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Primo concorso letterario
Postato da spalato il Domenica, 13 maggio @ 10:34:31 CEST (150 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato
Dicono che si è vecchi quando si ricordano le cose che sono successe tantissimo tempo fa. Non so quanto è vero ma so che sono già vecchia ma mi piace ricordare vari episodi della mia vita. Stranamente stanotte mi sono ricordata il mio primo premio che ho vinto per un mio racconto. Ero abituata che miei racconti o le mie poesie si leggevano davanti a tutta la classe. Quasi sempre erano compiti in classe e dopo il voto si leggeva quello peggiore e quello migliore e il mio era sempre il migliore. Così era anche in scuola superiore.
Un giorno la professoressa, al improvviso, ci ha detto che il compito in classe riguarda un concorso rivolto a tutte le classi delle scuole superiori. Avevamo 45 minuti per scrivere qualcosa di buono. Mia abitudine era di perdere tempo pensando finché non trovavo almeno una frase che mi piaceva e con aiuto di quella costruivo intero racconto.
Ho cominciato a scrivere e scrivevo, scrivevo e scrivevo, tante pagine. Una settimana dopo ci hanno detto che il mio racconto concorre per il premio.
Finalmente è arrivato quel giorno. Per quel giorno non dovevo indossare il grembiule e mi ricordo che avevo un abito grigio, niente di speciale ma io mi sentivo molto importante vestita così. Ci hanno portato in un cinema preparato per questo evento. Era stracolmo; intera mia scuola e altre due scuole e molti ragazzi stavano in piedi in fondo. Davanti allo schermo hanno messo tavoli e sedie per i giudici e davanti a loro era microfono e banco dove tenevamo fogli con i nostri scritti. Mi avevano detto che hanno cambiato varie frasi in mio racconto. Ho dato una veloce occhiata e non mi è piaciuto ma non ho detto niente. Eravamo in tre che abbiamo vinto qualcosa ma non sapevamo a che posto eravamo. Primo era un ragazzo che leggeva il suo. Dopo un altro ragazzo.
Toccava a me adesso. Mi sono alzata, ho raccolto i fogli e con un passo un po insicuro sono andata verso microfono. La mia scuola già tifava per me. Ho appoggiato i fogli davanti a me e ho guardato la sala. Quando ho visto quanto era piena ho sentito una strana paura. Leggere i miei scritti davanti alla classe di 30 persone o leggere davanti a centinaia di persone quasi tutte sconosciute non era stessa cosa.
Ho iniziato leggere con una voce bassa e un po tremante ma man mano come andavo avanti la mia voce diventava più forte e sicura. Avevo anche coraggio di guardare la sala ogni tanto. Mio racconto era lungo e la mia voce si era completamente adattata al testo e cambiava il timbro. Io non ero lì, ero dentro il mio racconto. Non mi accorgevo che quasi tutto dicevo a memoria senza leggerlo e ho detto esattamente come avevo scritto io e non come è stato cambiato il testo.
Avevo finito leggere e sono rimasta muta con uno sguardo perduto nel vuoto ma non succedeva niente. Quel terribile silenzio mi ha riportato dal racconto al cinema. Ho afferrato i fogli e quando volevo tornare al mio posto tra pubblico è scoppiato uragano tra applausi e grida. Come mi sentivo? Persa e tremavo tutta. Ero anche orgogliosa e contenta.
Quando i ragazzi si erano calmati ci hanno detto i risultati. Tutto era deciso già prima ma noi non sapevamo e quando hanno annunciato che io ero arrivata seconda quasi tutti si lamentavano e fischiavano. Il premio era 1000 dinari, un attestato e una spilla. Ero arrabbiata e non volevo andare a prendere i premi e anche mie compagne di classe mi trattenevano. Dovevano chiamarmi più volte e alla fine sono andata perché ho visto che l'uomo che doveva darmi premio era impaziente. Così ho avuto seconda delusione; al posto di 1000 dinari ho ricevuto poco meno di 900 perché hanno detratto le tasse. Piena di rabbia mi sono girata e senza ringraziare o salutare sono tornata tra mia classe. Quello era unico concorso che avevo fatto e dopo neanche facevo leggere i miei scritti a nessuno. Solo ultimamente faccio leggere le mie cose anche ai sconosciuti, senza paura e senza alcuna aspettativa, Anche questo è segno di vecchiaia?
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L'orchestra di un temporale
Postato da spalato il Martedì, 09 gennaio @ 11:41:45 CET (472 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato








