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California Dust Memories
Postato da Paolo il Martedì, 04 luglio @ 15:26:56 CEST (155 letture)
Cinema






Uno fa il giornalista, l'altro gioca e basta ma è abbastanza per fare i guai. Il giornalista si unisce. Alla fine ci scappa il winning streak - il colpo vincente ma noi ci accontenteremmo di un willing streak, come era uscito per lapsus componendo questo testo della storia. La volontà di comunicare dopo qualche anno di assenza dai racconti ma non dalla vita di Casatea.
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Il 27 maggio del 1956 nacque Giuseppe Tornatore
Postato da Grazia01 il Sabato, 27 maggio @ 21:46:43 CEST (102 letture)
Cinema




Il 27 maggio del 1956 nacque a Bagheria, vicino a Palermo, Giuseppe Tornatore
Regista famoso nel mondo, si è sempre caratterizzato per il suo impegno civile e per alcune pellicole assai poetiche che hanno anche avuto notevole successo di pubblico. Tornatore si è sempre dimostrato attratto dalla recitazione e dalla regia. All'età di soli sedici anni, cura la messa in scena, a teatro, di opere di giganti come Pirandello e De Filippo. Si accosta invece al cinema, diversi anni dopo, attraverso alcune esperienze nell'ambito della produzione documentaristica e televisiva.
In questi campo ha esordito con opere assai significative. Il suo documentario "Le minoranze etniche in Sicilia", fra l'altro, ha vinto un premio al Festival di Salerno, mentre per la Rai ha realizzato una produzione importante come "Diario di Guttuso". A lui si devono inoltre, sempre per la Rai, programmi come "Ritratto di un rapinatore - Incontro con Francesco Rosi" o esplorazioni impegnate delle diverse realtà narrative italiane come "Scrittori siciliani e cinema: Verga, Pirandello, Brancati e Sciascia".




Tra i suoi film, ricordiamo: Nuovo Cinema Paradiso, premio Oscar, La leggenda del pianista sull'oceano, La corrispondenza, Malena, L'uomo delle stelle, Stanno tutti bene, Baaria, La sconosciuta, Una pura formalità.



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Cinecittà compie 80 anni
Postato da dada il Venerdì, 28 aprile @ 16:45:00 CEST (106 letture)
Cinema


Cinecittà compie 80 anni




Mercoledì 28 aprile del 1937 furono inaugurati gli studi di Cinecittà: Da strumento di propaganda e di "distrazione di massa" nato negli anni bui del regime, Cinecittà diventa in poco tempo la grande fabbrica di sogni made in Italy, capace di tenere testa ai mitici studios hollywoodiani. Oggi, oltre ad essere la più grande città del cinema in Europa, è la memoria storica di ottant'anni di settima arte.




Dall'inizio degli anni Trenta, il regime fascista intuisce le potenzialità del cinema come strumento di propaganda e adotta una serie di provvedimenti, che hanno l'effetto da un lato di scoraggiare le importazioni di film stranieri, dall'altro di alimentare una produzione locale. Il prodotto finale di questa strategia è la cosiddetta Legge Alfieri del 1939, che istituisce l'Ente Nazionale Industrie Cinematografiche (ENIC).

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Nati il 20 settembre - Sofia Loren
Postato da Grazia01 il Sabato, 20 settembre @ 13:50:43 CEST (405 letture)
Cinema





Una splendida ottantenne

Sophia Loren, nome d'arte di Sofia Villani Scicolone, è un'attrice e cantante italiana.





È riconosciuta universalmente come una delle più celebri attrici della storia del cinema mondiale.
Nacque il 20 settembre del 1934 a Roma



Buon compleanno Sofia



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Il 16 giugno 1890 nacque STAN LAUREL,
Postato da Grazia01 il Domenica, 15 giugno @ 17:06:04 CEST (886 letture)
Cinema





Il 16 giugno 1890 nacque a Ulverston l’attore e comico inglese STAN LAUREL, noto in Italia come Stanlio, il cui vero nome era Arthur Stanley Jefferson, è stato un attore, comico, regista, produttore cinematografico e sceneggiatore inglese.
Stan Laurel, lo Stanlio del duo comico Stanlio & Ollio , "è considerato uno dei più grandi attori comici di tutti i tempi; agilissimo nella sua fisicità e geniale nell'invenzione comica, ha innovato profondamente il modo di recitare la comicità per le sue capacità di rendere ricco di particolari intriganti un individuo "apparentemente stupido. I suoi giochi di parole molto spesso erano frasi semplici, ma venivano espresse con variopinte e bizzarre combinazioni."




