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Oggi 3 febbraio nacque a Lodi nel 1870 Ada Negri
Postato da dada il Venerdì, 03 febbraio @ 21:02:01 CET (66 letture)
Poesie di Negri

Oggi 3 febbraio nacque a Lodi nel 1870
Ada Negri




Anima

Era grande ed oscuro. Un divo soffio
Di genio la sua fronte irrequïeta
Baciava. Ai sogni, ai palpiti
Cresciuto de l'idea,
Bello, gentile, libero, poeta,
Incompreso dal volgo, egli vivea.

A lui gli astri e la luce—a lui la mistica
Armonia de le cose un sovrumano,
Un fervido linguaggio
Parlava.—Ei che ghirlande
Non chiedeva a la gloria, a un cuore invano
Mendicò amor.—Gli fu negato.—Grande

Ed oscuro, moriva!... In solitudine
Fosca, moriva.—Ride il sol lucente
Su l'invocato tumulo;
Lunge, trilla e si perde
Un canto alato come augel fuggente
Per la serena maestà del verde;

Sotto, fra i chiodi de la cassa, sfasciasi
La domata materia.—A la feconda
Terra, la terra ignobile
Torna.—De la tua mesta
E commovente poesia profonda,
Del tuo genio, di te, vate, che resta?...


Tu, tu sola che amavi, e viva e rosea
Del sol bevesti i luminosi rai,
Tu che ne i lunghi spasimi
D'intenso ardor fremesti,
Tu, sanguinante ma non vinta mai,
Sconosciuta e virile anima, resti!...

Quando tace la terra, e nel silenzio
Cala il bacio de gli astri al fior sopito,
E come alito d'angeli
Via per gli spazi immensi
Un sospiro d'amor corre infinito,
Tu in quell'alito vivi, e guardi, e pensi.

Quando il nembo s'addensa, e il vento indomito
Fischia, e pei boschi impazza la bufera,
E rossi lampi guizzano
Su ne l'accesa vôlta,
Con la procella minacciosa e nera
Tu soffri e gemi, nei ricordi avvolta.

Quando, vanendo per le limpide aure,
Sale un canto di donna al ciel gemmato,
E di carezze e d'impeti
E di desii supremi
Parla e si lagna nel ritmo inspirato,
Tu in quel canto, vibrante anima, tremi!

Fin che sui rivi ondeggieranno i salici
Fin che tra i muschi fioriran le rose,
Fin che le labbra al bacio
E a la rugiada il fiore
Aneleranno, e le create cose
Avviverà, febèa scintilla, amore:

Ne le nozze dei gigli, ne la gloria
Irrefrenata dei meriggi ardenti,
In alto, de le tremule
Stelle nei bianchi rai,
Ne gli abissi del mar, librata ai venti,
Nel mistero del cosmo, alma, vivrai.






Il silenzio





Tu che sussulti a un batter d'ali, ed hai
il nodo del silenzio sulle labbra
color di cenere!...
Perchè taci, e tremando te ne stai
rinchiusa in una torre di tristezza?...
E pure sei così giovine ancora,
così soave è ancor la tua bellezza!...

Non so il tuo male.—Tu mi sembri oppressa
da un cilicio nascosto, che flagelli
la carne fragile,
perdutamente al suo poter sommessa;
e un'ebbrezza indicibile ti è data
forse dal tuo soffrir senza parola,
se al lamento la bocca è sigillata;

se le mani s'aggrappan con terrore
a un mobile, ad un muro, a un davanzale,
per trattenerti
di scagliare il tuo corpo e il tuo dolore
dalla finestra!...—Ma perchè patire
senza rivolta?... Io non lo so, il tuo male;
ma t'insegnerei, forse, a non morire.—

Senti come garriscono le rondini
bianche e nere, nell'ora del tramonto.
Pel ciel s'inseguono
stridendo, in cerchi rapidi e giocondi.
Non hai pensato mai che forse un giorno
fosti la rondin che a Novembre fugge
verso il sole, e nel Marzo fa ritorno?...

Non ti senti quelle ali dentro il cuore
batter, folli d'azzurro?... non lo senti
che tu sei libera
come la rondinella del Signore,
e che sol per gioirne Iddio ti diede
l'anima tua piena di raggi, ardente
di sogni, aperta ad ogni pura fede?...