L'orchestra di un temporale


Comincia tutto con una leggera brezza
che suona flauti e gli alberi ballano il valzer,
Destra, sinistra, destra, destra, gira, gira, gira.
Il ritmo cresce e il vento comincia a suonare le trombe
tra i rami spogli di alberi tristi e infreddoliti
e le nuvole cominciano a mandare effetti speciali
illuminando il cielo con lampi solitari
ma subito dopo le nuvole cominciano a suonare i tamburi.
Il cigolio di una porta che si apre e chiude
aiutata dal vento suona il violino piangente.
Si aggiungere anche la pioggia
con un leggero suono del tamburello
e balla il tip tap sui tetti ben lavati e scintillanti.
Il ritmo cresce e ognuno di loro vuole essere il solista;
aumentano il suono per farsi sentire sopra gli altri.
Il ballo infernale fa cadere alcuni alberi dalla stanchezza
e i lampi illuminano il cielo a giorno.
E' un finimondo.
Il frastuono è così forte che nessuno sente neanche se stesso.
Dopo alcune ore la pioggia con i suoi tamburelli
è la prima a cedere e smette di ballare il tip tap.
Anche i tamburi delle nuvole abbassano il volume
e si allontanano oltre l'orizzonte.
Si zittiscono anche le trombe del vento
e rimane solo la leggera brezza con il suo flauto
che fa ballare gli alberi sfiniti, quasi un addormentamento lento.
Un ultimo lampo in lontananza illumina
due gocce ritardatarie cadere dall'albero.
Tip.
Tap

Spalato

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Amore, che cos'é?
Postato da spalato il Martedì, 09 giugno @ 19:40:42 CEST (1138 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato Amore, che cos’è?
(inizio)
Tepore di primavera
Arcobaleno dei mille colori
Mormorio del ruscello
Cinguettio degli uccelli.



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Dubbio
Postato da spalato il Mercoledì, 20 agosto @ 17:33:14 CEST (925 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato Dubbio

Una dolce bugia è stata detta:
Ti amo.


Leggi Tutto... | 196 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Ho sognato
Postato da spalato il Lunedì, 14 luglio @ 20:17:28 CEST (1146 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato


Ho sognato


Ho sognato
una splendida spiaggia bianca
baciata dalle giocose onde
e piena di bambini allegri
che inseguivano il volo dei gabbiani
nei loro sogni..
Leggi Tutto... | 941 bytes aggiuntivi | commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 3.66


Ricordi...
Postato da spalato il Venerdì, 21 dicembre @ 00:05:33 CET (1260 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato C'è vento. Vento, pioggia e freddo; non sembra primavera ma autunno inoltrato. Come per magia tutto questo mi riporta ai lontani anni cinquanta.

Leggi Tutto... | 2111 bytes aggiuntivi | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 3.42


Hai mai pensato
Postato da spalato il Venerdì, 09 novembre @ 23:07:31 CET (1493 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato Hai mai pensato

Hai mai pensato al passato
Alle occasioni perdute
Lacrime silenziose versate
Insonne notti lunghe
Lampi di gioia e tuoni di dolore?


