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Conseguenze del supplizio di Jean Calas
Postato da Grazia01 il Giovedì, 13 settembre @ 12:29:27 CEST (591 letture)
Testi e saggi di Voltaire I





Conseguenze del supplizio di Jean Calas

Se i penitenti bianchi son stati la causa del supplizio d'un innocente e della rovina completa d'una famiglia, della sua dispersione e dell' obbrobrio che non dovrebbe essere inerente che all'ingiustizia e invece lo è al supplizio; se la fretta dei penitenti bianchi a celebrare come santo colui che avrebbe dovuto essere trascinato sul graticcio, e a far perire sulla ruota un padre virtuoso, codesto infortunio dovrebbe indubbiamente indurli a una vera penitenza per il resto della loro vita: loro e i giudici devono piangere, ma non con una lunga veste bianca e sulla faccia una maschera che nasconda le lagrime.
Bisogna rispettare tutte le confraternite: sono edificanti; ma tutto il bene che possono fare allo Stato può forse compensare l'orrendo male che hanno provocato? Paiono istituite dallo zelo che nella Linguadoca anima i cattolici contro coloro che chiamiamo ugonotti. Si direbbe che si sia fatto voto di odiare i propri fratelli; siamo abbastanza religiosi per odiare e perseguitare, ma non abbastanza per amare e soccorrere. E cosa capiterebbe, se quelle confraternite fossero governate da entusiasti, come un tempo avvenne in certe congregazioni di artigiani e di signori, dove l'abitudine di avere delle visioni era ridotta ad artificio e sistema, come afferma uno dei più eloquenti e dotti magistrati nostri? Cosa capiterebbe se nelle confraternite si organizzassero quelle camere oscure, dette camere di meditazione, dove erano dipinti diavoli armati di corna e di artigli, e abissi di fiamme, e croci e pugnali, con il santo nome di Gesù sopra il quadro? Che spettacolo, per occhi già affascinati, per immaginazioni accese e sottomesse ai loro direttori!

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La morte di Jean Calas - II
Postato da Grazia01 il Giovedì, 13 settembre @ 12:05:06 CEST (711 letture)
Testi e saggi di Voltaire I





Breve storia della morte di Jean Calas

Parte II



Tredici giudici si riunirono ogni giorno per terminare il processo. Non si aveva, non si poteva avere nessuna prova contro la famiglia; ma la religione ingannata faceva le veci di prova. Sei giudici insistettero a lungo perché Jean Calas, suo figlio e il Lavaysse fossero condannati al supplizio della ruota, e la moglie di Jean Calas al rogo. Sette altri più moderati volevano che per lo meno si considerassero attentamente le cose. I dibattiti furono lunghi e frequenti. Uno dei giudici, persuaso dell'innocenza degli accusati e dell'impossibilità del delitto, parlò caldamente in loro favore; contrappose lo zelo
dell'umanità allo zelo della severità; si fece il pubblico avvocato dei Calas in tutte le case di Tolosa, dove i gridi della religione ingannata continuamente reclamavano il sangue di quegli sventurati. Un altro giudice noto per il suo rigore andava parlando contro i Calas con una violenza non inferiore alla foga con cui l'altro li difendeva. Lo scandalo fu tale che furono entrambi costretti a rinunciare alla carica; si ritirarono in campagna.
Ma sfortunatamente il giudice favorevole ai Calas persistette riguardosamente nella sua rinuncia, mentre l'altro tornò e diede il suo voto contro coloro che non avrebbe dovuto giudicare: quel voto determinò la condanna alla ruota perché ci furono otto voti contro cinque, avendo uno dei sei giudici clementi, dopo varie contestazioni, finito coll'aderire al partito del rigore.
Parrebbe che, quando si tratta di parricidio e di condannare un padre di famiglia al più orrendo supplizio, il giudizio dovrebbe essere unanime, perché le prove di così inaudito delitto dovrebbero essere d'un'evidenza estrema per tutti: in simile caso il benché minimo dubbio dovrebbe far tremare il giudice che sta per firmare una sentenza di morte. La debolezza della nostra ragione e l'insufficienza delle nostre leggi si fanno sentire continuamente; ma in quale occasione se ne sentirà maggiormente la miseria che allorquando la preponderanza d'un unico voto consegna un cittadino al supplizio? Occorrevano cinquanta voti oltre la metà perché si pronunciasse un giudizio capitale ad Atene. Con che risultato? con
ciò che sappiamo tanto inutilmente, che cioè i greci erano tanto più savi e più umani di noi.
Pareva impossibile che Jean Calas, vecchio di sessantotto anni, che da un pezzo aveva le gambe deboli e gonfie, avesse potuto da solo strozzare e impiccare un giovane di ventott'anni vigoroso più del normale; bisognava assolutamente che sua moglie, suo figlio Pierre e il Lavaysse e la serva lo avessero aiutato. Non s'erano mai lasciati un solo istante, la sera della fatale avventura. Ma anche questa supposizione era non meno assurda dell'altra: infatti, come mai una serva cattolica zelantissima avrebbe tollerato che degli ugonotti assassinassero un giovane allevato da lei, per castigarlo d'amare la religione di lei? Come mai il Lavaysse sarebbe corso apposta da Bordeaux per strangolare un amico del quale ignorava la pretesa
conversione? Come mai una tenera madre avrebbe alzato le mani sul suo figliolo? E come mai costoro avrebbero potuto strozzare un giovane forte come tutti loro messi insieme, senza una lotta lunga e violenta, senza grida atroci che avrebbero richiamato tutto il vicinato, senza ripetute percosse, senza lividi, senza abiti lacerati?
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La morte di Jean Calas - I
Postato da Grazia01 il Giovedì, 13 settembre @ 12:01:19 CEST (683 letture)
Testi e saggi di Voltaire I




Breve storia della morte di Jean Calas

Parte I

L'assassinio di Calas, consumato a Tolosa con la spada della giustizia, il 9 marzo 1762, è uno dei più singolari avvenimenti degni dell' attenzione nostra e dei posteri. La turba dei caduti in innumerevoli battaglie è presto dimenticata, non soltanto perché così vuole l'inevitabile fatalità della guerra, ma perché coloro che son morti in battaglia avrebbero potuto dar la morte ai loro nemici, non sono periti senza difendersi. Se pericolo e vantaggio sono pari, lo stupore cessa, persino la pietà si affievolisce; ma se un padre di famiglia innocente è consegnato nelle mani dell'errore, o della passione, o del fanatismo, se l'accusato non ha altra difesa che la sua virtù, se gli arbitri della sua vita facendolo sgozzare non rischiano altro che di sbagliarsi, se con una sentenza possono uccidere impunemente: allora la voce pubblica si fa sentire, ognuno teme per-sé; ci si avvede che nessuno
è sicuro della propria vita davanti a un tribunale istituito perché vegli sulla vita dei cittadini, e tutte le voci si uniscono per domandar vendetta.
In questo strano affare si trattava di religione, di suicidio, di parricidio: si trattava di sapere se un padre e una madre avevano strangolato il loro figlio per piacere a Dio, se un fratello aveva strangolato il suo fratello, se un amico aveva strangolato il suo amico, e se i giudici dovevano rimproverarsi di aver fatto morir sulla ruota un padre innocente oppure di aver risparmiato una madre, un fratello, un amico colpevoli.
Jean Calas, di sessantotto anni, da più di quaranta anni era negoziante a Tolosa, e tutti coloro che avevano vissuto con lui lo stimavano un buon padre. Era protestante, come la moglie e tutti i figli, salvo uno che aveva abiurato l'eresia, e il padre gli passava una piccola pensione. Sembrava così alieno dall' assurdo fanatismo che spezza tutti i legami sociali che approvò la conversione di suo figlio Louis Calas, e che da trent'anni teneva in casa una serva, cattolica zelante, che gli aveva allevati tutti i figli.
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Candido, o l'ottimismo, Voltaire
Postato da Grazia01 il Lunedì, 10 settembre @ 11:49:44 CEST (809 letture)
Testi e saggi di Voltaire I





