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I mille
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 05 maggio @ 08:58:09 CEST (144 letture)
Storia

La sera del 5 maggio 1860 nel porto di Genova una quarantina di uomini si raccolgono alla spicciolata su una tartana. Non c'è sorveglianza particolare, però è meglio non dare troppo all'occhio.
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Breve storia dei Fori di Roma
Postato da Grazia01 il Giovedì, 08 aprile @ 17:26:18 CEST (51 letture)
Storia

Tutti conoscono il Foro romano e i Fori imperiali, meno nota è la loro storia, anche se è durata più di mille anni, oltrepassando l'età romana. Inizialmente, tra il x e il IX secolo a.c., era solo una zona paludosa e insalubre, con tante zanzare e un piccolo corso d'acqua, il Velabro.
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I numeri di Roma, la Città eterna
Postato da Grazia01 il Martedì, 16 marzo @ 11:36:08 CET (52 letture)
Storia

Nel II secolo d.C., Roma è all’apice del suo splendore. È davvero il momento migliore per visitarla. Di pari passo con l'Impero, la città ha raggiunto il massimo della sua espansione territoriale, coprendo un'area di 1800 ettari, con un perimetro di circa 22 chilometri. E non è tutto. Conta tra un milione e un milione e mezzo di abitanti (secondo alcune stime, forse addirittura due milioni, poco sotto il numero degli abitanti dell’epoca moderna!).
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Ancora sull'amore...nei secoli
Postato da Grazia01 il Sabato, 06 febbraio @ 14:50:10 CET (78 letture)
Storia

La società latina era fortemente maschilista e fondata sul mito della virilità maschile, per un romano la virilità era la massima virtù; i romani erano educati ad assoggettare e a essere dominatori, nella politica come nell'amore e nel sesso.
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Amore...amore
Postato da Grazia01 il Venerdì, 05 febbraio @ 21:06:33 CET (98 letture)
Storia

MI PARE SIMILE A UN DIO

Mi pare simile a un dio
l'uomo che ti siede accanto
e ti ascolta così, mentre parli
con lieve sussurro e ridi amabile:
questo mi stringe il cuore nel petto!

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Tutankhamon morì cadendo dal cocchio
Postato da Antonio il Lunedì, 22 ottobre @ 19:33:25 CEST (179 letture)
Storia Secondo un recente studio, il giovane faraone ebbe il fatale incidente durante una battuta di caccia nel deserto e una frattura alla gamba gli avrebbe procurato la setticemia.

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15esimo anniversario della strage di Capaci
Postato da Antonio il Mercoledì, 23 maggio @ 15:17:56 CEST (2477 letture)
Storia

Molte le commemorazioni in ricordo delle vittime dell'attentato
Napolitano: "L'Italia seppe reagire alla mafia"
Il capo dello Stato nel 15esimo anniversario della strage di Capaci:
«Fu il momento più alto dell'attacco della mafia allo Stato»

MILANO- La strage che costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e a tre uomini della loro scorta oggi è una targa sull'autostrada, che quasi neppure balza agli occhi degli automobilisti che sfrecciano veloci nel tratto della Palermo-Mazzara che collega il capoluogo siciliano con l'aeroporto di Punta Raisi. Ma il giorno in cui Giovanni Brusca premette il pulsante che fece esplodere il tritolo con cui era stato imbottito un canale sotto al manto stradale ha segnato forse la svolta nella storia della lotta alla mafia. Era il 23 di maggio 1992, 15 anni fa. Pochi mesi più tardi, il 19 luglio, la stessa sorte di Falcone sarebbe toccata all'altro magistrato in prima linea nella lotta a Cosa Nostra, Paolo Borsellino, ucciso sempre con il tritolo, davanti all'abitazione della madre, in via D'Amelio.
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Cerimonie per Calabresi, presente Napolitano
Postato da Antonio il Giovedì, 17 maggio @ 12:18:52 CEST (243 letture)
Storia Doppio appuntamento in memoria del commissario ucciso in un attentato 35 anni fa.
Polemiche tra i due poli per la lapide a Pinelli.
Alle 12 verrà scoperta una stele in via Cherubini

La lapide in via Cherubini (Fotogramma)

