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La crisi
Postato da Antonio il Lunedì, 03 marzo @ 14:35:04 CET (1119 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

LA CRISI

Ci sono dei periodi nella nostra vita in cui perdiamo l'abituale sicurezza. Ci sentiamo smarriti, disorientati. Avevamo delle idee chiare, delle certezze. Adesso siamo pieni di dubbi. Non sappiamo più se abbiamo fatto le scelte giuste. Alcuni risultati che ei riempivano di orgoglio, ora ei appaiono privi di valore. Ci vengono in mente tutte le altre strade, quelle che non abbiamo percorso, quelle che hanno seguito gli altri e scopriamo che forse erano meglio della nostra. Proviamo rimorso per chi abbiamo inutilmente fatto soffrire.
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Il batticuore
Postato da Grazia01 il Sabato, 01 marzo @ 11:23:49 CET (1038 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

IL BATTICUORE

In questi ultimi tempi mi è capitato di assistere a conferenze, ascoltare le domande del pubblico, le risposte dei conferenzieri e ho avuto la conferma che molte persone hanno paura dei propri sentimenti. Li considerano una specie di ingombro spiacevole, un fastidioso turbamento, uno squilibrio doloroso dell'esistenza. Vorrebbero un tono dell'umore costante, uniformemente sereno, omogeneizzato, senza dubbi, tristezze, ansie, senza batticuore, senza voglia di piangere, senza collera, senza rimpianti, senza sensi di colpa.
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Sapere la Storia serve a capire chi siamo
Postato da Grazia01 il Lunedì, 25 febbraio @ 22:08:24 CET (1521 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Sapere la Storia serve a capire chi siamo
di Francesco Alberoni

Un tempo si studiava la storia dell' Occidente (Egitto, Grecia, Roma, Italia, Europa) una prima volta alle elementari, poi nelle medie inferiori e di nuovo, in modo più approfondito, nelle medie superiori. Con la mondializzazione si sarebbe dovuto aggiungerci 'l'India e la Cina. Invece nel nome della lotta al nozionismo e in base al principio marxista che non contano le personalità ma i fattori economici, sono stati cancellati i nomi dei personaggi, gli accadimenti più importanti e le date. Il risultato è che gli studenti che arrivano all'università non sanno quando sono vissuti Buddha e Confucio, quando è stato ucciso Giulio Cesare, quand'è vissuto Maometto, quand'è avvenuta la prima crociata, quando è vissuto Dante, quando sono accadute la guerra dei cent'anni o la Riforma protestante.
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L'innamoramento vero e le infatuazioni di un giorno
Postato da Grazia01 il Lunedì, 18 febbraio @ 13:44:40 CET (1397 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Quando ho incominciato a studiare l'innamoramento, la gente faceva una grande confusione fra innamoramento, cotte, infatuazioni e attrazioni momentanee. Alcuni dicevano: «lo mi innamoro in continuazione». Oppure: «Le amo tutt'e due». In questo guazzabuglio, ho scartato le forme di pseudo-innamoramento e descritto quello vero, l'unico che tende a diventare amore duraturo.
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Esiste ancora l'amicizia nel mondo contemporaneo?
Postato da Grazia01 il Lunedì, 15 ottobre @ 12:55:42 CEST (1262 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I Esiste ancora l'amicizia nel mondo contemporaneo?
Ad una prima osservazione sembrerebbe di no.



