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Buon Agosto
Postato da Grazia01 il Venerdì, 03 agosto @ 15:02:26 CEST (27 letture)
Poesie tematiche III




Agosto è un mese particolare per me, in questo mese era nato il mio papà e sono nati due dei miei nipoti, Elisabetta e Nicolò.
In questo periodo lo amo un po' meno a causa dell 'ondata di caldo più intensa dall'inizio dell'estate.
A casa stanno andando in tilt anche i condizionatori, in giardino si può stare solo all’alba.



Agosto mette a fuoco e fa furiosamente bollire tutto ciò che hai ascoltato nella primavera e nei primi mesi d’estate. (Henry Rollins)




Agosto non è crudele. È feroce. Si presenta come un mese del passato e ti costringe a ricordare.
Ferocemente smette di essere tutto ciò che era. Aspettavo agosto tutto l’anno da bambino.
La spiaggia, i templi di Paestum, la sensazione che tutto l’anno valesse la pena viverlo per rotolarsi nel bagnasciuga con mio fratello, con i miei cugini.
La sensazione che la vita vera fosse agosto. L’attesa dell’agosto più bella dell’agosto persino. Vivere agosto da adulti non vale la pena.
(Roberto Saviano)




In Italia nel mese d’agosto, persino Dio è in vacanza. (Gabriel García Márquez)




Ricordai agosto, quelle sere lunghe e attonite in cui ci lasciavamo morire sotto il peso dell’ora, con i vestiti appiccicati al corpo per il sudore,
mentre sentivamo fuori il ronzio insistente e sordo dell’ora che mai trascorreva. (Gabriel García Márquez)



Una notte di agosto, di quelle agitate da un vento tiepido e tempestoso, camminavamo sul marciapiede indugiando e scambiando rade parole.
Il vento che ci faceva carezze improvvise, m’impresse su guance e labbra un’ondata odorosa,
poi continuò i suoi mulinelli tra le foglie già secche del viale.
Ora, non so se quel tepore sapesse di donna o di foglie estive, ma il cuore mi traboccò improvvisamente, tanto che mi fermai.
(Cesare Pavese)




La Linea della vita
di Giorgio Vigolo

Ho sentito l’odore della terra
dopo mesi di sole;
ho sentito l’odore della pioggia
vasta che scende dai monti
col turbine d’agosto come un fumo
e il giorno s’oscura;
ho sentito l’odore della terra
portato di lontano dal vento
che era passato nei canneti
e dentro i boschi arati dall’uragano;
ho sentito l’odore dei cespugli
zuppati dallo scroscio;
ho sentito l’odore delle radiche
che avidamente suggevano l’acqua
dal gonfio lievitato terreno.

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Luglio in poesia
Postato da Grazia01 il Martedì, 17 luglio @ 15:05:56 CEST (26 letture)
Poesie tematiche III




Luglio, mese di canicola, empo di giochi per bambini e ragazzi che sfruttano le vacanze scolastiche, tempo di villeggiature al mare e in montagna. Tempo di svaghi sotto l’ombrellone o su un prato. Relax, un buon libro, parole crociate, poesia e si spera un pochino meno di smartphone. E'il settimo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano. Era il quinto mese del calendario degli antichi romani che chiamavano il mese Quintilius, che significa quinto. Il Senato romano ribattezzò il mese come Julius (luglio) in onore di Giulio Cesare, nato il 12 luglio.





Le prime due poesie sono di Enrico Crespi del 1958 sono tradotte dal dialetto Bustocco

Luglio

Luglio la terra bolle: e ai monti e al mare
si va a cercare sollievo e refrigeri,
si va a cercare un po’ di ristoro e pare
di non avere più di fastidi, più di pensieri

Ma se questi giorni di svago costano cari,
e i risparmi di mesi e mesi interi
si asciugano su e fanno saltare magari
il pasto e stare di stomaco leggeri;

io penso che sia meglio stare a letto pacifici
a fare dei sogni, o come una lucertola
stare a farsi arrostire al sole, per tirare notte...

Che lo goda chi vuole, che si diverta!...
Chi può, ammazzi un bue, ma chi non può,
che metta il cuore in pace per il bene suo...

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Ibisco, storia di un fiore
Postato da Grazia01 il Martedì, 17 luglio @ 14:26:00 CEST (27 letture)
Poesie tematiche III





Lo vedi e sei in Polinesia con Gauguin e la sua Vahine no te tiare (Donna col fiore), e tutte le seducenti indigene tahitiane ritratte nei suoi capolavori dove li portano all’orecchio o stampati sui parei. Colori caldi decisi, corolle grandi sensuali fanno dell’hibiscus il fiore della passione e di un eros edenico, primitivo, panico.




Fiore d'ibisco

Nell'ombra della notte
io, confuso tra la gente,
ti vedo emergere radiosa,
un fiore appena sbocciato
d'ibisco rosa,
che il sole rende splendente.
Il mio sguardo vorrebbe posarsi su di te
ma un timore inconscio lo impedisce,
è la paura di sentire il tuo sorriso,
il tuo sguardo penetrare in me
e, d'istinto, osare di più.
Mi scorgi
la tua luce non affievolisce
anzi, mi sembra più intensa,
forse sto sognando
sento un fremito
per un momento incontro il tuo sguardo,
i tuoi occhi puri e trasparenti,
come petali d'ibisco in controluce,
non mi tradiscono.
Vorrei stringerti in un abbraccio infinito
lasciando che il mondo ci giri attorno
senza che alcuno si accorga di noi.

Gianfranco Mazzani

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Giugno
Postato da Grazia01 il Sabato, 09 giugno @ 15:51:34 CEST (96 letture)
Poesie tematiche III





Lauritis Andersen Ring, Nel mese di giugno, 1899, olio su tela

Siamo giunti alla metà dell’anno: il mese di giugno è, infatti, il sesto mese dell’anno e il primo dell’estate nel nostro emisfero.
Il suo nome deriva da Giunone, moglie di Giove. Viene anche chiamato Mese del Sole per il fatto che il 21 del mese c’è il solstizio d’estate,
con il giorno più lungo dell’anno (anche se secondo i proverbi questo giorno pieno di sole non è il 21, ma il 10).



È forse uno dei mesi più belli e di certo lo è per quanti vanno a scuola,
visto che in questo mese si chiudono le scuole (ma iniziano anche gli esami!).
Diversi scrittori hanno ambientato in questo mese i loro romanzi.
Il barone rampante di Italo Calvino, per esempio, così inizia:



Fu il 15 di giugno del 1767 che Cosimo Piovasco di Rondò, mio fratello, sedette per l’ultima volta in mezzo a noi.
Ricordo come fosse oggi. Eravamo nella sala da pranzo della nostra villa d’Ombrosa, le finestre inquadravano i folti rami del grande elce del parco.

Pochi giorni dopo, il 23 del mese, inizia il romanzo Paolo il caldo di Vitaliano Brancati:



23 giugno 1953. Mi trovo seduto sulla terrazza dell’albergo Baglioni, innamorato di mia moglie

Infine, il 28 segna gli inizi di Bel-Ami di Guy de Maupassant (traduzione di Orsola Nemi):



Quando la cassiera gli ebbe dato il resto dei cinque franchi, Georges Duroy uscì dal ristorante.
Siccome aveva un bel portamento, sia per natura, sia per posa di ex sottufficiale, si impettì, si arricciò i baffi con un gesto militaresco abituale,
e girò su quelli che stavano a tavola uno sguardo rapido e circolare, uno di quegli sguardi da bel giovane, che si stendono intorno come una rete nell’acqua.
[…] Quando fu sul marciapiede, rimase un istante immobile domandandosi che cosa poteva fare.
Era il 28 giugno, e in tasca gli restavano esattamente tre franchi e quaranta per arrivare alla fine del mese.


Quattro poesie per il sesto mese dell’anno



Estiva

è una poesia di Attilio Bertolucci (1911-2000),
tratta da Verso le sorgenti del Cinghio, che parla di questo mese:

Che ora è questa che saluta
il muro sbiadito con calda luce
e silenzioso cenno, e sommuove
l’aria tremante di giugno?
Ardi immobile, azzurro,
lustrate foglie della magnolia
e tu fiore profuma il giorno,
consuma i tuoi petali bianchi
sino alla dissoluzione, a noi
gli occhi chiusi arrossa
il riverbero estivo cui
solitaria cicala s’accompagna.