La sua famiglia era letteralmente immersa nel mondo dello spettacolo; il padre, Arthur J. Jefferson (1862-1949), era infatti un artista multiforme: attore, autore, regista, impresario di alcuni teatri inglesi; la madre, Madge Metcalfe, era un'attrice drammatica, molto apprezzata da pubblico e critica.
Il piccolo Stan, al secolo Arthur Stanley Jefferson, era un vivace bambino con una grande voglia di ridere e far ridere, a volte anche nei luoghi meno adatti come durante le lezioni a scuola: un comportamento questo che certo non giovò molto ai suoi studi. Stanley fu uno studente irregolare, anche perché la sua famiglia cambiava a volte città, seguendo la carriera zingaresca del padre, che mise fine al suo girovagare solo nel 1901, stabilendosi definitivamente a Glasgow, in Scozia. Un anno prima, nel 1900, Stan ebbe l'occasione di esibirsi a North Shields per la prima volta in pubblico, durante la parata militare per celebrare la liberazione della cittadina di Mafeking dall'assedio avvenuto durante la Seconda Guerra Boera (1899).
Stan dovette aspettare il 1906, quando aveva appena 16 anni, per un vero debutto in un teatro e per giunta di nascosto dal padre, che avrebbe preferito un figlio impresario e non attore, e soprattutto non attore comico. Grazie a Albert Pickard, proprietario del teatro Britannia Theatre di Glasgow, Stan ebbe l'opportunità di partecipare ad uno spettacolo di Music-Hall dove ricevette grandi applausi per un numero che secondo lui era invece "terribile".



Stan andò in America e tentare la fortuna. Si unì ad ex membri della compagnia di Karno, stavolta con una coppia di marito e moglie: Edgar ed Ellen (Wren) Hurley, con i quali formò il gruppo "The Three Comiques", nome poi cambiato in "The Keystone Trio": con quest'ultimo nome, Stan e gli Hurley portavano in scena le comiche di Charlot, con il ruolo del vagabondo affidato ovviamente a Stan, il quale conosceva benissimo, avendoci recitato insieme nel teatro di varietà, la mimica di Chaplin dei primi anni 1914-15.



La svolta avvenne nel 1917. Durante una tappa della tournée Stan conobbe una giovane cantante australiana, Mae Dahlberg, con la quale ebbe una relazione non solo artistica. Stan lasciò il trio per unirsi a lei formando lo "Stan and Mae Laurel". Le fonti concordano nel riferire che è grazie a lei se Stan cambiò il suo cognome (13 lettere - Stan Jefferson - un po' troppo per un attore superstizioso come lui) con "alloro" (Laurel, in inglese), scegliendolo per puro caso da un libro di storia. Stan girò molte comiche da uno-due rulli ottenendo un buon successo come "Nuovo comico", gettando nel dimenticatoio i suoi inizi nel cinema di pochi anni prima, in seguito fu scritturato come regista di serie avendo a disposizione attori come James Finlayson, Clyde Cook, persino Theda Bara, e Oliver Hardy, passato alla Roach dopo una lunga gavetta come "freelance". Il primo film che Stan diresse, Yes Yes Nanette, aveva Finlayson e Hardy come attori, e questo fu il primo film che Stan e Oliver fecero insieme alla Roach; è indubbio che questa loro collaborazione giovò molto al nascere della loro amicizia, cominciando a recitare assieme con grande complicità.



