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Poesie d'autore, poesie inedite, Biografie, immagini e molto altro...: I Nobel della letteratura I

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Nobel per la letteratura 2016 a Bob Dylan
Postato da Grazia01 il Sabato, 15 ottobre @ 11:35:49 CEST (79 letture)
I Nobel della letteratura I








La motivazione dell'Accademia di Svezia che lo ha insignito del Nobel dice già tutto. Il Premio va a Mister Robert Zimmerman "per aver creato una nuova espressione poetica nell'ambito della grande tradizione della canzone americana".
Esatto: quello che Dylan ha scritto negli ultimi cinquant'anni e molto più di un'autorevole collezione di strofe e ritornelli.
Il buon vecchio Bob ha portato la poesia abbinata alla musica a un livello superiore. Lo ha fatto partendo dal folk, da Woody Guthrie e dalla cultura beat con canzoni dirette che puntavano il dito contra la guerra e le ingiustizie sociali (vedi Masters of war o Hurricane dedicata a Rubin Carter, il pugile ingiustamente incarcerato per un triplice omicidio mai commesso) ma anche colorando le parole dei suoi pezzi di visioni, allusioni e simbolismi, raccontando storie leggendarie quanto enigmatiche, al confine tra sogno e realtà.
Un viaggio fatto di parole, che di volta in volta lo ha avvicinato a Rimbaud, Kerouac o Ginsberg.
Non solo: Dylan ha rotto tutti gli automatismi che pervadono lo stile e i comportamenti delle rockstar. Si è reinventato musicalmente sfuggendo a qualsiasi tentazione autocelebrativa, ha osato "storpiare" se stesso in concerto offrendo al pubblico versioni completamente destrutturate dei suoi brani (famosi e non), ha inventato il concetto di neverending tour con un'attività live ininterrotta, ha parlato poco o niente con i giornali, non si è concesso alla tv, si è tenuto lontano dai duetti e dalle collaborazioni che fanno notizia.

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È morto Dario Fo, eterno 'giullare'
Postato da Grazia01 il Sabato, 15 ottobre @ 10:05:52 CEST (96 letture)
I Nobel della letteratura I





È morto Dario Fo, eterno 'giullare': "Se mi capitasse qualcosa, dite che ho fatto di tutto per campare"






Dario Fo è morto all'ospedale Sacco di Milano, dove era ricoverato da alcuni giorni per problemi respiratori. Aveva 90 anni. Personalità incontenibile, artista poliedrico, 'giullare' della cultura italiana - amava definirsi lui - Fo era stato attivo fino all'ultimo. Il 20 settembre scorso aveva presentato a Milano il suo ultimo libro, Darwin, dedicato al padre dell'evoluzionismo. In estate, nel Palazzo del Turismo a Cesenatico, il rifugio creativo di Fo e della moglie Franca Rame, aveva esposto dipinti, opere grafiche, bassorilievi, sculture e pupazzi creati dall'artista e accompagnati da testi collegati al suo ultimo libro Darwin.
Negli ultimi tempi era diventato impaziente di fare, scrivere, parlare, dipingere. Si ubriacava di impegni, lavorava fino a stordirsi, come volesse bruciare il tempo. Dario Fo ha lasciato la vita con l'energia e la carica con cui l'ha vissuta. "Se mi dovesse capitare qualcosa, dite che ho fatto di tutto per campare", scherzava fino all'ultimo. Aveva 90 anni, a 71 era stato insignito del Premio Nobel, e 70 li aveva passati nel teatro che ha dominato da re, reinventando la satira, la comicità con oltre cento commedie, racconti, romanzi biografici, saggi, e da attore, scrittore, autore di canzoni, ma anche pittore, regista, scenografo, saggista, politico: un talento rinascimentale che ha fatto di Dario Fo il più grande e famoso artista italiano dei tempi moderni. "Con Franca abbiamo vissuto tre volte più degli altri", diceva ripercorrendo una vita straordinaria celebre in ogni parte del pianeta.






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Nobel letteratura 2011 Tomas Tranströmer
Postato da Grazia01 il Giovedì, 06 ottobre @ 19:51:32 CEST (1165 letture)
I Nobel della letteratura I
Anche quest'anno previsioni e scommesse sono state puntualmente smentite: il premio Nobel per la letteratura è andato al poeta svedese Tomas Tranströmer.



