Toggle Content Menu Principale

Toggle Content Info Utente

Benvenuto Anonimo

(Registrati)

Iscrizioni:
Ultimo: dada
Nuovi di oggi: 0
Nuovi di ieri: 0
Complessivo: 246

Persone Online:
Iscritti: 0
Visitatori: 240
Totale: 240
Chi è online:
 Visitatori:
01: Home
02: Home
03: Forums
04: Home
05: coppermine
06: Home
07: coppermine
08: Home
09: coppermine
10: Home
11: Forums
12: Home
13: News
14: News
15: coppermine
16: coppermine
17: Home
18: Home
19: News
20: Home
21: Home
22: Home
23: coppermine
24: Home
25: Search
26: coppermine
27: Home
28: Search
29: coppermine
30: Search
31: Home
32: coppermine
33: coppermine
34: News
35: Forums
36: Stories Archive
37: Home
38: coppermine
39: coppermine
40: Home
41: News
42: Home
43: Home
44: Home
45: Home
46: News
47: Home
48: Home
49: Home
50: Home
51: Home
52: Home
53: Home
54: Home
55: News
56: Home
57: Home
58: News
59: Home
60: Home
61: Home
62: Home
63: coppermine
64: Home
65: Home
66: Home
67: coppermine
68: Search
69: Home
70: Home
71: Home
72: Home
73: coppermine
74: News
75: Stories Archive
76: Home
77: coppermine
78: Home
79: Stories Archive
80: coppermine
81: Home
82: Your Account
83: Stories Archive
84: News
85: Home
86: Forums
87: Home
88: Home
89: Home
90: coppermine
91: News
92: coppermine
93: coppermine
94: coppermine
95: Stories Archive
96: Home
97: coppermine
98: Home
99: coppermine
100: Home
101: Home
102: Home
103: News
104: Stories Archive
105: coppermine
106: coppermine
107: News
108: Forums
109: Home
110: Home
111: coppermine
112: Search
113: Home
114: News
115: coppermine
116: Home
117: Home
118: coppermine
119: coppermine
120: Home
121: Home
122: coppermine
123: Home
124: Stories Archive
125: coppermine
126: Home
127: Home
128: coppermine
129: coppermine
130: coppermine
131: Stories Archive
132: Home
133: Home
134: coppermine
135: Home
136: Stories Archive
137: coppermine
138: Home
139: Stories Archive
140: Home
141: Home
142: Home
143: Home
144: Home
145: Home
146: Stories Archive
147: Home
148: Search
149: Home
150: coppermine
151: Forums
152: coppermine
153: Home
154: coppermine
155: News
156: Stories Archive
157: Home
158: coppermine
159: Home
160: Home
161: Home
162: News
163: coppermine
164: coppermine
165: Stories Archive
166: Home
167: Home
168: coppermine
169: coppermine
170: Home
171: News
172: Search
173: Home
174: Home
175: Home
176: Home
177: Home
178: coppermine
179: coppermine
180: Home
181: coppermine
182: coppermine
183: Stories Archive
184: News
185: Home
186: coppermine
187: coppermine
188: Home
189: News
190: News
191: coppermine
192: coppermine
193: Search
194: Home
195: coppermine
196: Home
197: Home
198: Home
199: Home
200: coppermine
201: coppermine
202: coppermine
203: Home
204: Stories Archive
205: coppermine
206: Statistics
207: Stories Archive
208: coppermine
209: Home
210: Home
211: News
212: News
213: News
214: coppermine
215: News
216: coppermine
217: coppermine
218: Home
219: coppermine
220: Search
221: Home
222: coppermine
223: coppermine
224: Stories Archive
225: Home
226: coppermine
227: Home
228: Home
229: Home
230: Home
231: Home
232: Home
233: Home
234: Home
235: Search
236: Home
237: Home
238: Home
239: Home
240: Home

Staff Online:

Nessuno dello Staff è online!

Toggle Content Coppermine Stats
coppermine
 Albums: 171
 Immagini: 8748
  · Viste: 1462037
  · Voti: 430
  · Commenti: 60

Toggle Content *
Segui maktea1 su Twitter


Toggle Content Autori
Novità › Poesie di Gezim Hajdari
Poesie di Gezim Hajdari
Postato da dada il Domenica, 26 febbraio @ 21:23:36 CET (181 letture)
Ricerche d'autore






Poesie di Gezim Hajdari




Anche nell'aldilà mi suonerà
la maledizione nell'alba:
«Non avrai mai fortuna,
che tu possa morire come un cane!»