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Benvenuto Maggio
Postato da Grazia01 il Martedì, 01 maggio @ 17:17:01 CEST (94 letture)
Poesie tematiche III




Maggio, il mese delle rose, delle spose, delle giornate luminose, delle notti armoniose e le ore preziose.
Maggio, promessa di vacanze, di sole caldo, di speranze che si riaccendono con la rinascita della natura.
Le poesie di maggio sono piene di luci, colori, sapori.



Era di maggio

Il pomeriggio afoso
sembrava interminabile. La terra riarsa
si spaccava nel gran caldo, assetata.
Dalla riva del fiume udii una voce
che gridava: “Vieni, tesoro mio”.
Chiusi il libro e aprii la finestra
per guardare fuori.
Vidi presso il fiume un grande bufalo, coperto di fango,
che guardava in giro con occhi placidi e pazienti;
un ragazzo, nell’acqua fino al ginocchio, lo chiamava
per farlo bagnare.
Sorrisi compiacente ed ebbi un senso di dolcezza
che m’invase il cuore.

Rabindranath Tagore



Brezze di maggio

Brezze di maggio, danzanti sul mare!
Via che danzate di solco in solco
il girotondo esultante, mentre in alto
vola la spuma a farsi ghirlanda
d’argentei archi gettati sull’aria,
vedete l’amor mio da qualche parte?
Ahimè! Ahi!
Brezze di maggio!
Amore è misero se il suo amore è assente.

James Joyce



Maggio

Al bel tempo di maggio le serate
si fanno lunghe; e all’odore del fieno
che la strada, dal fondo, scalda in pieno
lume di luna, le allegre cantate
dall’osterie lontane, e le risate
dei giovani in amore, ad un sereno
spazio aprono porte e petto. Ameno
mese di maggio! E come alle folate
calde dall’erba risollevi i prati
ilari di chiarore, alle briose
tue arie, sopra i volti illuminati
a nuovo, una speranza di grandiose
notti più umane scalda i delicati
occhi, ed il sangue, alle giovani spose.

Giorgio Caproni

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Dedicate alla mia adorata amica Dolly
Postato da Grazia01 il Lunedì, 09 aprile @ 19:03:13 CEST (288 letture)
Poesie tematiche III


Abbiamo preso questa cagnolona quasi 5 anni fa, era in un canile dal nome "Cuori con la coda"
aveva pochi mesi, era spelacchiata e magra da far paura.
Ci ha scelto lei, guardandoci con i suoi grandi occhi marroni, quasi trasparenti tanto erano e sono lucenti,
con lunghe ciglia da odalisca e una coda così folta che sembra un piumino della polvere.
E' una meticcia, come gli altri cani che abbiamo avuto, sempre presi dai canili.
Lei è la terza. Quando ci lasciano il dolore è immenso, ma almeno hanno vissuto bene.
Non è un grande impegno, loro chiedono solo qualche carezza, siamo noi che li viziamo.
Certamente chi non ama i cani o comunque pensa che sarebbe meglio pensare agli umani, ci muoverà critiche.
Alcuni ci chiedono "Ma che ve ne fate?" Non rispondiamo nemmeno, è come chiedere perché amiamo.




Il problema non è tanto
che io parlo e lui non mi capisce.
Semmai il contrario: il vero enigma
è il cane, che tutto sa di me
e mai ne riferisce.

Franco Marcoaldi



BUONGIORNO, CANI, CIAO
di Dino Buzzati (1906-1972)

Buongiorno, cani, ciao
cagnolini cagnolini cagnazzi
misterioso dono della natura
a noi carogne. Perché?
Incantevoli compagni di viaggio
che ci fissate negli occhi
con esagerata.
Belli come boschi come il vento
girano su e giù per la casa
come fiumi come rupi
come nuvole innamorate.
Belli quando ronfate
fate bave spazzate immondizie.
Egoisti, sporchi, noiosi
rompiscatole, puzzolenti, ingordi,
sudicioni, petulanti, tangheri,
Dio vi benedica.




CAREZZA AL CANE
di Paolo Buzzi (1874-1956)

Cane, bontà degli uomini perduta,
o fedeltà di tanti falsi amici,
il mio cuore ti pensa e ti saluta!

Questa vita di tedï e malefici
te la dirò dentr’un’orecchia, o cane,
che i miei segreti ascolti e non li dici.

Le pupille tue fonde e più che umane,
san la mia dolce illusïon caduta.
E la tua testa è calda come un pane…






OH NELLA NOTTE IL CANE
di Sandro Penna (1906-1977)

Oh nella notte il cane
che abbaia di lontano.
Di giorno è solo il cane
che ti lecca la mano.

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Aspettando la primavera
Postato da Grazia01 il Lunedì, 12 marzo @ 18:57:04 CET (237 letture)
Poesie tematiche III







Lo scorso anno in questa stagione in giardino erano già fioriti i bulbi dei giacinti e dei narcisi, le piante erano piene di gemme e i gelsomini erano già pieni di fiori bianchi e profumati. Siamo in ritardo e sembra che siano ancora in arrivo altri giorni di maltempo e di basse temperature. Secondo il calendario manca poco più di una settimana all'inizio della primavera, eppure sembra ancora lontana. Chi abita in campagna, come noi, nota di più queste differenze e specialmente chi ci abita da pochi anni dopo aver sempre vissuto in città. Per noi il cambiamento significa rinunciare alle comodità e agli svaghi cittadini e in cambio essere a contatto con la natura e i colori che essa ci regala. Ci sentiamo un pochino traditi. Comunque un messaggio alla primavera lo voglio mettere, come ogni anno.
Qualche riflessione e qualche poesia, aspettando che si risvegli dal suo torpore.
Buona primavera a tutti!!!





La primavera sta arrivando?”
“Come è fatta?”
“E’ il sole che brilla sulla pioggia, ed è la pioggia che scende sotto il sole”
Frances Hodgson Burnett



Un boschetto di meli

Un boschetto di meli: sugli altari
bruciano incensi.
Mormora fresca l'acqua tra i rami
tacitamente, tutto il mondo è ombrato
di rose.
Stormiscono le fronde e ne discende
un molle sonno
e di fiori di loto come a festa
fiorito è il prato, esalano gli aneti
sapore di miele.

SAFFO



I fiori della primavera sono i sogni dell’inverno raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli.
Khalil Gibran




A primavera

A primavera,
quando l'acqua fluviale
irrora i campi
e il sacro giardino delle vergini,
è tutto un fiorir di meli cidonii
e tralci di viti tra le foglie.

In me Eros non conosce tregua.
Come vento del nord rapido muove,
carico di folgori: torbido, impavido,
invaso da Cipride di arida follia.
Custode, nel fondo della mente,
delle puerili voglie.

IBICO

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La neve
Postato da Grazia01 il Sabato, 03 marzo @ 13:28:27 CET (257 letture)
Poesie tematiche III




Un’ondata di gelo e maltempo ha portato la neve in molte regioni italiane, compresa quella in cui abito, portando sicuramente qualche disagio, ma anche tanta magia, soprattutto tra i più piccoli. Da quando abito in campagna la neve è meno fastidiosa anzi è una gioia vederla. Qui resta bianca e luminosa e tutto sembra più pulito. Lo scorso anno in questo periodo i bulbi del giardino avevano già messo i fiori, ora le foglioline tenere sono scomparse fra la coltre dei fiocchi. Domani vengono i miei nipoti e faremo un bel pupazzo di neve; ho già preparato cappello e pipa per completare l'opera.
Ecco una selezione di pensieri e poesie sulla neve.



Il cielo è basso

Il cielo è basso, le nuvole a mezz’aria,
un fiocco di neve vagabondo
fra scavalcare una tettoia o una viottola
non sa decidersi.
Un vento meschino tutto il giorno si lagna
di come qualcuno l’ha trattato;
la natura, come noi, si lascia talvolta sorprendere
senza il suo diadema.

