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Soffrire è inevitabile
Postato da dada il Domenica, 23 aprile @ 19:00:47 CEST (92 letture)
Psicologia e salute I






Raffaele Morelli, psicologo di fama, sostene che la sofferenza sia una sensazione utile per la crescita dell’uomo.

Naturalmente nessuno desidera soffrire, ma fa parte della vita, prima o poi può toccare a tutti di passare periodi difficili e provare sconforto. Nessuno ne è indenne. D’altro canto bisogna considerare che il dolore è l’altra faccia della felicità, è il rovescio della medaglia, per cui se vogliamo poter essere gioiosi, dobbiamo accettare anche di essere tristi alcune volte.
La sofferenza rende perciò possibile la felicità, una non potrebbe esistere senza l’altra, le due cose si accompagnano. E’ come la luce e l’oscurità, non possono esistere separatamente, perché l’oscurità è assenza di luce. Se gli occhi di un uomo possono vedere il buio e le tenebre, potete essere sicuri che essi vedranno bene anche la luce, perché questa persona certamente possiede il dono della vista. L’oscurità è un’esperienza connessa alla vista tanto quanto lo è la luce. Vista in quest’ottica, l’infelicità non è una cosa di cui preoccuparsi troppo, è il segnale che abbiamo la capacità di essere estatici, gioiosi. L’importante è non lasciarsene sopraffare, ma reagire in maniera opportuna ai momenti difficili che ci capitano nella vita. A questo scopo esistono alcune tecniche utilizzate dalla psicologia o anche dallo Yoga e filosofie orientali, che cercano di trasformare il dolore in qualcosa di costruttivo. Si tratta per lo più di esercizi pratici che permettono all’individuo di trovare un equilibrio con le proprie emozioni ed esperienze, catalizzando quelle negative in favore di quelle positive. Il fondamento di base di queste metodologie è che se c’è la sofferenza c’è anche un motivo, ma spesso non siamo in grado di individuarlo perché siamo troppo coinvolti emotivamente, e allora non riusciamo ad avere una visione obiettiva della nostra situazione. In poche parole travisiamo la realtà e ingigantiamo il problema, o magari riflettiamo in esso qualcosa del periodo passato senza accorgercene. La felicità, la beatitudine è qualcosa che non deve perdere il contatto con l’esistenza, non è una teoria mistica o filosofica, è pura realtà. E’ qualcosa da esplorare, qualcosa a cui in nostri sforzi dovrebbero tendere, e per arrivarci non c’è che da mettersi con calma a fare esperienza su come trasformare le esperienze negative in motivi di crescita. Se possiamo essere infelici, questa è la prova che possiamo essere anche estatici, non c’è dubbio, si tratta solo di una malattia momentanea.
Un malato sa che può essere anche sano, magari lo è stato in passato e desidera tornare in quella situazione. Solo un cadavere non si può ammalare, ecco perché un uomo malato può tornare sano, perché la malattia è connessa allo stato di salute, una presuppone l’altro.
Il dolore non è da vedere come un feticcio ignobile da tenere a tutti i costi alla larga, ma è da accettare, perché è attraverso esso che arriva la felicità, e soprattutto la crescita dell’individuo.



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Come fai il pugno?
Postato da Grazia01 il Martedì, 05 luglio @ 08:09:06 CEST (159 letture)
Psicologia e salute I






Il linguaggio del corpo è strettamente correlato alla personalità di un soggetto, così come già affermavano negli anni Trenta gli psicologi Gordon Allport e Philip Vernon. Stando a questo principio di base, uno studio ha rivelato come anche il modo di stringere semplicemente il pugno può dire molto di noi.

I casi analizzati sono tre: il pollice rinchiuso all’interno del palmo della mano, il pollice sopra le dita rinchiuse o il pollice posizionato a lato delle dita.

