La mia vita medesima è una commedia Lunedì, 08 febbraio @ 20:51:45 CET
Postato da Grazia01

Non può negarsi ch'io non sia nato sotto gl'influssi di stella comica, poiché la mia vita medesima è una commedia, e qualor mi manchino argomenti o soggetti per nuovi intrecci, un'occhiata ch'io dia alla mia vita passata, trovo materia da lavorare e da farmi onore. La maggior ricchezza che Dio m'abbia dato è una tranquillità di temperamento che mi fa resistere ad ogni prova. Guai a me, se non avessi avuto un simile temperamento quando aveva a fare coi commedianti. Il mio morale è in analogia col fisico; non temo né il freddo né il caldo, né mi lascio accendere dalla collera o inebriare dalla gioia.
Ecco la mia regola. Ho sempre cercato d'evitare le bassezze, ma non sono mai stato superbo. Ho soccorso, quando ho potuto, tutti coloro che hanno avuto bisogno di me; ho accettato senza difficoltà e ho anche chiesto senza arrossire gli aiuti che mi erano necessari. In tutta la mia vita ho affrontato coloro che avevano buone o cattive ragioni per evitarmi; e quando riuscivo a guadagnarmi la stima di un uomo mal prevenuto sul mio conto, consideravo un tal giorno come un trionfo per me. Ho sempre guardato i miei compatrioti con sentimento d'amicizia. Essi sono sempre stati i benvenuti in casa mia; più d'una volta, è vero, sono stato ingannato, ma i malvagi non mi hanno mai guastato il piacere di rendermi utile; e mi lusingo che nessun italiano sia mai partito malcontento di me. Accetto quasi sempre i pranzi, evito per quanto posso le cene, e non rifiuto mai una partita al gioco.
I due libri su' quali ho più meditato, e di cui non mi pentirò mai di essermi servito, furono il Mondo e il Teatro. Il primo mi mostra tanti e poi tanti vari caratteri di persone, che li dipinge cosi al naturale, che paion fatti apposta per somministrarmi abbondantissimi argomenti di graziose ed istruttive Commedie: mi rappresenta i segni, la forza, gli effetti di tutte le umane passioni: mi provvede di avvenimenti curiosi: m'informa de' correnti costumi: m'istruisce de' vizi e de' difetti che son più comuni del nostro secolo e della nostra Nazione, i quali meritano la disapprovazione o la derisione de' Saggi: e nel tempo stesso mi addita in qualche virtuosa persona i mezzi coi quali la Virtù a codeste corruttele resiste, ond'io da questo libro raccolgo, rivolgendolo sempre, o meditandovi, in qualunque circostanza od azione della vita mi trovi, quanto è assolutamente necessario che si sappia da chi vuole con qualche lode esercitare questa mia professione. Il secondo poi, cioè il libro del Teatro, mentre io lo vo maneggiando, mi fa conoscere con quali colori si debban rappresentar sulle Scene i caratteri, le passioni, gli avvenimenti, che nel libro del Mondo si leggono; come si debba ombreggiarli, per dar loro il maggiore rilievo e quali sien quelle tinte, che più li rendon grati agli occhi delicati degli spettatori. Imparo in- somma dal Teatro a distinguere ciò ch'è più atto a far impressione sugli animi, a destar la maraviglia, o il riso, o quel tal dilettevole solletico nell'uman cuore, che nasce principalmente dal trovar nella Commedia che ascoltasi, effigiati al naturale, e posti con buon garbo nel loro punto di vista, i difetti e 'I ridicolo che trovasi in chi continuamente si pratica, in modo però che non urti troppo offendendo. La verità è sempre stata la mia virtù preferita, e mi sono sempre trovato bene in sua compagnia. Essa mi ha risparmiato la pena di inventare la menzogna, e mi ha evitato il dispiacere di dover poi arrossire.
Carlo Goldoni
Da: Prefazione all'edizione Pasquali, tomo V: Lettera all'Albergati Capacelli, 26 maggio 1766; Mémoires, parte III cap. 38°; ibid., l, 35°; ibid. III, 5°; ibid. III,23°; ibid., I, 23°; ibid., III, 34°;
Prefazione dell'edizione Bettinelli, tomo I; Mémoires, prefazione. |
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