Vuoi ch'io ti regga al volo?... Oh, non tremare
forte così.—Non ti dirò più nulla.—
Lagrime e lagrime
io verserò su te senza parlare:
su te, che in una torre di tristezza
ti chiudi, e in fondo l'ami, il tuo martirio,
e vi sfiorisci con la tua bellezza.





Luce




A fasci s'effonde
Per l'aria tranquilla.
Colora, sfavilla,
La mite frescura
Del verde ravviva,
S'ingemma giuliva
Per terra e per ciel,

Vittorïosa, calda e senza vel.

Son perle iridate
Danzanti nell'onde,
Son nozze di bionde
Farfalle e di rose,
La vita pagana
Dolcissima emana
Dai baci dei fior...

Il mondo esulta e tutto grida: Amor!...

Mi sento nell'anima
La speme fluire,
L'immenso gioire
Di vivere sento.
Qual schiera di rondini
I sogni ridenti
Fra i raggi lucenti
Si librano a vol....

Son milionaria del genio e del sol!...






Nebbie




Soffro—Lontan lontano
Le nebbie sonnolente
Salgono dal tacente
Piano.

Alto gracchiando, i corvi,
Fidati all'ali nere,
Traversan le brughiere
Torvi.

Dell'aere ai morsi crudi
Gli addolorati tronchi
Offron, pregando, i bronchi
Nudi.

Come ho freddo! Son sola;
Pel grigio ciel sospinto
Un gemito d'estinto
Vola;

E mi ripete: Vieni,
È buia la vallata.
O triste, o disamata,
Vieni!...



Portami via




Oh, portami lassù, lassù fra i monti,
Ove lampeggia e indura il gel perenne,
Ove, fendendo i ceruli orizzonti,
L'aquila spiega le sonanti penne;

Ove il suol non è fango; ove del mondo
Più non mi giunga l'odïata voce;
Ov'io risenta men gravoso il pondo
Di questa che mi curva arida croce.

Oh, portami lassù!... Ch'io possa amarti
In faccia a l'acri montanine brezze,
Fra i ciclami e gli abeti, e inebbriarti
Di sorrisi d'aurora e di carezze!...

Qui grigia nebbia sul mio cor ristagna;
Nelle risaie muor la poesia;
Voglio amarti lassù, de la montagna
Nel silenzio immortal.... portami via!...



Voce di tenebra



Solitudin di gelo.—La tenèbra
Qui nel bosco m'ha côlta.
Infoscansi le nubi, ed io com'ebra
Sto, ma non temo.—O fredda aura sconvolta,
Aura fredda del vespro in agonia,
Parla all'anima mia!

.... Ed essa parla. Parla con le arcane
Voci de la boscaglia,
Rumoreggianti per la selva immane
Come ululìo di spiriti in battaglia:
E mi dice: «Che fai su l'ardua piaggia,
O zingara selvaggia?

Cerchi forse la pace?... O il glacïale
Rude schiaffo dei venti?
Nulla qui, nulla a soggiogarti vale?
Che temi tu, se al buio ti cimenti?
Di che razza sei tu, se non t'adombra
Il velame dell'ombra?

Nata alle aurore fiammeggianti e ai voli
Dell'aquila fuggente,
Nata a le vampe dei bollenti soli
Sovra gli aurei deserti d'Oriente,
Fra ciniche bestemmie e stanche fedi
Un ideal tu chiedi!

Ma t'annoda pei polsi una catena,
Ti circonda la bruma,
E la vita ti rode e t'avvelena
L'inutile desir che ti consuma.
Fatalità su la tua testa grava,
E sei ribelle e schiava.

Pur tu combatterai, gagliarda figlia
Di lutto e di disdetta:
Senza freno irrompente e senza briglia
La tua strofe sarà grido e saetta.
Andrai fra gl'irti scogli del dolore
Inneggiando all'amore;

Andrai coi piè nel fango e l'occhio altero
Nella luce rapito,
Le magnifiche larve del pensiero
Cercando per le vie dell'infinito:
Da una possa virile andrai sospinta,
Più grande ancor se vinta.

Così mi parla la tenèbra—ascolta
L'anima mia pensosa.
Son pianti e lampi ne la notte folta,
Tetri misteri ne la selva ombrosa:
Ma il respiro d'un Dio forte e sereno
Sento aleggiarmi in seno.