1) Nel primo caso (pollice rinchiuso all’interno del palmo) il soggetto in questione è una persona creativa, acuta ed espressiva, con un carattere molto docile e calmo. Chi stringe il pungo così bada molto all’armonia e alla giustizia ed è molto socievole. Per quanto riguarda la sfera affettiva la sua più grande debolezza è essere compassionevole quindi sempre pronto a perdonare e dimenticare anche quando si è feriti.

2) Nel secondo caso (pollice sopra le dita rinchiuse) il soggetto è generoso, intelligente e sicuro di sè anche se , avendo aspettative sempre molto alte, ha bisogno di un incoraggiamento per affrontare nuove sfide. In amore la persona in questione è molto esitante e dubbiosa: vorrebbe una persona vicino ma è spaventato dall’idea di lasciarsi andare completamente per paura di essere abbandonato.


3) Nel terzo caso (pollice a lato delle dita) il soggetto è molto sensibile ma anche insicuro: punta tutto sulla sincerità e l’onestà di chi gli sta attorno ed, essendo molto attento agli altri, spesso rischia che la gente si approfitti di lui. In amore, chi stringe il pugno in questo modo non è bravo ad esprimere i propri sentimenti e tende a nascondere ciò che prova veramente.

Marina Luongo

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Semplice Gelosia o patologia?
Postato da Grazia01 il Giovedì, 03 novembre @ 19:24:41 CET (1297 letture)
Psicologia e salute I

La gelosia è un fattore emotivo ambivalente caratterizzato da odio nei confronti della persona amata qualora questa sembri provare interesse per un altro individuo. Entro certi parametri la gelosia non va vissuta come disturbo psichico, il problema insorge quando la gelosia non è determinata da un’effettiva carenza di affetto ma di altri fattori.
Fattori riconducibili a diversi FIV. La gelosia patologica insorge anche quando non esistono rivali. Sono connesse a situazioni frustranti presenti e remote. Nell’individuo geloso patologico, tanto forti sono state le frustrazioni passate, tanto estrinseca la gelosia nel rapporto sentimentale. A livello comportamentale, si è riscontrato che la gelosia passionale può indurre la donna ad uccidere la propria rivale mentre l’uomo la propria amata (in criminologia, delitti passionali). Ai fini descrittivi, possiamo classificare la Gelosia Patologica in quattro Gruppi.
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Russell sulla felicità
Postato da Grazia01 il Giovedì, 27 ottobre @ 08:22:50 CEST (730 letture)
Psicologia e salute I

La felicità non richiede teorie, ma solo di essere vissuta
«A mio giudizio, tutto quanto il tema della felicità è stato sempre trattato in modo troppo solenne. Si è pensato che gli uomini non possono essere felici senza una teoria della vita o una religione. Forse, coloro che sono stati resi infelici da una cattiva teoria possono aver bisogno di una teoria migliore che li aiuti a riprendersi, così come potete aver bisogno di un tonico quando siete stati malati. Ma, a cose normali, uno dovrebbe essere senza tonici e felice senza teorie. Sono le cose semplici quelle che importano realmente. Se un uomo trae diletto da sua moglie e dai figli, ha successo nel lavoro e trova piacere nell'alternarsi del giorno e della notte, della primavera e dell'autunno, sarà felice quale che possa essere la sua filosofia. Se viceversa trova che la moglie è odiosa, il chiasso dei bambini insopportabile e l'ufficio un incubo; se durante il giorno desidera la notte e di notte sospira la luce del giorno, allora quello che egli vuole non è una nuova filosofia, ma un nuovo regime, una diversa dieta o più esercizio fisico o che so io. L'uomo è un animale e la sua felicità dipende dalla sua fisiologia più di quanto egli non ami pensare. Questa è un'umile conclusione, ma non posso convincermi che sia errata. Sono convinto che molti uomini d'affari molto infelici aumenterebbero la loro felicità assai più se facessero a piedi dieci chilometri tutti i giorni che non per mezzo di un qualunque cambiamento di filosofia» (Ritratti a memoria, p. 257).
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Guardiamoci da due pericoli della vecchiaia – Russell
Postato da Grazia01 il Giovedì, 20 ottobre @ 19:00:42 CEST (1103 letture)
Psicologia e salute I
Guardiamoci da due pericoli della vecchiaia – Russel