Candido, o l'ottimismo (Candide, ou l’Optimisme in francese), talvolta Candido, ovvero l'ottimismo, spesso contratto in Candido, è un racconto filosofico di Voltaire che mira a confutare le dottrine ottimistiche quale quella leibniziana. Lo scrittore francese fu stimolato sicuramente dal terremoto di Lisbona del 1755 che distrusse la città, mietendo molte vittime. Voltaire scrisse prima un poema sul cataclisma (1756) e successivamente redasse il Candido (1759). Voltaire scrive il Candido in un periodo successivo a numerose persecuzioni nei suoi confronti che l’hanno portato sulla via di una visione disincantata del mondo.
Nonostante la presa d’atto dell’esistenza del male, non risulta, comunque, che Voltaire nel Candido esalti il pessimismo, quanto si limiti a stigmatizzare la pretesa di "vivere nel migliore dei mondi possibili", precetto su cui Leibniz montò il cardine della propria filosofia. Non a caso l'illuminista francese incarna nella figura del precettore Pangloss il filosofo tedesco, intento ad istruire il giovane Candido a vedere il mondo che lo circonda con ottimismo, sebbene si succedano in continuazione controversie e disavventure.
È citato anche da Leonardo Sciascia nel romanzo Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia del 1977.
La vicenda di Candido è stata musicata dal compositore americano Leonard Bernstein nell'operetta Candide.




Viveva in quei pressi un derviscio famosissimo, che aveva fama d'essere il maggior filosofo di Turchia. Andarono a consultarlo. Pangloss prese la parola, e disse: "Maestro, siam venuti a pregarvi che ci spieghiate perché sia stato creato un animale così bizzarro com'è l'uomo."
"Ma di che ti vai a impicciare?" disse il derviscio; "che te ne importa?"
"Ma, padre mio reverendo," osservò Candido, "v'è pur nel mondo una quantità spaventosa di mali."
"E che diavolo importano," rispose il derviscio, "i mali ed i beni? Quando Sua Altezza spedisce una nave in Egitto, si da ella forse pensiero se i topi che sono nella stiva stanno comodi o no?"
"E allora che dobbiamo fare?" domandò Pangloss.
"Tacere", rispose il derviscio.
"Io m'ero illuso" riprese Pangloss, "di poter ragionare un pochino con voi delle cause e degli effetti, del migliore dei mondi possibili, dell'origine del male, della natura dell'anima e dell'armonia prestabilita."
A questo il derviscio sbatté loro l'uscio in faccia.
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Parole di saggezza
Postato da Grazia01 il Domenica, 27 novembre @ 21:00:54 CET (950 letture)
Testi e saggi di Voltaire I




Saggezza


Mentre il ventunesimo secolo è già iniziato,
scopriamo che il mondo è diventato più piccolo
e che i popoli della terra formano quasi una sola comunità.
Ci uniscono i gravi problemi che abbiamo di fronte:
la sovrappopolazione, l'esaurimento delle risorse naturali
e una crisi ambientale che minaccia l'aria, l'acqua, gli alberi
e il vasto numero di meravigliose forme di vita
che costituiscono il reale fondamento dell'esistenza
su questo piccolo pianeta che condividiamo.
Io credo che per affrontare queste sfide dei nostri tempi,
gli esseri umani debbano sviluppare
un maggior senso di responsabilità universale.
Ognuno di noi deve imparare a lavorare non solo per se stesso,
per la propria famiglia o per il proprio paese,
ma per il beneficio di tutta l'umanità.
La responsabilità universale
è la vera chiave della sopravvivenza umana.


Dalai Lama




Niente ci informa meglio su noi stessi che vedere di nuovo davanti a noi
cose prodotte da noi anni prima, per cui abbiamo la possibilità di osservarci
come si osserva un oggetto.

Johann Wolfgang Goethe
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Oggi, 21 novembre è la festa degli alberi
Postato da Grazia01 il Lunedì, 21 novembre @ 15:12:06 CET (1606 letture)
Testi e saggi di Voltaire I



Facciamo respirare i nostri territori! 19, 20 e 21 novembre unisciti alle nostre iniziative lungo la Penisola: piantiamo nuovi alberi, i polmoni del Pianeta. Gli alberi sono i polmoni del Pianeta producono ossigeno e assorbono anidride carbonica, il loro ciclo vitale è indispensabile per la sopravvivenza di tutte le specie. Per questo ogni anno li celebriamo con tantissime iniziative lungo la penisola: piantiamo giovani alberi e arbusti di diverse specie, è il nostro contributo per compensare le emissioni CO2, difendere la biodiversità dei territori, riqualificare zone degradate nelle nostre città.

www.legambiente.it



Una festa dedicata tutta a loro, ai più affascinanti esseri vegetali, gli alberi di cui purtroppo ci accorgiamo pochissimo nella vita di tutti i giorni. Non vediamo quanto siano fondamentali per la nostra vita e per quella del pianeta: gli alberi producono frutti, ossigeno, legno, ombra e umidità atmosferica e danno cibo e riparo agli animali e agli insetti, oltre a rendere fertile e solido il terreno in cui vivono grazie all’azione delle radici. Ma fanno tutto questo in assoluto silenzio. Non si lamentano nemmeno quando li feriamo senza rimedio. Sapevate che un’altissima percentuale di alberi in città muore a causa delle ferite che le auto infliggono ai tronchi nei parcheggi?




Come è d'uso, in Casatea, non potevano mancare poesie loro dedicate.


Alberi

Alberi,
eravate frecce
cadute dall'azzurro?
Che terribili guerrieri vi scagliarono?
Sono state le stelle?

Le vostre musiche vengono dall'anima degli uccelli,
dagli occhi di Dio,
da una perfetta passione.
Alberi!
Le vostre radici rozze si accorgeranno
del mio cuore sotto terra?


Federico García Lorca
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Poesie, pensieri di Madre Teresa di Calcutta
Postato da Grazia01 il Sabato, 19 novembre @ 15:36:40 CET (939 letture)
Testi e saggi di Voltaire I
Poesie di Madre Teresa di Calcutta


dedicate a chi crede in Dio oppure nell'uomo, alla vita, all'amore









Dai il meglio di te...

L'uomo è irragionevole, illogico, egocentrico
NON IMPORTA, AMALO
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA' IL BENE
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici
NON IMPORTA, REALIZZALI
Il bene che fai verrà domani dimenticato
NON IMPORTA, FA' IL BENE
L'onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile
NON IMPORTA, SII FRANCO E ONESTO
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo
NON IMPORTA, COSTRUISCI
Se aiuti la gente, se ne risentirà
NON IMPORTA, AIUTALA
Da' al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci
NON IMPORTA, DA' IL MEGLIO DI TE









Trova il tempo..

Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell'anima.

Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell'eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti.

Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
E' la fonte della saggezza
E' la strada della felicità
E' il prezzo del successo.

Trova il tempo di fare la carità
E' la chiave del Paradiso.


(Iscrizione trovata sul muro
della Casa dei Bambini di Calcutta.)

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L'ascolto in poesia, pensieri e immagini
Postato da Grazia01 il Sabato, 12 novembre @ 15:53:21 CET (2405 letture)
Testi e saggi di Voltaire I
L'ascolto in pensieri e poesie




Parlare è un mezzo per esprimere se stessi agli altri.
Ascoltare è un mezzo per accogliere gli altri in se stessi.