Il destino era ormai pronto a formare Stan e Oliver come attori di coppia. Nel 1926, a giugno, le riprese di Get 'Em Young con Stan regista non iniziarono bene: uno degli attori, Oliver, non poté parteciparvi perché a tre giorni del primo ciak si fece male a casa sua mentre cucinava un cosciotto d'agnello, ustionandosi seriamente un braccio. F. Richard Jones, supervisore e regista, chiese a Stan di prendere il suo posto, ma questi rifiutò, temendo per il suo ruolo di regista.
Un aumento di stipendio, e la sicurezza di conservare la parte "creativa" dei suoi film, lo convinsero a prendervi parte. In questo film Stan, nella parte del maggiordomo di Harry Myers, inaugurò il suo tipico pianto isterico: un manierismo infallibile per risolvere un punto morto della scena. Piaceva molto a Roach ma non era dello stesso parere Stan, che non amava le soluzioni facili, che detestava ricorrere a questa scenetta di ripiego.
Tornato attore, fu quasi inevitabile incontrare Hardy sul set. Il primo film girato insieme, Duck Soup (1927), era basato su un vecchio sketch (1908) del padre di Stan: i loro ruoli in coppia erano lontanissimi da quelli interpretati dai futuri Stanlio e Ollio, ma è ugualmente sorprendente il vederli già così definiti: nelle posizioni di vittima (Stan) e padrone (Ollie), salvo poi quest'ultimo a diventare vittima stessa della forza distruttrice del primo. Seguirono altri film girati insieme, ma divisi dalla trama: se Stan o Finlayson coprono il ruolo di protagonista, Oliver non va oltre il suo ruolo di "cattivo", o di caratterista ciccione (heavy).



Statua colossale dedicata a Stan Laurel

Si provò anche un film di coppia vero e proprio senza nulla di definitivo, come Do Detectives Think? (1927), dove debuttarono nei loro abiti poi diventati celebri: giacca, cravatta e bombetta. Il pubblico trovava più divertenti le loro scene insieme (come accadde in Slipping Wives o in Sailors, Beware!) che tutto il film da separati, e di questo se ne accorsero un po' tutti quanti, alla Roach.
Come andarono le cose è storia nota: nel giugno del 1927, con un copione di 19 pagine scritto da Leo McCarey, Stan Laurel e Oliver Hardy girarono il loro primo film in coppia, The Second Hundred Years. Questo coincise con il passaggio di Roach dalla Pathé (che distribuiva anche le comiche del suo grande rivale, Mack Sennett) alla Metro-Goldwyn-Mayer.
Per tutta la seconda metà del 1927, Laurel e Hardy formarono i due personaggi che oggi ben conosciamo: due ingenui, bistrattati da tutti, potenzialmente sciocchi ma candidamente volenterosi di unirsi al mondo esterno con un lavoro (che non sanno fare), con un matrimonio (che non sanno gestire), passando una giornata (che non sanno passare senza scatenare - non per primi - un litigio, una distruzione di un luogo etc.), vivendo insieme come due amici inseparabili nonostante la continua instabilità. Stanlio e Ollio sono due bambini nel corpo di adulti, impregnati da un'anima buona quanto distruttrice. La loro novità era nei caratteri dei loro personaggi, come due fumetti a cui è stata data la grande possibilità di prender vita: Stanlio, assente e piagnucoloso, è magro e non sa stare al suo posto, mentre Ollio, grasso e dal viso tondo con uno sguardo sconsolato, tiene molto alla sua dignità con gesti eleganti quanto ridicoli. Il loro successo esplose - letteralmente - come prima non era mai accaduto.




Il primo film sonoro fu Unaccustomed As We Are, uscito nel maggio del 1929. Accadde che se il parlato non fu un problema artistico, fu invece un problema economico: infatti il doppiaggio non era stato ancora inventato, e non era stata ancora trovata una soluzione per il mercato non americano. L'unica soluzione sembrò essere quella di girare i film nelle lingue interessate: Laurel & Hardy girarono così le loro comiche in spagnolo, italiano, tedesco e francese, scatenando però una maggiore ilarità per il pubblico straniero siccome i due facevano della lingua straniera un terribile pasticcio, storpiando parole e sbagliando gli accenti. Questo contribuì moltissimo alla loro popolarità in Europa, soprattutto in Italia che mantenne nel doppiaggio, adottato anche da noi nel 1932-1933, questo loro italiano buffissimo.
Da settembre a dicembre del 1940, la coppia girò dodici città americane facendo il tutto esaurito. Il cinema si affacciò a loro nel 1941: L&H firmarono un contratto non esclusivo con la 20th Century Fox, ignari del blocco creativo che avrebbero incontrato sin dal primo film, Great Guns. Finito il primo film della Fox, Laurel e Hardy tornarono sul palcoscenico visitando le basi americane nel novembre-dicembre 1941. Ripresero gli spettacoli di rivista tra gennaio e marzo del 1942.
Il 7 agosto 1957, all'età di sessantacinque anni, morì Hardy, e con lui finì una coppia irripetibile.
Laurel morì alle 13.45 del 23 febbraio 1965, all'età di 74 anni, in un appartamento dell'Hotel Oceana a Santa Monica. Dopo la cremazione, venne seppellito al cimitero di Forest Lawn Memorial Park (Hollywood Hills).
Stan Laurel è stato un vero genio della risata, capace di trarre da ogni spunto elementi per destare ilarità. Ironizzava in modo intelligente e raffinato sulla gente, sul mondo e sulla vita, ma prima di tutto su sé stesso. Si dice che egli, in punto di morte, si sia rivolto all'infermiera dicendole:

"Mi piacerebbe essere in montagna a sciare in questo momento!"
Infermiera:
" Le piace sciare Signor Laurel? "
Laurel:
"No, lo detesto... ma è sempre meglio che stare qui!"




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Auguri a Claudia Cardinale
Postato da Grazia01 il Martedì, 15 aprile @ 19:04:43 CEST (1945 letture)
Cinema


Buon compleanno Claudia



nel 1960


CLAUDIA CARDINALE, una di quelle attrici icone di bellezza inalterabile, compie oggi 76 ANNI



nel 2009 sempre bellissima

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Fantascienza
Postato da Grazia01 il Domenica, 05 febbraio @ 09:32:57 CET (847 letture)
Cinema
La fantascienza fu tra i primi generi ad affermarsi nel cinema: l'esordio risale al 1902, quando il geniale regista e produttore francese Georges Méliès realizzò "Il viaggio nella Luna", il primo film della storia a riscuotere un clamoroso successo in tutto il mondo. Sulla scorta di due romanzi di Jules Verne, "Dalla Terra alla Luna" e "Intorno alla Luna", la pellicola, della durata di 13 minuti, raccontava la spedizione sul nostro satellite di un gruppo di astronomi, a bordo di un razzo sparato come un proiettile da un gigantesco cannone, il loro incontro con i Seleniti e il ritorno sulla Terra.



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Charlie Chaplin
Postato da Grazia01 il Lunedì, 12 dicembre @ 10:45:17 CET (1042 letture)
Cinema
Charlie Chaplin,
Il grande dittatore, 1940






La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà.
La scienza ci ha trasformato in cinici,
l'avidità ci ha resi duri e cattivi.
Pensiamo troppo e sentiamo poco.
Più che macchinari, ci serve umanità.
Più che abilità, ci serve bontà e gentilezza.
Senza queste qualità, la vita è violenza e tutto è perduto.

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Ricordando gli anni '70
Postato da Grazia01 il Domenica, 23 ottobre @ 21:33:25 CEST (897 letture)
Cinema
Ricordando gli









Poesie di Dario Bellezza


«Dio mi moriva sul mare»

Dio mi moriva sul mare
azzurro, sul suo pattino dove
mi aveva invitato ad andare.

Ma fu la gelosia, la normalità
dei ragazzi a spingermi a rifiutare,
ad alzare le spalle alle battute
salaci.

L'odore del mare riempiva
le navi e tu cantavi negli occhi
ridarella di vittoria.

Da Invettive e licenze, 1971




«Il mare di soggettività sto perlustrando»

Il mare di soggettività sto perlustrando
immemore di ogni altra dimensione.

Quello che il critico vuole non so dare. Solo
oralità invettiva infedeltà

codarda petulanza. Eppure oltre il mio io
sbudellato alquanto c'è già la resa incostante
alla quotidianità. Soffrire umanamente

la retorica di tutti i normali giorni delle
normali persone. Partire per un viaggio

consacrato a tutte le civili suggestioni:
pensione per il poeta maledetto dalle sue
oscure maledizioni.



«A Elsa Morante»

I ragazzo drogati, guardie del corpo
dell'Assoluto, vanno per il mondo
mattutino fino alla sera della loro
sopravvivenza: come passerotti
mangiano distrattamente
tutti presi dai loro sogni d'avventura.

E la sciagura che li coglie per strada
e li fulmina pienamente stecchiti
li lascia preda delle iene umane
che scrivono i loro necrologi sui giornali.

Le loro dita sono piene di anelli,
la loro grazia bugiarda di mentire
sa che io non ho bisogno di droghe.