Lo ha annunciato oggi l'Accademia Svedese spiegando nella motivazione che "attraverso le sue immagini dense, limpide, offre un nuovo accesso alla realtà".
Nato 80 anni fa a Stoccolma, è considerato il maggior poeta svedese vivente: ma "fuori casa" il suo nome dice poco, per quanto sia già stato nella lista dei candidati al Nobel lo scorso anno. Ora invece tutto il mondo sa che dalla Svezia non arrivano solo gialli alla Larsson e Mankell.

POETA-PSICOLOGO

Oltre a scrivere poesie, Tranströmer è stato anche uno psicologo impegnato nel sociale. Ha lavorato con disabili e nelle carceri minorili, con detenuti e tossicodipendenti. Attività svolte fino al 1990 quando è stato colpito da un ictus che ha gli ha gravemente compromesso la capacità di parlare. Nonostante la malattia Tranströmer ha continuato a scrivere. E soprattutto a suonare il piano, passione che dopo la malattia ha coltivato con una sola mano, la sinistra.


In suo omaggio propongo alcune delle sue poesie tradotte da Franco Buffoni

Sera-mattina

L’albero della luna è marcito e si sgualcisce la vela.
Il gabbiano volteggia ebbro lontano sulle acque.
E' carbonizzato il greve quadrato del ponte. La sterpaglia soccombe all’oscuritá.
Fuori sulla scala. L’alba batte e ribatte sui
cancelli granitici del mare e il sole crepita
vicino al mondo. Semiasfissiate divinità estive brancolano nei vapori marini.
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Nobel della letteratura al francese Jean-Marie Gustave Le Clézio
Postato da Grazia01 il Martedì, 14 ottobre @ 19:51:40 CEST (1055 letture)
I Nobel della letteratura I Nobel della letteratura al francese Jean-Marie Gustave Le Clézio

Il Nobel della letteratura per il 2008, è andato al francese Jean-Marie Gustave Le Clézio. Lo scrittore, nato a Nizza nel 1940 e che ha cominciato a scrivere a 7 anni, ha ormai un repertorio di oltre 30 pubblicazioni (libri, fiabe, saggi e novelle) che lo hanno reso un autore di successo in tutto il mondo. Il primo Il Verbale a 23 anni.
Tra i suoi lavori, quelli tradotti in Italia sono: Il continente invisibile (Instar Libri, 2008); L’africano (Instar Libri, 2006); Diego e Frida (Net, 2004); Stella errante (Il Saggiatore, 2000); Le due vite di Laila (Il Saggiatore, 1999); Il cercatore d’oro (Rizzoli, 1990).


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Letteratura, Nobel 2007 a Doris Lessing
Postato da Antonio il Giovedì, 11 ottobre @ 23:08:35 CEST (945 letture)
I Nobel della letteratura I Letteratura, Nobel 2007a Doris Lessing
La motivazione: cantrice delle esperienze femminili, con potere visionario ha osservato una civiltà divisa.


Doris Lessing (Ansa)

Era fuori dalla lista dei papabili di quest'anno ma Doris Lessing era da tempo in odore di Nobel: un riconoscimento atteso da decenni.
E ora alla veneranda età di 88 anni (li compirà tra qualche giorno, il 22 ottobre) quando di ritorno da una mattinata di compere le è stato riferito che finalmente è arrivato, tra l'emozione e la sopresa, le è uscito un «Oh Cristo!»
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Harold Pinter - Nobel 2005
Postato da Antonio il Domenica, 07 gennaio @ 13:53:20 CET (5130 letture)
I Nobel della letteratura I

Harold Pinter, drammaturgo, regista e attore teatrale britannico. Ha scritto per teatro, radio, televisione e cinema. I suoi primi lavori sono considerati fra i capolavori del teatro dell'assurdo.