Wen Tzu, testo classico taoista



Sapere ascoltare è una delle capacità più importanti che una persona possa avere.
E' vitale per chiunque voglia comunicare con altre persone.
La capacità di prestare ascolto è la più importante di tutte le doti di comunicazione.
Più importante dell' eloquenza. Più importante di una voce suadente.
Più importante ancora della facilità di scrittura.
E' proprio dalla buona capacità di ascoltare che inizia la comunicazione efficace.




Nell'Incontro,l'Armonia tra il Parlare e l'Ascoltare
può sostenere la Melodia della Vita.
Gli obiettivi raggiungibili ascoltando portano ad un arricchimento personale,
in un sostegno al nostro interlocutore perché trovi da solo
le risposte ai suoi problemi o entrambi contemporaneamente;
in tutti i casi conviene aspettare il proprio turno ascoltando e poi parlare.








Questa non è una poesia, ma una bellissima canzone.

Ascolta

"Se un temporale ti ha fermato sulla strada
in qualche posto in cui nessuno passa mai,
se un improvviso arcobaleno ti fa quasi pensare che quella è la firma di Dio,
ascolta il vento asciugare l'erba, senti cantare il sole.
Ascolta i vecchi che hanno voglia di ballare
e sopra un ponte le bugie di un pescatore
e le domande di un bambino appena nato che crede a qualunque risposta gli dai
Ascolta l'uomo e le sue distanze,
la fame e le speranze.
Nel primo traffico dell'aurora senti nell'aria la primavera,
ascolta, guarda respira.
Senti la gente svegliarsi piano,
fare l'amore anche con nessuno,
ascolta quello che siamo, quanto odiamo, quanto amiamo.
Quando lo stadio spegne i fari e va a dormire
ascolta i sogni che la gente porta via,
se la ragazza fra la pioggia e il marciapiede
t'insegna la sola canzone che sa,
ascolta l'acqua e la sua memoria, l'uomo e la sua miseria.
Ascolta quello che hai dentro al petto
e che non hai mai detto!
Prima di metter le mani addosso
a chi ti ha solo capito male,
ascolta dentro te stesso.
Senti pregare chi non ci crede
e le poesie di un carabiniere,
ascolta, fatti stupire, cambiare, guarire.
Ascolta quello che hai dentro al petto
e che non hai mai detto."




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Lacrime...pensieri e poesie
Postato da Grazia01 il Sabato, 05 novembre @ 11:45:54 CET (657 letture)
Testi e saggi di Voltaire I





Lacrime...pensieri e poesie.

Nella vita ci sono giorni pieni di vento e pieni di rabbia,
ci sono giorni pieni di pioggia e pieni di dolore, ci sono giorni pieni di lacrime;
ma poi ci sono giorni pieni d'amore che ci danno il coraggio
di andare avanti per tutti gli altri giorni.

Romano Battaglia




IL CASO

Solo che un qualche iddio vendicativo mi chiamasse
Dall'alto cielo, e irrimdesse: « Tu, creatura che soffre,
Sappi che il tuo dolore è il mio. diletto,
Che del tuo amore frustrato profitta il mio odio! »

Allora sopporterei, tenderei i nervi e morrei,
Rafforzato dal senso d'un'ira immeritata;
Mezzo racconsolato dal pensiero che un più potente di me
Avesse voluto e assegnato le lacrime ch'io piango.

Ma non così. Come accade che la gioia venga uccisa,
E perché avvizzisce la più dolce speranza mai seminata?
Il caso balordo s'oppone al sole e alla pioggia,
E il tempo biscazziere getta per allegria il dado d'un lamento...
Per questi giudici ciechi tanto valeva cospargere
Gioie lungo il mio cammino così come il dolore.

Thomas Hardy
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Poesie e pensieri sugli animali
Postato da Grazia01 il Sabato, 15 ottobre @ 19:41:19 CEST (886 letture)
Testi e saggi di Voltaire I
Poesie e non solo sugli








Mi piacciono i maiali.
I cani ci guardano dal basso.
I gatti ci guardano dall’alto.
I maiali ci trattano da loro pari.

Winston Churchill



Se prendi un cane che muore di fame e lo ingrassi,
non ti morderà.
E’ questa la differenza principale tra un cane e un uomo.

Mark Twain





ODE AL CANE
di Pablo Neruda


Il cane mi domanda
e non rispondo.
Salta, corre pei campi e mi domanda
senza parlare e i suoi occhi
sono due richieste umide, due fiamme
liquide che interrogano
e io non rispondo,
non rispondo perché
non so, non posso dir nulla.


In campo aperto andiamo
uomo e cane.
Brillano le foglie come
se qualcuno le avesse baciate
a una a una,
sorgono dal suolo tutte le arance
a collocare piccoli planetari
su alberi rotondi
come la notte, e verdi,
e noi, uomo e cane, andiamo
a fiutare il mondo, a scuotere il trifoglio,
nella campagna cilena,
fra le limpide dita di settembre.




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Buon anno!
Postato da Grazia01 il Venerdì, 31 dicembre @ 12:40:49 CET (1144 letture)
Testi e saggi di Voltaire I




Un anno che finisce, una pagina dello stesso libro ancora da scrivere,
cerchiamo di scriverla bene, mettiamoci cose belle e importanti,
è il giorno in cui si formulano i buoni propositi per l'avvenire
che poi si dimenticano o non si possono mantenere...
non mi pongo nessun proposito se non quello di essere più felice
e di essere ben cosciente dei momenti in cui lo sono,
è quello che auguro anche a voi



Niente è successo per caso, come niente succede mai per caso nella nostra vita. Solo che spesso non ci fermiamo mai a considerare quello che ci avviene, e così facendo perdiamo il senso vero delle cose. Ci sentiamo spesso un ingranaggio insignificante in una navicella che procede sola, senza senso e senza rotta, in uno spazio tanto infinito da inghiottirci...
E invece non è così. Tutte le storie sono legate tra loro.La nostra rotta ci appare allora quella che è davvero: un cerchio. E noi sappiamo che possiamo sempre partire, ma anche tornare, perché la meta del nostro viaggio è la stessa della nostra partenza. In un cerchio si può fare.

Anna Genni Miliotti




Che sia un buon inizio

All'inizio del nuovo anno
prego il Signore
di concedere la pace,
la concordia,
la tranquillità nell'ordine
e nel rispetto dei diritti
di ogni persona umana,
senza cui il mondo
non può avanzare
verso traguardi
di progresso e di civiltà

Giovanni Paolo II




La diligenza di Capodanno


Mezzanotte suonò sopra il villaggio
nella placida piazza solitaria...
le ore sobbalzano nell'aria
per la tacita volta senza raggio;
recava da lontano, intanto il vento
come un tintinnio garrulo d'argento,
e pel villaggio solitario; errare
un trotto di cavali si sentì;
un cavallo vicino, ecco nitrì
il gabellier si sporse per guardare;
qualche finestra ancor s'illuminò
e mezzanotte, lenta, risonò.
La diligenza a dodici cavalli
arriva con dodici signori.
e tutti, presto presto, venner fuori
con valige, con scatole, con scialli;
e il primo, un vecchio tremulo e bonario:
« Lode a Dio - esclamò - siamo in orario! »
Era il trentun dicembre ed era l'ora
che l'anno vecchio, curvo, se ne va,
nel mare eterno dell'eternità
svanisce, si disperde, si scolora,
mentre vanno per ville e per tuguri
baci e abbracci, brindisi e auguri.