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Autunno
Postato da spalato il Venerdì, 19 ottobre @ 21:13:38 CEST (1210 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Grigie nuvole nel cielo
e comincia piovere.
Cammino senz’ombrello
Mentre le nuvole piangono.
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Inutile ritorno
Postato da spalato il Venerdì, 15 giugno @ 19:32:35 CEST (1655 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato


Si risale con gli occhi ben chiusi
e la bocca ben serrata,
il viaggio è già noto
tutto passato, tutto previsto.
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Sorprendimi
Postato da spalato il Sabato, 19 maggio @ 21:00:05 CEST (1225 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

La vita passa lenta e monotona
Non succede niente fuori posto
Solo immagini offuscate
Saltano nella mente.
In lontananza un raggio di luce
Comincia illuminare un viso
E la musica divina mi dice
Che sei tu.
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I tempi andati
Postato da spalato il Giovedì, 26 aprile @ 19:21:26 CEST (1515 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

C’era una volta……sì, così inizia una favola

Ma di favole non ne voglio scrivere.

C’era una volta una coccola

E tanto amore da vendere.
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Padre?
Postato da spalato il Domenica, 18 marzo @ 17:27:18 CET (1185 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Mio padre era un ubriacone; mi ricordo poco di lui ma quello che ricordo non lo potrò mai dimenticare. Non mi ricordo se ci picchiava ma ricordo le urla e la fame perché il suo stipendio lo spendeva per il vino e le donne.
Ero piccola quando i miei hanno divorziato; io avevo 5 anni e mio fratello 3; ma ricordo di quando mi vestì e mi portò con se da una donna. Mi lasciò in corridoio con un pacco di carte per giocare e loro due andarono in camera. In quel momento non capivo tanto ma presto, troppo presto ho cominciato a capire tutto.
Mi ricordo anche di tantissime corse che facevo per scappare, perché lui m'inseguiva, quando sono cresciuta un po', e mia madre che puntualmente riusciva a bloccarlo sulla soglia di casa, e tutte le stanze si riempivano dell'odore di vino che emanava lui.
Io già non lo conoscevo ma l'istinto mi avvertiva sempre che lui era dietro di me.
Crescevo così tra miseria e paura ma all'età di 20 anni avevo deciso di cercarlo e conoscerlo. Ebbene sì, l'avevo trovato ma lui non poteva mai essere un padre per me; era semplicemente un uomo come lo vedevo io e anche lui mi vedeva solo come una giovane ragazza.
Lasciamo stare i dettagli......
Il primo marito, dopo che mi aveva mandato in Libia per lavoro, portò i nostri tre figli piccoli in Israele dai nonni e li lasciò. Non è in contatto con loro da tantissimi anni e prima di lasciarli aveva detto loro che io ero morta......
.
Leggi Tutto... | 624 bytes aggiuntivi | 1 commento | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 0


Innamorarsi in messenger
Postato da spalato il Mercoledì, 14 febbraio @ 21:47:15 CET (1349 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Sguardo sognante fissato nell'eternità
Sospiro nascosto dietro lieve sorriso
Tanta voglia di parlare e sentire
Ma tu non ci sei.
Incredulità, sorpresa, gioia e tristezza
Attraversano il cuore velocemente
Provocando battiti incontrollabili
E ti cerco.
Il tempo si è fermato aspettandoti
Fissando omino rosso sulla lista
Angoscia cresce ascoltando conosciuti suoni
Dove sei?
Finalmente.....il cuore esplode di gioia
Le parole si fermano, spariscono
Riesco solo dire: "Omino Verde
IO TI AMO!!!"


spalato
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SPALATO (mia città) - acrostico
Postato da spalato il Martedì, 02 gennaio @ 22:24:54 CET (1311 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Sono andata via da te
pensando di tornarci presto.
Ancora posso ricordare
lunghe passeggiate al tramonto,
armoniose onde, e anche la bora.
Trentatré anni sono già passati;
ormai è tardi per ritorno.
commenti? | Pagina Stampabile  Invia questo Articolo ad un Amico | Voto: 3.5


Ascoltami
Postato da spalato il Domenica, 24 dicembre @ 22:12:13 CET (1162 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Ehi, ascoltami
voglio dirti che....
il risveglio è sempre brusco
e lascia amaro nella bocca
spariscono illusioni e speranze
e con le lascrime negli occhi
si cancella tutto il passato.