E mi guardano come un povero reietto,
un infelice, ma troppo non m'offendo.
So che vanno per le vie del mondo
con in bocca il sapore della polvere
e del tossico:
strepito vano è il loro baloccarsi
bambino, orgoglio luciferino
di chi si consuma, strugge come cera,
ma anche così la mia voce smorta
li vorrà sempre al mio capezzale.



«A Pier Paolo Pasolini»

M'aggiro fra ricatti e botte e licenzio
la mia anima mezza vuota e peccatrice
e la derelitta crocifissione mia sola
sa chi sono: spia e ricattatore
che odia i suoi simili. E non trovo
pace in questa sordida lotta
contro la mia rovina, il suo sfacelo.

Dio! Non attendo che la morte.
Ignoro il corso della storia. So solo
la bestia che è in me e latra.




Poesie di Nico Orengo


Amore che non va

Amore che non va
è arrivato fino a qua.
È amore che non può,
è amore che fa no.
È ragazza un po’ lontana:
i capelli scuri, gli occhi di lana.
È ragazza sorridente,
ma non puoi darle niente.
(Luglio soffocava gli aromi
e i pensieri si facevano strani)
- Io ti telefono domani -
Mi dice che posso farlo
quando più voglio:
il fatto è che telefono a uno scoglio.
(Già Giugno aveva un brutto grugno
ma i pensieri non avevano mugugno)
C’era una foresta
e dentro tutta la gente in festa…
O anche: c’era una volta…
(Ma è proprio vero, l’hanno tolta)
Ti telefono di lontano
e tu ci sei ma metti giù
piano.
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Il 16 aprile di 122 anni fa nacque Charlie Chaplin
Postato da Grazia01 il Venerdì, 15 aprile @ 14:31:39 CEST (854 letture)
Cinema


Un omaggio a Charlie Chaplin che nacque il 16 aprile di 122 anni fa.
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Audrey Hepburn
Postato da Grazia01 il Martedì, 01 marzo @ 12:49:05 CET (971 letture)
Cinema

E’ una delle mie attrici preferite, forse quella che amo di più, come attrice e come donna, bellissima.

Figlia di un banchiere inglese e di un’aristocratica olandese, Edda Kathleen van Heemstra Hepburn-Ruston nacque a Bruxelles, in Belgio, il 4 maggio 1929. A cinque anni, Audrey fu mandata in un collegio inglese; poco tempo dopo, il padre abbandonò la famiglia.
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Siamo uomini o caporali?
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 19 gennaio @ 10:10:22 CET (862 letture)
Cinema







lo divido l'umanità in due categorie di persone: gli uomini ed i caporali.
Quella degli uomini è la maggioranza; quella dei caporali, per fortuna, la minoranza.
Gli uomini sono quelli costretti a lavorare come bestie tutta la vita,
nell' ombra di un' esistenza misera.
l caporali sfruttano, offendono, maltrattano, sono esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno.
li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza avere l'autorità,
l'abilità e l'intelligenza per farlo,
ma con la sola bravura delle loro facce di bronzo,
pronti a vessare l'uomo qualunque.
(dal film Siamo uomini o caporali?)
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Maghi e vampiri
Postato da Grazia01 il Venerdì, 26 febbraio @ 17:33:17 CET (1101 letture)
Cinema Tutta la storia dell’umanità è stata caratterizzata dal fascino per il soprannaturale.

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Serenata a Vallechiara
Postato da Grazia01 il Lunedì, 08 febbraio @ 17:04:44 CET (759 letture)
Cinema Serenata a Vallechiara


Locadina del film

Regia: Bruce H. Humberstone
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Anna Magnani
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 05 marzo @ 20:08:04 CET (1220 letture)
Cinema ANNA MAGNANI



Nel centenario della nascita, il ricordo della grande attrice.