Il mondo degli affari è dominato dal mercato e dall'utile economico.
La politica dalla competizione per il potere.
In entrambi i casi c'è ben poco spazio per rapporti personali sinceri.
Il mondo moderno, inoltre, ci impone un continuo mutamento.
Quando cambiamo residenza e lavoro finiamo anche per lasciare i vecchi amici.
Promettiamo di rivederci ma, poi, sorgono in noi nuovi interessi, nuovi bisogni,
abbiamo nuovi incontri.
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La resistenza della parola scritta
Postato da Antonio il Giovedì, 20 settembre @ 18:44:30 CEST (824 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

La resistenza della parola scritta
di Francesco Alberoni

Noi viviamo nell'era dell'immagine e del suono;
la parola scritta ha perso di importanza, e ne perde ogni anno di più.
Nessun giovane impara più una poesia a memoria,
mentre conosce centinaia di canzoni e passa ore ed ore ad ascoltarle.
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Il bisogno di riconoscimento non è vanità.
Postato da Grazia01 il Lunedì, 09 luglio @ 18:35:22 CEST (799 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Noi non possiamo darci valore da soli. Ce lo danno gli altri fin da bambini amandoci, apprezzandoci, dicendoci bravo. In realtà non possiamo dare valore a nulla perché sono gli altri che, con il loro comportamento o le loro parole, ci dicono cosa è buono o cattivo, cosa è desiderabile. Se prendete due fratellini e mettete davanti a loro un qualsiasi oggetto, non app,ena uno lo prende in mano, l'altro lo vuole anche lui.
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Nel cibo ci siamo noi, ovunque
Postato da Antonio il Mercoledì, 04 luglio @ 09:24:49 CEST (957 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

L'Expo mondiale del 2015 dovrebbe aver luogo a Milano e riguardare il cibo.
E' un grande tema. Qualsiasi cibo, infatti, è il prodotto di una società che vi ha espresso la sua specificità, il suo genio.
E' il risultato del suo sforzo di adattamento secolare, dello sfruttamento razionale della natura, il prodotto della sua intelligenza e del suo gusto, in un processo che va dalla coltivazione alla conservazione dei prodotti, alla loro preparazione, alla cottura, all'uso.
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Quanto pesa il passato ......
Postato da Grazia01 il Giovedì, 21 giugno @ 11:45:59 CEST (1597 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Quanto pesa il passato tra persone che si amano

Due persone, quando sono innamorate, per conoscersi ed amarsi in modo duraturo devono raccontarsi la propria vita. Chi dice: «Non voglio sapere nulla del tuo passato perché quello che conta è solo il presente» rischia, dopo qualche tempo, di trovarsi con uno sconosciuto.
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Il nuovo volto delle "cattive compagnie"
Postato da Antonio il Mercoledì, 06 giugno @ 20:11:24 CEST (852 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Penso sia utile che i genitori e gli insegnanti leggano il libro di Marida Lombardo Pijola "Ho 12 anni, faccio la cubista, mi chiamano principessa" (Bompiani).
Perché mostra come gli adolescenti comunicano fra di loro attraverso un circuito completamente diverso da quello adulto.
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Dateci città più abitabili
Postato da Antonio il Giovedì, 31 maggio @ 14:14:55 CEST (798 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Un appello agli architetti: dateci città più abitabili

In molte città italiane, soprattutto a Milano, utilizzando le aree industriali dismesse, sono stati creati molti nuovi poli di sviluppo. E quasi sempre affidandone il compito a famosi architetti. E' un rifiorire delle città dopo un lungo periodo di ristagno. Ma, proprio perché le città rifioriscono imponenti e con architetture avveniristiche, bisogna anche indicare cosa manca perché siano vivibili e adatte all' uomo.
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Gli apatici scatenati. E' l'Italia che si sveglia
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 09 maggio @ 18:23:06 CEST (764 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

La vitalità di un Paese, di un'impresa, di una famiglia si vede da quello che fa, da quello che costruisce, da quello che mostra.
Lo sviluppo economico e culturale europeo dopo l'anno Mille si è espresso con le sue stupende cattedrali.
Oggi la vitalità della Cina è dimostrata dai grattacieli di Shanghai, dalle sue navi portacontainer, quella della Spagna dalle sue metropolitane, quella della Francia dai suoi treni superveloci.
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C’è instabilità, sta tornando la stagione delle passioni
Postato da Antonio il Mercoledì, 02 maggio @ 08:44:13 CEST (717 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

