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Poesie di Andrea Zanzotto
Mercoledì, 16 dicembre @ 20:45:42 CET

Postato da Grazia01






Medusa in un freddo luglio


Carissima coetanea,
già brillante beltà,
eri nitida anziana
fin poco tempo fa.
È giunto poi l'alzaimer
a trasformarti in smalto.

Ma ieri, mentre un poco
di sole, in meteogioco
scintillò su nell' alto,
qualcuno ricordò:
«Domani si fa festa
è il 14/7!»
e la tua voce estrania
d'improvviso intonò
«Allons enfants de la patrie»;
cantammo insieme a te
e più versi che i nostri
la tua vivida gola partorì.

Allons enfants - affrettati o vittoria
su un carro d'astrociti e di neuroni,
rifiorisci memoria
su tutte le tue dannazioni.



Stanza immaginata o intravista

Raggi d’emblema e – santificato – incipiente autunno
Lesività combinate, fattive
ma ributtate da sempre, e uscite
in vero, altissimo silenzio!
Lampada accesa ogni oggetto s’illustra
Per una divina desuetudine
E prepotenza,
nessun tempo è mai passato
ogni tempo – unicamente – verrà
Nulla in più da attendere, da nessun
clivo o frattura
da nessuna memoria né semenza
Là sta l’idea, consistenza, renitenza
Là fu, mai fu, là – unicamente – accogliere .








Al mondo

Mondo, sii, e buono;
esisti buonamente,
fa' che, cerca di, tendi a, dimmi tutto,
ed ecco che io ribaltavo eludevo
e ogni inclusione era fattiva
non meno che ogni esclusione;
su bravo, esisti,
non accartocciarti in te stesso in me stesso.

Io pensavo che il mondo così concepito
con questo super-cadere super-morire

il mondo così fatturato
fosse soltanto un io male sbozzolato
fossi io indigesto male fantasticante
male fantasticato mal pagato
e non tu, bello, non tu «santo» e «santificato»
un po' più in là, da lato, da lato.

Fa' di (ex-de-ob etc.)-sistere
e oltre tutte le preposizioni note e ignote,
abbi qualche chance,
fa' buonamente un po';
il congegno abbia gioco.
Su, bello, su.
Su, munchhausen.



Dintorni natalizi

Natale, bambino o ragnetto o pennino
che fa radure limpide dovunque
e scompare e scomparendo appare
come candore e blu
delle pieghe montane
in soprassalti e lentezze
in fini turbamenti e più
Bambino e vuoto e campanelle e tivù
nel paesetto. Alle cinque della sera
la colonnina del meteo della farmacia
scende verso lo zero, in agonia.
Ma galleggia sul buio
con sue ciprie di specchi.
Natale mordicchia gli orecchi
glissa ad affilare altre altre radure.
Lascia le luminarie
a darsi arie
sulla piazza abbandonata
col suo presepio di agenzie bancarie.
Natali così lontani
da bloccarci occhi e mani
come dentro fatate inesistenze
dateci ancora di succhiare
degli infantili geli le inobliate essenze



Caso vocativo

O mie mozzi trastulli
pensieri in cui mi credo e vedo,
ingordo vocativo
decerebrato anelito.
Come lordo e infecondo
avvolge un cielo
armonie di recise ariste, vene
dubitanti di rivi,
e qui deruba
già le lampade ai deschi
sostituisce il bene.
Come i cavi s'ingranano a crinali
i crinali a tranelli a gru ad antenne
e ottuso mostro
in un prima eterno capovolto
il futuro diviene.
Il suono, il movimento
l'amore s'ammollisce in bava
in fisima, gettata
torcia il sole mi sfugge.
Io parlo in questa
lingua che passerà.




Esistere psichicamente

Da questa artificiosa terra-carne
esili acuminati sensi
e sussulti e silenzi,
da questa bava di vicende
soli che urtarono fili di ciglia
ariste appena sfrangiate pei colli
da questo lungo attimo
inghiottito da nevi, inghiottito dal vento,
da tutto questo che non fu
primavera non luglio non autunno
ma solo egro spiraglio
ma solo psiche,
da tutto questo che non è nulla
ed è tutto ciò ch'io sono:
tale la verità geme a se stessa,
si vuole pomo che gonfia ed infradicia.
Chiarore acido che tessi
i bruciori d'inferno
degli atomi e il conato
torbido d'alghe e vermi,
chiarore uovo
che nel morente muco fai parole
e amori.







Andrea Zanzotto (Pieve di Soligo, 10 ottobre 1921 – Conegliano, 18 ottobre 2011) poeta tra i più conosciuti della seconda metà del novecento. Nel 1979 riceve il Premio Viareggio per il primo volume di una trilogia: Il Galateo Bosco. Nel 1983 Premio Librex Montale per il secondo libro della trilogia. Nel 2000, Premio Bagutta per le Poesie e prose scelte e, il 6 ottobre, la laurea honoris causa in lettere dall'Università di Torino. Nel 2002 premio Dino Campana. L'8 marzo 2004 l'Università di Bologna gli concede la laurea ad honorem



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