E. Dickinson

La neve e il suo magnifico silenzio. Non ce n’è un altro che valga il nome di silenzio, oltre quello della neve sul tetto e sulla terra.
Erri De Luca




Neve

Neve che turbini in alto e avvolgi
le cose di un tacito manto.
Neve che cadi dall’alto e noi copri
coprici ancora,all’infinito: imbianca
la città con le case,con le chiese,
il porto con le navi,
le distese dei prati…

Umberto Saba



Nevicata. La metamorfosi del mondo avviene in silenzio.
Heinrich Wiesner
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Gennaio
Postato da Grazia01 il Martedì, 02 gennaio @ 11:23:58 CET (264 letture)
Poesie tematiche III








Il giorno più corto è passato, e qualunque intemperia ci porti il mese di gennaio e febbraio,
almeno notiamo che le giornate si allungano. Minuto per minuto si allungano là fuori.
Ci vogliono alcune settimane prima che ci si renda conto del cambiamento.
È impercettibile come la crescita di un bambino, giorno dopo giorno,
fino a quando arriva il momento in cui, con una specie di felice sorpresa,
ci rendiamo conto che siamo in grado di stare fuori casa al crepuscolo per un altro quarto d’ora prezioso.

(Vita Sackville-West)

Oreste Ferrari (1890-1962) invita a guardare questo mese attraverso le mimose della Liguria:





Siete mai stati sulle colline
belle e ridenti, di Bordighera,
quando gennaio, nelle mattine
chiare e nelle ore pomeridiane,
ha già un tepore di primavera?
Sui poggi aprichi, sui molli clivi
e sui declivi delle costiere,
tra i verdi opimi placidi ulivi
splendon le nuvole gaie e leggere,
fatte di buccole d’oro e odorose,
delle mimose gonfie di sole
e del respiro della marina.
Cantate a gara con le campane
squillanti a festa dalle lontane
chiese dei borghi, calde parole
d’amore, o trepide nuvole, accese
da un dolce miele solare, scese
forse dal cielo questa mattina,
ora impazienti che giunga sera
per risalirvi, poi tramontare
insieme al sole nel glauco mare.


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Poesie sulla spranza
Postato da Grazia01 il Venerdì, 06 ottobre @ 12:21:35 CEST (169 letture)
Poesie tematiche III


Poesie sulla speranza







Strofe per musica

I
Dicono che la Speranza sia felicità,
Ma il vero Amore deve amare il passato,
E il Ricordo risveglia i pensieri felici
Che primi sorgono e ultimi svaniscono.

II
E tutto ciò che il Ricordo ama di più
Un tempo fu Speranza solamente;
E quel che amò e perse la Speranza
Ormai è circonfuso nel Ricordo.

III
È triste! È tutto un'illusione:
Il futuro ci inganna da lontano,
Non siamo più quel che ricordiamo,
Né osiamo pensare a ciò che siamo.

GEORGE GORDON BYRON -



Voglio, avrò

Voglio, avrò —
se non qui,
in altro luogo che ancora non so.
Niente ho perduto.
Tutto sarò.

FERNANDO PESSOA




Amo tutto ciò che è stato

Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.


La speranza è come il sale, non nutre, ma dà sapore al pane.

JOSE' SARAMAGO




Ode alla speranza

Crepuscolo marino,
in mezzo
alla mia vita,
le onde come uve,
la solitudine del cielo,
mi colmi
e mi trabocchi,
tutto il mare,
tutto il cielo,
movimento
e spazio,
i battaglioni bianchi
della schiuma,
la terra color arancia ,
la cintura
incendiata
del sole in agonia,
tanti
doni e doni,
uccelli
che vanno verso i loro sogni,
e il mare, il mare,
aroma
sospeso,
coro di sale sonoro,
e nel frattempo,
noi,
gli uomini,
vicino all'acqua,
che lottiamo
e speriamo
vicino al mare,
speriamo.

Le onde dicono alla costa salda:
Tutto sarà compiuto.


PABLO NERUDA

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Giugno
Postato da Grazia01 il Giovedì, 01 giugno @ 14:23:22 CEST (221 letture)
Poesie tematiche III









Benvenuto Giugno

Che cosa si può dire di giugno, il tempo dell’estate nella sua nascente perfezione,
il compimento della promessa dei mesi precedenti, e ancora nessun segno che ci ricordi
che la sua fresca e giovane bellezza potrà un giorno svanire.
Gertrude Jekyll



Il mese di giugno si distese all’improvviso nel tempo, come un campo di papaveri.
Pablo Neruda




Poter leggere una poesia a gennaio
è bello come andare a fare una passeggiata a giugno.
Jean Paul Sartre






Era giugno, e il mondo odorava di rose.
Il sole era come polvere d’oro sulla collina erbosa.
Maud Hart Lovelace



Estiva

Che ora è questa che saluta
il muro sbiadito con calda luce
e silenzioso cenno, e sommuove
l’aria tremante di giugno?
Ardi immobile, azzurro,
lustrate foglie della magnolia
e tu fiore profuma il giorno,
consuma i tuoi petali bianchi
sino alla dissoluzione, a noi
gli occhi chiusi arrossa
il riverbero estivo cui
solitaria cicala s’accompagna.

Attilio Bertolucci




Era verde il silenzio,
bagnata era la luce,
tremava il mese di giugno come farfalla.
Pablo Neruda



In Onore del vero

Nel mese di giugno
la città quando sospesa
e alta sopra il nostro sperdimento
si desta alla frecciata delle luci

all’ora incerta tra vigilia e sonno
che il corpo inciampa nel suo peso
ma si rialza sulla sua fatica

nella pausa del tempo tra la rondine e l’assiolo
tra la vita e la sua sopravvivenza,

Tu che spezzi la servitù e l’orgoglio
– dicono – della sofferenza, vieni
se già non sei dovunque
in veste di randagio,

d’infermo, di bambino tribolato.
Segui il timido, accosta il solitario,
ripeti: la virtù quando non giunge
fino all’amore è cosa vana.

È quell’ora della metà dell’anno
che il senza tetto strascica i suoi cenci
sull’erba pesticciata, cerca asilo,
la lucciola lampeggia, il cane abbaia.

Mario Luzi

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Maggio in poesia e non solo
Postato da Grazia01 il Venerdì, 26 maggio @ 18:40:32 CEST (240 letture)
Poesie tematiche III











Questo mese sta per finire, eppure proprio ora desidero dedicargli poesie e pensieri.
Le poesie di maggio sono piene di luci, colori, sapori,
del resto maggio è uno dei mesi che riscuotono più successo da parte di tutti:
l’estate è lì a portata di mano, le scuole stanno per terminare, ci sono celebrazioni a vari livelli.
E poi è un mese che inizia con un giorno di festa: perché non amarlo?

Tra le tante poesie per il mese di maggio ho scelto quelle che mi sembrano più belle.




Era di maggio. Il pomeriggio afoso
sembrava interminabile. La terra riarsa
si spaccava nel gran caldo, assetata.
Dalla riva del fiume udii una voce
che gridava: “Vieni, tesoro mio”.
Chiusi il libro e aprii la finestra
per guardare fuori.
Vidi presso il fiume un grande bufalo, coperto di fango,
che guardava in giro con occhi placidi e pazienti;
un ragazzo, nell’acqua fino al ginocchio, lo chiamava
per farlo bagnare.
Sorrisi compiacente ed ebbi un senso di dolcezza
che m’invase il cuore.

Rabindranath Tagore




Ora ogni campo è rivestito d’erba, e ogni albero di foglie.
Ora i boschi mostrano i loro fiori, e l’anno assume il suo aspetto più bello.

(Virgilio)



Maggiolata

Maggio risveglia i nidi,
maggio risveglia i cuori;
porta le ortiche e i fiori,
i serpi e l'usignol.
Schiamazzano i fanciulli
in terra, e in ciel li augelli:
le donne han ne i capelli
rose, ne gli occhi il sol.
Tra colli prati e monti
di fior tutto è una trama:
canta germoglia ed ama
l'acqua la terra il ciel.
E a me germoglia in cuore
di spine un bel boschetto;
tre vipere ho nel petto
e un gufo entro il cervel.

Giosuè Carducci

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Poesie e pensieri sulla libertà
Postato da dada il Martedì, 25 aprile @ 19:30:34 CEST (151 letture)
Poesie tematiche III




Essendo il 25 aprile pubblico poesie e pensieri sulla libertà



Enzo Biagi sosteneva che « la libertà è come la poesia: non deve avere aggettivi. È libertà».
Non un valore trascendente e assoluto; ognuno di noi ha una differente opinione della libertà e un concetto filosofico soggettivo non si può stralciare in poche parole. La libertà racchiude in sé l’infinito e provare a definirla potrebbe apparire riduttivo.
E lo è.
Ma si può provare a cogliere le sfumature di un concetto astratto abbandonandosi a quell’insieme di sensazioni provate quando si vive in libertà.
Impedire che le cose prendano il sopravvento sulla nostra vita.
Rendersi conto che siamo tutto e niente è libertà. Oggi ci siamo, ma domani?
Allontanarsi dalla schiavitù delle etichette imposte dalla società e decidere di prendere in mano la vita senza che il giudizio altrui possa minimamente scalfire le nostre scelte. Sì, anche questa è libertà.
La libertà è intuitiva.
Non può essere insegnata.
È reinventare senza sosta la nostra vita, arricchirla e sublimarne ogni attimo.
E si cammina con leggerezza quando spalanchiamo la porta alla libertà.
Bisogna viverla.
Anche se si lavora incatenati ci si può sentire liberi.



