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Novità › Cecchina a Genova e i denti della Malapaga
Cecchina a Genova e i denti della Malapaga
Postato da Paolo il Lunedì, 09 dicembre @ 20:58:37 CET (153 letture)
Le opere di Paolo III
“Nei giorni 2 e 3 gennaio i Serenissimi Collegi della Repubblica emanarono un decreto col quale Maria era dichiarata Regina di Genova...” (sambrogiodimignanego.it)

Nell'ultimo dopoguerra, fu girato a Genova un film con interprete maschile Jean Gabin che, allora, aveva quarantacinque anni ma ne dimostrava di più. Egli è il marinaio Pierre che ha commesso nella sua Francia un delitto passionale, è imbarcato clandestino su di un mercantile e sbarca a Genova.




Il titolo originale “Al di là del cancello” si comprende fin dall'inizio, perché mostra uno strategico varco portuale. C'è la vita al di qua del cancello, con le navi che solcano il mare e dove tutto è impalpabile, sfuggente e incostante. C'è la vita al di là del cancello, con le complessità delle casualità, l'incombenza delle responsabilità e l'inesorabilità delle scadenze. L'occasione per scendere dalla nave, è offerta a Pierre dall'implacabile decorso di una pulpite dentale. Una Signora conosciuta per la via indica al malato un dentista, dove sarà accompagnato dalla figlia di lei: Cecchina. La ragazzina si sente importante, e lo è, perché determinante nell'incombenza: il dente andrà tolto. L'estrazione avviene in via di San Bernardo: il dottore presenta il tariffario che tiene conto dell'impiego, o meno, di anestesia. A estrazione avvenuta, Pierre presenterà, a pagamento della prestazione, denaro falso che aveva ottenuto in cambio del suo buono. Il tutto a causa di un imbroglione che, appena là fuori, si era offerto come cambiavalute. Sarà stato distratto o, forse, era il mal di denti. Quando segue Cecchina che, questa volta, lo accompagna in trattoria dove la madre lavora come cameriera, si riproporrà il problema di come pagare il pranzo. Ci penserà la Signora a fare passare per buona la moneta falsa. Improvvisamente compare, a guastare la digestione, il marito separato della Signora: egli esige il ritorno a casa dei familiari. Prima abitavano tutti in Francia, di lì anche la facilità comunicativa femminile con Pierre che non parla l'Italiano. Platealmente, la signora proclama che preferisce continuare lì a fare la serva che ritornare alle “dipendenze” di un marito violento e delinquente. Pierre non sarà violento, ma un delitto l'ha già commesso: magari sarà stato per discontrollo degli impulsi, ma su questo dovrebbe esprimersi un amico Psichiatra che si è detto interessato al plot. Pierre e la Signora s'avviano insieme verso casa di lei, il marito di lei tenta un nuovo ratto ma Pierre si oppone con la forza. La Signora è conquistata da Pierre che, senza fissa dimora, si rifugio da lei in una soffitta – nascondiglio. Nel frattempo, Cecchina si difende dal papà ma s'ingelosisce di Pierre. Pierre si fa di nuovo aiutare da Cecchina a rientrare sulla nave sulla nave per recuperare effetti personali e soldi: era sceso per il mal di denti, ma questa volta scende per amore. Il mal di denti aveva già portato via a Lubecca il console Buddenbrook nell'omonimo romanzo di Thomas Mann: là l'estrazione era andata peggio e il personaggio era stato colto da shock settico per la strada. Altri due casi odontoiatrici letterari si trovano nei racconti di Ceckov. Il generale a riposo Buldeev preferirebbe la medicina alternativa, ma non trova chi la pratichi. Così si deve accontentare, si fa per dire, di una estrazione domiciliare che riesce bene. Oggi, forse, sarebbe un un cliente adatto a un successivo impianto. Il sagrestano ortodosso Vonmiglasov ricorre