California Dust Memories
Martedì, 04 luglio @ 15:26:56 CEST

Postato da Paolo







Uno fa il giornalista, l'altro gioca e basta ma è abbastanza per fare i guai. Il giornalista si unisce. Alla fine ci scappa il winning streak - il colpo vincente ma noi ci accontenteremmo di un willing streak, come era uscito per lapsus componendo questo testo della storia. La volontà di comunicare dopo qualche anno di assenza dai racconti ma non dalla vita di Casatea.


Nel 1974, Robert Altman licenziò il suo Americano film “California Split”, poi lanciato in Italia con il titolo di “California Poker”. Charlie è un giocatore continuo e incontra Bill che lo è un po' meno, ma non per questo immune dai debiti. Proprio per risolvere questi ultimi i due, divenuti amici, meditano una specie di pellegrinaggio a Reno. Nell'attesa, si divertono un po' con Anna e Gwen, non proprio due educande; poi facendo qualche bevuta, qualche giocata minore. Charlie si assenta per una corsa di cani a Tijuana, poi ritorna lasciando quetare i cari segugi. Quando rivede l'amico, propone la storiella del suonatore di piffero da una mano sola: E' tempo di Reno: si inizia con il poker. George Segal (Bill)), tra l'altro, vinse davvero la partita con un giocatore professionista ingaggiato per interpretare se stesso: anticipo dei reality show. E' però a craps che viene fatta la vincita maggiore. Come il Signor Bonaventura, le cui Italiche vignette terminavano sempre con un bel assegno in mano da un milione. Qui Bill rastrella ottantaduemila dollari: Charlie vorrebbe investirli subito, cioè continuare a giocare. Bill invece, trasognato, smette e torna a casa. Tolte le tasse, chissà quanto resta.


Giuseppe Paolo Mazzarello



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