Dialogo fra anime [pezzo teatrale]
Sabato, 11 marzo @ 13:39:34 CET

Postato da Letty








E così è qui che si arriva…
Buffo…
Credevo non ci fosse oltre.
Vi vedo… ma non so se mi piace.


Sei arrivata nel luogo dove dovevi arrivare.
L’uomo non è altro che la serie delle sue azioni.
E ci sono equilibri che devono essere ristabiliti.


… ho l’anima macchiata di un colore che non avrei mai voluto.
Non sarei stata né una brava madre né una buona moglie…


Vuoi vedere cosa sei?
Avvicinati un poco e te la mostrerò
Potrai vedere il suo riflesso in questo specchio.


… non fatemi vedere ciò che sento di essere!
Un mostro sa di essere mostro ed io lo sono!
Ma ditemi,
fa sempre così freddo qui?
È lo stesso freddo che sentivo quando ero viva…
Lo stesso freddo a cui volevo fuggire…..


È un freddo così pungente che penetra in profondità.
Lo si sente nelle ossa, nello spirito.
Invade.
È dappertutto.
Permea l’aria, ormai satura.


Lo conosco fin troppo bene…


Anche io lo conosco, ma per me non ha importanza


Lo avete portato… voi?


L’oscurità porta con sé il silenzio e il gelo.
Gli appartengono, si sentono a casa.
Qui, è buio, fa freddo.
Da sempre.


… non intendevo il freddo…
intendevo se avete portato voi il mio bambino….


Bambino?
Quale bambino?
Spiegati meglio.


… mio figlio…


Ah già tuo figlio.
La macchia nera che hai in mezzo al petto si sta espandendo come un onda di un oceano in tempesta


Oh no… quello è il mio peccato.
Il mio bambino era fatto di seta e stelle, non avrebbe potuto restare con me Non avevo mani adatte per accarezzarlo..
E poi… lui non lo voleva…
Non ci voleva


Ora ricordo…
aveva un bel musino.
Ma che fine orribile povera creatura…


Avrei voluto vederlo…
Quel suo viso paffuto…
Mi ha detto di sbarazzarmene prima che fosse tardi.
Capite?
Era già così tardi…!
Non ha voluto sentire ragioni…


Tardi?
Le sue grida ci hanno fatto rizzare i capelli.
Un suono acuto, terribile,
seguito poi da un lungo silenzio.


Non dite così!
Lo sentivo…
io lo sentivo!
Qui nel mio ventre…
Mi spinse… oltre, ove non avevo scelta! Era nato dentro di me… ma non in lui Non ci voleva
Voleva un’altra vita, altrove.
Non ho potuto fermarlo…

Fa freddo…
E non posso farci niente


Fammi pensare meglio…
Ora è in un prato lontano.
Lontano dal rumore, dall’apatia, dall’indifferenza,
ma soprattutto è privo di quelle ferite profonde.
Ho ancora in mente quel corpicino immobile
e imbrattato di sangue.
Ora è nel posto che merita


Anche io… sono dove merito

Dobbiamo andare, vero?

So che il mio debito va pagato…


Vieni dunque.
La barca è laggiù in fondo avvolta nel buio

Sono pronta…


Non appena raggiunta, siediti.
È già posizionata sulla rotta voluta.
Non c’è bisogno di altro.
Comincia a seguirmi.


Vi seguo….
ma prima vorrei chiedervi solo un ultima cosa


Nei hai facoltà.
Dimmi pure.


… gli portereste un bacio? Solo uno… ve ne prego!


Mentirei se dicessi che sarebbe possibile.
Nessuno lo ha più visto da allora.
E qui non è passato.
Era destinato ad un altro viaggio.
Pensavo avessi capito


… tornerà in qualcuno che avrà più forza di me…
Andiamo…


Vieni dunque
Il tempo delle domande è finito


La dannazione mi aspetta……
E non è diversa da quella che ho già provato…


Man mano procederemo l’oscurità si farà sempre più crescente
Io la conosco a sufficienza, ma tu ti dovrai abituare,
come al freddo gelido del resto


Abituare……..


Sei qui per causa tua.
Perché lo hai voluto.
Andiamo, non c’è più indugio
sei stata ricompensata per l’eternità.


Un debito va pagato sempre,
con la vita e con l’anima.


Ti abbiamo dato ciò che volevi.

Letty


[in collaborazione con F. De Agostini]




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