E' sempre avvenuto così in Occidente.
In un Paese rapidamente, talvolta in pochi decenni, esplode la creatività, emergono nuovi imprenditori, nuove forme artistiche, nuove istituzioni politiche, nuovi leader.
Segue poi un periodo di fioritura, a cui segue l’irrigidimento e, alla fine, il disordine.
Ma spesso, dopo poco tempo, si ha un’altra esplosione creativa.
In Italia, nel periodo 1950-1965 c’è una fioritura economica, nascono migliaia di imprenditori: è il «miracolo economico italiano».
Poi la spinta creativa rallenta, sembra scomparire e invece, alla fine degli anni Settanta, ecco esplodere la moda e trionfare il «made in Italy».
Nel campo della cultura invece l’esplosione è avvenuta tutta all’inizio.
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L'irresistibile desiderio di vivere tante vite
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 25 aprile @ 19:39:46 CEST (879 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Ogni individuo ha in sé innumerevoli potenzialità.
Se il vecchio contadino da giovane fosse emigrato in una grande città avrebbe potuto diventare un imprenditore, la ragazza che si è distrutta con la droga poteva diventare una madre serena, il famoso scienziato un grande musicista.
A ogni tappa della vita facciamo delle scelte, decidiamo di svolgere un determinato ruolo, diventiamo una persona definita.
E dobbiamo decidere perché altrimenti non sapremmo nemmeno chi siamo.
Però, qualsiasi strada prendiamo, nel profondo del nostro animo continua ad agitarsi il tumulto dei possibili.
Il Faust di Goethe non vuol solo tornare giovane, ma vivere tante vite: infatti diventa un condottiero, sposa Elena e ha un turbinio di esperienze.
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Sesso e telefonini, l’amore sbagliato dei ragazzi
Postato da Antonio il Martedì, 17 aprile @ 18:33:49 CEST (3959 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Si diffonde sempre di più fra i ragazzi e le ragazze dai 12 ai 16 anni l’abitudine di fare sesso, di filmarlo con i cellulari e poi passarselo fra amici o mandarlo in rete.
L’iniziativa viene dai maschi più vecchi di qualche anno, che convincono i più piccoli e le ragazzine.
Quasi sempre queste in seguito si pentono, restano traumatizzate, intervengono i genitori, ma poi tutto ricomincia come prima. Cosa sta succedendo? Per rispondere dobbiamo partire da un dato biologico. A questa età i giovani maschi hanno due soli impulsi molto sviluppati: l’aggressività e il sesso.
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La tentazione di farsi amare in modo indelebile
Postato da Antonio il Martedì, 03 aprile @ 19:53:38 CEST (1092 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Fernando Botero
Una famiglia

