima di passare alle poesia ed alle canzoni ecco qualche aforisma…









La memoria è tesoro e custode di tutte le cose.
Cicerone


Un sorriso non dura che un istante,
ma nel ricordo può essere eterno.
Friedrich von Schiller


La vita non è quella che si è vissuta,
ma quella che si ricorda
e come la si ricorda per raccontarla.
Gabriel Garcia Marquez


A volte basta un attimo per scordare una vita,
ma a volte non basta una vita per scordare un attimo.
Jim Morrison







I ricordi… d’amore… d'amicizia… d'affetti… etc…
contenendo una gran bella dose di emozioni
hanno sempre affascinato i poeti
che ne hanno parlato nei modi più vari.


Tra le poesie scelte quest'anno… segnalo quelle dal sorprendente finale di Goethe (la 1°) e della Mansfield…
e l'ultima di Lorca che è un vero capolavoro.



Come sempre mi piacerebbe leggere sul tema quelle che, vostre o di altri autori, amate voi…




Cezanne – Coppia in giardino



RICORDO
Giorgio Caproni


Ricordo una chiesa antica,
romita,
nell'ora in cui l'aria s'arancia
e si scheggia ogni voce
sotto l'arcata del cielo.

Eri stanca,
e ci sedemmo sopra un gradino
come due mendicanti.

Invece il sangue ferveva
di meraviglia, a vedere
ogni uccello mutarsi in stella
nel cielo.








UN GOLFO DI SILENZIO
Katherine Mansfield

Un golfo di silenzio ormai ci separa:
io su una sponda e tu all’opposta vivi,
non ti vedo né ti odo,
a stento so che ci sei.
Col tuo nome antico ti chiamo ognora.
E l’eco di me pretendo sia la tua voce.
A varcarlo c’è forse modo?
Mai con la parola.
O il senso.
Così di pianto lo potremmo colmare.
Ma ora voglio frantumarlo con un’altra risata.







SFOGLIA I TUOI RICORDI
Adam Zagajewski

Sfoglia i tuoi ricordi
cuci per loro una coperta di stoffa.
Scosta le tende e cambia l’aria.
Sii per loro cordiale, leggero.
Questi ricordi sono tuoi.
Pensaci mentre nuoti
nel mare dei Sargassi della memoria
e l’erba marina crescendo ti cuce la bocca.
Questi ricordi sono tuoi,
non li dimenticherai fino alla fine







RICORDO
Johann Wolfgang Goethe


LUI
Ricordi ancora le ore
quando uno anelava all'altro?

LEI
Se non ti trovavo
era lungo il giorno per me.

LUI
E poi – o meraviglia! – l'incontro,
e ancora ne gioisco.

LEI
C'ingannavamo:
era bello quel tempo!







AH CHE NOSTALGIA HO DI TE…
Johann Wolfgang Goethe

Ah, che nostalgia ho di te,
angelo mio! Almeno in sogno,
almeno in sogno mostrati!
Anche se molto dovrò patire,
trepidante lottare cogli spiriti,
e al risveglio affannare.
Ah, che nostalgia ho di te,
ah, quanto cara mi sei
anche nei sogni più cupi!







POTESSERO LE MIE MANI SFOGLIARE
Garcia Lorca

Pronunzio il tuo nome
nelle notti scure,
quando sorgono gli astri
per bere dalla luna
e dormono le frasche
delle macchie occulte.
E mi sento vuoto
di musica e passione.
Orologio pazzo che suona
antiche ore morte.
Pronunzio il tuo nome
in questa notte scura,
e il tuo nome risuona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della dolce pioggia.
T'amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha mai questo mio cuore?
Se la nebbia svanisce,
quale nuova passione mi attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!



Tony Kospan








in poesia, pensieri, immagini




I ricordi trasformano gli eventi, hanno il potere di trasformare il passato e stravolgere il presente, soprattutto se accompagnati dalle emozioni.

Stephen Littleword




Non esiste separazione definitiva fino a quando c’è il ricordo.

Isabel Allende



Mi ricorderò di te per tutta la vita, e tu ti ricorderai di me. Proprio come ci ricorderemo dei crepuscoli, delle finestre bagnate di pioggia, delle cose che porteremo sempre con noi perché non possiamo possederle.

Paulo Coelho



I ricordi sono come il vino che decanta dentro la bottiglia: rimangono limpidi e il torbido resta sul fondo. Non bisogna agitarla, la bottiglia.

da “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern







NELLA TUA LUCE


Il tuo sguardo penetra nel mio,
le nuvole si dileguano
all'irrompere del sole
che lascia i colli
per salir sul trono del ciel...
e l'emozione m'avvolge
come il fiore cerca la luce
per ritrovar coi suoi petali,
dopo la notte buia,i suoi colori.
Cerco la tua mano...
e il silenzio sarà un tenero ricordo.