Ricorderò con timore
il mio dio crudele,
la melagrana spaccata
sotto la luna piena.

L’anatra che si tuffava nel lago,
i tori insanguinati .
Come un segno lugubre
il richiamo della volpe nel buio.

Gli stornelli che scavavano nella roccia
come se fossero impazziti,
le spine nere che cacciavo con l’ago
dai piedi di mia madre.



Ora vago tormentato nel paese
come uno spirito accoltellato.
Non mi fa più paura la morte
né il freddo della sera.

So chi mi ha amato
nella collina delirante.
Un amore eterno:
il fango e il buio invernale.

Dietro le spalle m’insegue
come ombra il destino.
Tra i calmanti notturni scelgo
il veleno della vipera.

Due cose porterò con me
nel paradiso promesso:
i pianti in primavera delle prede
e i canti dei gitani.



Non piangere,
è il pettirosso che corre
sul ghiaccio del ruscello.

Presto fiorirà il mandorlo
e gli uccelli lirici ci canteranno
nelle vene.

Non piangere,
ho percorso la tua ferita
per raggiungerti.








Il mio miglior amico è un asino,
un animale buono e serio.
Quando siamo tristi e amareggiati
ci guardiamo l’un l’altro negli occhi
per consolarci.

Insieme parliamo delle nostre cose,
mentre portiamo le pietre dalla cava
o andiamo nel bosco a far legna.
Meglio dar retta al mio ciuccio
che agli slogan del Partito.

Della nostra stretta amicizia,
le spie vigili del villaggio,
informarono la polizia segreta:
«Gëzim Hajdari e il suo asino
minacciano di rovesciare il socialismo».



Un verso cieco
senza memoria
è il mio corpo,
nato in un paese povero.



Veniva dalla città mia madre,
bella fanciulla della plebe.
Sposò un figlio di contadini,
proprietari terrieri.

Da quel matrimonio lontano
nacqui io, di notte,
in un anno lugubre,
mentre moriva padre Stalin.

Si dimenticarono presto
nel paese della mia nascita.
Il villaggio si mise a lutto,
per giorni e notti.

I seni delle madri
si svuotarono di quel poco latte.
Davanti al Segretario del Partito
i contadini piangevano disperati:

"Meglio se fosse morto mio figlio, che Lui" –
gridavano i padri.
I cani ulularono fino a notte fonda
per la tragedia accaduta.

Così sono venuto al mondo,
con il sangue spaventato d’un bambino
e l’augurio di morire
al posto di un dittatore.



Avevo compiuto dieci anni
in quella lontana primavera,
quando ci portarono in fila
allo stadio della città.

Dovevamo assistere
all'impiccagione di un giovane.
Così ci dissero quella mattina,
nella scuola di campagna.

Il condannato era un poeta
che scriveva versi.
«É per il bene delle vittorie!» –
ci dicevano le maestre.

Appena giungemmo
sul posto della gjama ,
davanti ai nostri occhi si affacciava
la forca con il cappio.

Come bambini curiosi
ci fecero sedere davanti al boia,
per vedere da vicino come veniva castigato
un “nemico” della Causa .

"Dobbiamo schiacciare la testa
ai nemici del popolo" –
ripetevano continuamente
con il megafono tra la gente.

Mi si è congelato il sangue
quando il boia tirò la corda,
spegnendo per sempre
lo sguardo dolce del poeta.

Qualcuno tra la folla
si coprì gli occhi con la mano,
altri incitavano la gente
a sputare sul volto del giustiziato.

La sera tornammo nel villaggio
senza voltarci indietro.
I nostri volti divennero gelidi,
oscuri come il fango.

Non ho chiuso occhio quella notte,
accecato dal crimine.
Un profondo abisso si era aperto
sul mio corpo sgomento.

Come un’eco mi segue negli anni
la voce del poeta,
mentre recita i suoi versi
con il cappio stretto al collo.



Piove sempre
in questo
Paese.

Forse perché sono straniero.



Partiamo di notte,
dimenticando che siamo ciechi,
per raggiungere un territorio nudo
del quale ha bisogno la nostra voce.
Andiamo al mare per parlare
e lanciare sassi controvento.

Canto il mio corpo presente
nato da questo freddo spazio
che nulla promette.

Di notte,
visioni di bianchi templi
mi richiamano nel vuoto.