È il volo infinito di chi non cessa mai di aprirsi con meraviglia al mondo.
Coltivare gli interessi più disparati evitando di fossilizzarsi in atti sempre uguali per paura dell’ignoto.
Libertà è curiosità.
Non fare mai qualcosa che non si ha voglia di fare.
Vivere senza paura del domani.
Immergersi nella Natura.




...la libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Giorgio Gaber

Fonte: la Capanna del silenzio





LUOMO LIBERO

LUomo Libero non ha confini,
il suo limite è linfinito,
le sue vie sono sempre aperte
come le porte di un tempio invisibile
è lui, il sacerdote dellIgnoto

LUomo Libero spregia le catene
ma non si lascia travolgere dalla lotta,
il suo campo di battaglia è la vita,
la prima preoccupazione, lAmore.

LUomo Libero è vento:
accende le ceneri addormentate,
spettina le foglie degli alberi,
grida dallalba del sole
al tramonto della luna
per ricordare al mondo
una sola parola: libertà!

Domenico Turco
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Poesie...ieri oggi domani
Postato da Grazia01 il Lunedì, 05 settembre @ 20:05:46 CEST (143 letture)
Poesie tematiche III






Il mio passato
di Alda Merini


Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che è passato
è come se non ci fosse mai stato.
Il passato è un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato è solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho già visto
non conta più niente.
Il passato ed il futuro
non sono realtà ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacchè non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.





Il ricordo
di Kahlil Gibran


Non lascio che neanche un singolo fantasma del ricordo
svanisca con le nuvole,
ed è la mia perenne consapevolezza del passato
che causa a volte il mio dolore.
ma se dovessi scegliere tra gioia e dolore,
non scambierei i dolori del mio cuore
con le gioie del mondo intero.




QUI ED ORA, IN QUESTO STESSO ISTANTE
Andrés Sanchez Robayna

Solo un momento fa, il sole illuminava
questa stanza, il tavolo, e ancora
nella quiete di tutto, di quel fatto,
semplice come il modo in cui il passerotto
alza il collo a ricevere
il povero alimento, la lezione
di vita nella luce verticale, diresti
la verticalità stessa, la gravità del cielo,
in qualcosa, sì, così semplice
vidi, comunque, il solo istante
in cui incarna l’istante, una luce
quasi d’alba, che da sé stessa
spuntava, e riposava come
in una pace che lontana o fosse di qui stesso, come
giunchi in uno stagno, lungi, sotto il cielo spogliato,
dei giunchi che nel becco un uccello prendesse,
e venisse a lanciarli, come nel suo nido,
ora e qui, in questo stesso istante.



sant'Agostino...

«Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell'anima.
Il passato non esiste in quanto non è più,
il futuro non esiste in quanto deve ancora essere,
e il presente è solo un istante inesistente di separazione tra passato e futuro.»




Amore dopo amore
di DEREK WALCOTT

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognun sorriderà al benvenuto dell'altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino.Offri pane.Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E' festa: la tua vita è in tavola.



Il Futuro
di Julio Cortazar

E so molto bene che non ci sarai.
Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il "tutto completo" delle sotterranee,
nei libri prestati e nell'arrivederci a domani.

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
nè ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all'angolo della strada mi fermerò,
a quell'angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
nè qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
nè la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

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Aprile
Postato da Grazia01 il Sabato, 02 aprile @ 18:50:03 CEST (360 letture)
Poesie tematiche III








Aprile è il mese più crudele, genera
Lillà dalla terra morta, mescola
Memoria e desiderio, stimola
Le sopite radici con la pioggia di primavera.
(Thomas Stearns Eliot)




Escono allegri i bambini
dalla scuola,
lanciando nell’aria tiepida
d’aprile, tenere canzoni.
Quanta allegria nel profondo
silenzio della stradina!
Un silenzio fatto a pezzi
da risa d’argento nuovo.
(Federico Garcia Lorca)




È verde la pianura
al sole dell’aprile,
ha quella verde fiamma,
la vita che non pesa;
e l’anima pensa ad una farfalla
del mondo atlante e sogna.
(Antonio Machado)



Meglio un istante ad aprile che tutto un lungo mese in autunno.
(Adam Mickiewicz)



D’aprile
l’aria si fa appena calda.
Pare una guancia.
(Valerio Magrelli)




Ad aprile l’intorno si fa più intorno: le persone nelle strade, gli alberi nelle piazze, i monti dentro i cieli, e da qualche parte il mare che aspetta di circondarci come una luce fresca.
(Fabrizio Caramagna)



Aprile fa i fiori e maggio ne ha gli onori
(Proverbio)




Marzo deve essere secco,
Aprile umido,
Maggio fresco,
Giugno caldo.
(Proverbio francese)





Ma c’è una cosa, una cosa soltanto che
non mi stanco mai di guardare;
il ruscello d’aprile, che scorre su sassi,
e bisbiglia, passate le rocce.
(Po Chu-J)




Buon giorno, mago Aprile!
Sei tornato? Si desta
al semplice tuo tocco
con tre ghirlante in testa
nell’orto l’albicocco;
l’acacia nel cortile
mette il più bel monile;
le rondini dai nidi
gridano: « Vidi! Vidi!
(Angiolo Silvio Novaro)





Sono giorni dolcissimi
questi che ci preparano le piogge
dolcissime di aprile. Luce bianca
filtrata da nebule bianche,
appena un sospiro di vento
che si sprigiona dal cuore del mondo.
In quest’ora del tempo
il vecchio mondo, come il vecchio Adamo,
ha un cuore giovanetto:
(Diego Valeri)




Sotto il cielo di aprile la mia pace
è incerta. I verdi chiari ora si muovono
sotto il vento a capriccio. Ancora dormono
l’acque ma, sembra, come ad occhi aperti.
Ragazzi corrono sull’erba, e pare
che li disperda il vento. Ma disperso
è solo il mio cuore cui rimane un lampo
vivido (oh giovinezza) delle loro
bianche camicie stampate sul verde.
(Sandro Penna)



Aprile, precoce estate.
Su, ripieghiamo il paraorecchie nel cassetto.
Tiriamo fuori camicie, cotton wear e altre minuzie
vestiarie.
Al rombo delle auto fragorose, apriamo le finestre.
Ventiquattro gradi Celsius. Dunque, che fare?
È sempre una sorpresa. Forse che, staccando
dal gancetto
il pellicciotto, t’ aspettavi questo volgere del sole?
Sapevi, forse, che saresti vissuto fino a questo
strepito e chiasso? E comunque si ha lo stesso voglia,
di mattina, di uscire vestiti leggeri e di azzurro,
e camminare fino al metrò: solo là c’è protezione.
Chi ha visto il cambio di stagione, dirà: “Sia pure.
Fuori è estate: Pasqua e Risurrezione”.
(Evgenji Rejn)



Buon Aprile
Grazia


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Il mio saluto al 2015....Ringraziamo
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 30 dicembre @ 23:43:09 CET (347 letture)
Poesie tematiche III













RINGRAZIAMO...

Rivolgiamo il nostro ringraziamento alla terra
che ci dona la nostra casa.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento ai fiumi e ai laghi
che ci donano le loro acque.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento agli alberi
che ci donano frutti e noci.
Rivolgiamo il nostro ringraziamento al sole
che ci dona calore e luce.
Tutti gli esseri sulla terra: gli alberi, gli animali,
il vento e i fiumi si donano l'un l'altro
così tutto è in equilibrio.
Rivolgiamo la nostra promessa di iniziare
a imparare come stare in armonia
con tutta la terra.

Dolores La Cappelle


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I ricordi
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 21 ottobre @ 19:36:02 CEST (2389 letture)
Poesie tematiche III




Da anni gli scienziati stanno studiando una pillola per cancellare i ricordi negativi, lasciando intatti i bei ricordi. Un simile farmaco sarebbe capace, cancellando i brutti ricordi, di aiutare le vittime di eventi traumatici a vivere meglio. Ma non tutti sono d’accordo… Che cosa succederebbe se questa pillola venisse assunta da chiunque?