Andersen
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AUGURI PER L'ANNO CHE VERRA' IN POESIA E NON SOLO...
Postato da Tony-Kospan il Venerdì, 31 dicembre @ 03:30:00 CET (841 letture)
Testi e saggi di Voltaire I







GLI AUGURI PER L'ANNO CHE VERRA' IN POESIA E NON SOLO
a cura di Tony Kospan





E' ormai finito un anno… che se ne sta andando dopo averci lasciato il suo bagaglio di cose positive e negative… come sempre… ed è giunto il momento quindi dell'altrettanto consueta attesa del nuovo anno…
Il rito dell'augurio e della speranza di un anno migliore si perpetua da sempre… in quanto è connaturato nell'uomo che… se non riuscisse a rinnovare le sue attese… i suoi progetti… i suoi sogni… si sentirebbe del tutto perso e demotivato… anche se poi ben sa che la vita nel nuovo anno difficilmente avrà un eccezionale cambiamento…
Certo l'attesa si concentra soprattutto per il primo giorno dell'anno… quasi come si trattasse di un mattino… che ci porti verso un buon giorno/buon anno… ed è su di esso che tutti concentriamo ogni festa…





Da giovane amante della poesia… intriso di pessimismo non amavo questo rito… e scrivevo…


AUGURI
Tony Kospan

Auguri!
Auguri! Auguri!
Parole
parole… parole…
vuote parole…
trite parole
cosa dite se non l'umana
fallace speranza
d'un domani migliore?


Ebbene… vi apparirà strano… ma sarà per gli anni… e per una certa consapevolezza della nostra reale condizione umana… o per un certo fatalismo… o grazie al mio amico sogno… ora sono più fiducioso (ed in fondo poi non costa nulla) verso il futuro, sebbene in senso realistico.





Dunque è questo rito di passaggio… antico e moderno… è questa speranza d'un domani migliore per tutti… il tema delle poesie che tratteremo stavolta…
Iniziamo con i simpatici e giocosi versi di Rodari… proseguiamo con l'affettuoso colloqio di Neruda con la Speranza…, con l'invito a vivere intensamente e profondamente la vita di Walcott, poi con un riflessivo augurio di Debruynne e terminiamo con il bellissimo sogno di Jayan Walter

Come sempre aspettiamo di leggere qui... quelle che amate voi...





L'ANNO NUOVO
Gianni Rodari

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.


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Buon Natale!
Postato da Grazia01 il Sabato, 25 dicembre @ 01:52:54 CET (894 letture)
Testi e saggi di Voltaire I






Bambino Gesù asciuga le lacrime dei fanciulli !
Accarezza il malato e l'anziano !
Spinge gli uomini a deporre le armi
e a stringersi in un universale abbraccio di Pace

Giovanni Paolo II




E' NATALE

E' Natale ogni volta che sorridi
a un fratello e gli tendi una mano.

E' Natale ogni volta che rimani
in silenzio per ascoltare l'altro.

E' Natale ogni volta che non accetti
quei principi che relegano gli oppressi
ai margini della società.

E' Natale ogni volta che speri
con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

E' Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.
E' Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri."


Madre Teresa di Calcutta

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IL NATALE IN POESIA… E… NON SOLO…
Postato da Tony-Kospan il Venerdì, 24 dicembre @ 19:45:08 CET (853 letture)
Testi e saggi di Voltaire I










IL NATALE IN… POESIA… E… NON SOLO…
a cura di Tony Kospan

Cari amici amanti della Poesia…
non possiamo non omaggiare questa festa
diffusa da duemila anni
su buona parte del nostro pianeta…
e che coinvolge centinaia di milioni di persone…





Festa di ricordi nel nostro cuore…
festa rivelatrice del vero amore…
festa di sogno d'un domani migliore
festa di sollievo per chi vive nel dolore





Dunque le poesie stavolta parleranno
del Natale… sì festa religiosa…
ma con antiche e nuove valenze anche laiche…





Ma passiamo alle poesie… prescelte stavolta…
e come sempre mi piacerebbe
leggere quelle che piacciono a voi…





L'AGNELLO BELAVA DOLCEMENTE
Juan Ramon Jimenez

L’agnello belava dolcemente.
L’asino, tenero, si rallegrava
in un caldo richiamo.
Il cane latrava,
quasi parlando alle stelle…
Mi destai. Uscii. Vidi come
celesti nel suolo
fiorito
come un cielo
capovolto.
Un alito tiepido e dolce
velava il bosco;
la luna andava declinando
in un tramonto d’oro e di seta,
che sembrava un ambito divino…
Il mio petto palpitava,
come se il cuore avesse avuto vino…
Aprii la stalla per vedere se
era lì.
C’era!

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LA FELICITA' IN POESIA (ED UN ANNIVERSARIO)
Postato da Tony-Kospan il Domenica, 05 dicembre @ 01:40:34 CET (1740 letture)
Testi e saggi di Voltaire I








LA GIOIA… LA FELICITA'… POESIE E NON SOLO
(E L'ANNIVERSARIO DI QUESTO GENERE DI POST)
a cura di Tony Kospan

Cari amici amanti come me della poesia permetettemi per un attimo di ricordare che questo è il
7° anniversario
di questo genere di post dedicati alle poesie a tema.





Nacque, quella prima domenica del dicembre 2003 in me l’idea di un post augurante una felice domenica in poesia a tutti gli amici virtuali…

Eccolo… ora… quel 1° post… che oggi fa sorridere ma che allora era quasi una rarità…








UNA BELLA POESIA PER UNA BELLA DOMENICA

Pericoloso e tenero il volto dell’amore
Prevert

Pericoloso e tenero
il volto dell’amore
m’è apparso la sera
d’un lunghissimo giorno
Forse era un arciere
con l’arco
o un musicante
con l’arpa
Non so più
Non so niente
La sola cosa che so
è che mi ha feri to
forse con una freccia
forse con una canzone
La sola cosa che so
è che mi ha ferito
ferito al cuore
ferito per la vita
E come brucia
la ferita dell’amore.

Ciao da Orsosognante








Certo questo genere di post ne ha fatta di strada… diventando sempre più ampio e completo nel corso di questi 7 anni… arricchendosi sempre di più di presentazione,
poesie, immagini e musiche.

Ora, scusatemi, con un pò di immodestia intendo ricordare quel momento, e perché no… festeggiarlo… insieme a voi… perché è proprio grazie a voi che col vostro calore e la vostra partecipazione avete fatto sì che continuassimo su questo… poetico percorso.





Come festeggiare? Bè dedicando il tema di questa domenica proprio alla… gioia… alla felicità… sentimenti e momenti che riescono a dare suoni, profumi e colori ai nostri giorni… aiutandoci a vivere meglio…

Quelle scelte per questo 7° anniversario sono poesie di vari e noti autori ma desidero segnalare l'INNO ALLA GIOIA che, musicato da Beethoven, è anche l'inno dell'Europa.





LA GIOIA
Emily Dickinson

La Gioia è la Brezza
Che ci solleva da Terra
E ci lascia in un altro posto
Di cui non sappiamo le regole
- Non ci rimanda, ma dopo un po'
Noi sobriamente scendiamo
Un po' più nuovi per quel momento
Su un Suolo Incantato -





FELICITA' RAGGIUNTA, SI CAMMINA
Eugenio Montale

Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
e' dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case


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Felicità e gioia, il tema di questa domenica
Postato da Grazia01 il Sabato, 04 dicembre @ 23:03:59 CET (765 letture)
Testi e saggi di Voltaire I


Felicità e gioia, l'argomento di questa domenica

e auguri a Tony Kospan che festeggia il settimo anniversario delle

"poesie a tema"






"Perché è così che ti frega la vita.
Ti piglia quando hai ancora l'anima addormentata e
ti semina dentro un'immagine, o un odore,
o un suono che poi non te lo togli più.
E quella lì era la felicità.
Lo scopri dopo, quando è troppo tardi."

Alessandro Baricco





"La felicità è una condizione di equilibrio perfetto
tra la realizzazione delle nostre aspirazioni
e quanto gli altri ci chiedono."

Giusto Ferronato






Ride su me la primavera.