Pinter nacque a Hackney, Londra e studiò alla Hackney Downs Grammar school e, per breve tempo, alla Royal Academy of Dramatic Art (RADA). Pubblicò da giovane alcune poesie e iniziò a recitare in teatro col nome d'arte di David Baron. La sua prima commedia, The Room, fu rappresentata per la prima volta dagli studenti dell'università di Bristol nel 1957.
The Birthday Party (1958) fu inizialmente un fiasco, nonostante la recensione positiva sul Sunday Times fattagli dal critico teatrale Harold Hobson ma il successo del suo lavoro successivo, The Caretaker (1960), la riportò in auge e questa volta riscosse successo. Queste commedie ed altri dei suoi primi lavori, come The Homecoming (1964), sono a volte etichettate come "commedia della minaccia". Di solito cominciano con una situazione apparentemente innocente che diventa assurda e minacciosa poiché gli attori si comportano in modo inspiegabile sia per il pubblico che, a volte, per gli altri personaggi. Questo stile ha ispirato l'aggettivo "Pinteresque". Le opere di Pinter sono segnate dall'influenza di Samuel Beckett fin dall'inizio e i due divennero presto buoni amici.
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Imre Kertész - Nobel 2002
Postato da Antonio il Sabato, 30 dicembre @ 12:18:40 CET (1279 letture)
I Nobel della letteratura I

Imre Kertész (nato a Budapest il 9 novembre 1929) è uno scrittore ungherese.
Nel 1944, a quindici anni, fu deportato ad Auschwitz e fu liberato a Buchenwald nel 1945; tornato in Ungheria nel 1948 lavorò come giornalista in un quotidiano di Budapest. Quando nel 1951 il giornale divenne organo del partito comunista fu licenziato. Dopo due anni di servizio militare, per mantenersi iniziò a scrivere romanzi e a tradurre opere di Freud, Nietzsche, Canetti, Wittgenstein e altri.
Essere senza destino, il suo primo e più famoso romanzo, descrive l'esperienza di un ragazzo ungherese di quindici anni nei campi di sterminio nazisti di Auschwitz, Buchenwald e Zeitz. Il romanzo, scritto in dieci anni, è basato sull'esperienza diretta dell'autore. Egli stesso ha dichiarato: "Ogni volta che penso a un nuovo romanzo penso a Auschwitz".
Kertész e la sua opera furono messe al bando ed è stato riconosciuto come scrittore di fama sia in patria che all'estero solo dopo il crollo del Muro di Berlino.
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Ivo Andric - Nobel 1961
Postato da Antonio il Lunedì, 11 dicembre @ 13:53:34 CET (1794 letture)
I Nobel della letteratura I

Croato di nascita, patriota bosniaco, scrittore serbo-croato, diplomatico e uomo politico al servizio della Iugoslavia, Ivo Andric (1892-1975), parallelamente alle sue attività di uomo di stato, ha prodotto un'immensa opera letteraria. In essa, si esprime, amplificata e approfondita, la sua accanita volontà di impedire alle barriere nazionali, ideologiche o di qualsiasi altro genere, di confondergli la vista. Il premio Nobel corona questo percorso nel 1961.
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Orhan Pamuk - Nobel 2006
Postato da Antonio il Giovedì, 07 dicembre @ 13:45:13 CET (1232 letture)
I Nobel della letteratura I


Identità nel caleidoscopio

Del tema che ossessivamente occupa l'inizio del Terzo Millennio, il tema dell'identità non più soltanto personale come nel Novecento ma culturale e storica in un mondo che perde confini e acquista. conflitti, Orhan Pamuk ha fatto il filo conduttore della propria narrativa. Ma per l'autore turco, restio alle suggestioni etniche ma consapevole delle radici, l'identità, come il potere in Shakespeare, è un ideogramma mitico che non produce apologie o proclami, ma personaggi e situazioni e una drammaturgia carica di domande più che di risposte. Tutto nei suoi libri problematicamente si duplica e si rìspecchia in un altrove - il passato nel presente, l'Est nell'Ovest e viceversa - a cominciare dalla musica polifonica, orientale-occidentale, del suo stile.


di Elisabetta Rasy
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J. M. Coetzee - Nobel 2003
Postato da Antonio il Giovedì, 07 dicembre @ 13:41:04 CET (1200 letture)
I Nobel della letteratura I