Bruno Baldo






RICORDO IL TEMPO


Ricordo il tempo ch'ero monello,
non mi lamento d'esser stato così
correva pei boschi la voce del fiume
ed io vi tuffavo la mia giovinezza
cantando.
A piedi scalzi
coglievo la rugiada nei campi,
bagnavo i miei occhi
nella dolcezza delle cose nuove.

Bartolomeo Di Monaco



Ripenso il tuo sorriso

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio d'un bianco cielo quieto.
Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s'esprime libera un'anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella mia memoria grigia
schietto come la cima d'una giovinetta palma...

Eugenio Montale




Sogno

Ride ancora il tuo corpo all'acuta carezza
della mano o dell'aria, e ritrova nell'aria
qualche volta altri corpi? Ne ritornano tanti
da un tremore dei sangue, da un nulla. Anche il corpo
che si stese al tuo fianco, ti ricerca in quel nulla.

Era un gioco leggero pensare che un giorno
la carezza dell'aria sarebbe riemersa
improvviso ricordo nel nulla. Il tuo corpo
si sarebbe svegliato un mattino, amoroso
del suo stesso tepore, sotto l'alba deserta.
Un acuto ricordo ti avrebbe percorsa
e un acuto sorriso. Quell'alba non torna?

Si sarebbe premuta al tuo corpo nell'aria
quella fresca carezza, nell'intimo sangue,
e tu avresti saputo che il tiepido istante
rispondeva nell'alba a un tremore diverso,
un tremore dal nulla. L'avresti saputo
come un giorno lontano sapevi che un corpo
era steso al tuo fianco.
Dormivi leggera
sotto un'aria ridente di labili corpi,
amorosa di un nulla. E l'acuto sorriso
ti percorse sbarrandoti gli occhi stupiti.
Non è piú ritornata, dal nulla, quell'alba?

Cesare Pavese



CAMERA DI RAGAZZO

Mi ricordo ancora
i versi che scrissi
alla pigra passifiora
quando il cuore tremava
al lamento notturno degli infissi.
Lungo l'inverno intero
coi piedi sulla brace
e la testa di ghiaccio.
Più pesante di fuori
era la neve io dentro
spegnevo le candele
e coi tizzi lucenti
stavo solo a far niente.

Leonardo Sinisgalli



SPLEEN E IDEALE

Amo il ricordo di quelle epoche nude, le cui statue Febo si compiaceva indorare. Allora uomo e donna, nella loro mobilità, godevano senza menzogna e senza ansia; il cielo amoroso carezzava loro la schiena, ed essi così esercitavano le virtù del loro nobile corpo. Cibele, allora feconda di ricchi prodotti, non trovava che i figli le fossero di peso: lupa dal cuore gonfio di generosa tenerezza, nutriva l'universo con le sue brune mammelle. L'uomo vigoroso, forte, elegante, godeva del diritto d'andar fiero delle beltà che lo proclamavano re: frutti indenni da qualsiasi oltraggio, vergini di fenditure, la loro carne liscia e ferma chiamava i morsi.
Il Poeta oggi, se desidera immaginare quelle native grandezze là dove si mostrano le nudità dell'uomo e della donna, sente calare sulla sua anima un freddo tenebrore dinanzi a un quadro nero, spaventoso. O mostruosità piangenti il proprio abito! tronchi ridicoli, torsi degni di maschere; magri, poveri corpi torti, ventruti e flaccidi, che il dio dell'Utile, implacabilmente sereno, strinse, sin dalla nascita, nelle sue fasce bronzee. E voi donne, pallide ahimè come ceri, che il vizio insieme consuma e nutre, voi vergini, che trascinate l'eredità del peccato materno e tutte le brutture che porta la fecondità. Noi abbiamo, è vero, noi nazioni corrotte, bellezze ignote a quei popoli antichi: visi smangiati dalle cancrene del cuore, bellezze fiorite dalla spossatezza. Ma queste invenzioni delle nostre ultime muse non impediranno mai alle razze malsane di rendere un omaggio profondo alla giovinezza - alla santa giovinezza, dall'aria semplice, dall'occhio limpido e chiaro come un'acqua corrente, che, incurante come l'azzurro del cielo, come gli uccelli e i fiori, sparge su tutto i suoi profumi, le sue canzoni e il suo dolce calore.

Charles Baudelaire

Grazia







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