Ride su me la primavera. Tornano
le rondini, si sa. Volano via
via le parole degli amici stolti.
Ritornano, per me, ora le antiche
parole dell'amore. In te, fanciullo,
splendono. Giuocano nei tuoi passi
incerti. Ma certa in me cammina
solitaria e tranquilla la felicità.


Sandro Penna





Cosa e parola

Felicità, cosa che sa d'amaro,
parola che si lascia dire e ride,
fior che fiorisce come un frutto raro,
gioia che il cuor sopisce e non uccide;
felicità, larva di donna, riso
di donna, occhio di donna, ombra di donna,
seppi io forse il tuo gran rombo improvviso,
rabbrividii nel tuo bacio che assonna?
E se la stringo al mio cuore soave
la chiave della mia casa solinga,
felicità, forse t'ho chiusa a chiave,
fior, gioia, donna, ombra, infelicità?

Marino Moretti

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LA NOTTE IN POESIA E NON SOLO...
Postato da Tony-Kospan il Domenica, 21 novembre @ 01:52:04 CET (896 letture)
Testi e saggi di Voltaire I








LA NOTTE IN... POESIA E NON SOLO
by Tony Kospan

Care amiche ed amici, come già accennato, concludiamo la trilogia con le poesie che ci parlano della NOTTE ...

La notte è quella parte del giorno oscura... ovattata e silenziosa... dedicata sì al riposo ed alla ricarica delle energie spese durante il giorno... ma anche quella in cui raggiungono la massima intensità... i nostri pensieri... ricordi... sogni... desideri... etc...e per questo spesso amata o detestata...





Eh sì la notte può esser fonte di grandi gioie o di grandi dolori... a seconda dello stato d'animo o delle situazioni che viviamo.

Tornando alle poesie, di belle sul tema ce ne sono davvero migliaia..., e la selezione è stata dunque difficilissima... non volendo ripetermi con quelle molto note di Pavese, Dickinson, Bronte, Neruda, Lorca... etc. e volendo selezionare solo cinque per non tediare il lettore virtuale notoriamente amante di post brevi.





In esse saranno evidenti le opposte emozioni di cui parlavo prima...

Come sempre spero che siate voi ad aggiungerne altre... sia vostre che di altri autori.





E' NOTTE
Giusy Maugeri

E' notte sul mondo
sulle anime in pena
sui respiri più lenti
sui pensieri strappati dal cuore
E’ notte e non dormo
osservo la luna
lei gioca e sorride
alle stelle vicine
continua a brillare
noncurante dell’oggi
del domani
di ieri…
E’ notte
sulle incertezze sopite
fra bianchi cuscini
sulle paure oscurate
da palpebre chiuse
Ed è ancora notte
su incoscienti sorrisi
accarezzati dai sogni
inconsapevoli ebbrezze
regalate da Morfeo
amico instancabile
compagno di tutta la vita
che rinnova promesse d’amore
e ridipinge a colori
i quotidiani grigiori





IN SEGRETO, DI NOTTE
Else Lasker-Schuler

In segreto, di notte
Io t'ho prescelto fra tutte le stelle.
E sono sveglia - fiore
attento,
fra il canto basso del fogliame.
Le nostre labbra per cercare miele,
le nostre notti lucenti sbocciate.
Alla luce gloriosa del tuo corpo il mio cuore
accende i cieli.
Tutti i miei sogni pendono al tuo oro.
Io t'ho prescelto fra tutte le stelle

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La notte è il tema poetico di questa domenica
Postato da Grazia01 il Venerdì, 19 novembre @ 22:03:41 CET (940 letture)
Testi e saggi di Voltaire I


Il tema di questa domenica è

*







LA NOTTE BELLA


Quale canto s'è levato stanotte
che intesse
di cristallina eco del cuore
le stelle

Quale festa sorgiva
di cuore a nozze

Sono stato
uno stagno di buio

Ora mordo
come un bambino la mammella
lo spazio

Ora sono ubriaco
d'universo

Giuseppe Ungaretti







Nella notte profonda
si consumano le stelle.
Un dolore m'innonda:
un amor di cose belle.

Sandro Penna
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LA SERA IN POESIA... IL TEMA DI TONY KOSPAN
Postato da Tony-Kospan il Domenica, 14 novembre @ 01:31:27 CET (2236 letture)
Testi e saggi di Voltaire I








LA SERA IN POESIA... IL TEMA DI TONY KOSPAN
by Tony Kospan

Cari amici della poesia… dopo aver trattato il tema dell'alba… stavolta affronteremo il tema della sera e la prossima settimana, concludendo la trilogia, quello della notte.

Vi domanderete. Ma perché saltiamo il giorno?
Il motivo è semplice. Non ci sono molte grandi poesie sul pieno giorno…





Il giorno infatti, con le sue concrete e pratiche occupazioni…, i suoi ritmi ed il suo tran tran… non ci porta a fermarci a pensare… a sognare… a poetare…

Il tema è la sera dunque… che in questo periodo dell'anno…accorciandosi il giorno sempre di più… ci fa compagnia molto più a lungo…





La sera rappresenta anche il momento di riposo dopo le fatiche del giorno… e dell'incontro familiare… sul quale ormai però incombe la tv… il pc…

Oggi in verità ci stiamo abituando a vivere intensamente anche di notte…ma il tramonto e la sera conservano intatto il loro fascino.





Le poesie sul tema sono tantissime per cui non potendole postare tutte ed avendone postate, negli anni scorsi,di Foscolo , Byron, Neruda, Cardarelli, Baudelaire… etc etc…ho selezionato queste altre che pure mi affascinano, ciascuna a suo modo.

Come sempre mi piacerebbe leggere quelle, vostre o degli autori che amate, che piacciono a voi…

Le immagini sono tutte di Claude Théberge inconfondibile artista franco canadese (Quebec), che mi è sempre piaciuto molto, scomparso nel 2008.





TERRAZZA
Vittorio Sereni

Improvvisa ci coglie la sera.
Più non sai
dove il lago finisca;
un murmure soltanto
sfiora la nostra vita
sotto una pensile terrazza.
Siamo tutti sospesi
a un tacito evento questa sera
entro quel raggio di torpediniera
che ci scruta poi gira se ne va.





IL TRAMONTO DEL SOLE
G. Lorca

Il sole è tramontato.
Gli alberi
meditano come statue.
Ormai il grano è falciato.
Che tristezza
le norie ferme!
Un cane campagnolo
vuole mangiarsi Venere,
e le latra.
Splende sul suo campo di pre-bacio
come una grande mela.
Le zanzare
- Pegasi della rugiada -
volano nell'aria calma.
La Penelope immensa della luce
tesse una notte chiara.
“Figlie mie, dormite, viene il lupo”,
le pecorelle belano.”
è arrivato l'autunno, compagne?”
dice un fiore avvizzito.
A momenti verranno i pastori coi loro nidi
dalla sierra lontana!
Giuocheranno le bambine sulla porta
della vecchia casa,
e ci saranno strofe d'amore

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La sera è il tema che proponiamo questa domenica
Postato da Grazia01 il Sabato, 13 novembre @ 21:21:07 CET (824 letture)
Testi e saggi di Voltaire I

Il tema poetico di questa domenica è


*

Le immagini sono di Gustavo POBLETE Catalan, pittore cileno (1915 - 2005)
Professore di Disegno alla Facoltà delle Belle Arti Università del Cile



Viene la sera. lo catturo un odore
di corpo e d'erba. E il mio giorno è in amore.