«Psicologicamente nella vecchiaia bisogna guardarsi da due pericoli. Uno di questi consiste nel lasciarsi indebitamente prendere dal passato. Non è bene vivere nelle proprie memorie, nel rimpianto dei bei tempi passati o nella tristezza causata dalla morte degli amici ... Il proprio passato è un peso che si accresce gradualmente. È facile che accada di pensare dentro di sé che le proprie emozioni solevano essere più vivide di quanto non lo siano ora e la propria mente più acuta. Se questo è vero dovrebbe essere dimenticato; e se viene dimenticato, probabilmente non è vero. L'altra cosa da evitare è di aggrapparsi alla gioventù nella speranza di succhiare vigore dalla sua vitalità. Quando i vostri figli sono cresciuti, essi vogliono vivere la loro vita; e se continuate a interessarvi a loro come facevate quando erano più piccoli, è facile che diventiate per loro un peso, a meno che essi non siano particolarmente insensibili. Non voglio dire che uno dovrebbe essere privo di interesse nei loro riguardi, ma questo interesse dovrebbe essere contemplativo e, se possibile, filantropico, ma non indebitamente emotivo. Gli animali diventano indifferenti nei riguardi dei loro piccoli non appena questi sono in grado di badare a se stessi, ma le creature umane, a causa della lunga durata dell'infanzia, trovano difficoltà a fare la stessa cosa»

(Ritratti a memoria, p. 58 ).


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L’importanza di essere onesti
Postato da Grazia01 il Lunedì, 03 ottobre @ 16:11:00 CEST (1296 letture)
Psicologia e salute I
Non fa notizia, ma è il pilastro di qualunque comunità umana. Ecco da dove nasce il valore dell'onestà e come lo si difende.
E’ il fondamento di ogni società, da quelle piccole degli indios che abitano la foresta amazzonica a quelle delle megalopoli in cui dominano i giganti della finanza. Porta alla fiducia negli altri, non solo negli affari, ma anche nei rapporti di coppia, fra genitori e figli, fratelli, sorelle, amici e colleghi. Stiamo parlando dell'onestà, fondamento del "contratto sociale" che caratterizza le comunità umane, un valore universale che gli esseri umani ma non solo loro) sono chiamati a rispettare in ogni tipo di società. Certo, i comportamenti disonesti non mancano: oltre a furti e rapine, ci sono gli scandali finanziari come quello Parmalat, ci sono la corruzione, le truffe, l'evasione fiscale (in Italia tocca i 300 miliardi di euro) e tanti altri reati.

Black list.
A ricordarcelo, ogni anno giunge puntuale la speciale classifica di Transparency International a sulla percezione della corruzione, con 178 Paesi censiti. Nell'ultima rilevazione, relativa al 2010, la Danimarca figura come il Paese più onesto, insieme con Singapore e Nuova Zelanda, seguiti da Finlandia, Svezia, Canada, Olanda e Australia. I'Italia è al 67° posto, dopo il Ruanda e prima della Georgia.




