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La trama di "Kim" di Rudyard Kipling
Sabato, 16 maggio @ 12:21:45 CEST

Postato da Paolo

“Quattro dei suoi sostituti padri – il mercante di cavalli Mahbud Ali, Creighton, Lurgan, e Hurree Babu – favoriscono l'inserimento di Kim nel servizio segreto, mentre il Lama, con i fondi monastici, paga per la sua istruzione Europea al college di San Saverio.”
(Patrick Parrinder “Nazione e Romanzo: il Romanzo Inglese dalle sue Origini ai Giorni Nostri”)




O'Hara ha quindici anni e vive a Lahore, nell'India Britannica del XIX secolo, affidato a una bottegaia fumatrice di oppio. E' orfano di entrambi i britannici genitori: il padre aveva militato nei Maverick, un reggimento irlandese; la madre faceva la bambinaia. Porta, appeso al collo, un astuccio con i suoi documenti. Per strada, dove praticamente vive, conosce il lama tibetano Tishoo impegnato in un pellegrinaggio. E' alla ricerca di un fiume, sgorgato sul posto dove si piantò una freccia scoccata dall'arco del Buddha. Bagnarsi nelle sue acque, con spirito devoto, comporta la purificazione dai peccati. Kim si offre come chela per accompagnare il santo uomo a Benares. Nel mentre, trascorrendo la notte nel serraglio del Kashmir, incontrano un mercante di cavalli: il pathan Mahbud Ali. Il mercante incarica Kim di recapitare un messaggio a un ufficiale britannico a Umballa, sulla strada per Benares: sono manovre di intelligence, sullo sfondo di ribellioni locali al nord con vari rajah di mezzo. Kim esegue il compito. Ripreso il cammino, il lama e il ragazzo s'imbattono in un reggimento in marcia, al momento di porre il campo. Dalla bandiera che sventola, Kim riconosce l'avverarsi di una previsione paterna: per la sua salvezza, egli avrebbe visto un Toro Rosso in un campo verde. E' appunto quello il simbolo presente sulla bandiera dei Maverick, i soldati tra i quali aveva servito O'Hara senior. Il ragazzo, che ha l'abitudine di origliare, è sorpreso dal cappellano anglicano Bennet. Questi chiama il suo collega prelato cattolico Victor e, insieme, decidono di prendere con loro il ragazzo e di congedare il lama. Kim ritorna a Umballa con i soldati. Poi, i religiosi ricevono una lettera dal lama: il santo uomo si offre di pagare la retta per l'istruzione di Kim al prestigioso college San Saverio a Lucknow. Ricompare l'ufficiale al quale Kim aveva consegnato il messaggio: è il colonnello Creighton e si unisce al gruppo che si occupa del ragazzo. Kim parte per Lucknow dove studia con profitto. Per le vacanze, è mandato a Simla da Lurgan sahib, un rigattiere che si occupa di esoterismo e altro. Riprende la scuola e si fa vivo Mahbud Ali con notizie per lo scolaro, tale ancora per poco. La commissione al gran completo ha deciso di dare per buona la sua preparazione di cartografo – chiamiamolo così – e di ricongiungerlo al suo lama con compiti itineranti. Prima del commiato dalla scuola, è accompagnato dalla grassa e cieca medium Huneefa, per essere preparato alla vita di Strada. Nell'antro della donna, arriva il quarto commissario Hurree babu che – dopo rituali, droghe e la trance di Huneefa – accompagna alla stazione ferroviaria il ragazzo oramai agente segreto. Pare che solo ai giovani capiti di chiedersi quello che si sta chiedendo il nostro eroe: “Chi è Kim...Kim...Kim?” Kim prende il treno e arriva a Benares. Dalla stazione, deve raggiungere il lama al tempio. Si offre di accompagnarlo un kamboh con suo figlio malato in braccio. Sulla soglia del tempio, mentre arriva Teshoo, il kamboh chiede la guarigione del figlio. Kim, che ha in dotazione qualche integratore, somministra estratto di carne e chinino: come si vede, già allora il Plaquenil faceva bene. All'indomani, Kim e Teshoo si avviano alla stazione ma non riescono a liberarsi del kamboh che, dopo la guarigione del figlio, almeno porta loro da mangiare per poi seguirli. Tutti insieme prendono il treno per Delhi e, nel loro scompartimento, sopraggiunge un mahratta ferito. Da segni convenzionali, Kim si accorge che anche quello partecipa al Grande Gioco delle intelligence e che è un alleato britannico. Il mahratta