Gioca a Quiz Arena e vinci Bitcoin!


Gaspare Campari
Giovedì, 18 marzo @ 19:35:48 CET

Postato da Grazia01

Siamo in una notte del 1842 e Gaspare sta cercando di prendere sonno perchè domani lascerà la sua famiglia di agricoltori per trasferirsi a Torino. Ha solo 14 anni e il sogno è quello di lasciare i campi di Cassolnovo, nel cuore della Lomellina, per seguire la sua passione per le erbe e i distillati trasferendosi a nella città sabauda. Per uno strano gioco del destino conosce il maestro pasticcere di Casa Savoia, Teofilo Barla, che lo presenta a Giacomo Bass proprietario di una rinomata liquoreria in Piazza Castello, sempre a Torino. Dopo 8 anni decide di spiccare il volo: si trasferisce a Novara e apre il suo primo locale:; il Caffè dell’Amicizia in quello che era detto l’angolo delle ore, tra Corso Cavour e Corso Italia.




Foto bellissima di Luca Bisceglia (Photophonico)


La sua incessante ricerca lo porta a scoprire alcuni liquori innovativi cui dà nomi stravaganti come l’Elisir di Lunga Vita, l’Olio di Rhum o il Liquote Rosa. Ma quello per cui diventerà celebre è il suo "Bitter all'uso d'Hollanda" che diventò presto il "Bitter del Signor Campari"perché Gaspare di cognome faceva Campari e quello sarebbe diventato il nome del suo impero: Il Campari appunto.
Nel 1862 si trasferisce a Milano dove apre un bar nel Coperto dei Figini che verrà abbattuto per la costruzione della galleria Vittorio Emanuele nel 1867 dove il locale, e il suo Bitter, diventeranno leggenda.
Originariamente il Cafè Campari non era dove lo vediamo adesso ma poco distante, nell’angolo della Galleria verso il Duomo. La famiglia di Gaspare abitava al piano superiore e suo figlio Davide, nato nel novembre 1867, è stato il primo bambino a nascere “in galleria”.
Sarà proprio Davide, alla morte di Gaspare nel 1882, a prendere le redini dell'azienda, mentre Guido, fratello di Davide, si occuperà del Caffè inaugurando, nel 1915, il Caffè Camparino, all’angolo opposto rispetto al Caffè Campari. Il locale, arredato in stile liberty con un artistico bancone intarsiato, un lampadario monumentale e mosaici alle pareti diventerà luogo d'incontro di artisti come Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi, Giulio Ricordi e Arrigo Boito.
Insomma se non fosse stato per il coraggio e la passione di quel ragazzo, nato nella Lomellina più profonda, Milano forse non sarebbe stata la città degli aperitivi!


Content received from: Poesie d'autore, poesie inedite, Biografie, immagini e molto altro..., http://www.casatea.com