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La triaca
Domenica, 21 febbraio @ 11:46:41 CET

Postato da Grazia01

In attesa dei vaccini, per il virus si potrebbe tornare al farmaco più famoso di tutti i tempi: la triaca (o terìaca) dal greco θηριακή thēriakḗ, cioè antidoto, oppure secondo alcuni dal sanscrito táraca dove tár significa "salva".
E' un preparato farmaceutico dalle supposte virtù miracolose di origine antichissima. Sebbene con molte variazioni di ricetta, questo elettuario è stato utilizzato per secoli, addirittura fino all'inizio del XX secolo. Secondo la terminologia in uso attualmente, la Teriaca dovrebbe definirsi un "polifarmaco”, forse il primo e più antico: è capace di combattere i “veleni” prodotti nell’organismo umano dalle malattie , di alleviare i “fastidi” dello stomaco, della testa, della vista, dell’udito, di conciliare il sonno, di rinvigorire e allungare la vita. Probabilmente i Romani la ripresero partendo dall'antidoto universale di Mitridate.





Particolare della bottega di uno speziale, un affresco del castello di Issogne (Valle d'Aosta)


Si racconta che a inventarla fu Mitridate IV, re del Ponto (I secolo a.C.), che temendo di essere avvelenato dai nemici commissionò al proprio medico personale un rimedio potentissimo, in grado di sconfiggere qualsiasi veleno.
Assumerla però richiedeva coraggio. La triaca originale conteneva infatti gli estratti di 50 piante (tra cui mirra, incenso, timo, succo d’acacia, finocchio, anice e cannella) e una lucertola senza zampe, miscelati con miele per rendere il tutto gradevole al palato.
Nerone: fece avvelenare il fratello chiedendo aiuto a una avvelenatrice seriale dei tempi, la famelica Lucusta conosciuta a Roma per i suoi intrugli mortali.
Nel primo secolo d.C. l’imperatore romano Nerone, in preda allo stesso timore di essere avvelenato, ne richiese il perfezionamento al medico Andromaco, il quale aggiunse alla ricetta altri 10 ingredienti, tra cui oppio e carne di serpente.
La nuova formula (la “terìaca magna”) venne elogiata da Galeno, l’uomo più influente della storia della medicina, che ne accrebbe e prolungò il successo: la triaca fu prescritta ininterrottamente dai medici per 18 secoli, per curare qualsiasi male.
Il business subì una prima flessione quattro secoli fa circa, durante la grande peste di Venezia, e poi un tracollo alla fine del XVIII secolo, quando il medico londinese William Heberden pubblicò un articolo che ridicolizzava l’antidoto (“fa solo sudare un po’”), portando così alla sua cancellazione dalla farmacopea ufficiale.
Oggi sappiamo che l’unico ingrediente efficace era l’oppio (la morfina), che allevia il dolore, lenisce la tosse e riduce l’ansia (ma non combatte alcun veleno). Al contrario il suo ingrediente più famoso, la carne di vipera, non ha alcun effetto terapeutico.


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