E liberaci dalla vergogna

Anche se apparentemente sani, siamo tutti, nelle caverne della nostra interiorità, marci. Spesso non si tratta dei peccati più riconosciuti e, a parole, condannati; si tratta di atteggiamenti, istintivi o volontari, che rivelano la nostra pochissima carità, spesso il disprezzo, verso i nostri simili, anche i più vicini. Così, collaboriamo a rendere più squallido il contesto in cui viviamo, a inquinarlo di egoismo e a distruggere la gioia, persino la nostra. Romanziere «scomodo», Coetzee crea una varietà di personaggi che, rivelando la loro situazione di disagio e di vergogna, ci aiutano a liberarci dei nostri disagi e delle nostre vergogne.


di Cesare Segre
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Gao Xingjian - Nobel 2000
Postato da Antonio il Giovedì, 07 dicembre @ 13:35:18 CET (1283 letture)
I Nobel della letteratura I

E la storia si aprì al mito


Sarebbe sbagliato inquadrare Gao - censurato in patria e riparato a Parigi - solo per il coraggio della sua dissidenza. Lo dimostra il suo capolavoro, La Montagna dell'Anima, lunga «fuga» narrativa a due voci: quella di un viaggiatore che in una Cina primordiale (villaggi dai tetti neri, immani abetaie, cieli stellati) insegue il luogo-luce del titolo; e quella di uno scrittore che ripercorre (per flashback proustiani) la propria vita affettiva. Oltre che un rigetto radicale della «filosofia» del regime, il convergere delle due voci è infatti - come in tutto Gao - una lezione di taoismo depurata da ogni scoria new age: un aprirsi dell'io al mondo e della Storia al mito.


di Sandro Modeo
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Gunter Grass - Nobel 1999
Postato da Antonio il Giovedì, 07 dicembre @ 13:28:53 CET (1531 letture)
I Nobel della letteratura I

Un picaro contro la boria

La grandezza dell'opera maggiore di Gunter Grass, Il tamburo di latta, consiste nel cruciale fatto che il suo narratore e protagonista, Oskar Matzerath, è alto 94 centimetri, guarda il mondo dal basso e, restituendo al Novecento la tradizione del romanzo picaresco, polverizza tutta l'orribile sublimità da cui era stata inondata la Germania nei precedenti trent'anni di letteratura. Il genio dI Grass, questo Celine del socialismo, fu insomma d'affrontare la realtà con il programma di un infantilismo radicale che può oggi esser letto come una scelta di autopunizione, ovvero come opera di redenzione (anche) personale.


di Franco Cordelli
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Josè Saramago - Nobel 1998
Postato da Antonio il Mercoledì, 06 dicembre @ 10:59:00 CET (1209 letture)
I Nobel della letteratura I

Per voce implacabile

E stato folgorante scoprire la sua voce (nell'82) in Memoriale del convento, il romanzo che ha fatto conoscere Saramago fuori dal Portogallo, il primo ad essere tradotto in tutto il mondo. Voce piena di colore e di forza, a volte anche implacabile, che non permette di dimenticare i suoi protagonisti e che mescola realtà e invenzione, storia e letteratura in modo tale che il lettore, felicemente irretito, non sa più tanto distinguere un genere dall'altro. In mano sua il romanzo storico, da polpettone ben confezionato e saporito al punto giusto qual è di solito, si trasforma in vita vera, dura e vissuta, di ieri o di oggi, non importa.


Isabella Bassi Fedrigotti
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Dario Fo - Nobel 1997
Postato da Antonio il Mercoledì, 06 dicembre @ 10:55:37 CET (1028 letture)
I Nobel della letteratura I

Un linguaggio universale

A differenza degli altri drammaturghi, laureati dal Nobel (Shaw, Plrandello, O'Nelll, Beckett e Pinter), a Dario Fo è toccato in sorte di ricevere un prernio avvelenato da critiche e rimbrotti. Grande teatrante - hanno detto - ma non scrittore, giullare ma non letterato. Invece in questi «difetti» sta la sua qualità, quella di scrivere il linguaggio della scena, in cui parole smorfie suoni e capriole compongono un'unica totalità. Un linguaggio traducibile in qualunque paese, sia che tratti i buffi misteri di un Medioevo plebeo e immaginario, sia che ridicolizzi i truci giochi del potere nostro contemporaneo. Come in un carnevale continuo che sovverte le gerarchie e sbeffeggia papi re padroni e imperatori.