Ehi, ascoltami
devo dirti che......
anche il silenzio più profondo parla
finché mormorio delle lacrime racconta
la rabbia bolle e si placca
e rimane un niente
un niente doloroso.

Si era fatta la casa dei sogni
costruita dalle nuvole
bianche tenere colorate
senza le finestre e poche porte
ben serrate.

La chiave era ben nascosta
ma si trovava ogni tanto
e si viveva una favola
la favola senza la lieta fine
e adesso......

Sì, ascoltami bene
devo dirti che.....
in punta dei piedi si esce
stando attenti di non pestare nessuno
e con un secco colpo di spugna
si cancella tutto......
dimenticare.....dimenticare.....dimenticare

Un senso unico nella strada
buio ma non troppo lungo
non si può più tornare
è tardi.....davanti c'è un muro
e vorrei morire davvero.

Si scende a capolinea
senza voltarsi indietro
senza rimpianti e rimorsi
e si tuffa nel silenzio
non puoi più ascoltarmi......


spalato
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Perché.....tu non lo vuoi
Postato da spalato il Giovedì, 16 novembre @ 19:07:32 CET (940 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Vorrei.....asciugare le tue lacrime con i miei baci
Vorrei.....stringerti forte come so fare io
Vorrei.....dirti che ti amo ma non posso
Perché.....tu non lo vuoi
Non vorrei perdere questo momento magico
Non vorrei metterti paura e farti scappare
Non vorrei impossessarmi di te
Perché.....tu non lo vuoi
Vorrei.....sentirmi amata e non solo con le parole
Vorrei.....sentire il tuo calore anche se non è vero
Vorrei.....sentirmi dire: ti amo che non si pronuncia
Perché.....tu non lo vuoi
Non vorrei diventare tua ombra obbligata per sempre
Non vorrei neanche perderti per sempre
Non vorrei o vorrei, che importa?
Perché.....tu non lo vuoi!!!!!


spalato
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Illusione
Postato da spalato il Mercoledì, 15 novembre @ 13:48:14 CET (809 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato


C’era una volta
Un abbraccio caloroso
Un bacio dolce
Fiumi di parole.
C’era una volta
Sussurro amoroso
Sorriso tenero
Piccola carezza.
C’era una volta
Amore focoso
Amore turbolento
Amore indimenticabile.
C’era una volta …….


spalato
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Mi arrendo
Postato da spalato il Mercoledì, 18 ottobre @ 18:29:23 CEST (1473 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

L’urlo soffocato dalla rabbia
Vorrebbe liberarsi
E alzarsi dalla gabbia
Ma mi arrendo
Fissando la realtà.
Sto morendo
Con occhi socchiusi
E mente bloccata.
Illusione e delusione
Una dietro l’altra
Come una visione
Passa…passa e mi maltratta.
(Vedo un amico….
Credevo almeno).
Nella solitudine assoluta
Passa la vita dura
Mai voluta.
Mi arrendo.
Mi arrendo con rassegnazione.
Niente più le battaglie,
Ho imparato la lezione.