Sandro Penna







Questa sera

Le faville che danzano
nelle tue pupille
mi trafiggono
con piccole infinite
grida di gioia
Sono come uccelli migratori
al crepuscolo
infiammato del cielo
contro il blù infinito
dei tuoi occhi
Anche quando non parli
io sono parte del tuo
universo
piccolo ed infinito
diviso e fuso
con tutta la mia felicità

Felice Pagnani






UNA SERA DI SAN PIETRO

Ricordo. Fulvo il sole tra i rossi vapori e le nubi
calde al mare scendeva, come un grande clipeo di rame
che in barbariche pugne corrusca ondeggiando, poi cade.
Castiglioncello in alto fra mucchi di querce ridea
da le vetrate un folle vermiglio sogghigno di fata.
Ma io languido e triste (da poco avea scosso la febbre
maremmana, ed i nervi pesavanmi come di piombo)
guardava a la finestra. Le rondini rapide i voli
sghembi tessevano e ritessevano intorno le gronde,
e le passere brune strepïano al vespro maligno.
Brevi d'entro la macchia svariavano il piano ed i colli,
rasi a metà da la falce, in parte ancor mobili e biondi.
Via per i solchi grigi le stoppie fumavano accese:
or sí or no veniva su per le aure umide il canto
de' mietitori, lungo, lontano, piangevole, stanco:
grave l'afa stringeva l'aër, la marina, le piante.
Io levai gli occhi al sole - O lume superbo del mondo,
tu su la vita guardi com'ebro ciclope da l'alto! -
Gracchiarono i pavoni schernendomi tra i melograni,
e un vipistrello sperso passommi radendo su 'l capo.

Giosuè Carducci
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L'alba in poesia e non solo...
Postato da Grazia01 il Domenica, 07 novembre @ 14:49:18 CET (713 letture)
Testi e saggi di Voltaire I



Il tema poetica di questa domenica





...che questi siano i vostri desideri:
destarsi all'alba con un cuore alato
e rendere grazie per un altro giorno d'amore...

Kahlil Gibran






Alba autunnale

Perfette sagome nere
di alberi infreddoliti
si stagliano
sullo sfondo dorato,
pennellate di nuvole violette
galleggiano nell'aria
sopra un mare sonnolento
dai riflessi d'argento.
Malinconici gabbiani salutano,
nel loro bianco volteggiare,
il sole che rinasce,
mentre il cielo
si scolora
in delicate sfumature
rosa pallido.

Rita Poddesu







Alba



Odoravano i fior di vitalba
per via, le ginestre nel greto;
aliavano prima dell'alba
le rondini nell'uliveto.
Aliavano mute con volo
nero, agile, di pipistrello;
e tuttora gemea l'assiolo,
che già spincionava il fringuello.
Tra i pinastri era l'alba che i rivi
mirava discendere giù:
guizzò un raggio, soffio su gli ulivi;
virb...disse una rondine; e fu
giorno: un giorno di pace e lavoro,
che l'uomo mieteva il suo grano,
e per tutto nel cielo sonoro
saliva un cantare lontano.

Giovanni Pascoli
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MALINCONIA - POESIE E NON SOLO
Postato da Tony-Kospan il Domenica, 24 ottobre @ 00:21:35 CEST (3843 letture)
Testi e saggi di Voltaire I







LA MALINCONIA IN POESIA… E NON SOLO…
a cura di Tony Kospan

L'autunno è per definizione la più malinconica delle stagioni… perché arriva con le foglie cadenti… le giornate più corte… dopo il massimo splendore della natura donatoci dall'estate, dopo le promesse della primavera e prima del buio dell'inverno.

Ma cos'è la malinconia?

La parola viene dal greco antico e vuol dire “bile nera” (dal greco “melaina” = scuro e ”cholè” = bile).



Louis Jean Francois Lagrenee - La malinconia

Ma veniamo al suo significato odierno…

Essa può esser definita un sentimento… di leggera tristezza priva di un’origine o motivazione precisa… che talvolta ci invade… ci prende… ci avvolge… come per la mancanza o il desiderio di qualcosa… di qualcuno… ma imprecisato… al contrario della nostalgia che invece è rimpianto per l'assenza di un qualcosa ben individuabile…

A mio parere, se non porta ahimé alla depressione, può esser una dolce nostalgica amica… un momento di pausa…un terreno di coltura fertile che ci porterà poi a nuova vita… a nuove esperienze… a nuove emozioni

Essa è sì collegata alla fugacità ed imperfezione della nostra vita, allo scorrer inesorabile del tempo, ma porta ad una tale tensione emotiva che riesce a donare la massima ispirazione in tutte le forme d'arte ed in primis alla poesia…



Jean-Baptiste Camille Corot - La malinconia

Secondo alcuni la poesia sarebbe indissolubilmente ad essa incatenata ed arrivano ad affermare che senza la malinconia non esisterebbe la poesia.

Personalmente ritengo che certamente essa incida e molto ma non in modo così assoluto
essendo immenso e variegato il mondo della poesia.

Dunque è la malinconia il tema che tratteremo stavolta… in poesia immagini… tutte d'arte… e musiche… e come sempre mi piacerebbe leggere le poesie… ma anche le riflessioni o quant'altro v'ispiri il tema.



Munch - La malinconia


VEDER CADERE LE FOGLIE
N. Hikmet

Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
Soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno,
una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno,
non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d'accordo
con gli uomini e con me stesso.
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
dei viali d'ippocastani.

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La malinconia in poesia...
Postato da Grazia01 il Sabato, 23 ottobre @ 20:58:38 CEST (1619 letture)
Testi e saggi di Voltaire I
Il tema poetico by Tony Kospan è la








La malinconia, una sensazione difficile da descrivere. Arriva improvvisa spesso senza una ragione precisa, anche se non sei solo, anche se fino a un momento prima sorridevi. Nasce da un pensiero, sentendo una musica che risveglia un ricordo, un evento, una persona, guardando una fotografia, nella scia di un profumo, di un aroma, di una situazione. E’ la percezione della mancanza di qualcosa dentro. Raramente è solo tristezza, la malinconia è anche un’emozione dolce che talora accompagna l’amore .




Malinconia

Nient'altro
che gelo
e passi metallici.

Sul cuore
le tue mani adunche,
i giorni ,

e negli occhi
la notte lunga.

Carlo Bramanti






La mia malinconia è tanta e tale.

La mia malinconia è tanta e tale,
ch'i' non discredo che, s'egli 'l sapesse
un che mi fosse nemico mortale,
che di me di pieta non piangesse.
Quella, per cu' m'aven, poco ne cale:
ché mmi potrebbe, sed ella volesse,
guarir 'n un punto di tutto 'l mie male,
sed ella pur " I' t'odio " mi dicesse.
Ma quest' è la risposta c'ho da llei:
ched ella no mmi vòl né mal né bene,
e ched i' vad' a ffar li fatti mei,
ch'ella non cura s'i' ho gioi' e pene,
men ch'una paglia che lle va tra' piei.
Mal grado n'abbi' Amor, ch'a lle' mi diène.

Cecco Angiolieri
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IL VINO IN POESIA E NON SOLO... IL TEMA DI TONY KOSPAN
Postato da Tony-Kospan il Domenica, 10 ottobre @ 00:16:06 CEST (1622 letture)
Testi e saggi di Voltaire I







IL VINO IN POESIA E… NON SOLO…
a cura di Tony Kospan

Care amiche ed amici stavolta affronteremo un tema che s’intona perfettamente con questo mese.

Il rapporto tra vino e poesia è stato sempre stretto sin dai tempi più antichi...come ci mostra questa strofa di quasi 3000 anni fa





IL VINO
Omero
Il vino mi spinge
il vino folle
che fa cantare anche l’uomo più saggio
e lo fa ridere mollemente
e lo costringe a danzare
e tira fuori la parola
che sta meglio non detta





Come la poesia il vino è cultura... cultura millenaria...
Come il vino la poesia per esser sublime... dev'esser genuina...
Come la poesia il vino è vita... sia per chi lo produce che per chi se ne nutre
Come il vino la poesia... porta al dialogo...
Come la poesia il vino... è capace di colorare la vita...

