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Luna
Mercoledì, 28 febbraio @ 21:30:52 CET

Postato da Grazia01



La luna è un luogo comune letterario. È difficilissimo trovare modi nuovi per parlare della luna perché tutto è stato già provato nel campo delle metafore e degli aggettivi. Nelle canzoni e nelle poesie la luna è spesso «argentata».
È un aggettivo comunissimo, lo si trova anche nelle canzoni, ha finito per diventare un topos.
Georg Trakl un poeta austriaco che si è suicidato nel 1914 quando era al fronte come addetto alla sanità, commentava la luna così:




Luna, come avanzasse un morto
dall' azzurra grotta,
e cadono i fiori
copiosi sul sentiero di roccia.


Gorge Trakl, Occidente

È bella questa immagine della luna che si affaccia, quasi come una mummia, da una grotta azzurrata.
Spesso i poeti hanno visto la luna come un corpo umano, ma bianco, troppo bianco, quasi un cadavere, una vergine che nel suo candore non conosce il calore dell’amore.

Questa notte la gran luna autunnale
sembra ancora rotonda
io vivo vecchio e solo sulla sponda
del borgo fluviale.
Arrotolo le tende per guardare
l'Ospite folgorante:
nelle veglie notturne m'accompagna
quando cammino curvo sul bastone.
Il fulgore dardeggia, si nasconde,
serpente irrequieto;
la luce ora svolazza, ora si posa,
instancabile uccello.


Tu Fu, Diciassettesimo giorno di luce



Di tra gli agitati vapori
Si fa strada la luna,
Sui tristi campi
Tristemente versa lume.


Aleksandr Puskin, Strada invernale

Luna, trasparente come
la medusa marina,
come la brina nell'alba,
labile come
la neve su l'acqua,
la schiuma su la sabbia.


Gabriele D'Annunzio, Il novilunio



La luna di settembre su la buia
valle addormenta ai contadini il canto.

Una cadenza insiste: quasi lento
respiro di animale, nel silenzio,
salpa la valle se la luna sale.


Sandro Penna, La luna di settembre ...

Anche la luna come la rosa è diventata un luogo della mente, un itinerario poetico convenzionale. Ma ogni poeta che ne parla si fa un punto d'onore di inventare una nuova metafora: la luna «ospite folgorante» dà un’idea di personalità animata. La luna è una signora o qualche volta un signore che entra da una porta nascosta, salta fuori dalla finestra, si trasforma in serpente inquieto, in uccello instancabile.
E poi sparisce nel nulla della notte.


Da Amata scrittura di Dacia Maraini


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