Un tempo i genitori avevano molti figli. Oggi ne hanno uno, al massimo due, su cui concentrano l’affetto. La notte la mamma si alza per vedere se il piccolo respira. Per la parità dei sessi, il padre non deve essere da meno. Alla nascita di un bimbo l’appassionato amore erotico degli sposi cede all’adorazione del nuovo nato. Aggiungiamo che la psicoanalisi gli spiega il pericolo dei traumi infantili. Bisogna evitarli a ogni costo. Se il bimbo piange ha un trauma, se è malcontento ha un trauma.
Se va male a scuola ha un trauma. Gli insegnanti sono visti come potenziali erogatori di traumi e spesso i genitori si schierano con i figli contro di loro. Un tempo l’amore dei figli per i genitori era dato per scontato. Oggi non più. Oggi si vedono molti genitori che temono di non essere amati dai figli e cercano di guadagnarsi il loro affetto con elogi, regali, concedendo immediatamente tutto quello che chiedono.
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Cocaina, la droga della volontà di potenza
Postato da Grazia01 il Martedì, 27 marzo @ 23:49:40 CEST (982 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Che cosa significa la diffusione della cocaina in tutti gli ambienti a partire dai giovani? Perché questa droga e non un'altra? Un tempo era diffuso l'alcol, che dà un senso di ottimismo, stordisce ed esaspera l'espressione delle emozioni. L'alcol vuol essere oblio e diventa pathos. Negli anni Sessanta si diffuse l'Lsd, un allucinogeno estremamente pericoloso, che i suoi adepti usavano sognando di superare i confini della propria coscienza, di sperimentare altre vite, altri mondi. E' il momento dell'immaginario, della visione. Poi è dilagata l'eroina che ha devastato un'intera generazione. Chi la assume non agisce, non lavora, si abbandona come un
clochard e cerca la beatitudine del nulla. E' la cultura dell' annullamento, del nirvana.
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Uomini geniali, scontrosi, difficili. E indispensabili.
Postato da Grazia01 il Lunedì, 19 marzo @ 14:36:03 CET (1494 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Ci sono maestri che non sopportano che un loro allievo emerga e possa, un giorno, essere più famoso di loro. Vi sono direzioni di giornali che non sopportano autori che eccellono per la loro fama personale. E vi sono ideologie contrarie allo sviluppo di forti personalità autonome, che non credono che il progresso possa avvenire grazie ad individui eccezionali, ma solo grazie al lavoro di molti uomini comuni.

Ora è certamente vero che il progresso scientifico è il prodotto di uno sforzo collettivo in cui ogni singolo scienziato dà un contributo che, in un certo momento, può rivelarsi essenziale. E che lo sviluppo economico è dovuto a milioni di imprenditori e lavoratori che creano ricchezza. Ma non vi è dubbio che, in tutti i campi, è indispensabile il contributo dell'individuo geniale che guarda dove nessuno pensava di guardare, che sintetizza nella sua mente fatti che altri non avrebbero mai unificati. Senza Galileo poteva passare un secolo prima che qualcuno potesse formulare la teoria del moto dei gravi e, senza Einstein, lo spazio-tempo. Pensiamo poi ad artisti come Dante e Shakespeare che, da soli, hanno plasmato un modo di pensare e una lingua e a cosa sarebbe la musica senza Bach, Mozart o Beethoven.
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I veri giudizi personali maturano nella solitudine.
Postato da Antonio il Mercoledì, 14 marzo @ 00:33:45 CET (1289 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Molto spesso noi siamo convinti di dare un giudizio personale e autonomo mentre, invece, ci lasciamo guidare da schemi mentali ed emotivi automatici. E ci facciamo così trascinare da forze collettive che possono portarci a compiere errori o eccessi.
Uno di questi schemi mentali è l'imitazione. Noi impariamo dagli altri imitandoli. E’ così che i bambini imparano a parlare, a camminare, a giocare, a pensare e persino a cosa desiderare. Prendiamo due fratellini, mettiamo davanti a loro un qualsiasi oggetto, per esempio una palla. Nessuno la guarda finché non la prende l'altro, allora la vuole anche lui. Noi desideriamo le cose degli altri. E soprattutto quelle che sono ammirate da tutti, E' così che nasce l'invidia. Ma, paradossalmente, è così che nasce anche l'adorazione del divo, del capo.
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Se in ogni uomo rinasce Tristano e in ogni donna....
Postato da Grazia01 il Lunedì, 05 marzo @ 15:06:07 CET (855 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Se in ogni uomo rinasce Tristano e in ogni donna Isotta