Ranieri Polese
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Saul Bellow - Nobel 1976
Postato da Antonio il Mercoledì, 06 dicembre @ 10:50:18 CET (885 letture)
I Nobel della letteratura I

La rivoluzione del rabbino

Restò a Chicago mentre tutti se la svignavano a New York; rimase conservatore, ebreo e puritano mentre tutti annegavano nel risentimento liberaI e I scopavano a Berkeley; collezionava mogli, figli, alimenti e onorificenze; idolatrava i fratelli - faccendieri milionari - con un sentimentalismo degno di un Rabbino di Odessa; adorava il lusso, i gangster, i sigari, i papillon, Gerusalemme, la letteratura francese, la filosofia tedesca ... E forse proprio per questo rivoluzionò la narrativa americana senza cedere ad astrusità avanguardiste, con grazia mozartiana.
Come potrei non amarlo disperatamente?


Alessandro Piperno
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Eugenio Montale - Nobel 1975
Postato da Antonio il Mercoledì, 06 dicembre @ 10:46:21 CET (847 letture)
I Nobel della letteratura I

Il poeta sveglia il mondo

Lo spazio in Montale è popolato di oggetti, fiori, animali: affiorano da scenari bui, come se il poeta li vedesse emergere all'improvviso dal nulla con lo sguardo di un primitivo. Non s'impone lo stupore di chi scopre il mondo, ma il tremore di chi ne sente l'imminente fine. Come lo spazio, è annullato il tempo: non c'è speranza del futuro e la memoria è «scialba», mentre il presente pare arrivare sempre «tardi». In questa atmosfera di «assenza universale», di «tutto nientificato», solo alla parola poetica è dato di «svegliare» il mondo e consentire all'uomo di «rifarsi da capo» a stabilire un rapporto rinnovato.


Giorgio di Rienzo
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Heinrich Boll - Nobel 1972
Postato da Antonio il Martedì, 05 dicembre @ 11:50:18 CET (1068 letture)
I Nobel della letteratura I

E il clown svelò l'ipocrisia

Un anarchico «clown» le cui opinioni sferzano la Germania del miracolo economico mettendone a nudo le Ipocrisie, un testimone scomodo e inquieto negli anni di piombo, un inesausto sperimentatore di forme ... Coniugando l'impegno eticò e civile con la ricerca stilistica, per quarant'anni Heinrich Boll (1917-1985) fu una delle più importanti voci critiche della letteratura tedesca, ma forse di lui sono destinati a rimanere soprattutto i primi romanzi, che ci restituiscono con tanta immediatezza il disperato interrogarsi di una coscienza cristiana tra le macerie materiali e morali del dopoguerra.


di Paola Capriolo
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Jean-Paul Sartre - Nobel 1964
Postato da Antonio il Martedì, 05 dicembre @ 11:48:21 CET (2740 letture)
I Nobel della letteratura I

Lezìonì dal cattìvo maestro

Se soltanto non si fosse creduto il Voltaire del Novecento. Se non avesse scambiato la grafomania per uno stile. Se non avesse trovato il bon mot per ogni cattiva causa. Se non avesse confuso l'inferno dei soviet con il paradiso del proletariato. Allora, quante cose ci avrebbe insegnato l'autore del Muro e della Nausea. Un umanesimo senza moralismo. L'amore per le donne intelligenti oltreché belle. La responsabilità dello scrittore che fai conti con le misure della storia più che con il diametro del proprio ombelico. Se non avesse sbagliato tutto, Sartre (1905 - 1980) l'avrebbe meritato eccome, il suo premio Nobel.


di Sergio Luzzato
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John Steibeck - Nobel 1962
Postato da Antonio il Martedì, 05 dicembre @ 11:46:25 CET (1143 letture)
I Nobel della letteratura I

I disperati in rivolta

Quale vino fermenterà dai «grappoli dell'ira? Non diversamente da Joyce o da Pound, John Steinbeck (1902 - 1968) ha riscritto l'Odissea. Ma quando sfoglio le pagine di quello che in Italia è noto come Furore, risento le ballate «arrabbiate» di Woody Guthrie o di Cisco Houston: la ribellione dei disperati non è che l'altra faccia della solidarietà. Un seno per gli oppressi: dopo che il bimbo che aspettava è nato morto, Rosa Tea dona il suo latte al primo affamato che incontra. Non c'è nessun «paradiso» da «riconquistare», ma c'è sempre una «santarossa» per chi, pirata o vagabondo non si accontenta della rassegnazione.