I ricordi, rappresentano il nostro passato, sono pagine della nostra vita, scritte nella nostra mente e nel cuore, una piccola eternita', essi custodiscono momenti di felicità, di tristezza... belli o brutti che siano, non si potranno mai cancellare dalla nostra mente e dal nostro cuore, sono la nostra storia, fanno parte del cammino della nostra vita, basta un profumo, una canzone o altro per ricordare e provocare nei nostri pensieri sensazioni ed emozioni indescrivibili.




Che siano d’amore, d'amicizia, di incontri, sulla famiglia, sulla natura o altro, rappresentano il passato e le esperienze fatte, ci aiutano a superare i momenti tristi, a sentirci meno soli, e a volte, rappresentano la molla per andare avanti, per sorridere e far tesoro delle esperienze, ma anche, per voltare pagina, per ricominciare, per non commettere gli stessi errori, per incontrarsi, per sentirsi vivi, per continuare ad esistere...



Andare a caccia di ricordi non è un bell’affare. Quelli belli non li puoi catturare e quelli brutti non li puoi uccidere.
(Giorgio Faletti)

Abbi cura dei tuoi ricordi perché non puoi viverli di nuovo.
(Bob Dylan)





La memoria di ogni uomo è la sua letteratura privata.
(Aldous Huxley)





Ognuno ha il proprio passato chiuso dentro di sé come le pagine di un libro imparato a memoria e di cui gli amici possono solo leggere il titolo.
(Virginia Woolf)





Abbiamo tutti le nostre macchine del tempo. Alcune ci riportano indietro, e si chiamano ricordi. Alcune ci portano avanti, e si chiamano sogni.
(Jeremy Irons)




I ricordi battono dentro di me come un secondo cuore.
(John Banville)

Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo.
(Isabel Allende)





"Alla luna"

O graziosa luna, io mi rammento
Che, or volge l'anno, sovra questo colle
Io venia pien d'angoscia a rimirarti:
E tu pendevi allor su quella selva
Siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
Il tuo volto apparia, che travagliosa
Era mia vita: ed è, né cangia stile,
O mia diletta luna. E pur mi giova
La ricordanza, e il noverar l'etate
Del mio dolore. Oh come grato occorre
Nel tempo giovanil, quando ancor lungo
La speme e breve ha la memoria il corso,
Il rimembrar delle passate cose,
Ancor che triste, e che l'affanno duri!

Giacomo Leopardi





"Nel fumo"

Quante volte t’ho atteso alla stazione
nel freddo, nella nebbia. Passeggiavo
tossicchiando, comprando giornali innominabili,
fumando Giuba poi soppresse dal ministro
dei tabacchi, il balordo!
Forse un treno sbagliato, un doppione oppure una
sottrazione. Scrutavo le carriole
dei facchini se mai ci fosse dentro
il tuo bagaglio, e tu dietro, in ritardo.
poi apparivi, ultima. E’ un ricordo
tra tanti altri. Nel sogno mi perseguita.


Eugenio Montale





"Un ricordo"

Io non sapea qual fosse il mio malore
né dove andassi. Era uno strano giorno.
Oh, il giorno tanto pallido era in torno,
pallido tanto che facea stupore.

Non mi sovviene che di uno stupore
immenso che quella pianura in torno
mi facea, cosí pallida in quel giorno,
e muta, e ignota come il mio malore.

Non mi sovviene che d'un infinito
silenzio, dove un palpitare solo,
debole, oh tanto debole, si udiva.

Poi, veramente, nulla piú si udiva.
D'altro non mi sovviene. Eravi un solo
essere, un solo; e il resto era infinito.


Gabriele D'Annunzio


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Piove
Postato da Grazia01 il Lunedì, 15 giugno @ 12:00:06 CEST (433 letture)
Poesie tematiche III








La pioggia è vita;
la pioggia è la discesa del cielo sulla terra;
senza la pioggia, non ci potrebbe essere vita.

John Updike





Piovono voci di donne
come se fossero morte anche nel ricordo
Anche voi piovete
meravigliosi incontri della mia vita
o goccioline
E quelle nuvole impennate
cominciano a nitrire un intero universo di città auricolari
Senti se piove
mentre il rimpianto e lo sdegno piangono una musica antica
Ascolta cadere i legami che li tengono in alto e in basso.

Guillaume Apollinaire





...La mia anima ha la tristezza della pioggia serena,
tristezza rassegnata di cosa irrealizzabile,
ho all’orizzonte una stella accesa
e il cuore mi impedisce di contemplarla.
O pioggia silenziosa che gli alberi amano
e sei al piano dolcezza emozionante:
da’ all’anima le stesse nebbie e risonanze
che lasci nell’anima addormentata del paesaggio!

Federico Garcìa Lorca




Inspirando la frescura umida e l’odore di pane
della terra che da tempo aspettava la pioggia,
guardò i giardini e i boschi che correvano via,
i campi gialli di segale,
le strisce ancora verdi dell’avena
e i solchi neri con le macchie
verde scuro delle patate in fiore.
Tutto pareva ricoperto da una vernice:
il verde diventava più verde,
il giallo più giallo,
il nero più nero.
– Ancora, ancora! – diceva Nechljudov,
lieto dei campi, dei giardini e degli orti
che riprendevano vita
sotto la pioggia benefica.

Lev Tolstoj



Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quale fragile ardore
sillabava e moriva.
L’infinito tendeva
ori e stralci di rosso
profumando le pietre
di strade lontane.
Mi abitavano i sogni
odorosi di muschio
quando il fiume impetuoso
scompigliava l’oceano.
Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quanti nastri di strade
annodavano il cuore.
E la pioggia piangeva
sciugandosi al vento
sopra tetti spioventi
di desolati paesi.

Alda Merini

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I PAPAVERI
Postato da Grazia01 il Sabato, 16 maggio @ 12:34:02 CEST (580 letture)
Poesie tematiche III











Un campo di papaveri rossi è un richiamo all'occhio che è impossibile ignorare.
Molti pittori e fotografi hanno cercato di cogliere e riprodurre la sensazione di stupore
che si prova davanti alla brillantezza del rosso del papavero.
Famosi sono i verdi campi di grano dipinti dai macchiaioli, con tante macchie rosse tipiche dei papaveri.



La specie, largamente diffusa in Italia, cresce normalmente in campi e sui bordi di strade e ferrovie
ed è considerata una pianta infestante.
Petali e semi possiedono leggere proprietà sedative:
il papavero è parente stretto del papavero da oppio, da cui si estrae la morfina.
Resiste all'acqua e al vento ma se colto perde subito i petali leggeri e muore.




Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.
Fabrizio De André




Chiazze di rosso
fra campi di grano..
ondeggiano papaveri
lunghi esili steli
dondolano corolle
di purpurea seta.
Par sussurrino
al vento
passione ed ardore
invitano gli amanti
ad amarsi finchè c’è tempo,
di non perdere l’occasione.
Ma al cuore, ferito d’amore,
ben altro è il lor significato…
fior della consolazione
il papavero è anche chiamato
per aver alleviato
con il sonno
di Demetra, la disperazione
sopendone il dolore.
Anonimo




Papaveri Rossi
Crescono preziosi,
in disadorni campi,
tra l'oro dell'erba assetata.
Nascono in boccioli,
troppo stretti per il loro vestito del color della porpora,
schiudendosi cosí,
già stropicciati e insonnoliti.
Falsamente caduchi,
vivono indifferenti ad acquazzoni e alle torride giornate.
Spettinati dal soffio del vento che infastidisce i prati,
si muovono in sinuose danze.
Non coglierli,
perché delicati, come candidi baci dati al morir del sole.
Non coglierli,
perché le loro entasi, ricordano il fondo dei tuoi occhi.
Non coglierli,
perché il papavero rosso sussurra “ti sto sognando”.

Anonimo


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Primo maggio
Postato da Grazia01 il Venerdì, 01 maggio @ 09:34:04 CEST (406 letture)
Poesie tematiche III






Il lavoro è gioia
di Emile Deschamps


Provvido sempre iddio con le sue mani
spartir volle il lavoro tra gli uomni.
«Eccoti, figli miei - disse un tesoro
mille volte più nobile dell'oro».
All'opra, amici, e a chi più canterà
ben più lieve il lavoro sembrerà!
Senza sudar chi mai gustò i piaceri?
La gioia ci alternò gioie e doveri
perciò il fiaccone è sempre d'umor nero
Mentre chi sgobba ha il cuor libero e fiero.