Sento continuamente dire che l'amore sta scomparendo, sostituito sempre più dal sesso. Perché il sesso è più facile, meno impegnativo e non viene più sentito come colpa. In realtà l'amore continua a esserci, basta guardare i film, le fiction e i libri letti per rendercene conto. Ma il modo in cui appare è diverso, diverso il modo in cui si sviluppa.
Poiché le esperienze sessuali sono sempre più precoci, già al suo primo nascere l'amore si presenta sotto forma sessuale e, tanto per il ragazzo come per la ragazza, è più difficile capire se quello che provano è una forte attrazione erotica o un vero innamoramento. Cosa meno importante per i maschi perché cambiano volentieri, mentre le ragazze cercano un rapporto più intenso e, dopo qualche tempo, restano deluse. D'altra parte i maschi, contenti di avere il sesso facile, diventano poi prudenti quando devono abbandonarsi all'amore perché desiderano una donna fedele, tutta loro.
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Poca cultura. E la creatività del Paese svanisce.
Postato da Grazia01 il Lunedì, 26 febbraio @ 20:54:54 CET (854 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Se un Paese perde le sue radici culturali, la sua storia, la sua arte, la sua lingua diventa incapace di creare, e svanisce. Al tramonto dell'impero romano, gli artisti non erano più capaci di fare un ritratto, di scolpire una statua, nemmeno un capitello. E oggi io vedo,in Italia e in Europa, la stessa pericolosa decadenza della capacità di creare.
L'Italia distrutta e povera del dopoguerra ha prodotto un grandissimo cinema e grandi scrittori come Moravia, Buzzati, Gadda. E pensiamo alla fioritura culturale francese con pensatori come Sartre, Camus, Barthes, Foucault, Morin.
Ma non voglio annoiarvi con i nomi.
Basta dire che questi due Paesi, anche da soli, davano un contribuito essenziale alla, cultura mondiale.
Oggi non è più così. E non si può attribuirlo, all'improvviso irrompere di autori indiani, cinesi, giapponesi o arabi. Dobbiamo domandarci se non abbiamo compiuto qualche errore fatale. lo penso di sì.
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E' sbagliata una scuola che non crea ostacoli
Postato da Grazia01 il Lunedì, 19 febbraio @ 20:31:20 CET (1177 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

L'artista ha bisogno del masso di marmo duro, resistente da vincere per far emergere la statua. In tutti i romanzi, in tutti i film ci deve essere un ostacolo da superare o un nemico da vincere. Senza egoismo non può esserci altruismo. Senza paura non può esserci coraggio. L'egoismo perciò non è solo l'ostacolo posto sulla strada dell'altruismo, ne è paradossalmente anche l'organo: l'egoismo è «l'organo ostacolo» dell'altruismo. La paura è «l'organo ostacolo» del coraggio, l'ingiustizia «l'organo ostacolo» della giustizia.
La morale è sempre superamento di un ostacolo e la vita una continua lotta contro la malattia, contro la morte. È la morte che, come organo ostacolo della vita, ce la rende qualcosa di prezioso da conservare, da prolungare, da arricchire.
Per cui diventa tanto più importante quanto più si prolunga, si intensifica, quanto più sottrae spazio alla morte. Sono i giovani che non hanno paura della morte, sono le società piene di giovani che fanno le guerre. Mentre l'aumento della popolazione, il suo invecchiamento, il suo desiderio di vivere stimolano la medicina a fare continue scoperte. E la consapevolezza che la nostra ( società è fragilissima - basta l'arresto del flusso di metano, dell'energia elettrica per provocare una ecatombe - a farci rinunciare alla guerra sostituendola con accordi commerciali.
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Perché l'onesto è più creativo ed efficiente
Postato da Grazia01 il Lunedì, 12 febbraio @ 14:50:30 CET (1149 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Perché dobbiamo essere onesti, leali, mantenere la parola data, non fare minacce e ricatti quando sappiamo benissimo che, usando mezzi illeciti, molti si sono arricchiti, sono diventati potenti e vengono ammirati ed elogiati? Se molte fortune sono nate dalla genialità degli imprenditori, altre sono il frutto di furfanterie. Gli americani "chiamano Robber Barons alcuni loro famosi magnati.
Se la disonestà paga, perché tante persone continuano ad essere oneste, integre, corrette? Alcuni rispondono che lo fanno per timore della legge. Ma davvero credete che gli onesti siano onesti per timore del magistrato? No. Le leggi sono indispensabili, ma noi non siamo gentili con nostro marito o nostra moglie, non ci prendiamo cura dei nostri figli, non facciamo il nostro lavoro quotidiano, non aiutiamo gli altri per timore della legge. La società è fondata sui costumi, regole morali, valori, legami affettivi e solo quando questi fattori cessano di funzionare deve intervenire la "legge. E non sempre con molto successo, come dimostrano le aree di mafia e di camorra
Il rigore morale è qualcosa che cominciamo a formarci da bambini attraverso l'esempio dei genitori, degli insegnanti, degli amici. E una bussola interna che rafforziamo da adolescenti, da adulti, nelle prove della vita. E' un costrutto personale, il prodotto di una volontà, di una autodisciplina come ogni altra virtù, ogni altra abilità.
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Gli “Innominati” che fanno funzionare l’Italia
Postato da Grazia01 il Giovedì, 25 gennaio @ 21:50:25 CET (1140 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Perché l'Italia resta un Paese prospero, ricco e moderno? Osservando la nostra televisione, leggendo i giornali, guardando il nostro cinema, non lo capisci. Lo capisci girando per le strade di una qualsiasi delle nostre città italiane produttive, per esempio Milano.