invece al servizio pubblico ma, nonostante si rivolga al medico chiamandolo “vostra grazia”, subisce un maldestro intervento con rottura dentale e permanenza radicolare nell'alveolo. Ignoriamo quale sarà il decorso ma speriamo che il simpatico sagrestano abbia attitudine a nuovi equilibri naturali. Ritornando a Pierre, vediamo che porta un po' di soldi, se non proprio conforto, nella casa in via di Mascherona dove la Signora e Cecchina vivono in una specie di “comune” di sfollati: oggi è sede della Facoltà di Architettura. Il francese compra un bel vestito per la signora e uno, molto simbolico, a Cecchina per la sua Prima Comunione. Sui festeggiamenti per le Prime Comunioni genovesi, e quanto ci tenessero tutti, si può leggere “La bocca del lupo” di Remigio Zena, un romanzo pieno di personaggi cattivi: forse oggi in Città ci tengono ancora, ma non saprei dire. Cecchina cambia atteggiamento verso Pierre, che sembra più sfortunato che male intenzionato. La comunità locale è un po' gelosa della Signora che ha trovato uno spasimante: al tempo gli spasimi si riservavano di più alle trenette al pesto; tuttavia prevale la solidarietà quando la polizia arriva sulle tracce del ricercato internazionale. Vari anni dopo, invece, l'invidioso Comune non terrà alcun conto della solidarietà tra chi popolava, da quelle parti, una storica enclave. Certo quelle case non avevano ricevuto molta manutenzione, ma fu demolita l'intera via della Madre di Dio, quella piena di negozi semplici ma utili: da piazza Dante portava al mare e, dopo riempimenti, più prosaicamente alla caserma dei Pompieri. Più prosaicamente ancora, diciamo così, vi scomparve anche la casa natale di Niccolò Paganini. Per dirla col Poeta, ora Genova dovrà “cantare il suo canto” da qualche altra parte. Pierre e la Signora si concedono alcune ore di svago, le ultime, e raggiungono in autobus la marina: a me sembra quella dei Bagni Cica di Quarto , ma lascio la conferma agli studiosi del posto, conosco suoi frequentatori molto assidui. Nonostante gli sforzi di Cecchina per resistere al sonno e avvertire il fuoruscito del pericolo incombente, al ritorno a casa la coppia eviterà la ragazzina credendola sempre gelosa: invece è, solo, buona. Aveva anche scritto col gessetto sulle scale: “Attention Pierre”: là dove la madre, invece, presterà attenzione a una scarpa. Così la coppia finirà nella trappola tesa dalla polizia. Pierre non farà resistenza all'arresto, La Signora lancerà un urlo e prenderà per mano la figlia, con la quale continuerà la vita; Pierre la continuerà in galera. Infatti, il titolo italiano del film è proprio “Le mura di Malapaga”: dal nome delle antiche stamberghe dove la repubblica Genovese sbatteva malfattori, presunti tali e prigionieri di battaglie navali; tutti “pagati” appunto in quel malo modo. Il soggiorno era molto lungo. Anche quelle mura non sono lontane dai luoghi della nostra storia: sembra che tutto a Genova succeda sempre lì a due passi. A onore dei Medici Dentisti Genovesi, l'estrazione di Pierre è, almeno, stata coronata da successo. Non hanno, invece, successo i miei scritti; almeno per chi non è portato ad apprezzare i Koan delle meditazioni Zen:”problemi oscuri ed assurdi, inventati e costruiti...”(meditare.net). Lo pensa un mio amico Chirurgo di qui, eravamo insieme negli Alpini: altri tempi, altri denti.

Giuseppe Paolo






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Re: Cecchina a Genova e i denti della Malapaga (Voto: 1 )
di Grazia01 il Lunedì, 09 dicembre @ 22:01:23 CET
Buonasera Dott. Paolo, come sempre è un piacere leggerla, grazie. Approfitto per inviarle gli auguri di Buone Feste.

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