ha nascosto una lettera a Chitor ed è ricercato da uno stato del sud. Kim lo camuffa da saddhu giallo e gli fa ingoiare qualche oppiaceo, che nella circostanza non guasta: mentre il treno scivola dentro Delhi, si capisce perché Kim è chiamato Amico di Tutto il Mondo. Delhi: crogiolo di razze, lingue e religioni; nella sua stazione ferroviaria non sarebbe facile il distanziamento sociale in tempi di epidemia. Vista la pericolosa piega degli eventi, il kamboh con prole si dilegua. La polizia sale sul treno a cercare il mahratta ma quello scende e trova un collega d'intelligence dal quale fa trasmettere un telegramma, per fare recuperare la lettera nascosta. C'è un vorticoso giro di telegrammi, in tempi di WhatsApp si farebbe tutto prima ma bisogna accontentarsi. Kim e Teshoo, invece, restano in carrozza e continuano il viaggio fino a Saharunpore. Colà scendono e il lama propone di proseguire a piedi a mezzo di elemosine in direzione Aminabad, Sahaigunge, Akrola sul Guado, Pulesa: sullo sfondo, le immacolate vette dell'Himalaya. Arrivano a Kulu, dove decidono di farsi ospitare da una vedova possidente conosciuta nel corso del precedente viaggio. In quella sede, Teshoo deve fare un incantesimo per liberare dalle coliche gassose il nipotino dell'intraprendente maharanee e incontra uno sciamano concorrente. Quest'ultimo non è altro che una vecchia conoscenza, cioè Hurree babu: da questi Kim apprende che, con il famoso messaggio consegnato a Creighton, aveva permesso l'intervento britannico contro cinque re del nord malintenzionati e sobillati da due agenti stranieri. Il babuij ha recuperato a Chitor la lettera del mahratta e, ora, va verso nord. Poco dopo, il ragazzo e il lama decidono anche loro di andare in montagna e Kim resta di nuovo senza mamma o simile. I due passano Mussoorie e guadagnano i paesini verso il Tibet. In uno di questi, trovano un hakim che si guadagna da vivere occupandosi degli indigeni con gozzo, ma è il solito Hurree babu. L'indù è in realtà sulle tracce dei due spioni, il russo e il francese. Infine li trova, nei guai con i loro coolies che portano casse di pelli come copertura, più una cassa di rapporti segreti per i loro governi. Il babu aiuta i due a recuperare i portatori coolies, già trattati male dagli alleati franco russi: poi, si unisce alla loro comitiva. Si riprende la marcia e il gruppo incontra Kim e il lama: quest'ultimo sta disegnando la preziosa Ruota della Vita. Il russo cerca di arraffare il disegno, finendo per strapparlo e colpendo anche il lama. Inorriditi dal sacrilegio, i coolies si ribellano , la comitiva si disperde e le casse – compresa quella dei do(edited)enti – passano a Kim. Kim, lama e coolies riparano a Shamlegh, un avamposto di altissima montagna. La generosa regina locale Lispeth s'innamora di Kim, che oramai va verso i diciotto anni, ma lama e chela devono scendere a valle perché il religioso – portato in lettiga, contuso, a spese della donna di Shamlegh – sente che la meta del suo viaggio è vicina. I due spioni con Hurree sono rimasti indietro, ma le connessioni d'intelligence non mancano neppure ad altissima quota. Hurree il bengalese accompagna gli spioni a Simla e si congeda, per mettersi sulle tracce di Kim e dei...do(edited)enti. Lama e ragazzo, giunti in pianura, congedano i portatori: Kim manda a chiedere alla sahiba di Kulu un'altra lettiga per Tishoo e di ...pagarla. Kim e Tishoo arrivano a Kulu: il ragazzo cade malato di dengue, ma si rialza grazie alle cure della signora. Tishoo trova il fiume della Liberazione e fa il bagno purificatore: l'immersione è interrotta da Hurree sopraggiunto all'improvviso secondo costume. Con la consegna dei do(edited)enti all'agente bengalese, finisce la missione diplomatica. Con la purificazione del lama, finisce anche la missione spirituale: restando però con Kim e la sahiba di Kulu, al santo uomo non mancherà di nuovo da farsi. In tutto il romanzo non si accenna quasi mai alle caste; il lama non spende niente per sé e tutto per l'educazione di Kim. Si vede che ne valeva la pena.
Giuseppe Paolo Mazzarello


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