In altre parole, l'onestà non è scontata, ma va da sempre difesa in ogni società attraverso le leggi, le prescrizioni religiose e la riprovazione dei cittadini. Nell'antico Egitto, per esempio, i disonesti potevano anche cavarsela in vita, ma non avrebbero superato la "pesatura dell'anima", una prova divina che decideva chi avrebbe proseguito la sua esistenza nell'aldilà e chi sarebbe stato invece sbranato dalla dea Maat. Anche oggi, in Africa, la disonestà, in particolare verso parenti e antenati, è scoraggiata dalla credenza in forze magiche punitive.
Ma l'onestà e la fiducia reciproca non si mantengono solo grazie al deterrente delle punizioni umane o divine: la loro forza è che garantiscono grandi vantaggi. Sono i presupposti fondamentali di ogni alleanza politica, di ogni contratto, di ogni commercio, senza dimenticare il microcosmo delle relazioni fra i singoli individui. Per vivere ed avere successo in una struttura sociale, insomma, bisogna essere affidabili. La disonestà alla lunga non paga, almeno per la maggioranza dei "furbi". Sociologi e antropologi concordano: la disonestà fa notizia, mentre dell'onestà, enormemente più diffusa, si parla poco perché è la normalità, il cemento del patto sociale.
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Riflessioni sul dolore
Postato da Grazia01 il Giovedì, 07 luglio @ 08:37:39 CEST (996 letture)
Psicologia e salute I
“… Dunque, limitiamoci ad occuparci del dolore. Concedo loro e volentieri, che sia il peggior accidente della nostra esistenza; di fatto io sono un uomo che lo odia quant’altri mai e quant’altri mai lo fugge, per non aver avuto finora, grazie a Dio, grandi rapporti con esso. Ma sta in noi, se non annullarlo, per lo meno diminuirlo con la pazienza e, quand’anche il corpo ne fosse scosso, mantenere l’anima e la ragione ben salde …”
Michel de Montaigne, Saggi, I, 14 (1)





La corporeità di San Sebastiano è da sempre, nella Storia dell’Arte, una delle maggiori dimostrazioni di capacità di illustrare l’anatomia e la fisicità del corpo. La figura di San Sebastiano costituisce un’icona della rappresentazione del corpo che attraversa il tempo e le culture europee, unendo in modo indissolubile, nell’immaginario collettivo, la materia al dolore. Nel personaggio di San Sebastiano corpo e dolore sembrano essere legati da un vincolo ineludibile, in una forma di evoluzione, ma sarebbe meglio dire di diversificazione, che si trasferisce da Antonello da Messina ad Andrea Mantenga e oltre.
Rappresentare il dolore permette infatti delle visioni didascaliche e agiografiche che possono essere proposte come modelli positivi, nonostante alcune possibili ambiguità interpretative, come nella rappresentazione del santo operata da El Greco, in cui il dolore del corpo sfuma nella sensualità dell’immagine. Sempre naturalmente che il dolore non entri nella vita umana in modo assolutamente ingovernabile, inspiegabile e soprattutto improvviso.
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La doppia mente
Postato da Grazia01 il Lunedì, 13 giugno @ 19:16:46 CEST (933 letture)
Psicologia e salute I



Gli animali hanno pochi dubbi e molte certezze. Non bisogna mai perdere troppo tempo, l'indugio è molto pericoloso; capire cos'è quel rumore tra i cespugli anziché scattare via, può risultare fatale. Il cervello con pochi conflitti procede come un pilota automatico. L'uomo invece indugia, e verso ad esempio il tabacco, l'alcol, le droghe, il cibo, il sesso, i dolci, escogita una serie di espedienti per vincere l'eccesso. Premiamo o puniamo i nostri comportamenti; ci congratuliamo, dilazioniamo gratificazioni, ci rimproveriamo. Siamo il risultato in fondo di strategie di autocontrollo. Se non fossimo almeno due non avrebbe senso controllarsi, valutarsi, rimproverarsi.

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La mente e le sue.... imprecazioni
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 08 giugno @ 20:39:50 CEST (1037 letture)
Psicologia e salute I

Il motivo per cui quando ci capita qualcosa di sgradevole, come colpire per sbaglio il dito, anziché il chiodo, o riversare su qualcuno un impeto di rabbia, il contenuto delle nostre parole diventa di colpo la sessualità, l'escrezione e la religione è un vero e proprio enigma per la scienza della mente. Esplosioni simili sembrano avere origine in una parte profonda e antica del cervello, come avviene quando un cane cui è stata pestata la coda guaisce e ringhia per intimorire un rivale. E' come se nel corso dell'evoluzione umana il cervello fosse stato cablato in modo da connettere l'output di un vecchio sistema per invocazioni e grida all'input di un nuovo sistema per il discorso articolato.
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Non dare importanza al giudizio altrui
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 13 aprile @ 08:42:16 CEST (1098 letture)
Psicologia e salute I


Talvolta basta una critica o delle opinioni negative sul proprio conto per andare in tilt. Ma bisogna imparare a “impermeabilizzarsi” ai giudizi altrui e fregarsene. Cerchiamo di diventare meno succubi delle opinioni che provengono dall'esterno.