spalato
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cosa resta ? - Spalato
Postato da spalato il Martedì, 26 settembre @ 21:16:42 CEST (1030 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato
Erano i lontani anni cinquanta e noi bambini non ci preoccupavamo di fame e miseria. Eravamo allegri e spensierati e anche se abitavamo in città si trovavano terreni non coltivati dove potevamo giocare. I giocattoli praticamente non esistevano. Ci accontentavamo dei sassolini, qualche pezzo di vetro, meglio se colorato, e moltissima fantasia. Correvamo instancabili tutto il giorno anche sotto il sole rovente, sotto la pioggia o sfidando la bora gelida.
Non ci preoccupavamo di ginocchia sbucciate, naso rotto o raffreddori. Non eravamo tanto sani ma neanche malati, tutto era normale per quell’epoca.
La festa più grande era il compleanno. I preparativi cominciavano giorni prima impastando biscotti e pasticcini e quando finalmente arrivava quel tanto sognato giorno non si stava più in pelle dalla curiosità di ricevere i regali. Di solito si radunava l’intera famiglia e si chiamavano anche gli amici. Al suono del campanello si correva alla porta, che era comunque sempre aperta, e si scartava subito il regalo. Mi ricordo i regali che ricevevo: un libro, un pallone di plastica (ma quanto sognavo un pallone almeno di gomma), una tavoletta di cioccolata, una bambola e qualche volta qualche soldino. Arrivati tutti ci si divideva: gli adulti tra cui le mamme e le zie in cucina e noi bambini in camera da letto, nel mezzo veniva messo un grande tavolo, spesso prestato dai vicini per l’occasione. Ci sedevamo impazienti, gli occhi sgranati al pensiero di mangiare le cose buone. Finalmente arrivava mia mamma portando una grande pentola di cacao bollente, preparato con il latte in scatola che arrivata dalla croce rossa americana; era una delizia indimenticabile che si gustava solo nei casi speciali. Dopo arrivavano i biscotti e le varie paste e alla fine anche la torta, il tutto rigorosamente preparato in casa. Terminato di mangiare andavamo in cortile a giocare fino all'ora di cena e tutto finiva così.
Peccato che i compleanni erano pochi e la fame tanta. In mancanza di qualcosa di dolce noi bambini mangiavamo i fiori di glicine.
Il tempo passava, si cresceva e ancora non capivamo di essere poveri; eravamo tutti quasi ugualmente poveri e non potevamo immaginare che si potesse vivere meglio di così. Frequentavo già le scuole medie quando tramite la chiesa arrivò
l’abbigliamento dall’America, uova e latte in polvere, che doveva essere cucinato a lungo e la margarina gialla, quasi arancione, avvolta in una carta impermeabile che noi bambini grattavamo per ricavare quel qualcosa che assomigliava alla gomma, e facevamo così della gomma da masticare. Per andare a scuola indossavo quei vecchi vestiti americani. Erano coloratissimi e io ne ero molto fiera, non pensando a cosa significasse tutto ciò.
Ah, dimenticavo, un'altra festa era l’acquisto di scarpe nuove; quando nessun paio di scarpe dei familiari corrispondeva a quelle che servivano a te. In centro esistevano tre quattro negozi di scarpe. Si giravano tutti, ma stranamente il numero giusto non si trovava mai, allora si acquistava un numero più grande; dovevano comunque durare almeno un anno prima che se ne potesse comprare un altro paio. Si mettevano quelle nuove subito ai piedi, e le vecchie nella scatola di cartone grigio, rigorosamente legata con uno spago. Erano una vera tortura quelle scarpe nuove. Si arrivava a casa con i piedi insanguinati; qui stringevano, lì si sfilavano, e le ferite ci facevano male… ma non potevamo far altro che stringere i denti e andare avanti, aspettando che gli amici le vedessero.
Neanche quando diventai adulta le cose cambiarono. Stenti, stenti e ancora stenti, ma sempre con un bel sorriso sulle labbra.
Cosa resta ancora per ricordare? O dimenticare?


spalato 25.9.2006.
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Forse
Postato da spalato il Sabato, 23 settembre @ 19:06:26 CEST (1110 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Forse un giorno incontrerò te
nei miei sogni in bianco e nero.
Forse riuscirai a colorare la mia vita
nei mille colori d'arcobaleno.
Forse le stelle mi saranno favorevoli
aprendo la strada principale del cuore.
Forse il fiume rallenterà il suo percorso
mormorando una bella storia.
Forse......
un giorno il sole sorgerà a ovest.