Ci sarà anche il presidente della Repubblica Napolitano, giovedì a Milano, per partecipare a due cerimonie in memoria del commissario Luigi Calabresi, ucciso in un attentato 35 anni fa. Saranno presenti anche il sindaco Letizia Moratti, il presidente della Provincia Penati, rappresentanti del governo e della Regione e la vedova e il figlio del commissario, Gemma Capra e Mario Calabresi. La prima cerimonia avrà luogo alle 10.30 al centro congressi della Provincia in via Corridoni, dove verrà scoperta una lapide in onore del commissario ucciso. La seconda, alle 12, si terrà in via Cherubini angolo via Giotto, dove Calabresi cadde colpito a morte e dove verrà scoperta una stele. Corone di alloro in ricordo delle vittime della strage di via Fatebenefratelli e del commissario Calabresi verranno deposte alle 16 anche davanti alla Questura
.
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Il 3D svela il segreto della Grande Piramide
Postato da spalato il Venerdì, 06 aprile @ 19:26:09 CEST (323 letture)
Storia La Grande Piramide di Kheope, l'unica sopravissuta delle Sette Meraviglie del Mondo, rappresenta un vero mistero per gli studiosi che da secoli si interrogano su come sia stato possibile realizzarla.



Ora, il mistero sembra essere stato risolto dall'architetto francese Jean- Pierre Houdin, il quale nel 1999 formulò una ipotesi alla cui dimostrazione ha dedicato questi otto anni di studio e lavoro: e cioè che la costruzione del sito di Kheope fosse il primo esempio di costruzione a livello industriale e che la piramide stessa sarebbe stata costruita dall'interno .
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Galileo dipinse il volto della Luna
Postato da Grazia01 il Mercoledì, 28 marzo @ 19:06:47 CEST (293 letture)
Storia Scoperti cinque disegni acquerellati nella prima copia del Sidereus Nuncius.

Mostrano la Luna, e le velature ocra e marroncino spalmate sui crateri rendono viva l'immagine del satellite naturale della Terra.




La luna disegnata da Galileo


Sono cinque acquerelli, disegnati e colorati da Galileo Galilei direttamente negli spazi liberi di alcune pagine della prima copia del «Sidereus Nuncius», pubblicato per la prima volta a Venezia nel 1610. Mostrano la Luna, e le velature ocra e marroncino spalmate sui crateri rendono viva l'immagine del satellite naturale della Terra. Galileo con il suo cannocchiale aveva, per primo, violato i mari vuoti e polverosi. E il fascino che lo aveva colto scrutando nelle notti padovane lo voleva imprimere sulla carta andando oltre il segno, chiedendo aiuto al colore.
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Tutti i “buchi neri” dell’Europa cancellata.
Postato da Antonio il Sabato, 17 marzo @ 15:36:33 CET (260 letture)
Storia

Dall’Estonia all’Irlanda, si riscrivono le storie dei popoli dimenticati

C'è una storia oscura dell'Europa, nascosta ai libri di testo.
Nasce e muore come un fiume carsico attraversando gli Appennini, sfiorando le Alpi, accarezzando i fiordi. E'la storia delle varie entità europee, di stati sovrani oggi uniti sotto una stessa bandiera e una stessa moneta, eppure culturalmente distanti nonostante i ciclopici passi compiuti.
Può accadere, così, che cittadini d'Eurolandia ignorino capitoli essenziali della storia comune oppure interpretino in modo opposto contraddittorio personaggi e fatti.
Qualche esempio. La grande carestia, la : «potato famine», una delle vicende centrali nella storia irlandese: morirono milioni di persone, altre furono costrette ad emigrare creando quel flusso che avrebbe contribuito a plasmare carattere e lingua degli Stati Uniti, un evento epocale ignorato o quasi dai manuali di storia degli altri paesi europei.
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I segreti delle donne dell'Antico Egitto
Postato da Grazia01 il Sabato, 10 febbraio @ 10:26:09 CET (468 letture)
Storia

Scopri la misteriosa bellezza delle donne dell'Antico Egitto. Abiti, prodotti di bellezza, gioielli in una mostra esclusiva nelle splendide sale di Palazzo Reale a Milano.