Anna Magnani è stata una delle attrici italiane più amate, l’icona cinematografica per eccellenza del periodo neorealista. Nannarella, come la chiamavano gli amici, era nata a Roma, il 7 Marzo del 1908, da Marina Magnani, di origine romagnola, e da un padre di origine calabrese che non conobbe mai.
Poco dopo la sua nascita, sua madre si trasferì ad Alessandria d'Egitto e da qui tornò in Italia solo dopo la prima guerra mondiale. Nannarella rimase a Roma, affidata alla nonna, alle cinque zie e allo zio Romano, unico maschio della famiglia. Frequentò i primi due anni del liceo, per poi abbandonarlo, e studiò pianoforte all’Accademia di Santa Cecilia, dove frequentò anche dei Corsi di recitazione con Silvio D’Amico.
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La grande guerra
Postato da Antonio il Giovedì, 21 febbraio @ 14:46:18 CET (1418 letture)
Cinema

IL CAPOLAVORO DI MARIO MONICELLI
(GIRATO SOLO GRAZIE ALL'OK DI ANDREOTTI)

ANTIEROI IN TRINCEA

Io non so niente, .. sono un vigliacco». In questa battuta finale del film La grande guerra c'è tutta la grandezza di un personaggio, il soldato Oreste Jacovacci, interpretato da Alberto Sordi, prima di essere fucilato. «Accanto a lui troviamo uno straripante Gassman - il commilitone Giovanni Busacca -.
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Festa del cinema a Roma
Postato da Antonio il Venerdì, 12 ottobre @ 12:53:12 CEST (968 letture)
Cinema ROMA ACCENDE I RIFLETTORI PER LA SECONDA FESTA DEL CINEMA

ROMA -
Prendera' il via il 18 ottobre la seconda edizione della Festa del Cinema di Roma. L'Auditorium sara' nuovamente il cuore dell'evento, che vedra' cinque sezioni principali: Cinema 2007 (film in concorso e fuori concorso), Premiere, Extra, Alice nella Citta' e Il lavoro dell'Attore.


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La «Palma d'oro» 2007 a Cristian Mungiu
Postato da Antonio il Lunedì, 28 maggio @ 12:00:07 CEST (1088 letture)
Cinema

La «Palma d'oro» 2007 a Cristian Mungiu Premiato il suo «4 mesi, 3 settimane, 2 giorni», il film che mette in scena un aborto clandestino nella Romania del regime comunista
Migliore attore Kostantin Lavronenko, migliore attrice Jeon Do-yeon




Cristian Mungiu, vincitore della «Palma d'oro» 2007 (Reuters)

CANNES (Francia)- E' andata al rumeno Cristian Mungiu e al suo «4 mesi, 3 settimane e 2 giorni», incentrato su un aborto clandestino sotto la dittatura comunista (il titolo si riferisce alla gestazione già trascorsa prima dell'interruzione di gravidanza, che viene illustrata con dovizia di dettagli), la «Palma d'oro» del miglior film all'edizione 2007 del Festival del Cinema di Cannes.
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Alberto Sordi
Postato da Grazia01 il Giovedì, 24 maggio @ 11:39:40 CEST (1547 letture)
Cinema

Adorato dal pubblico di ogni età e celebrato come uno dei più geniali interpreti del nostro cinema, Alberto Sordi è ormai molto più che un attore.
E' una sorta di leggenda, il simbolo cinematografico dell'italiano medio idealista e un po' mammone, al tempo stesso vigliacco e cinico.
Con il suo sorriso sornione e vagamente beffardo ha attraversato tanti anni di storia del nostro paese, il boom economico e gli anni di piombo, il rampantismo e poi Tangentopoli, cogliendo sempre con grande lucidità i cambiamenti sociali e trasformandoli in caricature ironiche e irriverenti.
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Cinecittà compie 70 anni
Postato da Grazia01 il Domenica, 06 maggio @ 09:29:31 CEST (1838 letture)
Cinema

I mitici studios nacquero nel 1937 per volontà di Mussolini. E adesso il mondo della spettacolo
festeggia: a partire da una megafesta per 800 personalità sul set della fiction "Rome"
Party vip, premi e un documentario
Cinecittà celebra i suoi primi 70 anni
Rutelli: "La politica deve aiutare il cinema, non metterci becco. E ora nostri film vanno bene"
Segue, con un po' di riluttanza, l'elogio del Duce: "Devo dirlo, ebbe una grande intuizione..."

di CLAUDIA MORGOGLIONE


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Totò
Postato da Grazia01 il Sabato, 24 marzo @ 09:21:15 CET (925 letture)
Cinema