E allora ti accorgi che, a ogni numero civico ci sono le targhe di cinque o sei imprese, spesso piccolissime ma altamente specializzate e che hanno rapporti con mezzo mondo. O, camminando, scopri una specie di bugigattolo dove c'è uno che fa scarpe su misura per signore.
Ha le forme per ciascuna di loro, le pelli pregiate che hanno scelto insieme e ti accorgi che ha clienti famose negli Stati Uniti e in Brasile. Poi, non lontano, un negozio specializzato in stufe pregiate, veri gioielli, anch'esso noto in tutto il mondo.

E, lì vicina, una botteguccia dove marito, moglie e una ragazza pugliese allegri, entusiasti, vendono cibi fatti da loro, e sono in condizione di metterti in piedi un pranzo per cento persone. Poi, in uno scantinato, un gruppo di giovani che lavorano sul web e organizzano grandi eventi.
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SESSO E AMORE
Postato da Grazia01 il Sabato, 20 gennaio @ 20:03:15 CET (1234 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Due persone che si desiderano sessualmente hanno fame l'una dell'altra, fame dei loro corpi. E, facendo all'amore, si saziano. Poi si dimenticano abbandonandosi al sonno. Le persone innamorate invece hanno una duplice fame. Fame dei loro corpi e fame della loro anima. Fanno all'amore, godono dei loro corpi, ma vogliono anche fondere le proprie vite, le proprie esperienze, il proprio passato. E la loro fame non si sazia. Risvegliati dal sonno si desiderano nuovamente, lontani si cercano. Il sesso, placato il desiderio, cerca il distacco, l'amore la vicinanza. L'unico vero profondo regalo che potete fare a due innamorati è farli stare sempre insieme, perché possano cercarsi e ritrovarsi, e godersi infinite volte. Il sesso è un bacio isolato, l'amore una danza vorticosa, una giostra che li trascina.