Un viaggio affascinante alla scoperta dell'universo femminile nell'Antico Egitto: è questo il tema della mostra allestita nel Palazzo Reale, a Milano, intitolata "Nefer - la donna nell'Antico Egitto".
La straordinaria modernità della donna egiziana viene descritta attraverso oltre 200 reperti archeologici di grande valore provenienti da musei italiani ed internazionali: oggetti quotidiani, rossetti, ciprie, fondotinta, specchi, creme e ungenti riprodotti secondo le formule di allora, parrucche, pettini e spilloni ci svelano i segreti di tanta bellezza.
Colta, "in carriera", emancipata, ora signora della casa ora dea, considerata alla pari dell'uomo, la donna egiziana era dotata di una libertà estremamente sorprendente: poteva adottare figli, chiedere il divorzio, amministrare il patrimonio e addirittura reggere uno stato.





da donna.it
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LA SCUOLA INTITOLATA A GIORGIO PERLASCA
Postato da Grazia01 il Martedì, 30 gennaio @ 10:12:13 CET (815 letture)
Storia

Foto di repertorio
Giorgio Perlasca a Yad Vashen durante la cerimonia
di consegna della cittadinanza onoraria israeliana.
Gerusalemme, settembre 1989


Il 27 gennaio 2007, in occasione della giornata della memoria, la scuola primaria di Bizzarone
ha intitolato il suo istituto a Giorgio Perlasca, eroe che fra le numerose onorificenze ha ottenuto
la cittadinanza onoraria a Israele, e nel 1989 è stato là proclamato Giusto fra le nazioni per avere salvato nel 1944 5218 ebrei ungheresi.
Fra le personalità presenti all’inaugurazione, invitati dall’assessore alla pubblica istruzione Paola Salvadego: il sindaco e il vice sindaco di Bizzarone Carlo Benzoni e Guido Bertocchi. Il parroco del paese e il comandante delle guardie. Inoltre il sindaco di Ronago Agostino Grisoni e la sottoscritta, Miriam Ballerini. Mi è stata richiesto di scrivere una poesia su Giorgio Perlasca e sono stata invitata per leggerla al pubblico.
Bravissimi gli alunni delle varie classi che con scenette e canti, seguiti dalle maestre, hanno dato un esempio di solidarietà verso il prossimo, a tutti noi adulti presenti.
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27 gennaio 1945 - Il giorno della memoria
Postato da Grazia01 il Sabato, 27 gennaio @ 10:58:09 CET (222 letture)
Storia

Significato del “Giorno della Memoria”

La storia del genere umano ha conosciuto innumerevoli eccidi e stermini. Quello attuato in Europa nel Novecento contro gli ebrei differisce dagli altri per le sue caratteristiche di radicalità e scientificità. Mai era accaduto, ad esempio, che persone abitanti nell’isola di Rodi o in Norvegia venissero arrestate per essere deportate in un luogo (Auschwitz) appositamente destinato ad assassinarle con modalità tecnologicamente evolute. Per questo si parla di “unicità” della Shoah; definizione che pertanto costituisce il risultato di una comparazione storica, e non un pregiudiziale rifiuto di essa.

Shoah è un vocabolo ebraico che significa catastrofe, distruzione. Esso è sempre più utilizzato per definire ciò che accadde agli ebrei d’Europa dalla metà degli anni Trenta al 1945 e in particolar modo nel quadriennio finale, caratterizzato dall’attuazione del progetto di sistematica uccisione dell’intera popolazione ebraica.
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Spalato - storia di una città
Postato da Antonio il Martedì, 02 gennaio @ 01:58:50 CET (1547 letture)
Storia

La Spalato romana non fu altro che la sede della sfarzosa villa-palazzo dell'imperatore Diocleziano, fatta costruire nel 293 d.C.
Nei secoli successivi, gli abitanti della vicina Salona, già colonia greca e in seguito popolosa città romana, per sfuggire alle incursioni degli Avari e degli Slavi, si rifugiarono nelle sue rovine, fondando così la città di Spalatum.

Successivamente si susseguirono vari domini: l'Impero Bizantino, nel quale la città riuscì man mano a ritagliarsi una certa autonomia, quindi il Regno Croato, nel quale era la capitale della Croazia. Poi fu nel Regno Magiaro-Croato, nel contesto del quale la città mantenne la sua autonomia comunale, ebbe pochi anni d'indipendenza, quindi fu nella Repubblica di Venezia, la cui influenza durò per quattro secoli sino il 1797, lasciando in eredità numerose vestigia; fu nell'Impero di Francia poi nell'Impero Asburgico. L'Impero Ottomano invece mai riuscì a conquistarla.
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Il 9 novembre 1989 cade il muro di Berlino
Postato da Grazia01 il Giovedì, 09 novembre @ 21:08:58 CET (259 letture)
Storia

Il 9 novembre 1989, esattamente 17 anni fa, veniva abbatutto il muro di Berlino.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1949, la Germania fu divisa in due parti: una controllata dagli Alleati occidentali (Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia) ed un'altra, quella orientale dall'Unione Sovietica. Anche Berlino, la vecchia capitale, fu divisa in due parti.