All'opra amici, e a chi canterà
ben lieve il lavoro sembrerà!
Al nostro desco suol, tutte le sere,
ospite ambita, l'Allegria sedere;
e Dio parla dal ciel: «Lavoratore,
il pan che hai guadagnato è il pan migliore!».
All'opra amici, e a chi canterà
ben lieve il lavoro sembrerà.





I colori dei mestieri
di Gianni Rodari

Io so i colori dei mestieri:
sono bianchi i panettieri,
s'alzano prima degli uccelli
e han farina nei capelli;
sono neri gli spazzacamini,


di sette colori son gli imbianchini;
gli operai dell'officina
hanno una bella tuta azzurrina,
hanno le mani sporche di grasso:
i fannulloni vanno a spasso,
non si sporcano un dito
ma il loro mestiere non è pulito.






Il lavoro del..pastore..
di Giacomo Leopardi

Sopra l'erbetta tenera
sta un pastorello assiso,
e il gregge suo che pascola
guarda con lieto viso...





Anche quello dello scolaro è un lavoro
di Giovanni Pascoli


Il capo ad ora ad ora egli solleva
dalla catasta dei vocabolari,


come un galletto garrulo che beva,
Povero bimbo! di tra i libri via
appare il bruno capo tuo, scompare;
come di un rondinotto, quando spia
se torna mamma e porta le zanzare.




La vocazione del perdigiorno
di A. Novi

Vediamo un po':
che mestiere farò?
Il meccanico no,
perché ci si insudicia tutti
e così neri e brutti
e con la faccia scura
si fa brutta figura.

Vediamo un po':
che mestiere farò?
Il falegname no,
perché quando seghi di Iena
ti fa male la schiena,
e quando pialli
ti vengono i calli.

Vediamo un po':
che mestiere farò?
Il contadino no,
perché nella terra che è soda
la vanga s'inchioda,
e per bene zappare
bisogna faticare.

Vediamo un po':
che mestiere farò?
lo proprio non so,
ilsarto
lo scarto,
ilcuoco
può scottarsi col fuoco,
il muratore
può sciogliersi in sudore,
il calzolaio poi non mi va giù
per quel puzzo di cuoio e di caucciù,
e piuttosto di fare il parrucchiere
faccio un altro mestiere.

Ecco proprio non so
che mestiere farò.
Che non ci sia davvero
un mestiere leggero
In cui si possa stare
In pace a riposare?






Il più bel giorno
di Gianni Rodari

S'io facessi il fornaio
vorrei cuocere un pane

cosi grande da sfamare
tutta, tutta la gente
che non ha da mangiare.
Un pane pia grande del sole,
dorato, profumato
come le viole.
Un pane cosi
verrebbero a mangiarlo
dall'India e dal Chilì
i poveri, i bambini,
i vecchietti e gli uccellini.
Sarà una data da studiare a memoria:
un giorno senza fame!
Il più bel giorno di tutta la storia!






La bottega del fabbro
di Giacomo Zanella

Dall'alba a sera, di settimana
in settimana, sovra l'incude,


come i rintocchi d'una campana,
suonano i colpi del martel rude;
sulle stridenti braci, il ventoso
mantice anela senza riposo.
I fanciulletti, che dalla scuola
tornano, all'uscio fermano il passo
e contemplando senza parola
stanno il martello, che or alto or basso
fuor della soglia correre a mille,
come la pula, fa le scintille.


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Venerdì Santo
Postato da Grazia01 il Venerdì, 03 aprile @ 21:02:11 CEST (626 letture)
Poesie tematiche III




Venerdì Santo








Nulla, credi, è più dolce per i nostri
occhi di questo giorno senza sole,
con i monti velati di viole
perché la primavera non si mostri…
Venerdì Santo! E ieri sera tu
ti rimendavi quest’abito, tutto
grigio, un abito come a mezzo lutto
per la morte del povero Gesù…
Traevi dalla tua cassa di noce
qualche grigio merletto secolare:
così vestita, accoglierà l’altare
la buona amante con le mani in croce…
Prega per me, prega per te, pel nostro amore,
per nostra cristiana tenerezza,
per la casa malata di tristezza,
e per il grigio Venerdì che muore:
Venerdì Santo, entrato in agonia,
non ha la sua campana che lo pianga…
come un mendico, cui nulla rimanga,
rassegnato si muore sulla via…
Prega, e ricorda nella tua preghiera
tutte le cose che ci lasceranno:
anche il ramo d’olivo che l’altr’anno
ci donò, per la Pasqua, Primavera.
Quante volte l’olivo benedetto
vide noi moribondi nel piacere,
e vide le nostre due anime, in nere
vesti, per noi pregare a capo al letto!
E pregavamo, come se morisse
qualcuno: un poco, sempre, morivamo:
Ma sempre sull’aurora nuova, il ramo
d’olivo i liei amanti benedisse!
Ora col nuovo tu lo cambierai:
anche devi pregare per gli specchi
velati, per i libri, per i vecchi
abiti che tu più non vestirai…
E’ sera: un riso labile si perde
sulle tue labbra, mentre t’inginocchi:
io guardo, dietro la veletta, gli occhi…
due perle nere in una rete verde.

Fausto Maria Martini







Venerdì Santo, prima di sera, c’era l’odore di primavera;
Venerdì Santo, le chiese aperte mostrano in viola che Cristo è morto;
Venerdì Santo, piene d’incenso sono le vecchie strade del centro
o forse è polvere che in primavera sembra bruciare come la cera.

Venerdì Santo, stanchi di gente, siamo in un buio fatto di niente
Venerdì Santo, anche l’amore sembra languore di penitenza
Venerdì Santo, muore il Signore, tu muori amore fra le mie braccia,
poi viene sera resta soltanto dolce un ricordo: Venerdì Santo…


Guccini




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Donna
Postato da Grazia01 il Sabato, 07 marzo @ 20:23:09 CET (606 letture)
Poesie tematiche III






Se Dio non avesse fatto la donna, non avrebbe fatto il fiore.
Oscar WildeOscar Wilde




Quando si scrive delle donne bisogna intingere la penna nell'arcobaleno
e asciugare la pagina con la polvere delle ali delle farfalle.
Denis DiderotDenis Diderot




Alda Merini ha dedicato delle bellissime poesie alle donne,
vi propongo le più belle che potete dedicare alle vostre amiche,
alle mamme, sorelle, nonne, vicine di casa, colleghe…
a tutte le donne che vi ispirano e vi stimolano a migliorare.




A tutte le donne

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.





Il regno delle donne

Cè un regno tutto tuo
che abito la notte
e le donne che stanno lì con te
son tante, amica mia,
sono enigmi di dolore
che noi uomini non scioglieremo mai.
Come bruciano le lacrime
come sembrano infinite
nessuno vede le ferite
che portate dentro voi.
Nella pioggia di Dio
qualche volta si annega
ma si puliscono i ricordi
prima che sia troppo tardi.

Guarda il sole quando scende
ed accende d'oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole.
E se passa il temporale
siete giunchi ed il vento vi piega
ancor più forti voi delle querce e poi
anche il male non può farvi del male.

Una stampella d'oro
per arrivare al cielo
le donne inseguono l'amore.
Qualche volta, amica mia,
ti sembra quasi di volare
ma gli uomini non sono angeli.
Voi piangete al loro posto
per questo vi hanno scelto
e nascondete il volto
perché il dolore splende.
Un mistero che mai
riusciremo a capire
se nella vita ci si perde
non finirà la musica.

Guarda il sole quando scende
ed accende d'oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole
dopo il buio ancora il sole.
E se passa il temporale
siete prime a ritrovare la voce
sempre regine voi
luce e inferno e poi
anche il male non può farvi del male.




Ci sono donne

Ci sono donne che prendono i loro morti
e li aggrovigliano ai loro capelli
e ne fanno sontuosi monili
per il secondo e il terzo matrimonio.
Ci sono donne che vivono
di questa carneficina
e non sentono i palpiti del cuore
che emana dalla loro morte.
Così ci sono giovani pallidi
che solo per il fatto di essere sangue
si credono novellatori o poeti.
Invece la felicità della poesia non va toccata
né dai morti né dagli adulteri.
E’ felice il poeta quando si muove ridente
attraverso il tuo bacio d’amore
che è un saliscendi di morte
che è un abbandono di vita.
Chi non sa amare non sa fare poesia
e chi non sa morire non sa rivivere.
Così nessuno che non sia stato ferito
dal proprio nemico potrà toccare
i vertici della pietà. Non esiste
una battaglia d’amore
e neanche una sconfitta
Esiste solo un’angelica guerra
che l’uomo fa a se stesso
credendo in un fratello azzurro
vestito tutto di nero.