Spalato
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Infinito
Postato da Antonio il Sabato, 23 settembre @ 13:27:35 CEST (975 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Mi giro indietro
E vedo
La nebbia nera
Che avvolge tutto
Come in lutto.
Mi rigiro in avanti
E vedo
La nebbia bianca
Che nasconde tutto.
Mi trovo in mezzo
Ad un incrocio.
(Che cosa faccio?)
E come i due amanti
Che si separano
Tristi ma decisi
M’incammino
In avanti.
Senza ritorno
E senza rimpianto
E attraverso
Un labirinto
(È giusta questa via?)
Mi dirigo
Verso l’infinito
Dove tutto inizia
E non finisce.
Un infinito breve
Ma lontano
E non c’è nessuno
Che mi dà la mano
Per guidarmi
Verso l’infinito
Indicandolo
Con un dito
Tu non ci sei
Alla fine della via
Ad aspettarmi
Con una mano tesa
E
Senza offesa
Tra tutta la folla
Mi sento sola
E piange anima mia
Ma l’infinito
Mi aspetta
E io non ho
La fretta.
Cammino piano
Sperando
Di arrivare lontano
Dove tutto inizia
E non finisce mai
Ma sai,
Non ci credo tanto
E mi abbandono
In un disperato
Pianto……….


Spalato
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Alfabeto
Postato da spalato il Venerdì, 28 luglio @ 12:05:26 CEST (843 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato Alfabeto
Ancora una volta
Bisogna ricominciare
Come tante volte prima
Domani non arriverà
Ed eccomi sola
Fantasticare del futuro
Giocando freneticamente
Ho una paura tremenda
Isolata dal mondo
Lasciata a me stessa
Morire lentamente
Nuvola nera da sopra
Osserva attentamente
Piangendo su di me
Quando alzo la testa
Restando immobile
Scende lentamente la pioggia
Timida ma insistente
Un uragano mi prende
Voltando i miei pensieri
Zitto zitto mi porta via



spalato

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Fine
Postato da Grazia01 il Venerdì, 28 luglio @ 11:51:16 CEST (950 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Notte
Lunga, buia e pesante
Come piombo
Opprimente e noiosa
E io
PENSO
Penso senza pensieri
Con la mente vuota
RICORDO
Quelle poche cose belle
Successe raramente
IMMAGINO
Un futuro che non c'è
Avvolto nella nebbia
CERCO
Cerco te Amico virtuale
Credendoti reale
CHIAMO
Ti chiamo pur sapendo
Che è inutile
GRIDO
Sempre di più sotto voce
Per non disturbarti
CHIEDO
Solo poche parole
Che non vuoi darmi
SPERO
Di incontrarti ancora
Ma senza dirti quanto soffro
PIANGO
Si, piango sapendo
Che un'Amicizia è morta
Se mai era esistita.
Ma dove sei?
Dove sei quando ho bisogno?


Spalato
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Come ogni giorno
Postato da Grazia01 il Venerdì, 28 luglio @ 11:49:22 CEST (1060 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Come ogni giorno con un passo lento
Appoggiato su un bastone
Tenuto con la mano tremante
Avanzava un nonnino.
Sembrava che dicesse
“Io non ho fretta”
La scena sembrava divertente
Ad un giovanotto che rideva….
Lacerante suono dei freni
Ha tagliato l’aria calma.
Un botto, sirena dell’ambulanza.

Il tempo passa senza fermarsi
Ma non è d'importanza per il nonnino
Che sempre più curvo sul suo bastone
Faceva la sua passeggiata.
La sua vista offuscata dagli anni
Era fissata in basso controllando i passi.
Non si era accorto, nell’angolo della strada
Di un giovanotto in carrozzella
Che con un triste sorriso
E pieno di tenerezza
Gli chiedeva perdono.