Negli anni '50 centinaia di migliaia di persone, soprattutto giovani, fuggivano ogni anno dalla Germania Est a quella dell'Ovest alla ricerca di un futuro migliore e di più libertà.
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L'Alluvione di Firenze del 4 novembre 1966
Postato da Grazia01 il Domenica, 29 ottobre @ 20:08:06 CET (3632 letture)
Storia

In Via San Remigio, nella zona più altimetricamente bassa della città, esiste una targa dell'alluvione del 1333 dove una manina scolpita indica il livello raggiunto dalle acque; vi è stata posta ancora più in alto la targhetta che ricorda il livello raggiunto dalle acque nel 1966; le targe sono a circa quattro metri d'altezza.

L'Alluvione di Firenze del 4 novembre 1966 è l'ultima di una serie di esondazioni del fiume Arno che hanno nei secoli mutato il volto della citta di Firenze.

Avvenuta nella notte fra il 3 e il 4 novembre 1966, fu uno dei più gravi episodi causati da una eccezionale ondata di maltempo che causò forti danni in tutta Italia; oltre che a Firenze fu particolarmente grave a Venezia e nel Polesine. Contrariamente all'immagine che si ha in Italia ed all'estero, l'alluvione del 4 novembre 1966 non colpì solo il centro storico della città ma tutto il bacino dell'Arno a monte ed a valle della città. Le campagne furono allagate per giorni dopo il disastro e molti comuni minori isolati e danneggiati gravemente.

In meno di 24 ore le precipitazioni sulla zona di Firenze ammontarono a oltre 190 mm. (la media annua delle precipitazioni nella stessa zona è 823 mm). In tutto il bacino dell'Arno si ebbero precipitazioni simili
L'Osservatorio Ximeniano, che da secoli registra le condizioni metereologiche nella città comunicò che la pressione atmosferica calò subitaneamente di oltre 20 millibar, e che ci fu un repentino aumento della temperatura. Si ipotizzò quindi che un ciclone si fosse abbattuto sulla penisola convogliando una grande massa d'aria umida e calda.
L'ENEL diramò un dettagliato rapporto sull'accaduti nei giorni successivi (le dighe idrolelettriche di Levane e La Penna erano state indicate come possibili cause aggravanti) in cui stimava la quantità d'acqua che aveva colpito Firenze a circa 250 milioni di metri cubi, di cui 120 provenienti dall'alto corso dell'Arno, il resto dagli affluenti a Valle delle dighe. Un tecnico dei Lavori Pubblici stimò la quantità d'acqua in 400 milioni di metri cubi.
La portata del fiume al massimo della piena venne stimata in 4000-4500 metri cubi al secondo.
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Ungheria: '56 di sangue
Postato da Grazia01 il Lunedì, 23 ottobre @ 13:33:46 CEST (422 letture)
Storia

Mille e duecento uomini armati presidiano piazza Kossuth, il parlamento e le istituzioni di Budapest nel timore di disordini. Intellettuali, ex prigionieri politici e cittadini rifiutano di stringere la mano al capo del governo socialista. È il 23 ottobre e l'aria è carica di tensione. L'Ungheria celebra così, con il premier Ferenc Gyurcsany contestato per le sue menzogne, i cinquant'anni dalla rivolta che, cominciata con 200 mila persone in strada, si concluse con un bilancio di 3.500 morti (2.800 ungheresi e 700 soldati russi) seguito all'intervento dei carri armati dell'Armata Rossa nella notte tra il 4e il 5 novembre del 1956.
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Premio Nobel per la pace a Muhammad Yunus
Postato da Antonio il Sabato, 14 ottobre @ 15:18:08 CEST (404 letture)
Storia

Quel 27 dollari affidati a Sophia - Iniziativa simbolo

Sophia intrecciava seggiolini di bambù per due centesimi di dollaro al giorno. Era il 1976 e un giovane economista della vicina università di Chittagong, Bangladesh del Sudest, voleva capire cosa stesse alla base di quell'assurdità che condannava milioni di Sophia a vivere nella miseria.
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L'11 settembre 2001...dove eravamo?
Postato da Grazia01 il Lunedì, 11 settembre @ 21:11:31 CEST (619 letture)
Storia