Pensare come Napoleone

Per imparare a fregarsene del giudizio altrui la prima tappa fondamentale è accettare il fatto che non si può non essere giudicati e di conseguenza è reale e concreta l'eventualità di imbattersi in persone che nella vita cercano lo scontro. Con il termine accettare non si intende assecondare e nemmeno giustificare, ma riconoscere la probabilità che questo accada. Solo in questo modo possiamo gestire i commenti negativi su di noi. In altre parole si impara a pensare come Napoleone, il cui mantra era “il miglior modo di farsi dei nemici è tentare di piacere a tutti”. Quindi nessuno può scappare alle critiche!
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La Carta dei Diritti degli anziani
Postato da Grazia01 il Giovedì, 31 marzo @ 13:10:25 CEST (893 letture)
Psicologia e salute I





Dopo aver letto la simpatica poesia di Rosarossa mi è piaciuto sapere quali sarebbero i diritti delle persone anziane, che in qualche modo ridiventano fragili e bisognose come bambini.


Ogni persona anziana ha diritto:

ad un’assistenza fisica, che implica: la sicurezza fisica e la salvaguardia in tempo di pace e di guerra ed in particolare nei casi di calamità naturali e catastrofi sociali; il mantenimento della salute mediante l’assistenza e le misure più appropriate (alloggi e servizi adatti all’igiene, alle cure e all’assistenza geriatrica); il diritto a condurre una vita normale e la possibilità di avere un contatto con la natura;
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Niente paura
Postato da Grazia01 il Martedì, 16 novembre @ 16:21:14 CET (807 letture)
Psicologia e salute I
Niente paura



La prima volta arriva senza farsi annunciare. All’improvviso. Un attimo si sta bene, l’attimo dopo sono tremori, palpitazioni, sudorazione, soffocamento, nausea, dolori al petto, brividi o vampate di calore. Ed è la fine, cioè l’inizio del D.P., le due lettere che i medici usano per indicare il Disturbo di Panico. Perché dopo il primo attacco, scatta la paura della paura. E ci si trova irrimediabilmente invischiati in un circolo vizioso. Da quel momento, la vita cambia radicalmente.
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Cosa ci rende piacevoli agli altri?
Postato da Grazia01 il Giovedì, 17 dicembre @ 12:48:22 CET (868 letture)
Psicologia e salute I

Cosa ci rende piacevoli agli altri?
- A rendere desiderabile la compagnia di qualcuno non è tanto il suo aspetto fisico, il talento o l’intelligenza, ma un mix vincente di attitudini interiori.
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Ascoltare il nostro corpo
Postato da Grazia01 il Venerdì, 25 settembre @ 19:24:23 CEST (1221 letture)
Psicologia e salute I Ascoltare il nostro corpo e assecondare i bisogni interiori.



La fine dell'estate ci porta a uno sguardo più riflessivo e intimo, a una maggiore attenzione al sé e ai suoi bisogni.
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Perchè alcune persone piacciono di più di altre?
Postato da Grazia01 il Venerdì, 17 luglio @ 16:53:55 CEST (839 letture)
Psicologia e salute I

Cosa ci rende piacevoli agli altri?