Ada Negri

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Ada Negri in una poesia su Pavia
Postato da Grazia01 il Giovedì, 01 dicembre @ 20:13:25 CET (47 letture)
Poesie di Negri









Pavia

Amo la libertà de’ tuoi romiti
vicoli e delle tue piazze deserte,
rossa Pavia, città della mia pace.
Le fontanelle cantano ai crocicchi
con chioccolío sommesso: alte le torri
sbarran gli sfondi, e, se pesante ho il cuore,
me l’avventano su verso le nubi.
Guizzan, svelti, i tuoi vicoli, e s’intrecciano
a labirinto; ed ai muretti pendono
glicini e madreselve; e vi s’affacciano
alberi di gran fronda, dai giardini
nascosti. Viene da quel verde un fresco
pispigliare d’uccelli, una fragranza
di fiori e frutti, un senso di rifugio
invïolato, ove la vita ignara
sia di pianto e di morte. Assai più belli
i bei giardini, se nascosti: tutto
mi pare più bello, se lo vedo in sogno.
E a me basta passar lungo i muretti
caldi di sole; e perdermi ne’ tuoi
vicoli che serpeggian come bisce
fra verzure d’occulti orti da fiaba,
rossa Pavia, città della mia pace.

Ada Negri

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La danza della neve
Postato da Grazia01 il Lunedì, 28 gennaio @ 22:12:06 CET (609 letture)
Poesie di Negri










La danza della neve


Sui campi e sulle strade
silenziosa e lieve
volteggiando, la neve
cade.
Danza la falda bianca
nell'ampio ciel scherzosa,
Poi sul terren si posa
stanca.
In mille immote forme
sui tetti e sui camini,
sui cippi e sui giardini
dorme.
Tutto d'intorno è pace;
chiuso in oblio profondo,
indifferente il mondo
tace.

ADA NEGRI

Biografia

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Il dono
Postato da Grazia01 il Martedì, 12 giugno @ 11:59:01 CEST (767 letture)
Poesie di Negri






Il dono

Il dono eccelso che di giorno in giorno
e d'anno in anno da te attesi, o vita
(e per esso, lo sai, mi fu dolcezza
anche il pianto), non venne: ancor non venne.
Ad ogni alba che spunta io dico: "È oggi":
ad ogni giorno che tramonta io dico:
"Sarà domani". Scorre intanto il fiume
del mio sangue vermiglio alla sua foce:
e forse il dono che puoi darmi, il solo
che valga, o vita, è questo sangue: questo
fluir segreto nelle vene, e battere
dei polsi, e luce aver dagli occhi; e amarti
unicamente perché sei la vita.

Ada Negri


Biografia

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Il pergolato di glicini
Postato da Grazia01 il Domenica, 18 settembre @ 20:32:40 CEST (887 letture)
Poesie di Negri




Il pergolato di glicini


Solaria,
il vento del sud scrolla e devasta
il tuo pergolato di glicini.
Ne piombano a terra i corimbi,
chicchi violetti di grandine,
pesanti d'un peso di morte.
Così a te traboccan dagli occhi,
nell'ora del torbido amore, le lacrime;
ma non si raccoglie il pianto d'amore,
non si raccolgono i fiori caduti del glicine.


Ada Negri

Biografia
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Un amico particolare
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 17 agosto @ 08:43:42 CEST (737 letture)
Poesie di Negri
Talvolta noi crediamo che l'amicizia sia fatta solo di grandi cose. Essa, invece è fatta anche di piccole cose, un sorriso , uno sguardo, una stretta di mano, una parola di comprensione, ma, soprattutto, di capacità di rinuncia al proprio egoismo.


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La prima rosa
Postato da rosarossa il Sabato, 12 marzo @ 00:32:44 CET (1174 letture)
Poesie di Negri


La prima rosa


ADA NEGRI

Pieni di luce e di vita sono questi versi che nella bella rosa,
sbocciata prima di tutte nel giardino,
cantano la bellezza e la gioia di ogni primato.



Ieri, quando sbocciò la prima rosa
sulla rama più alta del rosaio
che scavalca il muretto di ponente,



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La vergine ventenne
Postato da Grazia01 il Domenica, 16 gennaio @ 16:57:10 CET (840 letture)
Poesie di Negri



La vergine ventenne


La vergine ventenne
ch’io fui, splendente come torcia accesa
nel sole, ora dov’è?