L'11 settembre 2001 ha cambiato le nostre vite. L'evento è rimasto impresso a tal punto nelle nostre coscienze che siamo in grado di ricordare "dove eravamo" in quel momento. Antonio Ferrari, inviato del Corriere della Sera, ci aiuta a riflettere sui "perché", sui motivi che hanno portato a quel terribile attentato e sul modo in cui quel gesto ha cambiato le nostre vite.
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L'8 agosto per ricordare non solo Marcinelle
Postato da Antonio il Martedì, 08 agosto @ 21:31:09 CEST (252 letture)
Storia

Oggi, 8 agosto, ricorre il 50° anniversario di quella terribile tragedia che avvenne nelle viscere della miniera di Marcinelle in Belgio, in cui nel 1956 perirono tragicamente 262 minatori di cui 136 emigrati italiani.
Questo giorno dovrebbe rappresentare, anche per tanti altri milioni di italiani, emigrati e non, l’occasione per ricordare con profonda tristezza quelle povere vittime e gli immensi drammi familiari che ne scaturirono sia sotto l’aspetto umano che economico per i ritardi negli indennizzi. Tipico esempio dello sfruttamento dei lavoratori in genere e di quelli emigrati in particolare che, per certi versi, sia pure sotto altre forme, tuttora persiste in molti settori del mondo del lavoro ed in ogni angolo della terra.
Una giornata che, a mio avviso, dovrebbe diventare in ogni caso quella in cui ricordare in tutto il mondo le morti bianche e gli infortuni sul lavoro avvenute nell’emigrazione. Infatti, anche se la tragedia di Marcinelle è, purtroppo da ritenersi quella simbolo per le sue dimensioni, non bisogna dimenticare che altre tragedie analoghe hanno funestato le comunità emigrate italiane dal dopoguerra ad oggi. Come per esempio quella accaduta in Svizzera il 30 agosto 1965 a Mattmark, dove in un cantiere di lavoro in alta montagna per costruire una diga, perirono 88 lavoratori tra cui, anche lì, ben 56 emigrati italiani.
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UNA SIRENA DI NOME PARTHENOPE
Postato da spalato il Sabato, 29 aprile @ 12:44:08 CEST (1708 letture)
Storia Alla penisola sorrentina era legata la leggendaria presenza delle Sirene. Dal nome di una sirena che vi sarebbe stata sepolta, Parthenope, deriva il nome di uno degli empori commerciali fondati sulla costa dagli abitanti di Cuma. Il promontorio su cui sorse il centro era già stato utilizzato come scalo marittimo e commerciale da popolazioni egee, dai Fenici e più tardi da navigatori rodii. Quando vi si stanziarono i Cumani, trovarono già un monumento funebre a Parthenope. In seguito l'emporio conobbe una fase di declino attorno al 550 a.C.
Così, quando neppure un secolo più tardi (470 a.C.) nacque un secondo centro a poca distanza dal primo, venne chiamato Neapolis (città nuova), per distinguerlo dalla "città vecchia" (Paleopolis). Nella nuova città si stabilirono, oltre ad abitanti di Cuma e Ischia, Siracusani e forse, più tardi, coloni provenienti dall'Attica.

L'impronta greca in Campania (che i Greci chiamavano Opicia) durò comunque ancora molti anni, anche dopo la conquista romana, e sembra che a Neapolis si continuasse a lungo a parlare greco. Nell'antico centro della città è del resto avvertibile ancora oggi, nel reticolo ortogonale delle vie, la struttura cardo-decumanica di una città greca del V-IV secolo. Fu infatti attraverso la Campania che Roma entrò in contatto con la cultura e l'arte greche, molto prima di diventare, con la presa di Corinto, la vera padrona del Mediterraneo.

Il Museo Nazionale di Napoli possiede a tutt'oggi, di questa complessa vicenda di sovrapposizioni di civiltà, la raccolta forse più articolata e ricca. A partire dai più antichi reperti di Pithekusa e Kyme, per giungere a quelli, scoperti a partire dal 1700, di Pompei ed Ercolano, il Museo conserva un numero incredibile di manufatti, notevoli non solo per quantità ma pure per qualità, spesso sbalorditiva.

Anche le città di Pompei, Stabia ed Ercolano conservarono un'impronta tipicamente campana e i loro abitanti continuarono a prediligere manufatti d'impronta greca: infatti alle opere eseguite da maestranze e artigiani locali si alternano spesso, in questi siti, opere di importazione provenienti da ricchi centri ellenistici, come Alessandria. E benchè sostanzialmente romani, i reperti pittorici, i soli che siano rimasti in tale quantità nel mondo classico, costituiscono le uniche tracce consistenti per ricostruire l'aspetto dei grandi capolavori perduti della pittura greca.
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