Concetti chiave:

- A rendere desiderabile la compagnia di qualcuno non è tanto il suo aspetto fisico, il talento o l’intelligenza, ma un mix vincente di attitudini interiori.
- La capacità di ascoltare è l’ingrediente più importante per mettere a proprio agio chi ci circonda. Un'abilità che è sempre possibile imparare.
- Un atteggiamento rilassato e positivo, soprattutto nelle difficoltà è in grado di rasserenare, alleggerire e quindi attrarre le persone intorno a noi.
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Perché essere buoni?
Postato da Grazia01 il Domenica, 10 maggio @ 19:32:23 CEST (829 letture)
Psicologia e salute I

"Perché essere buoni?". E' una domanda che spesso ci poniamo ed alla quale rispondiamo amareggiati: "Non ne vale davvero la pena in questo tipo di mondo essere buoni e fare il proprio dovere... tanto ti fregano sempre... se vogliamo sopravvivere dobbiamo anche noi essere senza scrupoli".
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Gentilezza
Postato da Grazia01 il Sabato, 14 febbraio @ 19:50:11 CET (957 letture)
Psicologia e salute I

Pensare e agire col cuore fa bene al corpo e allo spirito

Chi di noi non vorrebbe un po' più di gentilezza nella sua vita? Il calore dell'affetto, la bellezza della generosità, il sollievo di essere ascoltati e visti per quello che siamo per davvero, il sostegno dell'amicizia, la meraviglia della gratitudine: tutto questo (e molto altro ancora) è la gentilezza. In un mondo sempre più impersonale e sempre più violento, non ne abbiamo mai avuto così bisogno come ora.
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Il tuo bambino interiore
Postato da Grazia01 il Lunedì, 26 gennaio @ 13:54:40 CET (1504 letture)
Psicologia e salute I
In noi c'è un bambino interiore
"Tutte le persone che noi chiamiamo 'geni' sono uomini e donne
che in qualche modo sono sfuggiti al pericolo di assopire quello strano
e meraviglioso bambino che è in loro."
Barbara Sher Wishcraft

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Ma il gruppo esiste?
Postato da Grazia01 il Domenica, 25 gennaio @ 21:13:00 CET (754 letture)
Psicologia e salute I

Ma il gruppo esiste?
La cosa fondamentale è che il gruppo in Internet non esiste "realmente", ma esistete e vive nella mente delle singole persone. Come rappresentazione fantasmatica di un Noi che non ha luogo, ne tempo, ma che segue le coordinate spazio-temporali della mente dei singoli individui che lo costituiscono. Nella mente delle persone questo gruppo viene connotato come reale, quando si parla di un membro del gruppo, si utilizza lo stesso linguaggio del mondo reale. "Hai sentito Tizio?" "E' venuto a trovarmi il nostro amico ieri" "Mi ha lasciato un bacio".



da COSI' VICINI, COSI' LONTANI
di Gabriella Alù


"Il bello di questo tipo di comunicazione è che qui le differenze di classe, di età, di politica e di religione non contano niente...."
. "Il bello di questi nuovi strumenti è che mettono di fronte ad un testo duro, puro, scevro di inflessioni, aspetti, odori, umori che ne modificano il significato. Non è un uomo, una donna, un ragazzo, un bambino, un mitomane o un pazzo - è un ragionamento, un modo di scrivere,un'articolazione di pensieri. E proprio per la sua semplicità che si riesce a mondare da ogni genere di decenza, di costume, di maniere e manierismi:attraverso un messaggio e-mail si può essere brutalmente sinceri o sofisticatamente falsi. Di sicuro, rappresenta un mezzo ideale per riuscire a conoscere altri spiriti gemelli. Anche se abitano a migliaia di chilometri di distanza".
"La bellezza della comunicazione telematica tramite Bbs è che si trovano un sacco di teste di melone, che bazookeresti non appena vedi(e che finisci per mettere nell'area reject del tuo off line reader) e anche qualche spirito fratello di cui, quando apri la tua mail box, hai il piacere di trovare un messaggio senza dovere cader vittima delle pastoie di età, sesso, cultura, razza, religione, politica, aspetti che normalmente viziano la nostra comunicazione interpersonale."
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Omero e le due porte dei sogni
Postato da Grazia01 il Venerdì, 02 gennaio @ 10:09:59 CET (1045 letture)
Psicologia e salute I


Omero e le due porte dei sogni.