UNA MARIONETIA. A PRESCINDERE ...
Nato nel 1898, non ha ancora vent'anni quando si affaccia all' avanspettacolo, destinato a diventare presto Totò, bombetta logora e frac del nonno. Dapprima è varietà, con la compagnia Maresca, quindi la rivista e il grande successo accanto ad Anna Magnani e a Galdieri: ma intanto sono già gli anni Quaranta ed è arrivato il cinema.
Totò debutta in Fermo con le mani! (1937) e da quel momento in poi interpreterà oltre cento film, quasi tutti esteticamente al di là del bene e del male e resi irripetibili dalla sua presenza.
I suoi lazzi e i suoi frizzi percorrono la strada comica dei fescennini e delle atellane, di Aristofane e di Plauto, dell'inevitabile Pulcinella e della sua fame antica nonché di Scarpetta.
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Stanlio e Ollio
Postato da Grazia01 il Giovedì, 01 marzo @ 13:34:41 CET (1666 letture)
Cinema

Un duo che era forse già confezionato per il sonoro e che nel cinema muto aveva espresso una piccola parte delle proprie possibilità: Stan LaureI e Oliver Hardy.
In effetti tutta la comicità di Stanlio e Ollio, come vennero battezzati in Italia, verte su una lotta infinita fra parola e silenzio, su una tensione spinta fino allo spasimo fra una battuta e una risposta che non arriva mai e che comunque giunge dopo un'attesa che ha spesso l'effetto di un caricamento, per così dire i famosi "Ooooh ... Ooooh" di Oliver Hardy hanno tutta l'aria di un fiume che sta per straripare, di una bomba innescata e prossima alla deflagrazione.
Stanlio e Ollio si situano in una posizione intermedia fra muto e sonoro, perché giocano sulle lunghissime estenuanti pause che intercorrono fra le battute, fra le azioni e le reazioni. Perché il loro stesso linguaggio è informe, incomprensibile sovente a loro stessi.
Perché l'uso molto sobrio della parola, che fanno entrambi, li contrappone a un mondo in cui tutti parlano istericamente, nevroticamente, freneticamente, dove si reputa che siano i discorsi i depositari di ogni senso.
Forse sono questi i motivi della lunga tenuta della coppia Laurel-Hardy.
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Charlie Chaplin
Postato da Grazia01 il Martedì, 20 febbraio @ 19:52:49 CET (5066 letture)
Cinema

Il monello del 1921

CHAPLIN, RISO AMARO

Charlie Chaplin ha utilizzato del cinema quello che ha trovato, senza inventare stili particolari.
Tutta la sua grandezza sta nella recitazione, nella prodigiosa mimica, nella straordinaria capacità di cambiare disinvoltamente registro. Dal comico al tragico. Dal ridicolo al patetico.



Le luci della città del 1931


Chaplin, Charles Spencer, detto Charlie, nato a Londra il16 aprile 1889. Figlio d'arte, Chaplin esordisce a cinque anni nei teatrini inglesi. Passa l'adolescenza tra strada e orfanotrofio. Viene assunto, col fratello maggiore Sidney, da Fred Karno, grande sostenitore della pantomima inglese. La sua famiglia di artisti di music-hall cade in miseria, così nel1912 Charlie s'imbarca alla volta degli Stati Uniti. Notato da Mack Sennett, nel 1914, viene scritturato dalla casa cinematografica Keystone.
Già qui adotta il profilo che lo renderà famoso: bombetta, baffetti, scarpe e pantaloni troppo grandi. Insoddisfatto, lascia la Keystone e realizza da solo i suoi film (di un rullo, poi di due), a un ritmo frenetico: prima per la Essanay (1915) - dove abbandona la meccanica slapstick (le "torte in faccia") e diventa Charlot, l'ornino disoccupato, innamorato e vessato - ; poi passa alla Mutual (1916), dove fa film aggraziati e film socialmente radicali; quindi, per un milione di dollari, passa alla First National (1918): come Chaplin era un comico di talento, come Charlot semplicemente un genio.
In pochi anni ottiene un successo folgorante. Insieme a Griffith, Fairbanks e Mary Pickford, fonda nel 1919 la United Artists e si dedica a realizzare accurati lungometraggi.
È il comico più popolare d'America; infine, di tutto il mondo. "Diventa celebre come Sarah Bernhardt e Napoleone" (dice Louis Delluc). Per intere generazioni ha rappresentato il cinema stesso.
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