ALDA MERINI

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Benvenuto Marzo
Postato da Grazia01 il Domenica, 01 marzo @ 21:33:23 CET (883 letture)
Poesie tematiche III













Per San Benedetto
la rondine sotto il tetto.
Per l'Annunziata è finita l'invernata.
Se Marzo non marzeggia,
Aprile non verdeggia.






Sapienza popolare

Gelo
marzolino
rattrista
il contadino.

Quando canta il merlo
siamo fuori dall'inverno.

Marzo sbirro
e banderuola
prende il verno
per la gola.

Marzo molle,
gran per tre zolle.
Marzo asciutto
gran da per tutto.





Marzo ti voglio bene

Marzo, ti voglio bene.
E sai perchè?
Perchè sei birichino
e, quasi quasi, rassomigli a me.
Anche tu fai capricci:
vieni col sole,
con le primule belle
e le odorose viole.
Poi, ti rabbui, Marzo,
e in un momento
tu butti giù dal cielo
e neve e pioggia e vento...
Ma io ti voglio bene,
perchè, fra un raggio d'oro
e una nuvola nera,
tu porti Primavera.




Marzo


Gli alberi nudi come croci
metton gemme e piccole voci;
il passero riveste il suo oro
e saltella sui rami dorati;
la lucertola spunta da un foro
del muro, con occhi sgranati;
il lombrico si torce e si stira
come un serpente... E la terra gira:

Diego Valeri



Che dice la pioggerellina di marzo?


Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell'orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d'oro?
Passata è l'uggiosa invernata,
passata, passata!
Di fuor dalla nuvola nera,
di fuor dalla nuvola bigia
che in cielo si pigia
domani uscirà Primavera
guernita di gemme e di gale,
di lucido sole,
di fresche viole,
di primule rosse, di battiti d'aie,
di nidi,
di gridi
di rondini, ed anche
di stelle di mandorlo, bianche...
Ciò dice la pioggerellina
di marzo che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell'orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d'oro.
Ciò canta, ciò dice;
e il cuor che l'ascolta è felice.

Angiolo Silvio Novaro


Il poeta ascolta il leggero rumore della pioggia picchiettante sul tetto della sua casa
e sulle piante del giardino, piene di gemme. Il ticchettìo della pioggia sottile, che cade in marzo,
sembra parlare al cuore di chi l'ascolta.
Ciò che dice è un canto lieto ed esultante per l'arrivo della primavera.
La pioggia che d'inverno è noiosa ed insistente, in primavera sembra allegra e piacevole perchè è sottile,
fa bene alle piante, alla campagna e dura poco.




Marzo

E' arrivato marzo bello,
con il sole e con l'ombrello,
e ha portato vento e fiori,
rondinelle e raffreddori.
Benvenuto, marzo matto!
lo con te vo' fare un patto:
se mi porti il tempo bello
io ti canto uno stornello.

B. Marini




Marzo e la speranza


Col marzo e col sereno,
dentro ogni fibra, il senso della vita
torna freschezza. -Tocchi
rigermogliano anche gli sterpeti
.della tristezza, e fuor da l'aridume
in minuscoli scrignetti, tutte le
le ricchezze
della nuova vegetazione.

F. Faifofer


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Sull'amore
Postato da Grazia01 il Sabato, 14 febbraio @ 21:39:26 CET (328 letture)
Poesie tematiche III



||





Il volersi bene si costruisce. Ma l’amore quello vero, no.
L’amore lo senti immediato, non ha tempo. É dire “ti sento”.
Un contatto di pelle, un abbraccio, un bacio. Mantenersi,
il mio verbo preferito, tenersi per mano.
Ti può bastare per la vita intera, un attimo, un incontro.
Rinunciarvi è folle, sempre e comunque.”
Erri De Luca



Le anime hanno un loro particolar modo d'intendersi, d'entrare in intimità, fino a darsi del tu, mentre le nostre persone sono tuttavia impacciate nel commercio delle parole comuni, nella schiavitù delle esigenze sociali. Han bisogni lor proprii e le loro proprie aspirazioni le anime, di cui il corpo non si dà per inteso, quando veda l'impossibilità di soddisfarli e di tradurle in atto. E ogni qualvolta due che comunichino fra loro così, con le anime soltanto, si trovano soli in qualche luogo, provano un turbamento angoscioso e quasi una repulsione violenta d'ogni minimo contatto materiale, una sofferenza che li allontana, e che cessa subito, non appena un terzo intervenga. Allora, passata l'angoscia, le due anime sollevate si ricercano e tornano a sorridersi da lontano.”
Luigi Pirandello



Gli bastò un interrogatorio insidioso, prima a lui e poi alla madre,
per constatare un'ennesima volta che i sintomi dell'amore sono gli stessi del colera.”
Gabriel Garcí­a Márquez



L'amore vero è così: non ha nessuno scopo e nessuna ragione,
e non si sottomette a nessun potere fuorché alla grazia umana.
Elsa Morante





Forse, io amo in lei la natura, la personificazione di quanto c'è di bello nella natura;
ma non è che io abbia una volontà mia propria: attraverso me,
c'è ad amarla non so quale forza elementare, la creazione intera;
tutta la natura infonde quest'amore nell'anima mia, e mi dice: ama!”
Leo Tolstoy





Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
Sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d’estate
Sei la mia patria
Tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
Tu, alta e vittoriosa
Sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
Nel momento stesso
in cui ti afferro.

Nâzım Hikmet




Eravamo insieme, il resto del mondo l'ho scordato
Walt Withman

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DICEMBRE IN POESIA
Postato da Grazia01 il Lunedì, 01 dicembre @ 21:06:31 CET (837 letture)
Poesie tematiche III




E' iniziato il mese di dicembre,
il mese che ci porterà al Natale e poi al nuovo anno.
Un mese dai colori allegri, bianco come la neve,
rosso come il vestito di Babbo natale,
verde come l'abete che addobberemo,
e tutti i colori nei presepi.
La stella dorata che guida il cammino
e le guancette rosa del bambino.
Per alcuni è un mese triste,
perché non hanno la possibilità di festeggiarlo
come vorrebbero,
o con chi vorrebbero,
i cari che non sono più fra noi,
e la loro assenza a Natale
fa soffrire più che mai.







DICEMBRE

Attraverso la neve, dal giardino, sale
quell'aria delle fragole che allora, con fragile
incrinatura, Montale canticchiava con il capo
piegato sopra un piatto di minestra.
Ora che alla finestra il gelo si rapprende,
una minuscola bava spezza il cerchio chiuso
fra le labbra e la voce, ridiscende al vuoto
di un cielo annuvolato di dicembre:
noi restiamo quaggiù, senza più attendere.

Roberto Saneso





RICORDANDO VITTORIO BODINI

Dopo la lunga siesta di dicembre
svegliarsi in un paese meridionale
di strette vie, in salita e in discesa.
Salgono odori di cibi affumicati
scendono i ragazzini del doposcuola
vi è una stella nel cielo invernale
Bodini dice: È Natale!

LUCIANO ERBA



Gentile luna
luna gentile
ma li vedi tutti
proprio tutti i bambini?
Lo sai che certi
certi hanno un dolore
chiuso a chiave
dentro il cuore?

Luna gentile
gentile luna
ma li vedi tutti
proprio tutti i vecchini?
Lo sai che a volte
nei loro angolini
piangono proprio
come fanno i bambini?

Gentile luna
luna gentile
ma li vedi tutti
gli animaletti?
Lo sai che l’uomo
li tratta male
lo sai che piange
il regno animale?


Vivian Lamarque




Ha occhi di ghiaccio
e di ghiaccio le mani
ha un cuore freddo
freddo gelato
la neve è un bambino
che non si è mai svegliato.

Vivian Lamarque



Vi auguro un dicembre sereno, che il vostro cuore sia aperto alla speranza e all'amore
Grazia
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Rabindranath Tagore
Postato da Grazia01 il Martedì, 06 maggio @ 20:05:24 CEST (1132 letture)
Poesie tematiche III





"Sparirà con me ciò che trattengo, ma ciò che avrò donato resterà nelle mani di tutti"......