Rivolgendosi ad Odisseo, che la donna crede un mendico, così si esprime: “Ospite, i sogni sono inesplicabili, parlano in modo ambiguo e non tutto per gli uomini si avvera. Due, sai bene, sono le porte dei sogni evanescenti: una è di corno, l'altra d'avorio. I sogni che passano attraverso l'avorio ingannano, portano parole vane; quelli che vengono fuori attraverso il liscio corno si avverano, quando qualcuno dei mortali li vede”. (traduzione di Giuseppe Tonna).
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La migliore cura è ridere
Postato da Grazia01 il Sabato, 27 dicembre @ 10:04:34 CET (806 letture)
Psicologia e salute I

La migliore cura è ridere

Ridere di gusto davanti al proprio comico preferito, sul piccolo come sul grande schermo, poteva essere considerato un passatempo divertente, senza effetti sulla salute. Così non è, secondo uno studio giapponese. Ridere non è solo un esercizio per i circa 20 muscoli facciali: fa bene anche al resto dell'organismo e regala anni di vita. Per dimostrarlo l'equipe del Moriguchi-Keijinkai ha arruolato un gruppo di neomadri con bimbi colpiti da eczema.
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Piangere non è da deboli e fa bene anche agli uomini
Postato da Grazia01 il Sabato, 27 dicembre @ 09:57:04 CET (1417 letture)
Psicologia e salute I

Piangere non è da deboli e fa bene anche agli uomini

Possono essere lacrime di dolore, di gioia o di sollievo. Oppure si può stare male e tenere tutto dentro, prolungando i tempi del malessere ma senza che nessuno se ne accorga.
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Nell'Amicizia la scoperta di sé
Postato da Grazia01 il Giovedì, 18 settembre @ 17:02:21 CEST (905 letture)
Psicologia e salute I Il nostro tempo è caratterizzato o da solitudini di massa, ciascuno davanti al suo computer, vittime di bulimia informatica per non perdere neppure un frammento di mondo, o adunate di massa in occasione di concerti, o a maxischermi per le partite di calcio, o in piazza San Pietro ad applaudire parole di fede o di speranza, ma non più l'amicizia, che è quel rapporto duale che evita alla solitudine di impazzire e alla gran massa di affogarci.

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I gesti e la mancanza d'amore
Postato da Grazia01 il Venerdì, 01 agosto @ 12:08:18 CEST (3360 letture)
Psicologia e salute I I gesti e la mancanza d'amore

In molti gesti quotidiani c'è una matrice comune: un desiderio d'amore insoddisfatto.
Sono segnali che, colti tempestivamente, consentono spesso di appagare esigenze profonde, ma che è difficile, esprimere apertamente.


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L'amore per i figli nasce dalla testa
Postato da Grazia01 il Sabato, 08 marzo @ 17:19:37 CET (1266 letture)
Psicologia e salute I

L'amore per i figli nasce dalla testa

L'istinto di difesa si trova in una regione del cervello che guida i grandi a prendersi cura dei piccoli

LONDRA, (Regno Unito) – Sono tanti i motivi per cui papà e mamma si prendono cura della propria prole. Ci sono motivi romantici (figli dell'amore), motivi evoluzionisti (conservazione della specie), motivi di buon senso e motivi puramente organici. A questo proposito i neuro scienziati dell'Università di Oxford hanno scoperto la zona del cervello incaricata di questo tipico sentimento di cura genitoriale, giungendo a importanti conclusioni anche nella spiegazione dei cattivi comportamenti dei grandi.
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Dedicato a tutti gli adulti contemporanei.....
Postato da Grazia01 il Domenica, 27 maggio @ 18:47:14 CEST (915 letture)
Psicologia e salute I

Dedicato a tutti gli adulti contemporanei un filo ipocondriaci (ovvero tutti noi)

Dicono che tutti i giorni dobbiamo mangiare una mela per il ferro e una banana per il potassio.
Anche un'arancia per la vitamina C e una tazza di tè verde senza zucchero, per prevenire il diabete.