Ho sognato campi solitari
per cercare i segni confusi
e capire la maschera dei cieli
che ama gli abissi.

Non so perché guardo a lungo
la linea sottile dell’orizzonte
o le cime brulle con uccelli neri.

Dove si nasconde ciò che non trovo
sulle tremule alghe
o nei licheni bianchi?

Procedo nel verde consumato
e non porto nulla oltre il mio corpo.

Non lascerò nulla!



Sono campana di mare
di silenzi e di voci
chiuso nel Tempo.

E nessun Dio sente i suoni
di acqua e di fuoco
della mia carne.

In Occidente,
ogni primavera che passa
è ferita che si rinnova.

Ed io,
scavato da ombre e pietre,
trascorro le notti italiane
nel gorgoglio di sangue.

Da anni nell’ansia di morire.

Ingannato dalle voci degli oracoli
richiamo volti conosciuti
che non tornano (e mai torneranno!)

Sterili sono i miei sogni
nel buio della stanza sgombra

e ogni giorno impazzisco un poco



Com’è triste Roma
senza di te amore mio,
senza i tuoi occhi,
le tue labbra
(rosse di sangue),
la tua ombra.

Accanto a me
sei come una collina,
campo di grano
o bosco vergine
dove bussano
la pioggia
e il mondo.

Se tu chiami,
ti rispondono gli angeli,
se tu gridi,
ti sente il mare,
se tu piangi,
ti accolgono le rovine.

Ti perdo e ti ritrovo
tra mura e grotte,
viva e uccisa
dalle stesse pietre,
dalle stesse ombre!



Sono la verità
di un viaggio e di una linea d’ombra
custoditi sulla terra viva e chiusa
che vuole nasconderci qualcosa.

Vivo sospeso
senza appartenere a nessuna dimora,
al bivio di ogni equilibrio.

Ho camminato con passo lento
fra i morti assetati,
per raggiungere l’alba dell’indomani
di incendi e tregue.

Infinito che mi ospiti,
sono stanco del tempo e del vuoto.

Cos’è il mio frammento
o il tuo frammento?

La mia angoscia diventa orizzontale
come la mia illusione,
sottile diventa anche il muro
che mi difende e mi separa.



Mi dici che ieri
ti sei inginocchiata per terra,
ah, la nostra terra
delirio e polvere;
con il volto invecchiato
verso i deserti
e hai pregato per me:
corpo tremante

Migliaia di chilometri, stati, templi,
ghiacci, fulmini, venti
solitudini di sabbia
deve percorrere la tua preghiera:
pura essenza nella materia,
per raggiungere la Pietra Nera.



Con le mie notti nate dai tuoi giorni
giungerò alle tue secche labbra,
io sopravvissuto delle dittature
oblìo di tutte le libertà;
busserò a te come ad una città santa,
proibita agli infedeli.



Minestrina calda – mio piatto quotidiano –
stasera io ti canto,
consacrato sia il tuo nome nella notte sorda
lontano da letti morbidi e corpi di donna.

Chissà cosa sta accadendo al mio paese
in questo momento.

E’ andato via anche il branco notturno
a ubriacarsi di sesso in nero sulle strade,
senza di me.

Se tornassi indietro, amore mio,
nascerei ovunque
ma non dalla tua verginità.