Un omaggio al grande Rabindranath Tagore, poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo indiano, nell'anniversario della nascita (Calcutta, 6 maggio 1861 – Santi Neketan, 7 agosto 1941)

« Per la profonda sensibilità, per la freschezza e bellezza dei versi che, con consumata capacità, riesce a rendere nella sua poeticità, espressa attraverso il suo linguaggio inglese, parte della letteratura dell'ovest. »
(Motivazione del Premio Nobel)

"Il bambino chiama la mamma e domanda: "Da dove sono venuto? Dove mi hai raccolto?" La mamma ascolta, piange e sorride mentre stringe al petto il suo bambino. "Eri un desiderio dentro al mio cuore."
(Rabindranath Tagore)

"La vita non è altro che la continua meraviglia di esistere"
(Rabindranath Tagore)

"Sparirà con me ciò che trattengo, ma ciò che avrò donato resterà nelle mani di tutti."
(Rabindranath Tagore)

"Non puoi attraversare il mare semplicemente stando fermo e fissando le onde. Non indugiare!"
(Rabindranath Tagore)

"La lezione più importante che l'uomo possa imparare in vita sua non è che nel mondo esiste il dolore, ma che dipende da lui stesso trarne profitto e che gli è consentito trasformarlo in gioia."
(Rabindranath Tagore)
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Primavera
Postato da Grazia01 il Martedì, 25 marzo @ 21:15:26 CET (558 letture)
Poesie tematiche III





Eppure primavera è nell'aria

Pieno inverno: il contadino vigoroso
Trasporta le fascine della legnaia gelida
e batte i piedi contro il focolare.
Sul fuoco che langue getta i ceppi freschi
e ride perché la vampata spaventa
i suoi bambini. Eppure, primavera è nell'aria.
Cinta di erba gioia, verde sorridente.
E avanti indietro per il campo va il seminatore
e dietro a lui ridendo un ragazzino spaventa i corvi
Rapaci, coi suoi strilli. Allora il castagno si veste
Splendidamente, e sull'erba si iega il fiore cremoso
In eccesso odoroso.

Oscar Wilde





Se non avessimo amato

Se noi non avessimo amato,
Chi sa se quel narciso avrebbe attratto l'ape
Nel suo grembo dorato,
Se quella pianta di rose avrebbe ornato
Di lampade rosse i suoi rami!
Io credo non spunterebbe una foglia
In primavera, non fosse per le labbra degli amanti
Che baciano. Non fosse per le labbra dei poeti
Che cantano.

Oscar Wilde


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PRIMAVERA
Postato da Grazia01 il Giovedì, 20 marzo @ 21:01:38 CET (597 letture)
Poesie tematiche III





E' arrivata la







SAPORE DI PRIMAVERA

“Mi sento come un campo seminato
nel cuore dell'inverno, e so
che la primavera sta arrivando.
I miei ruscelli prenderanno a scorrere
e la piccola vita che dorme dentro me
salirà in superficie al primo richiamo.”

Kahlil Gibran





SE NON AVESSI AMATO

Se noi non avessimo amato,
Chi sa se quel narciso avrebbe attratto l'ape
Nel suo grembo dorato,
Se quella pianta di rose avrebbe ornato
Di lampade rosse i suoi rami! Io credo non spunterebbe una foglia
In primavera, non fosse per le labbra degli amanti
Che baciano. Non fosse per le labbra dei poeti
Che cantano.

Oscar Wilde



RINASCITA

L'esangue primavera già tristemente esilia
L'inverno, tempo lucido, tempo d'arte serena,
E in me, dove un oscuro sangue colma ogni vena,
L'impotenza si stira ed a lungo sbadiglia.

Crepuscoli s'imbiancano tiepidi nella mente
Che come vecchia tomba serra un cerchio di ferro,
Ed inseguendo un sogno vago e bello, io erro
Pei campi ove la linfa esulta immensamente.

Poi procombo snervato di silvestri sentori,
E scavando al mio sogno una fossa col viso,
Mordendo il suolo caldo dove, sbocciano i fiori,

Attendo nell'abisso che il tedio s'alzi... Oh riso
Intanto dell'Azzurro sulla siepe e sui voli
Degli uccelli ridesti che cinguettano al sole!

Mallarmé



Apro finestre

Apro finestre, varchi nel muro
a contemplare stelle,
a respirare cielo.
L’aria sa di nuovo
di fronde fresche
che sibilano al vento.

È primavera, sbucata
d’improvviso tra i cespugli,
al chiaro di luna,
e di sotto ci giocano
i gatti.

È primavera, bucata
dalla luna piena
che fuma nuvole viola
da una sigaretta spenta.

Chiudo finestre, stucchi nel muro
a non veder più stelle,
a rinnegare il cielo:
l’aria sa di nuovo
di fuochi d’incendi
dentro boschi.

Alessio Vailati



Buona primavera a tutti.

Grazia



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TESTAMENTO
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 19 marzo @ 23:25:11 CET (548 letture)
Poesie tematiche III







TESTAMENTO



Non voglio che tu sia lo zimbello del mondo.
Ti lascio il sole che lasciò mio padre a me.
Le stelle brilleranno uguali ed uguali ti indurranno
le notti a dolce sonno.
Il mare t'empirà di sogni. Ti lascio
il mio sorriso amareggiato: fanne scialo
ma non tradirmi. Il mondo è povero
oggi. S'è tanto insanguinato questo mondo
ed è rimasto povero. Diventa ricco
tu guadagnando l'amore del mondo.
Ti lascio la mia lotta incompiuta
e l'arma con la canna arroventata.
Non l'appendere al muro. Il mondo ne ha bisogno.
Ti lascio il mio cordoglio. Tanta pena
vinta nelle battaglie del tempo.
E ricorda. Quest'ordine ti lascio.
Ricordare vuol dire non morire.
Non dire mai che sono stato indegno, che
disperazione mi ha portato avanti e son rimasto
indietro, al di qua della trincea.
Ho gridato, gridato mille e mille volte no,
ma soffiava un gran vento e piogge e grandine
hanno sepolto la mia voce. Ti lascio
la mia storia vergata con la mano
d'una qualche speranza. A te finirla.
Ti lascio i simulacri degli eroi
con le mani mozzate,
ragazzi che non fecero a tempo
ad assumere austere forme d'uomo,
madri vestite di bruno, fanciulle violentate.
Ti lascio la memoria di Belsen e Auschwitz.
Fa presto a farti grande. Nutri bene
il tuo gracile cuore con la carne
della pace del mondo, ragazzo, ragazzo.
Impara che milioni di fratelli innocenti
svanirono d'un tratto nelle nevi gelate
in una tomba comune e spregiata.
Si chiamano nemici; già. I nemici dell'odio.
Ti lascio l'indirizzo della tomba
perché tu vada a leggere l'epigrafe.
Ti lascio accampamenti
d'una città con tanti prigionieri,
dicono sempre si, ma dentro loro mugghia
l'imprigionato no dell'uomo libero.
Anch'io sono di quelli che dicono di fuori
Il sì della necessità, ma nutro, dentro, il no.
Così è stato il mio tempo. Gira l'occhio
dolce al nostro crepuscolo amaro,
il pane è fatto di pietra, l'acqua di fango,
la verità un uccello che non canta.
È questo che ti lascio. Io conquistai il coraggio
d'essere fiero. Sforzati di vivere.
Salta il fosso da solo e fatti libero.
Attendo nuove. È questo che ti lascio.

Kriton Athanasulis

L'autrice del dipinto è Margarita Sikorskaia

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Il temporale
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 26 febbraio @ 21:48:23 CET (484 letture)
Poesie tematiche III









Stasera in città s'è alzato un forte vento ed è scoppiato un temporale.
Un forte temporale con grandinata, raro in questa stagione.


Ecco alcune famose poesie dedicate a questo evento.





Temporale

S’ammala il sole, s’accuccia il monte,
carovane di nere nuvole
stanno in agguato di fronte,
in basso timidi uccelli volano,
in terra trascorrono grigie ombre.
Il tuono, lento dopo il fulmine,
passa con rombo pauroso.
Fitta, gelida la pioggia
s’abbatte in rovesci di scialbo argento,
scroscia in fiumi, scorre in rivoli,
con mal trattenuti singhiozzi.

Hermann Hesse

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