Simpaticissimo e sintetico è poi questo brindisi veneziano del XIV SECOLO che ci dice di bere senza problemi se vogliamo... andar in Paradiso





Chi ben beve ben dorme,
chi ben dorme mal no pensa,
chi mal no pensa mal no fa.
Chi mal no fa in Paradiso va.
Ora ben bevè che el Paradiso avarè…





Anche la moderna medicina dà grande importanza al vino…
(ovviamente sempre bevuto con moderazione).

E' incredibile il numero delle poesie che direttamente o indirettamente parlano del vino e del suo mondo...

Queste che seguono sono quelle ho prescelto stavolta e mi piacerebbe leggere quelle che sul tema amate voi...



SONETTO AL VINO
Jorge Luis Borges

In quale regno o secolo
e sotto quale tacita
congiunzione di astri,
in che giorno segreto
non segnato dal marmo,
nacque la fortunata
e singolare idea
di inventare l’allegria?
Con autunni dorati
fu inventata.
Ed il vino
fluisce rosso
lungo mille generazioni
come il fiume del tempo
e nell’arduo cammino
ci fa dono di musica,
di fuoco e di leoni.
Nella notte del giubilo
e nell’infausto giorno
esalta l’allegria
o attenua la paura,
e questo ditirambo nuovo
che oggi gli canto
lo intonarono un giorno
l’arabo e il persiano.
Vino, insegnami come vedere
la mia storia
quasi fosse già fatta
cenere di memoria.
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Il vino è il tema poetico di questa domenica
Postato da Grazia01 il Sabato, 09 ottobre @ 18:59:26 CEST (749 letture)
Testi e saggi di Voltaire I



Il tema poetico di questa domenica è il







IL VINO ELEVA L'ANIMO ED I PENSIERI
E LE INQUIETUDINI ALLONTANANO DAL CUORE DELL'UOMO

PINDARO

...mentr'ella sola, piangeva dolendosi
dell'abbandono, l'abbracciò Bacco
e le porse soccorso...

Ovidio, Le Metamorfosi





Ode al vino

Ho coppe di cristallo, amore
e baci nascosti nelle tasche,
voglio inebriarmi
di vino e di passione
perdendomi nella luce
del tuo sguardo.
Mi hai fatto dono
di una veste nuova,
da te intessuta
con carezze e sogni,
la indosserò
sopra il mio corpo nudo
e sarò un'arpa
sotto le tue dita.
Dolce Dioniso,
sarò la tua Arianna,
cospargimi di vino
e del tuo ardore,
sarà delirio, ebbrezza,
e rapimento, non far cessare
questo nostro oblio.
Afferra il tempo
e stringilo nel pugno
perché l'incanto
non debba mai finire.

di Mara Faggioli
1° premio al Concorso "Ode al Vino"
del Comune di Montespertoli
e 1° premio al Concorso Letterario
"Città di Colonna" in provincia di Roma





ODE AL VINO

Vino color del giorno,
vino color della notte,
vino con piedi di porpora
o sangue di topazio,
vino,
stellato figlio
della terra,
vino, liscio
come una spada d’oro,
morbido
come un disordinato velluto,
vino inchiocciolato
e sospeso,
amoroso,
marino,
non sei mai presente in una sola coppa,
in un canto, in un uomo,
sei corale, gregario,
e, quanto meno, scambievole.


Amor mio, d’improvviso
il tuo fianco
è la curva colma
della coppa
il tuo petto è il grappolo,
la luce dell’alcol la tua chioma,
le uve i tuoi capezzoli,
il tuo ombelico sigillo puro
impresso sul tuo ventre di anfora,
e il tuo amore la cascata
di vino inestinguibile,
la chiarità che cade sui miei sensi,
lo splendore terrestre della vita.

Pablo Neruda
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I RICORDI IN POESIA... IL TEMA DI TONY KOSPAN
Postato da Tony-Kospan il Sabato, 11 settembre @ 23:27:34 CEST (1280 letture)
Testi e saggi di Voltaire I







I RICORDI IN... POESIA
Il tema di Tony Kospan

I ricordi sono il nostro passato... sono la nostra storia scritta nel libro della nostra mente... o... se piace di più... sono gioielli e cianfrusaglie conservate nello scrigno del nostro cuore.

Sono belli e brutti per tutti... ma nel contempo utili... anche i più dolorosi... in quanto possono aiutarci a comprendere il presente ed ad evitar di ripetere eventuali errori.



I ricordi più belli possono poi... insieme ai sogni... aiutarci a superare i momenti più difficili ed a non perdere la rotta della nostra vita.

Dunque sono da conservare sempre perché la loro perdita ci lascerebbe in balia degli eventi e senza capacità di discernimento.





I ricordi... d'amore... d'infanzia... etc... contenendo una bella dose di emozioni hanno sempre affascinato i poeti che ne hanno parlato nei modi più vari come anche queste 5 poesie, da me prescelte tra le tante, ci mostrano.

Come sempre mi piacerebbe leggere quelle che, sul tema, amate voi.






LA FIERA
Corrado Govoni

Non ricordi la turbinante fiera?
I pagliacci e la giostra coi lumini?
Tutto fu bello, musica e lustrini,
solo al ritorno nella buia sera.
Tu pedalavi vaporosa in avanti,
ed io a volo dietro il tuo cappello,
come in un delizioso carosello
mosso da Dio sol per noi amanti.
Sull’erba della darsena intrecciammo
le nostre impolverate biciclette
come in gelosa lotta due caprette.
Sul loro esempio, muti, ci avvinghiammo.
E quando entrammo a piedi dalla porta
tra gli sguardi dei pochi curiosi
composti e seri come vecchi sposi,
la città non mi parve più così morta.
I baci nella sera freddolina
riscaldato mi avevano d’amore,
dandomi dei sussulti dolci al cuore
come quei colpi, là, di carabina.
Ed io ti vedevo in un barbaglio,
per effetto dei tuoi baci brucianti,
sotto le stelle, strane e doloranti,
come le bianche pipe del bersaglio.







IN ME IL TUO RICORDO
Vittorio Sereni

In me il tuo ricordo è un fruscio
solo di velocipedi che vanno
quietamente là dove l'altezza
del meriggio discende
al più fiammante vespero
tra cancelli e case
e sospirosi declivi
di finestre riaperte sull'estate.
Solo, di me, distante
dura un lamento di treni,
d'anime che se ne vanno.
E là leggera te ne vai sul vento,
ti perdi nella sera.
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Il tema di questa domenica sono i ricordi
Postato da Grazia01 il Sabato, 11 settembre @ 22:24:36 CEST (704 letture)
Testi e saggi di Voltaire I




Il tema di questa domenica sono





Di regola non amo i memoriali moderni.
Sono generalmente scritti da gente che o ha perso la memoria,
o non ha mai fatto nulla che valga la pena di ricordare.

Oscar Wilde






Il bacio colpisce come la folgore,
l'amore passa come un temporale,
poi la vita torna a calmarsi come il cielo
e ricomincia come prima.
Si può ricordare una nuvola?



RICORDO IL TEMPO


Ricordo il tempo ch'ero monello,
non mi lamento d'esser stato così
correva pei boschi la voce del fiume
ed io vi tuffavo la mia giovinezza
cantando.
A piedi scalzi
coglievo la rugiada nei campi,
bagnavo i miei occhi
nella dolcezza delle cose nuove.

Bartolomeo Di Monaco





Ora

Un cuore straniero conobbi
che tutti i ricordi posò
in riva al mare ,
e fu l'incanto.

Ora lascerò
che la luna affondi
nell'orma d'un cane pazzo ,
che l'arcobaleno
rischiari coi suoi mille spettri
la casa vuota :
ora ho insabbiato il vento ,
e tutto quel cerco
annuncia
un giorno caldo .