Francesco Alberoni
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Come possiamo conservare il senso della realtà
Postato da Antonio il Martedì, 16 gennaio @ 20:28:53 CET (691 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Mancare del senso della realtà vuol dire non percepire come si sta modificando la società in cui viviamo, non capire gli altri, immaginare nemici e pericoli inesistenti e ignorare quelli reali. Significa impegnarsi in cose che non sono possibili e non fare quelle che invece sono utili o necessarie. I giovani spesso mancano del senso della realtà perché vivono in un mondo formato solo dai loro compagni. Ma sono aperti al nuovo, curiosi, proiettati sul futuro, capaci di apprendere rapidamente: Afferrano immediatamente le tendenze musicali, dell'abbigliamento e imparano con estrema rapidità le nuove tecnologie. Così talvolta se la cavano meglio di persone adulte che conoscono la vita, la malvagità degli uomini, ma hanno perso il gusto del nuovo.
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Le separazioni ci insegnano a vivere
Postato da Grazia01 il Lunedì, 18 dicembre @ 13:45:29 CET (832 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Quando ci innamoriamo? " Noi tendiamo a innamorarci quando siamo pronti a cambiare. Perché siamo mutati interiormente, perché è cambiato il mondo attorno a noi, perché non riusciamo più realizzare i nostri desideri o a esprimere le nostre potenzialità. Allora cerchiamo qualcuno che ci indichi la strada e ci faccia assaporare un nuovo modo di essere. Possiamo perciò innamorarci a qualsiasi età, ma soprattutto nelle svolte della nostra vita.
Quando passiamo dalle scuole elementari alle medie, poi alle superiori, all'università, o quando cambiamo lavoro, o a quarant'anni quando inizia la maturità o a sessanta, quando si profila la vecchiaia.
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La grande potenza creativa del male d'amore
Postato da Grazia01 il Lunedì, 27 novembre @ 10:45:09 CET (881 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Quante volte mi hanno domandato:«Come si fa a guarire di mal d'amore, smettere di soffrire se ti sei innamorato e non vieni ricambiato?». Per rispondere ricordiamo che noi ci innamoriamo quando, stanchi del nostro attuale modo di essere, vogliamo realizzare altre nostre potenzialità e siamo pronti a ricominciare. Allora ci innamoriamo di chi ci fa intravedere la nuova futura possibile vita. Così si accende il processo di «stato nascente» in cui noi trasfiguriamo tanto il mondo che la persona amata.
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Sesso e amore
Postato da Grazia01 il Sabato, 25 novembre @ 14:26:52 CET (889 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Nel racconto La signora col cagnolino, di Cechov, a Jalta un uomo ha un’avventura con una signora. Poi si sente spinto a cercarla di nuovo, la trova a Mosca: s’innamora, s’innamorano. E Cechov scrive: «Essi si perdonavano a vicenda ciò di cui si vergognavano nel loro passato, si perdonavano tutto nel presente e sentivano che quell'amore li aveva mutati entrambi».
Lo stato nascente dell'innamoramento è l'unico momento in cui gli innamorati sono avidi di conoscere tutto della vita dell'altro e l'accettano qualunque essa sia, anche se ha avuto debolezze, errori, anche se ha ammazzato. Si perdonano tutto. Ma se uno dei due non dice una parte essenziale di ciò che ha vissuto, in seguito non potrà più farlo e dovrà recitare per sempre, perdendo così la meravigliosa spontaneità che l'amore gli aveva donato.


Francesco Alberoni
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Perché dobbiamo vivere come se fossimo eterni
Postato da Grazia01 il Lunedì, 20 novembre @ 13:46:47 CET (1002 letture)
Riflessioni di Francesco Alberoni I

Pochi giorni fa a Lisbona, alla fine di una conferenza su «sesso e amore», mi si è avvicinata una signora italiana che, con aria di rimprovero, mi ha detto: «Ma perché lei cerca sempre gli aspetti vitali e non guarda la miseria del mondo?». E io le ho risposto con durezza: «E' perché vedo la miseria del mondo che cerco le fonti della vita, della forza e della speranza».
Noi restiamo sani perché il sistema immunitario, non appena un germe arriva nel nostro corpo, lo distrugge. Ma quando ci colpisce un grande dolore, quando veniamo accusati ingiustamente, quando veniamo traditi, quando ci ripieghiamo vinti, quando perdiamo la speranza, il nostro sistema immunitario si indebolisce e ci ammaliamo. Perfino per sopravvivere dobbiamo essere positivi, ottimisti, capaci di resistere alle più terribili avversità ..
E se i dolori, le frustrazioni, i cedimenti del morale sono tanto dannosi sul piano fisico, lo sono ancora di più sul piano professionale, umano, delle relazioni sociali.
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