Tutti i giorni dobbiamo bere due litri d'acqua (sí, e poi pisciarli, che richiede il doppio del tempo che hai perso in berli).

Tutti i giorni bisogna mangiare un Actimel o uno yogurt per avere gli "L. Casei Immunitas", che nessuno sa bene che cosa cavolo sono, peró sembra che se non ti ingoi per lo meno un milione e mezzo di questi batteri tutti i giorni, inizi a vedere sfocato.
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Mi sento solo. Per fortuna che c'è il Forum
Postato da Grazia01 il Venerdì, 02 febbraio @ 19:59:19 CET (1100 letture)
Psicologia e salute I

Le donne si perdono nei sentimenti. Gli uomini hanno scoperto cibo e vino.
Ma tutti si sentono protetti. Il Forum sul web è diventato il rifugio di intere tribù. Dai 15 ai 75 anni ed oltre
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Saper ascoltare la gente: arte o imbroglio?
Postato da Grazia01 il Domenica, 07 gennaio @ 13:54:41 CET (1038 letture)
Psicologia e salute I

Ho letto che a Milano c'è un ingegnere che nei fine settimana mette su un banchetto in un parco e si offre di ascoltare gratis la gente. La prima cosa che ho pensato è: il banchetto di Lucy Van Pelt nei Peanuts - "Psychiatric help 5 cents". In fondo, anche quell'aiuto in altro non consiste se non nell'ascoltare i problemi degli altri, con però due fondamentali differenze. Una: non è gratis. Due: incapace com'è per carattere di provare pietà per gli altri, Lucy finisce sempre per sparare qualche giudizio cinico o sarcastico che si abbatte come un randello sul suo piccolo paziente. E se la prima differenza è minima, perché in fondo la cifra pretesa da Lucy è molto vicina al nulla richiesto dall'ingegnere milanese, la seconda differenza è enorme.
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Vi auguro di trovare la ricchezza interiore
Postato da Grazia01 il Giovedì, 04 gennaio @ 19:41:08 CET (1636 letture)
Psicologia e salute I

Vi auguro di trovare la ricchezza interiore: vale più di una lotteria


Con l'anno nuovo si scatena il popolo delle lotterie. In fondo a noi piace vivere di illusioni. "Se vinco cambio vita, compro la casa, sistemo i figli, smetto di lavorare, mi metto a viaggiare». Pochi sanno che la stragrande maggioranza dei vincitori finisce male. Parenti e amici diventano "interessati" e non si capisce chi vuole bene per davvero e chi per denaro. Di fronte a una montagna di soldi ci si butta su investimenti spesso fallimentari.
L'improvvisa ricchezza fa sentire onnipotenti, si parte alla ricerca di nuove avventure e di nuovi amori che poi non si sanno gestire, col risultato di ritrovarsi poveri e senza famiglia. Eppure, sognando la ricchezza, stiamo tutti incollati al video, in attesa dei risultati.
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Quanta emozione nelle parole dei poeti
Postato da Grazia01 il Giovedì, 04 gennaio @ 13:17:15 CET (964 letture)
Psicologia e salute I

I versi di Neruda, Ungaretti, Montale ci fanno stare bene, allargano la mente, dicono che non si è mai soli.
E insegnano il senso della vita.


«lo non vengo a risolvere nulla. lo sono venuto qui per cantare e per sentirti cantare con me». Questo è il poeta Ricardo Neftali Reyes Basoalto, nato nel 1904 a Temuco nel Cile, che a 16 anni scrisse i suoi primi versi col nome di Pablo Neruda. «lo non vengo a risolvere nulla». Questo voleva dire Neruda, il poeta.
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