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Tempo
Postato da Grazia01 il Martedì, 30 marzo @ 19:18:52 CEST (959 letture)
Poesie di Negri
Tempo

Giorno per giorno, anno per anno, il tempo
nostro cammina! L'ora ch'è sì lenta
al desiderio, tu la tocchi infine


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La verità
Postato da Grazia01 il Venerdì, 28 agosto @ 18:53:10 CEST (959 letture)
Poesie di Negri
La verità



A Te solo non posso

celarmi. Oscuro smisurato è il fondo

dell'essere. Non v'ha pupilla umana,

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Notturno nuziale
Postato da Grazia01 il Lunedì, 30 marzo @ 11:38:15 CEST (1015 letture)
Poesie di Negri Notturno nuziale

Quando tu venisti, una notte,
verso il suo letto, al buio,
e le dicesti, piano, già sopra di lei:
Non ti vedo, non ti sento.


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Sinfonia azzurra
Postato da Grazia01 il Venerdì, 01 febbraio @ 23:48:04 CET (925 letture)
Poesie di Negri Sinfonia azzurra

Venne in cerca di te
nella calda notte, lungo le strade dai fanali azzurri.
Tutte le strade, allora, la notte erano azzurre


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Nel paese di mia madre
Postato da Grazia01 il Lunedì, 28 gennaio @ 15:03:22 CET (890 letture)
Poesie di Negri Nel paese di mia madre

Nel paese di mia madre v'è un campo quadrato, cinto di gelsi.
Di là da quel campo altri campi quadrati, cinti di gelsi.
Roggie scorrenti vi sono, fra alti argini, dritte, e non si sa dove vanno a finire.
La terra s'allarga a misura del cielo, e non si sa dove vada a finire.


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La madre
Postato da Grazia01 il Martedì, 08 gennaio @ 23:48:38 CET (862 letture)
Poesie di Negri La madre

Vedova, lavorò senza riposo
per la bambina sua, per quel suo bene
unico, da lo sguardo luminoso;


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La rosa bianca
Postato da Grazia01 il Martedì, 29 maggio @ 23:39:38 CEST (18263 letture)
Poesie di Negri

La rosa bianca

La rosa bianca, sola in una coppa
di vetro, nel silenzio si disfoglia
e non sa di morire e ch'io la guardo
morire. Un dopo l'altro si distaccano
i petali; ma intatti, immacolati,
un presso l'altro con un tocco lieve
posano, e stanno: attenti, se un prodigio
li risollevi o li ridoni, ancora
vivi, candidi ancora, al gambo spoglio.
Tal mi sento cadere sul cuore i giorni
del mio tempo fugace: intatti, e il cuore
vorrebbe, ma non può, comporli in una
rosa novella, su più alto stelo.


Ada Negri
Biografia
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Rami di pesco
Postato da Grazia01 il Sabato, 26 maggio @ 12:24:24 CEST (2347 letture)
Poesie di Negri

RAMI DI PESCO

Ferma al quadrivio, mentre piove e spiove
Sotto l’aspro alternar delle ventate
Schioccanti come fruste sulle facce
Di chi va, di chi viene, una vecchietta
Vende rami di pèsco. O Primavera
Per pochi soldi! O riso, o tremolìo
Di stelle rosee su bagnate pietre!
Leggi Tutto... | 655 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 3.66


La ciocca Bianca
Postato da Grazia01 il Sabato, 26 maggio @ 12:24:13 CEST (1195 letture)
Poesie di Negri

La ciocca bianca

De’ tuoi bianchi capelli, sì leggeri
Alla carezza e pur sì folti, in uno scrigno una ciocca serbo.
Erano i miei
Scuri come la notte, allor che al capo
Tuo la recisi. Ed oggi, te cercando
In quella ciocca, sola cosa viva
Che di te mi rimanga, io mi domando
Se recisa non l’ho dalle mie tempie.
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La campanella
Postato da Grazia01 il Sabato, 26 maggio @ 12:23:56 CEST (897 letture)
Poesie di Negri

LA CAMPANELLA

Campanella d’argento, del convento
Qui presso: voce di lontana infanzia
È in quel fresco tinnire, che mi giunge
Or sì or no nell’ore più raccolte
Della giornata; e meglio all’alba, quando
Mute sono le strade e muto è il cielo.
Leggi Tutto... | 444 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0



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