di Giulio Giorello
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Boris Pasternak - Nobel 1958
Postato da Antonio il Martedì, 05 dicembre @ 11:43:49 CET (906 letture)
I Nobel della letteratura I

L'essenza della Russia

Pasternak (1890 - 1960) è stato per me, come per molti altri, la voce di una coscienza morale e poetica che, scaturita nell'ultimo momento di una Russia ancora libera, ancorché tormentata, è proseguita nei decenni straordinari e terribili dell' era sovietica per giungere intatta, anzi arricchita da tante prove, alla vigilia di un'epoca nuova. Pasternak con la sua poesia, la sua autobiografia e il suo romanzo, e con la sua stessa vita, ha un valore emblematico, quasi che un secolo, e che secolo, si sia condensato in lui con un'intensità insieme limpida e drammatica, fuori di ogni banalità e mediocrità di tanta, troppa cultura del suo tempo. E stato un'eccezione che in sé racchiude l'essenza del tempo e di ciò che lo sovrasta.


di Vittorio Strada
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Albert Camus - Nobel 1957
Postato da Antonio il Lunedì, 04 dicembre @ 21:20:32 CET (1107 letture)
I Nobel della letteratura I

Il dramma della ragione

La nostra vita ha un senso? Merita d'essere vissuta? Interrogativi del genere attraversano tutta l'opera di Camus, a partire dallo Straniero, il cui protagonista, immerso in un'esistenza monotona e banale, diviene assassino d'un uomo che neppure conosce. Ma nelle opere successive questa visione tragica in parte si modifica: occorre accettare l'estraneità senza speranza che separa l'uomo da un mondo assurdo, tentando almeno di avvicinarsi agli altri. Per Camus non dobbiamo illuderci che il male fisico e morale possa mai essere sconfitto; possiamo tuttavia, come afferma uno dei protagonisti della Peste, «collocarci dalla parte delle vittime per limitare i danni».


di Giovanni Belardelli
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Ernest Hemingway - Nobel 1954
Postato da Antonio il Lunedì, 04 dicembre @ 21:18:44 CET (899 letture)
I Nobel della letteratura I

La guerra degli «ultimi»

Chi lo sa se qualcuno lo ricorda o magari anche soltanto lo ha saputo che quando è cominciata l'avventura di questo Nobel Hemingway se n'è andato, sul Pilar al largo del suo mare. Forse questo Nobel per lui è stato un gesto con "cui il mondo ha riconosciuto la sua vita impegnata soltanto nelle sue pagine.
Ogni volta che ha parlato di guerra è stato per esaltare il valore di poveri soldati, che alla gloria proprio non pensavano. Più che alla gloria Hemingway pensava a ispirare " pagine dedicate agli splendori e agli orrori del mondo, quelli veri, visti dall'anima e non dalla letteratura.


di Fernanda Pivano
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William Faulkner - Nobel 1949
Postato da Antonio il Lunedì, 04 dicembre @ 21:16:25 CET (1101 letture)
I Nobel della letteratura I

Rinascimento americano


Mi ha sempre sorpreso che il Paese nel quale meglio rivive il mito antico sia anche il più moderno: l'America. In realtà il classicismo della tradizione europea ha ostacolato, più che favorito, ogni vero rinascimento, quale possiamo vedere nel grande esempio di Faulkner. Sono infatti i suoi romanzi che hanno ambientato nel selvaggio Sud degli Stat Uniti le situazioni e gli accenti della tragedia greca, mettendo al servIzio di un dramma polifonico ed enigmatico le risorse del monologo interiore, della scomposizione temporale, della narrazione ad incastro. Faulkner è un greco con la tecnica di Picasso e di Joyce.


di Maria Andrea Rigoni
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T.S. Eliot - Nobel 1948
Postato da Antonio il Lunedì, 04 dicembre @ 21:14:26 CET (904 letture)
I Nobel della letteratura I