Spalato
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Terremoto
Postato da Grazia01 il Lunedì, 29 maggio @ 20:15:02 CEST (2410 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

tutto trema.......
il tempo si è fermato con il primo sussulto
proveniente dalle viscere della terra
urla soffocate si mischiano al rombo minaccioso
e tutto trema violentemente
tremano le case dalla violenza inaudita
trema la gente dalla paura mortale
scappano, ma dove?
tutt'attorno rovine e morte
tutto trema.......
la vita si è fermata in quell’istante



28.5.06. ore 1,04



Spalato
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Scarabocchio
Postato da spalato il Lunedì, 15 maggio @ 08:47:31 CEST (1127 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Non deve essere silenzio assoluto
Basta prendere carta e penna
Per scrivere quello che si è voluto
E la fantasia s’impenna.

E’ difficile come ogni inizio
Trovare una storia adatta
Ma dopo ti prende quel vizio
E trovi la tua strada piatta.

Forse io sono una poetessa
Che però non è mai nata
E senza una grossa pretesa
Quest’opportunità mi è data.

Provo e riprovo più volte
Controllata dal tuo occhio
Le occasioni sono molte
Per scrivere uno scarabocchio.



spalato
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Ti amo, ti odio
Postato da Antonio il Giovedì, 11 maggio @ 19:06:58 CEST (6756 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Tanti baci con tutta la dolcezza
Parole sussurrate con occhi sognanti
Abbracci pieni di tenerezza
Sembrano eterni questi momenti.
Ti amo.

Passano le ore lente
Miste con le lacrime e solitudine
Che torturano la mia mente
Tra martello e incudine.
Ti odio.

Il campanello suona senza preavviso
Apro e ti trovo davanti
Con un grande sorriso sul tuo viso
E siamo ancora amanti.
Ti amo.

Passano ancora ore, mesi, anni
Ma basta un gesto secco
I ricordi svaniscono senza far danni
E io chiudo quel libro senza l’eco.
Ti odio.


Spalato
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La vita
Postato da spalato il Martedì, 11 aprile @ 13:20:32 CEST (1131 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato


La vita

Passata ma non vissuta
Misteriosa, dura, troppo dura
A volte leggera come una farfalla
E non ti accorgi del suo tocco.
La vita
Un orologio che corre troppo
E il tempo manca per viverlo
Il vortice ti prende
E ti trascina dove vuole.
La vita
Uno sguardo da un treno velocissimo
Senza le fermate intermedie
In mezzo ad un deserto e solitudine
La vita mista morte.

spalato
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Sogno
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 aprile @ 20:56:52 CEST (994 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Prato profumato dai mille colori,
Brezza marina nella calura estiva
Una farfalla variopinta
Ma anche i dolori.
Cinguettio dei passeri
Volo dell’aquila verso sole
Acqua trasparente del rio
Ma anche i pensieri.
Lento passare delle ore
Il suono delle campane
L’odore dei pini
Ecco, questo è amore.
Apro il cassetto
E prendo lo scrigno,
Scrigno dei sogni
Ma lo trovo vuoto.


Spalato
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Panorama
Postato da Grazia01 il Domenica, 09 aprile @ 20:52:04 CEST (975 letture)
Le poesie e i racconti di Spalato

Una vallata forse come tante
Circondata dalle vette alte
Intrecciata dai rii
E rigogliose piante.
Un ruscello corre svelto
Salta canta sussurra
Racconta il passato e forse il futuro;
Per lui il tempo è lento.
Mi fermo e ascolto
Incantevole momento di magia
Io da sola e il mio ruscello
Che mi piace molto.
Ci parliamo e lui mi risponde
Con una tenerezza naturale
E con tutta sua allegria
Spesso mi confonde.
Ma che dici? Sarà vero?
Mi sposto per un passo
Ma la risposta appena sussurrata
Rimane un mistero.
Con lentezza mi allontano
E con sguardo fisso
Faccio una promessa
Solo con un gesto di mano.
Ritornerò…………


p.s. non sono tornata


Spalato
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