Gëzim Hajdari











Gëzim Hajdari, è nato il 25 febbraio del 1957, ad Hajdaraj (Lushnje), Albania, in una famiglia di ex proprietari terrieri, i cui beni sono stati confiscati durante la dittatura comunista di Enver Hoxha. Nel paese natale ha terminato le elementari, mentre ha frequentato le medie, il ginnasio e l’istituto superiore per ragionieri nella città di Lushnje. Si è laureato in Lettere Albanesi all’Università “A. Xhuvani” di Elbasan e in Lettere Moderne a “La Sapienza” di Roma. In Albania ha svolto vari mestieri lavorando come operaio, guardia di campagna, magazziniere, ragioniere, operaio di bonifica, due anni come militare con gli ex-detenuti, insegnante di letteratura alle superiori dopo il crollo del regime comunista; mentre in Italia ha lavorato come pulitore di stalle, zappatore, manovale, aiuto tipografo. Attualmente vive di conferenze e lezioni presso l’università in Italia e all’estero dove si studia la sua opera. Nell’inverno del 1991, Hajdari è tra i fondatori del Partito Democratico e del Partito Repubblicano della città di Lushnje, partiti d’opposizione, e viene eletto segretario provinciale per i repubblicani nella suddetta città. È cofondatore del settimanale di opposizione Ora e Fjalës, nel quale svolge la funzione di vice direttore. Allo stesso tempo scrive sul quotidiano nazionale Republika. Più tardi, nelle elezioni politiche del 1992, si presenta come candidato al parlamento nelle liste del PRA.
Nel corso della sua intensa attività di esponente politico e di giornalista d’opposizione, ha denunciato pubblicamente e ripetutamente i crimini, gli abusi, la corruzione e le speculazioni della vecchia nomenclatura di Hoxha e della più recente fase post-comunista. Anche per queste ragioni, a seguito di ripetute minacce subite, è stato costretto, nell’aprile del 1992, a fuggire dal proprio paese.
La sua attività letteraria si svolge all’insegna del bilinguismo, in albanese e in italiano. Ha tradotto vari autori. La sua poesia è stata tradotta in diverse lingue. È stato invitato a presentare la sua opera in vari paesi del mondo, ma non in Albania. Anzi, la sua opera, è stata ignorata cinicamente dalla mafia politica e culturale di Tirana.
È presidente del Centro Internazionale Eugenio Montale e cittadino onorario per meriti letterari della città di Frosinone. Dirige la collana di poesia “Erranze” per l’editore Ensemble di Roma. È presidente onorarario della rivista internazionale on line “Patria Letteratura” (Roma), nonché membro del comitato internazionale della Revue électronique “Notos” dell’Université Paul-Valery, Montpellier 3. Considerato tra i maggiori poeti viventi, ha vinto numerosi premi letterari. Dal 1992, vive come esule in Italia.







"Poesie di Gezim Hajdari" | Login/Crea Account | 0 commenti
Limite
I commenti sono di proprietà dell'inserzionista. Noi non siamo responsabili per il loro contenuto.


Toggle Content Links Correlati
 Inoltre Ricerche d'autore

Articolo più letto relativo a Ricerche d'autore:
Poesie di Tito Balestra

Toggle Content Valutamento Articolo
Punteggio medio: 0
Voti: 0

Per favore prenditi un secondo e vota l'articolo:

Eccellente
Molto Buono
Buono
Regolare
Pessimo


Toggle Content Opzioni

Toggle Content Registrati...

Toggle Content Ultimi arrivi

Toggle Content Ultimi articoli
 I fiori di giugno [ 2 commenti - 32 letture ]
 Giugno [ 1 commenti - 30 letture ]
 Poeti milanesi contemporanei [ 1 commenti - 51 letture ]
 Affondare [ 0 commenti - 30 letture ]
 Immagine [ 3 commenti - 51 letture ]

[ Altro nella News Section ]

Toggle Content .
www.casatea.com

Toggle Content *
sito web

Toggle Content
Sito d'argento

Toggle Content .

Toggle Content -
10000 punti ottenuti

Toggle Content Magicamente

Toggle Content Solidarietà

Toggle Content Ultimi messaggi
Last 10 Forum Messages

Bentornato carissimo signor Paolo
Last post by Grazia01 in Messaggi on Lug 05, 2017 at 13:33:15

Il mio benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Feb 21, 2013 at 20:40:04

Il nostro benvenuto a samei
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Ago 22, 2012 at 07:42:26

Benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Mag 03, 2012 at 21:20:53

Il nostro benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Apr 08, 2012 at 18:22:04

Benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Mar 21, 2012 at 09:38:09

Il nostro benvenuto
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Dic 02, 2011 at 23:31:20

Benvenuta in Casatea
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Nov 29, 2011 at 14:12:49

Benvenuto Jael
Last post by Grazia01 in Presentatevi on Nov 28, 2011 at 10:46:15

domanda
Last post by Grazia01 in Informazioni on Nov 04, 2011 at 20:06:58


Toggle Content Messaggio

Questo sito contiene anche testi e immagini presi dal web, se avessimo violato, per errore, diritti d'autore o copyright, preghiamo di avvisarci, sarà nostra cura provvedere all'immediata cancellazione. Scrivere a maktea@tiscali.it


Toggle Content Poeti e scrittori noi

Toggle Content POESIE A TEMA

Toggle Content Varie

Network: Web Agency Milano | Scopri i migliori programmi per siti web
Interactive software released under GNU GPL, Code Credits, Privacy Policy