Carlo Bramanti


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L'ESTATE... POESIE E NON SOLO... BY TONY KOSPAN
Postato da Tony-Kospan il Domenica, 15 agosto @ 00:14:40 CEST (1559 letture)
Testi e saggi di Voltaire I









L'ESTATE IN POESIA E NON SOLO...
a cura di Tony Kospan

Stavolta il tema delle poesie è
la calda stagione che stiamo vivendo...

Certo ne abbiamo già parlato solo qualche mese fa...
ma allora solo come attesa... sogno...
ora che la stiamo vivendo in pieno...,
ed anzi siamo proprio nel clou ferragostano
parleremo proprio di lei... ,
della calda... caldissima... infuocata...
E S T A T E





Per onor del vero leggo che al centro ed al nord
della nostra penisola il tempo è brutto... anzi molto brutto...
ma mi auguro che sia solo una parentesi...
e che poi torni a brillare il sole... anche lì...

Il tema estate... è sempre stato molto gettonato dai poeti e gareggia con quello dell'autunno per numero e bellezza di poesie...per il secondo posto in un'ideale classifica delle stagioni in poesia dopo la "mitica" primavera.





Per questo non ho avuto difficoltà a sceglierle tutte diverse da quelle dell'anno scorso...

Son tutte poesie d'autori noti e mi piace segnalare quella di Hesse che mi appare un ampio... vivace...poetico affresco dell'atmosfera dell'estate...

E' con esse quindi che vi auguro una bellissima... domenica... di ferragosto... e come sempre mi farebbe piacere leggere le poesie... estive... che piacciono a voi...





NOTTE D'ESTATE
A Machado

E’ una bella notte d’estate.
Tengono le alte case
aperti i balconi
del vecchio paese sulla vasta piazza.
Nell’ampio rettangolo deserto,
panchine di pietra, evonimi ed acacie
simmetrici disegnano
le nere ombre sulla bianca arena.
Allo zenit la luna, e sulla torre
la sfera dell’orologio illuminata.
Io in questo vecchio paese vo passeggiando
solo, come un fantasma.





ESTIVA
- Vincenzo Cardarelli -

Distesa estate ,
stagione dei densi climi
dei grandi mattini,
dell'albe senza rumore-
ci si risveglia come in un acquario-
dei giorni identici,astrali,
stagione la meno dolente
d'oscuramenti e di crisi,
felicità degli spazi,
nessuna promessa terrena
può dare pace al mio cuore
quanto la certezza di sole
che dal tuo cielo trabocca;
stagione estrema,che cadi,
prostrata in riposi enormi;
dai oro ai più vasti sogni,
stagione che porti la luce
a distendere il tempo
di là dai confini del giorno,
e sembri mettere a volte
nell'ordine che procede
qualche cadenza dell'indugio eterno.

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I DESIDERI... IN POESIA E NON SOLO
Postato da Tony-Kospan il Sabato, 07 agosto @ 23:46:34 CEST (987 letture)
Testi e saggi di Voltaire I









I DESIDERI... IN POESIA E NON SOLO
a cura di Tony Kospan

Care amiche ed amici amanti come me della poesia eccoci anche ora che siamo ormai nel clou dell'estate con questo tradizionale appuntamento...

Stavolta parliamo di qualcosa che sarà per le vacanze... per il clima... l'atmosfera... etc etc... in questo periodo frequentemente fa visita al nostro cuore...
IL DESIDERIO.





Sappiamo bene che il... desiderio è la molla che ci spinge a conquistare un oggetto...
un risultato... una meta... un amore... etc ...

Ora prima di passare alle poesie parliamo dell'origine della parola.
Pochi sanno che "desiderio" deriva dal latino ed è parola composta dalla particella "de" con valenza privativa e cioè "senza" e "sidus/sideriis" vale a dire costellazione... "stella"...





Dunque il significato originario e letterale è "mancanza di stella" e dunque mancanza di qualcosa che fa perdere il nostro orientamento.

Col tempo il significato si è evoluto nel senso di "impulso volitivo diretto a un oggetto esterno, materiale o immateriale, di cui si desidera il possesso".





Da un altro punto di vista però esso è... già attesa... visione... assaggio della felicità...
ed anzi è spesso in tal modo esso stesso... la felicità...

Ed infatti quando abbiamo raggiunto l'oggetto desiderato... ecco nascere immancabilmente... un... nuovo desiderio

Vediamo dunque come le poesie da me prescelte ce ne parlano... e come sempre mi farebbe piacere leggere sul tema poesie vostre o che vi piacciono.





DESIDERIO
Raffaella Cosentino

Voglio correre
oltre il buio
e smarrirmi nella luce.
Voglio bere
la rugiada delle foglie
e bagnarmi di un sorriso.
Vosglio ascoltare Brahms
e danzare
con l'anima in delirio.
Voglio raccogliere
un grappolo di stelle
e appenderlo
alla porta del tempo.
Voglio scrivere
una canzone d'amore
e ascoltarla
nella voce del silenzio.
Voglio rimanere
me stessa
nella folle corsa
dei miei giorni,
pagine bianche
da riempire a matita....





DESIDERI
Baldo Bruno

Desideri
Farfalle che si fermano su idee annebbiate
Uccelli stridenti nel cielo della mente
fantasie
forme brillanti di altre dimensioni
Il cuore li cerca
sogni
singhiozzi di fantasia
con gli occhi lucenti nell'immensità
Sospiri
come nella notte fiori impotenti
in attesa della luce
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I desideri...in poesia e non solo
Postato da Grazia01 il Sabato, 07 agosto @ 21:14:41 CEST (647 letture)
Testi e saggi di Voltaire I








I filosofi, sin dalle origini della filosofia,
si sono domandati quale spazio dare ai desideri.
Le risposte sono molto variegate.




Dentro il Fedone, Platone espone l'idea di una via ascetica,
o di come l'uomo debba lottare
contro i desideri turbolenti del proprio corpo;
i cirenaici, al contrario,
fanno della soddisfazione di tutti i desideri il bene supremo.
Tutte queste riflessioni conducono a stabilire numerosi distinguo,
come per esempio fa Epicuro.
La morale epicurea è una morale che mette al centro
i concetti di piacere come bene, e del dolore come il male.
Per aspettarsi il benessere (l'atarassia),
l'epicureo deve applicare le regole del "quadruplo rimedio":

- gli dei non devono essere temuti;
- la morte non deve essere temuta dato che quando ci siamo noi, e vicevera.
- il dolore viene facilmente soppresso, oppure si muore;
- il benessere è facile da ottenere.




Ho puntato la brama in ogni luogo.
Sotto la pioggia ho perduto il mio seme.
Ora si gonfia il fiume e in me fiorisce
- straripa il fiume - un desiderio nuovo.


Sandro Penna





DESIDERIO

Un unico sogno giace
dipinto alla finestra
il vento vi s'increspa
socchiudendo gli occhi.
Un'unica immagine
sovrana dal mio nascondiglio
e buia come il nero notturno
fa inchini falsi alle mie luci.

Ilaria Buccedi




Bagna le tue labbra di desiderio


Immergiti, Bàgnati nel nostro ruscello -
rio di vita dal seno
della generosa terra - Mater nostra

Avvolgiti , Bàgnati nella vivida luce -
quotidiano presente
dello splendido Sole... .Pater noster

Cospargi il tuo corpo , il tuo viso
di perle di liquida luce!

Bagna le tue labbra,
nunzie di fonde idee
e cristalline risate.

Bàgnale di acqua , di latte , di vino
Bàgnale di desiderio!

E quando avrò varcato il limite,
quando stillerai le gocce del ricordo,
le lacrime bagnino le tue labbra.

Bàgnale di desiderio.

S. E. Pavel
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