Il Virgilio dei nostri inferni

Classico in letteratura, monarchico in politica, cattolico in religione. Così definiva se stesso un Thomas Stearns Eliot (1819 – 1880) all'inizio della maturità. Definizione ingannevole, che fa pensare a un «buon cittadino», a un benpensante timorato delle tradizioni. In realtà, in pochi come in Eliot c'è la consapevolezza della tragedia della storia umana. Vi è un'altra sua frase che meglio testimonia di lui: «Ammucchio frammenti per arginare le nostre rovine». Non a caso il Dante dell'Inferno è l'autore a lui più caro. E non a caso tanto grande è stato il suo influsso sulla letteratura contemporanea.


di Vittorio Messori
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Hermann Hesse - Nobel 1946
Postato da Antonio il Domenica, 03 dicembre @ 15:03:07 CET (1782 letture)
I Nobel della letteratura I

Le nozze di sensi e spirito

Ha provato quasi tutto nella vita: gli studi teologIcI (abbandonatI per fare Il meccanico), il mestiere di libraio, un lungo viaggio non turistico in India, lo sconcerto per la prima guerra mondiale, la psicoanalisi, la tendenza all'introspezione, la cittadinanza svizzera. Hermann Hesse (1877 - 1962) non fu, come qualcuno crede, il complemento di Thomas Mann, ma uno scrittore che tradusse sulla pagina quel po' di futuro che basta per farne un grande. Per questo affascinava i giovani, per il medesimo motivo proponeva una società dove pratica ascetica e vita attiva si abbracciano. Volle essere sensuale e spirituale al tempo stesso: vi riuscì.


Armando Torno
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Luigi Pirandello - Nonel 1934
Postato da Antonio il Domenica, 03 dicembre @ 14:49:13 CET (1525 letture)
I Nobel della letteratura I

Unica salvezza la follia

E il tema della follia, in ogni possibilità espressiva, a spiegare l'attualità di Pirandello (1867-1936). La follia che induce i personaggi a illudersi di farsi autori di nuove vite, di nuove identità. Uomini e donne di fronte all'insondabile mistero dell'esistere, complicato, il mistero, dalla realtà esterna che lo squarcio nel fondale del teatro fa irrompere sugli spettatori e sugli.attori. Il fu Mattia Pascal e i Sei personaggi in cerca d'autore sono il distillato della filosofia pirandelliana, quel mettere creature umane sul palcoscenico per poi lasciarle divorare dalla vita. Unica salvezza, la follia: il negare la realtà per aggirarla, beffarla, renderla innocua come un'inceppata macchina della tortura.


Matteo Collura
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Thomas Mann - Nobel 1929
Postato da Antonio il Domenica, 03 dicembre @ 14:33:54 CET (881 letture)
I Nobel della letteratura I

Una splendida decadenza

Disse che la visione, dalle finestre del suo cottage dI PacIfic Pahsades, delle onde lunghe dell'oceano che si frangevano sulla spiaggia lo aiutava a cogliere il ritmo giusto della prosa che aveva in mente per scrivere Giuseppe e i suoi fratelli. In realtà, una misura solenne, classica, l'aveva già raggiunta nei Buddenbrook, il romanzo splendido, cui pose mano quando era poco più che ventenne, nel quale si narra, attraverso varie generazioni, la storia di una ricca famiglia di commercianti di Lubecca. AI di là di ogni significato ~ la corruzione dei valori, la decadenza, la malattia, il male, quello che lascia sbalorditi, nei romanzi di Thomas Mann, (Lubecca 1875 – Zurigo 1955) è la sicurezza del racconto, sposata a una perfezione formale che non potrebbe essere altra da quella che è.


Giorgio Montefoschi
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Rudyard Kipling - Nobel 1907
Postato da Antonio il Domenica, 03 dicembre @ 14:30:55 CET (1314 letture)
I Nobel della letteratura I

La canzone dell'umanità

Come Omero, Kipling (1865-1936) credeva nella Musa, che chiamava Dèmone. A somiglianza del soldato, lo scrittore doveva aspettare e obbedire. Soprattutto mai sfruttare il successo, «peccato che perdette Napoleone e qualche altro». Intorno a pochi titoli noti, si stende la sua opera, che è un continente quasi sconosciuto e meravigliosamente vario. Kipling, nato a Bombay, credette nell'Impero britannico e nel «fardello dell'uomo bianco». Quella fede conta poco rispetto al fondale multietnico che la vita gli compose intorno, e che per noi non ha il sapore del passato, piuttosto quello di un incipiente futuro.


Giovanni Mariotti
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